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mercoledì 7 giugno 2017

Paradisi a contratto (Una strana idea della morte)

Da qualche mese a questa parte sto riflettendo sull'idea della morte. No, non mi fraintendete, non ho intenzione di lasciare a breve questa "Valle di lacrime", volevo solo cercare di capire cosa si nasconde dietro quella barriera oscura dalla quale non si può far ritorno. Per questo, tempo fa, ho chiesto a Stefano Bacci, un uomo piuttosto pratico che ha idee completamente diverse dalle mie, specialmente in materia di spiritualità, di prepararmi un racconto che esprimesse un suo pensiero su questo argomento.
Bacci che è una persona molto sagace, si lascia tentare facilmente da argomenti che può trattare a doppio senso ed in modo ironico, per cui ci ha confezionato qualcosa capace d'intrattenerci in modo divertente ed intelligente e di farci riflettere, come è nel suo stile.
Ho pensato che oggi fosse la giornata giusta per proporvi questa lettura, poiché proprio adesso è uscita su un'agenzia di stampa la notizia che forse potrà definitivamente toglierci tutte le curiosità del caso. Finalmente, a breve, sapremo se davvero sarà possibile far risorgere i morti, come si propone la Bioquark, un'azienda americana di Philadelphia e che cosa si nasconde dietro il velo della morte. TG

