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lunedì 30 maggio 2016

Geppo, Filler, lo skate, ed il Cinema Istria


Tony Graffio intervista Geppo di Bastard Store, location di Filler Spring 2016


Geppo di Bastard Store al Cinema Istria durante l'intervista di Tony Graffio
"Geppo" Bernardini, uno dei boss di Bastard Store e Presidente dell'Associazione Milano Skateboarding

Tony Graffio: Geppo, abbiamo iniziato subito con una risata perché in tutta sincerità ti ho confessato che non so assolutamente nulla di skatebording, perciò non fingerò d'essere un esperto e mi affiderò totalmente a quello che mi dici perché tu sei uno dei guru di questo sport estremo. Raccontami qualcosa, iniziando dal tuo vero nome anagrafico.

Geppo: Claudio Bernardini.

TG: E Geppo da dove arriva?

Geppo: da Geppo diavolo buono, un fumetto che probabilmente anche tu conosci perché era molto in voga negli anni '80; io a scuola lo leggevo sempre, hanno iniziato a chiamarmi così da quel "fumettino". 

TG: Ok, sì mi ricordo qualcosa del genere, devo averlo letto anch'io, anche se da superpiccolo ero più sul genere di Tiramolla. Da te volevo sapere se la vostra linea di abbigliamento è nata dalla passione per lo skate.

Geppo: Questo che vedi qua attorno? Sì, sicuramente. Io vado in skate da sempre... Ed anche il mio socio, Max (Bonassi) è stato proprio uno dei pionieri in Italia. Le prime rampe erano a Genova, a Milano e poi anche a Torino hanno fatto qualcosa. Quella di Milano, dentro l'autodromo di Monza, l'aveva costruita lui, nel 1980/1981.

TG: E' difficile costruire una rampa?

Geppo: Bisogna essere uno skater. Designer e skater.

TG: Non ci si può improvvisare?

Geppo: No, non conviene perché poi fai delle cazzate che durano poco e si distruggono, o non funzionano. Conviene chiedere a chi ha esperienza in questo senso, soprattutto a skater.

TG: Tu da che esperienze vieni?

Geppo: Io vengo da architettura, ho sempre studiato design e architettura, in più ho sempre "skataeto"... A 17 anni ho costruito la mia prima rampa.

TG: Che cos'è Bastard Store?

Geppo: Bastard Store è il nostro "lab" dove ruota tutto quello che facciamo noi di Bastard. Bastard è il nostro marchio d'abbigliamento. Oltre ai vestiti facciamo anche tavole, accessori ed un sacco d'altri prodotti.

TG: Tutto per lo skate?

Geppo: Non necessariamente, però tutto parte dallo skate, perché anche solo i pantaloni che facciamo sarebbe riduttivo definirli da skate. Vanno bene per andare in giro, però sono fatti secondo dei criteri che rispondono alle esigenze di uno skater, per cui ci sono le cuciture rinforzate dove servono, meno cuciture possibili per poter scivolare col culo. Tessuti robusti, doppi strati dove servono, insomma, i nostri prodotti hanno dei dettagli e un'attenzione molto tecnica che non traspare alla vista perché sono capi da usare in città.

TG: E l'idea d'acquisire il Cinema Istria come l'avete avuta?

Geppo: Come Bastard siamo nati nel 1994, abbiamo cambiato diversi uffici, avevamo l'esigenza di trovare uno spazio più grande e poi abbiamo trovato questo posto. Siamo qui dal 2008 e in questo cinema ci abbiamo messo tutto. Qui facciamo il design del prodotto, facciamo la comunicazione del prodotto, abbiamo lo show-room e possiamo fare il wholesale (vendita all'ingrosso) agli altri rivenditori ed ai distributori. Il prodotto viene disegnato in alto, poi va in show-room, poi va in produzione, dopo qualche mese è come se ritornasse ancora in magazzino perché viene stoccato qua ed infine esce per essere esposto in negozio, nella parte aperta al pubblico e poi nell'on-line dove viene rivenduto.

TG: Dove vengono fabbricati i prodotti?

