martedì 8 ottobre 2013

Omaggio ad Armando poeta di strada

Venerdì 27 settembre, in via Paolo Sarpi, di fronte al colorificio di Alfredo Semiramidi, c'è stata una bella performance di Jurij, un madonnaro che abbiamo già conosciuto sulle pagine di questo blog che ha voluto rendere omaggio ad un altro artista di strada piuttosto conosciuto, ma che da circa 4 anni non calca più la scena per scrivere le sue poesie sui marciapiedi. Armando Bruzzesi, 84 anni, vive a Pavia ed esce di casa solo quando c'è il sole, non gli manca la voglia di lavorare a contatto con la gente, ma la sua salute non è più quella di un tempo per cui, per ora, l'unico modo di rivederlo sul marciapiede è stato quello di ritrarlo con i gessetti, insieme a due dei tanti suoi pensieri elaborati grazie alle esperienze maturate vivendo sulla strada.
Le numerose immagini che vi propongo, documentano circa 4 ore trascorse nella via famosa per essere il centro della comunità cinese di Milano e vogliono in qualche modo essere, a loro volta, una specie di omaggio ad quartiere vivace e partecipe alle proposte artistiche che si sono susseguite nei vari giorni che hanno visto la presenza di Sulmondo e dei suoi disegni su questa strada. 

Qualcuno s'è già assicurato un posto a sedere in prima fila. 

Il soggetto dell'opera di Jurij è Armando Bruzzesi, un poeta di strada che alla fine degli anni 1970 ha iniziato a girare per l'Italia chiedendo un'offerta a chi si fermava per leggere le poesie che egli scriveva con i gessetti colorati sui marciapiedi delle città che attraversava.

La gente del quartiere ha seguito con grande attenzione e curiosità l'evoluzione del disegno dedicato ad Armando re dei barboni.

Ad un certo punto è comparso un uomo dalla lunga barba bianca che indossava una giacca nera come Armando ed in molti si sono chiesti se fosse lui il poeta; così abbiamo dovuto spiegare che si è trattato soltanto di un passante a sua volta incuriosito dalla figura rappresentata sul selciato.

 Riprodurre il gesto di una mano è sempre una bella sfida.

 Jurij si è ispirato ad una foto di wdm_photo che compare anche sul blog di Armando.

Decisamente, molte persone che assistono si mettono comode come a casa loro.


La signora Mina con le sue nipotine hanno molto apprezzato il soggetto, le poesie e la performance.




Intanto, intorno a noi le attività commerciali del quartiere continuavano i loro trasporti, a mano o in bicicletta.

 Anche Jurij si è messo a suo agio...


 Jurij inizia a scrivere le due frasi poetiche di Armando.




 I bambini sembrano voler partecipare, chiedendo con gli occhi di poter aiutare Jurij.



 Nessuno capiva cosa Jurij stesse scrivendo.





La via Paolo Sarpi con sullo sfondo il palazzo più alto d'Italia, la torre firmata dall'architetto César Pelli.


Solo chi avrà il coraggio di osare fino in fondo e rischiare del suo potrà avere dalla vita ciò che di meglio essa può dare. (A.B.)







Alfredo Semiramidi, con il suo negozio di colori ha rappresentato per Jurij una buona base d'appoggio.

I bambini saltano e corrono sulle opere eseguite nei giorni precedenti da Jurij.


Le merci viaggiano sulle biciclette e sui carrellini da quando l'amministrazione comunale ha deciso di trasformare la via in un'isola pedonale (ZTL).

Il pubblico che all'inizio è rimasto un po' sconcertato di fronte alla rappresentazione di un personaggio non universalmente noto come Albert Einstein o i precedenti soggetti di Jurij, alla fine ha dato  segno d'apprezzare il re barbone e le sue frasi poetiche.



Amico, non voglio che tu soffra, c'è sempre un piccolo spazio colorato, scoprilo e sorridi. (A.B.)

 Tracce dei precedenti lavori di Sulmondo.

Si ringrazia la Cappelleria Melegari che mi ha gentilmente concesso l'accesso ai propri balconi per effettuare gli scatti dall'alto.



 Ultimi ritocchi.


 Jurij e Armando.

Sta arrivando la sera. 
Ad Armando da Jurij e Tony.

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