Tewa Leila
Una Lilith un po' Tewa un po' Principessa Leila

Paradisi a contratto 
un racconto inedito di Stefano Bacci

“Ma... che roba è mai quella... Che diavolo significa tutto questo?” Pensò Ermanno, impietrito e immobile, fissando da una distanza di pochi metri un bizzarro maxi-schermo apparentemente sospeso nel nulla, su cui scorrevano, a rilievo come nei pulpiti romanici, immagini velocissime e indecifrabili in mezzo alle quali, per quanto frammentarie fossero, aveva come la sensazione di scorgere di quando in quando se stesso in età diverse e progressive. “Che domande del menga!” Rispose in tono quasi spazientito una presenza, seduta e solitaria, dalla penombra della sala-proiezione, “E cosa vuoi che sia? E' il film della tua vita, no? Com'è risaputo, direi anzi arcinoto, in punto di morte questo ha da sdipanarsi davanti agli occhi del trapassando. Che c'è di strano? Ci atteniamo al protocollo: a vite comprese fra 0 e 5 anni deve corrispondere un replay girato al 200% di velocità; fra 5 e 12 anni, replay al 500%, fra 12 e... vabbé, ti risparmio i dettagli contrattuali: data l'età della tua dipartita, a te spetta un 2.500%, con 10 rallenty a scelta, ma puoi skippare, se vuoi, così risparmiamo sullo straordinario del tecnico, che la crisi si sente anche qua, casomai non lo sapessi. 
Sei o sette lustri di lavoro extra sono un botto di soldi, che credi! Tanto a te interesserà di rivedere giusto-giusto la clip 245 (leggo qui sulla scheda, testuale: “Incontro e session hard con anonima strappona di Barletta” e, per bilanciare con una nota lirica, magari la clip 1.092: “Nascita della primogenita, live da sala-parto”, ci scommetterei una bistecca contro un fagiolo, per dirla alla Tex Willer. Ma se non ti interessa affatto, allora firma quello.”. E dall'alto cadde fra le mani di Ermanno, con movenze da foglia d'autunno, un modulo in tutto e per tutto simile a quelli dell'INPS, dove si faceva formale riferimento alla visione per esteso dell'audiovisivo dal titolo provvisorio “Il film della vita di Ermanno”, liberando l'Ente (Supremo) da ogni futura responsabilità per l'eventuale mancata fruizione del servizio (barrare la casella apposita). “Dico: ma che diavoleria è mai questa? Di quale dipartita va cianciando? E come sono arrivato qui? Cazzo mi avete messo nel bicchiere, a cena, mentre ero a far pipì? La solita goliardata di quei deficienti dei miei amici, scommetto! E poi, scusi, ma io non la conosco: chi è lei e come è entrato in possesso di questo materiale e come fa a sapere tutte queste cose su di me?” Il suo era un crescendo indignato e incalzante. “Io la denuncio per sequestro di persona e violazione della privacy e non si pe........”. E lì si interruppe di colpo, non senza assumere un'aria fra l'inebetito e lo sgomento. Come non capirlo, del resto: l'altro si era alzato e aveva mosso alcuni passi verso di lui, appoggiando i piedi su una sorta di banco di nebbia fluttuante!!! E non è tutto, perché una volta uscito dalla penombra della platea, non fosse stato sufficiente il suo inconcepibile modo di incedere, “quello” si palesò nella sua interezza, ostentando un aspetto esteriore... come dire...? parecchio sconcertante: un omone, una specie di Geronimo con tanto di giaccone di pelle marrone chiara completo di peneri d'ordinanza, capelli nerissimi, arco e frecce a tracolla. 
“Che i tuoi amici siano un branco di cazzari senza costrutto, non c'è alcun dubbio al riguardo”. Replicò serio e sereno il pellerossa, “ma questa volta mi sento di assolverli. Darei piuttosto la colpa alla tua pessima e irriducibile tendenza a mangiare cibi grassi e malsani alle ore più improbabili, a bere troppa acqua di fuoco, a tracannare caffè, a fumare 20 calumet il giorno, pardon: sigarette, a fare poco moto e a trombare ancor meno, se posso permettermi”. Ermanno stava per replicare che no, non poteva assolutamente permettersi, ma Mister Tre Metri di Grande Capo lo fermò con un deciso cenno della manona aperta, a mò di vigile, e proseguì indisturbato: “L'ictus ci sta, oggettivamente... e il tuo medico te lo aveva anche detto... Ma tu? Niente! Quanto al resto, ti facevo più sveglio, dopo tutti quei film sui cowboys e i Tex che ti sei sparato. Comunque: capisco che di notte non renda, ma il luogo in cui ti trovi è a voi noto col nome di Celesti Praterie (Verdi Praterie secondo taluni, che però errano). Tutto chiaro, ora?” “Qui di chiaro c'è solo l'urgenza di chiamare il 113 e mettere fine a questa buffonata, caro il mio Signor... Signor... favorisca il suo nome, prego, lei e la sua mise da carnevale fuori stagione... neanche troppo originale, poi... capirai... da Indiano...!”. “Nativo americano, prego”. Puntualizzò quella specie di Geronimo da film con John Wayne “e il mio nome è Manitou, come avresti dovuto capire già da un pezzo; o almeno così mi chiamate voialtri”. 
Ermanno non se ne dette per inteso e ficcò con veemenza le mani in tasca per estrarre il cellulare, ma, che quello non fosse il suo giorno più propizio, ebbene dovette realizzarlo in un lampo, allorché le sue stesse mani si dimostrarono del tutto incapaci non dico di afferrare qualcosa dalle tasche, ma perfino di rimanere contenute al loro interno, fuoriuscendo dalla stoffa come aghi di pino da un plaid reduce da un pique-nique nel bosco. Terrorizzato, toccò varie parti del suo corpo in frenetica successione, ma era come se avesse perso del tutto il tatto o, peggio, la consistenza materica del suo essere. Pensieri deflagranti e inconciliabili cominciarono a popolargli la testa. Alla fine, incapace e come svuotato di colpo da ogni residua energia, si accasciò remissivo per terra, incapace di organizzare un qualsivoglia pensiero che non fosse stupore ebete e senso d'impotenza, cominciando perfino a trovare quasi naturale, per quanto orrendo, che il suo etereo deretano in caduta si accomodasse su una nuvoletta cortese che gli si era fatta sotto con notevole sincronia e grazia. “Tu-tutto questo è pazzesco e in vita mia io... io... non...”. Vedendolo in difficoltà nel proseguire, Manitù gli venne incontro in tono accomodante: “Ecco, questo è il punto: 'in vita tua'. Comincia a immaginare un'altra dimensione, perché quella roba lì ormai è archiviata. Anzi, ci sono un sacco di procedure di check-in ancora da disbrigare e non è che vorrei farci l'alba del quarto millennio a compilare la tua scheda, anche se, okay, il tempo certo qui non scarseggia... Allora, dunque, visto e considerato che sei capitato sotto di me...” e così dicendo cominciò a proporgli con cortese sollecitudine una serie di moduli da riempire, uno dal contenuto più bizzarro dell'altro “...vediamo di venirne a capo con ragionevole speditezza. Ecco qua: con questo ti impegni ad accettare la Celeste Prateria come luogo di fruizione dell'Eternità così come a tutt'oggi codificata dal Contratto Collettivo Soprannaturale di Lavoro (di seguito CCSN) e successivi accordi multilaterali fra i rappresentanti del divino consesso, quelli dei trapassati e quelli dei tecnici e delle maestranze addette alle cure e ai tormenti, ove espressamente previsti. Firma qua”. Ermanno, come un automa, firmò, constatando con terrore latente che la mano non percepiva la penna che stringeva, ma tuttavia la muoveva di propria iniziativa per tracciare sulla carta la sua miglior firma. “Quest'altro ti obbliga a rispettare turni e orari, nonché a rinunciare a cacciare i Sacri Bufali con armi da fuoco e a parcheggiare la nuvoletta fuori dagli spazi rossi consentiti. In cambio avrai un vaucher per 45.000 ingressi/millennio al trasporto pubblico su Cirrocumulo” e giù un'altra firma in stato semi-ipnotico, “...e l'ultima firmetta, con la quale accetti e dai per lette le condizioni generali dello Stare Eterno nella Celeste Prateria (la tua è la Sezione Prati Sempreverdi, ricordatelo, mi raccomando) e il regolamento interno, oltre ad autorizzare il trattamento dei tuoi dati personali sensibili per i soli fini istituzionali autorizzati. In pratica si tratta del tuo consenso a rendere pubblico il contenuto della tua scheda di valutazione personale nel caso un'ispezione della CEE volesse verificarne la congruità col trattamento a te riservato.” “La Comunità Europea pure qua!” s'interrogò il malcapitato, ancora fresco di memorie di spread e Monti e Draghi e Merkel e default vari. “Ma quando mai!”. Lo rassicurò l'altro: “CEE qui sta per Commissione Ecumenica di Equipollenza, non te l'augurare, peggio, molto peggio della BCE, del Fiscal Compact o del controllo diretto del debito pubblico e del pareggio di bilancio in Costituzione: questi, se non ci vedono chiaro sul trattamento degli ospiti e sulla corretta applicazione di premi e pene equiparabili a quelle comminate negli altri paradisi, cominciano a fare inquisizioni e domande e a spulciare la scheda e a entrare nel merito... lascia perdere e firma, va, che è meglio!”. Ermanno firma come se oramai la sua volontà fosse stata risucchiata altrove. “...e infine, ecco qua la password per la rete interna Eternet, che è scritta qui” e gli porge una busta tipo quelle con dentro il PIN del conto corrente. “Benvenuto!” concluse il Divino Pellerossa con un bel sorriso incrociando le braccia nel più cinematografico dei gesti. “La... password?!”. Evidentemente, di tutte quelle enormità che gli si erano appena rovesciate addosso, Ermanno mostrava incredulità solo per quell'aspetto marginale, come se i Sacri Bufali e il Cirrocumulo di linea fossero questioni già metabolizzate, una roba che ci può stare, insomma... “Certo, ma non ti preoccupare: ti servirà solo per il tempo strettamente necessario a prendere dimestichezza con la comunicazione telepatica; poi dovrai restituirla. Nel frattempo potrai accedere a Gracebook e a Soultweetter, ma non metterti a cercare profili di tettone perché tanto sono inibiti, così come, ovviamente, i siti porno, che sono accessibili solo dagli inferi di tutte le religioni, ma questa è una storia lunga e te la racconto un'altra volta. Il nostro inferno, sappilo, si chiama “La Riserva” e ci girano le anime degli ubriaconi e dei nativi americani venduti ai Lunghi Coltelli, tipo i Dakota.”. “Il Diavolo se li porti, dannati traditori!” Esclamò Ermanno in un sussulto da ultrà pellirossa, reminescenza di vecchi albi di Tex e pellicole Hollywoodiane dove la tribù dei Dakota, appunto, pur di danneggiare i suoi acerrimi rivali, gli eroici Seminoles capaci di nuotare nelle paludi e di opporre fiera, irriducibile resistenza ai maledetti Yankees, finivano invariabilmente col vendersi ad essi e tradire la causa in cambio di qualche botte di Acqua di Fuoco, pessimo Whiskey torcibudella della peggior marca. “Se li porta, se li porta....” commentò il padrone di casa socchiudendo lievemente gli occhi con fare bersaniano e muovendo appena il capo ritmicamente in su e in giù, “...abbiamo stipulato un'apposita convenzione con l'inferno cristiano per specifici supplementi di pena, perché per quelli infami la Riserva era troppo simile alla condizione di vita lì giù” e indicò verso il basso con un leggero spostamento del volto. “Ma come sarebbe che avete stipulato convenzioni con l'Inferno Cristiano? Che c'entrano il Diavolo e Gesù Cristo se qui ho trovato te?” Chiese Ermanno, ricominciando con fatica e lentezza a ritrovare un briciolo di pensiero organizzato, dopo quella popò di sbronza di strabilianti novità. “Ma no, ma no... Ci siamo tutti. Tu sei capitato qui perchè ormai il Culto delle Celesti Praterie è praticato da una nicchia ristrettissima di reduci e, se non vogliamo che ci chiudano il reparto per mancanza di numeri sufficienti, dobbiamo adattarci a reclutare a piene mani fra tutti i fan della causa dei nativi americani, anche se cresimati e battezzati, come nel tuo caso, o scintoisti come il pubblico giapponese delle multisala di Tokyo. Ci ha portato più utenti Ombre Rosse del Generale Custer e di tutte le stragi delle Giacche Blu messe insieme, per intenderci. Solo così riusciamo a garantire legittimità al perdurare delle Celesti ed è grazie a gente come te, veri cultori di film un po' così e di fumetti dove la fantasia porta spesso l'autore piuttosto lontano dal mero dato storico, ma tant'è... Grazie a voi indianofili, insomma, abbiamo da poco (un par di secoli, pure qualcosa meno) ratificato un accordo con gli altri Soggetti Divini che ci permette di tirare avanti, anche se abbiamo dovuto esternalizzare alcuni servizi, quali l'equivalente del vostro purgatorio (che qui si chiamava 'Lo Stato di Mezzo', detto anche 'Tra El Paso e la Mesa', perché riproduceva la condizione delle nostre tribù che vivevano ai confini dei deserti tipo quelli del Texas o dell'Arizona) e il Festival Secolare dei Danzatori della Pioggia, che è diventato non più secolare ma millenario e viene gestito in appalto, come l'ex purgatorio, da una società di indiani, sì, ma dell'India, che ha approfittato dell'equivoco linguistico nel capitolato che bandiva la gara (per questo da quel momento insisto tanto perché si venga chiamati nativi americani e non indiani) e ha sparato un dumping, un sottocosto della Madonna, con tutto il rispetto per la Collega. Non puoi capire i disservizi causati da queste esternalizzazioni! E il casino che ci stampano angeli, diavoli, animali sacri, spiriti-guida professionali e via discorrendo, perché questi appaltatori si avvalgono di manodopera sottopagata e dequalificata che non applica mai, ma dico mai il CCSL quanto a pene e orario; una Babele, insomma! Comunque, a parte queste derive dei tempi, stiamo tutti qua: Dio, Geova, Javeh, Giove che sta in fissa con la patata e vuol sempre trasformarsi in qualche animale o giovanotto e precipitarsi fra i vivi, anzi fra le vive, Maometto, Allah, Buddah, Shiva, Visnù, Anubi, Djamballah il dio serpente, Thor, Odino e tutti, ma proprio tutti quelli che in ventimila annetti siete stati capaci di inventarvi voialtri laggiù, evocandoli con tanta forza, tanta tragica intensità, tanta speranza e fede e ferocia e disperazione che, alla lunga, tutta quest'energia mentale ha finito per materializzarsi e prender forma. Capirai che a quel punto si è resa necessaria un'Assemblea Costituente che ha dovuto scrivere la Costit-unzione, cioè una Sacra Scrittura (l'unica di reale discendenza soprannaturale, perché le altre hanno il valore di uno spot) che definisse i criteri di santità, di rettitudine morale, di lieve colpa,di cattiveria eccetera eccetera. Che tempi! Ognuno che spingeva per far passare i propri precetti, o meglio quelli che i rispettivi credenti si erano inventati per poi attribuirli ad un nostro personale progetto. Tutti che assolvevano i comportamenti dei propri fedeli, anche i più eccentrici, chiedendo la condanna di quelli altrui. La fatica che ho fatto perché non passasse per meritevole lo squartamento dei nemici, la caccia col fucile e lo sterminio di massa in nome della presunta superiorità della propria razza o di una particolare civiltà o religione, ad esempio! Certo: ho dovuto cedere a qualche compromesso e rinunciare, per dirtene una, a considerare virtuosa la pratica di fumare erbe psicotrope per festeggiare la firma di trattati di pace, accettando in cambio la pessima usanza di assumere alcool in frangenti simile; per non parlare del fatto che non c'è stato verso di tutelare la sacra tradizione di scalpare il nemico catturato... vabbé... Lo sai com'è: noi divinità inventate da popoli numericamente poco significativi siamo piccoli e divisi, mentre le grandi divinità adorate da miliardi di credenti hanno i mezzi per imporsi. Quando Matzakehonda, divinità secondaria di un appartato atollo polinesiano, 17.498 anime complessive in 3 millenni, si è piccato di pretendere che chiunque divorasse un crostaceo, suo animale simbolo, fosse da condannare a pene atroci, c'è stata una mezza sommossa in aula, oltre che battute di spirito che neanche immagini! Aaaah! E' stata una stagione indimenticabile! Una vera e propria epoca dell'oro celeste!”