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domenica 9 dicembre 2018

Tommy, coltelli artigianali dalla Valsassina

Sulle pagine dei Frammenti di Cultura di Tony Graffio, inizia oggi una veloce panoramica su alcuni degli artisti e degli artigiani presenti ormai da 10 anni sul Calacavia Bussa durante l'ormai tradizionale mercatino natalizio alternativo degli Alterbej, dal 6 al 9 dicembre a Milano.

Alterbej 2018 gli artigiani
Tommy fabbrica coltelli artigianali seguendo la tradizione dei maestri coltellinai della Valsassina.

Tony Graffio: Ciao, vorrei conoscerti e sapere qualcosa della tua attività artigianale. Come ti chiami?

Tommy: Mi chiamo Tommy, ho 30 anni, sono milanese e mi sono trapiantato in Valsassina per fare una vita piacevole, tranquilla e divertirmi in mezzo alla natura.

TG: È vero, si sente che sei proprio milanese...

Tommy: Sì, sono nato e cresciuto qua, però sono andato via e speriamo che altri milanesi ci raggiungano.

TG: Tommy, come si riconosce un coltello artigianale?

Tommy: Lo vedi. Non ce ne sono due uguali. È un pezzo unico che porta tutti i segni della sua lavorazione fatta a mano.

TG: Da che materiali parti? Pezzi di recupero?

Tommy: Io ho un maestro molto bravo, ha quasi 80 anni e da tutta la vita fabbrica coltelli. In Valsassina c'è una lunga tradizione nella fabbricazione dei coltelli.

TG: Come si chiama il tuo maestro?

Tommy: Il Gagett (Mario). Ma ce ne sono molti altri in Valle che sono attivi nel settore della coltelleria artigianale. La cosa più difficile è la scelta dell'acciaio. Noi utilizziamo acciai vecchi che sono stati forgiati anni addietro in Valle, per fare utensili particolari, quando ancora esisteva una certa cultura e si utilizzava l'acciaio giusto per ogni tipo di lavoro.

TG: A che utensili ti riferisci?

Tommy: Molti sono coltelli per tagliare le unghie ai cavalli.

TG: Come si lavorano gli acciai che recuperate in questo modo? C'è molto da fare?

Tommy: Vanno battuti e forgiati. È un lavoro di fatica. Poi, quando hai raggiunto lo spessore e la forma che ti proponevi vanno tagliati e scolpiti. Il manico di ferro battuto va scolpito e poi si taglia con la mola e va scolpita la lama. Anche fare il manico è un bel lavoro. Infine c'è la tempra che è la lavorazione più difficile e va imparata per forza da un essere umano vivente, perché si basa sui colori che raggiunge l'acciaio ed ha tempistiche ben precise. 

TG: È difficile?

Tommy: Abbastanza, ma questo per noi non è un problema, siamo in un posto dove possiamo lavorare e divertirci tanto; adesso noi dell'Emporio Selvatica ci siamo informatizzati, se la gente vuole venirci a trovare, siamo sopra a Lecco dove lavoriamo il legno, il ferro, la pietra. Siamo molto felici lì, facciamo molta agricoltura in modo naturale, tutti i nostri prodotti sono 100% biologici.

TG: Anche la molatura è una fase delicata della lavorazione?

Tommy: Fare la lama, alla fine, è la parte più delicata. All'inizio devi batterla quando il ferro nel fuoco è ancora rosso e incandescente, bisogna procedere piano piano. Quando poi il coltello è quasi finito devi molarlo con la mola elettrica; alla fine invece procedi a mano con la lima o con la pietra. A parte la sgrezzatura, la parte finale la faccio a mano, perché a mano il lavoro riesce sempre meglio. Stai più tempo sul pezzo, però ogni colpo è precisissimo e prendi molta più sensibilità. Per quanto sia comodo usare la mola, la mano resta la mano.

Alterbej
I coltelli artigianali di Tommy

TG: Che prezzi hanno i tuoi coltelli?

Tommy: Dipende dalla complessità della lavorazione, ma mediamente vanno dai 50 euro, per un coltello piccolo, ai 150, per un coltello grande.

TG: Come ti è venuta questa passione? Fai anche altri tipi di lavori?

