lunedì 4 maggio 2015

L'ultimo supereroe di Milano è un cineoperatore con una motogamba. Intervista a Alex Gordon

La prima volta che sentii parlare di lui risale a più di 32 anni fa, sapevo che era un tipo divertente e simpatico, ma per molto tempo non ebbi occasione di conoscerlo.
Ultimamente, lo incrocio sempre più spesso, non potevo non parlarvi di lui.

E' in arrivo il Gordon Post!

Mi piace raccontare le storie di coloro che contribuiscono con il loro lavoro a farci vedere il mondo, o ad interpretarlo con una loro visione personale del reale e dell'immaginario. 
Coloro che hanno un animo allegro amano sdrammatizzare tante seccature che ci possono capitare quotidianamente. In questo modo è più facile stare a loro contatto ed effettuare un lavoro di squadra anche quando possono esserci delle giornate particolarmente lunghe, delle condizioni climatiche avverse, problemi di vario tipo. Sorridere un po' ci può aiutare ad arrivare alla fine della giornata anche quando anziché stare dietro una macchina da presa per documentare un evento particolare, o irripetibile, si preferirebbe sedersi a tavola e mangiare qualcosa di caldo, oppure farsi un bel sonno.
Ognuno di noi lascia una traccia nella vita che spesso viene considerato soltanto come un segno che col tempo diventa sempre più debole, fino a scomparire; eppure se oggi noi siamo qui, questa nostra presenza dipende da chi ci ha preceduto ed ha impresso un solco nel quale consapevolmente, o meno, noi abbiamo visto un esempio e che poi può aver indirizzato il nostro cammino.
Oggi, racconterò una storia in una storia, perché il personaggio che sto per presentare accenna lui stesso a raccontare il passato dei suoi padri che sono stati dei pionieri nel loro genere. Non è da molto tempo che esiste la professione che riassumerei con un nome molto poetico, citandolo nella sua versione francese: "cadreur", ovvero il cineoperatore, l'uomo che effettua le inquadrature, sia che lo faccia per immagini in movimento, di tipo cinematografico, o televisivo, sia che lo faccia per delle immagini fisse, fotografiche.
Questa professione è molto bella perché ci permette di vedere molte cose per primi, eppure, poi anche tutti gli altri spettatori restano ugualmente sorpresi di ciò che vedono e penseranno essi stessi d'essere i primi a poter vedere qualcosa che prima non esisteva, questa è un po' la magia del cinema e della visione onirica che diventa realtà.
Ci sono poi delle persone che, oltre a rendere più leggera la giornata a coloro che hanno a che fare con loro, con giochi e piccoli scherzi divertenti, sono anche in grado di trasformare la realtà in un loro mondo fantastico diventando quasi dei super eroi urbani.
Alex Gordon è uno di loro. T.G.

Una Nikon come polena della sua mitica Kawahulk 750 ed una Kodak Brownie 620 in mano, casco mimetico di produzione propria ed un veloce mezzo a due ruote multifunzione come propaggine della sua fantasia. Quest'immagine riassume lo spirito avventuroso e dinamico di Alex Gordon cineoperatore, fotografo, esperto di communi-cautions ed altre cose.

Espressione da duro e correttezza d'altri tempi

Tony Graffio intervista Alessandro Gatti

TG - Alex voglio sapere tutto di te, fin dall'inizio.

Alex Gordon - Fin dal 1960?

Questa moto è una bestia capace di tutto

TG - Da prima ancora.