. “Ma scusa, Ma-Manitù, hai detto, no?” Si intromise pavido Ermanno, iniziando a percepire la spaventevole, inaudita attendibilità di quel che suo malgrado andava ascoltando “Allora io avrei potuto finire al Purgatorio del Walhallah, all'Inferno cristiano a al Paradiso musulmano delle Vergini... Giusto?” “In teoria sì”. Disse Manitù come scuotendosi dal fluire evocativo di antichi ricordi epici. “Ma non del tutto. Con Odino e Thor hai avuto pochissimo a che fare, eccezion fatta per qualche fumettaccio anticomunista yankee dei primissimi anni '70 del secondo millennio, epoca che ti ha visto peraltro più attento e partecipe nella lettura di dubbie rivistacce e cataloghi del Postal Market (Ermanno abbassa lo sguardo imbarazzato). Quanto al Paradiso islamico... Beh, tocca almeno esser stati musulmani in vita. Poi, oggi come oggi hanno problemi di soprannumero e sovraffollamento, perché tanti ne nascono e tanti ne muoiono fra guerre, calamità, cinture esplosive, droni bombardieri, regolamenti di conti fra tribù con visioni leggermente difformi del Corano, rivoluzioni cruente che durano il tempo di uno sbadiglio per poi evolvere in nuove, più sanguinarie repressioni e conseguenti contro-rivoluzioni... Quindi è più facile che cerchino di allocare qualche milione di anime in altre strutture piuttosto che accogliere soggetti provenienti da altre religioni.”. “Ecco, lo sapevo che avrei dovuto convertirmi quando ero ancora in tempo, come Cat Stevens...” Sbottò Ermanno dandosi un colpetto col pugno sulla fronte, senza peraltro riuscire a percepire né il pugno, né tanto meno la fronte. “Ancora con 'sta storia del Paradiso delle Vergini!” Manitù aveva evidentemente intuito il nesso non esplicitato dal suo interlocutore. “Ma state tutti in fissa, benedetti figlioli! E' bene essere chiari: sì, è vero, è stata un'ottima idea propagandistica. Chi preferirebbe passare l'eternità a cacciar bufali o a contemplare un triangolo con la barba, piuttosto che disporre di una settantasettina di giovani pulzelle illibate? Però, però... c'è un però: infatti Maometto si è preso pure una multa dall'Anti-bluff, la temibile Agenzia Celeste che aveva già sanzionato il cristianesimo per via della storia delle indulgenze che avrebbero accorciato i tempi di smaltimento delle colpe de li mortacci sua finiti in Purgatorio, bastava che il parente sopravvissuto si frugasse nel portafogli. La faccenda delle Vergini è pubblicità ingannevole: intanto tutte queste vergini non si trovavano più e ce ne volevano tantissime, perchè una è vergine fino al giorno in cui non inizia a praticare e non è stato ritenuto sufficiente, da parte dell'Antibluff, la mera restaurazione dello stato imenale antecedente l'atto per considerare idonea la pulzella alla condizione virginale, dato che una membrana qui è un gioco da ragazzi ricostruirla, ma la sapienza sessuale acquisita non si riesce più a sradicare dalla mente e dalla prassi della lavoratrice. Anche perchè altrimenti i sindacati s'incazzano per il mancato riconoscimento dello scatto di carriera e per mobbing da intrusione nell'apparato mnemonico e riproduttivo della stessa. Poi, dimmi tu che cosa diavolo puoi combinare con una vergine in assenza di corpo. Qua non siamo mica ai vari inferi, dove il dannato riacquista per obbligo contrattuale la sensibilità epidermica durante le sessioni punitive, al solo fine di poter percepire dolore, tormenti e pene. Certo: proprio a partire da questo istituto contrattuale, ci sono state petizioni e raccolte di firme per estendere il ripristino del senso del tatto in determinate fasce orarie anche ai bravi islamici. E ce ne sono tantissimi: non è che tutti i musulmani se ne vadano in giro a farsi esplodere, ad abbattere torri, a finanziare guerriglie, a sparare in testa a ragazzine studiose o a condannare a morte adultere e scrittori come vi hanno fatto credere in Italia, perché quelli che si comportano così saranno centomila su un miliardo e 200 milioni di fedeli, che è una percentuale di imbecilli che ritroviamo tranquillamente presso tutte le culture e le religioni. Governanti compresi, anche se in forme meno odiose, forse, e più subdole. 
Se un ministro prende soldi per fingere di non sapere che una fabbrica inquina a morte una città intera, ad esempio, quel politico non è meno assassino del religioso che decreta la lapidazione di una sposa infedele, anche se la faccenda in oggetto fa meno notizia. Nessuna di queste iniziative tese a dare un senso al Paradiso delle Vergini, però, è andata mai a buon fine, perché dopotutto qua noi divini siamo proprio come voi ci avete voluti; e quasi sempre (anzi: toglierei il quasi), le religioni se la sono presa col sesso con speciale accanimento proibizionista, normatorio, colpevolizzante, denaturalizzante. E guarda il risultato. Chi sbrocca, chi va in fissa, chi diventa compulsivo, chi stupra, chi uccide la ex, chi prende porcherie per aumentare prestazioni e misure, chi perde tutto quel che ha per un capriccio dei sensi. Tu, per esempio: una vita a fantasticare complesse e insaziabili concupiscenze e, allo stringere dei fatti, hai sedotto una donna ogni 5 anni circa, hai sperimentato la miseria di una dozzina di varianti su migliaia immaginabili e l'ultima pippa te la sei sparata... Vediamo... (e dà una scorsa alla scheda di Ermanno) ...Ecco qua: martedì scorso (Ermanno diventa più rosso di un tramonto sul mare)! Che poi alla tua età, dai...” (ormai Ermanno non sa più dove diavolo guardare). “Alla fine: niente reintegro della sensibilità epidermica, né qui né in nessun altro Paradiso, men che meno in quello delle Vergini. E capirai che non è che ci sia tutta 'sta lussuria, se manca il presupposto principe, chiamiamolo così. A dire la verità, qualche secolo fa, in pieno illuminismo, arrivarono là dei tali rompicoglioni sofistici e razionalisti che fu deciso un breve periodo di sperimentazione controllata e a numero chiuso; ma durò poco. E sai perché? Perché i selezionati, le anime maschili prescelte, cominciarono a tempestare l'Ufficio Vergini di domande su domande, lamentele su lamentale. 
In estrema sintesi, queste intemperanze possono essere ricondotte alla seguente frase: 'Non si potrebbe fare che ci si accontenta di un paio di vergini su 77? E magari le altre 75 le selezioniamo nel vasto bacino dei troioni?'. Perché l'uomo non è mai contento, neanche quando è puro spirito. O meglio, in quanto puro spirito lo si tiene ragionevolmente a bada, ma se solo gli ridai il corpo, ricomincia daccapo a vagheggiare partner erotiche disinvolte, sottomesse, insaziabili, golosissime, flessibili, inguainate, tacchettate, coperte di sole trasparenze, aggressive, brillanti, mute, docili, intraprendenti, apparentemente inespugnabili, materne, sboccate, schiave dei sensi e del maschio e a lui eternamente grate e devote per tanta possante capacità di appagamento. Come fossero segnate a vita da quelle 4-5 bottarelle che sono poi pressoché identiche a tutte le latitudini e in ogni epoca e che scivolano via al ripristino dei livelli ormonali post-orgasmici, tranne conseguenze fisiologiche ormai facilmente evitabili. Dunque, la sperimentazione fu chiusa e sepolta e non c'è paradiso in cui non regni la più assoluta sublimazione, fatto salvo il breve periodo di ambientamento necessario all'ospite per raccapezzarsi in questo nuovo status.” 
Ermanno restò in silenzio e pensò, pensò, si spremette le meningi e pensò che era vero quel che diceva mister giacca sfrangiata, ma non era tutto, non poteva esser tutto. Pensò e ripensò alle sue fisse, all'istinto alla fuga del “subito dopo”, alle sue fantasie dozzinali e condivise dal genere maschile tutto, sì, ma anche a quei rari momenti in cui la conoscenza sessuale aveva infranto mura e barriere, aveva fatto fare un salto in avanti a qualsiasi consapevolezza, aveva provocato la dilatazione della pelle e delle percezioni, non solo quelle fisiche... A quelle volte, tante, poche, forse una, in cui si era sentito dire che come lui nessuno mai prima d'allora e ci aveva creduto e forse era una balla e tutte dicevano a tutti così, per cortesia verso il compagno d'avventura o per overdose di presente rispetto alle memorie poetiche del passato. O forse era vero ed era il numero uno dei numeri uno, o forse era vero solo in quell'istante lì e non lo era stato un attimo prima e non lo sarebbe stato l'istante successivo, ma in quel momento la voce che gli parlava e gli occhi che lo guardavano non potevano mentire, altrimenti tutto sarebbe stato alla fine riconducibile ad una complessa variante sceneggiata di una fantasia masturbatoria dove nessuno incontra mai nessuno, per poi uscire da questi non-incontri genericamente decongestionato, con la pelle più rilassata e l'umore meno cupo e frenetico, ma mai cambiato e mai diverso da prima. E invece non è così. Ci sono incontri che ti cambiano, non necessariamente grandi amori, anche solo scambi occasionali, ma ti cambiano perché incontri il diverso, l'inconoscibile così simile a te in quasi tutto tranne qualcosa, l'oggetto del desiderio, della tua capacità di fantasticare, di immaginare, di tornare nel mondo affilato come una lama capace di trasformarlo e consapevole di questa forza. Questo pensava e per una volta il suo divino interlocutore non gli leggeva dentro, perché dopotutto, ma che ne sa Manitù di queste cose? Certo, legge le schede dei trapassati e tutte manifestano un certo ingolfamento, una secca predominanza di pensieri e azioni riferibili in qualche modo diretto o indiretto a quel complesso mix di ordini naturali chiamate pulsioni, indefinibili sovrastrutture mentali chiamate erotismo e delicate sfumature di ricerca dell'altro chiamate desiderio, il tutto messo ad arbitrio sotto il nome di “sesso” e pensa: “Eccone un altro” perchè intercetta la parte più aspecifica di questo magma e non fa fatica a ricondurla a poche varianti sul tema. “Sì, è vero: è facile per me metterti in imbarazzo e fare dello humour, ma, come vedi, alla fine se sei qui vuol dire che in fondo sei stato un brav'uomo, in senso lato. Non dico un benefattore, insomma, ma uno la cui irriducibile curiosità sul mondo e sull'umano è stata riparo sufficiente da colpe ben peggiori di qualche maldestra interpretazione del principio di pacere, perchè alla fine voi ci avete creato a vostra immagine e somiglianza e quindi anche noi divinità siamo tutte più indulgenti in materia di quanto non vorrebbero le vostre stesse astruse regole.”. “Ho capito, Manitù.” Concluse Ermanno che si stava assuefacendo a quell'inedita condizione di puro-spirito che lentamente sfocava il senso di ciò su cui poco prima stava appassionatamente riflettendo, risucchiandolo secondo dopo secondo in quella nuova dimensione incorporea che iniziava a condizionarne le percezioni. “Ma allora che si fa senza il corpo?”. “Si ragiona, si contempla, si taglia l'erba delle celesti praterie, si incontrano vecchi amici e parenti, si va con loro a vedere Soldato Blu, Balla coi Lupi, Ombre Rosse, la retrospettiva su Tex presentata da G. Bonelli in persona con tavole inedite a colori (non ora, che è ancora giù, ma è già in calendario-eventi), si comunica con gli altri reparti, ci si attiene al regolamento, si caccia il bisonte, sì, ma (e proseguì a dito alzato e a sopracciglio inarcato a mò di monito) Solo e soltanto con arco e frecce telepaticamente guidate, s'intende. E che vuoi fare, sennò, per i secoli dei secoli?”. “A Manitù, senza offesa: che du' palle, però! Ma non era meglio morire-morire, allora?”. “E così sarebbe stato, e così accade ai suicidi, ad esempio, se non ci fossero stati miliardi di esseri umani, ovunque e in qualunque condizione, dalle più miserevoli alle più sfacciatamente privilegiate, tutti concordi nel teorizzare o richiedere o supplicare un qualsiasi aldilà, fino a che questo, come ti dicevo prima, non si è materializzato con tutti gli annessi e i connessi. Così è, e bisognerebbe che tutti gli uomini smettessero di aver paura di morire, per poter cominciare a pensare di smobilitare quassù. Ma la vedo dura...!”. “La vedo dura anch'io” sentenziò Ermanno “E ormai mi sa che è troppo tardi per suicidarmi”. “Poco ma sicuro”. Constatò Manitù con essenziale schiettezza. “E che posso fare, allora, se tutto questo non mi va o non mi andasse più a genio?”. Chiese senza neanche grandi speranza di risposte diverse da un salomonico 'fattela prender bene, perché tanto così è'. “Puoi sempre compilare il modulo”, rispose invece il Nume del Sacro Bisonte col tono impersonale e automatico di un impiegato del Pubblico Registro Automobilistico interpellato da un utente in coda. “Modulo? Che modulo?” “Il M.U.R.O: Modello Unico di Richiesta Oblio, diamine! Motivi la tua istanza, barri l'opzione a scelta fra eterno oblio o reincarnazione, indichi in subordine in quale specie vivente vorresti reincarnarti, ti fai protocollare la domanda e, di norma, in un paio di millenni il C.A.I. si pronuncia”. “Le Guide Alpine? Il C.A.I.?”. “No, la Commissione Anime Inquiete. Così nel frattempo ti sei scordato tutto quello che è successo nell'altra vita e ricominci allo sbaraglio e senza alcuna superiore consapevolezza. Di nuovo a bagno: Splash! Però non puoi farla subito, la domanda: devi aspettare che sia trascorso il p o ospite. “Un batter di ciglia o poco più!”. Gli fece eco Il Divino Arciere col tono di chi sapeva ciò che diceva. “E nel frattempo?”. “Nel frattempo, seghe”. “Ma non erano proibite o impossibili da praticare?”. “Si, ma io intendo quelle mentali!”. “E ti pareva?”. Ermanno si sentiva chiuso dal pronostico: “Sai che c'è? -pensò- Dopo il periodo di prova, chiedo di rinascere e di rinascere elefante. Campano un botto, nessuno se li magna quasi mai, non fanno male alle altre specie se non involontariamente per via della mole e non sono sfiorati dal minimo pensiero complesso, oltre ad accoppiarsi senza troppe complicazioni quando l'elefantessa va in calore.”. “Ottima idea!” replicò il Capo, evidentemente allenatissimo nella tecnica della telepatia “ma per te impraticabile, purtroppo”. “Come sarebbe?” chiese Ermanno sorpreso. “Non ci si può reincarnare due volte nello stesso animale e tu elefante lo sei già stato, una volta. Fosti uomo, lo si può fare fino a 3 volte, e scegliesti di reincarnarti elefante. Naturalmente non ricordi un beato piffero di tutto ciò, ma è agli atti. Dai, non prendertela. Dopotutto voi esseri umani avete la memoria corta, non fate mai tesoro delle vostre passate esperienze e non imparate mai niente dai vostri stessi errori. Ora però riposati, vai, che è stata una giornata faticosa e domani sei già di turno per il taglio dell'erba mistica nel Pratone dei Navajos”. Concluse come per congedarsi, mentre già si voltata e iniziava ad allontanarsi da Ermanno. Si fermò dopo pochi passi, però, e tornò a guardarlo con l'aria di chi si stava per dimenticare di dire qualcosa di importante. “Ah! E già che vai lì, salutami Lilith*! Gran pezzo di Squaw, quella!”. E si allontanò saltellando lieve ed austero sulle nuvolette rosa dell'alba e sui caratteri bluette dei titoli di coda, non senza essersi lasciato andare ad una strizzatina d'occhio un po' guascona all'indirizzo del lettore... O della macchina da presa, fate voi. 