Tommy: Faccio l'agricoltore e nel tempo libero svolgo lavori d'artigianato con il legno, la creta ed i coltelli. Ho sempre avuto però il sogno di fabbricare i coltelli da me, a mano. Facendone un po' mi sono divertito, anche perché riuscivano bene.

TG: Quanto tempo ci vuole per imparare?

Tommy: Non si smette mai d'imparare e poi se stai al fianco di una persona che t'insegna bene, già il primo coltello ti riesce bene. Più vai avanti, più impari. Sto iniziando a capire adesso come scegliere l'acciaio, ma serve molta esperienza, ci vuole anche molto occhio. Per imparare a distinguere il colore delle scintille ci vuole una grande sensibilità che si fa soltanto negli anni.

TG: Partendo dagli acciai nuovi che cosa si riesce a fare?

Tommy: La nostra è una valle di forgiatori che si sono convertiti a fare flange, lì tutti conoscono l'acciaio molto meglio di me. Gli acciai di oggi, a meno di pagarli cifre spropositate, non vanno bene. Non è importante il codice dell'acciaio in realtà, ma dove è stato estratto, perché al suo interno ci sono micro-impurità di altri metalli quali l'oro, il cromo o il nichel, o quello che vuoi... Oggi fare delle analisi è costosissimo, di conseguenza gli acciai veramente buoni te li fanno pagare cari; mentre un tempo nella Valle sapevano già in quale miniera andare a prendere il ferro che gli serviva. Purtroppo, queste conoscenze si sono completamente perse. Una volta sapevano come mischiare i materiali di due miniere diverse per arrivare al bilanciamento giusto degli acciai. Noi ormai abbiamo perso quelle conoscenze, non possiamo più andare nelle miniere e non sappiamo più neppure dove sono. Anche se dovessimo fare delle micro-analisi costosissime non arriveremmo a conoscere i metalli bene come li conoscevano un tempo i vecchi di 50 anni fa. Ci dobbiamo fidare di analisi scientifiche per arrivare a trovare un acciaio di qualità che poi risulta essere uguale a quello utilizzato per fare l'utensile per gli zoccoli dei cavalli. La gente butta via quei pezzi che noi recuperiamo e riutilizziamo per dar vita a nuovi strumenti che hanno le qualità specifica per i lavori richiesti ai coltelli. 

TG: Quali sono le qualità di un buon coltello?

Tommy: Quando usi l'acciaio giusto e lo lavori bene, con la tempra giusta, la lama riesce a tenere bene il filo. Oppure il coltello riesce ad essere affilato anche se ti trovi nel bosco ed hai bisogno di dare una ripassata alla lama. In caso di caduta la lama non si deve spaccare. Ci devono essere tutta una serie di qualità che la tradizione ha fatto sì che si  riuscissero ad ottenere. Per questo sono state fatte precise scelte che riguardano i materiali e le lavorazioni. Ci sono volute generazioni, generazioni e generazioni di artigiani per capire come fare i coltelli giusti.

Alterbej, Alterbej, Alterbej
I coltelli artigianali di Tommy

TG: Oltre a te, c'è qualche altro giovane che sta imparando questa arte tradizionale?

Tommy: Ma sì dai, adesso i giovani sono più volenterosi, si sono rotti le palle di stare davanti ai computer. C'è bisogno di realtà nella vita.


Tutti i diritti sono riservati

sabato 2 maggio 2015

Presentato a Officinalia 2015 il mulino domestico di Armando Bruzzi

Da tanti anni, mi reco a Belgioioso (PV) in occasione della mostra-mercato più bella d'Italia, dove si possono trovare prodotti tradizionali ed interessanti novità riguardanti l'alimentazione biologica, biodinamica e l'ecologia domestica.
Anche quest'anno, ho voluto essere presente per ritrovare vecchi amici e per avere una nuova occasione per scoprire espositori con qualche bene, o delle soluzioni capaci di sorprendermi.
Ogni volta, dalla visita a questa fiera è possibile imparare qualcosa d'importante, ieri ho visto parecchie cose che varrebbe la pena segnalare che forse avrò modo di approfondire in altre occasioni, magari visitando direttamente i laboratori ed i campi di artigiani e coltivatori.
Pur non essendo un articolo mai visto, il mulino da casa ideato da Armando Bruzzi offre qualche miglioramento a questa serie di articoli, già costruiti da altri artigiani; cerchiamo di capire insieme le qualità che mi hanno indotto a volerlo descrivere in queste pagine.

