giovedì 23 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 7a Parte: Simone Lucciola

Simone Lucciola
Simone Lucciola

Tony Graffio: Ciao Simone, tu che sei un illustratore, mi spiegheresti la differenza tra il lavoro dell'illustratore e quello del grafico, per favore?

Simone Lucciola: Ciao Tony, l'illustratore prende la tua idea e la trasforma in un'illustrazione che, nel mio caso, spesso viene inserita su una locandina o su una copertina di un disco o di un libro; il grafico invece dovrebbe essere colui che te la impagina e la lavora, in modo che vengano contrastati i colori. Il grafico segue dei canoni che ti permettono di andare poi in stampa tipografica. In breve, posso dirti che io creo un'illustrazione che poi affido ad un grafico che provvede all'impaginazione e svolge un ulteriore lavoro per il trattamento del colore e dei contrasti. E' lui che rivede il mio lavoro d'illustratore prima di mandarlo in stampa ed inserirlo in una pubblicazione. Chiaramente, il grafico fa tante altre cose, ma nel mio caso la differenza tra me ed un grafico è proprio quella che lui arriva in una fase successiva rispetto al lavoro che ho fatto io.

TG: Ho capito. Ho visto che qui al Basement hai portato una serie di ritratti fatti a personaggi della scena Rock'n'Roll, raccontaci qualcosa di loro.

SL: Questa serie si chiama: "I Santissimi"; ho iniziato a dipingerla nel 2004, ho ritratto dei rockers per lo più defunti che hanno fatto un genere di musica di mio gradimento. Alcuni di loro sono più conosciuti, altri meno; tanto che c'è gente che stenta a riconoscerli e mi chiede: "Ma questo chi è?". Chiaramente, non sono personaggi misconosciuti, ma nemmeno così popolari. Sono musicisti del recente passato, anche perché io non ascolto niente che sia arrivato dopo gli anni '90.

TG: Sono comunque personaggi di fama mondiale, forse più acclamati da una nicchia di appassionati che conoscono bene la storia del Rock...

SL: Certo...

TG: I contrasti cromatici di questi ritratti sono qualcosa che appartiene al tuo stile o è una scelta che riguarda solo questa serie?

SL: Fa parte di questa serie, però di base, mi piacciono molto i colori Pop. Mi piacciono molto i lavori di Warhol e Lichtenstein. I miei colori preferiti sono il giallo, il verde e il rosso ed il blu. Questi colori sono sempre presenti nei lavori che faccio.


Jerry Lee Pierce di Simone Lucciola

TG: Usi colori acrilici?

SL: Nella serie dei "Santissimi" sì. Dopo aver fatto una specie di campitura a pennello seguendo sempre un verso, inizio a lavorarci a pennarello, come se fosse un fumetto.

TG: Tu disegni anche fumetti?

SL: Sporadicamente, sì. 

TG: Colori o Bianco e nero?

SL: Sia a colori che in bianco e nero. Per la maggior parte però li ho realizzati in bianco e nero, perché i fumetti si stampano poi in bianco e nero, soprattutto per una questione economica. Chiaramente, ci sono testate nazionali, come possono essere Linus o XL di Repubblica. Loro possono permettersi di stampare tipograficamente a colori ed infatti per loro ho lavorato a colori. Spesso, per le auto-produzioni ho lavorato in bianco e nero. Per libri di 100 pagine e più ho lavorato in bianco e nero per riuscire a dare un prezzo di copertina conveniente all'acquirente e alla distribuzione in libreria.

TG: Ti diverti di più a dipingere i "Santissimi" o a disegnare i fumetti?

SL: La verità è che dipingere i "Santissimi" è molto rilassante per me. Ascolto un disco, fumo una sigaretta e lavoro in scioltezza, come se fossi un imbianchino e poi mi metto a ripassare i dettagli. Si tratta di un lavoro più intrippante che comunicativo... Mentre per un fumetto la storia è fondamentale...

Si intromette Murder Farts che prendendoci in giro fa una domanda a Simone sullo stile dei "Piccoli Fans" di Sandra Milo.