*Lilith: moglie Navajo di Tex Willer uccisa ancor giovanissima dal vaiolo introdotto nel suo villaggio da loschi trafficanti yankee tramite coperte infette.

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lunedì 4 aprile 2016

Il Cabalista

L'uomo non è dove è con il corpo, ma dove pensa di essere con la mente. TG

Il Cabalista
Salomone, 61 anni, imprenditore e Cabalista

Tony Graffio è andato in Piemonte per incontrare uno studioso di Cabala ebraica: Salomone. Nome preso in prestito da un grande saggio che regnò circa 3000 anni fa nell'antica terra d'Israele, per confrontarsi con le persone con le quali egli ha a che fare e per presentarsi al pubblico di Frammenti di Cultura. Per Salomone è importante annullare il proprio ego, per questo motivo trova superfluo apparire col suo nome reale.
Era da tempo che pensavo d'introdurre un argomento che potesse rivelarsi utile ad un pubblico che ha vasti interessi, poiché io stesso fin da quando, anni fa conobbi Salomone, rimasi affascinato da un sapere che nessuno vuole divulgare e sul quale persistono molti fraintendimenti e false informazioni.
Non esistono solo le cose visibili e così che Salomone in questo dialogo ci condurrà per mano verso quei mondi paralleli che ci circondano costantemente e che molti di noi si sforzano di negare.
L'arte spesso si esprime con punte d'elevazione intellettuale, spero che questa lettura possa essere uno spunto di riflessione su questioni spirituali, anche perché la spiritualità è spesso fonte d'ispirazione all'artista che elabora pensieri ai quali vuol dare forma con la materia. Conoscere il pensiero di chi ci ha preceduto e saperlo interpretare chiaramente, anche quando esso è esposto in maniera criptica o simbolica sarà di grande utilità a chi vorrà poi approfondire questi studi in maniera individuale.

Ogni uomo è cenere. Queste ceneri aiutano l'attività del Cabalista

Tony Graffio intervista il Cabalista ai confini di un mondo sottile, ma consistente

Tony Graffio: Salomone, vorrei chiederti qualcosa che ci aiuti un po' ad introdurre l'argomento della nostra conversazione. Tu ti occupi da tanti anni di Cabala. Perché pensi che la Cabala ebraica possa interessare il nostro pubblico?

Salomone: Io ho conosciuto la Cabala 12 anni fa, quando ho iniziato a studiarla. Mi è servita molto nella vita, per essere più contento e per risolvere alcuni problemi. Penso che dovrei trasmettere agli altri quello che ho imparato, proprio per dar modo anche ad altre persone di migliorare le loro vite risolvendo i loro problemi per poter condurre una vita felice.

TG: cerchiamo di capire cos'è la Cabala. È una religione? Una filosofia? O un modo di vivere?

Salomone: La Cabala non è filosofia, non è religione, la Cabala si può usare in tutto. La Cabala è un metodo, ma non è un metodo. La Cabala è un controsenso, se dovessi spiegarla in parole povere direi che quando noi abbiamo un computer, siamo in presenza di una tastiera, un disco rigido, un monitor e di altri parti. La Cabala è il cablaggio che unisce tutto. Unisce questo mondo ad un altro mondo, unisce l'infinito con il finito, e chi più ne ha più ne metta.

TG: Salomone, ti rifaccio la domanda di prima. Una persona normale perché dovrebbe interessarsi alla Cabala?

Salomone: Intanto, le persone sono tutte normali, viste dalla parte del Divino. Una persona non è una bestia, l'uomo è pieno di dubbi ed i dubbi vanno chiariti. Sempre l'uomo deve fare chiarezza nei suoi dubbi, altrimenti resterebbe una bestia. E' interesse suo, del suo prossimo e della sua comunità evolversi andando verso l'alto, ricevere la luce divina e riportare la luce divina.

TG: Tu professi la religione ebraica?

Salomone: Io non professo nessuna religione. Se dovessi scegliere una religione ne sbaglierei 299. Io studio anche altre religioni, come il buddismo, lo sciamanesimo, l'induismo. Le religioni mi appassionano, vedo che ci sono delle verità intrinseche che le accomunano alle verità dell'ebraismo. Sicuramente, se un giorno dovessi essere giudicato quando passerò la mia vita, verrò giudicato in base ai dettami della religione ebraica. Anche se non sono ebreo.