Farina di segale macinata con un mulino casalingo prodotto da  C.S. Servizi

Partiamo col dire che l'esigenza primaria che ha spinto l'autore di questo progetto a voler studiare un mulino casalingo perfetto, era l'idea di poter consumare la farina prodotta col frumento cresciuto nel proprio terreno, sapendo di consumare effettivamente il prodotto del proprio campo.
Andare a far macinare i cereali presso un mulino consortile, non significa avere poi la certezza di potersi cibare della farina che deriva dal frumento che si è coltivato e raccolto personalmente.
Spesso, l'addetto al mulino non si preoccupa di verificare esattamente che dai tuoi cereali, magari di coltivazione biologica, si produca una farina che viene messa nel tuo sacco. Anche se questa operazione fosse fatta con assoluta cura, sarebbe comunque inevitabile che i tuoi cereali si mischino con quelli di qualcun'altro, cosa che porterebbe altre persone a consumare parte del tuo prodotto, mentre nel tuo sacco finirebbe la farina, prodotta con differenti proprietà e cure da qualche tuo vicino, o conoscente.
L'unico modo per essere certi della farina del proprio sacco è di macinarsela a casa propria, col proprio mini-mulino casalingo. Non c'è nient'altro da fare.

Armando Bruzzi, inventore, ex odontotecnico, ex odontoiatra, 79 anni

I piccoli mulini da casa sono i macchinari che permettono di raffinare in proprio i prodotti migliori.
Funzionano come gli antichi mulini a pietra e sono facili da usare.
Da una parte si immettono i chicchi di cereale e dall'altra, in pochi minuti, esce la quantità di farina utile alle necessità del momento, con la garanzia della massima genuinità, in quanto è possibile in questo modo ottenere ottime farine biologiche.
La macinatura con macine di pietra sbuccia il chicco delicatamente, garantendo così una farina ricca di sali minerali, vitamine, acidi grassi insaturi, proteine e fibre. 
Tutte sostanze indispensabili alla nutrizione umana, ma ormai assenti nelle farine di produzione industriale.
I prodotti proposti da C.S. Servizi sono due: un mulino  domestico elettrico ed un mulino domestico manuale.
Il mini mulino manuale s'ispira ai mulini in pietra funzionanti ad acqua presenti in Italia in qualsiasi luogo, dalla pianura fino alla montagna. Questi piccoli mulini fabbricati a mano artigianalmente, girano a basse velocità e permettono d'ottenere circa 5 kg di farina in un'ora di lavoro, sempre girando la macina in modo regolare per mezzo di un apposita manovella. E' adatto a famiglie, piccole comunità, ristoranti, artigiani panificatori ed aziende agricole. E' in grado di macinare tutti i piccoli cereali, granaglie varie e perfino i ceci ben tostati. Non è adatto alla macinazione di castagne che possono impastare la macina che tuttavia e facilmente sollevabile e lavabile. Da questo mulino si ottengono farine di varie misure, la più sottile è la 0. E' costruito in legno di faggio ed ha una macina di granito nero d'Africa.
Il mini mulino elettrico è anch'esso sostanzialmente costituito da una struttura in legno di faggio completa di tramoggia e dosatore, ospita all'interno due mole di granito per la molitura.
La mola inferiore  è fissa mentre quella superiore viene azionata da un motore  elettrico dalla potenza di 2 Kw funzionante a 220 Volts ed accoppiato ad un riduttore.
Questo mulino dispone di regolazione manuale della distanza delle mole; ciò consente di macinare cereali e granaglie differenti, sia per durezza  che per dimensione, come ad esempio mais, miglio, riso, frumento e così via.
La macchina non necessita di grande manutenzione, per un uso corretto è comunque meglio non prolungare troppo il tempo di lavoro, cosa che potrebbe provocare surriscaldamento alle parti meccaniche e ripercuotersi sulla qualità della farina, danneggiandone le proprietà nutritive.
Armando Bruzzi è dal 1985 che sta costantemente lavorando al miglioramento del suo progetto che finalmente sta per essere commercializzato in questi giorni.
I principali miglioramenti che egli ha apportato alle tradizionali macchine di questo tipo stanno nella mola, sia nel tipo che nella qualità, che nella velocità di rotazione del motore elettrico che non deve girare troppo velocemente.
Il mulino manuale è dotato dello stesso tipo di macine di quello elettrico e, secondo me è da preferirsi, nel caso non si debbano macinare grandi quantità di cereali.
Il rendimento del mulino elettrico va dai 10 ai 25 kg di sfarinato all'ora.
Le dimensioni del mulino elettrico sono di cm 58X60X38; quasi doppie rispetto al mulino manuale.
I costi approssimativi per l'acquisto di quest mini mulini sono di circa 2000 euro per il mulino elettrico e 900 euro per  il mulino manuale. Tony Graffio