Murder Farts: Ma tu, a chi vuoi più bene a mamma o a papà?

Simone Lucciola: (senza esitare) A Pippo Baudo!

Riprendiamo l'intervista come se niente fosse successo.

Tony Graffio: Hai avuto un buon successo di vendite con la tua serie dei "Santissimi"?

Simone Lucciola: E' andata molto bene, la propongo da circa 13 anni e continua a piacere. Nel tempo si evolve e mi viene sempre meglio; aggiungo anche dei dettagli che rendono i ritratti più belli.

TG: Tra i rockers che hai portato qui a Jesi quali hai realizzato prima e quali sono stati dipinti più di recente?

SL: Per esempio, c'è Marc Bolan che è molto vecchio e risale proprio al 2004, mentre l'ultimo che ho dipinto, appositamente per il Basement Party, è Jeffrey Lee Pierce che vedi su quello sfondo color cioccolato. E' piaciuto molto anche a te e infatti lo hai pubblicato sul libro che hai auto-prodotto: "Musica in Cantina".

TG: Ti è piaciuto il libro?

SL: Molto bello, tra l'altro ne voglio una copia. Quel quadro di Pierce l'ho venduto per pagare le stampe delle copie che ho esposto qui.


Joe Strummer - Locandina di Simone Lucciola

TG: Hai altre cose da dire?

SL: Oltre a tutta la serie dei "Santissimi", ho portato anche una serigrafia di Joe Strummer. Si trattava di una locandina di un concerto; te ne accorgi perché ha un formato diverso dagli altri lavori: è un po' allungata e verticale. L'originale era in bianco e nero e propagandava una "Strummer Night", un tributo a Joe Strummer in un locale di Roma. Passo più di metà della mia vita a Roma...  Adesso un amico (Gianluca Ruggiero) delle mie parti (Calstelforte, vicino a Formia) che ha una serigrafia artigianale, Abaixo Screenprint, da quella locandina ha tirato 25 stampe a 4 colori, utilizzando sempre colori Pop che riprendono la serie dei "Santissimi". Io gli ho chiesto un giallo per l'incarnato ed un paio di verdi, più un nero e il bianco della carta. Quella è un'edizione limitata e firmata un po' più pregiata.

TG: Prezzo? 

SL: 20 euro.

TG: Quando l'hai stampata?

SL: Adesso, prima di venire qui a Jesi.

TG: Ok, bella te ne compro una.
Joe Strummer Simone Lucciola
Joe Strummer - Serigrafia di Simone Lucciola e Abaixo Screenprint cm 35X55 su carta Modigliani Cordenons da 320 grammi.


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Speciale Basement Art & Culture 6a Parte: Daniel Tummolillo

Daniel Tummolillo è un personaggio che abbiamo già incontrato altre volte sulle pagine di "Frammenti di Cultura", non mi dilungherò molto nell'intervistarlo perché molti di voi lo conoscono bene, ma mi sembra giusto fargli un paio di domande riguardanti la sua attività e le opere che ha esposto al Cotton Club. Tra l'altro il suo stand era accanto al mio, vedi il servizio della TG3 delle Marche. Se non gli chiedessi qualcosa potrebbe anche arrabbiarsi...


Basement Party Daniel Tummolillo
Daniel Tummolillo legge "Musica in Cantina" nelle pause del Basement Party di Jesi.

Tony Graffio: Ciao Daniel, quali serigrafie hai portato al Basement Party di Jesi?

Daniel Tummolillo: Ho portato la produzione fatta durante questo 2017, lavori preparati per la mostra alla quale ho partecipato a giugno presso la galleria Espinasse31 e nuove stampe tratte da frame di film fatte apposta per il Basement Party.

TG: Perché hai scelto proprio questi soggetti che, se non sbaglio sono tratti da "Il Grande Lebowski"; "Pulp Fiction" e da "Old Boy"? Li ritenevi particolarmente adatti al pubblico del Basement Party?