TG: Come ti sei avvicinato al cabalismo?

Salomone: io ho una piccola impresa, ho assunto un ingegnere ebreo che mi sfotteva sempre con delle frasi fatte come: tu sei un cristiano non puoi capire; noi ebrei abbiamo più storia; abbiamo più... Allora io ho preso queste provocazioni come una sfida, se così si può dire, e mi sono avvicinato all'ebraismo. Ho studiato prima che cos'era il popolo ebreo, ho studiato la sua storia, le sue guerre. Con Flavio Giuseppe ho approfondito questo discorso; poi mi sono letto tutta la Torah, quindi ho iniziato il Talmud e poi sono andato sulla Cabala, perché la Torah, l'Antico Testamento, ha un corpo e un'anima. Il corpo è il Talmud e l'anima la Cabala.

TG: Secondo te si può prescindere dalla religione ebraica, essendo cristiani?

Salomone: No (deciso). Se uno vuol essere cristiano e comprendere ciò che ha fatto Gesù, che era un rabbino ebraico. Comprendere i suoi prodigi, i suoi miracoli, le sue parole, deve per forza conoscere l'ebraismo, altrimenti non può comprendere nulla. E' come se una persona volesse iniziare a scrivere senza conoscere l'alfabeto. Può scrivere, se un maestro gli insegna a scrivere una parola, ma non ne saprà scrivere una sua. Saprà soltanto ripetere all'infinito la parola che ha copiato.

TG: Lo studio delle dottrine ebraiche prevede un'esistenza intera. C'è tempo sufficiente per conoscere in modo adeguato tutti questi argomenti?

Salomone: Questa non è una domanda facile, il tempo nella nostra società odierna è limitato, la gente è sfruttata al massimo sul posto di lavoro, io mi ritengo fortunato perché avendo un'azienda mia posso assentarmi quando lo ritengo necessario o studiare per dei giorni interi. Le informazioni normali che arrivano alle persone che lavorano quotidianamente con fatica, per mantenere la famiglia, sono molto limitate. Ci vuole una grande predisposizione allo studio, una grande volontà e tranquillità, cose di cui purtroppo non tutti dispongono in questa società dei consumi. Società che privilegia il futile, o che promette divertimento e guadagni facili, società che ci induce spesso a tralasciare la nostra crescita spirituale. Ricordo però che il punto d'arrivo di una persona non è solo avere una maggiore spiritualità, ma è il Divino.

Il Cabalista è anche un pilota acrobatico. L'uomo coi baffi sullo sfondo era suo padre

TG: Salomone, per cortesia, potresti descrivermi una tua giornata? Cosa fai dopo che ti alzi?

Salomone: Certo, io mi alzo alle 5,30 del mattino e per prima cosa leggo un brano della Torah, di solito si tratta sempre dello stesso brano che porta prosperità a chi lavora, dove si chiede a Dio una buona riuscita del proprio lavoro. Leggo sempre quella frase, tranne che nei giorni di Shabbat, o altri giorni festivi in cui leggo altre frasi. Mi alzo e vado al bar a Gattinara, a fare colazione. Lì incontro i miei amici che sono muratori, artigiani, lavoratori dipendenti, varie persone. Molti uomini maschi e pochi uomini donne. Dopo vado nel mio ufficio, verso le 6,30-7,00, dove incomincio a studiare Cabala. Prendo i manuali, un libro di Torah, o di Mishnah che sarebbe la Bibbia orale e faccio degli esperimenti, delle mie interpretazioni, faccio il calcolo delle Gematrie. Oppure leggo altri libri, per esempio di buddismo, dove ci sono i dieci mondi, e li paragono sempre come modulo misuratore all'Albero della vita, o ad altre Ghematrieh, composizioni ebraiche e così via. Non è facile, ma è un lavoro che mi piace e mi appassiona molto, ma a volte mi fa impazzire. Molte volte mi capita d'andare in meditazione spontanea, questo fatto vuol dire che c'è qualcosa che apre una porta e passo, non dico da un mondo ad un altro, ma ad una visione dei problemi diversa, questo sì. Non si può pensare di capire tutto subito, ma col tempo, molte cose mi vengono rivelate. Ed io ringrazio per questo.

TG: Salomone, fammi capire, vuoi dire che il cabalismo è un modo diverso per vedere la realtà?

Salomone: La Cabala non è un modo diverso per vedere la realtà, perché la realtà la vedi con gli occhi. La Cabala è un'interpretazione della realtà. E' come vedere una bella persona che sta morendo di cancro: la Cabala ti fa vedere il cancro, ma ti fa vedere anche qualcos'altro. Ti fa vedere perché quella persona ha avuto il cancro. E chi gliel'ha dato e t'insegna ad interrogare quel male fatale e come guarirlo. La Cabala non spazia soltanto attraverso i 5 sensi, ma spazia con 12 sensi e vorrei dire con infiniti sensi. Quando va nei mondi paralleli la Cabala sente e vede. O meglio, non è cieca e non è sorda, perché se io dicessi vede e sente la limiterei, mentre dire che non è cieca e non è sorda vuol dire che può vedere e sentire all'infinito. Come la Shekhinah, la grazia divina.

TG: Tu mi hai detto che studi anche il buddismo. A me, da quel pochissimo che posso sapere della Cabala, sembra che qui siano riprese delle idee addirittura dei Veda e di filosofie orientali quali la reincarnazione, per esempio. Potrebbe essere che già la Cabala sia una sintesi tra varie filosofie?

Salomone: Gli ebrei dicono che la verità, da qualunque parte arrivi va accettata. Faccio solo presente una cosa, la Cabala c'è da 6000 anni. Già Abramo, Isacco e Giacobbe usavano il potere della Cabala, quindi essa era antecedente ai Veda, o al buddismo, ma ciò non vuol dire che idee più recenti non debbano essere ugualmente valide. Se si vuol vedere se un'idea è valida o meno si può studiare quello che dice la Cabala e vedere se questo può dare una risposta che effettivamente funziona. Io sono un cabalista quindi credo nella Cabala, ma credo anche che se qualcuno trovasse un valido sentiero da un'altra parte farebbe ugualmente bene a seguirlo perché forse quello, per lui, sarebbe più idoneo, più saggio o più facile.

TG: Quindi il consiglio è quello che ognuno dovrebbe seguire la propria strada?

Salomone: Certo, segui la strada che funziona bene per te.

TG: Caro Salomone, io so che per gli ebrei la loro filosofia, la loro religione, le loro conoscenze vanno tenute segretissime; come mai tu sei disponibile a divulgare cose che si riescono a capire non solo con un notevolissimo dispendio di tempo, ma anche di denaro? So che queste sono conoscenze molto difficili da reperire, è anche difficile trovare i testi e le traduzioni giuste. Perché?

Salomone: Questa è una bella domanda. Io da cristiano com'ero, mi immedesimo nei cristiani che pensano che l'ebreo sia un popolo eletto, un popolo dalla cultura molto elevata e questo è vero, per i saggi ebrei. Ma il popolo ebraico è formato da tante persone, ci sono le persone normali, ci sono le persone abbiette, ci sono le persone umili, ci sono i lavoratori, poi ci sono i maestri delle leggi, i rabbini, poi ci sono i cohen (sacerdoti). Ecco, io ritengo che gli ebrei di un certo livello che conoscono i segreti della Torah facciano bene a non rivelare a tutti queste cose perché chissà le genti che uso potrebbero farne. Anche se la Cabala è molto criptica e non ti permette di fare delle cose al di fuori della sua orbita. Tu fai le cose che la Cabala ti permette di fare nel bene. Io so le maledizioni come funzionano. So la magia come funziona, ma non funziona così per la Cabala. Quando tu tenti di fare il male a qualcuno, il male viene su di te e non va sull'altro. Quasi come dice il Buddha: “Chi vedi in me? Sono il tuo specchio. Sono te stesso”. Ecco che la Cabala rispecchia il male che tu vuoi fare e quindi è doppiamente pericolosa. L'errore che hanno fatto i cristiani all'inizio, di sbandierare a tutti certi segreti, perché Gesù sapeva i segreti della Cabala ed operava miracoli e prodigi con questa, ha fatto ottenere al cristianesimo l'inverso. La religione del Cristo non è nata bene, per 300 anni i suoi seguaci sono stati perseguitati e sono stati ammazzati. Anche oggi, di questa religione è stata fatta un'interpretazione a tutto vantaggio del potere economico e politico di questa Chiesa.

TG: Però, mi sembra che anche il popolo ebraico abbi avuto parecchi problemi e persecuzioni, oltre che ancora adesso si dibatte sulla legittimità o meno dei suoi territori, che cosa significa tutto questo? Come possiamo leggere questa situazione?

Salomone: Il popolo ebraico è un popolo, una religione ed una nazione. E' stato un popolo scelto da Dio e ci sono diversi racconti su questo fatto. Tu m'insegni che quando tu hai un figlio prediletto e questo sbaglia, tu lo punisci. Più di un altro! Quando il popolo ebraico sbaglia, la paga molto più di un altro popolo, perché gli altri popoli non sanno quello che sa il popolo ebraico. Gli altri popoli sono ignari delle leggi divine, sono ignari del volere del Padre Eterno. Mentre il popolo prediletto conosceva il volere di Dio e se ha deviato sapendo di deviare, non ha solo peccato, ma ha peccato con colpa! E Dio che è un dio molto geloso, che pretendo molto dal suo popolo, lo punisce più severamente degli altri.
Non è stata la Shoah la più grossa punizione ricevuta dal popolo ebraico, ma è stata la distruzione del primo tempio e la sua asportazione in Babilonia. Quella fu una tragedia immane per il popolo ebraico. Eppure, Dio non ha mai abbandonato gli ebrei che si sono poi ripresi creando il secondo tempio che fu anch'esso distrutto e poi c'è stata la Shoah. Gli ebrei sulla Shoah di Hitler ridono, perché riconoscono che grazie alla Shoah hanno avuto il loro stato.

