lunedì 5 ottobre 2015

Roberto Tomasi: la fotografia come ricerca del vero ed espressione di cuore e pensiero (Seconda ed ultima parte)

Roberto Tomasi, appassionato tecnico milanese, ha stampato le più belle fotografie dei maestri di tutto il mondo, da Irving Penn, a Mario Giacomelli e tantissimi altri; ha attraversato la tecnica fotografica in 45 anni di carriera, ha inventato e brevettato un suo sistema, capace di rendere una definizione impressionante alle immagini che prima erano stampate con l'ingranditore. Con il nuovo millennio, Roberto è approdato all'uso degli strumenti digitali, continuando ad aggiornarsi nella costante ricerca della massima definizione, capace di riprodurre al meglio la realtà conosciuta.
Adesso che è abbastanza soddisfatto di ciò che riesce ad ottenere a livello tecnico, finalmente, ha accettato di raccontarmi le tappe del suo percorso professionale e filosofico.
Questo è il seguito di un'intervista molto interessante e simpatica che consiglio a tutti di leggere.

Annie Leibovitz
Roberto Tomasi con una sua stampa di una fotografia di Annie Leibovitz


TG
E nel campo della moda e della pubblicità cos'è successo?

RT
Anche per la fotografia di moda e di pubblicità, il fotografo si deve arrangiare da solo.
Mentre prima la clientela si rivolgeva ad un tipo di professionista come me e richiedevano un servizio, adesso, spesso i committenti hanno qualcuno all'interno dell'azienda che gli risolve queste situazioni e costa meno. Posso dirvi che una volta un laboratorio come il mio era attrezzato con apparecchiature per almeno 500 milioni di lire, adesso, con 20'000 euro, lo metti in piedi alla grande. Ad una casa di moda o ad un'agenzia pubblicitaria non costa quasi niente avere un computer (6'000 euro) con il ragazzino da 900 euro al mese che opera sulla macchina ed in questo modo, possono contare già su uno studio grafico all'interno dell'azienda.

TG
Ci sono anche molti clienti che chiedono già al fotografo i file già corretti e pronti per l'uso.

RT
Esatto, e si arrangia il fotografo. Questo accade da almeno 15 anni in Italia, da quando è arrivato il computer nel processo produttivo. Photoshop è a disposizione di tutti, così, per chi ha un minimo di buon gusto è un attimo riuscire a mettersi a posto le immagini, mentre una volta era proprio richiesto il laboratorio che era in grado di fare le mascherature, i ritocchini al pennellino, cosa che richiedeva anche un sacco di manualità e tantissimo materiale che incideva sui costi della lavorazione.
Adesso, grazie al computer non c'è più pellicola, non ci son più sviluppi, non c'è più il pennellino, non c'è più anilina, anche se il lavoro, a livello di qualità adesso è superiore.

TG
Mi stai dicendo che adesso c'è gente meno brava, ma il lavoro riesce meglio?

RT
No! La gente è meno brava, però si barcamena, riesce a fare un lavoro accettabile.
Poi se pensiamo che un'immagine su una rivista non richiede così tanta attenzione, eh!
Una volta che c'è la forma e il prodotto, basta, passa, poi ci pensa comunque la rivista a rovinare l'immagine in fase di stampa. Se io faccio un'immagine ad altissima definizione, poi mi vanno in stampa col puntino schiacciato e addio, non è servito a niente...

TG
Cos'è il puntino schiacciato?

RT
Eh quel puntino che serviva per l'inchiostrazione nelle litografie, in fase di stampa litografica dev'essere curato, altrimenti s'inzuppa talmente d'inchiostro che crea delle sbavature intorno a sé e rende l'immagine un po' impastata, flou, la si può chiamare in molti modi questo tipo di stampa. Ci vuole pulizia e attenzione, come in ogni lavoro artigianale manuale.
Adesso come adesso, con questo tipo di cura si possono fare solo immagini di una certa importanza ed impatto.

TG
La tecnica conta ancora?

RT
La tecnica comunque conta.

TG
Tu ti ritieni un artista?

RT
No, sono sicuramente un tecnico. Io faccio un'attività che è nata all'incirca 200 anni fa allo scopo di dare un servizio. La fotografia non è nata per essere una forma d'arte, ma un servizio, anche se tu lo puoi utilizzare a livello artistico o come strumento, così come usi il pennello, tu usi la fotografia. La fotografia nasce per fare i ritratti, i documentari, i matrimoni, le comunioni, gli eventi e tutto quello che vuoi conservare in un'immagine. La fotografia è un servizio, non è una forma d'arte.

