domenica 10 agosto 2014

Mini-contest con pellicola sconosciuta scaduta 70 anni fa

La scatola metallica contenente pellicola pancromatica super-scaduta con emulsione al contrario
(fotocamera utilizzata per questo scatto: Pentax Q)

Negli ultimi 10 anni per motivi svariati, più che altro collegabili al fatto che ho traslocato varie volte, vedendo rimpicciolirsi lo spazio abitabile intorno a me, motivo che mi ha indotto ad accantonare le pratiche da camera oscura. Non sviluppo più e purtroppo nemmeno stampo, ho tutto in disordine in vari posti, ma mi ripropongo di ricominciare presto, magari col grande formato e stampando a contatto.
Da questo punto di vista, la fotografia digitale ha il vantaggio che richiede meno spazio per lo sviluppo e l'elaborazione del file grezzo, cosa tra l'altro che si può fare anche alla luce del sole, meglio però se un po' attenuata.
Da tempo, sapevo che mi restavano dei rulli non sviluppati di  pellicola 120 del mio viaggio in Egitto del 2006, così quando circa 1 anno e mezzo fa venni a sapere che c'era un tizio che sviluppava praticamente di tutto per farsi esperienza con ogni tipo d'emulsione decisi di cercarlo e poi di portargli i miei reperti egiziani da trattare.
Guido Tosi è una persona molto seria con un suo modo personale di vedere il mondo e soprattutto la fotografia, questo fa di lui, almeno per me, un soggetto interessante, anche se non ho ancora ben capito che scopi si proponga.
Per lui, la fotografia digitale è qualcosa che non è ancora stata inventata, il suo unico contatto con questa tecnica avviene attraverso uno scanner che gli permette di archiviare le immagini che ricava dalle pellicole, perché egli non s'è ancora dedicato alla stampa del colore, cosa che però credo intenda iniziare a fare, infatti ultimamente ha incominciato a parlarmi di teste a colori per gli ingranditori e di cassetti portafiltri.
So che Guido riesce a recuperare pellicole di ogni tipo, ma in questi ultimi giorni mi ha un po' sorpreso perché mi ha fatto vedere una scatola di cartone che conteneva una scatola di metallo con dentro una bobina di pellicola B/N 35mm da 30m scaduta nel mese di giugno del 1944.
Su queste scatole non appare il nome del produttore della pellicola, le informazioni più inquietanti, a parte la data di scadenza, si riferiscono al fatto che questa emulsione, n° 353-911 (sembra un numero di telefono, composto per metà dal prefisso dell'Irlanda e per l'altra metà dal pronto intervento di una città degli USA), è stesa su un supporto di nitrocellulosa che è un materiale piuttosto infiammabile e potenzialmente esplosivo; inoltre si parla del fatto che è una pellicola per camere da identificazione e per questo motivo l'emulsione è stesa all'esterno dell'avvolgimento, anziché all'interno.
Non so bene che tipo di fotocamere, o cinecamere da identificazione potessero esserci 80 anni fa e nessuno ha ancora saputo ancora spiegarmelo, fatto sta che secondo Guido questa pellicola si può ancora usare nelle normali fotocamere da 35mm per ottenere risultati particolari e così, abbastanza casualmente è nato un Minicontest online tra una quindicina di eletti che potranno provare la pellicola d'annata (speriamo non dannata).
Fortunatamente, anch'io sono tra coloro che hanno avuto il loro rullino omaggio, perciò ho pensato di seguire questo mini-evento, pur sempre speciale ed interessante ed approfondire, se possibile, le origini, la storia e gli sviluppi che ci saranno dall'uso di questo materiale più che obsoleto e anche molto desueto.

Non so se possano ancora aprirsi degli altri varchi temporali per avere un rullino in prova ed assaporare l'emozione di fotografare con materiale inesistente, però proverò ugualmente a lasciarvi l'email di Guido: guido_tosi@hotmail.it 
Potrebbe essere che citando Tony Graffio ed il suo blog si possa ottenere questo privilegio, chissà?
Ovviamente, le indicazioni per l'esposizione sono un po' da rivedere, probabilmente la sensibilità attuale della pellicola dovrebbe essere intorno ai 12 Iso, ma con soli 10 scatti in macchina si possono fare ben pochi errori. Tony Graffio


Guido





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