Zohar e Cabalista
Un altro ritratto del Cabalista nella sua stanza. Sullo sfondo i 21 tomi che compongono lo Zohar

TG: Salomone, tu con me sei stato molto gentile, mi hai fatto entrare nella tua casa, mi hai fatto entrare nella tua stanza personale dove ho potuto vedere i 21 volumi dello Zohar (Libro dello Splendore) e tu mi hai detto che quella è un'arma micidiale che può fare qualsiasi magia. Com'è possibile?

Salomone: Questa è un'interpretazione metafisica molto profonda come campo d'addestramento della Torah. La Cabala come campo di spiegazione usa la Torah, la Torah è di Dio, se tu mi spieghi questo libro è come accendere 1000 bombe atomiche, quindi ti lascio immaginare del cosmo cosa rimane se noi facciamo qualcosa del genere. Lo Zohar è veramente molto potente ed attraverso i suoi testi è possibile manipolare le coscienze e le persone, o fare cose insensate. Io, per esempio, quando vedo dei cali in Borsa penso sempre a quegli ebrei che la comandano. Quando vedo delle evoluzioni negative nelle guerre, vedo quegli ebrei che preparano quella guerra. Quando vedo che le industrie farmaceutiche inventano l'Ebola per vendere le loro medicine, penso agli ebrei che sono padroni di quelle fabbriche di medicine. Ecco perché costoro vanno puniti molto più severamente del popolo normale, perché essi producono delle catastrofi per un tornaconto personale.

TG: Tu mi confermi che il popolo ebraico è davvero un popolo eletto e che loro sono alla guida di questo pianeta?

Salomone: Io penso che essi non siano solo alla guida di questo pianeta, io penso che siano anche alla guida del mondo futuro, del mondo a venire. Perché essendo i prediletti, diverranno sicuramente servitori di Dio. I servitori di Dio comanderanno noi che non siamo ebrei nel mondo a venire, quindi saranno molto di più, saranno i prediletti di questo mondo che avranno il dominio di tutti i mondi. Addirittura si dice in certi racconti, che certe persone, come i grandi rabbini ed i profeti, verranno premiati da Dio con mondi tutti loro da comandare. Mondi interi, o addirittura galassie. Possiamo quindi immaginare per l'Infinito, il Padre Eterno, cosa possano significare queste persone.

TG: Benissimo, però adesso, per entrare un po' più nel pratico, per capire come ci dobbiamo muovere, tu hai qualche consiglio comportamentale da darci? Capisco che sia molto difficile entrare nella conoscenza di queste filosofie e di queste pratiche, ma una persona che volesse migliorare se stessa, che percorso dovrebbe intraprendere?

Salomone: Per prima cosa, la persona dev'essere sempre contenta, allegra e felice, magari ridere spesso e passare questa voglia di vivere al suo prossimo. Il nostro prossimo non è colui che sta a 1000 km di distanza, ma nostra moglie, nostro figlio, i nostri nipoti, i nostri parenti e coloro che stanno intorno a noi. A questo proposito, c'è un detto della Cabala che recita: “Inizia a camminare e poi corri. Quando corri vai un po' più lontano”. In un altro racconto si dice che quando la Shekhinah (la presenza divina) vuol scendere sulla terra scende in un villaggio e trova un funerale, non si ferma lì, ma prosegue e va in un'altra casa dove c'è un matrimonio e sono tutti allegri e felici e lì si ferma. Questa è un po' la sintesi del discorso. La cosa importante è sempre fare le cose che funzionano. Mai farsi dire: “Devi credere. Devi fare.” No, quello che conta sono le cose che funzionano. Se le cose funzionano, le fai, sei tranquillo e sei felice, senza credere in qualche dogma stupido. Mai seguire i dogmi.

TG: Sempre sperimentare e vedere se la cosa funziona sulla propria pelle.

Salomone: Esatto.

TG: Tu che giovamenti hai ricevuto nella tua vita apprendendo questi predcetti?

Salomone: Adesso, ti voglio parlare di un segreto che però è fattibile da tutti. Quando noi desideriamo qualcosa, che sia qualcosa di vivo o di non vivo, basta dimenticare l'oggetto del nostro desiderio per ottenere quella cosa, e questo desiderio si realizza subito. E' difficilissimo dimenticare qualcosa, è come andare nello stato di non-mente, come per comunicare con le piante, come dice Osho. Se, per esempio, desideriamo una motocicletta, bisogna avere un desiderio uguale o superiore al primo; posso così pensare contemporaneamente di voler andare a pesca per pescare delle belle trote per mangiarle. A quel punto, io non voglio andare a pesca, ma voglio la motocicletta. Pensando alla pesca dimentico la motocicletta, il mo pensiero però sale in alto, va all'Infinito e viene accolto. Quello che desidero no, ma ciò che non desidero viene soddisfatto e la motocicletta mi viene data.

Il dente di una benna di una scavatrice

TG: E con l'Ego come ci regoliamo?

Salomone: L'Ego va tenuto sempre basso. Se tu vuoi conoscere una persona, o vuoi incontrare una persona che conosci, io per esempio una settimana fa ho pensato a te, e tu sei arrivato, bisogna controllare i propri pensieri. Queste cose vengono dette a tutti, ma non tutti le applicano. Il cabalista deve registrare tutto, segnare tutto, per poter poi capire quello che succede e perché. Ho ricevuto una pianta da una signora, Regina, la mamma di un mio amico, e questa pianta soffriva, stava morendo, ce l'ho lì fuori, ho saputo che la Regina aveva un tumore. Quando questa donna è morta, la pianta s'è ripresa. Se una pianta o un animale ha una comunicazione con noi, noi dobbiamo avere una comunicazione con tutte le piante e tutti gli animali, per conto suo, del Padre Eterno. Noi non siamo piante, non siamo animali: siamo uomini. Noi non abbiamo il destino degli animali: se arriva un falco li può ghermire e portarli via, per noi è diverso.

TG: Perché gli uomini sono padroni del loro destino?

Salomone: Certo, come diceva il grande Ghandi, noi possiamo dire: “Controlla i tuoi pensieri perché controllano le tue parole; controlla le tue parole perché generano le tue azioni; bada alle tue azioni perché formano il tuo carattere; bada al tuo carattere perché crea il tuo destino”.

TG: Tutto dipende da noi?

Salomone: Dipende da noi.

TG: Puoi spiegarmi meglio come dobbiamo comportarci col nostro Ego?

Salomone: Come Mosè, la Cabala insegna ad avere un Ego molto basso e ad avere un grande timore di Dio per amare Dio ed aspettare. Noi non siamo in grado di andare nel Sole e prendere il calore del Sole, allo stesso modo non siamo in grado di prendere la sapienza divina. Però se noi ci trasformiamo in contenitori, siamo in grado di accogliere la sapienza. Dobbiamo stare attenti, quando noi siamo contenitore e prendiamo la luce divina sotto forma di conoscenza poi dobbiamo restituirla, perché il Divino vede la sua luce, non la luce dell'uomo. Restituendo la sua luce, noi facciamo grande il Divino, onorandolo per quello che è, accettando la nostra condizione di uomini. In questo caso il Divino ci manda conoscenza in quantità infinita.

TG: In un continuo scambio d'energie?

Salomone: Sì è un continuo scambio d'energie.

TG: Non bisogna trattenere nulla.

Salomone: Esatto.

TG: Questo è un segreto?

Salomone: Questo è un segreto.

TG: Com'è possibile che mediamente gli ebrei siano più capaci di altri popoli a raggiungere le ricchezze economiche ed il benessere materiale?

Salomone: Effettivamente, ci sono vari modi per realizzare questi obiettivi, io ne conosco principalmente due. Seguendo le Mitzvot, ovvero i comandamenti divini succede che Dio non solo dà la luce ai suoi fedeli, ma concede loro anche il benessere. L'altra strada ha un po' la stessa base che ti ho appena detto in quanto l'ebreo è abituato al calcolo delle Ghematrie ed in questo modo conosce bene la matematica e le varie scienze. Conoscere bene le scienze e saperle applicare diligentemente significa sicuramente riuscire negli affari, nel commercio e nell'industria. Ed anche nella politica.

TG: Ci sono conoscenze che si trasmettono da padre a figlio, da generazione in generazione?

Salomone: Una volta i maestri rabbini trasmettevano effettivamente le loro conoscenze da padre a figlio. Oggi le scuole di Jeshivah (per maestri della religione ebraica) sono un po' decadute per vari motivi: economici, di importanza politica ed altri. Pensiamo che chi è iscritto alla Jeshivah e va a fare il servizio militare in Israele viene pagato il doppio. Questa non sembra essere una cosa tanto giusta. Il rabbino, a differenza del Cohen (sacerdote) ha il compito d'insegnare la Torah ed il Talmud. Solo pochi rabbini sono anche cabalisti.

TG: E' un mondo difficile?

