sabato 12 marzo 2016

Tanti auguri a Kengiro Azuma per i suoi straordinari 90 anni

Kengiro Azuma è un personaggio amatissimo, non solo come artista, ma anche come uomo, per la sua grande umanità, i suoi modi estremamente gentili e la sua calma imperturbabile di fronte ai più grandi problemi che ogni essere umano si trova ad affrontare nel corso della propria vita.
Ritengo superfluo, in questo contesto, parlare della sua interessantissima storia personale che è già molto conosciuta e mi limiterò a riportare alcune sue parole che ho avuto il piacere d'ascoltare da una recente conversazione che ho avuto con l'artista in occasione dei festeggiamenti che l'Associazione Culturale Cortina gli ha riservato durante la mini-mostra antologica: "MU YU, il vuoto e il pieno" che si chiuderà il giorno 19 marzo 2016. TG

Kengiro Azuma, 90 anni, Artista 

Tony Graffio: Buongiorno Maestro, sono Tony Graffio abito vicino a casa sua, ci siamo incontrati già qualche volta. Tanti auguri in anticipo, oggi è il 10 Marzo, so che lei compirà gli anni tra due giorni il 12 marzo. 

Kengiro Azuma: Grazie, è vero.

Tony Graffio: Volevo approfittare di questa occasione per sapere se può spiegarmi in che cosa consiste l'arte del vuoto.

Kengiro Azuma: Un giorno lo spiegherò, ma adesso così in breve tempo non è facile farlo.

Tony Graffio: Forse potrebbe spiegarmi una sua opera allora?

Kengiro Azuma: Ecco, questo è già più facile. Io voglio esprimere qualcosa d'invisibile, qualcosa che non è materiale e che non si può toccare. Quello che è importante, per me, è proprio questa parte invisibile dell'uomo. Noi siamo fatti di carne, sangue e ossa, ma dentro di noi è contenuta l'anima e lo spirito del nostro pensiero, le idee. Questo è l'uomo. Col tempo ogni cosa sparisce, qualsiasi materiale si consuma, svanisce, rimane solo l'anima, lo spirito, il ricordo. Se penso a mia nonna o a mio nonno, non resta più nessun materiale di loro, nessuna casa, nessun corpo, però una loro parte invisibile è ancora dentro di me. Io ho ancora ben chiari i ricordi di tutti i miei familiari, di mio nonno, mia nonna, mio padre, quella parte fa in modo che continuino ancora le loro vite.

Tony Graffio: Però lei lavora con i materiali e la forma. Qual'è l'importanza di questi elementi nella sua opera?

Kengiro Azuma: Non si può definire la forma. Noi diciamo che una grande gioia o una grande tristezza non si può vedere perché non ha forma. Ogni singolo artista fa nascere la creazione a modo suo.

Tony Graffio: La bellezza è importante per lei?

Kengiro Azuma: Certo, è fondamentale.

Tony Graffio: Quindi la bellezza ha anche un valore spirituale?

Kengiro Azuma: Certo, senza il contenuto spirituale non si muove nulla, non batte il cuore. Quello è qualcosa di particolarmente importante per l'individuo. Però per esprimere il vuoto ci vuole del materiale solido (fa risuonare il bronzo di una sua scultura battendolo con le nocche della mano). Gli opposti costituiscono la nostra realtà: destra e sinistra, negativo e positivo, bianco e nero, sopra e sotto. In ogni cosa ci sono gli opposti. Da qui nasce l'armonia.

Tony Graffio: E' per questo che per mostrare il vuoto bisogna fare vedere il pieno?

Kengiro Azuma: Certo, per esprimere il vuoto ho bisogno di un materiale pieno. Per esprimere il vuoto è anche sufficiente parlare, non c'è bisogno di toccare nessun materiale.

Tony Graffio: Lei di solito parla molto poco, vero?

Kengiro Azuma: Di solito non parlo.

Tony Graffio: Perché?

Kengiro Azuma: E' inutile (ride). Però quando devi parlare devi sapere che cosa dire. Devi sapere tutto. E saper spiegare che cosa hai fatto. Devi avere dentro di te la tua teoria, per questo, se lei mi chiede qualcosa, io posso esprimere immediatamente la mia idea.

