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giovedì 24 gennaio 2019

Carlo Cecaro: spacciare opere originali di Bansky non è reato, né una colpa!

La mostra di Banksy al Mudec, ufficiale o meno, ha stimolato la creatività degli artisti milanesi. Come abbiamo già visto in un precedente post, alcuni street-artist si sono dati da fare per esprimere sui muri dell'ex-Ansaldo il loro pensiero al riguardo dell'arte pubblica, altri invece hanno intravisto la possibilità di piazzare le loro opere ad un pubblico spesso distratto o che ama rivolgersi soltanto ai soliti noti.
Ho avuto la possibilità di farmi ricevere da Carlo Cecaro, fondatore della corrente "Cartellomania", nel suo rifugio segreto nei pressi della Darsena. Cecaro opera e si infratta nel "Bunker", un piccolo studio molto bohémien conosciuto a tutti coloro che si muovono nell'ombra e sotto mentite spoglie per ideare nuove rivoluzionarie imprese artistiche.
Ancora una volta ho avuto conferma che le iniziative e le opere che nascono in questo luogo non hanno finalità comiche, ma devono essere prese molto seriamente. Difficile però non sorridere davanti alle reazioni del pubblico meno preparato quando incrocia Cecaro/Bansky nella sua ultima provocazione "on the road" che consiste nell'offrire ai passanti e ai giornalisti opere in cambio di interviste, anche se alla fine sono arrivate vere e proprie offerte in denaro da un paio di ragazze in trasferta da Rimini.
Piazzare opere di Bansky è del tutto legittimo, anche se è un po' come vendere opere di Picarro o Picazzo. 
Riccardo Moretti, abile uomo d'affari, ha coadiuvato l'amico Cecaro e sarà con lui anche venerdì 25 gennaio alle 18,30 al Mezzanino degli artisti in piazza della Repubblica, a Milano, dove verranno venduti altri lavori di Bansky. Prezzi molto accessibili, a partire da 100 euro. 
Tenete d'occhio Cecaro perché ho saputo che alcuni suoi lavori, in soli quattro anni, si sono rivalutati di quasi 10 volte dalla loro quotazione iniziale. "Succo di truffa", da 2,50 euro adesso è passato a 20 euro. Chi ha qualche risparmio da parte è avvisato: con un modesto investimento il guadagno è assicurato. TG

 Carlo Cecaro: offresi opere di Bansky.
 Carlo Cecaro: offresi opere di Bansky.

 Bansky - Credo in un solo Dio
 Bansky - Credo in un solo Dio

 Bansky - È truffa.

Bansky - Sono superstizioso, mi tocco i marroni!
 Bansky - Sono superstizioso, mi tocco i marroni!

Bansky - È ora di finirla!
Bansky - È ora di finirla! (Banksy ci ha stancato, W Bansky)


sabato 7 marzo 2015

Il Ponte degli Artisti in bianco e nero

Tre fotografie scattate qualche settimana fa sul ponte di ferro di Porta Genova che gli artisti hanno adottato come galleria a cielo aperto.
Ogni tanto vado da quelle parti a vedere cosa succede di nuovo, casualmente quel giorno ho incontrato Carlo Cecaro che staziona spesso accanto all'Agenzia dell'Utopia, mentre si prendeva cura del muro che ospita la sua opera più conosciuta. Su quello stesso muro di cartellini apparve per la prima volta il suo ironico (non si sa fino a che punto) annuncio per la vendita del voto elettorale, opera che lo fece balzare alla ribalta delle cronache italiane.
Mentre stavamo parlando ed osservavo l'artista re-incollare qualche pezzo di cartoncino, arriva anche Ivan il poeta che si fionda  subito su Carlo, forse per ringraziarlo del suo attivismo in zona.

 Ivan Tresoldi bacia Carlo Cecaro sulla scala che accede al Ponte degli Artisti
Scansione ottenuta con Epson V700

 L'Agenzia dell'Utopia
Scansione ottenuta con Epson V700

Una serie d'annunci probabili che monopolizzano l'attenzione di passanti e curiosi d'ogni età.
Ne cito qualcuno a caso: Recitasi a soggetto; Truffasi legalmente, Fumasi il cervello; Teletruffasi il digitale terrestre; Domandasi perché; Incarcerasi chi dice: No; Strisciasi ipocrisia e tanti altri, tutti molto cattivi, talvolta cinici, ma sempre attuali.

Per una passerella pulita
Scansione ottenuta con Epson V700

A pulire il ponte ci pensa una ragazza rumena che di sua iniziativa si prende cura di liberare il pavimento da cartacce, foglie, terra, oltre che liberare gli scarichi dell'acqua piovana intasati e da tutto quello che può danneggiare l'immagine di un luogo molto frequentato dalla Milano degli artisti, delle modelle, degli intellettuali e dei turisti.
Un grazie a Michela e a tutti coloro che amano il ponte. Tony Graffio


Agenzia dell'Utopia. Negativo scansionato con CanonScan FS 4000 US.

Ivan Tresoldi bacia Carlo Cecaro. Negativo scansionato con Canon Scan FS 4000 US.