TG
E' importante che l'artista conosca la tecnica?

RT
Beh, è molto importante. Sicuramente è molto importante che l'artista conosca la tecnica per poter sviluppare quello che desidera dire. Altrimenti si ferma, come molti artisti che utilizzano una tecnica senza conoscerla. Però essendo già artisti, va bene anche così.
Non facciamo nomi, c'è gente che fa fotografie sfocate e diventa famosa lo stesso (forse parlava di Paolo Roversi ndTG). Io detesto la fotografia sfocata; per me la fotografia dev'essere a fuoco, nitida, definita e perfetta. Quella fotografia, però, probabilmente è arte.
Per quello che io mi reputo un tecnico...

TG
Per un certo periodo della tua vita hai fatto anche il fotografo, vero?

RT
Sì, sempre insieme a mio fratello Gian Paolo, dal 2000 al 2004, come al solito io mi occupavo della parte tecnica: luci, sviluppi e stampe, mentre Gian Paolo della parte artistica, quindi curava lo shooting.

TG
Roberto, che tecnica segui adesso?

RT
Adesso è tutto digitale, ho qui uno scanner Epson 6000 che non uso mai perché non arriva più nessuno con le pellicole.

TG
Avevi anche un Imacon...

RT
No, l'Imacon è saltato, non fanno più i pezzi di ricambio, non ci sono più, era un modello vecchio... E' inutile che fai quella faccia lì, non è un problema, se mi vuoi proprio tirare fuori i segreti, ti dirò che oggi come oggi puoi fare un'ottima scansione anche con la macchina fotografica, anzi è meglio perché la fotocamera digitale fa tutto in one shoot, mentre lo scanner è un ccd lineare, quindi doveva star lì a leggere tutta l'immagine. Adesso tu con una buona macchina full frame ed un buon obiettivo puoi fare la scansione di un negativo o di una diapositiva.

TG
Cos'è meglio scansionare il negativo o il positivo, la stampa o il negativo?

RT
Sempre il negativo.

TG
Non ti ha fatto male perdere l'Imacon?

RT
No, no, la macchina fotografica è uno scanner. Io arrivo dal tradizionale, s'è capito, no?
Arrivo dal negativo sviluppato con la Tank in casa, in cucina dalla mamma che brontolava, eccetera, eccetera. Sono appassionato, ho fatto camera oscura, sia amatoriale che professionale. A Natale sviluppavo 250 stampe baritate di notte per Armani, Dolce e Gabbana, Krizia, Trussardi e tutte queste società qua. Eppure io adesso nel digitale trovo del magico. Ai tempi, la grana che veniva fuori da un negativo ad alta definizione, super-sviluppato etc. etc. Era fastidiosa, poi è diventata piacevole, perché è artistica e che ne so che cos'altro...
Adesso noi abbiamo questi file digitali ad altissima definizione che ci permettono di fare i formati che vogliamo senza grana. Grana che dobbiamo mettere dentro apposta nell'immagine, se proprio vogliamo recuperare questi sapori.

TG
Non trovi che c'era anche un'abitudine alla grana e che queste nuove immagini super definite siano più grafiche che fotografiche?

RT
A me non piaceva la grana.

TG
Perché tu in fondo, sei più un grafico che un fotografo...

RT
Non so, sono più un grafico?
Io sono un tecnico che si è occupato dell'immagine, da 45 anni a questa parte, ma tecnicamente.
Poi mi è capitato di fare delle foto, adesso sto fotografando paesaggi e ritratti con una fotocamera digitale, o col banco ottico quando trovo la pellicola e la giusta situazione.
Se devo fare delle fotografie le faccio tranquillamente col digitale perché adesso la questione è anche quella di riuscire a trovare la pellicola.

TG
Si trova...

RT
Sì, infatti la trovi, ma devi cercarla. Se tu adesso mi chiedi di farti una foto così, adesso non ce l'ho la pellicola.
Il mio progetto della pellicola è sui paesaggi, non posso fare un ritratto con la pellicola.
Per fare un paesaggio, io vado sul posto alla mattina e mi dedico a fare una posa ad una certa ora, un'altra posa ad un'altra ora, cose che ai tempi si facevano in studio con i flash, pam, pam, pam, sviluppo del provino, sviluppavi tutte le altre e poi sceglievi quella che ti piaceva di più.