DT: Ho ritenuto di esporre e mettere maggiormente risalto queste ultime immagini legate ai film, perché mi è sembrato un tema forse più interessante e maggiormente vicino al pubblico che sarebbe intervenuto alla mostra di Jesi, in quanto ormai si tratta di icone popolari che fanno parte della cultura della nostra epoca, molto conosciute ed apprezzate dalla nostra generazione. 

TG: Dove hai realizzato queste stampe?

DT: Recentemente, vivo tra Milano, dove insegno serigrafia all'Accademia di Belle Arti di Brera, e l'Abruzzo, dove lo scorso mese di luglio ho aperto un laboratorio/galleria di serigrafia. Le serigrafie che avete visto al Basement Party le ho realizzate a Popoli; le stampe sono numerate, firmate e timbrate come 27, il nome del mio nuovo studio e non con il mio nome.

TG: Non ci sono problemi di diritti di immagine a riprodurre i fotogrammi di film che non ti appartengono?

DT: Ritengo di no. Le immagini le ho ri-fotografate dallo schermo televisivo; le immagini di questi film sono comunque facilmente rintracciabili in rete, per cui di dominio pubblico. Inoltre, io le "re-interpreto" secondo un mio gusto cromatico personale e non fedele all'immagine originale dalla quale ho soltanto tratto spunto.

Monolithic Elephant di Daniel Tummolillo

TG: Hai esposto a Jesi anche il tuo primo gig-poster, vero?

DT: Esatto, è la stesso poster che tu hai inserito nella tua auto-pubblicazione di interviste: "Musica in Cantina", un bellissimo libro del quale ho comprato alcune copie, in modo che i miei studenti possano consultarlo in Accademia, a Milano, ed anche presso il mio studio.






mercoledì 22 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 5a Parte: Raffaele Primitivo


Raffaele Primitivo Grafico
Raffaele Primitivo al Basement Party, Jesi 17/18/19 novembre 2017.

Tony Graffio: Raffaele, raccontami qualcosa di te.

Raffaele Primitivo: Mi chiamo Raffaele Primitivo, di professione grafico, praticamente da sempre. Ho quasi 20 anni di carriera alle spalle e fino da bambino volevo occuparmi di grafica, ma no so spiegarti il perché di questa decisione. Ho studiato ragioneria, ma mentre lo facevo dentro di me mi dicevo che non avrei mai fatto quel lavoro; così, appena ho potuto ho studiato grafica ed ho intrapreso poi quel percorso professionale. Sono appassionato di musica: suono e faccio il Dj. Appena posso, lavoro in quel campo ed ho diversi clienti nell'ambiente discografico. Sono partito con alcuni contatti con gruppi Rock, ma adesso lavoro molto anche con chi produce e diffonde la musica elettronica, sia per eventi che con etichette digitali; perché l'elettronica si muove quasi esclusivamente in quella direzione. Diciamo che riesco a starci ancora dentro. Ho seguito vari festival. Ne ho anche creati alcuni...

TG: Tipo?

RP: Alcuni anni fa ho organizzato il Supernova, un festival di musica elettronica in Croazia. L'ho creato insieme ad una compagnia di traghetti; era un modo per promuovere l'isola di Pag che all'epoca non era così conosciuta. Si voleva cercare di far nascere una nuova Ibiza, con l'idea di portare la gente là dall'Italia.

TG: Ho capito, Pag è una bella isola, ma molto ventosa.

RP: Vero. E' stata una bella esperienza.

TG: E i pupazzetti che proponi con le stampe che cosa sono?

RP: Arrivano dall'ambiente della "Drum and bass", della "Breakbeat" e della "Techno", è un articolo che si rifà ai festival di "Dub" e a quel tipo di mondo.

TG: Come vengono fruite le immagini che crei?

RP: Cerco di essere un po' trasversale, le strade facili non mi piacciono mai. Cerco sempre d'inserire dei rimandi, dei riferimenti a mondi esterni o di inserire degli input diversi, di varia provenienza. Possono essere il cinema, la letteratura o tutte queste cose assieme. Ho optato per una grafica più illustrativa che può rimandare a quella del cartoon o dello stencil e della street-art.