Note fotografiche
Per queste immagini ho utilizzato una delle mie meravigliose Pentax 6X7 prima serie con l'adattatore panoramico 24X72 della Fotodiox.
La pellicola è invece la POE 12 Iso della Six Gates Film, una pellicola da microfilm ad alto contrasto, senza perforazioni che sembra essere fatta apposta per essere usata con la mia enorme reflex.
La POE è una vecchia emulsione per microfilm che ha un sapore vintage particolare, in questo caso dato anche dalla presenza di funghi e corpuscoli vari, molto visibili nella prima fotografia che ritrae Ivan e Carlo. 
Six Gates Film è un'iniziativa di Guido Tosi che acquista pellicole a metraggio di varia provenienza ed età che poi, in collaborazione con un altro amico appassionato di fotografia tradizionale, provvede a ribobinare in caricatori da 135, o in altri tipi di confezioni.
Utilizzare questo tipo di pellicole ha un senso se si vuole risparmiare, oppure fare della ricerca per ottenere dei risultati particolari.
Personalmente, io apprezzo l'immagine un po' contrastata, per questo motivo, sia in camera oscura che in Photoshop cerco sempre d'aumentare il gamma di negativi, oppure uso gradazioni di carte più contrastate per ottenere delle stampe, o delle immagini finali più dure.
Nel caso della POE, ho invece dovuto agire in modo da diminuire molto i contrasti per ottenere un'immagine un po' più leggibile nelle ombre, mentre le alte luci risultano comunque abbastanza compromesse.
Ho anche approfittato della disponibilità di due amici che mi hanno prestato i loro scanner, per fare un mini-confronto tra due scannere un po' datati, ma entrambi molto validi: l'Epson V700 ed il Canonscan FS 4000 US.
Ho analizzato due degli stessi fotogrammi del negativo già scansionato con L'Epson V 700 per capire come convenga agire pensando ad un utilizzo di immagini destinate al web ed ecco quali sono le mie conclusioni.
Dico subito che è sempre preferibile utilizzare uno scanner che nasca già per utilizzi fotografici e nel quale i negativi vengano analizzati da un sensore davanti al quale non ci siano vetri o altri tipi di elementi che creino barriere, riflessioni, rifrazioni o altri effetti non desiderati.
Il limite di questo tipo di scanner fotografici per negativi è la difficoltà, o impossibilità di analizzare vari formati, o formati poco diffusi, il che non è un problema di poco conto per chi, come me, voglia poter digitalizzare ogni tipo di formato che corrisponda alle fotocamere da me utilizzate o possedute.
Mentre con uno scanner piano come l'Epson V700 si riescono a digitalizzare praticamente tutti i formati, anche se la cosa va un po' a discapito della qualità dei formati più piccoli, per i quali il sensore lavora solo parzialmente; con uno scanner dedicato ad un certo tipo di formato, i risultati saranno migliori ed i file ottenuti saranno più definiti.
Sintetizzo qua di seguiti pro ed i contro dei due sistemi.

Scanner piani: i PRO

1 poter elaborare ogni tipo di formato.
2 costo d'acquisto inferiore, in più con una macchina si fa tutto.

Scanner piani: i CONTRO

1 qualità inferiore.
2 sporcizia sul negativo, o sul vetro più evidente.

Scanner per negativi: i PRO

1 maggior qualità d'immagine.
2 miglior risultati con i piccoli formati.

Scanner per negativi: i CONTRO

1 costi maggiori.
2 impossibile gestire più formati, se non a condizione di dover sborsare molto, molto denaro per l'acquisto di macchine altamente professionali.

L'altra cosa da tener presente è la scelta del software più adatto a garantirci operazioni di controllo dei parametri dell'immagine, come se stessimo trattando un file raw.

Io mi sto trovando benissimo con Vuescan, che oltretutto consente d'utilizzare macchine i cui driver non sono più disponibili per i sistemi operativi più recenti, cosa che riguarda proprio il Canoscan FS 4000 US utilizzato per questa prova. Uno scanner che nonostante i suoi circa 15 anni d'età è ancora in grado di dare ottimi risultati, grazie anche ad un canale sensibile all'infrarosso, denominato da Canon FARE, per la riduzione di graffi e polvere presenti sul negativo.
Purtroppo però, il Canon non mi ha permesso di scansionare appieno il formato panoramico di 24x72 mm. La sua finestrella massima di scansione è di circa mm 24X37,49, cosa che permette d'ottenere eventualmente dei bordi su un normale fotogramma 24X36, ma certamente non di andare al di là del classico formato Leica. 
Questo grossa limitazione nell'utilizzazione degli scanner per negativi, probabilmente mi orienterà in maniera definitiva verso l'acquisto di uno degli ultimi modelli di Epson, anche perché ho conosciuto dei fotografi che mi hanno parlato molto bene dei kit per Fluid Mount Scanning che mi piacerebbe provare nel momento in cui dovessi disporre definitivamente di uno scanner piano. TG

