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mercoledì 10 settembre 2014

To Bruno Bettelheim

Tenendo gli occhi un po' aperti, si possono vedere molte cose particolari.
A volte, queste opere che incontriamo sono talmente vistose che rischiamo di non vederle, oppure di confonderle con qualcos'altro.
Quasi di fronte alla stazione di servizio chiusa, in viale Jenner, la mia attenzione è stata attirata da un'automobile che sembrava il rifugio di qualche senza tetto che invece dovrebbe essere una specie di opera devozionale, per grazia ricevuta o un tributo ad un personaggio che è stato tra i primi a studiare l'autismo. 

Panda dedicata a Bruno Bettelheim

La Madonna di Lourdes come polena

Montato sopra un baule portapacchi, troviamo un importante elemento religioso che protegge il cammino del viandante pellegrino che si muove a bordo della sua Fiat Panda grigio-arancio.
La bottiglietta santa, in questo contesto rappresenta un simbolo inter-religioso, in quanto Bettelheim era ebreo e per questo venne anche perseguitato.

Bollo quasi regolare

Bettelheim fu una figura molto discussa e controversa e poi si sa, non potrebbe esserci il bene se non esistesse il Maligno.

La Panda-rifugio parcheggiata sull'isola spartitraffico di viale Jenner.
Sullo sfondo la stessa casa che compare sul retro degli ex distributori di benzina Total Erg.

Panda poster

Aggiornamento del 24 settembre 2014
Ho incontrato il proprietario della Panda e gli ho parlato.
Si tratta di un giovane italiano che vive in questa automobile. 
Dice che la Panda non è propriamente un tributo a Bettelheim, ma una decisione che egli ha preso dopo aver letto dei libri che gli hanno cambiato la vita.
Lui consiglia a tutti la lettura di: "Un genitore quasi perfetto".
Mi piacerebbe tornare a parlare con quest'uomo per conoscere meglio la sua storia e come mai abbia scelto di parcheggiare in un posto tanto rumoroso e trafficato e cosa lo abbia portato a Milano per vivere in queste condizioni.

Una casa temporanea in mezzo al traffico

Il logorio della vita moderna

Anni fa c'era un famoso spot pubblicitario di un liquore che mostrava l'attore Ernesto Calindri bersi un bicchiere di questo amaro in mezzo alle macchine che gli scorrevano intorno. 
Idea poi ripresa anche di recente, in un video dove Elio e le storie tese fanno una parodia di questa situazione cantando: "Carciofon".
Questo giovanotto che vive sulla Panda è l'esempio vivente di una persona tranquilla ed educata, forse un po' provata dalla vita, che imperturbabile vede accadere di tutto intorno a sé, riuscendo a mantenere la sua flemma ed una certa serenità.