TG: Ok, ma come viene fruita? Le tue grafiche diventano copertine di dischi? Flyers? Manifesti? O che cos'altro?

RP: Quelle sono diventate direttamente dei poster.

TG: Basta semplicemente aggiungere un nome o alcune scritte?

RP: Sì, per esempio, quello (indicando il suo stand) di "Beat the Street" è diventato una serie di poster incentrato sul "Dub". Gorilla invece è stato usato per una serie di serate sul "Drum and bass". "Smoke" è stato utilizzato da una combo che suonava musica elettronica, poi stranamente è finito in diversi libri di grafica, anche in Giappone. Qualcuno me l'ha contestato perché c'era un rimando al "fumo" (ride)...

TG: Quindi c'è una committenza, o bisogna sempre proporsi?

RP: Sì e no... Io ho lavorato tantissimo anche nel campo dell'abbigliamento, vedi "Kiss"... Molto spesso le situazioni le creo io; capitava che organizzavo delle serate con un gruppo di persone ed i poster erano stampati per quegli eventi...

TG: Hai uno stile piuttosto personale, mi riferisco specialmente ai tuoi lavori in bianco e nero, molto geometrico: bello.

RP: Sì quelli sono i lavori più recenti: al resto, anche se si tratta di grafica, ho cercato di dare un senso, ma forse lo capisco solo io... Ci sono alcuni disegni che ho riportato da altri contesti per fare un nuovo tipo di composizione.

TG: Stampi in digitale o anche in serigrafia?

RP: Per la maggior parte in digitale, ultimamente non preparo molte serigrafie, anche perché questa è la prima volta che partecipo ad una mostra-mercato come il Basement. Generalmente, lavoro su committenza, o comunque per le cose che faccio io vado in tipografia a stampare, perché faccio una tiratura piuttosto larga.

TG: Ho capito. Cosa ne pensi del Basement Party? Che impressione ti ha dato?

RP: Mi piace molto: bello l'ambiente e l'idea di coinvolgere creativi di vari settori. Fondamentalmente, se ce ne fossero anche un po' di più di queste occasioni, la gente sarebbe più stimolata a capire e a interpretare questo tipo di messaggio visivo. Il punto è sempre quello: la gente va preparata a conoscere questo tipo di opere, altrimenti non le capisce.


Marlene Kuntz - Lunga Attesa - Grafica di Raffaele Primitivo

Basement Party: Illustrazione, Tattoo, Grafica, R'n'R, Serigrafia, Poster Art, Kustum Kulture, Fotografia, Incisione, Scultura, Auto-produzioni, Fumetto, Street-Art e creatività.




Speciale Basement Art & Culture 4a Parte: Rajesh Pisa

Il pubblico per noi del Basement Party è importantissimo. Tutto viene allestito, organizzato, preparato, suonato e raccontato per far divertire le ragazze e i ragazzi che amano il Rock and Roll e lo stile di vita Underground, ma anche gli appassionati di arti visive più maturi; i fan di un gruppo musicale o di un artista; i curiosi; i visitatori più esperti, oppure chi è soltanto casualmente di passaggio per i locali ed i centri di aggregazione cittadini dove si svolge il festival jesino di street-culture, musica, illustrazione, tattoo, grafica, poster-art, fotografia e fumetto più spontaneo e imprevedibile di sempre. 
Questa originale manifestazione capace di coinvolgere spettatori molto eterogenei tra loro ha soddisfatto tutti i partecipanti; sia tra le file degli espositori che tra il pubblico. Ho intervistato un giovane amante del fumetto giapponese e dell'illustrazione d'autore particolarmente entusiasta di aver incontrato il suo disegnatore preferito nel campo della Comics-art.


Eroi del Basement Party
Quando sei fortunato al Basement Party puoi incontrare anche il tuo eroe! Rajesh e Alex Massacci.

Tony Graffio: Ciao, come va? 

Rajesh Pisa: Alla grande, mi sto divertendo tantissimo.

TG: C'è tanta bella gente, vero?

RP: Tantissima!

TG: Come ti chiami? 

