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lunedì 16 maggio 2016

Visioni e riflessioni prima dell'asta fotografica di Bolaffi del 17 maggio 2016

Spazio Bigli, oggi alle 10,30 circa Silvia Berselli è al telefono con un cliente. In primo piano a sinistra una fotografia di Jeff Dunas.

Domani alle ore 10,30, presso lo Spazio Bigli in via Bigli 11/a a Milano verranno messi all'asta i primi 167 lotti di fotografie d'autore di Bolaffi Aste. Nel pomeriggio, alle 14,30 si ripartirà con la vendita del lotto 168, per concludere con il lotto 372.
Questa mattina, sono andato a vedere l'esposizione delle fotografie originali e capire se di fronte ad un immagine preziosa e affascinante possa scattare un meccanismo diverso dal ritrovarsi a guardare un catalogo e se questo possa anche provocarci un desiderio di possesso più forte. Non mi perderò in giri di parole, effettivamente entrare nella grande sala che ospita immagini stupende, rare e di grande valore storico ed artistico aumenta immediatamente anche il fascino della fotografia di Mario Dondero di circa 30X40 centimetri che mi piacerebbe acquistare.

Mario Dondero - Due giorni prima della caduta del muro di Berlino (7 novembre 1989) Si parte da 300 euro. Aggiudicata per 450.

Stessa fotografia, lotto 135, l'immagine appare proprio un po' grigia e poco contrastata, per me non è una stampa fatta da un maestro stampatore, ma è pur sempre un bel soggetto che ci fa capire che c'era aria di distensione prima della caduta del muro.

Roberto Koch - Lotto 285 - Album fotografie d'Italia 1998. Prezzo base di partenza: 300 Euro. Sono proprio fortunato, mi piacciono le fotografie più economiche. Invenduta.

Sulla parete di fondo, al centro, Robert De Niro e Paul Newman fotografati da Patrick Demarchelier. Per entrambe le fotografie si parte da 1500 euro.

Luigi Ghirri - Lotto 325 - Monopoli della serie " Paesaggio italiano" 1986. Prezzo di Partenza 2800 euro. Vedremo poi che cifra raggiungerà. Anche se io, personalmente, spenderei i miei soldi per qualcosa di diverso; non che Ghirri non possa essere un buon investimento, ma io mi lascio guidare più dall'emotività che dalla razionalità per quello che mi piace. Aggiudicata a 2800 euro.

Isabella Gherardi - La grande foglia blu, 1999 Stampa Cibachrome


Lotto 173, prezzo di partenza 1000 euro. Sinceramente, non conosco abbastanza bene l'artista, ma questa monocromia mi ha colpito, non voglio essere provocatorio, ma la trovo più bella di certi paesaggi italiani e più divertente di certi ritratti di divi del cinema americano. Nulla di nuovo, per carità, ma anche saper reinterpretare certi soggetti non è facile. Un'immagine classica e moderna allo stesso tempo. Forse per la forma delle mani e della foglia, non saprei, ma quasi non riesco a staccarle gli occhi di dosso. Anche la scollatura che viene coperta dalla foglia ha un che di erotico. Invenduta.

Decisamente straordinari questi dagherrotipi di Félix Jaques Antoine Moulin

Bellissimi anche i soggetti. Chi volesse sapere qualcosa in più su dagherrotipi e antiche tecniche legga questo articolo su Ortodossia Fotografica. Venduto a 5'000 euro.

Lotto 158 - Franco Vaccari - Le tracce - 1966 Prezzo base 600 euro. 600 euro non mi sembrano pochi per questo soggetto pseudo-commerciale di un cartellone pubblicitario. Venduto a 1'100 euro.

Charlie Hebdo
Mario Dondero - Charlie Hebdo 1973, lotto n°136, euro 250. Ma si può sapere chi stampava le fotografie di Dondero? Venduto a 275 euro.

Steve Szabo - Two cars Wyoming, 1976 - Lotto 98 - 600 euro. Brava Silvia Berselli, ha trovato autori di pregio e soggetti per tutti i gusti. Invenduto.

Claude a l'hotel
Lotto 171 - Bettina Rheims - Claude à l'Hotel II Paris, 1988. 1600 euro prezzo di partenza.
Una fotografa che ha sempre saputo cogliere il fascino della femminilità in tutti i suoi soggetti ed ha saputo creare atmosfere eleganti e raffinate. Invenduto.

