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venerdì 17 agosto 2018

L'Angelo dei Gasometri

Sono una persona un po' disordinata, non sopporto le autorità costituite, gli obblighi e i divieti e talvolta arrivo a  ribellarmi perfino contro me stesso. In quei casi perdo le mie cose e non mi curo molto di quello che faccio. Come conseguenza di tutto ciò, mi capita di tralasciare gli aggiornamenti delle mie riflessioni su quel diario pubblico che è il blog: "Frammenti di Cultura". 
Aspettavo un'occasione migliore per parlarvi di Carline, una bellissima ragazza che ho conosciuto un paio di anni fa; ma prima di perdere gli scatti, dimenticare le memorie in un cassetto o combinare altri pasticci, approfitto della pausa generale del periodo di Ferragosto, e dell'assenza della gran parte dei lettori, per riferirvi sottovoce delle emozioni che uno dei miei luoghi preferiti ha suscitato in una persona che nemmeno si immaginava che a Milano potesse esistere un'area così grande e selvaggia abbandonata a se stessa.
Non do troppa enfasi a queste parole perché, come già capitato in un altro post recente, anche qui accenniamo a fatti occulti e presenze misteriose che potrebbero suscitare disagio in chi è profondamente razionale e definitivamente materialista, ma chi invece conosce il mio stile e mi segue più regolarmente spero che potrà apprezzare il desiderio di trattare anche argomenti esoterici.
Periodicamente, perlustro gli spazi intorno ai vecchi gasometri della Bovisa e penso che prima o poi cercherò di mostrare, a chi è interessato, gli scatti che ho effettuato in questo luogo, ma per ora sentiamo cosa ne pensa Carline.
Se poi qualcuno mi vorrà accompagnare in una prossima esplorazione, si faccia avanti. TG

Carline H.

Tony Graffio: Ciao Carline, chi sei e cosa fai?

Carline H: Ciao Tony, sono Carline H., faccio la modella, sono brasiliana e vivo a Milano.

TG: Come hai conosciuto TG?

CH: Ci siamo conosciuti in modo casuale, mentre stava facendo una fotografia ad un'amica che si chiama Pupazza. Dopo di che siamo rimasti in contatto e ci siamo messi d'accordo per fare qualche foto insieme.

TG: Nonostante Tony Graffio ti abbia detto dove saremmo andati a fare lo shooting, tu hai accettato ugualmente?

CH: Sì, Tony Graffio mi ha spiegato che saremmo andati in un posto un pochino strano; non avevo ben capito dove, però ho accettato ugualmente di provare questa esperienza e ci è andata bene...

TG: Per una modella è insolito entrare in luoghi proibiti, in cui è vietato l'accesso, dove c'è pericolo di crolli, non c'è anima viva e per di più con un uomo semi-sconosciuto?

CH: Sì, è strano. Esattamente, è proprio insolito.

TG: Perché hai accettato?

CH: Ho avuto fiducia in Tony Graffio che mi è sembrata una persona buona. Io credo che nella nostra vita esistano gli angeli e che quando loro ci accompagnano non ci può succedere niente di male.

TG: Con questo vuoi dire che ci sono degli angeli che ci proteggono o che Tony Graffio è un angelo?

CH: (Ride) Non so se TG sia un angelo, ma sicuramente ci sono degli angeli che ci proteggono. Noi siamo persone illuminate, ma tutti siamo uguali, indipendentemente dalle migliaia di vite che abbiamo già vissuto.

TG: Sì, anch'io la penso come te. Carline, solitamente come si svolge il tuo lavoro di modella? Come trascorri una tua giornata "normale"?

CH: Solitamente, faccio molti casting, per lavori fotografici, video, riviste, eccetera. Mi contattano le agenzie e mi propongono sfilate di moda, showroom, campagne pubblicitarie, spot commerciali e vari lavori.

TG: Prima di arrivare qua a Milano, dove hai lavorato?

CH: Ho lavorato in Brasile, in Giappone, in Cile, Messico, Turchia, Repubblica Domenicana e adesso qui a Milano.

TG: Qual'è stato il lavoro più bello che hai fatto?

CH: Uno spot commerciale in Cile; è stato bello perché eravamo in montagna e c'era la neve. È stato davvero molto bello stare a contatto con la natura.

