sabato 1 novembre 2014

Ci vorrebbe un amico

Tra chi decide le sorti del mercato dell'arte, oltre ai galleristi ed ai critici, troviamo anche i giornalisti, questo concetto è già stato espresso da Sante Egadi in uno schema quasi matematico, da cui emerge la figura di un colosso pluricefalo dalle molte braccia e dai piedi d'argilla, destinato a crollare sotto l'impulso vitale dei veri creativi.
Sante, oggi, ci delizia con un'altra sua massima dirompente che riesce ad illustrare una situazione di privilegio da parte di coloro che, forse, riescono a trovare spazi nella stampa solo grazie all'aiuto degli amici giornalisti.
Non è una novità che esistano delle comunità piuttosto chiuse che decidano chi è destinato ad avere successo ed ad arricchirsi e lascino le persone normali a bocca asciutta. Ci sono artisti meritevoli che si ritrovano sempre a lottare per la sopravvivenza, fintanto che non vengono scoperti e segnalati da qualcuno, ma è anche vero che non è sufficiente arrivare ad una forte esposizione mediatica per poter proseguire nel migliore dei modi la propria carriera. Il pubblico ha spesso la memoria corta e diventa complicato conservare il successo e la propria fama, mentre basta poco per ricadere nell'ombra del dimenticatoio.
Io credo che Sante estremizzi un po' certi concetti e fortunatamente esistano molti artisti validi che riescono a trovare la loro strada in maniera indipendente dagli aiuti ricevuti a vari livelli di potere, però mi piace dar spazio ad un personaggio che ha il coraggio di dire ciò che pensa e mettere la propria faccia  a supporto delle proprie parole.

SENZA AMICI GIORNALISTI PUOI FINIRE SOLO IN CRONACA NERA

Non ho ancora capito se Sante potrebbe avere più successo come artista, come creativo pubblicitario, style copyrighter, o come cabarettista, sicuramente io trovo i suoi cartelli molto efficaci e divertenti, per questo credo che continuerò a proporveli ancora per un po'. Tony Graffio

1 commento:

  1. mi piace...Sante continua a fare arte..

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