Anonimo
Monica Vitti non mi ha mai affascinato molto, forse per via di una voce sgradevole. Molto meglio vederla in questa fotografia ripresa da un bravissimo anonimo dove l'attrice romana appare perfino meglio che nei film dove recitava. Molto meno bravo lo stampatore che ha reso quest'immagine in modo troppo piatto. Tutto sommato, per il lotto 195 non spenderei nemmeno i 150 euro di partenza. Venduto a 150 euro.

Aste Bolaffi Fotografia Nudo di donna
Irina Ionesco - Foya, 1971  -  Lotto 183 - 500 euro. Venduto a 500 euro.

Qualche altro consiglio e chiarimento da Silvia Berselli, esperta di fotografia per Aste Bolaffi

Tony Graffio: Silvia Berselli, ci ritroviamo il giorno prima dell'Asta di Bolaffi Arte, buongiorno.

Silvia Berselli: Buongiorno.

TG: Mi confermi che tutte le fotografie che verranno messe in asta sono tutte esposte in questo salone dello Spazio Bigli?

SB: Sì!

TG: Sono venuto qui per vedere le fotografie che verranno messe all'asta e per chiederti: perché è importante fare una visione prima dell'acquisto?  

SB: Direi che la visione prima dell'acquisto, o della puntata, è molto importante perché la fotografia, malgrado quello che uno possa immaginare va sempre vista dal vero. Va vista direttamente perché le stampe sono una diversa dall'altra e spesso succede, te lo dico per esperienza passate, che sul catalogo uno si focalizza su una o due immagini, mentre poi quando viene a vederle può capire che forse non sono così importanti per la propria collezione e magari ci si innamora di altre immagini. Sicuramente bisogna vedere le fotografie dal vivo, questo è il consiglio che mi sento di dare a tutti coloro che sono intenzionati a comprare. 

TG: Lo stato di conservazione delle fotografie che offrite è sempre ai migliori livelli?

SB: Noi cerchiamo ovviamente di selezionare il materiale meglio conservato. Devo dire che purtroppo, in certi casi, non sempre è possibile fare questa operazione, soprattutto per il materiale legato al fotogiornalismo, poiché veniva utilizzato nelle redazioni, nei giornali, nelle agenzia. Poi questo materiale veniva spedito e di certo non avevano la cura che possiamo avere noi oggi nel trattarlo. Si sa che in alcuni settori del mercato, lo stato di conservazione non si può pretendere che sia perfetto; in ogni caso noi, anche per i clienti che non riescono a venire a vedere le opere esposte, noi inviamo dei condition report, cioè delle relazioni dettagliate sullo stato di conservazione, allegando pure delle immagini.

TG: Ho sentito poco fa parte di una telefonata in cui un cliente chiedeva notizie relativamente a dei dagherrotipi che sono effettivamente strabilianti... Molto ben conservati e colorati.

SB: Sì, infatti, quello era un cliente svizzero che non potendo venire a visionare i lotti chiedeva una serie d'indicazioni sullo stato di conservazione. In particolare, lui voleva sapere se erano stati rimontati, restaurati e se quindi erano stati manomessi o se il montaggio era originale. 

TG: Sono originali?

SB: Sono assolutamente originali, sì.

TG: Com'è possibile che certe opere di anonimo raggiungano valutazioni abbastanza consistenti per i collezionisti?

SB: Generalmente, nel mercato della fotografia, si guarda molto al fotografo, però ci sono casi in cui il fotografo è magari secondario rispetto all'immagine, cosa che si può legare ad eventi particolari, o ad icone come possono essere John Lennon, Marylin Monroe o altri volti celebri.

TG: Voi avete esposto qui una fotografia di Monica Vitti ed un'altra di Luchino Visconti che sono bellissime e probabilmente molte possono essere fotografia di scena...

SB: Sì, probabilmente sono fotografia di scena e purtroppo, noi non abbiamo né il tempo né la possibilità d'approfondire la conoscenza di questi autori che sicuramente c'erano ed erano validi. Perché chi lavorava per il cinema e faceva le fotografie di scena, di certo non era il primo fotografo che passava di lì e scattava... Erano dei professionisti, ma senza una firma o un timbro è difficile identificare un autore.

TG: Quindi esiste una ricerca ed un collezionismo ance per i soggetti? Non solo per gli autori.

