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lunedì 1 agosto 2016

Non giocate con le stampe antiche, sono pezzi di valore difficili da trovare. (Giampaolo Buzzanca, 35 anni di mostre-mercato di stampe ed incisioni a Palmanova e oltre 40 anni d'attività in questo settore)

Dopo una pausa di circa un mese, Frammenti di Cultura torna a presentarvi personaggi del mondo dell'arte, del collezionismo ed eventi che meritano di essere conosciuti o mostre da visitare, anche se magari non compaiono nell'elenco degli appuntamenti imperdibili che si possono sentire sulla bocca di tutti.
Se poi, come in questo caso, l'ingresso è gratuito, la visita è ancora più divertente.

 Giampaolo Buzzanca da Padova, 80 anni, commerciante di stampe antiche mostra un dittico d'autore, pezzo forte della sua ricca collezione.

Breve intervista a Giampaolo Buzzanca

TG: Qual è il suo nome, quanti anni ha, da dove viene e come ha iniziato a collezionare incisioni?

GPB: Sono Giampaolo Buzzanca, vengo da Padova e sono 40 anni che commercio stampe. Sono 35 anni che veniamo qui a Palmanova, tutti gli anni in agosto, per mostrare le nostre stampe. Abbiamo incisioni tratte da lastre di rame con vedute di città, carte geografiche, immagini decorative di fiori ed altri soggetti, oltre che dei pezzi davvero importanti de Il Canaletto e di Tiepolo. Quest'anno ho portato anche un Afro che è un pittore/incisore friulano. La mostra sarà aperta tutti i giorni, anche la domenica, dopo di che tornerò a svolgere la mia attività presso la nostra sede di Padova, in Galleria San Bernardino, 6. Si tratta di un negozietto dove adesso, per ragioni di età, ho un po' limitato la mia presenza ed il lavoro di ricerca e vendita.

TG: Ha sempre fatto questa attività?

GPB: Sì, sempre. Prima mi sono dedicato all'antiquariato, vendevo sedie, tavoli, o altri mobili, ma non potevo permettermi di avere troppe cose in negozio perché avrei dovuto investire molti soldi, mentre poi ho capito che trattare fogli di carta era più comodo perché si potevano trasportare facilmente in grandi quantità, anche andandole a comprare all'estero.

Prato della Valle Padova
Antonio Canal detto il Canaletto (Venezia 1697-1768) Prato della Valle a Padova (Acqueforti originali firmate in lastra)

TG: Come ha iniziato a fare questo lavoro?

GBP: Ho iniziato all'estero, raccogliendo le stampe in Germania, in Francia, in Austria ed in Inghilterra. Ho fatto lì i miei acquisti perché negli anni '70 le stampe qui da noi erano secondarie nel mondo dell'antiquariato e non le voleva nessuno. Ho deciso di specializzarmi in questo settore vedendo che a Londra c'erano dei negozi che trattavano solo piatti o solo ceramiche, a Monaco di Baviera c'era addirittura un negozio che vendeva soltanto boccali decorati per la birra ed io mi chiedevo come potessero funzionare queste attività che commerciavano un unico tipo di articolo. Mi sono fatto coraggio e mi sono detto vado in città in Italia e mi specializzo anch'io in un unico tipo di prodotto, così ho deciso di proporre nel mio negozio solo stampe e libri.

 Boulogne sur Mer in un'incisione in vendita a 150 euro

TG: Una volta eravate in pochi a buttarvi in questo settore, vero?

GPB: All'inizio, 40 anni fa eravamo in pochissimi.

TG: Perché le stampe erano un po' snobbate dai collezionisti italiani?

GPB: Erano un po' considerate le sorelle minori delle opere d'arte e dell'antiquariato. Venivano snobbate perché essendo stampate su carta si pensava che non valessero niente, mentre nello stesso periodo a Londra un francobollo poteva valere 70 milioni. Oppure una stampa di Rembrandt valeva anche 100 milioni. Abbiamo capito che era il caso di valorizzare anche i nostri artisti iniziando da vari autori veneti, Tiepolo e Canaletto in primis. Da lì per noi è andata sempre meglio. Adesso c'è chi cerca i Della Bella o gli altri autori importanti a livello internazionale, come Dürer o Rembrandt.

All'interno della Sala della Polveriera Napoleonica dove si svolge la mostra di incisioni antiche sono in vendita anche libri e cataloghi d'aste d'arte.


TG: Oggi è difficile trovare delle belle stampe autentiche?

GPB: Sì, molto difficile. Oggi non c'è più questa possibilità. Tutti i commercianti europei hanno già venduto tutto nelle aste. Negli anni '70 e '80 si facevano dei blocchi di vendita ed i magazzini dei commercianti venivano offerti alle aste. In questo  modo era un po' ripartita l'attività delle vendite, ma oggi che i magazzini sono vuoti dappertutto, non si trova più niente. Hanno già saccheggiato tutto quello che aveva valore. Sono stati offerti dei grossi lotti ed oggi anche Sotheby's e Christie's si limitano a fare una sola asta all'anno, però con pezzi di valore consistente, dai 5000 euro in su.

TG: E' finita l'era delle stampe?

GPB: Direi di sì, queste cose minori sono finite e commercialmente non si trova più nulla.

Anno 3
Molto per poco: Cosmorama pittorico, periodico teatrale. Porta della Carta al Palazzo Ducale di Venezia.

TG: Quali sono le tecniche più ricercate o i pezzi più preziosi?

GPB: Di solito, per noi in Italia, le stampe venete vanno sempre bene, si tratta di incisioni al bulino su lastre di rame, oppure gli incisori tedeschi ed olandesi sono molto ben quotati e possono garantire al venditore dei soldi sicuri. Se lei domani deciderà di portare ad un asta a New York qualcosa del genere troverà sempre un acquirente.

TG: Anche le stampe tratte dai libri possono valere?

GPB: Sì certo, non c'entra niente che sia tratta da un libro perché ci sono libri di grande valore, anche se hanno dentro incisioni di animali, fiori o vedute di città.

 Un'incisione del secolo XVI di Giulio Carpioni da: "Gli Elementi".