TG
Sei soddisfatto del digitale o c'è qualcosa che non ti va in questo sistema?

RT
Sono soddisfatto.

TG
E di tutta questa varietà di file raw proprietari che cosa ne pensi? Nikon ha il suo, Fujifilm il suo, Canon il suo e tra loro non sono compatibili.

RT
Ecco, questa è una cosa che non capisco, anche se tutti si possono sviluppare con Photoshop, una volta che inserisci nel programma i loro plug in. Photoshop è anche il migliore di questi sistemi.

TG
Tu parli del DNG? Il DNG è migliore di un RAF, per esempio?

RT
Sì, il DNG è migliore del sistema di sviluppo della casa che costruisce le macchine fotografiche.

TG
Tu credi che un giorno potrebbe essere un problema andare, per esempio ad aprire un file NEF di un certo modello di Nikon prodotta solamente per un paio di anni?

RT
Sì.

TG
Sarebbe meglio se tutti usassimo i DNG?

RT
Sicuramente. La prima cosa che io chiedo al cliente è di darmi il Raw. Mi dai il raw io te lo sviluppo e te lo taro e poi te lo stampo. Dammi anche il jpeg come l'hai visto tu ed io ti faccio vedere la differenza.
Il jpeg è un sistema che non va bene. O fotografi solo il jpeg ad altissima definizione, ma il jpeg che accompagna il raw non è mai ad altissima definizione.

TG
C'è il Tiff però...

RT
Poi, diventa tutto Tiff, il jpeg quando lo apri è Tiff, poi lo puoi ri-salvare in Tiff, ma quando lo apri lui ha perso delle informazioni, nel raw invece ci sono tutte le informazioni che vuoi e tu le puoi regolare liberamente con Photoshop.

TG
Il fatto che esistano tanti tipi di raw è una cosa che ti può dare fastidio, o creare problemi?

RT
No, problemi non me ne sta creando, nel senso, va tutto bene finchè non esce una macchina nuova, a quel punto se tu non hai Photoshop aggiornato, non puoi aprire il raw di quel modello di fotocamera.

TG
Quindi un problema c'è!

RT
Sì, il problema c'è. Il problema c'è e non capisco perché devono essere diversi, anche perché io ho provato a svilupparli col loro software proprietario e non vengono bene come con Photoshop.

TG
A quel punto cosa fai? Li trasformi sempre in DNG?

RT
Sì, in DNG.

TG
Una volta che li apri li trasformi in DNG?

RT
Esatto. Oppure quando inserisci il plug-in in Photoshop poi lo puoi aprire, ma l'installazione non ti riesce mai...

TG
Hai mai provato Capture One, o altri software di questo tipo?

RT
No, per adesso sono contento con Photoshop.

TG
Cos'è successo a tutte le tue attrezzature analogiche costruite apposta per il Photo-Transer e tutto il resto, ingranditori compresi?

RT
Ho buttato via tutto ed ho dovuto pagare 3200 euro per far portar tutta la mia attrezzatura in discarica. Me lo ricordo benissimo.

TG
Quindi il Photo Transfer non si può più fare?

RT
No, non si può più fare. Perché vuoi fare il Photo Transfer?
No guarda, io ti posso dire una cosa, io sono un fautore del Photo Transfer, ma nonostante abbiamo avuto successo con questa tecnica bellissima, ti dico che oggi come oggi, con la stampa a pigmenti in policromia a nove colori si ottengono dei risultati eccezionali.

TG
Anche per il bianco e nero?

RT
Anche per il bianco e nero.

TG
Tu il bianco e nero lo fai con 9 colori?

RT
No, solo con i colori del bianco e nero che sono il nero, il nero chiaro ed il nero chiarissimo.

TG
Hai mai usato Piezography?

RT
No assolutamente no, perché i neri di Epson sono più profondi. Quando non riuscivo ad ottenere dei neri intensi come volevo, mi sono interessato di questa casa svizzera che si chiamava Piezography che aveva pensato bene di realizzare dei neri più potenti. Si trattava di togliere i colori della macchina stampante e sostituirli con quelli di Piezography che aveva una concessione di Epson e attraverso un software che si chiama RIP si ri-tarava la macchina usando più o meno inchiostri per avere un risultato differente.

