giovedì 1 ottobre 2015

Una fotocamera, uno scatto, un'immagine: Praktica MTL5

Trasporto sui Frammenti di Cultura una rubrica che ho già presentato sul mio blog di fotografia tradizionale: ORPHO (Ortodossia Fotografica). Poiché ho deciso di scrivere solo in inglese su quelle pagine; qui tratterò lo stesso argomento in lingua italiana.

Dopo aver provato e dato le mie opinioni su alcune fotocamere meccaniche 35mm di formato di circa 30 anni fa, ho pensato di far usare una fotocamera economica, ma ben fatta ad un'amica che non aveva precedenti esperienze con la fotografia tradizionale. Questo per dimostrare che chiunque può ottenere buoni risultati ed imparare i fondamenti di questa disciplina in poco tempo, con un minimo di attenzione e di impegno.
La scelta che ho fatto fino ad ora, di selezionare fotocamere manuali e meccaniche, ha proprio lo scopo di conservare e valorizzare apparecchi ottici semplici, ma affidabili che possano anche elevarsi a strumenti didattici, sempre in grado di funzionare, in barba a cambiamenti di tecnologie, cessazione della produzione di componenti importanti, batterie elettriche comprese, ed altri inconvenienti che possono sempre capitare a fotocamere elettroniche.

Come si presenta la fotocamera: punti deboli e qualità
La Praktica è la diretta discendente della Zeiss Icon di Dresda, dopo la Seconda Guerra Mondiale i russi requisirono ai tedeschi stabilimenti, macchinari, progetti e segreti industriali, per continuare a produrre fotocamere e obiettivi, come strumenti della propaganda del socialismo reale e per realizzare comuni foto-ricordo.
Pur essendo prodotte oltre la "cortina di ferro" le Pentacon/Praktica erano nettamente superiori a tutte le altre fotocamere Made in Urss; di fatto potevano essere impiegate con soddisfazione e  senza tanti rimpianti anche dai fotografi occidentali più schizzinosi.
Il nuovo marchio di Dresda poteva non essere altisonante come certi nomi giapponesi che, dal dopoguerra in poi, si erano meritati un'ottimo prestigio, anche per le innovazioni tecnologiche e le soluzioni costruttive che tendevano ad alleggerire e rimpicciolire sempre più le reflex degli anni 1980, ma all'atto pra(k)tico, disporre di un'attacco a baionetta, anziché di un'attacco a vite per gli obiettivi, oppure girare un bottone sulla parte superiore della fotocamera, anziché schiacciare una levetta sul frontale del corpo macchina, velocizzava un pochino certe operazioni, ma non aveva ripercussioni di nessun tipo sulla qualità del risultato finale.
La Praktica MTL5 è una fotocamera fatta di metallo, è di dimensioni abbastanza abbondanti, forme squadrate ed aveva la particolarità d'avere il pulsante di scatto in una posizione un po' insolita, nemmeno tanto comoda: sul frontale del corpo. Dietro il pulsante posto a circa 45°, altra cosa non comune, c'era la famosa levetta che agendo manualmente in stop-down, ovvero chiudendo il diaframma effettivamente nella posizione impostata sulla ghiera dei diaframmi, consentiva di misurare l'esposizione con un ago galvanometrico interno al view-finder che si doveva far coincidere con un cerchietto posto al centro destra del mirino.
Nulla di veramente complicato fin'ora. Ciò che è veramente un po' fastidioso è il rocchetto ricevente della coda della pellicola da caricare sulla lato destro del magazzino della fotocamera. Non riesco bene a spiegarmi perché gli ingegneri della Germania dell'Est si siano inventati un sistema tanto laborioso e complicato. Probabilmente, per rendere la vita difficile anche ai clienti dell'Occidente libero e far capire loro le pene che si vivevano nei paesi comunisti anche per poter poter compiere le azioni più semplici. Oppure, per non essere da meno dei burocrati di quel paese, nei confronti dei loro concittadini.
In certe cose non c'è proprio nulla da inventare o da migliorare, basta una fessura e stop, tutto è perfetto. Invece no, sulla Praktica MTL5 bisogna prima far passare le perforazioni del film in un primo rocchetto di trascinamento dentato, poi ci sono 2 ferretti, bisogna scegliere il più vicino, infilarci sotto la pellicola, caricare l'otturatore un paio di volte a magazzino aperto e sperare d'aver fatto tutto come previsto dai maghi di Dresda. Salvo poi, a magazzino chiuso accorgersi ce la pellicola non avanza e dover rifare tutto una o più volte di fila. In realtà se si spreca un po' di pellicola, l'operazione riesce abbastanza bene anche al primo colpo, ma di questi tempi chi ha voglia di sprecare pellicola e tornare a casa circa 36 fotogrammi esposti anziché i soliti 37-38 che si riescono ad impressionare con tutte le altre reflex del mondo?
L'altra nota dolente è la pila utilizzata per l'alimentazione della cellula al CdS dell'esposimetro. Si tratta di una PX 625 da 1,35 V all'ossido di mercurio non più reperibile in commercio, ma volendo si possono ottenere risultati analoghi con una PX 625 alcalina ancora in produzione. Lo scarto di lettura è minimo, se ne può tenere conto mentalmente chiudendo circa di 1/3 o 1/2 stop il diaframma, oppure fare ritarare il sistema esposimetrico da un bravo riparatore. A dire la verità, io ho provato entrambe le soluzioni e posso affermare che la cosa migliore da fare in questi casi è di utilizzare un esposimetro separato, oppure cercare d'avere fortuna e scattare facendo finta di niente, ma questo non è un sistema raccomandabile a tutti.
Ci sono però anche delle buone notizie al riguardo di come è stata costruita questa fotocamera teutonica. Il mirino è piuttosto luminoso, se paragonato a fotocamere tipo la Pentax Spotmatic II nata circa vent'anni prima della Praktica MTL5, la messa è fuoco si può fare facilmente, grazie anche al lusso di poter disporre di uno stigmometro ad immagine spezzata.
Il vero pezzo forte della macchina è però l'otturatore di lamelle metalliche a scorrimento verticale: preciso, affidabile e nemmeno tanto rumoroso, vi potrà accompagnare per anni senza richiedere alcuna manutenzione, a differenza delle tendine di stoffa, molto amate dai costruttori di otturatori giapponesi, tendine che prima o poi si lasciano andare, si sfibrano, si bucano, si deformano e devono essere sostituite, ma stiamo parlando di lasciare inutilizzati quegli otturatori per molto anni, prima di riportare queste conseguenze  sulle nostre piccole 35mm.
Ad ogni modo, la Praktica MTL5 si presenta bene e pur non essendo una fotocamera da poter usare per situazioni in cui bisogna cogliere il soggetto in modo molto veloce, come nel reportage, la fotografia sportiva o i ritratti di bambini, ben si presta per riprese da effettuarsi in contesti più tranquilli ed in quei frangenti in cui bisogna pensare bene a quello che si sta facendo.