TG: Vorrei chiederle un'ultima cosa...

GPB: Dica pure...

TG: Conosceva il pittore Antonio Buzzanca?

GPB: Certamente. Era mio padre.

 Panorama di Trieste
Palmanova città perfetta
Coloro che giungono a Palmanova rimangono affascinati dalle sue mura che viste dall'alto formano una stella a nove punte. Questo esempio di arte della guerra fu progettato e costruito dai veneziani alla fine del XVI secolo per tenere sotto controllo le forze asburgiche e come protezione dalle incursioni militari turche. Grazie al suo particolare aspetto e ad uno stato di conservazione esemplare, la città stellata è un luogo che non ha uguali nel mondo, anche se altre fortezze in Europa hanno tratto ispirazione da alcune sue caratteristiche difensive. Palmanova possiede tre cinte murarie ed un fascino arcano. Spesso ricorre il 3, numero della perfezione e della trinità, nella sua struttura e nelle sue geometrie. 3 sono le porte di accesso alla città; 6 sono i lati della piazza centrale; 9 sono i bastioni di fortezza e le cerchie di mura; 18 sono le strade radiali.

 Uno sguardo d'insieme ad una parte delle opere esposte nella Ex Polveriera Napoleonica di Palmanova

 Un quadro di Vincenzo Eulisse (1936) che forse ha ispirato alcuni pittori seriali del secondo '900. Olio su tela firmato e datato 1958.

Giovanni Battista Tiepolo - L'adorazione dei Magi, un'incisione molto rara che può valere intorno ai 7000-8000 euro. Questa è la seconda volta in 40 anni che Buzzanca è riuscito ad acquisire questo soggetto di grande prestigio per poterlo riproporre alla clientela più esigente.

Proverbio
 I bambini sono pregati vivamente di non toccare le stampe


Ho avuto l'opportunità di visitare la mostra-mercato delle stampe proposte da Giampaolo Buzzanca in anteprima, cosa che mi ha dato l'occasione di scegliere un paio di stampe economiche molto carine. Non sempre è necessario spendere grosse cifre per aggiudicarsi qualcosa di bello e con alle spalle qualche centinaio o più di anni.
Affrettatevi, se volete essere sicuri di trovare qualcosa di particolare. TG

Mostra di stampe antiche dal 1° al 31 agosto 2016 alla Ex Polveriera Napoleonica di Palmanova - Contrada Foscarini, 30.
Ingresso libero.
Orario: 10-13 e 16-20.
Per informazioni: tel. 0432/923334



mercoledì 11 maggio 2016

Silvia Berselli ci regala qualche consiglio in attesa dell'asta di fotografia di Bolaffi

Alla MIA Photo Fair ho fatto una bella chiacchierata con Silvia Berselli che mi ha fatto capire come anche in Italia, forse per il fatto che questo sia un mercato in espansione, dove si possono ancora fare dei buoni affari, la fotografia stia solleticando il palato di molti collezionisti e le vendite siano in crescita. In previsione di rincontrarla in via Bigli 11/a, a Milano in occasione dell'asta di Bolaffi del 17 maggio, vi propongo oggi l'intervista che mi ha rilasciato il giorno 28 aprile.


Robert Doisneau - Les amoureaux aux jonquilles, 1950

Tony Graffio intervista Silvia Berselli esperta di fotografia di Bolaffi Aste

Tony Graffio: Ciao Silvia, Bolaffi è da circa un anno che si sta interessando di fotografia, anche questo vostro nuovo settore funziona come tutti gli altri, vero? I collezionisti vi portano delle opere o delle fotografie e voi le mettete in vendita, è così?

Silvia Berselli: Sì, infatti, le mettiamo in vendita e facciamo un conto vendita in qualche modo; noi selezioniamo quanto ci viene proposto e costruiamo un catalogo di queste immagini perché in fotografia c'è un'infinità di materiale prodotto, più che in altri settori, e la selezione è sempre una parte molto importante del lavoro preparatorio di ogni asta, perché è fondamentale capire che cosa può avere un mercato.

TG: Come mai Bolaffi s'è interessato alla fotografia?

SB: Perché Bolaffi che s'è sempre interessato al collezionismo di francobolli e monete aveva iniziato ad interessarsi ad altri settori come i poster, i libri antichi, antiquariato, vini ed in ultimo ai gioielli, s'è accorto che anche la fotografia poteva rientrare in un ambito collezionistico, anche per una certa voglia di novità. Io che vengo da esperienze in altre case d'aste, prima Bloomsbury Auction, poi Minerva, devo dire che la fotografia è stata sempre vista come una cosa un po' strana.

TG: Con sospetto?

SB: No, non con sospetto, ma non tanto adatta al mercato. Una cosa carina e bella, l'appendi ad una parete con quattro puntine da disegno, ma non da non spenderci cinque o diecimila euro. Problema che invece all'estero non ci si pone minimamente. Bolaffi ha voluto credere che anche la fotografia in Italia possa avere un suo mercato e del collezionismo, tant'è vero che la nostra asta passata ha raccolto più di 400'000 euro di venduto, cosa che da noi è certamente una rarità. Oltretutto, si tenga presente che quella è stata la prima edizione di una nostra asta in campo fotografico.

TG: Avete avuto molto invenduto?

SB: Poco, abbiamo venduto il 70% dei lotti. Con la casa d'aste con cui lavoravo prima facevamo il 30-40%, massimo 50% di venduto.

TG: Quindi qualcosa sta cambiando in meglio?

SB: Sì, decisamente. Sicuramente, penso che stia cambiando il gusto. Al di là dei dubbi degli italiani ai quali ho accennato prima, è riproducibile? Quante ce ne sono in giro? Alla fine, il gusto dell'arredamento ed il gusto dei giovani è più sulla fotografia. Di santi, madonne e gesù cristi siamo tutti un po' stufi... E soprattutto, la nostra clientela che è costituita da quarantenni e cinquantenni non ha più il problema del: mah, com'è, come non è... Si tratta di professionisti che magari hanno studiato a New York, a Parigi e a Londra ed è abituata a vedere mostre di fotografia e a sapere che anche le fotografie possono avere un valore economico importante.