Si ringrazia Guido Tosi per avermi fornito la pellicola e per aver eseguito le scansioni con L'Epson V700 e Alberto Vassena per aver messo a disposizione il suo Canonscan FS 4000US



sabato 10 gennaio 2015

Uno sguardo alle Regole del Gioco

Ieri sera, sono stato alla serata d'inaugurazione di un mini-festival invernale multidisciplinare con un tema di largo respiro ed interpretabile in maniera personale dai vari partecipanti: le regole del gioco.
Il curatore degli eventi è Fabrizio Gilardi, artista indefinibile del panorama culturale milanese degli ultimi 20 anni che, in questo caso, ci propone un approfondimento sul significato dell'applicazione e del rispetto o meno, dei codici sociali/ludici o comunque riconducibili alla realtà degli uomini.
Il proposito di questo evento è quello di cercare di sollevare il velo da chi, con le proprie azioni, opere, o pensiero intellettuale pensa d'essere contro il male e di ciò che viene compiuto nel nome di certe regole, mentre poi si scopre complice di un sistema più complesso.
Non sempre le cose o le lotte che affrontiamo sono effettivamente come crediamo che siano, spesso queste situazioni sono ben più ingannevoli e complicate.

Il tutto si svolge presso lo spazio culturale "City Art" di via Dolomiti, 11, a Milano.

Federica Brambilla ed il fotografo inglese Mark Cooper posano davanti ad una reinterpretazione di opere di altri artisti presentate in forma di assemblaggio visuale.
Col loro gesto insolente sembrano volersene infischiare altamente del rispetto delle regole prestabilite. Sarà davvero così?

Questa è la pagina dove potete trovare l'intervista e le opere di Mark Cooper.

Collage di Federica Brambilla

Questo bel collage di una giovane artista milanese parte dallo sfondo di un terrazzo immenso fotografato a Livorno, sul quale è stata apposta in un secondo tempo ed in modo ben visibile, lasciando dei bordi bianchi, l'immagine di una modella intenta a muovere un pezzo del gioco degli scacchi.
Si tratta di un'opera ad alto contenuto simbolico in cui il gioco degli scacchi rappresenta la vita e la modella può essere vista come la stessa autrice alle prese con le scelte da fare con la propria esistenza, in un momento particolare della sua vita.
La generazione dei trentenni, in Italia, è considerata una generazione perduta in quanto questo tipo di società non è in grado di fornire certezze, né possibilità che possano portare ad una autonomia economica e, meno che meno ad una realizzazione professionale, o individuale, a tanti giovani che si trovano di fronte al dilemma di cosa fare della propria vita.
Il senso d'instabilità e di ansia generato da questa immagine è amplificato anche per effetto di un gioco nel gioco, in cui la ragazza sul terrazzo è alle prese con una scacchiera, ma è a sua volta contenuta da una scacchiera ancor più grande che altro non è se non la pavimentazione del terrazzo.
La veste bianca indossata dalla ragazza rappresenta uno stato di purezza ed una possibile propensione al rispetto delle regole necessarie a muovere i pezzi sulla scacchiera e nella vita, ma è possibile continuare ad agire in modo corretto in un mondo corrotto in cui coloro che hanno la responsabilità di un paese sono i primi a commettere reati ed a prendersi gioco dei cittadini?


Fabrizio Bellafante davanti la sua opera fotografica

La risposta alla domanda che ci siamo appena posti, ci arriva dal fotografo Fabrizio Bellafante che ha effettuato un intervento da street artist sulla segnaletica stradale, per dire no allo sfruttamento che le società multinazionali ed i loro sostenitori occulti, esercitano sui cittadini disorganizzati, in nome del dio denaro.

Carlo Cecaro con il suo quadro/cartello sullo sfondo di un albero letterario dal quale piovono libri, opera di Virgilio Patarini

La giostra della cultura è un'opera che presenta un'ambiguità di fondo, poiché i libri legati a spaghi collegati ai rami dell'albero potrebbero essere interpretati, sia come i frutti della conoscenza, ma anche come degli impiccati che non trovano ascolto in questo tipo di società.
La riconferma di questo gioco ambiguo ci arriva anche da Carlo Cecaro che prova a spacciarci un cartello come quadro, garantendoci che in futuro esso acquisterà un grande valore.
La provocazione come gioco per indurre l'appassionato sprovveduto all'acquisto di un'opera concettuale priva di valore nel tempo presente, ma che in futuro, forse alla morte dell'artista, guadagnerà di valore.


Fabio Agrifoglio durante la conferenza dibattito sul mondo dei giochi. 
Sullo sfondo il quadro di Danièl Nicolàs Schiraldi: La civetta coi tacchi gioca a scacchi, acrilico su tela cm 80X100

Per il prosieguo del festival ed altre informazioni, consiglio di consultare le pagine del sito web di City Art. Tony Graffio

giovedì 25 dicembre 2014

Augurasi d'uscire dalle tenebre il prima possibile

Carlo Cecaro ed io abbiamo scelto di augurare a tutti coloro che seguono "La Milano di Tony Graffio" TANTI AUGURI di BUON NATALE e buone feste con un'opera che abbiamo già presentato, non per riciclare un lavoro interessante, ma per ribadire un concetto collegato alla realtà del paese.
Passa il tempo, si rimpastano le giunte, si alternano i politici di padre in figlio, cambiano le stagioni, ma cada la neve o splenda il sole, i furbastri responsabili del malaffare si rifanno il trucco e periodicamente anche la facciata al sistema, ma nulla, assolutamente nulla cambia. Siamo tutti in balia dei malfattori di stato che taglieggiano il cittadino in ogni modo e distruggono il bene pubblico, depauperando le ricchezze di un popolo allo stremo e ogni speranza, nei giovani, di avere un futuro migliore.