La scelta del soggetto e della tecnica per ottenere una vera immagine in stile DDR
Ricordo che un tempo gli stampati che provenivano da oltrecortina erano caratterizzati da un odore degli inchiostri molto particolare, in qualche modo gradevole e da colori non molto saturi tendenti al giallo-rosso, anziché ad una cromia (parola inventata da Tony Graffio. Se esiste la tricromia o la quadricromia esisterà anche la cromia, o monocromia, o no?) neutra. Non so spiegare questo fatto, anche perché bisognerebbe parlare con un vecchio tipografo dell'Europa dell'Est per capire se i loro sistemi di riproduzione dei colori in fase di stampa erano talmente vecchi e poco evoluti da permettere di stampare solo certe tonalità, oppure se dipendeva da inchiostri da quattro soldi, ma è innegabile che la costanza con cui ad Est si realizzassero certe immagini contribuiva a dar vita ad un vero e proprio stile che sembrava volutamente non realistico nella resa del colore, o che magari tendeva, a rendere più colorato quello che in realtà era molto grigio e piuttosto uniforme.
Anche la carta era diversa da quella usata qui da noi in occidente, ricordo che in occasione della Fiera Campionaria di Milano facevo incetta di certi libretti propagandistici dell'Unione Sovietica esclusivamente per valutare il loro grado di evoluzione nella stampa tipografica, nel gusto per la scelta della carta che, comunque non sembrava tanto a buon mercato e nella composizione generale dell'immagine.
Per rendere un po' meglio l'idea di pellicola scaduta, tecnologie da paesi d'oltrecortina e inchiostri comunisti, ho pensato di far scattare le fotografie riprese con la Praktica MTL5 con pellicola invertibile Fujichrome Velvia 100, per poi svilupparle in C41 anzi che in E6 e dar luogo ad un Cross Processsing. 
Il soggetto agreste già si prestava ad esprimere dei colori particolari che sicuramente sono stati resi ancora più anni '70 da un'ottica non esageratamente definita e dal micro-contrasto accettabile e nell'insieme gradevole, come il Pentacon MultiCoating 50mm f 1,8 e da un trattamento della pellicola studiato appositamente da Emma Canepari di Speed Photo su mia richiesta.
Interessante anche la resa dello sfocato e delle forme che diventano astratte, una volta che si perdono sullo sfondo del frutto autunnale.