TG: Invece, chi porta i pezzi da vendere lo fa perché vuol realizzare? Perché è stanco? Per cambiare? O per quale motivo?

SB: Un po' per tutte queste ragioni, ci sono collezionisti che per anni hanno collezionato fotografia di montagna, faccio un esempio, magari si sono stancati perché adesso collezionano ritratti e decidono così di venderla loro parte tematica che non interessa più; rispetto invece a gente che per i motivi più diversi si trova delle fotografie in casa che magari aveva qualche parente che aveva lavorato con qualche fotografo e che aveva deciso di collezionarlo. Può essere che adesso non abbia più un interesse a conservare certe cose e decide di venderle.

TG: Sulla valutazione dei pezzi come procedete? Insieme, o ci pensa un vostro esperto?

SB: La fotografia internazionale ha un mercato molto consolidato, standard e riconoscibile. I prezzi di autori come Capa, Cartier Bresson, piuttosto che Kertesz hanno valori riconosciuti da tutti. La fotografia italiana è più difficile da collocare e da stimare perché non ha un mercato ben definito, o consolidato. Anche perché il valore lo determina chi compra, questa è una cosa da tenere sempre ben presente. Non sono io in casa d'aste che posso dire questo vale 10 e questo 5 e nemmeno il cliente, ma soltanto chi compra. Questo è fuor di dubbio. Il mercato italiano è un po' più difficile di quello internazionale, ma ormai essendo da tanti anni che seguo il mercato, so quanto p il valore della fotografia italiana. Anche se, un po' per tutta l'arte come per la fotografia, ci sono stati degli autori importantissimi che hanno fatto tanto e costano pochissimo, mentre altri autori, boh, che non sono poi tanto importanti eppure spuntano prezzi superiori.

TG: Facciamo qualche esempio: un Paolo Gioli degli anni '70, quanto può valere? Prendiamo una sua Polaroid che è un pezzo unico.

SB: Poco, purtroppo poco, ma naturalmente dipende da che Polaroid, grande o piccola e da che soggetto, i torsi di Sebastiano, i nudi, o altri soggetti: Certi pezzi hanno un buon valore perché sono ricercati e possono avere un valore di realizzo, io parlo di un torso che può essere venduto a 7-8'000 euro. Altri lavori suoi, penso al Fotofinish, visto che parliamo di Gioli, quelli sono lavori che possono passare a 1'500, 2'000 euro che decisamente per il tipo di lavoro e di bellezza sono sicuramente sottostimate. Gioli è un autore che ha fatto lavori straordinari nella fotografia italiana ed ha un ruolo importantissimo, ma a livello commerciale ha un valore ancora basso. Decisamente.

TG: Il collezionista italiano verso chi si indirizza? Verso un autore internazionale, o inizia a capire che anche gli autori italiani hanno fatto cose belle e importanti?

SB: Mah, devo dire con una certa soddisfazione, perché io ci ho sempre molto creduto, che i collezionisti un po' più colti iniziano a comprare fotografia italiana. Perché sanno benissimo di comprare a prezzi decisamente molto bassi rispetto agli autori internazionali e di avere anche il gusto per mettere insieme delle collezioni che non ha nessuno. Oggi come oggi, Horst, o Helmut Newton ce ne sono 10-20 o 300 al mondo. Non dico tutte uguali, ma di uguale importanza. Mentre collezioni importanti di fotografia italiana ce ne sono pochissime.


SB: (Ride) Ghirri devo dire che è uno degli autori che può avere i più grandi sbalzi di valore. Anche se, tra gli autori italiani, è quello che si vende meglio. E' più apprezzato dal collezionismo estero che in realtà è quello che poi fa il prezzo, perché quando entrano i mercanti ed i collezionisti americani i prezzi salgono molto. Noi, nella passata asta, abbiamo avuto dei Ghirri che volutamente abbiamo inserito in asta a prezzi molto, molto bassi, erano a 1500-2000 euro, ho ricevuto parecchi insulti dai galleristi, lo confesso, che poi sono stati venduti a 11'000 euro.

TG: Beh, alla fine sono stati venduti bene.

SB: Questa è l'asta. Funziona anche un po' così, bisogna invogliare la clientela a comprare e a rilanciare. Anche perché, se io devo comprarmi un Ghirri allo stesso prezzo che lo trovo in galleria, di certo non vado a comprarlo in asta. Ad ogni modo, quello è stato un po' un exploit. Oggi, per le stampe di Ghirri, perché devo dirlo, anche se mi sembra che tu sappia molte cose...

TG: Diciamolo pure per i nostri lettori che potrebbero non saperlo...

SB: Circolano anche dei Ghirri che sono estremamente magentati... Come dire... Ho rifiutato dei Ghirri in asta che poi sono stati venduti in un'altra casa d'aste perché questi Ghirri... Sulla magentatura degli anni '70 dico sempre che è un po' come l'800 che è un po' ambrato (pronuncia questa parola quasi con disgusto) che piace, non piace, no?

TG: E' più delicato...

SB: Esatto, c'è un livello di alterazione del colore per la quale poi l'immagine è persa. Ecco, e secondo me, purtroppo, alcuni Ghirri sono compromessi, altri no. E ci sono anche vari livelli. Io confesso che un Ghirri con quel colore...

TG: Se è un po' giallino?

SB: Un po' giallino non mi dispiace. Chiaramente non dev'essere completamente rosso. Ecco guarda, si parla di Ghirri e vedi chi passa (vediamo passare nel corridoio B Daniele De Lonti, l'ultimo assistente di Luigi Ghirri che gestisce insieme a Maria Fontana l'archivio*)? (Ride).

TG: Un fotografo come Enrico Cattaneo quanto può essere valutato?

SB: Devo dire che Enrico Cattaneo è un fotografo che conosco poco, è poco studiato, poco conosciuto, non è un De Biasi o un Basilico, però ai tempi in cui era nato il museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo io avevo fatto delle perizie su alcuni fondi fotografici che dovevano confluire lì e secondo me ci poteva essere anche qualcosa di Cattaneo.