Tony Graffio: Maestro Azuma, come ricorda i suoi primi anni di studio a Milano?

Kengiro Azuma: Alla scuola di Marino Marini arrivavano ragazzi da tutto il mondo: America, Giappone, Cina, India, Pakistan, Iran, all'epoca io ero in una classe internazionale, è stata un'esperienza indimenticabile, molti di loro sono diventati artisti molto importanti, io stesso sono diventato il più importante scultore giapponese (ride).

Tony Graffio: Come s'è evoluto il suo pensiero artistico da quando ha conosciuto Marino Marini?

Kengiro Azuma: Ho imparato la tecnica di scolpire il legno e la tecnica di fondere il bronzo, di lavorare la pietra e riconoscere la qualità della pietra, tutto questo.

Tony Graffio: E' importante la tecnica? 

Kengiro Azuma: No! (con il dito si tocca la testa) Non è importante essere bravi a usare il martello o lo scalpello, quello che è importante è l'idea.

Tony Graffio: Scusi, ma la sua famiglia aveva una fonderia per il bronzo in Giappone, quindi lei la tecnica la conosceva già?

Kengiro Azuma: Sì avevamo una fonderia, conosco questo lavoro fin da quando sono nato. La mia famiglia erano fonditori di bronzo da generazioni. Io sapevo tutto.

Tony Graffio: Però è venuto ugualmente qua a Milano per studiare? Perché?

Kengiro Azuma: Arte. Sono venuto qui a studiare l'arte non la tecnica.

Tony Graffio: Il successo è importante?

Kengiro Azuma: Io non ho mai avuto successo. Che cos'è il successo? (ride)

Tony Graffio: Beh molte persone, specie ai nostri giorni pensano che essere noti e guadagnare tanti soldi possa essere un valore da perseguire. Queste cose non le interessano?

Kengiro Azuma: Eh no. Il successo non è niente. Lo scultore non può diventare ricco.

Tony Graffio: Qual'è il suo interesse principale?

Kengiro Azuma: La ricerca. Il mondo è un mistero e noi non abbiamo capito bene che cos'è bene e che cos'è male. Io sto approfondendo che cosa vuol dire vivere e convivere. Quando gli uomini non sanno convivere, ogni tanto scoppia la guerra e gli uomini si uccidono tra di loro. Poi, torna la pace per un certo periodo di tempo e poi nuovamente la guerra. I periodi di guerra e pace si ripetono perché sono opposti. Come caldo e freddo, bene e male e sopra e sotto. Questi sono gli opposti. Fintanto che esiste la pace, questo significa che sicuramente arriverà la guerra. Sai che cos'è la guerra?

Tony Graffio: No.

Kengiro Azuma: Eh tu non hai fatto la guerra... La guerra è interessante! Molto. Ma bisogna vincere quando si fa una guerra. Però, purtroppo c'è sempre un vincitore e qualcuno che viene sconfitto. Per chi perde è terribile. Io so benissimo che cosa significhi perdere una guerra.

Tony Graffio: Lei ha più sofferto per la sconfitta del Giappone o per essersi ritrovato senza un Dio?

Kengiro Azuma: Io ho sofferto per tutti gli esseri umani del mondo, non solo per il Giappone. La guerra non può sparire fintanto che esiste la pace, quindi quando scoppia la guerra è meglio vincere. Se si perde è tremendo. La guerra non sparirà mai, fintanto che esiste la pace, sta a noi, con la nostra intelligenza mantenere le proporzioni giuste tra guerra e pace. Dieci anni di guerra e dieci anni di pace non sono un giusto equilibrio. Mentre un anno di guerra e dieci di pace sono una cosa diversa. La guerra valorizza la pace, questa è la filosofia. Bisogna vincere a qualsiasi costo, anche con la bomba atomica. Anche se questo era contro la legge internazionale. Però la bomba è stata usata. E poi chi ha vinto ha detto: "Noi siamo i vincitori, adesso voi fate quello che diciamo noi". Questa è la realtà. Per questo bisogna fare il possibile per non perdere. Bisogna essere forti, altrimenti il più forte ti distrugge. Anche se le leggi parlano chiaro, in certe situazioni, nessuno rispetta le leggi. Anche noi siamo una parte del mondo animale, in fondo in fondo. Per questo bisogna saper frenare bene il nostro istinto animale. Dobbiamo ricordarci che siamo esseri intelligenti, non siamo cani o gatti. A volte i cani ed i gatti, in certe cose, sono molto più intelligenti degli uomini. Loro sono semplici, invece noi siamo molto complicati. E' brutto, invece tutto dovrebbe essere aperto e sereno. In ogni paese c'è una religione, ma a che cosa serve se poi succedono certe cose?

Tony Graffio: Maestro, un giorno, quando non ci sarà più, lei per che cosa vorrebbe essere ricordato?

Kengiro Azuma: (ride) Io non saprei. (continua a ridere) Non saprei cosa dire. Perché la vita è un mistero, non si sa che cosa è bene e che cosa è male. La vita va avanti, ognuno decide da sé che cos'è importante. Anche la guerra è interessante. Anche dalla guerra si può guadagnare tanto.

Tony Graffio: Molti progressi sono i risultati delle guerre.

Kengiro Azuma: Certo, senza la guerra non può esistere la pace, quindi ci deve essere la guerra, l'importante è che ci sia una giusta proporzione tra guerra e pace. Dieci anni di guerra e cento anni di pace possono essere una proporzione giusta, in questo modo la nostra società non sparirà mai. Non può esserci solo estate e bel tempo tutto l'anno. Dopo l'estate deve venire l'inverno. Primavera, estate, autunno, inverno, poi tutto si ripete. Bisogna accettare ogni cosa. Per resistere a tutto quello che ci succede ogni singola persona deve avere cultura, un'alta cultura.

Tony Graffio: Che cos'è la cultura, secondo lei?

Kengiro Azuma: Sapere guidare se stessi. Sapersi guidare da soli: questa è una grande cultura. Io credo che anche il mestiere del ladro o dello scippatore può essere molto interessante, ci sono persone che tolgono agli altri senza fare fatica e riescono ad avere miliardi di euro. La cosa è interessante, però non è umanamente accettabile. Ci vuole un pizzico d'intelligenza per capire che è meglio non fare queste cose. Questa è l'educazione. fare il ladro è un mestiere interessante, emozionante e può dare anche soddisfazioni (ride), sì sicuramente...

Tony Graffio: Il mondo ha questa etica per poter distinguere il bene dal male?

Kengiro Azuma: Eh no, non esiste un'etica universale, ognuno ha la propria. Nel mondo ci sono tantissime chiese e religioni, ognuna di esse parla bene, però non cambia niente lo stesso. La realtà è diversa. Esistono lo stesso scippatori, assassini, ladri e ci saranno sempre, perché senza di loro noi non possiamo essere uomini buoni. Sono loro che ci valorizzano. E' Vero? Io credo che solo Dio sia l'assoluto e non abbia un opposto. Chi potrebbe essere il compagno di Dio?

Tony Graffio: Satana?

Kengiro Azuma: No, il diavolo non può essere al livello di Dio. Solo Dio è al di fuori del dualismo. Secondo me.


Nelle fotografie che seguono sono rappresentate le opere di Kengiro Azuma esposte presso Cortina Arte.











Cosa dice il Gallerista Stefano Cortina
Mu Yu, il vuoto ed il pieno rappresenta una mini mostra antologica di Kengiro Azuma.  Una volta entrato in rotta di collisione con l'artista, sia ben chiaro che mostre di questo tipo su artisti storici nascono da un'idea del gallerista, mai da una proposizione dall'artista, questo è ovvio.  Io cerco di costruire una mostra che sia a misura del mio spazio, per cui non la possiamo chiamare antologica, però vado a cercare i periodi migliori che siano compatibili su un percorso espositivo che io ideo, o concepisco quando conosco l'opera di un artista. Nel caso della mostra di Azuma, una volta nato l'incontro e la ricerca, ho iniziato ad allestire la mostra quando ero in studio e vedevo le opere confuse, impolverate, una accanto all'altra. Per cui ho voluto fare un piccolo percorso antologico privilegiando naturalmente l'aspetto estetico dell'allestimento ed alcuni mi hanno fatto i complimenti perché effettivamente ci sono tutte le opere più importanti. Pur nello spazio estremamente contenuto a mia disposizione, ho cercato di dare il senso di un'opera di un artista in soli 20/30 pezzi in mostra. Qui, io ho saltato tutta la parte figurativa di quando Azuma era allievo di Marino Marini, privilegiando già il tema della mostra che era il vuoto e il pieno MuYu. Partendo da opere degli anni '60 quando c'erano i cimenti con i quadri, fino ad arrivare alle sculture del 2007 che sono le opere più recenti. Qui è esposta una piccola summa di tutto quello che è il suo percorso artistico, compreso il bozzetto della scultura del monumentale ed attraverso altre sculture che rappresentano l'imprescindibile goccia. Una, senza dover eccedere, perché questo è un tema che lui ha trattato più volte.
C'erano anche delle sculture molto altre di oltre due metri, ma io devo tenere presente l'armonia del luogo espositivo. Ultimamente Azuma non dipinge, ma si esprime attraverso disegni dove è presente molto colore perché lui, come tutti gli scultori, ama il colore perché il colore è presente ovunque anche nella scultura. Il bronzo non è monocromo, ma si compone di un'infinita serie di divagazioni cromatiche. Con la pittura non si cimenta più perché la scultura è il suo interesse principale. A 90 anni ha ridotto la sua produzione, ma lavora ancora e disegna tutti i giorni. I suoi disegni vengono proposti alla vendita tra i 1500 ed i 2000 euro, mentre i quadri storici vanno dai 15000 ai 20000 euro, anche le sculture non hanno quotazioni altissime, perché Kengiro non è mai stato una persona esosa, come altri scultori del panorama italiano di cui preferisco non parlare. Le sue quotazioni, per le sculture sono assolutamente accessibili, anche perché lui non ha un mercato di grande diffusione sulle aste o sulle gallerie però ha un'enorme popolarità  ed infatti un grandissimo numero di persone sono accorse per venire a vedere questa mostra, si parla di più di un migliaio di visitatori in circa un mese e mezzo, numeri che per una struttura privata e dalle piccole dimensioni sono numeri da paura. Tutto il richiamo che abbiamo avuto è dovuto solo al prestigio dell'artista. E' bastato postare un tweet sulla mostra d'Azuma ed immediatamente se ne sono interessati molti giornali perché Azuma è una personaggio ammiratissimo. E' incredibile vedere l'affetto che la gente gli tributa, anche oggi (10 marzo 2016 ndTG) che lo stiamo festeggiando qui in Galleria. Noi lo abbiamo conosciuto due anni fa ed insieme alla mia socia Susanne Capolongo abbiamo deciso d'intraprendere un progetto insieme e dopo due anni siamo approdati a questa mostra che ritengo sia riuscita piuttosto bene. Le vendite sono andate abbastanza bene, ma per noi non sono lo scopo principale dell'evento che per noi è fare comunicazione e promozione culturale. Riteniamo che i veicoli commerciali siano al di fuori della mostra. Noi non proponiamo gli artisti alle aste o alle fiere per una scelta  ben precisa e nemmeno compro opere alle aste e do opere alle aste. Non è che io voglia fare il mecenate, ma faccio quello che ritengo mi piaccia di più e che mi diverta maggiormente e che mi faccia sentire più libero. A me è rimasto l'imprinting che mi ha dato mio padre, ovvero di cercare di lavorare con la qualità degli artisti da proporre e sull'arte giovane. Oltre ad Azuma, a novembre abbiamo presentato Pantaleoni, mentre seguo da tanti anni Giovanni Cerri, un artista che adesso, a 46 anni, dopo una lunga gavetta sta ottenendo i primi successi. Una volta, le gallerie lavoravano più su  Milano, o sull'Italia, mentre adesso per lavorare devi utilizzare il web ed allargare il tuo mercato verso orizzonti più europei. La galleria una volta era un po' più un negozio, anche se c'erano i grandi galleristi, come Cardazzo eccetera, oggi invece ti devi muovere.   



Tutti i diritti riservati







Nessun commento:

Posta un commento