Geppo: Dipende dai capi. Gran parte della produzione negli anni passati veniva fatta in Cina, mentre attualmente produciamo in Pakistan e molto in Indonesia, in particolare a Bali. Pochissimo in Cina. Inoltre, abbiamo anche una produzione di tavole in Italia, perché noi siamo nati come produttori di tavole da snowboard che facciamo qua in Brianza.

TG: Com'è la realtà degli skaters milanesi? Ce ne sono tanti?

Geppo: Sì è grande, ultimamente lo skate qua è cresciuto tanto, anche perché c'è stata un'attenzione particolare da parte dell'amministrazione comunale che ha deciso di fare degli skatepark seri e di dare in mano la progettazione a persone competenti. Perché prima, normalmente, venivano progettati dagli uffici tecnici del Comune che non sapendo come fare s'appoggiava a ditte che "chiavi in mano" davano tutto fatto, ma utilizzando dei moduli standard, un po' come potrebbero essere i mobili dell'Ikea che, per carità, possono anche funzionare bene, ma il problema è che quando impianti quel tipo di logica in una comunità così creativa e innovativa come quella dello skate che ha sempre bisogno di forme nuove e spazi differenti, tu impianti una cosa modulare sempre uguale a se stessa, succede poi che gli skatepark vengono abbandonati perché non sono più interessanti. Invece, dandoli in mano agli skater che conoscono le esigenze, essendo loro stessi i designer ed i fruitori delle strutture che poi usano, il risultato poi è completamente diverso. Adesso il Comune di Milano sta facendo questo. Noi ci siamo riuniti in un'associazione che si chiama Milano Skateboarding della quale io sono il presidente che non ha nulla a che vedere con Bastard, anche se ci sono delle persone in comune. Si tratta di un'ASD, un'associazione sportiva che si occupa proprio di affiancare il Comune nelle scelte che riguardano lo skateboard.

TG: Immagino che se tutte le rampe fossero uguali non avrebbe un gran senso passare da una ad un'altra...

Geppo: No, perché non puoi fare diventare lo skateboard come il tennis, la pallavolo, o il calcio. Nel tennis è facile, il campo ha una lunghezza ed una larghezza prestabilita, la rete deve stare a tot centimetri da terra, ci sono delle regole precise e non sgarri. Lo skate è bello proprio perché non ha quelle cose lì, per cui portarlo in quella direzione sarebbe abbastanza stupido. E poi, lo skate si fa in città. Van bene gli skatepark, ma lo skate si fa soprattutto in città.

TG: Geppo, quando avete acquisito questo bellissimo spazio avete pensato subito ad una bowl?

Geppo: Sì, immediatamente, era uno dei requisiti che noi avevamo dato all'architetto per cercare il posto. Perché noi abbiamo coinvolto già nel 2005, quando noi pensavamo ad avere una nostra sede con determinate caratteristiche, un professionista per cercarci uno spazio adatto alla nostra attività. Spazio che doveva avere una determinata metratura essere in determinate zone di Milano e potesse contenere diverse funzioni. La caratteristica imprescindibile era quella di poter ospitare uno skatepark.

TG: Ci puoi raccontare la storia del Cinema Istria?

Geppo: Si, tra l'altro online, cercando Cinema Istria trovi una pagina di Giuseppe Rausa che spiega tutto molto bene, credo che si tratti di un cultore di cinema. Il Cinema Istria aveva circa 1200 posti, risale agli anni '40, era una sala di terza visione che ha chiuso la sua attività nel 1970. Dopo è stato utilizzato come concessionaria di automobili ed autofficina: noi l'abbiamo preso da Fiat.

TG: Com'è stata la progettazione e la costruzione della bowl? Non credo che in Europa esista qualcosa di questo genere...

Geppo: No, come questa non esiste niente di simile al mondo, nel senso che è stata la prima bowl realizzata completamente a controllo numerico. Questo vuol dire che è stata completamente disegnata con un computer, i pezzi sono stati stampati, realizzati a macchina e poi noi abbiamo assemblato a mano i migliaia di pezzi di legno che la compongono. Ogni pezzo è codificato; in pratica è un puzzle gigante. Stesso discorso per le viti. Tutta la struttura è stata fatta a controllo numerico, cosa che non era mai stata fatta prima.

TG: Quanto avete impiegato a costruirla?