Non bastano le belle parole, o le promesse da marinaio, l'Italia sta vivendo uno stato d'occupazione permanente da parte dei malavitosi e dei mafiosi politicizzati autoproclamatosi capoclan di se stessi.

Dettagli tecnici: fotocamera Pentax K-01 con zoom Pentax 18-55mm regolata in automatismo a priorità di diaframmi, Iso 200, diaframma f 4,5, tempo d'esposizione 5 secondi, focale 32mm.

Nota degli autori per la lettura dell'opera:
Questo quadretto tridimensionale, volutamente ironico, rappresenta il momento iniziale della ribellione popolare, poiché nonostante le autoblindo e l'esercito dei malvagi, la volontà delle masse non può essere imbrigliata e sottomessa in eterno. I dettagli hanno la loro maledetta importanza ed infatti, su una finestra del secondo piano è presente un poco di bianco che altro non è che una palla di neve scagliata da qualche cittadino, come gesto di sfida al potere oppressivo di una classe politica arrogante e prepotente.
Sarà un piccolo gesto insignificante come questo che farà scatenare la rivoluzione e la ricostruzione morale e civile del paese.

Un tocco di serenità che ci riporta indietro nel tempo, negli anni del dopoguerra. 
Carlo ha inserito nel suo presepe laico un Babbo Natale giocattolo di legno del 1947, una vera rarità che però ci rappresenta tutti molto bene nel modo di procedere. 
Per continuare a muoversi nella la vita di tutti i giorni dobbiamo tenere il fiasco di vino pronto all'uso, in una mano e una lanterna nell'altra, in modo da illuminare il cammino in una strada sprofondata nel buio di tenebre, mai così profonde.

Quanta creatività ed ingegno sprecati!
Abbattiamo le Mafie dei Palazzi del Malaffare, rifondiamo il sistema sociale partendo da valori umani d'onestà e giustizia, i delinquenti devono stare in galera, non sugli scranni.

Sullo sfondo della miniatura in 3D abbiamo piazzato un'altra opera significativa, sempre di Carlo, che ben ci fa capire come andranno a finire le cose, lasciando il sistema in mano ai mafiosi legalizzati.
Quale futuro per l'Italia?

Un piccolo dietro le quinte mostra la semplicità del progetto d'illuminazione del set dell'altra sera.
Ho utilizzato una lampadina led da esploratore per il controluce del Babbo Natale del 1947, un paio di candeline cinesi dietro il pannellino del Palazzo del Malaffare, sia per cambiare la temperatura di colore, in modo da aumentare la tridimensionalità complessiva dell'opera, sia per schiarire il piano orizzontale di sfondo. La facciata era illuminata soltanto da un'altra lampadina led dall'alto, un po' di taglio.
Quale futuro? Posto dietro l'opera principale era illuminato soltanto da una candela, come è  visibile dall'ultima fotografia di questa pagina.
Avevamo poco tempo a disposizione per scegliere gli elementi da aggiungere al mini-set e per effettuare gli scatti fotografici, fortunatamente Carlo s'è ricordato d'avere nelle sue collezioni d'oggetti semi-inutili un bellissimo giocattolo a molla degli anni 1940 che è il pezzo forte della scena ed il protagonista dell'opera, ancor più degli Stormtrooper di Star Wars, questa volta un po' maltrattati, uno è stato anche fin troppo sommerso di neve finta. Nemmeno l'altro Babbo Natale nella sfera di vetro può competere con il mini burattino di legno, anche perché il primo appare esattamente per quello che è: un oggetto di plastica, a buon mercato e d'importazione.
Il contrasto tra i babbi natale è in qualche modo una parodia tra il passato ed il presente: esistono giocattoli veri, di legno, con una loro dignità storica e culturale ed oggetti made in China catapultati nella nostra società, ormai quasi incapace di produrre in loco, sempre più privata anche di tradizioni e cultura. 
Tra poco non ci resterà che venderci l'anima, ma può essere che in molti abbiano già provveduto anche a questa operazione-disperazione.
Abbiamo provato ad effettuare uno scatto senza la neve, ma volevamo un'atmosfera più natalizia, così siamo ricorsi d'urgenza all'uso di schiuma da barba schiacciata a mano, l'effetto ottenuto non è molto realistico, ma il clima generale doveva essere quello di una farsa che rispecchiasse un po' le situazioni assurde, ma tristemente vere, presentateci dalla realtà, in cui molti politici depredano i cittadini per comprarsi mutande colorate, dolciumi, diamanti e tutto quello che gli passa per la mente, senza preoccuparsi di coloro che non hanno una casa in cui vivere, o il latte da dare ai propri figli.
Ci siamo arrangiati alla meno peggio, sempre per restare in tema alla situazione generale; tutto sommato riteniamo d'essercela cavata abbastanza dignitosamente e d'aver dato vita ad un microcosmo interessante che riesce ad esprimere un messaggio molto chiaro con pochi poveri elementi scenici.
Stiamo pensando di realizzare altre piccole messe in scena scegliendo altri argomenti d'attualità, se avete suggerimenti, potete lasciarci un commento, o scriverci un'email: graffiti.a.milano@gmail.com
Se volete contribuire a sostenere l'arte e la cultura che viene dal basso e proprio per questo più vera e di valore, potete farci un'offerta per comprare l'opera, altrimenti finisce che ve la riproporremo in altre forme ed in altri mini-sceneggiati fotografici.