mercoledì 31 dicembre 2014

Il trenino delle feste di Natale parte da Dergano

La Milano di Tony Graffio prosegue la valorizzazione e la diffusione di notizie riguardanti gli ultimi artigiani presenti in città.
In una società sempre più delocalizzata e virtuale è bello sapere che esistono ancora persone che fanno le cose per davvero con materiali naturali, in maniera tradizionale e con amore.

A Dergano, un quartiere nella periferia nord, tra Affori e Bovisa, in via Guerzoni angolo via Caianiello, 2 è presente da circa due anni un'associazione che promuove il riciclo ed il riutilizzo di oggetti di legno con l'impiego di attrezzi da falegnameria e liuteria.
Si tratta di un gruppo di 4 amici con diverse competenze professionali che hanno sentito l'esigenza di dar sfogo ai propri interessi e alle proprie passioni, coinvolgendo gli abitanti della zona in un laboratorio pubblico dove si praticano attività manuali per la riparazione d'oggetti d'uso comune, o la costruzione di qualsivoglia cosa progettata dal futuro utilizzatore.
Per accedere a questa falegnameria di quartiere basta pagare un euro per l'iscrizione annuale all'associazione di promozione sociale Terra del Fuoco e contribuire con 5 euro l'ora all'utilizzo dello spazio, degli utensili e per poter fruire dei consigli e dell'esperienza di Andrea Crivelli, Franco Gallerani, Massimo Alò e Mauro Poletti che ci seguiranno durante la realizzazione del nostro progetto artigianale.
In associazione vengono organizzati anche dei mini corsi professionali per l'uso del tornio, lezioni condensate in 10 ore, in due giorni ed altre simpatiche attività.

Un trenino da giardino in scala G (1:22,5 con binario a scartamento di 45mm) della Lehman

Durante queste feste invernali, sta svolgendosi la terza edizione del Trenino di Natale di Dergano, un'iniziativa voluta da Franco che è l'appassionato di modellismo del gruppo.
Dal 20 dicembre al 3 gennaio per i bambini e non solo, è possibile provare l'esperienza di condurre un mini convoglio ferroviario sul plastico che ha circa 16 metri di sviluppo di rotaie, miniatura allestita all'interno del laboratorio di falegnameria, tra sedie da riparare, squadrette di ferro ed altri attrezzi momentaneamente accatastati ai lati della grande stanza.

Le feste di Natale sono un momento magico per i bambini, chi è rimasto in città ha ancora un paio di giorni a disposizione per conoscere questi giochi da giardino diffusi soprattutto in Germania, Svizzera e Stati Uniti.
Un po' di svago e divertimento sono il modo migliore per passare le feste.
Giocare fa bene a tutti.


Se volete visitare la Terra del Fuoco e condurre i trenini in questi giorni, vi consiglio di telefonare prima a Franco: 3334110916, per prenotare il vostro viaggio ed essere sicuri di trovare il laboratorio aperto. Tony Graffio

Aggiornamento del 24 dicembre 2015
Quarta edizione del Trenino di Natale a Dergano. Anche quest'anno, nel periodo delle vacanze scolastiche invernali, c'è la possibilità di portare i bambini a giocare con i trenini dell'Associazione Terra del Fuoco. Per conoscere gli orari d'apertura della mini-ferrovia contattate Franco allo 3334110916.

La piccola stazione ferroviaria di Dergano