Geppo: Sei mesi, perché era un'attività che facevamo dopo il lavoro. Abbiamo fatto tutto noi, tranne il supporto di metallo che è stato montato da fabbri alpinisti che lavoravano sopra il magazzino già costruito e operante. Non potevamo costruire impalcature perché avremmo bloccato l'attività dell'azienda che è quella che ci dà da mangiare e ci ha permesso di costruire la Bowl. La struttura metallica è stata costruita da sopra da questi fabbri volanti agganciati con le corde al soffitto si spostavano da una parte all'altra della sala per saldare, agganciare e fare il loro lavoro.

TG: La bowl ha bisogno di parecchia manutenzione? Bisogna sostituire periodicamente dei pezzi?

Geppo: E' pazzesco, se tu guardi vedi che ci sono 3 o 4 pannelli un po' più consumati, ma da quando l'abbiamo costruita non abbiamo mai cambiato niente. Adesso sostituiremo quei pannelli, ma avendola costruita con 3 strati di betulla nordica da 6 mm l'uno, tra l'altro tutti disassati, la struttura con 2 centimetri di spessore è veramente solida ed ha un "pop" bellissimo (il pop è il rimbalzo che la tavola ha su una superficie). Questo è molto importante perché la base dello skate è l'ollie e se tu fossi sulla gomma non potresti saltare, no? Il cemento è un materiale molto buono; determinati tipi di pietra o il legno riescono a conferire un pop ottimale. Per cambiare quei pannelli a noi è sufficiente guardare il disegno del progetto e dire: allora è il terzo strato? A, B, C, C13; C25; C41, mandiamo in stampa questi pezzi e siamo a posto.

TG: Cosa intendi per stampa?

Geppo: Li facciamo sagomare da una fresa a controllo numerico, noi abbiamo il disegno sul computer, lo facciamo tagliare nella forma che serve a noi e quel pannello va solo lì. Togli quello che non va più bene e metti quello nuovo: semplice.

TG: E' un multistrato?

Geppo: Sì, è un compensato di betulla nordica che è completamente flat che può prendere una forma sferica. Per calcolare la curvatura che deve prendere utilizziamo un software che serve per calcolare gli scafi delle barche. Perché a mano sarebbe impossibile farlo. Dietro questo progetto c'è una grande ingegnerizzazione.

TG: Sono venuti in molti a provarla?

Geppo: Sì, anche se in realtà è una bowl privata. Tutti gli skater di Milano ci "skateano" Abbiamo un calendario condiviso su Google di circa 120 persone. Più tutti gli ospiti, quando qualcuno passa da Milano viene a trovarci. Se poi piove ciao...

Tony Hawk nella Bowl di Bastard Store 
Fotografia di Giuliano Berarducci

TG: E' una bowl molto conosciuta?

Geppo: La conoscono in tutto il mondo. Qui è venuto Tony Hawk che forse è lo skater più famoso al mondo. Poi, Steve Caballero, Jamie Thomas e molti altri.

TG: Cosa ne pensano della vostra bowl i campioni?

Geppo: Ci hanno sballato. Quello per me è stato il miglior feed-back che potessimo avere, perché uno come Steve Caballero che ti fa i complimenti per il design e la bowl, o Christian Hosoi, veramente fa piacere.

TG: In Italia invece chi è il più famoso skater?

Geppo: Probabilmente, Giorgio Zattoni di Savarna di Ravenna, è anche un dei più forti che ci siano mai stati in giro, non solo in Italia, chiaramente. Anche lui è stato qua più volte. Tra le fotografie migliori che abbiamo fatto qua, tra cui quelle di Giorgio abbiamo le cartoline che si possono prendere gratuitamente in negozio. L'arredo del negozio è fatto con gli scarti degli uffici, il camerino è fatto con gli scarti della bowl, per quello ha quella forma arrotondata. Abbiamo utilizzato tutto quello che potevamo.

TG: Fino a che età si può "skateare" con soddisfazione?

Geppo: Bah, ho visto gente "skateare" ad oltre 70 anni. Dipende da che tipo di skate fai. Il mio socio Max ha 53 anni e "skatea" seriamente.