Alex Gordon - Mio padre, Cesare Gatti, arriva a Milano da Torino per lavorare nel cinema come cineoperatore, perché questo era quello che lui faceva a Torino per la Settimana Incom. Era in qualche modo figlio d'arte perché mio nonno, Luigi, faceva il fotografo a Pinerolo, dove all'epoca c'era la più grande scuola di cavalleria militare, il che vuol dire che anche i cavalli erano addestrati a combattere. Mio nonno faceva il fotografo e mio padre agli inizi faceva il ritoccatore dei suoi negativi. Presto, Cesare inizia a fare il cineoperatore per un settimanale filmato e dopo aver lavorato per una quindicina d'anni a quei vecchi cinegiornali di una volta che oggi conoscono in pochi, mio padre decide di venire a Milano perché qui c'era la pubblicità, settore nel quale si guadagnava bene. 
Cesare si lancia in tutti i generi di riprese cinematografiche, dal paracadutismo, alla ripresa subacquea. Conosceva un fabbro qui a Milano che si chiamava Bicchiarelli al quale faceva costruire di tutto, comprese le prime scatole a tenuta stagna.
Siamo stati noi a fare in modo di portare sott'acqua la prima cinepresa da 35mm per fare delle riprese professionali. Cesare Gatti è stato chiamato dalla Fiat per fare le prime riprese aeree sul G91, ha fatto poi le stesse cose sull'F104, anche lì, camera a mano e basta. Poi ha fatto le riprese dall'elicottero con l'Arriflex e lo zoom 25-250 e via, non c'era niente di più sofisticato, bisognava inventarlo il cinema a quei tempi lì. 
Nel 1960 sono nato io ed a 15 anni già facevo l'assistente operatore, guadagnavo 150.000 lire al giorno, era il 1975. Smontavo le macchine da presa, dalla Panavision, all'Arriflex, Movicam e tutto quanto, ho fatto tutto quello che c'era da fare con la pellicola; chiaramente l'imprinting è stato quello del babbo: paracadutismo, subacquea, alpinismo. Mio padre ha anche fondato L'UPC, Unione Professionisti Cinematografici, una casa di produzione molto nota a Milano per diversi anni. Cesare ha lavorato con la Rai, veniva chiamato per gli spot pubblicitari ed io ne ho seguito le orme, cercando di migliorare alcune attività, utilizzando le tecnologie più moderne, per arrivare ad oggi che giriamo con le Canon Eos 1DC in 4K con le custodie subacquee da 20.000 euro.
Probabilmente il mio periodo migliore è iniziato quando alla fine degli anni 1980 ero diventato un inviato speciale per Canale 5, per le spedizioni extra-europee.
Partivo con la mia attrezzatura, andavo con gli speleologi in Venezuela, o in Russia, nelle grotte più profonde dell'Asia, o sull'Himalaya, ho raggiunto 4 vette oltre gli ottomila metri. Nel 1988, per collegare una via tra le cime più alte ho seguito Agostino Da Polenza le cui tracce si sono perse proprio di recente, dopo il terremoto in Nepal.
Nel 1990 mi chiama la Sector per chiedermi se ero un po' esperto in viaggi estremi e avventura, perché avevano bisogno di uno spot/documentario. Va bene, dico io.
Partiamo per andare in Venezuela e fare questo documentario, con noi c'era un certo De Gayardon che era uno sconosciuto. Gli facciamo il documentario, da lì montiamo lo spot ed ecco che il prodotto Sector No Limits decolla. Da un fatturato di un miliardo Sector passa a fatturare 320 miliardi ed ogni 6 mesi c'era una nuova avventura da vivere, dal buco in Messico alla traversata dell'Atlantico a nuoto, o dell'Oceano Pacifico a remi, o dell'immersione record di Umberto Pellizzari a 100 metri di profondità. Dal 1990 al 1998 ho documentato tutte queste avventure, s'è trattato di una meteora che è durata 8 anni. In ogni missione dovevamo inventare anche come portare a casa la pelle, per esempio, ti butti in un cratere di 300 metri, poi come fai ad uscire da lì?
Allora costruisci gli argani per tirar fuori la gente dai posti più assurdi, stai un mese nella giungla, oppure, in Venezuela voli in elicottero per fare i salti dall'Angel Falls; poi fare le ripresa a 100 metri di profondità, va bene, lì c'era la Nimar che ci faceva le custodie subacquee e tutto, ma rimane una gran sfacchinata.

Come ogni supereroe che si rispetti, Alex Gordon è pronto ad accorrere ad ogni chiamata sulla sua Honda-Kawahulk conosciuta anche come Motogamba-rock.
In questa pagina potete vedere la sua automobile.

