sabato 12 settembre 2015

Quel che resta della vigna di Leonardo

Chi non conosce Milano non immagina quello che questa città riesce a nascondere all'interno dei suoi cortili e delle dimore signorili.
Da non molto tempo è possibile far visita ad  una dimora storica milanese molto interessante della quale consiglio a tutti la visione.
Purtroppo, i bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale e le speculazioni edilizie del 1900 hanno apportato grandi cambiamenti urbanistici ed architettonici che hanno stravolto l'aspetto e le caratteristiche di una città molto bella e molto importante. Fortunatamente qualcosa s'è salvato ed altri elementi sono stati recuperati, o ricostruiti integralmente, come fu il caso della Basilica di Santa Maria delle Grazie, in corso Magenta.
Esattamente di fronte a questa basilica, in corso Magenta 65, si trova la casa degli Atellani, cortigiani di Ludovico Maria Sforza che, proprio per la loro fedeltà, si videro donare dal Duca di Milano, ben due palazzi, nel 1490. Una casa era più grande e l'altra era più piccola, tra i due edifici c'era un magnifico giardino. Le case, riunificate e ristrutturate nel corso degli anni, e parte del giardino sono giunti fino ai nostri giorni conservando tra le loro mura affreschi e testimonianze di un'epoca fondamentale per lo sviluppo della civiltà occidentale.
Le proprietà restarono alla famiglia degli Atellani fino al XVII secolo e poi passarono di mano alle famiglie dei Conti Taverna, dei Pianca, dei Martini di Cigala.
Gli ultimi proprietari sono i discendenti di Ettore Conti e della di lui moglie: Gianna Casati. 
E' all'interno di questa proprietà che oggi si trova ed è possibile visitare quel che resta della vigna che Ludovico il Moro donò, nel 1499, a Leonardo da Vinci, in segno di gratitudine e di stima per l'opera e l'ingegno del più grande scienziato del Rinascimento.

Il giardino di Casa Atellani e sullo sfondo, dietro l'arco di cemento, la piccola vigna ripiantata nel 2015. La vigna era sopravvissuta fino al 1920, ma in quell'anno s'iniziò a costruire su quel terreno. Esiste una fotografia scattata da Luca Breltrami che ne testimonia l'esistenza

Affreschi nel cortile della Casa degli Atellani

Venere che esce dalle acque

Il pavimento del cortile

La sala dello zodiaco - Faire sans dire era il motto di Ettore Conti, nelle 14 lunette sul soffitto comparivano le 12 costellazioni, il motto e le iniziali dei proprietari della casa acquistata nel 1919 e ristrutturata dall'architetto Pietro Portaluppi.

Nel mosaico sul pavimento compaiono le forme di pianeti e stelle

Soffitto della sala del Luini, dove sulle pareti sono state dipinte le figure degli uomini della dinastia sforzesca. Gli Atellani fecero un'opera devozionale e di gratitudine per celebrare la grandezza dei loro signori.

Sopra il grande camino, nello studio di Ettore Conti si possono vedere gli stemmi che appartengono a Francesco II Sforza e Cristina di Danimarca

Una finestra che dà sul giardino

Affresco dei venti sul mondo

I palazzi in questa fotografia sono stati costruiti sul terreno dove cresceva la vite da cui Leonardo forse riuscì a vinificare soltanto per un anno. Un tempo la vigna occupava circa 15 pertiche e tre quarti, ovvero circa un ettaro di terreno.

Le radici del vitigno originario sono state riconosciute essere della Malvasia di Candida aromatica che intorno al 1500 era il vino più famoso d'Europa ed era molto diffuso nel piacentino.

Leonardo non ebbe molto modo di godersi la sua vigna poiché gli venne donata  tra il 1498 ed il 1499 da Ludovico il Moro, ma già nel 1500, con la sconfitta del Duca di Milano da parte dei francesi che l'artista abbandonò la città di Milano ed i suoi possedimenti.

Un vecchio cancello appoggiato ad un muro

Il giardino, la meridiana, la casa e, sullo sfondo, la cupola della Basilica di Santa Maria delle Grazie i cui restauri furono finanziati per ben due volte da Ettori Conti, prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Nell'agosto del 1943 anche la casa degli Atellani subisce gravi danneggiamenti, le macerie ricoprono il giardino e quella piccola parte di vigna rimasta. T.G.














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