TG: Che cosa vorresti fare quando non lavorerai più come fotomodella?

CH: La fotografa.

TG: Che effetto ti ha fatto entrare qui alla Goccia?

CH: Al primo impatto, mi è sembrato interessante conoscere un posto diverso dal solito; ero abbastanza curiosa di vedere i gasometri che mi avevi descritto, ma poi ho avuto un po' paura perché non sapevo dov'ero e dove stavo andando.

TG: Hai sentito se c'erano presenze strane? Mi riferisco anche ad esseri ultra-dimensionali...

CH: No, non ho percepito nulla di strano.

TG: Hai visto animali selvatici?

CH: No, niente. Quello che mi ha fatto paura era di non sapere se avremmo incontrato altre persone e in quel caso mi chiedevo se noi avremmo potuto controllarle. Non ho paura degli spiriti, ma degli umani.

TG: Che sensazioni ti hanno dato questi spazi?

CH: Sentivo che in passato c'era molta gente che lavorava qui, mentre adesso è la natura che comanda. Adesso per noi è difficile riprenderci questo spazio, perché la natura ha vinto ed è dappertutto. La vegetazione in assenza dell'uomo ha inglobato ogni cosa.

TG: Ti aspettavi di trovare un territorio così selvaggio all'interno di Milano?

CH: No, non l'avrei mai detto. Non me l'aspettavo, ma adesso so che tutto è possibile.

TG: Pensi che ti piacerebbe ritornare qui?

CH: Non so... ma penso di no perché già abbiamo scattato delle belle foto e sicuramente da queste uscirà un bel lavoro.

TG: Grazie.


lunedì 6 marzo 2017

Buon Compleanno Tony Graffio! (4 anni e più di 20'000 lettori/mese)

Most beautiful woman in the world
La splendida Carline indossa la maglietta che Tony Graffio riserva in esclusiva per le lettrici più affezionate del blog: "Frammenti di Cultura.

Tony Graffio è nato pubblicamente il 6 marzo 2013 per documentare varie forme spontanee di arte popolare e fenomeni di interesse culturale da diffondere principalmente attraverso il sito di interesse sociale www.graffitiamilano.blogspot.it che negli ultimi mesi ha superato il traguardo di 20'000 lettori/mese. E' una persona dotata di forte autonomia intellettuale, un libero pensatore che scrive in maniera disinteressata per il semplice gusto di informare e rendere un servizio pubblico, mettendo in luce storie e situazioni che testimoniano l'umore ed i costumi dei tempi in cui viviamo e altre circostanze che devono essere ricordate, ma che i media tradizionali preferiscono passare sotto silenzio, ignorare o interpretare in altro modo. Molto curioso ed aperto al confronto, ha svariati interessi e competenze. Ha una predilezione per l'arte, la fotografia e la simbologia; arriva da un background professionale nel mondo della documentazione cinematografica e del reportage televisivo. Per un breve periodo si è occupato di sindacato autonomo e difesa dei diritti dei lavoratori con risultati eclatanti. E' un "investigatore" anarchico delle realtà nascoste che vive il proprio tempo, vuole capirlo ed interpretarlo non accontentandosi delle "versioni ufficiali" degli accadimenti, dando voce anche a coloro i quali non appartengono ad élite o categorie di alcun tipo. Nel corso degli ultimi due anni di attività no profit ha pubblicato interviste, approfondimenti e servizi con personaggi ed artisti come: Paolo Gioli, Kenjiro Azuma, Maurizo Bossi, Enrico Cattaneo, Richard Tuohy, Cripple Bastards, Giacomo Spazio, Fabio Meschini, Maria Perego, Topo Gigio, Malleus, Sonny Alabama, Matteo Ricchetti, Stefano Bacci, Indignada Jones, WonderBee, Tana, Proprietà Pirata, Paolo Gallerani, Tomaso Kemeny, Federico de Leonardis, Loris De Filippi, Dora Tass, August Muth, Ohya Masaaki, Umberto Mariani, Eugenio Monti, Flavio Caroli, David Bacter, Felice Terrabuio, Fortuna Todisco, Giorgio Lotti, Kina, Kylie Tomayto, Gabriele Di Matteo, Joe Iannuzzi, Vincenzo Jannuzzi, Zak Jemai, Francesco Schianchi, Phil Rolla, Cesare Colombo, Christo, Paolo Fogliati, Turi Simeti, Armando Marrocco, Erika Blanc, Giuliano Pisapia, Daesung Lee, Edoardo Miola, Corinne Héraud, Michel Giroud, Fabio Castelli, Carlo Vanoni, Leonardo Manera, Alex Gordon, Antonella Fanni, Giampaolo Buzzanca, Angelo Valli, Luigi Teruggi, Claudio Bernardini, Giovanni Martini, Tobia Ravà, Enzo Cacciola, Elio Marchegiani, Paolo Vampa, Silvia Berselli, Dario Arcidiacono, Mattia Maio, Paride Ranieri, Osvaldo Minotti, Andrea Branzi, Il Cabalista, Tony D'Ambrosio, No Curves, Ivan Tresoldi, Luisa Maria Simone De Grada, Gianni Guaglio, Felice Quacquarella, Giorgio Bertone, Felix Bieseler, Luciano Conti, Gianni Limonta, Lilo, Francesco Radino, Edo Bertona, Elena Manzoni, Katsu Ishida, Alessandro Gibellini, Giancarlo Vaiarelli, Paolo Chiocchio, Andrea Cucchi, Claudia Pinelli, Roberto Tomasi, Gigi Carminati, Marco Grassi, Matteo Bologna, Gabriella Mizerak, Gianmarco Meraviglia, Carlo Cecaro, Aldo Giassi, Caroline Gavazzi, Guido Moretti, Raffaele Montepaone, Miguel Ezpania, Ignazio Fresu, Nike Brass, Johny Cobalto, Giulio Giorello Raul Zecca, Stefano Zecchi, Stefano Zattera. E tantissimi altri personaggi mainstream e underground. Frammenti di Cultura, la voce principale di Tony Graffio, è presa come punto di riferimento indipendente ed attendibile da giornalisti professionisti, scrittori ed addetti ai lavori del settore dell'arte e della cultura italiana che attingono da questo sito informazioni, documenti e indicazioni sugli avvenimenti undergroud prima che questi diventino realtà di tendenza e di interesse generale. Tony Graffio scrive anche di fotografia e cinematografia per un pubblico interazionale su:

mercoledì 2 novembre 2016

The Real Tony Graffio, la pellicola 16mm e l'usurpatore misterioso

 Unza: Sala di Proiezione 

Lunedì sera sono stato all'Unzalab di Niguarda per assistere alla proiezione di filmati in 16mm realizzati da 3 diversi gruppi di filmaker francofoni transitati da Milano, prima di recarsi a Timisoara per il Festival Analog Mania.
Conoscevo già alcuni membri di questa associazione di scatenati amanti delle tecniche argentiche per aver assistito, lo scorso luglio, ad alcune proiezioni dei filmati artistici del filmaker australiano Richard Tuhoy. La realtà del cinema analogico per motivi di costi si concentra sull'utilizzo dei formati a passo ridotto, ma si esprime anche attraverso l'uso della pellicola 16mm. Molti giovani filmaker non sanno bene spiegare per quale motivo si appassionino alla pellicola ed a questa forma d'arte foto-meccanica, ma sentono la necessità di prendere contatto con questo supporto e di utilizzarlo, a costo di mille difficoltà e qualche contrattempo.
Sui lavori presentati da Richard Tuhoy e Dianna Barrie traspare la necessità di avere un supporto fisico da poter elaborare con le mani per esplorare un mezzo meccanico e lavorarlo con mezzi tradizionali, talvolta abbastanza arcaici e semplici, senza ricorrere ad espedienti elettronici o virtuali. 
Les Scotcheuses, L-Abominable e L'Etna, invece, utilizzano il mezzo di comunicazione filmico in modo ibrido, ricorrendo a strumenti elettronici come il computer ed il videoproiettore per integrare l'immagine fotografica con un audio digitale e sottotitoli (sulla parte superiore dello schermo) in lingua inglese la cui sincronizzazione sonora denota molta creatività, ma qualche imprecisione. Ciò avviene fondamentalmente per documentare e raccontare in modo molto personale gli eventi sociali, o più  intimi che caratterizzano il nostro tempo.
S'è trattato di una piacevole esperienza che mi ha fatto riflettere ancora una volta su come il mezzo, la tecnica, o i limiti d'utilizzo e di diffusione di strumenti considerati "obsoleti" contribuiscano a fare "arte" o a dare l'impressione, a se stessi e agli altri, d'occuparsi di qualcosa di speciale. TG