TG: Quanto può valere una sua stampa?

SB: Oggi, è un autore che non ha mercato, questo vuol dire che se ci sono delle fotografie belle che ti piacciono puoi comprarle ad un costo molto basso, nell'ordine delle decine di euro, non arriviamo ai 100, ma anche per autori come Cartier Bresson non tutto è vendibile, ci sono opere che hanno un grande valore, ma altre che non le vorrebbe nessuno. Ad ogni modo, i lavori di un certo interesse di Cattaneo sono quelli di argomento sociale, anche se lui vorrebbe cercare di valorizzare altre opere.

TG: Perché tante volte il fotografo non sa distinguere gli argomenti che hanno valore all'interno della sua opera?

SB: Guarda, i fotografi, come gli artisti devono stare zitti, sai quanti artisti brucerebbero una parte del loro lavoro che è stata importantissima perché adesso si sono innamorati di un'altra schifezza che stanno facendo che non interesserà mai a nessuno?

TG: Capisco. Cambiando argomento, che cosa diciamo delle commissioni di Bolaffi?

SB: Abbiamo delle commissioni del 20% per chi vende che sono comprensive di tutto: assicurazione, montaggio in cornice e tasse. Nel caso l'opera non venga venduta viene restituita al cliente e non si paga niente. Per chi compra invece ci sono commissioni onnicomprensive del 25% sul prezzo di battuta.

TG: Grazie Silvia, mi hai detto delle cose preziosissime, tornerò a intervistarti in futuro.



* Molti Ghirri non essendo stati firmati a quell'epoca (perché in quegli anni nessuno in Italia firmava le fotografie) devono oggi essere autentificati. L'archivio è in grado di identificare una fotografia come un autentico lavoro di Ghirri, oppure no.

Silvia Berselli, consulente dipartimento fotografia di Bolaffi Aste, alla MIA Photo Fair 2016

Appuntamento con la fotografia d'autore: Asta Bolaffi il17 maggio  a Milano

All’incanto gli innamorati di Doisneau, i nudi femminili di Weston e i maestri italiani più amati: Basilico, Ghirri, Fontana

Milano, 9 maggio 2016 - Appuntamento con la fotografia d’autore in un nuovo evento firmato Bolaffi: la seconda asta di fotografia organizzata dalla maison è in calendario mercoledì 17 maggio allo Spazio Bigli a Milano. Nei tre giorni precedenti − da sabato 14 a lunedì 16 – è possibile vedere da vicino gli scatti, durante la preview.
Il catalogo è composto da 372 lotti, tutti provenienti da selezionate collezioni private italiane ed estere, per una base complessiva di oltre 430mila euro. Protagoniste le opere dei grandi maestri internazionali: Melancholic Tulip di André Kertész (base 7mila euro), i nudi femminili di Helmut Newton (Cyberwomen Series 6, base 3 mila euro) ed Edward Weston (Brest, base 4 mila euro), i celebri innamorati di Robert Doisneau (Les amoureux aux jonquilles, base 1.300 euro), New York nell’obiettivo di Berenice Abbott (Brooklyn, base 5mila euro). Tra gli altri anche Steve Mc Curry, Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Jean-Loup Sieff, Elliott Erwitt, Horst P. Horst.
Folta la presenza degli autori italiani più amati: da Mario Giacomelli, con una retrospettiva di 24 lotti che presentano in modo esaustivo le sue ricerche − Scanno, Pretini, Storie di terra/paesaggi, Un uomo, una donna, un amore, Io non ho mani che mi accarezzano il viso − a Luigi Ghirri, Franco Fontana, Giuseppe Cavalli, Gabriele Basilico e Gianni Berengo Gardin.
Impreziosisce il catalogo la sezione di scatti dell’Ottocento: un affascinante insieme di dagherrotipi stereoscopici francesi di soggetto osé e un album di fotografie giapponesi dipinte a mano, che si distinguono per qualità e raffinatezza di esecuzione.
«La fiducia dei collezionisti nei confronti di Aste Bolaffi – dichiara Silvia Berselli, esperta del dipartimento di Fotografia − ci ha permesso di comporre un’antologia di icone che, fino a questo momento, sarebbe stato possibile vedere solo a Londra o New York. In questa vendita proponiamo un catalogo di alto livello qualitativo, con autori spesso introvabili, come Kertész, Horst e Abbott, e ancora più ricco del precedente nella presenza di autori italiani. Durante le quattro giornate di MIA Fair sono venuti a trovarci in tantissimi per avere in anteprima un assaggio dell’asta. "Finalmente adesso so dove poter acquistare autori italiani di pregio, difficili da reperire nelle aste straniere", ha detto un collezionista belga. Oltre a farci estremamente piacere, questa riflessione conferma che la nostra ricerca sta andando nella direzione giusta».


martedì 10 maggio 2016

“Him”: è arrivato Cattelan (Non sappiamo se ce l'abbia mandato qualche clan, oppure no, ma di sicuro è “cosa nostra”, partorita dai nostri tempi di decadenza)*.

Eccoci qui a commentare il record price di un artista contemporaneo: Maurizio Cattelan.