TG: Fate dei contest qui nella vostra bowl?

Geppo: Forse, ne abbiamo fatto uno per salvare il culo ad un contest che era all'aperto, pioveva, quindi l'abbiamo fatto qua. Fin'ora non abbiamo ancora organizzato qualcosa di serio, ma c'è l'idea di farlo invitando dei grossi nomi dello skate.

TG: Che dimensioni ha la bowl?

Geppo: E' piccola: 12 metri per 12. La parte bassa è alta 1,85 cm e poi c'è un elevator che arriva a 2,10 metri e poi un'estensione di 2,5 metri.

TG: Si possono fare delle belle cose?

Geppo: Ah sì, è molto divertente e super veloce. Solo per disegnare quelle curve e quelle linee ci siamo stati tanto a pensare, circa tre mesi. Solo per dei piccoli ritocchi, pensando alle linee che poi avremmo fatto. Tuttavia, per tanto che puoi pensare a quello che si può fare, arriverà sempre quello skater che fa quel tipo di linea di percorso che ti sembra impossibile e che non era stato pensato. Quello è anche il bello... Adesso stiamo pensando di aggiungere dell'arredo intorno su cui ci si possa salire con lo skate.

TG: Nel caso qualcuno si facesse male, c'è un'assicurazione che lo indennizza?

Geppo: Noi qua abbiamo una liberatoria per tutelarci se qualcuno dovesse farsi male, si tratta di un regolamento da sottoscrivere, e poi  siamo partner dell'AICS, per cui con 10 euro si può fare una tessera che include un'assicurazione che ti copre in caso d'incidenti. Però, ripeto, è una struttura privata, questo non è un impianto sportivo... Ad ogni modo, farsi male sullo skateboard è abbastanza normale. Non puoi imparare a "skateare" se non ti fai male... Non è un problema, cadi e ti rialzi. L'importante è rialzarsi... Fin'ora, anche quelli che qui si son fatti male seriamente si sono rialzati e sono tornati a "skateare". Io, ad esempio, non ho mai avuto problemi alle ossa, ma ho spaccato tre volte i legamenti. Ho fatto tre operazioni alle ginocchia. 

TG: Ultima cosa da dire?

Geppo: Se volete venirci a trovare, noi siamo qui, vi aspettiamo. Se poi non volete "skateare" potete vedere le première dei video più importanti, principalmente di skate, ma anche di snowboard. In questo modo recuperiamo anche la vecchia funzione di cinematografo di questo spazio storico che abbiamo preservato da qualsiasi sconvolgimento architettonico. Qua, organizziamo anche mostre con artisti illustratori bravissimi, come Marc McKee che è considerato proprio il padre della grafica degli skateboard moderni. Artista che ha un'ironia ed un modo d'approcciarsi tutto particolare a questo mondo che non è fatto soltanto di punk, spade, teschi e robe cattive.

Geppo il diavolo buono innamorato di Fiammetta la figlia del re dei diavoli.

Per vedere un'altra mitica bowl italiana cliccate qui.



domenica 22 maggio 2016

Filler Spring 2016, spazio alla fantasia ed alla creatività!

Un assaggio di Filler per chi non l'ha visto, giusto per dare un'idea di chi si può trovare tra gli artisti presenti e dei lavori negli stand.
Inauguriamo subito le pagine di Frammenti di cultura con un esempio di Grime-art, un genere di cui non avevo ancora parlato.

Il raccoglitore con i disegni originali è in basso a destra


Alberto Panegos da Sacile (PN) realizza dei disegni molto colorati e molto Pop che poi stampa in tiratura limitata con la stampante laser. Gli originali sono fatti a pennarello, pennarello a pennino sottile ed evidenziatore, con ogni tipo di penna a feltro in un approccio che lui stesso definisce: "Un po' primordiale". Ogni disegno viene stampato in 5 o 10 esemplari; gli originali mostrano come nasce un lavoro sul foglio.

Alberto Panegos, illustratore, 34 anni e Vlad the Oilman.