SB: Sì, anche se è un materiale che noi trattiamo meno perché siamo più legati al Fine Art, che non all'iconografia, però c'è tutto un settore della fotografia storica e documentale che ha un suo collezionismo che nel nostro caso noi tendiamo più ad inserire nelle aste di libri, autografi e stampe. Adesso mi viene in mente che ci avevano proposto un album di fotografie sulla famosa Mille Miglia, quel materiale, chiaramente, va più in un catalogo di un collezionismo di documentazione che, per carità, ha la sua importanza, ma è un po' diverso al collezionismo legato al Fine Art e alla fotografia intesa come opera d'arte.

TG: Esiste un reso? Magari da chi non effettua la visione, rimane deluso e poi vuol essere rimborsato?

SB: Questa è una situazione abbastanza rara. In base ad esperienze passate, se so che ci sono delle opere un po' particolari che possono avere problemi per quanto riguarda lo stato di conservazione, sconsiglio gli acquirenti stranieri dall'acquistarle. Tempo fa mi è capitato un cliente australiano che voleva a tutti i costi una fotografia di Franco Fontana che era rovinata; io gli ho mandato il condition report, però lui non si rendeva bene conto di quello che era a nostra disposizione per cui io gli ho detto che non gli conveniva comprarla. Anche perché lui, trovandosi in Australia, lo spedire e poi trovarsi davanti a qualcosa che poteva non piacere diventava un problema.

TG: Avrebbe seguito l'asta telefonicamente?

SB: Sì, sì, telefonicamente. Quello che gli dicevo era diverso da quello che lui aveva percepito. Se ci sono dei lotti che io ritengo possano essere problematici per lo stato di conservazione, tendo sempre a scoraggiare l'acquisto a chi non li ha visti. Una cosa è vedere e toccare un oggetto ed essere convinti di quello che si fa, un'altra cosa è se ci sono dei problemi che non si riescono a valutare. A quel punto: meglio non comprare!

TG: Ma alla fine, c'è una garanzia, o la possibilità di rendere qualcosa entro dei limiti di tempo, oppure no?

SB: Esiste una normativa europea che tutela gli acquisti online. Chi batte e acquista online da case d'asta, come da ebay, o altre piattaforme su web e permette di rendere ciò che si è acquisito entro 15 giorni dal momento in cui s'è verificato l'acquisto. Questo sia se il cliente non è convinto, o anche se semplicemente non piace più l'oggetto. Non ci sono giustificazioni da presentare. Si può rendere l'oggetto e viene restituito il denaro speso in tutto il suo importo. Diversamente, se un compratore ha visto la merce e l'ha acquistata in altro modo, diverso da una vendita online, la porta a casa e non piace alla moglie, questo è un altro discorso.



mercoledì 11 maggio 2016

Silvia Berselli ci regala qualche consiglio in attesa dell'asta di fotografia di Bolaffi

Alla MIA Photo Fair ho fatto una bella chiacchierata con Silvia Berselli che mi ha fatto capire come anche in Italia, forse per il fatto che questo sia un mercato in espansione, dove si possono ancora fare dei buoni affari, la fotografia stia solleticando il palato di molti collezionisti e le vendite siano in crescita. In previsione di rincontrarla in via Bigli 11/a, a Milano in occasione dell'asta di Bolaffi del 17 maggio, vi propongo oggi l'intervista che mi ha rilasciato il giorno 28 aprile.


Robert Doisneau - Les amoureaux aux jonquilles, 1950

Tony Graffio intervista Silvia Berselli esperta di fotografia di Bolaffi Aste

Tony Graffio: Ciao Silvia, Bolaffi è da circa un anno che si sta interessando di fotografia, anche questo vostro nuovo settore funziona come tutti gli altri, vero? I collezionisti vi portano delle opere o delle fotografie e voi le mettete in vendita, è così?

Silvia Berselli: Sì, infatti, le mettiamo in vendita e facciamo un conto vendita in qualche modo; noi selezioniamo quanto ci viene proposto e costruiamo un catalogo di queste immagini perché in fotografia c'è un'infinità di materiale prodotto, più che in altri settori, e la selezione è sempre una parte molto importante del lavoro preparatorio di ogni asta, perché è fondamentale capire che cosa può avere un mercato.

TG: Come mai Bolaffi s'è interessato alla fotografia?