Tanti auguri e tanta fortuna a tutti gli uomini di buona volontà da Tony Graffio e Carlo Cecaro




sabato 20 dicembre 2014

Palazzi del Malaffare

Circa un mese fa avevo proposto a Carlo Cecaro di realizzare un'opera che parlasse delle forze del male partendo dai pupazzetti della Lego raffiguranti i soldati dell'Impero di Palpatine, presenti nella Morte Nera (Death Star), o Stella della Morte, della saga di Guerre Stellari.
Non volevo ci fossero dubbi sul ruolo di questi personaggi.
Carlo mi diceva che non si sentiva abbastanza coinvolto dai pupazzetti della Lego perché gli sembravano troppo dei giocattoli e non sapeva bene come inserirli in un contesto reale.
All'inizio di dicembre, come tutti sappiamo, è scattata una grande retata dei ROS e da qui s'è scoperchiata una voragine che non sembra avere più fine.
Confrontatomi con Carlo è risultato subito chiaro quale fosse il ruolo degli stormtrooper e chi stessero proteggendo. In un primo tempo si era pensato di metterli a guardia di un palazzo specifico della nostra città, ma poiché la situazione italiana è purtroppo molto omogenea, è stato poi deciso di prendere a simbolo dell'intero paese i "palazzi del malaffare", ovvero i palazzi istituzionali dove regna la corruzione, il nepotismo, l'ideologia dell'arraffa, arraffa, la cultura mafiosa e tutto quello che ne consegue.

In ogni città e paese  italiano sono presenti questi palazzi

Ho chiesto a Carlo d'utilizzare dei materiali poveri perché questo lavoro su commissione era destinato principalmente ad illustrare il blog della Milano di Tony Graffio, come un'istantanea tridimensionale della situazione attuale della società italiana.
La piccola autoblindo verde è stata costruita con materiali di recupero quali il cartone ed altri piccoli oggetti trovati qua e là.

I soldati dell'Impero del Male presidiano i palazzi del potere e ne impediscono l'ingresso alle persone oneste.
Il divieto di accesso sui portoni indica in maniera rapida ed inequivocabile che è meglio tenersi alla larga da questi posti.
Il minuscolo cartello che mostra, a seconda della prospettiva, il Colosseo o la scritta "Souvenir d'Italie" è un piccolo colpo di genio di Carlo che ama dettagliare le sue opere e conferire ad esse un tono di realismo, irridendo al tempo stesso una situazione molto drammatica.
Non manca un segno nero sul muro che mostra il tentativo d'intaccare il sistema. Qualche anonimo writer ha mostrato il proprio dissenso verso questo mondo. 
Si tratta di un piccolo graffito copiato dal vero da un segno che Carlo ha fotografato a Milano.

Paura eh? Potrebbe succedere davvero. O è la realtà?

Le scritte sono state ritagliate dai giornali che parlavano di questo fenomeno mafioso.
Ho volutamente fotografato questa rappresentazione di un palazzo in modo da mostrare quanto questo paese sia sul punto di crollare da un momento all'altro e come dietro ad una facciata d'arroganza non ci sia dietro nulla di buono. 
Io non mi sorprendo mai di nulla, anzi, immagino che tutto ciò che non si sa ancora con certezza sia immensamente più grande di quello che è stato divulgato.

L'opera è interattiva, gli omini e l'autoblindo possono essere posizionati a piacere.




Se volete visionare un filmato su Youtube in cui Carlo Cecaro presenta personalmente altre sue opere, guardate questa intervista.





mercoledì 17 dicembre 2014

La casa con le facce sui muri

Via Federico Confalonieri 12, è stata appena terminata una nuova casa che alternando piastrelle colorate disegna volti umani sui muri esterni.

Uomo di mezz'età con calvizie (mi ricorda vagamente François Truffaut)

Jaqueline Bisset e F. Truffaut dal set di Effetto Notte (1973)

Via Confalonieri, sullo sfondo il nuovo palazzo della Regione Lombardia con la scritta Expo

La Milano di Tony Graffio è l'unico sito al mondo che t'informa con precisione sui luoghi dove puoi trovare opere di street art ed altre curiosità on the road.
(Collage di Carlo Cecaro)



giovedì 4 dicembre 2014

Fenomeno d'ingratitudine

Una fotografia che riemerge dall'archivio del tempo, era il 2002. 
Ronaldo Luís Nazário de Lima, considerato uno dei migliori giocatori di calcio di sempre, dopo 5 stagioni con l'Internazionale di Milano esprime il desiderio d'indossare la maglia del Real Madrid; i tifosi e la dirigenza della società nerazzurra, in coro, lo assecondano in questa scelta dicendogli d'andarsene.
Tracce di questo dialogo tra tifosi e il "Fenomeno" compaiono anche sui muri della città, specie in zona S. Siro.