Vlad the Oilman è il moderno Dracula, ovvero un petroliere che non succhia sangue, ma petrolio e costruisce il suo impero con la plastica e non poteva mancare una citazione degli "Sgorbions" figurine trash-demenziale di metà anni '80 che erano una parodia dei Garbage Pail Kids di cui Alberto porta ancora vivo il ricordo ed apprezza ancor oggi come espressione dell'epopea della plastica. Dal manichino dalle sembianze femminili, sempre di plastica esce un po' tutto quello che narcotizza la nostra società e diventa l'amate perfetta di Vlad, ma idealmente anche di tutti coloro che costruiscono il loro impero sulla plastica e sullo sfruttamento degli altri. A sinistra, Mickey Rat (rivisitazione underground di Topolino) è un'altra citazione trash dell'illustratore friulano che posiziona questo topo dai denti gialli come osservatore compiaciuto di una realtà poco edificante. 

Alberto ha frequentato il DAMS a Padova, ma la sua vera formazione sul campo l'ha avuta a Berlino, dove ha maturato i tratti del suo stile presso la X-Lab Gallery e la Strychnin Gallery, oppure frequentando locali dove ascoltare musica Rock indipendente, o Punk, come il Knochenbox o spazi aperti a vari tipi di performing arts, come il Katacomben, locali che propongono l'aspetto più underground della capitale tedesca che già di per sé è una realtà che dà parecchio spazio a gruppi ed artisti "sotterranei". Panegos si esprime con uno stile da Grime-art (arte sporca degenerata), anche se lui preferisce parlare di Pop-art; ha fatto varie mostre e musicato alcune performance di Body-art perché si è anche occupato di Harsh Noise. Ha prodotto fanzine, anche se (riporto testualmente le sue parole) "in modo sporadico, ma continuativo"(?).! Ha esposto a Brighton, Parigi, Bologna e Venezia.

Un autoritratto di Alberto Panegos con gli occhi vuoti vaginosi


Paolo Proserpio, 39 anni, Graphic designer

Paolo Proserpio è un grafico che realizza progetti molto interessanti, qui vediamo un manifesto stampato in offset per Sterven Jonger, un collettivo musicale di Milano che ha preso come icona un'immagine di Moira Orfei (prima che morisse) con gli occhi di Alice Cooper. Stampa magliette e poster con la serigrafia.

Un altro progetto grafico di Paolo per un gruppo musicale. Realizzato in serigrafia.

Stampa serigrafica su foglia
 Tarocchi in cornice dalla Malafamilia di Torino. Paolo, l'artista che idea e realizza le opere, mi ha mostrato un'incredibile serigrafia stampata su una grande foglia secca incorniciata con legni ricavati dai pellet. Prezzo? 230 euro, ma ne sono state fatte soltanto 3. Troppo difficile e laborioso ottenere questo tipo di stampe, chi è interessato lo contatti subito perché mi ha detto che non farà più questo tipo di esperimento. Nel caso contattatemi vi darò il suo numero di telefono.

 Spille e patches personalizzate

Gradoner
Gradoner di Napoli disegna e ritaglia a mano adesivi personalizzati, uno ad uno: per questo c'è chi dice che sia autistico, ma in realtà ho visto fare anche spille e tatuaggi trasferibili (trasferelli) a mano. E molto altro.

Lavoratrici del sesso unitevi!
Una designer bolognese, Padiy, ha illustrato un libro di Giulia Selmi su questo argomento che verrà pubblicato da Bebert in giugno.


Ho visto altre cose interessanti come i disegni calligrafici diventati optical e le magliette serigrafate interamente, sempre con trame optical da Galileo Sirono che utilizza tecniche molto personali.

skateboarding
Lo skateboarding danneggia gravemente te e chi ti sta intorno.

Skateboard da collezione in vendita e no da Vanni "Vaps" Soru, illustrator and graphic designer.