Maurizio Cattelan - "Him", 2001
Dopo il recente annuncio del suo ritorno sul mercato con nuove opere come il cesso d’oro presso il Guggenheim, “scultura” con espliciti riferimenti alla “Fountain” (l’orinatoio) di Marcel Duchamp e alla “Merda d’artista” di Piero Manzoni, assistiamo all'importante aggiudicazione presso Christie’s New York per “Him” per 17,2 milioni di dollari. L’opera è la prova d’artista di altri tre esemplari prodotti e raffigura Hitler inginocchiato mentre sta probabilmente pregando.
Assistiamo negli stessi giorni presso Sotheby’s nell’asta “Impressionist and modern art”, all'invenduto di André Derain (Fauves) un dipinto dei primi del '900 raffigurante delle barche con le vele rosse stimato 15-20 milioni di dollari ed ad altri invenduti di Picasso, Gauguin e Renoir. Sicuramente non erano capolavori assoluti di questi maestri, ma ripensando a quanto è stato battuto il Cattelan viene spontaneo chiederci: perché un'opera recente fatta da un artista contemporaneo vale come un dipinto dei primi del '900 di un importante impressionista? Queste aggiudicazioni milionarie a chi portano vantaggi?
Ho voluto porre queste e altre domande all’amico gallerista Joe Iannuzzi.
TG: Joe, che cosa ne pensi di Cattelan, della sua arte e delle cifre che ha raggiunto in quest’ultima asta?
JI: E’ indubbiamente un genio. La sua arte, per quanto kitsch come quella di Damien Hirst e di Jeff Koons, ha molti estimatori: potenti galleristi, facoltosi collezionisti, musei, e tanti altri babbei. Il sistema sta lavorando bene. Dopo la proiezione del film dedicato alla sua carriera “Be right back” al Tribeca film festival, a giugno presenterà a Manifesta, a Zurigo, una nuova installazione: un uomo in sedia a rotelle che cammina su un lago. Vedi, oggi “Arte” vuol dire marketing e finanza. Nelle opere di Cattelan ritrovi la provocazione, la riconoscibilità: tutti sanno chi era Hitler, e pur pensando che possa essere la “trovata del momento” quest’arte è figlia del proprio tempo. Pensa al “dito medio” presso la Borsa di Milano, più attuale di così. Sai, oggi se hai tanti soldi non hai cultura e viceversa (è un luogo comune spesso vero), quindi questo tipo d’arte è quella adatta al nostro periodo storico: il messaggio è talmente banale da poter essere compreso da tutti.
TG: Di questa aggiudicazione milionaria per l'opera “Him” che cosa ci puoi dire?
JI: Tieni conto che in questi ultimi dieci anni le sue quotazioni si erano quasi dimezzate, ora con il suo ritorno nel giro dell’arte era necessario far parlare di sé: quale miglior modo se non con un record price! Tieni conto che sempre in questi giorni anche un’altra sua più piccola opera, tirata in 10 esemplari “Mini-Me” è stata venduta da Phillips a 750 mila dollari, un buonissimo risultato. Questi record in asta servono poi per vendere un certo quantitativo di pezzi in galleria. Ora molti saranno in cerca di opere di Cattelan. È sempre stato così: più le quotazioni di un artista salgono e più i collezionisti lo vogliono.
TG: Assistiamo invece in questi ultimi anni a una progressivo squilibro tra le aggiudicazioni degli “Impressionist & Modern Art” a favore di “Post War & Contemporary” come mai?
JI: I quadri prodotti dagli impressionisti e le opere d’arte moderna sono quelli che si conoscono, difficile trovarne altri (l'artista è morto), i collezionisti spesso li tengono e in giro raramente vedi opere di notevole importanza. Invece con gli artisti viventi contemporanei si può fare mercato, le opere ci sono e se ne possono fare altre, si collabora con l’artista, si può fare magazzino e stabilire i prezzi di vendita, insomma il gioco è più semplice e più redditizio.
TG;: Quindi chi ci guadagna è solo chi vende?
JI: Non necessariamente, per alcuni aspetti è come in borsa, se i prezzi sono alti devi vendere incassando il margine, se bassi compra; il problema è che non sai quando si fermeranno sia in alto o in basso. Logicamente il mercato dell’arte ha anche altre regole e peculiarità: arrivando all’estremo ti dico che il mercato dell’arte è un luogo dove si scambiano soldi per soldi e ti regalano anche un gadget (l’opera d’arte). Poi vuoi mettere avere in casa il feticcio di Adolf Hitler realizzato da Cattelan, è qualcosa che non ha prezzo! Anzi scusa un prezzo lo ha... 
Ah, ah, ha.
TG: Grazie Joe e alla prossima.

 André Derain - Les voiles rouges, 1906

*Così come tutti coloro che forse sfruttano questa operazione commerciale per trasformare il denaro con qualche macchia in denaro che profuma di pulito.

Tutti i diritti riservati

domenica 8 maggio 2016

Uno sguardo sul mondo delle aste fotografiche con un occhio di riguardo alla Russian Criminal Tattoo Encyclopaedia di Sergei Vasiliev

Giovedì 5 maggio 2016, Milano. Hotel The Square, via Albricci 2. Asta di Maison Bibelot Efebi, Tatuati ed altri sguardi sul mondo.
(E' stata fatta un'elaborazione grafica della fotografia di copertina di questo servizio per tutelare l'identità dei compratori presenti in sala)