Aggiornamento dell'11 novembre 2014
Mi è capitato qualche altra volta d'incrociare G. per scambiare due parole con lui, ma purtroppo ero sempre un po' di corsa e non sono riuscito ad approfondire bene un discorso con lui.
Una sera che pioveva sono passato dalla Panda grigio arancione e l'ho trovata caricata con dei bauli sul lato destro, come se fossero degli armadi aggiuntivi, ho anche visto che c'era una vaschetta di plastica con la scritta: "Posta". Ne ho approfittato per lasciare un messaggio a G ed anche qualcos'altro. Nella cassetta, sotto delle foglie secche c'era già un'offerta umida che qualcuno, prima di me aveva lasciato per questo giovane uomo.
Prima d'andarmene ho ricoperto la buca della cassetta postale con un giornale per non far inzuppare il contenuto, chiedendomi tra me e me se poi G avrebbe letto il mio messaggio.
Due o tre giorni fa, finalmente incontro nuovamente colui che bivacca (so che non è una bella espressione, ma questo è l'uso che vien fatto della Panda) nell'automobile parcheggiata sullo spartitraffico sotto i platani. G mi dice che nella cassetta postale non ha trovato nulla di ciò che gli ho detto che c'era, ma questa cosa non sembra preoccuparlo minimamente, l'ho disturbato mentre stava mangiando un panino; neppure questa cosa gli crea imbarazzo o fastidio, anzi, forse è contento di poter scambiare qualche parola con qualcuno che s'interessa di lui.
Mi spiace molto che una persona, tra l'altro tranquilla ed equilibrata, debba vivere in questo modo, voglio convincermi che sia una sua scelta, cosa che in qualche modo anche G. mi conferma. Lui ha 37 anni, proviene da una città non lontana da Milano, non so bene cosa lo abbia portato qui circa 5 anni fa, forse il desiderio di trovare qualcosa di diverso da quello che conosceva, o la speranza di cambiare un po' la sua vita, perché, da quello che ho capito, dov'era prima non si sentiva compreso e non riusciva ad inserirsi in un modello di vita, per lui senza senso.
Dopo un po' che parliamo capisco che è una persona profonda che ha fatto un grande lavoro su se stesso, le difficoltà quotidiane, in qualche modo gli sono servite a capire delle cose, ma dice che è sbagliato credere che bisogna avere dei problemi per stare meglio, non è così.
Vengo a sapere da lui che ha parcheggiato la macchina in questo posto circa due o tre anni fa, ma che adesso non può più muoverla, per vari motivi; lui ha frequentato gli ambienti delle associazioni caritatevoli per un po' di tempo con la speranza di trovarsi un lavoro, ma si è sentito soltanto palleggiato di qua e di là, non riuscendo a reinserirsi in una vita normale, anche perché è una persona sensibile e gentile (non vuole soldi, né aiuti) e s'è un po' troppo sbilanciato sul piano spirituale, trascurando il piano fisico e le sue necessità terrene. Parla del suo corpo come di un vestito che si può sostituire, all'occorrenza. Gli ho detto che anche il buddismo parla in questi termini del corpo fisico, ma lui mi dice che a questa conclusione c'è arrivato autonomamente, senza conoscere questa filosofia orientale.
Mentre siamo lì in piedi, uno di fronte all'altro a parlare della società contemporanea e di come la gente, in generale, rifugga da certi discorsi un po' più profondi, di fianco a noi parcheggia un minivan con a bordo una famigliola composta da padre, madre un bambino di circa tre anni ed un poppante di neanche 6 mesi in braccia alla madre, avvolto in una coperta. G. li guarda intensamente con un sorriso e capisco che a lui manca quest'esperienza della vita. 
Lui non sembra avere altro desiderio che quello di poter costruirsi una sua famiglia, ma non sa se riuscirà mai a realizzare questo progetto; iniziamo a fare dei discorsi piuttosto personali intorno a questo argomento.
G è una persona non complicata, parla con lentezza, dicendo delle cose interessanti e profonde; mi confessa che è soprattutto a se stesso che serve parlare por potersi ascoltare e capire dove sta andando e cosa vorrebbe fare. 
Non so esattamente come passi le giornate, ma immagino che si sposti per Milano in strutture che accolgono le persone in difficoltà, a volte riesce perfino a trovare un posto dove potere consultare internet. Dice che ha visto questa pagina in cui io parlo di lui, non gli piace molto che io non conoscendo Bettelheim lo abbia criticato, ma per il resto, non ha obbiettato nulla.
Circa 3 anni fa quando la sua automobile poteva ancora spostarsi è andato in Trentino per trovarsi un lavoro stagionale nella raccolta delle mele, non ho ben capito se poi l'ha fatto, oppure no, forse sì, è in quell'occasione che ha letto: "Un genitore quasi perfetto" e di conseguenza ha colorato la sua Panda scrivendo sul cofano il nome dell'autore del libro.
La cosa che più mi sconvolge di G. è la sua tranquillità di fronte all'insicurezza, all'instabilità ed alla scomodità di questa situazione. 
Non so bene come inquadrare la sua vita, questo uomo non ha ansie, né preoccupazioni (almeno non sembra dare a vedere d'averne), non credo voglia cambiare il suo modo di vivere, a meno non trovi un'occupazione remunerativa, anche se lui sa che questa eventualità è piuttosto remota poiché G. non ha specializzazioni professionali, né qualifiche d'altro tipo che possano aiutarlo ad incontrare le richieste già rare di personale generico.
Secondo lui, bisogna essere molto preparati e straordinariamente competenti per poter uscire da una condizione simile alla sua e rimettersi a percorrere la strada della vita fatta di ritmi scanditi da impegni di lavoro, famiglia, amici e tutte quelle cose, magari anche noiose e ripetitive che prima riempivano la sua esistenza, senza però dargli modo di lasciar emergere il suo lato umano e l'empatia verso gli altri.
Capisco dai suoi discorsi che G. non si trova molto a suo agio in un mondo in cui la gente fa delle cose senza bene sapere perché le faccia ed avere la possibilità d'ascoltare meglio se stessi e capire il proprio prossimo.
G. è veramente fuori dal mondo, non lo dico come una critica, ma come il riconoscimento di un disagio che in realtà non è il suo, ma di tutti coloro che gli passano intorno senza notarlo, o parlargli.
Forse se G. continuerà a vivere qui potrà proseguire a confrontarsi con se stesso e capire cose fondamentali che lo riguardano e gli consentiranno di farsi conoscere meglio dagli altri. Ma gli altri, coloro che sono presi dal logorio della vita moderna, si fermeranno mai a chiedersi perché fanno tutto ciò che fanno per contribuire a sviluppare un mondo che ti consuma ogni giorno di più rendendoti meno umano?
La storia di questa persona mi sta coinvolgendo, mi piace il suo modo di ragionare e la sua serenità. 
Tra le altre cose che mi hanno colpito nel modo in cui G. sta ornando il suo rifugio a 4 ruote c'è una fotografia che ha sistemato sotto un tergicristallo. Non gli ho chiesto niente di questa immagine che potrebbe ritrarre se stesso da ragazzo insieme a delle persone care.
Fotografia ritrovata