La struttura metallica della bowl del Bastard Store

 Qualcuno s'allena sulla skating bowl

Skateboard pronti all'uso



Alessandro Gansi, stampatore serigrafico a Filler Spring 2016

Ale Gansi Filler
Alessandro Gansi col telaio serigrafico preparato per stampare il disegno di Sdolz, vincitore del Vans "Off the print" Spring 2016

Venerdì sono stato a visitare Filler, la convention d'arte e cultura punk/hardcore e mi sono divertito moltissimo, ho visto lavori grafici bellissimi, ho trovato idee molto diverti ed ho conosciuto gente simpaticissima. Non dimentichiamo però che questo evento aveva suscitato il mio interesse per la possibilità d'incontrare chi avrebbe realizzato serigrafie al momento, sul posto, ed è per questo che adesso vi racconterò cosa mi ha detto Alessandro Gansi.
Nell'ambito di Filler, Alessandro, oltre ad essere uno degli organizzatori dell'evento, insieme a Dario Dr. Pepper Maggiore e tutta una serie di persone già citate è incaricato di stampare le serigrafie delle grafiche del vincitore del contest Vans "Off the print". Durante la tre giorni al Bastard Store ci sono delle sessioni live per stampare le magliette offerte dallo sponsor della manifestazione che vengono consegnate a Sdolz, il vincitore di quest'edizione. Alessandro che è nato a Cremona, vive a Brescia, gira e lavora spesso a Milano.
Il nome Filler deriva direttamente da una canzone dei Minor Threat che è uno dei gruppi storici e di punta di quello che è stato il movimento dell'Hardcore americano dell'inizio degli anni '80. Naturalmente, Filler significa anche riempitivo e qui viene inteso come un'idea, una fede o una sostanza che ti riempie la mente e non sempre questa è una cosa positiva.
Alessandro ha iniziato a lavorare con la serigrafia da circa 6 anni, gli sono sempre piaciuti le stampe, i poster e magliette dei gruppi musicali, per cui approdare a questa attività di stampa è stato un modo per riunire tutte le sue passioni. Nel progetto Thunderbeard, Dario Maggiore sviluppa le grafiche e Alessandro stampa il prodotto finale che può essere di tipo artistico o di supporto al marketing di qualcos'altro. Alessandro ha iniziato a realizzare le serigrafie come autodidatta e poi ha seguito dei corsi per affinare la sua tecnica. Su internet è possibile accedere a moltissime informazioni su questo argomento e probabilmente anch'io, quando avrò più tempo per dedicarmi allo speciale sulla serigrafia che sto preparando insieme a Daniel Tummolillo, credo che vi potrò fornire materiale informativo molto utile su questa tecnica di stampa.
Il fascino della serigrafia è che è una tecnica molto "Do it yourself", nel senso che con pochissima attrezzatura e prodotti è possibile iniziare a stampare senza troppi problemi e lasciando la creatività come primo "ingrediente".
Inoltre è possibile sviluppare un proprio metodo di lavoro. Se non c'è la necessità di stampare molte immagini diverse, ci si può far preparare i telai da qualcuno specializzato in questa fase della lavorazione, in modo che tutto risulti ancora più semplice e conveniente con un minor spreco di materiale.
Nella tre giorni di Filler vengono stampate circa 60-70 magliette per Sdolz, oltre a qualche poster con la grafica di questa edizione studiata da Riccardo Bucchioni. Alessandro stampa esclusivamente con colori ad acqua perché evaporano all'aria aperta e si asciugano facilmente tenendo appese le magliette per circa un'ora, mentre su carta o plastica utilizza colori vinilici. A differenza dei Plastisol, i colori all'acqua sono molto più morbidi, ma hanno ugualmente un'ottima tenuta sul supporto.
Oggi è l'ultimo giorno della convention, siete ancora in tempo per andare in via Scipio Slataper, 19 e scoprire qualcosa di sensazionale.


Una ragazza che partecipa a Filler varca il cancello d'ingresso del vecchio Cinema Istria


mercoledì 18 maggio 2016

Filler: grafica, disegno, serigrafia dal vivo. Non un riempitivo


Gradoner

A Milano la 4° edizione della convention di arte, illustrazione e grafica punk che ospita oltre 40 artisti provenienti da tutta Italia.


Dal 20 al 22 maggio il Bastard Store di Via Slataper a Milano ospiterà nuovamente, dopo il successo di dicembre, la convention dedicata all'illustrazione, alla grafica e all'arte legate al circuito punk/hardcore/skate e a tutti i progetti che abbracciano l’etica DIY.