Basta sedersi al contrario, afferrare la cinepresa ed appoggiarsi sulle pedane ed inizia il moto-camera-car

Alla motogamba non manca niente, è perfino dotata di un triangolo rosso opzionale per segnalare che sul suo percorso si stanno effettuando riprese cine-tv

Adesso continuo con il mio lavoro ed in più, mi diverto con delle mie installazioni artistiche, come questa moto-gamba. Ho inventato la Kawa-Hulk 750, anche se in realtà è un Honda. Avevo preparato la mia moto per un camera-car per un film per Maserati e siccome era una cosa partita così, al buio, ho detto, vabbé, facciamo la moto camera-car, ho messo un traliccio di tubi dietro la sella e da lì è nata la moto-camera-car. Grande successo, perché poi Maserati mi ha chiamato ancora un mese fa per fare un altro film per loro. Ad un bel momento, lascio su il traliccio e dico: <Cosa lo smonto a fare? Magari servirà per un'altro lavoro...>. Rimane lì, ho un manichino, lo butto via, però è un peccato, mi tengo una gamba, cosa me ne faccio? L'ho legata sulla moto, è da 2 anni che vado in giro con una gamba sulla moto...

TG - Di più!

Alex Gordon - Forse anche di più, sì è vero, non tengo il conto, e la gente ai semafori mi dice: <Uè, ma tu di qua sei sul milanese imbruttito, e poi di là sei sui social...>.
No, io non lo so, non ho nemmeno il tempo di guardare Facebook...
<Ma perché la gamba?>. E' un gioco...
La gente dice che è divertente, le vecchiette mi dicono: bravo! Meno male che il Comune di Milano ti dà i soldi per farci divertire un po'.
La polizia invece, mi chiede: <Ma cos'è un'opera d'arte?>.
No, no, c'ho tutti i pezzi a casa.
I Carabinieri: <E' un'opera d'arte?>
Ed io: sì, ma la testa l'ho buttata via...
Solo un Vigile Urbano m'ha detto: <Uè te, è un po' che tu vai in giro così, adesso questa moto qui, piantala o te la faccio sparire!>
Al che io gli ho detto: ascolta, se tu non capisci l'arte, io la smonto, è su con gli elastici..
<Ah, va bene, allora vai, ma io non ti ho visto!>.
Mi ha fermato la polizia stradale a Rho, perché avevo su il manichino, un tubo, una gamba, il fil di ferro e mi hanno detto: <No, è troppo!>.
E così, mi han fatto la multa perché avevo uno specchietto piegato, però anche loro mi stavano facendo la foto, io li ho rifotografati e c'era anche un poliziotto che rifotografava me che fotografavo i suoi colleghi e via così.

Questa cosa vedo che funziona, mi conoscono, io ci gioco, ed in più mi tengo attivo con la mente perché ogni tanto devo inventarmi qualcosa di nuovo.

Titolo della fotografia: Hai visto cos'ho combinato questa volta?

Purtroppo, proprio un paio di giorni fa, dopo 24 anni di onorato servizio, la Kawahülk ha ceduto, è con grande rammarico che frammenti di cultura vi comunicano questa notizia. In futuro, potrebbe essere alquanto difficile rivedere il mostro verde sfrecciare per Milano e dintorni.

Verde non per la rabbia, ma per ottemperare esigenze sceniche.

Incredibilmente, dopo aver caricato i 150 kg di Alex sul sellino posteriore, altri 80 kg circa di pilota, più varie strumentazioni professionali, anche il telaio della Honda VFR 750 F ha detto basta e s'è rotto in due punti.

Ho sempre saputo che tutti coloro che si siedono su una motocicletta all'incontrario sono dei pazzi furiosi, fin'ora avevo conosciuto solo un'altro caso irrecuperabile, ma questo mio amico non era mai arrivato a pensare anche di effettuare riprese cine-tv in quel modo.
L'unica domanda a cui penso ora è: ma questo incidente fermerà davvero Gordon?

Aggiornamento dell'8 maggio 2015
Oggi Alex, mi ha insegnato due cose importanti, non che non ne avessi cognizione, ma è bene che certi concetti vadano ripetuti spesso e nel modo giusto.

1) La vita è qui e adesso e va vissuta in modo da lasciarsi alle spalle le sconfitte, o i momenti difficili perché quello che conta è essere nella realtà di quello che stai facendo adesso, senza pensare a quello che è successo ieri, o a quello che potrà capitarti domani, anche perché domani potresti anche non esserci.
Non è un'idea nuova, ma se si pensa alla propria vita come alla pellicola di un film che scorre a 25 fotogrammi al secondo, si capisce meglio che una volta che un fotogramma è passato è passato e che la realtà del momento è difficilmente afferrabile, ma va presa proprio in quell'istante. Prima o dopo, tutto può essere diverso.
Io, ho sempre fatto un po' di confusione ed ho vissuto pensando d'essere eternamente uguale a me stesso, ma questa è una cosa che non può essere vera perché ognuno è diverso, a seconda del momento che vive. Ed in cui vive.