SB: Perché Bolaffi che s'è sempre interessato al collezionismo di francobolli e monete aveva iniziato ad interessarsi ad altri settori come i poster, i libri antichi, antiquariato, vini ed in ultimo ai gioielli, s'è accorto che anche la fotografia poteva rientrare in un ambito collezionistico, anche per una certa voglia di novità. Io che vengo da esperienze in altre case d'aste, prima Bloomsbury Auction, poi Minerva, devo dire che la fotografia è stata sempre vista come una cosa un po' strana.

TG: Con sospetto?

SB: No, non con sospetto, ma non tanto adatta al mercato. Una cosa carina e bella, l'appendi ad una parete con quattro puntine da disegno, ma non da non spenderci cinque o diecimila euro. Problema che invece all'estero non ci si pone minimamente. Bolaffi ha voluto credere che anche la fotografia in Italia possa avere un suo mercato e del collezionismo, tant'è vero che la nostra asta passata ha raccolto più di 400'000 euro di venduto, cosa che da noi è certamente una rarità. Oltretutto, si tenga presente che quella è stata la prima edizione di una nostra asta in campo fotografico.

TG: Avete avuto molto invenduto?

SB: Poco, abbiamo venduto il 70% dei lotti. Con la casa d'aste con cui lavoravo prima facevamo il 30-40%, massimo 50% di venduto.

TG: Quindi qualcosa sta cambiando in meglio?

SB: Sì, decisamente. Sicuramente, penso che stia cambiando il gusto. Al di là dei dubbi degli italiani ai quali ho accennato prima, è riproducibile? Quante ce ne sono in giro? Alla fine, il gusto dell'arredamento ed il gusto dei giovani è più sulla fotografia. Di santi, madonne e gesù cristi siamo tutti un po' stufi... E soprattutto, la nostra clientela che è costituita da quarantenni e cinquantenni non ha più il problema del: mah, com'è, come non è... Si tratta di professionisti che magari hanno studiato a New York, a Parigi e a Londra ed è abituata a vedere mostre di fotografia e a sapere che anche le fotografie possono avere un valore economico importante.

TG: Invece, chi porta i pezzi da vendere lo fa perché vuol realizzare? Perché è stanco? Per cambiare? O per quale motivo?

SB: Un po' per tutte queste ragioni, ci sono collezionisti che per anni hanno collezionato fotografia di montagna, faccio un esempio, magari si sono stancati perché adesso collezionano ritratti e decidono così di venderla loro parte tematica che non interessa più; rispetto invece a gente che per i motivi più diversi si trova delle fotografie in casa che magari aveva qualche parente che aveva lavorato con qualche fotografo e che aveva deciso di collezionarlo. Può essere che adesso non abbia più un interesse a conservare certe cose e decide di venderle.

TG: Sulla valutazione dei pezzi come procedete? Insieme, o ci pensa un vostro esperto?

SB: La fotografia internazionale ha un mercato molto consolidato, standard e riconoscibile. I prezzi di autori come Capa, Cartier Bresson, piuttosto che Kertesz hanno valori riconosciuti da tutti. La fotografia italiana è più difficile da collocare e da stimare perché non ha un mercato ben definito, o consolidato. Anche perché il valore lo determina chi compra, questa è una cosa da tenere sempre ben presente. Non sono io in casa d'aste che posso dire questo vale 10 e questo 5 e nemmeno il cliente, ma soltanto chi compra. Questo è fuor di dubbio. Il mercato italiano è un po' più difficile di quello internazionale, ma ormai essendo da tanti anni che seguo il mercato, so quanto p il valore della fotografia italiana. Anche se, un po' per tutta l'arte come per la fotografia, ci sono stati degli autori importantissimi che hanno fatto tanto e costano pochissimo, mentre altri autori, boh, che non sono poi tanto importanti eppure spuntano prezzi superiori.

TG: Facciamo qualche esempio: un Paolo Gioli degli anni '70, quanto può valere? Prendiamo una sua Polaroid che è un pezzo unico.