Non so se la sua famiglia sappia che G si trovi qui, forse non dovrei mostrare quest'immagine, però le fotografie sono qualcosa di troppo affascinante per me, non posso fare a meno di raccontare questa storia senza mostrare almeno un fotogramma della vita di quest'uomo.

Aggiornamento del 17 novembre 2014
Nonostante le grandi piogge e le alluvioni, la Panda di G. sembra ancora in buone condizioni.

Vicini ingombranti


martedì 8 luglio 2014

Toy di fronte alla piena del Seveso

Oggi a Milano, in zona Niguarda, ed all'Isola abbiamo assistito all'esondazione del fiume Seveso ed a breve, più a Nord è attesa anche l'esondazione del fiume Lambro.
Io ho personalmente potuto vedere un evento eccezionale in cui una grande quantità d'acqua s'è riversata dal cielo ed, in seguito, dai corsi d'acqua, nelle strade di queste zone. 
Tutto questo disastro accadeva mentre nel centro storico, chiuso al traffico, si svolgeva un incontro con i ministri degli affari interni dei paesi della Unione Europea, nell'ambito delle iniziative prese dall'Italia come paese a guida del parlamento europeo.
I danni sono molto ingenti, cantine, garage, laboratori allagati e pieni di fango uscito dalle fogne, per non parlare della chiusura della linea 5 della Metropolitana e le difficoltà per gli spostamenti a piedi o con altri mezzi. Un gestore di una tavola calda mi ha raccontato d'aver dormito in macchina perché era stato sorpreso a notte fonda dall'alluvione che non gli consentiva di raggiungere casa.
Idrovore che pompavano acqua in continuazione per liberare vani caldaie, e seminterrati. In un condominio era stata da poco sostituita la caldaia per un costo di 56.000 euro, spesa che dovrà essere ripetuta a breve, ma questo è solo una delle moltissime situazione di disagio e di pesanti perdite economiche che si sono registrate a Milano, una città che un tempo era il motore industriale, commerciale e morale d'Italia.
Fortunatamente, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia s'è prontamente offerto di risarcire tutti i danni causati dall'esondazione.
Una ragazza cinese era incredula di ciò che ha dovuto affrontare e mi ha confessato che non si sarebbe mai aspettata di dover fronteggiare un'emergenza del genere in una città europea come Milano.
Proprio oggi, in via Cola Montano, su un grande bidone della spazzatura del Comune ho notato una figura somigliante al Sindaco con un lungo naso da pinocchietto: che sia un cattivo auspicio alle promesse pronunciate da Pisapia?
Speriamo di no, certo che quando ci si trova davanti ad una tale sincronia di eventi è difficile non mettere insieme le cose...

Giuliamo Pisapia bugiardo e taglieggiatore del cittadino
Toy, il burattino antropomorfo con le sembianze da Sindaco è un po' spaventato per aver visto arrivare l'ondata record della piena del Seveso in data 8 luglio 2014

Non so chi sia l'autore di quest'opera che non ho visto da altre parti e non so nemmeno cosa abbia spinto l'autore a dare questa interpretazione piuttosto critica di un uomo che sembra il Sindaco di Milano, vale però la pena di registrare i fatti e le parole di oggi per vedere se in futuro ci sarà davvero un valido intervento del Comune per rimborsare i danni causati ai cittadini, a seguito di una gestione poco precisa delle acque che scorrono nel sottosuolo e delle barriere che ne dovrebbero regolare il flusso.
La cosa strana è che il problema è conosciuto da tantissimi anni, almeno 60, però la situazione non riesce ad essere arginata o risolta, infatti oggi c'è stato un allegamento record che ha portato l'acqua fin dove non era mai arrivata prima.
Ci dobbiamo davvero preoccupare?