TG
Perché non l'hai mai provata?

RT
Perché quando sono andato a vederla, i risultati non mi piacevano.
Era molto più bello quello che io riuscivo a fare con una macchina Epson obsoleta che io utilizzavo all'epoca, parlo della 10000CF. Con quella macchina riuscivo a fare dei bianchi e neri da paura. Paura.

TG
Adesso che macchine hai?

RT
Adesso ho la 10880, sempre della stessa famiglia Epson.

TG
Ogni quanti anni bisogna cambiare stampante?

RT
Queste macchine in realtà sono resistentissime, però poi ad intervalli regolari escono nuovi software più veloci ugelli capaci di produrre gocce d'inchiostro più piccole, mediamente ogni 2 anni c'è qualche novità.

TG
E' sempre una rincorsa alle tecnologie più nuove?

RT
Ma neanche tanto, quando stampavo con l'ingranditore era anche peggio.
Quando ho iniziato con l'ingranditore, ho fatto una scelta di qualità: meccanica Zucchiatti, testa Durst e la messa a fuoco si faceva manualmente con un lentino speciale che ingrandiva la grana del negativo. Dopo sei mesi il venditore mi propone una sonda per fare il fuoco automaticamente, ok va bene, lo prendo e spendo 6 milioni di lire. Rate, leasing e via così. Con sei milioni ho la messa a fuoco perfetta. Dopo altri sei mesi ritorna il venditore e mi dice: <Ma cosa fai sei ancora lì a fare i provini? Ma non lo sai che adesso puoi usare il densitometro che ti dà il minimo e il massimo della densità?>. Altri sei milioni di lire. E poi ancora: <Ma non lo sai? Adesso c'è la sonda per misurarti il colore...>. Tim, tum, tam, prendi anche quella. Poi, è arrivato il primo video da affiancare all'ingranditore, dove tu vedevi il positivo, poi la prima tastiera, io ho visto tutta l'evoluzione, pezzo per pezzo, fino a che è arrivata questa roba qua (indica la stampante ed il computer).
Pian, pianino buttavi via la roba vecchia per aggiornarti in continuazione.
Per me, in futuro, esisteranno un paio di occhiali che ti faranno vedere le cose come vorrai e poi con un battito di mani, darai l'ok. <Vai! Ferma!> E realizzi quello che vedi attraverso gli occhiali. Capito?

TG
La scelta delle carte da stampa e la loro taratura è difficile?

RT
La carta è sempre la stessa, io credo che ci siano due o tre fabbriche al mondo che poi facciano i prodotti per tutti quelli che poi la confezionano. Poi ti dicono questa si chiama Hahnemuehle, questa è Ilford, questa è Agfa, e un sacco di nomi di carta.

TG
E i toni?

RT
I toni, volendo, glieli puoi dare addirittura tu con la stampa. Una volta che hai una carta di un bel bianco ottico, se tu la vuoi spegnere la copri con del giallino e la puoi stampare eh!
Per me una carta fotografica dev'essere bianco ottico. Bianco bianco che più bianco non si può.

TG
Per te che sei passato dall'età della pietra, al silicio del computer, che cos'è meglio? Come hai vissuto questa esperienza?

RT
Eh, bella domanda... A parte che il tempo è volato, mi sembra ieri che lavavo i pavimenti e vedevo le pietre litografiche alte così (fa un gesto con le mani), con tutto il fumo dell'acido che bruciava...
In realtà non è cambiato molto. Posso pensare che oggi c'è una qualità superiore.
Abbiamo la possibilità d'esprimere la fotografia in maniera più completa, su più supporti, con maggior controllo del colore, della forma, eccetera, e questa cosa mi piace molto perché io la fotografia l'ho sempre pensata come ricerca del vero ed espressione di cuore e pensiero.

Roberto Tomasi
Roberto Tomasi e Piazza Vetra, la stampa perfetta, ottenuta con un metodo di cui non ha detto niente, tranne che la posa è stata fatta con un banco ottico 13X18 e la stampa con un plotter Epson 10880


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Fine dell'intervista
Intervista effettuata presso il laboratorio di R. Tomasi il giorno 3 ottobre 20015 a Milano

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