SB: Poco, purtroppo poco, ma naturalmente dipende da che Polaroid, grande o piccola e da che soggetto, i torsi di Sebastiano, i nudi, o altri soggetti: Certi pezzi hanno un buon valore perché sono ricercati e possono avere un valore di realizzo, io parlo di un torso che può essere venduto a 7-8'000 euro. Altri lavori suoi, penso al Fotofinish, visto che parliamo di Gioli, quelli sono lavori che possono passare a 1'500, 2'000 euro che decisamente per il tipo di lavoro e di bellezza sono sicuramente sottostimate. Gioli è un autore che ha fatto lavori straordinari nella fotografia italiana ed ha un ruolo importantissimo, ma a livello commerciale ha un valore ancora basso. Decisamente.

TG: Il collezionista italiano verso chi si indirizza? Verso un autore internazionale, o inizia a capire che anche gli autori italiani hanno fatto cose belle e importanti?

SB: Mah, devo dire con una certa soddisfazione, perché io ci ho sempre molto creduto, che i collezionisti un po' più colti iniziano a comprare fotografia italiana. Perché sanno benissimo di comprare a prezzi decisamente molto bassi rispetto agli autori internazionali e di avere anche il gusto per mettere insieme delle collezioni che non ha nessuno. Oggi come oggi, Horst, o Helmut Newton ce ne sono 10-20 o 300 al mondo. Non dico tutte uguali, ma di uguale importanza. Mentre collezioni importanti di fotografia italiana ce ne sono pochissime.


SB: (Ride) Ghirri devo dire che è uno degli autori che può avere i più grandi sbalzi di valore. Anche se, tra gli autori italiani, è quello che si vende meglio. E' più apprezzato dal collezionismo estero che in realtà è quello che poi fa il prezzo, perché quando entrano i mercanti ed i collezionisti americani i prezzi salgono molto. Noi, nella passata asta, abbiamo avuto dei Ghirri che volutamente abbiamo inserito in asta a prezzi molto, molto bassi, erano a 1500-2000 euro, ho ricevuto parecchi insulti dai galleristi, lo confesso, che poi sono stati venduti a 11'000 euro.

TG: Beh, alla fine sono stati venduti bene.

SB: Questa è l'asta. Funziona anche un po' così, bisogna invogliare la clientela a comprare e a rilanciare. Anche perché, se io devo comprarmi un Ghirri allo stesso prezzo che lo trovo in galleria, di certo non vado a comprarlo in asta. Ad ogni modo, quello è stato un po' un exploit. Oggi, per le stampe di Ghirri, perché devo dirlo, anche se mi sembra che tu sappia molte cose...

TG: Diciamolo pure per i nostri lettori che potrebbero non saperlo...

SB: Circolano anche dei Ghirri che sono estremamente magentati... Come dire... Ho rifiutato dei Ghirri in asta che poi sono stati venduti in un'altra casa d'aste perché questi Ghirri... Sulla magentatura degli anni '70 dico sempre che è un po' come l'800 che è un po' ambrato (pronuncia questa parola quasi con disgusto) che piace, non piace, no?

TG: E' più delicato...

SB: Esatto, c'è un livello di alterazione del colore per la quale poi l'immagine è persa. Ecco, e secondo me, purtroppo, alcuni Ghirri sono compromessi, altri no. E ci sono anche vari livelli. Io confesso che un Ghirri con quel colore...

TG: Se è un po' giallino?

SB: Un po' giallino non mi dispiace. Chiaramente non dev'essere completamente rosso. Ecco guarda, si parla di Ghirri e vedi chi passa (vediamo passare nel corridoio B Daniele De Lonti, l'ultimo assistente di Luigi Ghirri che gestisce insieme a Maria Fontana l'archivio*)? (Ride).

TG: Un fotografo come Enrico Cattaneo quanto può essere valutato?

SB: Devo dire che Enrico Cattaneo è un fotografo che conosco poco, è poco studiato, poco conosciuto, non è un De Biasi o un Basilico, però ai tempi in cui era nato il museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo io avevo fatto delle perizie su alcuni fondi fotografici che dovevano confluire lì e secondo me ci poteva essere anche qualcosa di Cattaneo.

TG: Quanto può valere una sua stampa?

SB: Oggi, è un autore che non ha mercato, questo vuol dire che se ci sono delle fotografie belle che ti piacciono puoi comprarle ad un costo molto basso, nell'ordine delle decine di euro, non arriviamo ai 100, ma anche per autori come Cartier Bresson non tutto è vendibile, ci sono opere che hanno un grande valore, ma altre che non le vorrebbe nessuno. Ad ogni modo, i lavori di un certo interesse di Cattaneo sono quelli di argomento sociale, anche se lui vorrebbe cercare di valorizzare altre opere.