RP: Rajesh Pisa

TG: Sei qua al Cotton Club per vedere qualcosa in particolare?

RP: Mi piacciono molto i fumetti, sono un fan di Alex Massacci e vorrei vedere i suoi lavori e conoscerlo di persona.

TG: Benissimo, adesso ti porto da lui. Ma Alex è davvero così bravo?

RP: Mi ha sorpreso, a me piace moltissimo!

TG: Studi alla scuola del fumetto? Oppure disegni?

RP: No, sono solo un appassionato.

TG: Che fumetti leggi?

RP: Non leggo molti fumetti, preferisco l'illustrazione.

TG: Bianco e nero o colore?

RP: Bianco e nero.

TG: Collezioni qualcosa?

RP: Compro i Manga giapponesi, ovviamente non sono inerenti a questa mostra, ma mi piace quel genere di disegno. Sia nei cartoni animati che nell'editoria.

TG: Come hai conosciuto Alex?

RP: Tramite un'amica comune. 

TG: Come ti sembrano i suoi lavori?

RP: Sono ad un altro livello. Io ho studiato grafica pubblicitaria e sono rimasto molto impressionato da quello che è in grado di disegnare Alex.

TG: Ti piace il Basement Party?

RP: E' molto bello. Mi piace perché qui vengono trattate tutti i tipi di arti: c'è tutto quello che ogni persona vuole vedere.

TG: Quanti anni hai?

RP: 32.

TG: Ti occupi di grafica?

RP: No, ho studiato per cinque anni all'Istituto Professionale di Grafica Pubblicitaria e mi è rimasta la passione per il fumetto e l'illustrazione fatta con la computer grafica.

TG: Perché ti piacciono i Manga?

RP: Mi sono avvicinato ai Manga grazie alla passione per un cartone animato: One Piece e da lì è nato il mio amore per il fumetto giapponese.

TG: Vuoi dire qualcos'altro?

RP: Bella mostra, bella gente e artisti molto validi, complimenti.

TG: Tu sei di Jesi?

RP: No, di Ancona.

TG: E sei venuto qua appositamente per il Basement Party?

RP: Sì e sono molto contento d'averlo fatto.

TG: Ti ringraziamo moltissimo per la tua presenza.

RP: Grazie a Voi.


Rajesh posa orgogliosamente davanti alla parete dove sono esposte le riproduzioni delle tavole di Alex Massacci.

Attenzione: il Basement Party è solo per cuori forti e sognatori!

martedì 21 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 3a Parte: Vanessa Cardinali


Parliamo di fumetti con un'allieva del grande Alex Massacci.

Vanessa Cardinali e Alex Massacci al Basement Party

Tony Graffio: Vanessa, per favore raccontami come hai iniziato a disegnare i fumetti.

Vanessa Cardinali: Ho iniziato con Daitarn 3, copiando i mostri...

TG: Ah, quindi tu sei un'amante dei mostri...

VC: Beh, certo!

TG: Ti piace mettere i mostri in mostra? Quali ti piacciono di più?

VC: Assolutamente sì, come puoi vedere anche da quello che viene proposto dagli altri espositori. Più mostri ci sono, meglio è.

TG: Va bene, parlami allora dei tuoi mostri...

VC: I miei sono mostri felici; tra loro troviamo balene volanti, polipi, poi ci sono anche i pirati, un  po' di tutto...

TG: Quello in mezzo alla tempesta, sopra al veliero, che animale è?

VC: Quella super-piovra-gigante è un Kraken!

TG: Gli orsetti volanti non saranno mica dei mostri vero?

VC: Gli orsetti volanti nascono da un astuccio, mi sembrava eccessivo trasformarli in astronave e allora hanno dato vita alla flotta degli orsetti.

TG: Data completa di nascita?

VC: 2/12/1982.

TG: Sagittario?

VC: Sì.

TG: Ascendente?

VC: Non ne ho idea...

TG: E questa coniglietta?

VC: E' la mia reinterpretazione della ragazza con l'orecchino di perla, perché mi sembrava il minimo omaggiare Vermeer...