Nonostante molti galleristi e collezionisti riforniscano le case d'asta di opere da mettere in vendita, nelle fiere d'arte europee è negato l'accesso alle case d'aste, cosa che ci fa pensare che forse questi mondi non si vogliano mescolare troppo tra loro. Molti probabilmente pensano che sia meglio tenersi l'opzione di vendita all'incanto come ultima chance per provare a piazzare quei pezzi ai quali le normali strategia di marketing e di vendita non riescono a far raggiungere i prezzi sperati.
Il mondo del collezionismo d'arte è una realtà particolare che ha molto in comune con il mondo della finanza e dei titoli di Borsa: si scelgono dei nomi, si punta su di loro e s'investono molti soldi per far salire questi titoli, o le quotazione delle opere degli autori in nostro possesso. Molto dipende anche dalle mode del momento, dalle voci che girano e dal fatto che siano in molti a sostenere un autore, parlandone, facendolo conoscere, organizzando mostre, pubblicando articoli su riviste specializzate, libri e cataloghi. Poi se se ne occupa anche la stampa quotidiana, o esce qualche film o documentario, meglio ancora (vedi il caso Vivian Meier). Uno degli ultimi passaggi da non trascurare per storicizzare un artista è quello di far acquisire le sue opere dai musei (spessissimo donandole), peccato però che in Italia non esista un museo nazionale della fotografia, o qualche altra istituzione credibile che abbia un effettivo prestigio e che sia capace di valorizzare gli autori nostrani. 
Generalmente, quando inizia a circolare un certo nome tutti se lo vogliono accaparrare e dire la loro. Tutti intervistano i personaggi più in vista ed anche nel mondo dello sport ci siamo accorti da tempo di come funzionino effettivamente certe dinamiche. Non basta più essere un bravo atleta capace di raggiungere determinate prestazioni da record, bisogna anche essere un personaggio. A questo proposito, per meglio far comprendere quello che sto dicendo cito il saltatore-batterista Giancarlo Tamberi, un atleta che piace molto agli sponsor perché oltre a far parlare di sé per i propri risultati sportivi, incuriosisce molto il pubblico per il suo strano look, stile "2 facce", come se la sua barba che divide il volto a metà in modo asimmetrico, fosse uscita da un albo a fumetti della DC Comics, dando vita ad un neo Harvey Dent. Stesso discorso per tutti i calciatori super-tatuati e pieni di creste colorate che occupano costantemente le riviste di cronaca rosa e di gossip. Non sto ad insistere ulteriormente su questo punto per non andare troppo fuori tema, ma se volete vi potrei spiegare nel dettaglio come certi sponsor, allenatori, e squadre di calcio arrivino a corrompere gli allenatori della squadra nazionale di calcio per far convocare i propri calciatori, in modo che il valore di mercato di costoro si rivaluti all'istante. 
Claudio Gentile che allenava la nazionale Under 21 e convocava solo i più meritevoli, senza piegarsi alle logiche imposte da chi voleva far accrescere in modo fraudolento i propri investimenti (leggi: giocatori), è stato allontanato dal giro della nazionale di calcio. Personaggi come Antonio Conte di cui da tempo si conoscevano le attività illecite (sta per essere condannato a sei mesi di reclusione che forse verranno commutati in una ridicola ammenda pecuniaria per aver partecipato ad un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed alla frode sportiva, ma si sa, più sei importante meno paghi. La Legge non è uguale per tutti.) è tuttora il commissario tecnico della nazionale italiana di calcio. Da qui si evince facilmente che le persone oneste non sono degne di rappresentare l'Italia, mentre chi delinque è meritevole di occupare certe posizioni di prestigio e perché no, di potere, forse proprio perché sono in sintonia con il sistema mafioso che regola il nostro Belpaese. Siamo andati fuori tema? Non lo so, giudicate voi, comunque certe operazioni più che culturali sono finanziarie, non contano i valori estetici ed anche il gusto è relativo, quello che pesa è il battage pubblicitario che sta intorno ad un nome, oltre che essere sempre in grado di stupire il pubblico. Può essere che talvolta anche ritrovarsi in qualche scandalo giudiziario, in Italia aiuti a farsi conoscere, apprezzare e rispettare dalla massa degli italiani pecoroni che amano fare i baciapile (leggi: leccaculo).
Ci tengo a specificare che questa non una mia opinione personale, ma è quello che ho capito fino ad adesso frequentando certi ambienti, certe persone, ascoltando certi discorsi ed osservando oggettivamente quello che accade.
Le aste sono uno strumento molto potente, nel mercato dell'arte, per fare affermare degli artisti su certe posizioni di valore ed è normale che intorno a questi ambienti si creino spesso dei giochini al limite del lecito per favorire l'incremento delle stime dei pezzi, siano essi quadri sculture, fotografie o altro.
Normalmente, il gallerista fa gran parte del lavoro per l'affermazione del nome di un artista, che spesso è meglio si occupi soltanto di produrre, magari in quantità, i suoi lavori, stando lontano da certe logiche ed evitando di proporre i suoi lavori in un circuito di vendita alternativa (leggi: svendita).
La fotografia in Italia non muove ancora un mercato di un certo interesse economico perché nel nostro paese c'è voluto molto più tempo che all'estero per far capire che anche le immagini fotografiche hanno una loro dignità artistica e collezionistica. Ci sono molti aneddoti che ci descrivono l'ignoranza perfino di certi autori che si sbarazzavano facilmente di stampe ritenute vecchie. Senza parlare del fatto che ho potuto assistere personalmente al recupero dalla discarica di parti di archivi di agenzie fotografiche che hanno chiuso negli ultimi anni. 
Va bene, abbiamo capito, la cultura fotografica in Italia, un po' come il livello di coscienza generale, è ai minimi termini, ma per fortuna qualcosa sta cambiando lentamente e c'è la speranza che si arrivi a conoscere un po' meglio questa materia per non commettere più certi errori ed evitare così di perdere parte della nostra storia e della nostra identità. 
All'ultima MIA Photo Fair, insieme alle gallerie, agli autori indipendenti, agli editori e agli altri espositori, abbiamo visto per la prima volta la presenza di ben 3 case d'aste che si occupano di fotografia: Minerva Auctions, Aste Bolaffi e Maison Bibelot. Minerva Auctions è entrata nel modo della fotografia nel 2008; Aste Bolaffi ha battute le prime fotografie circa un anno fa, mentre Maison Bibelot, una piccola casa d'aste con sede a Firenze ha fatto la sua prima asta fotografica lo scorso giovedì 5 maggio ed io sono andato a vedere in sala come s'è svolta questa licitazione, che valore hanno raggiunto le fotografie e quanto è stato venduto.
Innanzitutto, va detto che sentire che un'opera è stata aggiudicata, o battuta non significa assolutamente che questa sia stata effettivamente venduta ed è difficile capire se qualcuno di nuovo ne entri realmente in possesso, o se l'opera resti al banco per poi tornare nelle mani del proprietario d'origine. In quest'ultimo caso il venditore non paga la commissione di vendita, perché non è stata effettuata la vendita. Le condizioni di vendita sono spiegate molto bene nel catalogo dell'asta, le commissioni per Maison Bibelot sono nell'ordine del 25% per chi compra, IVA compresa (In realtà, come viene spiegato nei punti 8 e 9 delle informazioni di vendita di Maison Bibelot l'IVA non è applicata agli oggetti in asta, poiché gli oggetti in vendita sono usati e non sono sottoposti a questo regime fiscale, ma al servizio di mediazione della casa d'aste. Tra l'altro, mi è stato detto da chi frequenta le aste internazionali che Maison Bibelot, in quanto a trasparenza delle condizioni e a chiarezza su certi punti è da considerarsi tra i migliori mediatori a livello mondiale.). La commissione per chi vende è invece tra l'11% ed il 16% (tasse incluse). Ci sono altre condizioni per cifre molto ingenti che però non rispecchiano il mercato della fotografia d'autore.
Come abbiamo già avuto modo di spiegare ne: "Le case d'asta: che cosa sono e come funzionano veramente" le battute d'asta o le cosiddette aggiudicazioni sono legate ad un preciso momento temporale, ma possono determinare poi il prezzo di vendita di opere simili del medesimo artista da parte del mercato primario e non solo. Questo vuol dire che se in un asta è stato battuto o aggiudicato un pezzo X a 1200 euro quando prima il suo valore era, per esempio di 1000 euro, ad una prossima asta, o vendita, il valore di un pezzo analogo a quel pezzo X sarà aumentato del 20% diventando di 1200 euro. E' vero che all'asta cui ho assistito le fotografie offerte avevano prezzi piuttosto contenuti, il che lascia pensare che in questi casi molto difficilmente si ricorra a certi espedienti per far lievitare le quotazioni di un certo autore, ma è anche vero che in quella giornata non sono mancate le sorprese e su qualche fotografia particolare c'è stata una bella serie di rilanci.
Insomma, un po' d'emozione alle aste c'è sempre e se si pensa di riuscire ad andar via con un determinato pezzo, bisogna prima fare i conti col proprio portafoglio.
Ho seguito l’asta di fotografia del 5 maggio da Maison Bibelot insieme all'amico Joe Iannuzzi, un esperto d'arte che non conosce molto il mondo della fotografia, vi riporto qui di seguito alcune sue considerazioni fatte a "caldo".