16mm Unzalab
Emma de: Les Scotcheuse e Victor de: L-Abominable

Strane leggende metropolitane girano per gli ambienti Underground, specialmente quando non si è particolarmente esibizionisti e si preferisce non apparire troppo nei propri servizi. Riporto un dialogo un po' surreale avuto durante quella stessa serata con Stefano Nervetti, appassionato di cineprese e di film semi-clandestini.

TG: Noi ci siamo già visti una volta, qualche mese fa, ti ricordi?

Stefano N. Sì.

TG: Quindi tu mi conosci?

SN: Sì, però mi ricordo di un'altra persona che si fece chiamare Tony Graffio in un'occasione diversa da quella in cui ci siamo conosciuto tu ed io.

TG: Prima di conoscere me?

SN: Sì.

TG: Quindi c'è qualcuno che si spaccia per Tony Graffio?

SN: Sì.

TG: E va in giro con i biglietti da visita di Tony Graffio?

SN: No, forse questo biglietto me l'avevi dato tu (tiene in mano il biglietto da visita di TG e lo osserva).

TG: Allora sei tu che ti confondi?

SN: Forse mi confondo per quello che riguarda il biglietto da visita, ma su Tony Graffio no.

TG: Spiegati meglio.

SN: Praticamente, eravamo al Centro Sociale Il Cantiere, in zona piazzale Lotto. Camillo, un mio amico regista aveva organizzato una serata di proiezioni e mi aveva invitato in quello spazio. Ricordo che era la primavera dell'anno scorso. In quell'occasione ho conosciuto un ragazzo che ha detto di chiamarsi Tony Graffio.

TG: Mi fa piacere, perché quando qualcuno inizia a voler essere al tuo posto significa che hai colpito la fantasia delle persone e sei sulla strada giusta. Mi piacerebbe fare un elenco di tutti quelli che hanno dei nomi un po' a doppio senso, tipo Rocco Tanica, Steve Rottame, Raf Valvola, Johnny Cobalto e via dicendo, potrebbe essere una guida divertente sullo stile: "Who is who?"

SN: Quel ragazzo diceva che veniva da qualche parte del Sud Italia ed era qua a Milano per studiare all'Accademia di Belle Arti, dopo di che s'è messo a fare l'artista di strada.

TG: Faceva il madonnaro?

SN: No, no, abitava con un noto pittore che viveva dalle parti di viale Zara e si portava a casa le prostitute della zona.

TG: Era Tony Graffio che recuperava le prostitute?

SN: No, il pittore. Ed era un tipo un po' matto.

TG (Rido) Il pittore forse era un po' strano, ma anche quel Tony Graffio era un pazzoide?

SN: No, era sanissimo di mente.

TG: Strano, non conosco gente con la testa a posto... Quel ragazzo che si spacciava per me non so chi fosse allora. Comunque se tu vuoi fare la prova, basta che chiami il mio numero di telefono e ti accorgerai subito chi è il vero Tony Graffio.

SN: Ti assicuro che ho conosciuto un ragazzo che si spacciava per Tony Graffio.

TG: Incredibile! Ma sei sicuro che non era Graffio il graffitaro?

SN: Graffio e basta? Fa ritratti?

TG: Fino a qualche tempo fa faceva lo street-artist, ma adesso credo abbia smesso.

SN: Tu lo conosci?

TG: Credo d'averlo incontrato una volta, ma non è un ragazzo di vent'anni.

SN: Il ragazzo che ho conosciuto io avrà intorno ai 25 anni.

TG: No, allora non è lui. Questa storia resta un mistero. Sarà un mio lettore, speriamo che si faccia vivo, così l'intervisto e mi faccio raccontare qualcosa, visto che anche lui è un artista...

most beautyful girl in the world
Carline è una vera fotomodella brasiliana che indossa un'autentica maglietta a tiratura limitata con il logo del vero Tony Graffio.