TG: Con che tecniche disegni?

VC: Per i fumetti è tutto analogico: carta e pennelli; i colori sono digitali. Per i quadri invece dipingo banalmente all'acrilico. Per gli altri lavori mi diverto a fare dei collage con stoffe e bottoni.

TG: Da dove vieni?

VC: Sono di Monte San Vito, adesso vivo a Senigallia, ma per parecchi anni sono stata qua a Jesi.

TG: Hai studiato alla scuola del fumetto?

VC: Sì.

TG: Con chi?

VC: Ho avuto come insegnanti Gianpiero Wallnofer, Fabrizio Pasini, Alex Massacci e...

TG: Senti Vanessa, ma Alex ci è o ci fa?

VC: Un po' entrambe, credo... (risata)

TG: E come insegnante com'è?

VC: Come insegnante è bravo.

TG: Sa il fatto suo?

VC: Abbastanza, adesso lo vado a "stalkerare" ogni volta che fa lezione, perché ho iniziato ad insegnare a Pescara e allora... prima ascolto le sue lezioni e poi le riporto.

TG: Ce lo consiglieresti come insegnante?

VC: Sì, parla molto, ma alla fine tra le tante cose che dice qualcuna è giusta e allora... (risata)

TG: Ho capito, lui lavora sulla quantità!

VC: Penso di sì, però non gli fare sentire quest'intervista... (risata)

TG: Tranquilla, glie la facciamo soltanto leggere. Va bene, altre cose che vuoi raccontare al pubblico di "Frammenti di Cultura"? Vedo che sul tuo banchetto ci sono dei bei libri di fumetti; chi te li ha pubblicati?

VC: La Bao, l'anno scorso mi ha pubblicato il primo libro del quale io sono autrice sia dei disegni che dei testi.

TG: Stiamo parlando di Thunder Ben?

VC: Sì, Thunder Ben è una storia per bambini. L'anno scorso è uscito anche Phlox di Shockdom che è una storia di fantascienza...

TG: Bello!

VC: Eh sì...

TG: Di cosa parla?

VC: Phlox è il nome di un fiore che adesso esiste sul nostro pianeta; è una storia d'amore non melensa, senza che la tecnologia prenda il sopravvento sui contenuti,ed è una storia che ha dei dialoghi da telefilm.

TG: Bei colori, sicuramente sei una sognatrice...

VC: Beh, certo.

TG: Grazie Vanity Vany, a presto: poi chiederò anche ad Alex cosa pensa di te...

Un pirata amico di Vanity Vany.



Speciale Basement Art & Culture 2a Parte: Wolfenstein

Davide Ranni, in arte Wolfenstein, da circa 20 anni fa il riciclatore, o meglio, recupera pezzi di materiale metallico da oggetti abbandonati e strumenti in disuso per ridare vita a nuovi elementi che poi comporranno cattivissimi robot ed altri esseri stravaganti e fantasiosi capaci di calamitare l'attenzione di grandi e piccoli.  
Wolfstein è di origini abruzzesi, ma attualmente vive ad Aprilia, nei pressi di Roma.

Robottini nati da bombole di gas
Un bambino osserva con sorpresa le opere di Wolfenstein alla Galleria del Cotton Club di Jesi.

Tony Graffio: Wolfenstein, la scultura è la tua attività principale?

Wolfenstein: Purtroppo no, Tony. Per sopravvivere faccio il saldatore. Per passione e dare sfogo alla mia fantasia realizzo sculture ed oggetti ornamentali, in particolare lampade.

TG: Quanti anni hai?

WS: Quaranta.

TG: Hai iniziato presto a dedicarti a questa passione...

WS: Sì, è un'attività che pratico con costanza da tanti anni.

TG: I tuoi lavori sembrano tutti delle maschere, dei robottini... come potremmo definirli?

WS: Cerco di ridare vita a componenti varie, caschi, parti meccaniche, bombole del gas e a quant'altro trovo in giro.

TG: Nelle tue opere vede un filtro dell'aria di una moto attaccato ad uno scarico di una vasca da bagno; un radiatore da moto...