Sergei Vasiliev - Russian Criminal Tatoo Encyclopaedia -  Lotto 65 - Donna tatuata con seno abbondante - cm 40,3X26,7 Prezzo stimato: 600/700 euro. Battuta per 2'300 euro.

TG: Joe, vorrei sapere che impressione hai avuto da quest’asta...

JI: Tony, ti premetto che di fotografia non me ne intendo molto, posso dirti che è la prima volta che ne vedo una, comunque è stata un'esperienza interessante. Ho visto che erano presenti molte fotografie vintage, di cui non viene detta la tiratura e dal prezzo mediamente contenuto dai 100 ai 500 euro, tranne che in alcuni casi.

TG: Che immagine ti ha colpito di più?

JI: Sicuramente quella di una galeotta russa tatuata e con l’abbondante seno messo a nudo, per questo pezzo infatti c'è stata una bella gara e la fotografia è stata battuta a 2300 euro, ben al di sopra del valore delle altre fotografie di Sergei Vasiliev.

TG: Ti sembra molto?

JI: Non saprei, ma con quella cifra penso che tu ne possa avere una donna in carne e ossa a domicilio con cui trascorrere piacevolmente qualche ora… Indubbiamente rispetto alle fotografie di altri carcerati uomini il soggetto femminile in quella posa e mezzo nudo ha meritato tale aggiudicazione. Poi, sai come è in queste cose, se due fanno gara ogni cifra è possibile.

TG: Ho visto che tutti i 151 lotti sono stati aggiudicati, che cosa ne pensi?

JI: Come ti dissi già per altre aste la parola aggiudicato non vuol dire venduto: alcune case d’aste segnano come aggiudicate anche cose non vendute, e vedendo quante fotografie hanno fatto la base d’asta ritengo che anche qui sia andata in questo modo.

TG: Ho visto che quasi tutte partivano da una cifra inferiore alla stima minima, come mai?

JI: È una cosa frequente in diverse case d’aste partire un 20%, massimo 30% in meno della stima minima. Dove invece partivano da cifre più elevate è perché avevano già avuto scommesse prima dell’asta.

TG: Non c’era molta gente in sala, perché?

JI: Beh sì, oggi molti preferiscono partecipare telefonicamente: è più comodo e meno stressante. Se sei presente in sala sei più coinvolto e rischi di non rispettare il limite d’offerta che ti sei dato prima dell’asta. Poi, in questo caso le cifre in ballo erano basse. In sala ho visto solo tre o quattro persone prendere la maggior parte dei lotti.

TG: Consiglieresti di comprare fotografie come investimento?

JI: Perché no, anche se devono essere di autori noti con un certo mercato, poi certo non puoi pretendere spendendo pochi euro che un domani diventerai ricco grazie a quelle fotografie. Certe cose sono più d’arredamento, se ti piacciono le compri e va bene così.


Lotto 50 Apollo 13 Command and Service Module (CSM) 1970 Stampa fotografica vintage  a colori cm 18 X 24. Stimati 500/600 euro, battuti 450 euro.

TG: Ti sono piaciute le proposte di Maison Bibelot?

JI: Generalmente sì, anche se prediligo gli artisti che utilizzano la fotografia come un mezzo per esprimersi: pensa a Vanessa Beecroft, lei fa installazioni/performance che vengano poi commercializzate tramite fotografie in tiratura limitata, la condizione della donna è sempre il tema centrale, sviluppato poi in vari aspetti. Pensa a Cindy Sherman, lei usa la fotografia come “finzione” viene creata una diversa realtà sia a livello temporale che di soggetto prima di scattare la fotografia. Le fotografie della donna sono il ritratto di se stessa nei quali appare travestita recitando un ruolo. C'è ambiguità narrativa e ambiguità di se stessa, lei è sia l'attrice che la creatrice delle fotografie. Di queste artiste non vi erano lotti.


Lotto 113 Toni Nicolini - Paesaggio svizzero dal finestrino, 1980 Stampa su carta politenata. Stmati 100/120 euro, battuti 80 euro.

TG: Però c'erano delle bellissime stampe al bromolio del 1930, dei lotti di fotografie della NASA che sono stato quasi sul punto di comprare, specie quella dell'Apollo 13 e tante altre fotografie interessanti di autori forse non molto conosciuti al grande pubblico, come Toni Nicolini di cui però Frammenti di Cultura ha parlato poco tempo fa. Senza contare i vari Dondero, Ugo Mulas, Letizia Battaglia, Cesare Colombo e tanti altri autori italiani che secondo me andrebbero collezionati senza tanti indugi. Caro Joe, si vede che la fotografia proprio non è una tua passione. Tra i lotti presentati, tu che cosa avresti comprato?