PISAPIA E' UN GENIO (del male)
Aggiornamento del 21 luglio 2012

Non ci sono limiti al peggio, non bastava l'esondazione dell'8 luglio 2014, che comunque è stata sicuramente aggravata dall'incompetenza di qualcuno, poiché non si era mai visto un livello delle acque tanto elevato, specie dopo che i lavori della linea lilla della Metro 5 sono stati completati...

Si sa, i problemi si possono risolvere solo in un modo, ovvero aggiungendone di nuovi e aumentando la tangente che il cittadino deve versare a stato, regioni, province, comuni, e chi più ne ha più ne metta. 
Forse, chi gestisce la res pubblica pensa che creando nuovi problemi si possono meglio dimenticare quelli vecchi. Differenziare le preoccupazioni è certo una bella strategia politica. Ormai, si vive quasi esclusivamente per bersi tutte le panzane che ti propinano e per compiacere l'amministratore di turno che, un giorno s'inventa la promessa di rimborsarti i danni che ti ha causato (sperando che non si comporti allo stesso modo di quando promise di pagare le multe per le affissioni elettorali abusive), mentre qualche giorno dopo, quando stai per lasciare la città per goderti nemmeno una settimana di vacanza all'anno, un po' di nascosto, come fanno  certi ragazzini un po' discoli, ti dipinge le strisce blu per la strada.
Magari hai il box allagato, o pieno di fango e non sai dove mettere l'automobile? Meglio, così sei obbligato a lasciarla per strada e pagare il parcheggio al Comune. 
Che mossa! Quando si dice che i nostri politici perdono tempo, certo non si pensa alla Giunta milanese che sa bene come muoversi quando tu sei con la cacca fino alle orecchie. Il Sindaco, o chi per lui, quando c'è da aprire chiuse o tombini che potrebbero ridurre la portata delle acque a Milano, forse, si fanno un bel pisolone, ma di certo costoro non dormono quando c'è da importi la gabella che ti dà il colpo di grazia! 
Altro che rimborsi! Questo sì che è tempismo!
Oltre il disastro ambientale, i danni economici, fin'ora stimati in circa 47 milioni di euro. 
La tua casa, il tuo garage, il tuo seminterrato non li vuole più nessuno?
Chi vorrebbe comprarsi un appartamento (o affittarlo) in una zona dove quando meno te l'aspetti c'è l'acqua alta e non bastano nemmeno gli stivaloni da pescatore per andare a passeggio?
Per non parlare della tua automobile.
Da non credere!
Possibile che chi prima ti dice che ti rimborserà i danni subiti, poi infierisca in questo modo subdolo? Ma siamo uomini o sciacalli?

Ah non credete a Tony Graffio?
Va bene allora guardate le sue fotografie e ditemi cosa vedete.


Divieto di sosta in via Airolo, nuove strisce blu dopo l'esondazione

Lavori per conto ATM

Non mi risulta che ci sia stato nessuno che abbia spiegato le cause che hanno portato ad un'esondazione da record, però qualcosa di strano è sicuramente accaduto, o un errore madornale del quale tutti i responsabili giustamente si vergognano (mai abbastanza), ma poco importa tanto i colpevoli restano sempre impuniti, oppure una progettazione sbagliata di qualcosa che ha a che vedere con la linea 5 della metropolitana.
Se davvero dovesse esserci una responsabilità di ATM per quanto accaduto, trovo geniale che sia la stessa ditta municipalizzata che poi imponga il pagamento orario per parcheggiare in un luogo dove lasciar la macchina può significare doverla poi gettare via per la melma che ti entra nell'abitacolo, nella scocca e negli ingranaggi del motore.


Dopo due settimane dall'alluvione la strada fa ancora schifo, però adesso se vuoi farti rovinare la macchina devi anche pagare

Sia ben chiaro che Tony Graffio non ha nulla di personale contro questa Giunta, il Sindaco, l'opposizione o la Giunta precedente, questo non è un discorso fazioso, ma un ragionamento che è impossibile non fare in un mondo normale, peccato però che chi decida azioni di questo tipo non possa essere considerata una persona normale...



Chiudiamo in bellezza

A due settimane di distanza dall'alluvione, ci sono ancora oggetti rovinati di vario tipo che escono dalle cantine e dai garage per essere depositati sui marciapiedi, in attesa che il servizio di rimozione dei rifiuti dell'Amsa passi a ritirarli.