Salomone: E' un mondo che t'impegna al punto di contraddirti e di confonderti. Maimonide ha scritto libri su questi argomenti come: “Il cammino dei perplessi”. Purtroppo a me è già capitato di perdere la testa in questi studi che non sono finiti, o quantificabili. Ognuno li assimila per quello che può, riempendosi il cervello di queste informazioni non resta più spazio per nient'altro, ma è anche vero che il cervello si amplia e si creano delle cellule cerebrali più grandi. E' anche vero però che quando la testa è colma, come tutte le altre cose, tende a scoppiare.

TG: Salomone, tu effettui i tuoi studi con molta serietà e dedizione presso un rabbino, qua in Italia, lui giustamente offre un servizio apposta per te e richiede un compenso in denaro per questo compito; volevo sapere se è difficile farsi accettare da questa cultura? C'è eventualmente la possibilità d'abbracciare la religione ebraica per chi nasce in un popolo diverso dal loro?

Salomone: Io seguo i miei studi con Nadav Crivelli che non è un rabbino, lui tiene una scuola di Cabala a Milano e tutti possono iscriversi. Il problema è che non è facile studiare ed approfondire i concetti. Per quello che riguarda l'altra domanda, ti posso dire che io credo che uno che non nasce ebreo non può sposare questa religione, perché è talmente complessa, credetemi, che anche spiegare 50 Mitzvoth ad un cristiano non sarebbe utile a fargliele capire perché sono troppo difficili e non riuscirebbe a seguire queste indicazioni. Io al rabbino Bekhor di Milano dico sempre: la tua religione è bellissima, ma io non ce la farei a diventare ebreo.

TG: Dici questo per atto di umiltà? O di autocoscienza?

Salomone: La coscienza per gli ebrei è una cosa diversa. Non so bene che esempio fare, potrei dire che se conosci bene un carro armato e devi andare in guerra con un carro armato diventi critico sul carro armato.

TG: Tu non sei ebreo, però se ti comporti bene secondo i canoni dell'ebraismo ti si aprirà il loro paradiso? Ammesso che ne abbiano uno?

Salomone: No, al contrario, io penso che l'aldilà sia uguale per tutti, non importa che religione professi, io dico però che in base a quello che fai in questa vita, di là sarai giudicato. Potresti anche reincarnarti, se non avrai completato il tuo cammino, tornare su questa Terra e vivere più vite così come dicono i buddisti, gli induisti, o Osho. Anche la Cabala è possibilista in questo senso. Sicuramente, di là ti vedrai come in uno specchio e sarai tu il giudice di te stesso. Sarai tu che giudicherai perché, pur studiando la Cabala non ti sei attenuto a certe regole che ben conoscevi. Questo è l'esame di coscienza che fanno gli ebrei. Questo giudizio non porterà alla colpevolezza o all'assoluzione, ma ad un'alternativa che ti insegni come poter agire meglio.

Strumenti per azioni spirituali

TG: A questo punto, proviamo a parlare di etica: siamo tutti esseri umani, non siamo tolle di petrolio, abbiamo dei sentimenti e degli istinti... Pensiamo al sesso, ci si può concedere d'abbandonarsi alle proprie pulsioni, tanto poi basta ravvedersi come fanno i cristiani, o bisogna fare attenzione? Come ci dobbiamo comportare secondo la Cabala, in questi casi?

Salomone: E' un argomento molto complesso e ci vorrebbero molte udienze per sviscerarlo al meglio. La Torah spiega queste cose in una determinata maniera, ovvero, il sesso va fatto con la persona che si ama e poi si sposa. Sul Talmud ci sono dei brani che descrivono il sesso come l'avvicinamento e la conoscenza di un'altra persona, naturalmente parliamo sempre di due persone di sesso diverso, perché coloro che hanno lo stesso sesso la Torah li considera malati e per questo vanno curati. Oggigiorno però questi valori sono andati un po' ad indebolirsi e pochi stanno integralmente alle direttive della Torah.

TG: Mi sembra che se un bisogno diventa molto forte sia meglio soddisfarlo, anche secondo i canoni della Torah, è così?

Salomone: Sì, però il bisogno materiale sta sotto il bisogno spirituale. Per raccontarvi qualcosa di Salomone posso dirvi che aveva 300 amanti ed 80 mogli. Io ho studiato questa cosa attentamente e l'ho riportata anche sull'albero della vita. Salomone non conquistava queste donne sessualmente, ma spiritualmente. Aveva un conoscenza così profonda dell'animo femminile che lui riusciva anche a cambiare queste donne: E' questa la soddisfazione massima: uno quando fa sesso accontenta il corpo e gli sembra anche d'accontentare lo spirito, ma quando uno pensa alla sua maestra in forma spirituale nel sesso, e qui sono bravi gli indiani a spiegare queste cose, raggiunge dei livelli sublimi, non solo di godimento del corpo, ma anche nel godimento dell'anima. Socrate diceva: se rompiamo un braccio non lo possiamo curare attraverso l'ombra che proietta sul muro. Lo stesso concetto lo possiamo trasporre nel godimento del sesso e del sesso spirituale. Stiamo parlando di sentimenti diversi.

Albero della Vita ebraismo
L'albero della vita

TG: Spiegamelo meglio per favore. Possiamo fare sesso con un/a maestro/a per soddisfare un nostro bisogno spirituale?

Salomone: Non sempre. Se sei puro di spirito sì, il sesso porta anche lo spirito a combinarsi con l'altra anima, perché le anime sono solo metà. L'altra metà della nostra anima diventa parte di un'altra persona. Sarebbe l'anima gemella. Se noi ci troviamo in questa situazione, allora sì, il sesso fisico si combina con il sesso spirituale. Quando due persone si sposano, il Talmud e la Torah insegnano a concepire dei figli. Infatti quando Dio scacciò gli umani dal paradiso terrestre disse: crescete e moltiplicatevi. Moltiplicarsi significa avere dei figli, crescere vuol dire avere un'evoluzione spirituale. Quando due persone vogliono dei figli, devono pensare al loro figlio, fin da prima di fare sesso. Il figlio viene poi concepito dalla parte femminile con il sangue, con la parte maschile con le ossa, ma l'anima ce la mette Dio. Questo è il sacramento che dice: ama i tuoi genitori, dopo potrai amare Dio. Se tu non ami i tuoi genitori con cui Dio ha fatto la società per creare te, non puoi amare neanche Dio.

TG: E' Vero che siamo fatti ad immagine di Dio?

Salomone: Non di quella fisica, ma di quella spirituale. Dio non ha un'immagine fisica. Quello che conta è il suo volere nel mondo a venire perché lì non ci sarà più fisicità.

TG: Dio potrebbe essere un'entità emotiva?

Salomone: No, Dio può entrare nelle emozioni, ma non può essere un uomo perché è infinito. Quando Mosè sul monte Sinai ha chiesto a Dio di fargli vedere la sua faccia, Dio rispose di no, altrimenti Mosè sarebbe bruciato e morto. Troppa sarebbe stata la forza, la spiritualità ed il calore provocato da questa visione, perché Dio è infinito, non può entrare nel finito, farebbe scoppiare il finito.

TG: Un uomo che uccide un suo simile e commette omicidio, può essere perdonato?

Salomone: Il Talmud parla di diversi tipi di omicidi. Ci sono gli omicidi che avvengono per caso, come potrebbe essere quello che poteva avvenire una volta quando facendo rotolare una botte piena di vino si schiacciava una persona. Questo tipo d'incidenti venivano puniti con una specie di domiciliazione coatta o esilio. Esistevano delle città prigione che non bisognava lasciare per il tempo per il quale si veniva destinati a questa forma di punizione. In quei casi, nemmeno gli eredi dell'ucciso potevano recarsi in quei luoghi e ricorrere alla vendetta, ma se l'omicida usciva da quella città, poteva essere soggetto alla vendetta. In caso d'omicidio volontario invece, si era punibili anche con la pena di morte. I tribunali di una volta erano composti da 73 persone ed un tribunale saggio dell'antico mondo ebraico condannava a morte per strozzamento una persona ogni 7 anni. Erano pertanto piuttosto cauti nell'applicare queste pene. Si può dire che fosse una giustizia misericordiosa.

TG: E nel caso della guerra? Si poteva uccidere?

Salomone: Beh, in guerra uccidevano tutto e tutti. I soldati non vengono mai giustiziati per uccidere il nemico.

TG: Lo so, ma Dio come la pensa al riguardo?

Salomone: Dio ha detto: quando andate in guerra contro i filistei non abbattete le piante da frutto. Che cosa vuol dire? Dio non parla per metafore tanto per parlare. Se dice di non abbattere gli alberi da frutta, si deve intuire che gli alberi da frutta ti daranno da mangiare. Però, si deve anche intuire che Dio non era contrario alla guerra contro i filistei. Io penso che il doppio della metà delle guerre siano ingiuste. E non lasciano al vincitore quello che credeva di prendere. Mai.

TG: Nessuno dice di essere avidi, ma ci si può approfittare di certe situazioni, o bisogna stare attenti a tutto ciò che si fa?

Salomone: Tutte le inclinazioni malvagie dell'uomo nascondono qualcosa. Se vado a Milano e vedo un bel vestito in vetrina e so che costa carissimo e che non posso permettermelo perché non ho i soldi per pagarlo quando tornerò a casa al mio paese avrò sempre in mente quel vestito. Allora lavoro di più per comprarmi quel vestito, ma bisogna vedere che cosa si nasconde dietro a volere quel vestito. L'Infinito trasmette mille messaggi all'uomo. E' vero che io posso lavorare di più, ma poi tornato a Milano posso non trovare più quel vestito in vetrina. Io però posso conservare la brama di possedere quel vestito e questo desiderio condiziona la mia vita e la mia personalità. Devo leggere il messaggio che mi dà quel vestito, o meglio, la voglia d'averlo. Voglio più soldi? Per fare che cosa? Per fare stare meglio la mia famiglia? Questo potrebbe essere il motivo. Se io riesco a cogliere quei messaggi, potrei non essere più tormentato dall'idea di avere quel vestito e la voglia di possesso scompare.