 Lotto 133 Luigi Ghirri - Omar Galliani dipinge il sipario del Teatro Valli a Reggio Emilia, 1991 - Stampa fotografica vintage cromogenica. Stimati 700/800, battuti 1'700 euro.

JI: Ho visto una fotografia di Luigi Ghirri e una di Ugo Mulas. Avrei probabilmente consigliato questi nomi.


Lotto 131 Ugo Mulas - Ottavia Piccolo durante la performance teatrale, 1970 stampa vintage ai sali d'argento. Stimati 300/350 euro, battuti 200 euro.

Per conoscere meglio Sergei Vasiliev ripubblico, con il suo consenso, un articolo molto bello scritto dalla giornalista Laura Lodigiani.

Chi è Sergei Vasiliev

Negli anni Ottanta, mentre la figura di Michail Gorbaciov e l’alone magico della sua perestroika conquistavano i media occidentali, nei lager siberiani dell'Urss i detenuti, criminali e non, continuavano a vivere in un mondo alternativo, del tutto a parte, che non aveva nulla da invidiare ai tempi di Stalin. Quel mondo a parte, la cui iconografia da sola, se fosse stata conosciuta allora, avrebbe distrutto la propaganda più o meno interessata e filo-sovietica, ha visto la luce in una grande mostra fotografica a Roma, mentre una trentina di stampe originali sono state esposte da Maison Bibelot anche a Milano, alla MIA Photo Fair. La collezione, costituita da una rara serie di ritratti, tutte prime stampe degli anni ‘80, di galeotti tatuati delle carceri sovietiche è opera di Sergei Vasiliev, uno dei più grandi e premiati fotografi russi. Vasiliev al partito comunista non piaceva perché, come lui racconta, “Non esaltavo le conquiste del regime, ma scattavo immagini di persone vere, senza alcuna retorica”.
In quell'epoca di cosiddetta glasnost, quando il “Time” americano insigniva Gorbaciov del titolo di uomo dell’anno e poi del decennio, esaltandone l’opera di trasparenza e ristrutturazione, la realtà raccontata da Vasiliev era assai diversa, e con le sue incisive immagini rivelava una URSS ancora immutabile; i suoi scatti, troppo lontani dall'agiografia del regime comunista, rimanevano proibiti al pubblico sovietico. I premi internazionali vinti fin dagli anni '70, Vasiliev non aveva mai potuto ritirarli personalmente.
Figlio di contadini, aveva iniziato la carriera militare nella contraerea, abbattendo l’U2 americano cui poi seguì il primo scambio di prigionieri fra USA e URSS, con il pilota Powers in cambio della spia sovietica Abel. Sergei avrebbe voluto studiare giurisprudenza, ma il destino decise altrimenti e ne fece un capitano di polizia. In polizia fra un interrogatorio e un'indagine frequentò anche la biblioteca e il fotolaboratorio di criminologia, appassionandosi alla fotografia. L’hobby divenne lavoro e nel ‘69 lasciò la polizia per diventare fotoreporter del giornale di Cheliabinsk, e affermarsi come uno dei più grandi fotografi russi contemporanei. Le sue ultime mostre si sono tenute a Londra (2013) e Roma (2016).
Ora, eccole a Milano, le immagini un tempo proibite. E’ una serie di ritratti di detenuti tatuati ripresi nelle loro celle, che Vasiliev ha scattato alla fine degli anni Ottanta, ritornando in quelle carceri dove aveva condotto interrogatori e visto incredibili tatuaggi di varia ispirazione simbolica, carichi di una forza iconografica chiaramente antisovietica, come testimonia la grande Madonna sul torace di un detenuto.
La raccolta si deve alla passione per l’arte e la cultura russa del giornalista, scrittore e saggista Francesco Bigazzi. corrispondente dalla Russia per oltre trent'anni, prima come caporedattore dell’ANSA e ancora oggi per il settimanale Panorama. L.L.


 S 600/700 B 600

Qualche domanda a Francesco Bigazzi collezionista della serie fotografica Russian Criminal Tattoo Encyclopedia

Laura Lodigiani: Quando ha iniziato a collezionare le foto di Vasiliev?

Francesco Bigazzi: Dal 1987. Il Ministero dell’Informazione mi chiese allora di organizzare in Occidente una mostra dell’opera di Vasiliev: in quell'occasione ho potuto vedere anche quelle scattate nelle carceri. Ne sono stato impressionato e, vista la disponibilità del Ministero a cederle, le ho acquistate.

LL: Dunque ha conosciuto personalmente Vasiliev?

FB: Per paradosso, l’ho incontrato solo quando l’ho invitato alla mostra nella galleria romana. E’ stato molto sorpreso dalla mia collezione perché si tratta delle prime foto che aveva stampato nella sua piccola camera oscura e che pensava di aver perso.

LL: Quante ne ha in tutto ?

FB: Circa 500.

LL: Oltre a quelle di Vasiliev, possiede anche immagini di altri fotografi russi?

FB: Ne ho molte altre, anche di chi ha immortalato la storia della Piazza Rossa nell’era sovietica. Comprese rarissime foto di Celentano e della Mori sulla Piazza Rossa nello storico, e unico, viaggio che ha consacrato il cantante italiano più famoso in URSS, poi Russia.

Alcune fotografie di Sergei Vasiliev tratte dalla serie: Russian Criminal Tattoo Encyclopaedia presentate all'asta di Maison Bibelot. In didascalia il prezzo stimato e quello battuto.


S 600/700 - B 700


S 600/700 B 500


S 600/700 B 1'600


S 600/700 B 800


 S 800/1000 B 700


 S 600/700 B 500


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 S 600/700 B 550


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 S 600/700 B 500

Lotto 144: questa fotografia era in buone condizioni generali, ma presentava lievi macchie di fissaggio (come altre fotografie di Vasiliev) e piccole abrasioni. Lo stato di conservazione delle opere posso influire, talvolta in maniera sensibile sul loro valore, o sulla desiderabilità di acquisire un pezzo.




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