2) Punto due: non bisogna mai arrendersi, ma adattarsi a quello che  capita intorno a noi.
Se si è aperti nei confronti dei cambiamenti, si riesce a stare al passo coi tempi. Se si ascoltano le persone, le si possono capire e si può comunicare, altrimenti si è troppo chiusi e non si è nell'ascolto del proprio prossimo.
Questi sono fatti risaputi, ma applicare queste conoscenze non sempre è facile.

Gordon e la sua indistruttibile Harley Davidson Superglider Afrika Korps 1340 cc FXR con telaio al cromo-molibdeno del 1988 che sostituisce la Honda Kawahulk

Alex sta facendo saldare il telaio del "Mostro" da un esperto di via Imbonati,16: Saldatura Moderna.
Il suo non è un problema di costi e di convenienza, ma uno stile di vita. Lui vive in una realtà alla Mad Max, dove le risorse sono quello che sono e tutto va riparato o adattato perché nell'epoca post-atomica bisogna fare quello che si può per sopravvivere e per continuare a poter disporre di mezzi su ruote con motori a combustione interna.

Serbatoio tappezzato mimetico in memoria della Volpe del Deserto

Parafango ricoperto da tessuto mimetico

Alex è un pacifista: <Mettete dei fiori nei vostri cannoni>
Non è un Harley da guerra, ma un mezzo esclusivo...

... che ogni tanto ha bisogno di un "aiutino" per partire

E via verso nuove avventure!

Aggiornamento del 12 maggio 2015
Come ogni supereroe, anche Gordon accorre per salvare coloro che versano in condizione di difficoltà, o di bisogno.
Questa mattina è arrivata una chiamata di un amico che è rimasto fermo per strada con la motocicletta; immediatamente Alex si rende operativo, attacca il carrellino porta-moto al suo mezzo "militare" va a fare colazione al Melaverde, dove lo incontro. 
Il tutto accade giusto in tempo per farmi somministrare da questo guru indigeno la dose giornaliera di pensiero positivo e giovialità.

Bianca in una foto-ricordo con l'Ultimo Samurai 

Prima cosa, impostare il navigatore GPS e prepararsi all'operazione di salvataggio

Tra tante cose allegre, Gordon mi ha raccontato di un amico cineoperatore che recentemente s'è abbandonato alla depressione. 
Non lavorare e trovarsi in difficoltà è brutto, ma non bisogna isolarsi. Se si comprende che tanta gente è nelle stesse condizioni, si riesce a comprendere meglio che l'insuccesso o il periodo difficile non dipende dalle azioni del singolo, ma da una congiuntura economica generalizzata. Condividere le proprie esperienze, anche se negative, può aiutarci a vedere i problemi sotto un'altra ottica.
Molte volte bisogna trovare il coraggio anche per chiedere aiuto, o aprirsi agli altri.

Un po' Samurai, un po' gladiatore.

 Chi meglio di Gordon si merita la splendida maglietta di Tony Graffio come attestato di stima e coraggio nell'affrontare la battaglia che ogni giorno si combatte in ogni strada ed in ogni casa?

La maglietta di Tony Graffio, per Gordon è di colore giallo

Ultimi preparativi prima di partire per la missione

Per chi s'è trovato ad affrontare la furia dell'oceano in tempesta, o l'immensità del deserto, non c'è motivo d'arrendersi alle difficoltà che si incontrano in città.
Chi sa d'avercela fatta in passato, ha un motivo concreto per non farsi spaventare dalle mille controversie e seccature che bisogna affrontare quotidianamente in una società complessa ed assurda come quella in cui viviamo. Stavo per dire "nostra", ma come ci si può identificare in una società come questa?
Da parecchi anni Gordon recupera le moto ad amici, o a chi lo contatta, non chiede un compenso, lui lo fa per far capire agli altri che bisogna immettere in questo mondo dell'energia positiva, in modo che si possa diffondere questa vibrazione indispensabile alla vita e che ci possa tornare indietro qualcosa di buono, a tutti.

Non è poi difficile diventare un supereroe. Che la forza sia con te, Alex.

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