Ronaldo vattene!

Carlo Cecaro non fa altro che congelare questo momento che gli stimola uno spunto per una riflessione artistica espressa in una specie di presepe urbano dei nostri tempi; ne esce uno spaccato della realtà milanese e del clima che si viveva in quei giorni. 
Era un evento sportivo mondiale, ma anche una notizia di costume che attirava l'attenzione dell'uomo della strada, oltre che degli appassionati di calcio. Anche chi non seguiva questo sport si sentiva autorizzato ad esprimere una sua opinione sull'argomento e su come i calciatori moderni siano diventati preponderantemente delle imprese per incassare denaro, senza cuore né anima .
Dopo Ronaldo, all'Inter arriveranno altri fuoriclasse del calibro di Zlatan Ibrahimovic, prima e di Samuel Eto'o, poi; oggi la crisi finanziaria attraversata dal paese ha fatto scomparire i fenomeni assoluti del calcio dalle squadre italiane, ma gli imprenditori di questo sport continuano a muovere ingenti capitali, nonostante sia sempre più difficile coprire le abissali spese di questo mondo dorato.


Cecarart

Cecaro dice che negli scorsi anni trovava più ispirazione dai muri della città che gli davano la carica per emulare la realtà con le sue miniature urbane, effettivamente il contesto socio-culturale contemporaneo è difficile che porti ad avere degli entusiasmi particolari per gli eventi che si vivono nella società italiana, ma non è detto che guardandosi bene in giro si possano scorgere altri momenti da voler conservare con istantanee fotografiche o tridimensionali.
Io stesso, molte volte, vorrei rinunciare dal presentare certe tracce poco convincenti delle espressioni artistiche o pseudo tali, che scovo per la città, ma poi il desiderio di voler creare un quadro generale di questo squarcio di "Milano nell'epoca della grande crisi e dell'Expo dei furbacchioni" mi induce a proseguire la mia ricerca, nella speranza d'offrire ai posteri uno squarcio sulla realtà generale di questi giorni.
E' sempre difficile decidere di che cosa parlare e che opere o reperti presentare ogni giorno, la mia non è una scelta estetica atta a voler parlare solo di quanto abbia un valore assoluto, ma il tentativo di ritrarre questa società in modo completo, o abbastanza esauriente.
Immancabilmente mi capiterà di escludere qualcuno o qualche elemento che per qualcuno può avere un valore sociale, culturale o di costume, sono conscio di questa eventualità, ma non ho la presunzione di poter conoscere tutto o di poter illustrare ogni cosa, confido sempre in un maggior coinvolgimento degli autori della street art e del pubblico che mi legge, in modo che mi vengano segnalate maggiormente gli argomenti e le opere, o gli elementi di cui scrivere.
Spero, fino ad ora, di avervi mostrato cose simpatiche o interessanti che possano esservi utili per le vostre personali riflessioni.

Graffiti metropolitani

Il dietro le quinte di un'opera semplice, ma evocativa.


Note tecniche di Carlo Cecaro
Nel 2002, realizzai con una piccola autofocus, ovviamente a pellicola, in via Argelati a Milano, le fotografie del manifesto pubblicitario Parmalat con l'immagine del Fenomeno.
Cercai di farle il più possibile simmetriche ed ortogonali, stando il più in asse che potevo con il centro del manifesto, ho ritagliato il poster, in quanto, non possedendo il computer, non avrei potuto fare correzioni prospettiche in post produzione. 
Credo che siano riuscite bene anche scattando a mano libera, no?
Fatta stampare la fotografia, ho ritagliato il poster e, in copisteria, l'ho ridotto e riprodotto su carta come una mini-fotocopia.
I muri e la pavimentazione stradale hanno l'anima di legno di masonite, il rivestimento del muro è quello a mattoni per i plastici dei trenini.
Il selciato è riprodotto con stucco per muri levigato a carta vetrata e dipinto con colore acrilico grigio, le ombreggiature le ho dipinte di nero con la tecnica del pennello a secco.
Rifiniture varie sono state effettuate con pezzetti di legno (palo della luce, bordo del muro).
Sabbia alla base del muro mischiata a bi-componente epossidico e colorata.
Se riuscite a recuperare un vecchio numero (nr. 67, luglio 1999 pag. 16 e 17) della rivista "Tuttomodellismo" della Hobby & Work editore troverete la recensione di un'altra mia ambientazione urbana definita "Italian Graffiti", nella quale oltre al significato c'è la descrizione dettagliata per costruirla.
Si tratta di scenette che ho definito: presepi metropolitani moderni; li ho creati idealmente per ambientarvi un modellino di automobilina o motocicletta in scala 1/43 (o in scala differente), spesso legati con affissioni pubblicitarie dell'epoca, se vi piacciono, ne presenterò altri nelle pagine di questo pazzo blog di Tony Graffio.