Filler nasce sia dall'esigenza di dare spazio ad un gruppo di artisti fuori dalle dinamiche convenzionali, e che sino ad ora rimanevano un po’ nell’ombra, sia di mettere tutte queste realtà in contatto tra di loro, in modo tale da creare uno scambio creativo fra varie realtà indipendenti.
Con questa quarta edizione Thunderbeard, organizzatore della manifestazione in collaborazione con Three Mothers, SOLO Vinili/Libri e HOODOOH, punta ad incrementare il già ampio consenso di pubblico ottenuto da Filler nelle passate edizioni. Basti pensare che l'appuntamento dello scorso dicembre ha visto oltre 4000 visitatori durante il week end.


"Filler nasce come una reazione positiva a tutto quello che ci circonda - afferma il curatore Dario Maggiore - che, nella maggior parte dei casi, atrofizza la creatività e stimola passivamente le persone. Inoltre, di questi tempi, l’autoproduzione è un vero calcio nel culo alla crisi. È la palese dimostrazione che con un po’ di ingegno, di tecnica, di impegno si può realizzare qualsiasi idea anche se si è a corto di soldi."


Una line-up artistica completamente rinnovata, sessioni libere di skateboard all'interno della suggestiva Bastard Bowl sospesa (uno degli spot più belli d'Europa), contest creativi, una mostra fotografica curata da SALAD DAYS MAGAZINE e l'immancabile Vans Off The Print con attività a premi e stampe serigrafiche live su t-shirt e poster.
Ampio lo spazio dedicato ai workshop con il duplice scopo di coinvolgere attivamente il pubblico, avvicinandolo alle tecniche di produzione tipiche del mondo DIY, e di creare nuove connessioni tra i vari espositori.
PaDiY proporrà un workshop dedicato alla serigrafia (il 21 e il 22 maggio), con la possibilità di stampare su borse e t-shirt, mentre Michele Guidarini propone "Do It Punk Yourself", un vero e proprio viaggio nel passato alla riscoperte di tecniche comunicative, come flyer e poster pubblicitari dei concerti punk, che nell'efficacia fondavano la loro struttura.
In collaborazione con GretaPins invece il contest "Clash of Pins", all'interno del quale gli artisti si sfideranno nel progettare il design per una spilla. I disegni proposti potranno essere votati dal pubblico durante tutto il week end.
In collaborazione con Retro Aestetica, i membri della Filler Brigade (il collettivo artistico su cui si poggia Filler), si stanno sfidando da giorni sul web: oggetto della contesa, un must dell'immaginario punk/hc, ovvero la toppa da applicare al giubbotto.

Marco Genesio Mariangeli

Artisti
Abisso Serigrafia, Alberto Becherini, Alberto Panegos, Anemianera, Andrea Moresco, Blessend, Corefolio, Davide Pagliardini, Ekf Design, Elephant Skin, Erika Nardi, Francesco Cutaway, Gozer Vision, Gradoner, Heart Studio, Isoì Clothing, Isolation Camp (Galileo Sironi, Lukas Goller, Agnese Guido), Kre Little Lab, Malafamilia, Manuel Manges, Marco Genesio Marinangeli, PaDiY, Paolo Proserpio, Paper Resistance, Rotulo, Sdoldz, Solo Macello, Spugna, Tommy Gun Moretti, Thunderbeard, VAPS, Vito Manolo Roma.

Kre Little Lab

Dove
Filler si svolgerà nuovamente all'interno del Bastard Store di Via Slataper a Milano (MM Istria). Lo spazio, ricavato nei locali dell'ex Cinema Istria, ora riconvertito a store e magazzino del noto brand italiano, racconta una storia che parte dal secolo scorso, la storia di una Milano che non c'è più ma che continua a rinnovarsi senza però perdere le proprie radici. All'interno dello storetrova spazio la Bastard Bowl, una rampa da skate sospesa, interamente in legno, uno degli spot più belli e suggestivi d'Europa che richiama skater professionisti e non da tutto il continente.