WS: Esatto, lo scarico della vasca è poi attaccato ad un pezzo di decespugliatore... Nelle mie creature puoi trovare di tutto, dal filtro della moka, ai pistoni di un camion... bombole del gas...

TG: A proposito di bombole del gas, ti interessa un serbatoio verticale da giardino da 300 litri? Un mio amico me lo aveva proposto in regalo, ma te lo cederei volentieri... Sembra il "Little Boy" che hanno sganciato su Hiroshima...

WS: Magari in futuro non mi dispiacerebbe dedicarmi a qualcosa di grandi dimensioni, ma per il momento preferisco limitarmi a oggetti di dimensioni più umane e facilmente collocabili all'interno di un appartamento, sempre ammesso che qualcuno scelga di avere qualcosa di inusuale dentro il salotto di casa.

TG: Molto belli i tuoi robot, potresti contattare Massimo Sirelli e Tana e unirvi in una nuova corrente artistica: il Robottismo... Hai uno studio dove lavori ed esponi i tupi lavori?

WS: Nonostante da più di 20 anni mi dedico a questa attività non ho ancora un mio laboratorio. Mi appoggio alle officine degli amici per realizzare i miei lavori.

TG: Come procedi? Tagli, vernici e poi monti il tutto?

WS: No, la parte finale è la più dura, prima costruisco il mio personaggio, poi smonto tutto per pulire e verniciare, infine rimonto nuovamente il mio robot.

TG: Ho capito... Eh beh, in effetti è un lavoro abbastanza lungo... ma tu progetti su un disegno, o improvvisi?

WS: Non faccio un disegno preciso, ma accenno un bozzetto per tenere a mente l'idea di quello che voglio realizzare. Non so perché, ma le idee da realizzare mi vengono in mente nei momenti più inaspettati...

TG: probabilmente sono le muse che ti ispirano... Ci sono degli artisti che dicono che realizzano delle opere addirittura contro la propria volontà. Lo sapevi? E' il tuo caso?

WS: Vuoi dire che potrei essere posseduto da uno spirito robotico? Non ci avevo mai pensato... Ad ogni modo ho sempre carta e penna a portata di mano per buttare giù uno schizzo di quello che voglio fare, anche se ho già tutto in mente... almeno... fin'ora. Spesso, mi basta vedere un pezzo meccanico per intuire che cosa poi posso realizzare. Naturalmente parto da un pezzo, ma poi devo trovarne altri da assemblare per dar vita a qualcosa che possa diventare un prodotto finito, utilizziamo un termine tecnico industriale... Un prodotto che abbia forma e composizione.

TG: Tu ti consideri più artista o artigiano?

WS: Artigiano.

TG: Ok, allora spiegami la differenza tra essere artista e artigiano...

WS: Questa è una domanda difficile...

TG: A me interessa il tuo parere, non una risposta ufficiale.

WS: Credo che l'artista si occupi di problemi più concettuali; i miei non sono lavori concettuali. L'artigiano è una persona che vuole usare le mani.

TG: Ok, perfetto. E questa scelta di illuminare le tue opere fino a farle diventare delle lampade, o delle presenze tangibili, come dobbiamo interpretarla?

WS: A me piace che le mie opere abbiano una loro utilità, oltre a dare emotività... anche se non sempre, come puoi vedere, hanno una funzione precisa. Spesso sono solo presenze ornamentali.

TG: Parlando di prezzi, su che cifre si posizionano i tuoi lavori?

WS: Dai 50 euro in su.

TG: Ok, grazie.

Davide Ranni Wolfenstein
Davide Ranni/Wolfenstein

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lunedì 20 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 1a Parte: Eleonora Dottori

Seconda edizione del 2017 per il Basement Party di Jesi; sesta edizione in tre anni circa per il conteggio dei suoi organizzatori: finalmente ci siamo. L'evento è giunto al culmine della sua storia per consensi di pubblico e partecipazione di creativi. Una quarantina di espositori sono arrivati da varie città d'Italia: Torino, Maniago, Milano, Ferrara, Rimini, Roma, Perugia e, naturalmente, da molte località site nelle Marche. 
Questa volta, ho avuto modo di osservare tutto molto da vicino, poiché io stesso ho esposto le mie stampe a matrice di carta al "Cotton Club", oltre che ad aver portato "Musica in Cantina" a chi ha voluto approfondire la conoscenza su un argomento di cui ultimamente si parla sempre di più: la Rock Poster Art.
Anzi che partire in quarta con una serie di interviste ai protagonisti della rassegna di varie arti e generi musicali, ho voluto ascoltare la preziosa collaboratrice degli organizzatori, una giornalista in gamba che ha svolto un ruolo fondamentale nella promozione e nella capillare opera informativa riguardante l'evento appena conclusosi. Eleonora Dottori fa parte della squadra vincente del Basement Party e si occupa dell'Ufficio Stampa. 
Ricordo a tutti che la rassegna di arte, cultura e musica voluta fortemente da Mona, Jerry e Sonny si potrà considerare totalmente archiviata soltanto dopo il giorno 3 dicembre, quando anche l'ultima mostra, allestita dalla curatrice e storica dell'arte Simona Cardinali, verrà smontata dal boudoir di Palazzo Pianetti. TG

Eleonora Dottori
Eleonora Dottori

Tony Graffio: Per la prima volta dalla sua esistenza, l'instancabile team del Basement Party ha scelto te per veicolare le comunicazioni relative all'evento che, in parte, s'è appena concluso. Com'è andata? E' stato pericoloso avere a che fare con tanti pazzi scatenati? E' stato difficile accontentare tutti?

Eleonora Dottori: E' stato divertente perché sono ragazzi con tantissima iniziativa e voglia di fare; le idee nascono all'improvviso e bisogna portarle a conoscenza del pubblico. Sonny Alabama, Jerry Brigante e "Mona" Hanno messo insieme un evento ancora più importante delle scorse edizioni, tutto da soli, con le loro energie economiche e con l'aiuto di alcuni sponsor che qui desideriamo ringraziare, come Big Air, Gigolé, Jack Rabbit, Man Cave, Wallop, Rinoteca e tanti altri piccoli imprenditori locali...

TG: Tu che hai seguito più da vicino le fasi preparatorie dell'evento e che forse hai anche la freddezza necessaria per valutare in modo oggettivo quello che è avvenuto: come sono andate la festa e la mostra collettiva degli artisti? Il Basement è riuscito a farsi conoscere meglio? Ha raggiunto un maggior numero di persone? E' stato interessate partecipare ai vari eventi svoltisi in cantina; nelle piazze; nei locali pubblici di Jesi e, per la prima volta, perfino a Palazzo Pianetti? C'è più voglia di partecipare, anche da parte della cittadinanza?

ED: Secondo me, il Basement Party è cresciuto molto. Le prime edizioni non avevano una durata di tre giorni ed erano passate sotto agli occhi del pubblico un po' in sordina. Quest'ultima edizione e quella precedente hanno veramente "fatto il botto".

TG: Mi sembra che il Basement Party non sia più soltanto una festa per i giovani che si vogliono divertire durante il week-end, ma sta diventando sempre più un appuntamento culturale di qualità. Possiamo fare questa affermazione senza il timore d'essere smentiti?

ED: Sicuramente. Anche perché la qualità degli artisti intervenuti che hanno allestito i loro spazi espositivi all'interno della galleria sotterranea di Corso Matteotti, 33 o negli altri luoghi destinati alle mostre e agli spettacoli, è cresciuta; anche perché adesso ci si rivolge ad un pubblico più ampio che va al di là dei confini regionali. Inoltre, c'è stata davvero l'occasione di accontentare tutti: da chi ama la street-art dei murales, a chi conosce e colleziona la serigrafia, la poster art, la fotografia o le sculture realizzate con oggetti di riciclo e altre discipline artistiche molto particolari e meno note.

TG: Grazie Eleonora.

Le 11 location di Jesi dove si è svolto il Basement Party tra il 17 ed il 19 novembre 2017.