L'immagine risultante
Sono molto soddisfatto del risultato finale, la Praktica MTL5 è una fotocamera semplice da utilizzare, anche in mano a persone non esperte, in questo caso è stato utilizzato soltanto l'esposimetro interno senza aver fatto ricorso ad elaborazioni in post-produzione per correggere errori d'esposizione che non ci sono stati.
La messa a fuoco mette sempre un po' tutti alla prova anche perché la definizione del sistema pellicola/scanner non è ai livelli della fotografia digitale pura.
Ancora una volta ci accorgiamo che la pellicola, specie quella di piccolo formato, potrà anche essere superata a livello di numero di pixel dalle ultime fotocamere digitali, ma a livello di atmosfere e di croma ha ancora qualcosa da dirci e probabilmente è più semplice arrivare a certi risultati conoscendo i processi di ripresa e di sviluppo del supporto chimico che attraverso una ricerca virtuale di un effetto da riprodurre con dei programmi ed un pc.

Perché scegliere questa fotocamera e che valore ha
Dopo che tutto il mondo utilizza professionalmente la fotografia digitale per scopi commerciali, editoriali, creativi e di svago, il valore medio delle fotocamere reflex a pellicola è crollato irreversibilmente; la cosa strana è che un tempo una Praktica valeva una frazione di una Nikon, mentre oggi che tutto s'è appiattito terribilmente tra una Leicaflex SL, una Nikkormat FTN ed una Asahi Pentax Spotmatic II ed una Praktica MTL5 potrebbe non esserci poi tanta differenza di prezzo.
La MTL5 è forse tra le migliori reflex con innesto a vite M42 X 1, quindi anche se volete utilizzare i prestigiosi Super Takumar, varrebbe la pena farlo con questa Praktica più che con una Spotmatic dal mirino quasi inutilizzabile.
Lo scorrimento orizzontale della tendina di tela potrebbe avere dei vantaggi nella ripresa di soggetti in veloce movimento orizzontale, ma la robustezza e la mancanza di manutenzione di un otturatore a tendina metallica verticale, andrebbe comunque preso in considerazione. Una Nikon FM2 è ancora una macchina ben valutata, proprio per il suo otturatore in titanio, ma se si vuole un'alternativa economica la MTL5 può essere acquisita senza mandarci in rovina, anche se già possediamo decine di fotocamere.
La vera ragione per accogliere nella propria vetrinetta, o borsa, una Praktica va però ricercata nella sindrome del collezionista che vuole possedere un pezzo Made in DDR (nazione tra l'altro che non esiste più) o in Europa, ed ha alcune caratteristiche singolari.
Io stesso non mi sono mai sognato d'acquistare una Zenit, eppure davanti all'evoluzione della specie Zeiss Ikon, mi sono lasciato tentare sapendo d'avere a disposizione un corpo macchina versatile e robusto che posso utilizzare con ogni ottica a vite M42 X 1. Tony Graffio

Pomgranate shot with a Praktica MTL5
 Melagrana, settembre 2015
Fujichrome Velvia 100 sviluppata in C41 in Cross Processing
La simbologia della melagrana è legata alla prosperità, alla coesione, al sacrificio, al sangue, alla vita ed alla morte: è un frutto che per la sua conformazione ed il suo colore particolare viene citato in molte culture.

Praktica MTL5
La Praktica MTL5 (1984 circa) di  mia proprietà utilizzata per lo scatto di EP.


1 commento:

  1. Grazie!Che bello possedere una fotocamera con questo profilo storico-politico;)La mia fotina è proprio venuta bene, evviva!!!

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