Misure dell'opera: cm 12X9,5X7,5
Altezza muro: cm 6,5
Altezza della base: cm 1

Curiosità
Questa mini-opera è stata venduta, all'epoca, in più pezzi, uno è stato acquistato anche da Dumbo, a cui un amico aveva segnalato la presenza della miniatura riportante una sua mini-tag in un negozio di oggettistica da collezione, dalle parti di piazzale Aquileia.
Altri pezzi invece hanno preso la strada del Brasile e sono conservati là da collezionisti sudamericani.
L'opera mostrata in queste fotografie è l'ultimo pezzo in possesso all'autore che dubito fortemente voglia vendere.
Per eventuali contatti, i numeri di telefono di Carlo sono leggibili sul retro dell'opera, vicino la firma dell'artista. Tony Graffio

lunedì 17 novembre 2014

I paradossi dell'arte 3

L'arte è un fuoco che brucia in ogni spirito creativo, una necessità incontrollabile d'esprimere se stessi, anche in una situazione di profondo isolamento, poiché l'artista non è mai solo e prima o poi, se la sua opera ha un valore universale, verrà scoperta ed esaltata. 
In molti cercano di mercificare le opere dell'ingegno umano per trarne un profitto economico, quasi si trattasse di proporre delle azioni o dei titoli di borsa.
Carlo Cecaro riconosce un valore economico alle sue opere, ma non vuole essere trattato come certi artisti dei quali si parla solo in funzione di quanto tempo manchi alla loro morte ed alla conseguente rivalutazione del loro lavoro come logica dell'esaurimento della loro produzione.
In realtà, molti grandi artisti sono stati molto prolifici e questo fatto non ha minimamente svalutato il valore della loro opera complessiva, anzi ha reso questi autori ancora più ricchi e permesso ai loro discendenti di vivere nell'agiatezza.
L'arte non può essere considerata come un investimento economico, ma come un ambiente particolare in cui il desiderio di un pezzo di nostro gusto può indurci a spendere cifre anche importanti per accaparracelo.
Come s'è visto nel 2001, con il crollo delle Torri Gemelle al World Trade Center (Centro del Commercio Mondiale) di New York, uno dei primi settori a risentire della crisi mondiale e della paura della guerra globale è stato proprio il mercato dell'arte, con il disinteresse del capitale e dei collezionisti verso il mondo artistico.
In seguito, quando s'è capito che la vita sarebbe continuata ugualmente, nonostante i disordini mondiali, lo scontro di culture, di religioni ed il nuovo progetto degli stati sociali, alle soglie del nuovo millennio che avrebbe riportato indietro di un secolo lo stile di vita della classe media, gli artisti hanno ripreso lentamente a vendere le loro opere.
E' veramente difficile capire che cosa dà valore ad un oggetto, ma è sicuramente poco corretto voler convincere la gente che ci sia un autore o un opera che possa valere più di un altra. Solo il nostro gusto e le nostre disponibilità economiche possono decidere quanto vogliamo e possiamo spendere, perché solo i sentimenti ed i ragionamenti personali di ogni collezionista sanno indirizzarlo su quello che egli vuole veramente possedere ed ammirare.

Prendendo spunto, come spesso capita dalla visione delle televendite, Carlo Cecaro concepisce quest'opera intitolata: Questo quadro è un investimento. 
Opera che si propone in vendita di per se stessa, senza nemmeno aver bisogno di un soggetto visivo, tanto il fine ultimo è quello di far fare un acquisto che poi si rivaluti nel tempo.
Quest'opera potrebbe essere offerta come un esperimento di vendita alle stesse emittenti televisive dalle quali si sentono pronunciare frasi di questo tipo:

"Questo quadro se acquistato cambierà la realtà finanziaria della vostra famiglia"
NdTG Frase pronunciata a Telemarket for you il 14 settembre 2014 alle ore 12,33, mentre si proponeva una vendita di un quadro di Gastone BIGGI. Biggi poi morì 15 giorni dopo.

Comprate questo quadro.
Questo quadro è un investimento

L'arte come investimento
Il peso dell'arte è pari al peso delle nostre anime


domenica 9 novembre 2014

Expo Gate - Un luogo d'incontro per tutti

La soglia d'accesso a Expo 2015 si trova in via Beltrami, di fronte al Castello Sforzesco e, come vuole la tradizione architettonica milanese, si presenta con due strutture gemelle. Qui si riceveranno i visitatori per orientarli e reindirizzarli verso gli eventi di contorno alla manifestazione fieristica che si svolgerà a Rho.
In un clima di globalizzazione culturale, Carlo Cecaro ha ritenuto opportuno prepararsi anche lui all'arrivo di decine di milioni di turisti, giramondo sfaccendati, operatori del settore, curiosi e perché no? Furbetti internazionali col vizietto di tirare il bidone al prossimo. Costoro probabilmente attenderanno con ansia l'occasione per piazzare il colpo giusto al pollo di turno.
In questo clima di fervore ed entusiasmo, globalizzarsi ed internazionalizzarsi è d'obbligo, così il "Signor Truffasi" ha deciso di correre ai ripari, traducendo il suo cartello (per lui si tratta di un quadro) più famoso in lingua inglese, adeguandolo alla grafica che negli USA gli immobiliaristi utilizzano per vendere una casa. 
Truffasi diventa: For Scam, il pellegrino è avvisato. Un caloroso benvenuto a tutti da Tony Graffio

Sorpresa, ma anche un po' di spavento generale, di fronte all'incombere delle orde di visitatori attesi per Expo 2015


Aggiornamento del 26 novembre 2014
Una scritta ritrovata in zona Navigli.