Quando cammini, vai in bicicletta e specialmente se  passi di qui in moto, ma basta anche una bava di vento, ti entrano negli occhi e un po' dappertutto quelle simpatiche polveri che prima di depositarsi secche sulla strada erano uscite dalle fogne sotto forma di melma.
Che belle le polveri di melma in estate, hanno un aroma inconfondibile, non c'è nemmeno bisogno d'andare in qualche porto, vicino a qualche scarico di liquami e ti senti già al mare. Senza nemmeno spendere per andare in vacanza! Che pacchia!
Hai il box inutilizzabile? Hai buttato tutto quello che avevi in cantina? Nessuno affitterà più il tuo laboratorio seminterrato?
Non pensarci, chiudi gli occhi, fai un bel respiro e vedrai che ti passa tutto.
Ricordati però di pagare il parcheggio, perché altrimenti da domani ti faranno anche la multa.

Le fotografie del 21 luglio sono state effettuate con una Pentax Q


Aggiornamento del 13 novembre 2014

Non si può più andare avanti con le promesse da marinaio, mentre la città affonda.
Guardate che bel video, ci sono anche i disegni del tunnel della Stazione Garibaldi.

Aggiornamento del 15 novembre 2014

E ci risiamo, 2 esondazioni in 3 giorni, non ho nemmeno voglia di fare le fotografie di questo disastro. Intanto le grandi menti che gestiscono il territorio a livello politico ed imprenditoriale a cosa pensano? Vogliono spendere più di 30 milioni di euro per costruire l'albero della vita, simbolo di Expo 2015.
Penso che a breve Tony Graffio tratterà questo argomento.

Secondo aggiornamento del 15 novembre 2014

Non ho saputo resistere e sono andato a vedere la situazione dal vivo in piazzale Lagosta.
Non ho mai visto l'acqua a questi livelli fino da queste parti. Poiché non avevo voglia di trovarmi in situazioni spiacevoli, ho cambiato strada e me ne sono andato.


Ore 17.03

Ore 17.03

Non è pensabile che ad ogni temporale estivo e ad ogni pioggia un po' sostenuta Milano si debba trovare in queste condizioni.

I governanti globali ci hanno detto fino alla nausea che non esiste il cambiamento climatico, è tutto normale, ebbene, i sindaci, i presidenti delle regioni e tutti i politici che non sono in grado d'affrontare e risolvere i problemi dei cittadini, se ne devono andare e non farsi più vedere perché gli incapaci non devono occuparsi di alcun che.
Quello che sta accadendo in questo paese ed in questa città è l'esempio lampante che le ciance servono solo ad innervosire la gente e prenderle in giro, non a risolvere i problemi gravi ed urgenti.
I cittadini sono anch'essi responsabili di quello che sta succedendo perché devono smettere di mettersi le fette di salame sugli occhi e delegare a gestire i beni comuni solo gentaglia che sa arraffare a discapito del benessere generale. 
Autogestione.
O dobbiamo andare avanti così? 
E' interessante vedere come l'elegantissima zona Isola non sia esente da problemi, prima è stata demolita per essere ricostruita con modernissimi grattacieli che svettano in mezzo ad un grande lago urbano.
Io anche se avessi miliardi da euro da buttar via, sicuramente non mi comprerei un appartamento, o un ufficio in questi palazzi, e voi? 
Oppure, ancora una volta, a parole, Mr. Giocattolo rimborserà tutti? T.G.

martedì 25 febbraio 2014

Giocoliere semaforico

Ognuno di noi è più disponibile ad offrire qualche soldo a chi sta sulla strada se riceve in cambio un un piccolo servizio. Ogni periodo ha la sua proposta pseudo-commerciale, da qualche anno capita di trovare acrobati sui trampoli o giocolieri con le palline ad intrattenere gli automobilisti fermi al semaforo rosso. Questa mattina, all'angolo tra via Mac Mahon ed il cavalcavia Adriano Bacula ho incontrato Nicola, un giocoliere un po' improvvisato che tentava di portare un pochino d'allegria a coloro che la mattina vanno al lavoro col suo spettacolino, infatti era più il tempo che le palline rotolavano per terra che quello che le palline volavano in aria.

Nicola giocoliere sulle strisce pedonali

Se tutto va bene, Nicola riesce ad attraversare la strada con le palline in aria 2 o 3 volte

Fotocamera Fujifilm X100s