TG: Perché tante volte il fotografo non sa distinguere gli argomenti che hanno valore all'interno della sua opera?

SB: Guarda, i fotografi, come gli artisti devono stare zitti, sai quanti artisti brucerebbero una parte del loro lavoro che è stata importantissima perché adesso si sono innamorati di un'altra schifezza che stanno facendo che non interesserà mai a nessuno?

TG: Capisco. Cambiando argomento, che cosa diciamo delle commissioni di Bolaffi?

SB: Abbiamo delle commissioni del 20% per chi vende che sono comprensive di tutto: assicurazione, montaggio in cornice e tasse. Nel caso l'opera non venga venduta viene restituita al cliente e non si paga niente. Per chi compra invece ci sono commissioni onnicomprensive del 25% sul prezzo di battuta.

TG: Grazie Silvia, mi hai detto delle cose preziosissime, tornerò a intervistarti in futuro.



* Molti Ghirri non essendo stati firmati a quell'epoca (perché in quegli anni nessuno in Italia firmava le fotografie) devono oggi essere autentificati. L'archivio è in grado di identificare una fotografia come un autentico lavoro di Ghirri, oppure no.

Silvia Berselli, consulente dipartimento fotografia di Bolaffi Aste, alla MIA Photo Fair 2016

Appuntamento con la fotografia d'autore: Asta Bolaffi il17 maggio  a Milano

All’incanto gli innamorati di Doisneau, i nudi femminili di Weston e i maestri italiani più amati: Basilico, Ghirri, Fontana

Milano, 9 maggio 2016 - Appuntamento con la fotografia d’autore in un nuovo evento firmato Bolaffi: la seconda asta di fotografia organizzata dalla maison è in calendario mercoledì 17 maggio allo Spazio Bigli a Milano. Nei tre giorni precedenti − da sabato 14 a lunedì 16 – è possibile vedere da vicino gli scatti, durante la preview.
Il catalogo è composto da 372 lotti, tutti provenienti da selezionate collezioni private italiane ed estere, per una base complessiva di oltre 430mila euro. Protagoniste le opere dei grandi maestri internazionali: Melancholic Tulip di André Kertész (base 7mila euro), i nudi femminili di Helmut Newton (Cyberwomen Series 6, base 3 mila euro) ed Edward Weston (Brest, base 4 mila euro), i celebri innamorati di Robert Doisneau (Les amoureux aux jonquilles, base 1.300 euro), New York nell’obiettivo di Berenice Abbott (Brooklyn, base 5mila euro). Tra gli altri anche Steve Mc Curry, Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Jean-Loup Sieff, Elliott Erwitt, Horst P. Horst.
Folta la presenza degli autori italiani più amati: da Mario Giacomelli, con una retrospettiva di 24 lotti che presentano in modo esaustivo le sue ricerche − Scanno, Pretini, Storie di terra/paesaggi, Un uomo, una donna, un amore, Io non ho mani che mi accarezzano il viso − a Luigi Ghirri, Franco Fontana, Giuseppe Cavalli, Gabriele Basilico e Gianni Berengo Gardin.
Impreziosisce il catalogo la sezione di scatti dell’Ottocento: un affascinante insieme di dagherrotipi stereoscopici francesi di soggetto osé e un album di fotografie giapponesi dipinte a mano, che si distinguono per qualità e raffinatezza di esecuzione.
«La fiducia dei collezionisti nei confronti di Aste Bolaffi – dichiara Silvia Berselli, esperta del dipartimento di Fotografia − ci ha permesso di comporre un’antologia di icone che, fino a questo momento, sarebbe stato possibile vedere solo a Londra o New York. In questa vendita proponiamo un catalogo di alto livello qualitativo, con autori spesso introvabili, come Kertész, Horst e Abbott, e ancora più ricco del precedente nella presenza di autori italiani. Durante le quattro giornate di MIA Fair sono venuti a trovarci in tantissimi per avere in anteprima un assaggio dell’asta. "Finalmente adesso so dove poter acquistare autori italiani di pregio, difficili da reperire nelle aste straniere", ha detto un collezionista belga. Oltre a farci estremamente piacere, questa riflessione conferma che la nostra ricerca sta andando nella direzione giusta».