Un modo un po' rude per richiedere un servizio che qualcuno sta già organizzando

mercoledì 5 novembre 2014

L'infame uccide

Se è vero che la fame uccide, altrettanto può fare l'infamia.
Partendo da uno scatolage abbastanza semplice e pulito, Carlo Cecaro prende spunto da una sua vicenda personale che lo aveva portato alle strette con un amico, sembra per una questione di donne, per realizzare un'opera che fa riflettere ed a distanza di 2000 anni ci ricorda e conferma le parole del Cristo: <Più che a ciò che entra nella nostra bocca, dobbiamo fare attenzione a ciò che ne esce>
Le parole possono ferire, ma a volte, possono addirittura uccidere.
Nel caso di Carlo e del suo amico, è defunta soltanto la loro amicizia, ma per una persona corretta e di certi principi, anche ai nostri giorni, questo sentimento è pur sempre qualcosa di prezioso, da tutelare e difendere da tutto e da tutti.
Ultimamente, anch'io, dopo alcune divergenze artistiche ed etiche, ho deciso di prendere le distanze da Carlo e di togliere le sue opere da questo blog, onde evitare problemi di qualsiasi tipo.
Sono pervenuto a questa decisione dopo che aver saputo che Carlo sta pensando d'intentare una causa per plagio ad un fotografo inglese che ha fotografato e rielaborato graficamente un collage piazzato su questo stesso ponte dal "re dei cartellomani".
Lascio questa unica pagina come riferimento all'opera e ad un amico che forse ma solo se stesso.

 Agli amici perduti ed agli amori mai sbocciati

Si ringrazia l'ammaliante Sara, per essersi prestata con naturalezza all'obiettivo di Tony Graffio, in tutto il suo splendore.


martedì 4 novembre 2014

Per sempre con te

Carlo ci propone un'altra magica bevanda, la "sua" bevanda, in un gadget da non perdere per nulla al mondo.
Quest'opera geniale è presentata in prima assoluta su graffitiamilano.

 Carlo Cecaro ci tiene molto ad avere sempre con sé un simulacro della sua bevanda preferita, sempre, anche quando non potrà più gustarla.

Sabato scorso, dopo aver incontrato Carlo, pensiamo di bere qualcosa, lui mi anticipa, apre la borsa e mi mostra due lattine di Coca Cola, bevanda che effettivamente, il nostro artista e creativo ha sempre con sé. 
Gli dico che pensavo d'andare in un bar per poterci sedere e parlare con più tranquillità della sua carriera e dei possibili sviluppi che potrebbe avere la nostra amicizia. Una volta seduti, Carlo riconferma la sua passione per la bevanda di Atlanta ed ordina l'ennesima Coca Cola; io però preferisco una birra, anche perché ho visto dei filmati su youtube in cui bollendo questo liquido si ottiene una strana sostanza simile al catrame.
Carlo dice di conoscere questi video, ma non si lascia scoraggiare e va fino in fondo nella degustazione di ciò che è contenuto nel suo bicchiere.

Coca Cola il nuovo gadget ideato dallo scatologista Carlo Cecaro

La dedica di Carlo alla sua amata bevanda gassata

Lo ammetto: mi piace la Coca Cola, è la mia bevanda preferita, dopo l'acqua naturalmente. Il binomio pizza-cocacola sembra quasi inscindibile. "Cosa ordina?" Una pizza napoletana... "E da bere?" Una Coca Cola alla spina!
Fa caldo... (Ma non necessariamente) Mi va proprio un Coca Cola fredda, magari con il limone spremuto dentro... Proprio quello che ci vuole. Da amici: beviqualcosauncaffè? Nograzieunacocasì! Ne bevo e succede spesso anche due di fila e non mi fermerei...
Il mio stomaco è diventato una simpatica anguria ed è arrivato anche un simpatico sovrappeso bisognerebbe andarci cauti...
Ma come rinunciare al dolce, sciropposo ed inimitabile sapore di LEI? Mi affascina il suo mondo fatto di gadgets di spot di oggetti firmati da collezionare tutti!!! Targhe, calamite, vassoi, magliette, portatovaglioli, apribottiglie, sottobicchieri, spille, yo-yo, fermacarte, figurine, modellini di auto, di camion, di aerei, e tanto altro ancora, c'è proprio tutto!!! Tutto? Forse...
No, manca qualcosa... So che è imperdonabile dirlo o pensarlo, a mi manca qualcosa, voglio, anzi sento il bisogno del gadget definitivo, quello che mi accompagnerà per sempre.
VOGLIO COCA COLA PER SEMPRE CON ME

Carlo mi ha detto che è già pronto l'adesivo da apporre al lumino, chi ne fosse interessato provveda a contattarmi per ordinare i pezzi per voi ed i vostri cari che in questo periodo dell'anno apprezzeranno particolarmente il pensiero, ma soprattutto il gesto.