TG: Se da una parte noi cerchiamo di controllare il nostro Ego per tenere un livello basso, non ha neanche senso che vogliamo accumulare ricchezze o troppo benessere...

Salomone: La ricchezza non fa la felicità. In questa zona c'erano persone molto ricche e ci sono ancora, eppure c'è una di queste famiglie che ha avuto ben due suicidi. Abbiamo visto anche una grossa famiglia di Torino, dove un figlio s'è buttato dal ponte di un'autostrada. Avere tanti soldi e tanto potere ti condizionano al punto di volerne sempre di più, perché c'è sempre chi ne ha più di te. Anche un pugile forte troverà sempre qualcuno più forte che lo batterà. La smania di avere sempre di più non ti fa godere la tua prosperità.

TG: Ok, siamo d'accordo, io però non ho ancora capito cos'è la Cabala, ho capito che bisogna leggere il Talmud, la Torah, studiarli molto bene e che poi c'è lo Zohar. E' questo il testo della Cabala?

Salomone: Sì, anche se questo non è il primo testo della Cabala perché è stato scritto solo 1200 anni fa ed è una grossa interpretazione pratica della Torah. Dal punto di vista metafisico, spirituale, dal punto di vista divino e ti apre degli scenari infiniti. Non ti dà una soluzione, ti dice che la verità sta tra il bianco e il nero, ma tra il bianco e il nero ci sono 248 grigi.

TG: Da quando esiste la Cabala?

Salomone: Da sempre! Già Adamo conosceva la Cabala, aveva un libro di Cabala che gli è stato tolto quando è stato allontanato dal giardino terrestre, perché la Cabala parla di due creazioni: la creazione del Tohu e la creazione della Rettificazione. La creazione del Tohu è la creazione del Caos, anche perché Dio non poteva creare un mondo perfetto. Ha dovuto dire: io creo un mondo e creo un altro mondo, quello della rettificazione. Quel mondo è nato esattamente 6000 anni fa, con Adamo ed Eva. Poi, le razze si sono mischiate. Il primo mondo, quello che deriva dalle scimmie antropomorfe è il mondo del Caos, quello che spiega la scienza. La Torah spiega il mondo della rettificazione che la scienza non può spiegare.

TG: Perché c'è bisogno di correggere questo nuovo mondo?

Salomone: Il mondo della rettificazione è fatto per l'uomo che deve correggere il mondo.

TG: Dio ha creato un mondo imperfetto?

Salomone: No, l'ha creato con qualcosina da fare in più, da perfezionare, ed ha detto: tu uomo, creatura che io preferisco e che sei mio figlio, devi perfezionare questo mondo. Dimostrami quello che sai fare. E' come costruire un giocattolo ad un bambino che poi apporrà delle sue modifiche a ciò che gli abbiamo donato. Dio vuol vedere che noi gli assomigliamo e che siamo stati creati da lui. Queste sono le condizioni che lui pone per amarci. Se noi non operassimo in quel senso scadremmo ai suoi occhi. Verremmo considerati un po' come gli animali.

TG: L'ebraismo è già una religione. La Cabala cosa aggiunge?

Salomone: Le interpretazioni metafisiche, interpretazioni divine e spirituali che usano vari sistemi: una è il calcolo delle Ghematrieh. Un altro, per esempio, è la visione della luce eterna. Un altro è l'albero della vita. Poiché quello che sta nel mondo parallelo a questo non è visibile, lo spiega la matematica e la fisica quantistica. Stanno costruendo degli acceleratori di particelle per andare con i gravitoni a vedere cosa succede nei mondi paralleli, quando è già tutto scritto e risaputo ciò che troveremo. Difatti, perché ci sono tanti premi Nobel tra gli ebrei? Nonostante questo sia un popolo relativamente piccolo? Perché gli ebrei dispongono di conoscenze più complete rispetto al resto del mondo ed arrivano a scoprire certi segreti scientifici prima degli altri. Einstein lo ha dimostrato, ma anche altri scienziati hanno avuto in sogno le soluzioni ai loro problemi e le risposte alle loro domande. Tutti sogniamo di notte, ma non tutti riusciamo ad interpretare i nostri sogni e non saper interpretare un sogno vuol dire non aprire una lettera che arriva. Gli ebrei riescono ad aprire quella lettera. Anche altri potrebbero riuscirci, ma bisogna saperlo fare però.

TG: Il popolo ebraico è molto attento a ciò che non si vede ed alle altre dimensioni?

Salomone: Se li paragonassimo ad un popolo antico, potremmo dire che gli ebrei sono tutti sciamani. Maestri sciamani, non semplici sciamani. Non è un paragone che calzi, ma serve a far capire che loro sanno cosa fare, come muoversi e come fare un esame di autocoscienza e le meditazioni giuste, riuscendo ad arrivare ad un risultato.

TG: perché il popolo ebraico non fa proselitismo per la propria religione?

Salomone: E' vietato. Per gli ebrei, se tu hai la tua religione, quello è il credo che va bene per te. Non devi venire a convertirti al mio. Se tu sei musulmano e preghi il Dio Unico, va bene così. Pregalo con il tuo metodo. Non ha senso distogliere qualcuno dalla sua religione per fargliene sposare un'altra. Probabilmente non conosce nemmeno la sua, che senso avrebbe insegnargli l'ebraismo? Io ricordo che il rabbino capo di Roma Elio Toaff faceva gli esami per accogliere nuovi ebrei a questa religione. Se a sostenere l'esame si presentava un cristiano Toaff lo interrogava sul cristianesimo e riusciva a porre domande talmente difficili che costui non sapeva rispondere. A quel punto Toaff diceva, vedi, tu vuoi sposare la religione ebraica, ma come lo puoi fare, se non conosci nemmeno la tua? E lo bocciava. Ecco, perché è vietato il proselitismo. Vai con la tua religione, studia la tua religione e prega secondo la tua religione, basta. Non hai bisogno di nient'altro. Se poi vuoi studiare la Cabala, studiala. Se vuoi studiare la Torah, studiala, potrai avere tutti i benefici di un ebreo ed anche di più. Infatti, è detto che il prossimo Messia non sarà ebreo, ma sarà qualcuno che verrà dal popolo misto.

TG: E' scritto nella Torah?

Salomone: Sì.

Torah
La Torah

TG: Ebrei, cristiani e musulmani hanno tutti lo stesso Dio?

Salomone: Sì, pregano tutti lo stesso Dio Unico. Ognuno secondo la propria religione. E per gli ebrei va bene così.

TG: E da dove arrivano le inimicizie, le guerre e l'odio tra religioni diverse?

Salomone: Quando Caino uccise Abele Dio disse: guai a chi toccherà Caino perché io lo ucciderò 70 volte 7. Ed a Caino però dice: tu andrai ramingo per il mondo e gli fece una Tau rossa sulla testa perché potesse essere riconosciuto. I saggi hanno studiato queste cose per capire perché Caino abbia ucciso Abele e sono arrivati a tre motivazioni. Primo motivo: le donne. Caino voleva sposare la sorella e Abele gli avrebbe detto: no sei troppo violento, non la sposi. Così Caino uccise Abele. Un altro motivo sono le religioni, o meglio le ideologie, avere idee diverse porta a scontri ed ad uccidersi per affermare la propria ragione. Come capita anche oggi. Poi, un'altra causa di discordia deriva dal possesso di beni immobili e mobili. Se tu Caino prendi i beni mobili, io Abele prendo i beni immobili, però se tu con i tuoi beni mobili sei sui miei terreni e non andiamo d'accordo, allora scoppia la guerra.

TG: Tu riscontri d'aver migliorato la tua vita da quando hai queste conoscenze, possiamo dirlo vero? Anche nascoste?

Salomone: Sì, io ritengo che la mia vita sia migliorata di molto, ma io non penso solo a questa, penso anche ad una vita di domani, quando andrò in un altro mondo. Penso alle vite di coloro che mi stanno intorno, perché la gioia ci può essere solo se c'è da tutte le parti. Se io sono contento e felice, ma il mio prossimo è triste perché gli manca da mangiare, o perché va in guerra, o è malato, la mia felicità conta ben poco.

TG: Come sei visto da chi ti circonda? Sei considerato un uomo di altri tempi?

Salomone: Io sono un metafisico che vede le cose e mi accorgo che non è facile individuare la felicità presso gli altri, la felicità indotta. Ho notato dei cambiamenti presso mia moglie, mi sono accorto che ultimamente anche lei sta cercando di aiutare coloro che sono in difficoltà per qualche motivo. Forse, sono io che non mi accorgevo di questi suoi comportamenti che esprimeva anche prima, però sicuramente il bene agisce per qualità ed il male per quantità. Basta che io abbia una piccola candela dentro di me che la mia luce arriverà molto lontano. Se, nel cuore della notte accendiamo una candela nel deserto, la sua luce arriverà a miglia e miglia di distanza. Ma se a mezzogiorno avremo un castello buio in mezzo al deserto, chi lo vedrà?

TG: Grazie Salomone, tornerò a trovarti.

Salomone: Va bene, ti aspetterò.

Sono tornato a sentire il Cabalista per sentire il suo parere su amicizia, sesso e rapporto uomo donna, qui trovate quello che mi ha detto.

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