domenica 21 febbraio 2016

Gianni Guaglio suonatore di Theremin

“Dalla vita non voglio nient'altro che quello che mi spetta.” TG

Eterofono
Gianni Guaglio suona il theremin per passione; egli stesso ammette che se portasse sulla strada il sax, sicuramente raccoglierebbe maggiori consensi, anche a livello economico. Non tutte le canzoni sono adatte ad essere suonate con l'eterofono, ma Gianni sostiene che un artista di strada debba proporre cose nuove o di nicchia che siano in antitesi con il clima di conformismo generalizzato dei prodotti studiati a tavolino che hanno saturato l'offerta culturale della società in cui viviamo.

Non desidero fama, non voglio successo, non mi interessa il potere, non sono avido di denaro, voglio solo vivere le mie esperienze, coltivare le mie passioni e potermi confrontare con gli altri, magari su una strada di periferia.

Questo sembra volerci dire Gianni Guaglio, un suonatore di eterofono che ho incontrato ieri in via Palo Sarpi a Milano mentre si esibiva in una serie di brani dal vivo.
L'eterofono, o theremin, è il primo strumento musicale elettronico realizzato dall'uomo; produce un suono vagamente assimilabile a quello del violino. Ha l'insolita caratteristica di non necessitare alcun contatto con il musicista per emettere suoni, poiché sono le interferenze prodotte nel campo elettromagnetico dello strumento che provocano i battimenti tra due oscillatori ad alta frequenza e di conseguenza l'eterodina.
L'eterodina, o supereterodina è la risultante tra la radiofrequenza proveniente dall'antenna con la frequenza dell'oscillatore locale e del ricevitore radio, al fine di produrre una nuova frequenza (per battimento).
Conoscendo la storia molto rocambolesca ed affascinante di Leon Theremin, l'inventore di questo strano strumento (ma anche di un sistema televisivo russo, delle prime microspie, e di altro ancora), ho immaginato che anche Gianni dovesse essere un personaggio un po' particolare, così mi sono fermato a parlare con lui, per capire meglio le motivazioni che lo hanno spinto ad avvicinarsi ed a vivere gli ultimi sei-sette anni con l'intento di migliorarsi come thereminista da strada, in una situazione estremamente insolita e scomoda dove portare avanti la propria passione/professione. Gianni riconosce che dedicarsi al theremin è una scelta molto di nicchia che può comunque avere un senso anche ai nostri giorni perché esiste una comunità di musicisti appassionati di questi suoni, soprattutto a Nord delle Alpi. Il theremin è uno strumento dalla grandissima espressività, capace d'evocare le reazioni più diverse tra i soggetti più imprevedibili; basti pensare che perfino Lenin s'innamorò della voce del theremin e volle imparare a suonarlo.
Un'altra particolarità del theremin è che, come per gli strumenti a corde, dal violino al violoncello, non esistono toni o semitoni, ma la capacità di produrre un suono in modo continuo. Di conseguenza mancheranno anche gli ottavi di tono, o i sedicesimi di tono, caratteristica che può essere sia un pregio che un difetto. Un altro problema non da poco di questo strumento è l'estrema difficoltà nel trovare l'intonazione giusta e nel riuscire a suonare in modo perfettamente intonato. Di fatto è quasi impossibile suonare in modo perfettamente intonato, soprattutto all'aperto, in mezzo ad una strada, dove temperatura, umidità e, tutto ciò che si muove intorno a chi suona, altera l'intonazione ed influisce sul funzionamento di questo apparecchio elettromagnetico. Come se non bastassero i rumori di fondo dell'ambiente, o l'acustica, anche tutti coloro che camminano in prossimità del theremin provocano variazioni nei suoni che escono dalle casse acustiche collegate all'amplificatore. Per suonare il theremin bisogna avere solide basi musicali, Gianni ha studiato pianoforte e saxofono, in seguito ha poi voluto sperimentare qualcosa di nuovo ed in breve, da un'attività partita come un gioco, comprando uno strumento usato da un ragazzo che se ne voleva disfare, s'è ritrovato immerso in un mondo molto particolare dove non esistono mezzi toni, ma nemmeno mezze misure: il theremin lo si ama o lo si odia. Ogni strumento musicale è difficile da suonare, esiste una tecnica per imparare a suonare anche il theremin, ma come per ogni cosa, è il tempo della nostra vita che noi dedichiamo a qualcuno, o a qualcosa che ci farà progredire in quella relazione, o in quella disciplina. In ogni cosa c'è qualcosa di magico, tutto dipende da come approcciamo a quello che ci interessa. Se il theremin viene considerato solo un emettitore di suoni, o effetti da film dell'orrore, se ne caveranno suoni di sottofondo adatti a quel tipo di prodotti, mentre se si considera un vero strumento, si otterranno risultati musicalmente più appaganti. Dal theremin si riescono ad ottenere note, scale e arpeggi, come da altri strumenti.
Trovare un thereminista in Italia non è facile, Vincenzo Vasi è forse il più conosciuto perché ha accompagnato Vinicio Capossela nelle sue tournées. Altri artisti, a livello internazionale che hanno utilizzato il theremin sono stati Jimmy Page e Michael Jackson.
Nella famosissima scena finale di: “Qualcuno volò sul nido del cuculo” il theremin viene usato sapientemente per creare un'atmosfera molto intensa in uno dei film più toccanti della storia del cinema. Tony Graffio.

Giannio Guaglio suonatore di Theremin
In pochi conoscono il theremin e questo fatto porta molti spettatori a pensare che Gianni finga di suonare.

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