Thunderbeard

Filler Spring Edition si svolgerà dal 20 al 22 maggio 2016 

presso il Bastard Store di Via Slataper, 19 a Milano

L'ingresso è libero secondo i seguenti orari:
Venerdì 20 maggio dalle 15:00 alle 22:30 
Sabato 21 maggio dalle 11 alle 22:30
Domenica 22 maggio dalle 11 alle 20:30

 Abisso Serigrafia

Tony Graffio intervista Dario dr. Pepper Maggiore, creatore e direttore artistico dell'evento Filler

TG: Che cos'è Filler? Spieghiamolo a chi non c'è ancora stato e magari vuole venire a vederlo.

DdPM: Filler è una convention d'illustrazione legata al circuito Punk/Hardcore/Skate. Ci saranno tutti gli artisti che operano nel campo della musica, nella produzione di copertine di dischi, o merchandising per gruppi musicali del circuito punk; in più ci saranno anche artisti che collaborano con brand di skate, o che addirittura producono skate-board, quindi sono piccole skate company. Naturalmente ci sarà anche chi ha i progetti di do-it-yourself. Il tutto legato a questo settore. La Filler Brigade è invece lo zoccolo duro dell'evento. Siamo alla quarta edizione e inizieremo venerdì 20 maggio. Per la seconda volta saremo al Bastard Store che è un po' il tempio dello skate boarding italiano.

 Paolo Proserpio


TG: Ci sarà anche tanta serigrafia?

DdPM: Certo, ci saranno un sacco di progetti serigrafici e quest'anno avremo con noi 4 laboratori serigrafici con session di serigrafia live e poiché Filler è un evento che vive anche grazie agli sponsor ed ai supporters ci saranno degli engagements con Vans con la quale collaboriamo ed organizziamo competizioni illustrative con un disegno a tema skate e quello più votato verrà stampato in diretta.

 Rotulo

TG: Chi organizza questo evento?

DdPM: Io sono coadiuvato da tanti altri ragazzi, c'è Carmelo Graffo che hai già conosciuto, poi abbiamo Alberto Becherini e Davide Pagliardini e chiaramente il mio socio in Thunderbeard che è Alessandro Gansi che si occupa di serigrafare i disegni, inoltre c'è Kappa, Alfredo Cappello che si occupa del Marketing, il nostro ufficio stampa che è Hoodooh, insomma, ognuno ha un proprio ruolo e insieme cerchiamo di spingere al meglio questo evento.

 Vito Manolo Roma Sailor Vito

TG: E il Bastrad Store com'è collegato a voi?

DdPM: Il Bastard Store è uno spot, una location molto bella e suggestiva creata all'interno del vecchio Cinema Istria, quindi ha ancora le fattezze di una sala cinematografica con la galleria: mentre la platea è stata completamente svuotata dalle poltrone, è stato creato il magazzino logistico del negozio, si accede dall'ingresso di Bastard Store e sopra ci sono gli uffici. Chiaramente, noi giù nel magazzino faremo la convention. Sopra il magazzino è stata costruita una rampa di legno, una piscina in legno skatabile. Questa è la particolarità del posto. La pista è privata perciò bisogna essere invitati, eccetera eccetera... Quella location che già di suo è magnifica perché ha una grande profondità ed ha il fascino del cinema, ha in più questa grande rampa di legno dentro per cui diventa veramente perfetta per Filler. In futuro, per le prossime edizioni, vedremo se continuare a incontraci in questo spazio, oppure prendere in considerazione altri posti.

La rampa di Bastard Store

TG: Chi vi aspettate che venga a vedervi?

DdPM: Tutti coloro che sono appassionati di arte e illustrazione. Inoltre, anche se sono outsider, il circuito Punk è florido e pieno di veri professionisti che mettono l'anima, il cuore, la testa e la tecnica in questo lavoro e soprattutto sono molto seri in quello che fanno. Il nostro non è una semplice convention, o un mercatino dove gli artisti cercano di vendere i loro prodotti; gli artisti vengono qui a lavorare e questo rende Filler un evento unico nel suo genere perché si ha l'opportunità di rendersi conto con chi si ha a che fare. Invito perciò, sia gli appassionati che gli addetti ai lavori del settore che se hanno bisogno di cercare qualche artista, qui lo possono vedere  all'opera, anziché fare affidamento solo a internet che pur rendendo bene, purtroppo, non rende l'idea di quello che si vuole vedere come essere presenti sul posto.

Immagini dalla scorsa edizione di Filler: