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martedì 19 febbraio 2019

Michel Casarramona graphic designer per poster serigrafati e stampati in offset

Martin Infanger e Michel Casarramona sono i due graphic designer svizzeri invitati ad esporre i loro poster a Filler 2018. 
In un garage di Zurigo, nel 2011, hanno organizzato un poster-bazar insieme a illustratori e grafici internazionali, per mostrare e vendere i loro lavori.
Questa idea iniziò a svilupparsi quando Michel, invitato da persone che ancora non conosceva andò ad Amsterdam nel 2006 per esporre i suoi poster incontrando l'interesse di un pubblico appassionato e numeroso. Tornò successivamente una seconda volta ad Amsterdam ed anche in quella occasione riscosse un buon successo procurandosi un numero cospicuo di contatti di altri graphic-artist che sentiva di voler ringraziare in qualche modo per l'occasione avuta di far conoscere i suoi lavori in Olanda.
Fu così che prese corpo l'idea di organizzare la vendita di poster in garage. Il successo fu enorme e inaspettato, ci furono migliaia di visitatori e tutti i partecipanti vendettero moltissimi manifesti. Lo scorso dicembre Tony Graffio ha incontrato Michel Casarramona a Milano e lo ha intervistato per Voi. TG


Poster Art
Super Bowl Zurich di Michel Casarramona

Intervista di TG tradotta da un dialogo con Michel Casarramona in lingua inglese

Tony Graffio: Michel, raccontaci cosa accadde durante quella vendita di poster che hai organizzato a Zurigo; arrivarono molti appassionati anche dall'estero?

Michel Casarramona: Gli artisti che parteciparono erano essenzialmente svizzeri e olandesi, in seguito fummo in grado di organizzare un altro evento del genere con artisti internazionali provenienti anche da altri paesi, soprattutto europei. Si trattò di un'esposizione un po' più grande che si è svolta nello stesso posto di quella precedente. La qualità dell'evento fu migliore e tutti furono molto contenti. Si trattava di un festival di grafica di tre giorni, come Filler. L'organizzazione fu molto impegnativa, per questo non me la sono sentita di dar vita ad altre edizioni. Eravamo convinti che potevamo organizzare qualcosa del genere, ma in piccolo, nel periodo pre-Natalizio, una vendita limitata dove si poteva avere l'opportunità di parlare di illustrazione. Per noi questo evento non doveva diventare un lavoro; volevamo passare quest'impegno a qualcuno dei nostri amici, ma senza diventare concorrenti o rivali. Ci interessava lavorare insieme, avevamo precedentemente avuto qualche brutta esperienza con alcuni clienti quindi ci consigliavamo reciprocamente di non lavorare con chi non ci aveva pagato. Anche a Berna c'è chi organizza dei poster-bazar, mentre Martin si dedicò alle sue vendite a Lucerna.

TG: Ci sono molti altri poster artist in Svizzera?

MC: Sì, molti, c'è una lunga tradizione di poster design in Svizzera.

TG: Tu e Märt Infanger qui a Filler avete esposto molti lavori.

MC: Sì, abbiamo portato tutto quello che abbiamo fatto.

TG: Impressionante.

MC: Sì, lo è anche per me e Martin. In realtà avremmo altri poster, ma qui abbiamo esposto solo i nostri favoriti. Abbiamo scelto di portare le cose che la gente a Zurigo ha già visto perché non avevamo mai esposto a Milano e qui il pubblico può vedere i nostri lavori migliori. Mi riferisco ovviamente alle persone interessate ai poster.

TG: Siete già stati ad eventi come questo in Europa, magari in Spagna o Germania?

MC: Sono stato all'Image Festival di Rotterdam e un paio di volte alle Garage Sales in Amsterdam, ma da quando ho una famiglia non mi voglio allontanare da casa per troppo tempo. Per l'Italia ho fatto un'eccezione perché mi piace molto il vostro paese e veniamo qui anche per le vacanze.

TG: Dove andate in vacanza di solito?

MC: A Sanremo o a Levanto. Non è lontano da dove viviamo e questa è una buona cosa per i bambini perché non è così facile fare lunghi viaggi con i più piccoli.


La sala delle esposizioni di Michel Casarramona e Martin Infanger a Filler 2018 presso il Santeria Social Club di Milano
La sala delle esposizioni di Michel Casarramona e Martin Infanger a Filler 2018 presso il Santeria Social Club di Milano

TG: Michel, tornando ai tuoi poster, tu stampi sia in serigrafia che in tipografia, quando decidi di stampare in serigrafia? E quando in Offset?

MC: Normalmente, è un problema che ha a che fare con le preferenze del cliente. Se mi chiede una serigrafia preparo un disegno adatto ad essere serigrafato. Se invece c'è la necessità di fare un'edizione più grande normalmente prepariamo qualcosa per la tipografia.

TG: Le serigrafie hanno colori molto brillanti.

MC: Sì, ho la fortuna d'avere un serigrafo molto bravo, Axel Friedrich, che abitualmente stampa arte a Lenzburg, vicino a Zurigo. Axel è anche un collezionista di attrezzatura e macchine antiche da stampa. Il suo laboratorio è grandissimo. Ci conosciamo da moltissimo tempo, da quando entrambi andavamo ai concerti Punk-Rock. Abbiamo trovato insieme una tecnica per stampare a colori senza utilizzare troppi inchiostri; un trucco è quello di stampare un colore brillante su un colore scuro con della pasta trasparente, in modo che il nero non sia coprente al 100% e si riesca così ad ottenere un tono nuovo. In questo modo da due colori ne escono tre. Prima si stende il colore scuro e poi quello chiaro. Se per esempio hai un rosa semitrasparente steso su un nero puoi ottenere un viola; da un giallo semitrasparente e da un nero e può uscire un verde. Ecco come stampiamo.

TG: Spesso anche i bar e le altre attività commerciali della tua zona ti commissionano poster?

MC: Sì, questo per esempio mi è stato chiesto dal Mata Hari Bar per il loro decimo anniversario dell'apertura. Loro si erano già occupati del volantino dell'inaugurazione ed io ho progettato il logo con il design della grafica. Ho realizzato molte grafiche per i bar ed i ristoranti.

TG: In quante copie sono stati stampati questi manifesti?

MC: 220.

TG: I poster erano in vendita nel bar?

MC: Erano stati dati ad altri bar per far sapere alla gente che quella notte ci sarebbe stato il concerto dei Reverend Beat-Man. Lavoro per molti di quei clienti o amici; dico loro che gli farò un buon prezzo, ma li avverto che trattengo per me una cinquantina di copie del poster in modo da poterle vendere in seguito per conto mio.

TG: Hai realizzato poster anche per spettacoli di Burlesque?

MC: Sì, qua dietro (mi mostra una parete un po' nascosta della sala dove compaiono poster di donnine nude) ho da mostrarti qualcosa. Il Burlesque si presta molto bene per la realizzazione di poster.

TG: Tu fai stampare i tuoi poster anche in offset, mostrami qualcosa per favore.

MC: Sì, anche tra i poster stampati in offset ci sono alcune differenze. Questo per esempio è stampato in colori a tono pieno con cyan, magenta e nero, quest'altro con il rosa del tono della pelle, col verde e col marrone.

TG: Alcuni sembrano avere i colori delle serigrafie.

MC: Sì, sono quelle stampate con i toni pieni del colore.

TG: Sono più colorate?

MC: Sono diverse.


TG: Se le osservo con un lentino posso vedere un pattern di fondo.

MC: Da quello puoi distinguere che sono stampate in offset.

TG: Osservandole bene si vedono delle differenze. È perché sono state stampate con macchine da stampa diverse?

MC: Esattamente. Questa non è rasterizzata, è una stampa a toni pieni di colore e qui non c'è un tono pieno di colore, eccetto che per il colore giallo. Anche questa del bowling è una stampa a toni pieni di colore. Ho realizzato 10 diversi poster per un torneo di bowling.

TG: Quante copie tiri in offset?

MC: Circa 300.

TG: Ah, non così tante...

MC: No.

TG: Il tuo amico Axel ti consiglia per quale macchina da stampa utilizzare a seconda del disegno che gli proponi?

MC: Sì, lui stampa e io sto vicino a lui per fare i test del colore; prendiamo le decisioni insieme perché io non sono capace di stampare, ma so quello che voglio.

TG: Chi decide se realizzare una serigrafia o una stampa offset?

MC: Generalmente, il cliente prende questa decisione, ma altre volte mi chiede in che modo possiamo ottenere il risultato migliore, così io penso a qualcosa che abbia senso. A volte, se appendi un poster realizzato in offset vicino ad una finestra i colori sbiadiscono molto velocemente.

TG: I colori tipografici sono più delicati?

MC: Sì. Se li esponi ad una forte fonte di luce che contiene raggi UV, in un paio di settimane il 50% del colore svanisce. Le serigrafie invece non sbiadiscono mai, c'è così tanto pigmento nel colore e uno strato così spesso sulla carta che non sbiadisce.

TG: Potresti scegliere di dare un effetto volutamente invecchiato a certe stampe offset?

MC: No non lo faccio perché dopo un po' acquisiscono quell'effetto in modo naturale.

TG: (risata) Certo... E quanti colori usi per la stampa offset?

MC: In questa (mi mostra un poster) ci sono 4 colori.

TG: A quanto sono vendute le stampe offset?

MC: Costano 20 euro.

TG: La stampa offset dovrebbe costare meno della serigrafia vero?

MC: Vero.

TG: Effettui vendite online?

MC: Sì, il mio sito è: https://www.casarramona.ch/ è un webshop, ma anche una vetrina dove poter vedere il mio portfolio.

TG: Da quanto tempo svolgi questa attività di grafica e illustrazione?

MC: Da circa 30 anni. Ho iniziato il mio apprendistato intorno ai 19-20 anni di età ed ho finito nel 1991, poi mi sono messo in proprio per immergermi nel campo della grafica, del design e dell'illustrazione.

TG: Per quale motivo hai scelto di non partecipare a grandi fiere ed eventi internazionali?

MC: Con una famiglia e dei bambini piccoli non è facile spostarsi e partecipare ad eventi che sono interessanti, ma molto stancanti.

TG: Hai altre cose da dire?

MC: Avrei molte altre cose da dire, ma sono un po' stanco perché ieri ho impacchettato tutto il materiale da portare qua in mostra fino alle quattro del mattino e alle sei ho preso il treno per venire qui. La prossima volta vi racconterò di più.

TG: Va bene Michel, grazie. Magari la prossima volta verrò a trovarti io a Zurigo, mi piacerebbe conoscere e visitare anche il laboratorio di Axel a Lenzburg.


Il poster di Filler 2018 di Michel Casarramona è stato stampato da Daniel Tummolillo per Thunderbeard n 75 esemplari.

Daniel Tummolillo ci spiega come ha realizzato la serigrafia per il poster di Filler 2018 disegnato da Michel Casarramona

Dario Maggiore mi ha chiesto di stampare il progetto grafico di Michel per Filler 2018 e devo ammettere che questa cosa mi ha creato non poche difficoltà per la precisione con cui è stato disegnato il poster. 
Il primo problema con cui ho avuto a che fare era di carattere tecnico; il plotter che mi ha preparato le pellicole le ha leggermente deformate. Michel mi aveva inviato tre file con i tre livelli di colore dell'immagine da stampare: nero, giallo e  rosa.
Una volta che sono andato a farmi stampare le pellicole pensavo fossero precise, ma quando poi sono andato a farmi sviluppare i telai mi sono accorto che non riuscivo a metterli perfettamente a registro. Questo era dovuto alla deformazione della stampa del plotter sulla pellicola trasparente. Stiamo davvero parlando di una deformazione minima di alcuni centesimi di millimetro di spessore, eppure, una volta che si va a stampare, tale deformazione dà luogo ad un problema visibile.
Mi è piaciuto fare questo lavoro perché era complesso e stimolante ed ho avuto modo di osservare l'estrema precisione di Casarramona. Probabilmente, lavorare molto al computer abitua a generare file perfetti.
Il risultato finale non è stato quello che mi ero immaginato di poter dare a Dario, in alcuni punti si può notare sulla stampa qualche minima imprecisione, ma il problema non era possibile correggerlo completamente perché allineando perfettamente un lato, andava leggermente fuori registro l'altro lato dell'immagine. Sono comunque riuscito a trovare un buon compromesso per non rendere evidente la differenza creatasi tra i telai. Casarramona è stato contentissimo del mio lavoro, cosa che mi ha fatto piacere, anche se mi dispiace non essere riuscito a effettuare una stampa perfetta.  È stata un'esperienza interessante che mi ha permesso di capire meglio cosa fare per migliorarmi perché lo scopo di tutti è quello di fare sempre meglio il proprio lavoro di un un prodotto fatto a mano con impegno e competenza.
Avrei avuto necessità di disporre di macchinari capaci di effettuare microregolazioni per mettere a registro un punto con altri due. I piani da stampa che ho a disposizione presso L'accademia di Belle Arti di Brera offrono questa possibilità di regolazione fine, come tutti i piani da stampa manuali, semiautomatici e automatici, ma io purtroppo non dispongo ancora di queste attrezzature sofisticate presso il mio laboratorio privato a Popoli, in Abruzzo. Il mio banco da stampa è molto semplice: è costituito da due pinze su un tavolaccio, è un'attrezzatura che per i lavori che normalmente affronto funzionabene in abbinamento alla copisteria alla quale mi rivolgo ed al modo che ho di preparare i lucidi e di stampare. Avrei potuto risolvere il problema inviando i file di Michel a qualcuno che mi avesse preparato direttamente i telai per la stampa, però mi sono accorto del problema quando ormai avevo già iniziato la fase di produzione.
Anche una fotounità mi avrebbe permesso di preparare dei lucidi in modo corretto con il nero perfettamente coprente e senza alcuna deformazione del supporto trasparente su cui viene stampato il nero, ma le fotounità ormai sono diventate rare e ce ne sono in giro poche. Non tutti stampano col plotter sull'acetato che sarebbe il tipo di supporto ideale per poi poter ottenere la stampa sui telai da serigrafia. Il normale lucido semitrasparente in polietilene, con l'inchiostro, il calore e un minimo di pressione imposta dal plotter tende a deformarsi quel tanto che basta per crearti successivamente un problema.
Vedere l'immagine finale ad una distanza di cm 50-100 non dà la possibilità di osservare fuori allineamenti perché visivamente i colori si fondono bene, ma se si va a vedere la stampa un po' più da vicino e ci si aiuta con una lente si è in grado di percepire qualche minimo errore nel registro dei telai. In più, nel disegno di Michel appariva una retinatura di fondo che mi fa pensare che ci sia una certa abitudine a preparare i file per la stampa offset che, essendo fatta da macchine che funzionano in modo automatico, richiedono una precisione estrema.
Un'altra possibile soluzione per la stampa a tre colori che dava un quarto colore risultante dalla fusione del nero con il giallo per ottenere il verde e un quinto colore grazie al fondersi del rosa e del nero per ottenere il lilla, sarebbe stata quella di preparare sei livelli di colore anzi che tre per campiture piatte senza retinatura e dare le sfumature con linee e tratteggi d'altro tipo, ma questo avrebbe allungato i tempi di lavorazione e fatto lievitare i costi di stampa. DT


Martin e Michel a Filler 2018


martedì 2 ottobre 2018

Gommafestival, una piccola e gioiosa festa dell'illustrazione

Maristella De Paoli, Sara Teofilo e Andrea Vittone sono i tre organizzatori del Gomma Festival, una mostra mercato dell'illustrazione che in questa edizione 2018 ha anche ospitato eventi musicali e un'interessante chiacchierata con  quattro affermati disegnatori/grafici/vignettisti del panorama nazionale/internazionale, live painting e laboratori per bambini e adulti.
Dall'idea di progettare un nuovo festival per artisti emergenti, all'atto pratico di farlo nascere il passo è stato breve; i tre amici si sono riuniti ed hanno lavorato sodo sotto la spinta della passione per le arti grafiche e la voglia di fare qualcosa di frizzante e divertente da portare in giro, non solo a Milano. 
Dopo le esperienze avute in questo campo a Piacenza, Ivrea e Torino si è cercato un rapporto di collaborazione con vari quartieri a Milano per realizzare un evento che potesse coinvolgere la città. Il primo anno (2015) il "Gomma" viene ospitato al Baraonda che è un Centro Sociale Autogestito, a Segrate, per poi spostarsi nel 2016 al CasciNet di Lambrate, e al Giardino delle Culture nel 2017. Il Gomma Festival sta così contribuendo a portare alla ribalta i giovani artisti e i nuovi spazi pubblici e privati, così come i locali relativamente più nascosti.

Gomma Festival Robb de Matt
 Mariastella De Paoli, Sara Teofilo e Andrea Vittone, organizzatori del Gomma Festival al Robb de Matt di Dergano

Il Gomma si divide in un'Edizione Estiva e in un'Edizione Natalizia oltre che in altri eventi estemporanei che sono stati ospitati fino ad ora al Circolo Magnolia, alla Santeria, al Madama Hostel e alle Officine Libra di Monza.

Robb de Matt


Il Gomma Festival ospita le arti grafiche, ma ha anche un occhio di riguardo per chi si occupa di fumetto, infatti tra gli espositori di questa edizione era presente Spugna, un fumettista underground che sta velocemente ampliando le sue cerchie di lettori.
Vengono bene accolte anche le opere di cut-up, o collage e di editoria indipendente.
A differenza di altre manifestazioni simili, Gomma oltre a mantenere l'ingresso gratuito lascia libera partecipazione anche ai workshop e alle altre attività.
A Milano esistono altri interessanti festival dell'illustrazione, come Pachewgo e Filler dei quali Frammenti di Cultura ha già scritto. È in queste occasioni che gli addetti ai lavori possono incontrarsi e scambiarsi informazioni importanti, oltre che dare modo al pubblico di acquistare pezzi in produzione limitata che altrimenti non sarebbe facile vedere e valutare di persona.


Robb de Matt Dergano

È abbastanza facile fare accogliere il proprio banchetto alla mostra-mercato, anche se sono gli organizzatori che normalmente si preoccupano di selezionare gli espositori e di invitarli a questa manifestazione della durata di un solo giorno. Domenica 9 settembre, al "Robb de Matt" hanno partecipato 30 espositori e circa 1300 visitatori. TG

Hanno esposto i loro lavori:
Kem in the middleGiulia Tassi grafica e illustrazionePelo, Francesca Perego, Roberto GentiliIlaria GrimaldiNoura TafecheOregon Pizza (Martina Esposito), Rossella Ferro & Martina Binosi, Northern Cloud (Claudia Pastori), Schiene PeloseValeria CrociataRebigoGiulia GuerciPratiche dello YajèSenz'H, Quickie Scenes, Bolo Paper, Erika Sanzeni, Sofia ParaviciniGGTIl minuto instabile , Ladan Tofighi, Martina Sobacchi, Antonella Di Dedda, Lahar MagazineNicolò CanovaFernando CobeloFra design e Spugna.

venerdì 24 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 8a Parte: Diego Bonci

Diego Bonci riconferma la sua presenza al Basement Party, ma quest'anno la sua esposizione viene ospitata da Rosso Intenso, un'apprezzata enoteca in via Mura Occidentali 9/a, a Jesi.

Diego Bonci posa accanto a Videodrome, una sua illustrazione stampata su Risografia da Topocopy in Belgio.

Un'animazione del Videodrome di Diego Bonci

Tony Graffio: Ciao Diego, ci rivediamo a distanza di circa 8 mesi dalla precedente edizione del Basement; come vanno le cose? Sei soddisfatto di questa sistemazione? Luca, ti ha trattato bene?

Diego Bonci: Luca è stato molto gentile, questo locale era già bellissimo prima del mio arrivo, ma adesso che abbiamo sistemato le mie illustrazioni sul muro di fronte al bancone è ancora più bello. Ero un po' spaventato dal fatto di esporre in un locale specializzato in vini perché amo molto la birra, ma ho scoperto che Luca è molto rifornito di ogni tipo di bevanda.

TG: Fantastico! Mettiamolo alla prova. (Rivolgendomi a Luca Civerchia) Luca ce l'hai la Bière du Demon?

Luca Civerchio: Mi spiace, no. Ho tante birre, ma prediligo la produzione locale, quindi propongo soprattutto le birre artigianali della nostra zona.

TG: Allora avrai la Wallop...

Luca: (Ridendo) Eh, ancora no, perché devono ancora presentarla. La degusteremo domenica sera in chiusura del Basement Party.

TG: Ho capito, allora posso chiederti qual'è la tua birra preferita?

Luca: Bella domanda... Io scelgo sempre la birra in abbinamento a quello che mangio. Non esiste la birra preferita, ma l'abbinamento migliore.

Diego, Milly e Luca Civerchia dietro il bancone di Rosso Intenso.

TG: Cosa si mangia a Rosso Intenso?

Luca: A Intenso Rosso si mangia di tutto: carne, pesce e anche vegetariano. Tutti cibi stagionali con menu a rotazione che cambiano spesso.

TG: Con un panino all'aringa che cosa mi consiglieresti?

Luca: Con l'aringa mi permetterei di consigliarti un vino delle nostre parti: un bel Pecorino di Offida.

TG: Torniamo a te Diego, volevo proporti di decorarmi una delle piccole zucche che ho portato qui; puoi disegnarci sopra quello che vuoi, un tuo personaggio preferito, oppure qualcuno che per te ha un significato speciale. Accetti questa sfida che sto proponendo anche ad altri illustratori e grafici presenti qui a Jesi per il Basement?

Diego: Certamente Tony, con piacere.

TG: Chi disegnerai sulla zucca?

Diego: Penso che disegnerò mia nonna...

TG: Ok, per me va bene, ricordati domani di passare da me al Cotton Club e te ne consegnerò una tutta per te. Se non dovessi esserci prendila direttamente dalla cassetta che contiene le zucche.

Diego: Va bene, passerò domani a ritirarla.

TG: Mi raccomando, quando me la riconsegnerai decorata, allegami anche una fotografia di tua nonna, così che possa vedere se le assomiglia o se mi hai preso in giro...

Diego. Ahah, d'accordo... Povera nonna!

La nonna di Diego

Prossimamente, vedrete altre interpretazioni di zucche decorative da parte dei partecipanti al Basement Party: ogni riferimento a persone reali è del tutto casuale!


mercoledì 22 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 4a Parte: Rajesh Pisa

Il pubblico per noi del Basement Party è importantissimo. Tutto viene allestito, organizzato, preparato, suonato e raccontato per far divertire le ragazze e i ragazzi che amano il Rock and Roll e lo stile di vita Underground, ma anche gli appassionati di arti visive più maturi; i fan di un gruppo musicale o di un artista; i curiosi; i visitatori più esperti, oppure chi è soltanto casualmente di passaggio per i locali ed i centri di aggregazione cittadini dove si svolge il festival jesino di street-culture, musica, illustrazione, tattoo, grafica, poster-art, fotografia e fumetto più spontaneo e imprevedibile di sempre. 
Questa originale manifestazione capace di coinvolgere spettatori molto eterogenei tra loro ha soddisfatto tutti i partecipanti; sia tra le file degli espositori che tra il pubblico. Ho intervistato un giovane amante del fumetto giapponese e dell'illustrazione d'autore particolarmente entusiasta di aver incontrato il suo disegnatore preferito nel campo della Comics-art.


Eroi del Basement Party
Quando sei fortunato al Basement Party puoi incontrare anche il tuo eroe! Rajesh e Alex Massacci.

Tony Graffio: Ciao, come va? 

Rajesh Pisa: Alla grande, mi sto divertendo tantissimo.

TG: C'è tanta bella gente, vero?

RP: Tantissima!

TG: Come ti chiami? 

RP: Rajesh Pisa

TG: Sei qua al Cotton Club per vedere qualcosa in particolare?

RP: Mi piacciono molto i fumetti, sono un fan di Alex Massacci e vorrei vedere i suoi lavori e conoscerlo di persona.

TG: Benissimo, adesso ti porto da lui. Ma Alex è davvero così bravo?

RP: Mi ha sorpreso, a me piace moltissimo!

TG: Studi alla scuola del fumetto? Oppure disegni?

RP: No, sono solo un appassionato.

TG: Che fumetti leggi?

RP: Non leggo molti fumetti, preferisco l'illustrazione.

TG: Bianco e nero o colore?

RP: Bianco e nero.

TG: Collezioni qualcosa?

RP: Compro i Manga giapponesi, ovviamente non sono inerenti a questa mostra, ma mi piace quel genere di disegno. Sia nei cartoni animati che nell'editoria.

TG: Come hai conosciuto Alex?

RP: Tramite un'amica comune. 

TG: Come ti sembrano i suoi lavori?

RP: Sono ad un altro livello. Io ho studiato grafica pubblicitaria e sono rimasto molto impressionato da quello che è in grado di disegnare Alex.

TG: Ti piace il Basement Party?

RP: E' molto bello. Mi piace perché qui vengono trattate tutti i tipi di arti: c'è tutto quello che ogni persona vuole vedere.

TG: Quanti anni hai?

RP: 32.

TG: Ti occupi di grafica?

RP: No, ho studiato per cinque anni all'Istituto Professionale di Grafica Pubblicitaria e mi è rimasta la passione per il fumetto e l'illustrazione fatta con la computer grafica.

TG: Perché ti piacciono i Manga?

RP: Mi sono avvicinato ai Manga grazie alla passione per un cartone animato: One Piece e da lì è nato il mio amore per il fumetto giapponese.

TG: Vuoi dire qualcos'altro?

RP: Bella mostra, bella gente e artisti molto validi, complimenti.

TG: Tu sei di Jesi?

RP: No, di Ancona.

TG: E sei venuto qua appositamente per il Basement Party?

RP: Sì e sono molto contento d'averlo fatto.

TG: Ti ringraziamo moltissimo per la tua presenza.

RP: Grazie a Voi.


Rajesh posa orgogliosamente davanti alla parete dove sono esposte le riproduzioni delle tavole di Alex Massacci.

Attenzione: il Basement Party è solo per cuori forti e sognatori!

martedì 13 giugno 2017

Billie Webster

"Nuvole di insetti danzavano e ronzavano nella luce dorata dell'autunno d’oro, e l’aria era piena di melodie e canzoni di uccelli." Arthur Conan Doyle

Billie Webster Filler 2017
Billie Webster a Filler Spring edition 2017

Tony Graffio: Billie Webster, cosa vuoi raccontarmi di te e della tua arte?

Billie Webster: Disegno da sempre, anche se sono abbastanza giovane, perché ho sempre amato l'arte. All'età di 15 anni ho deciso che volevo intraprendere la carriera artistica come lavoro, per occuparmi di illustrazione commercialmente. Ho frequentato per quattro anni l'Università a Londra ed ho ottenuto un "Illustration degree".

TG: Che università hai frequentato?

BW: L'Università delle Arti di Londra. Mi sono laureata l'anno scorso.

TG: Sei molto giovane allora...

BW: Sì, ho 23 anni. Ho iniziato a lavorare nei "social media" come mia occupazione principale. Per di più disegno le copertine dei dischi, studio il design per le magliette e cose di quel tipo. Lavoro con band che suonano musica Metal, ma cerco di fare anche altre cose.




TG: Potremmo dire che sei un'illustratrice a tutti gli effetti?

BW: Sì, io direi illustratrice/designer perché mi occupo anche del design. Un'altra cosa che faccio è il Vinyl design, ovvero l'illustrazione di tutto il modulo del prodotto. Per lo più lavoro per l'industria discografica. Ho fatto diversi tirocini presso una società commerciale che si chiama Nuclear Blast che commercializza merchandising in stile metallaro e presso un'altra ditta di ordini e spedizioni, la Century Media, sempre nel settore del Metal e di quel genere di prodotti.

TG: E' stato difficile iniziare a lavorare in questo settore?

BW: No, per niente. (risata) Forse perché l'industria del Metal ti accetta facilmente ed è molto tollerante. Sono riuscita a trovare un impiego abbastanza velocemente e la mia attività è decollata in circa sei mesi. Adesso, molte persone in giro per il mondo si interessano a quello che faccio, per me questa è una cosa fantastica. Lavoro parecchio per gli americani ed io adoro le band americane e i loro distributori. A loro vendo le mie stampe ed i miei lavori.

TG: Ti tieni in contatto con loro tramite email?

BW: Sì, via email o grazie a Facebook. Ogni anno, cerco di uscire dal mio paese almeno una volta per una mostra. Mi piace viaggiare e incontrare persone nuove. Evito di partecipare alle esibizioni  che si svolgono soltanto a Londra, d'altro canto mi piace fare le mostre nella mia città. Fortunatamente, ho già avuto modo di esporre in diverse mostre a Londra.


Billie Webster Billie Webster
Billie Webster

TG: A che Festival o mostre internazionali hai partecipato ultimamente?

BW: L'anno scorso sono stata a Los Angeles, ad una specie di Festival a Long Beach chiamato: "Midnight Communion", una situazione abbastanza simile a Filler, dove suonano anche le band. Mi piacciono molto questi festival dove si può vendere qualche pezzo o disegnare in mezzo alla gente in modo che tutti possano vedere come lavoro. 

TG: Come lavori di solito?

BW: Solitamente, disegno a matita, poi acquisisco il disegno nel computer con uno scanner e lo rielaboro digitalmente colorandolo con Photoshop, perché trovo che sia più facile controllare così questa fase del lavoro, in modo che poi esca esattamente come voglio io. Mi piace che i miei disegni siano molto precisi. Avere i soggetti che passano attraverso il computer significa poterli osservare  e modificare esattamente nel modo che voglio.

TG: Adesso stavi disegnando uno scarafaggio che nasce da un bocciolo di rosa?

BW: Una delle cose che mi piacciono è combinare insieme cose che apparentemente non hanno niente a che vedere tra loro. Mi piace prendere i soggetti che la gente considera raccapriccianti o orribili, come un insetto, e unirli a qualcosa veramente bello che la gente apprezzi molto. Lo faccio spesso nel mio lavoro, unisco cose dall'aspetto vecchio o inquietante per dar loro una nuova immagine. Una delle cose che mi ispira di più nel mio stile è il "Memento Mori", una forma di avvertimento sul fatto che tutti dobbiamo morire e che tutto è transitorio. Io prendo questa cosa in modo positivo, ma capisco che per qualcuno possa essere abbastanza deprimente sapere che la morte sia dietro l'angolo. Queste immagini possono essere viste anche come: "Ricordati di vivere ora che puoi". Ecco perché disegno molti teschi e morti e perché si trova quel tipo di immaginario all'interno dei miei lavori. Si possono vedere le cose più belle e positive anche in questo modo.


Un bocciolo di rosa si trasforma in scarafaggio nella matita di Billie Webster.

TG: Hai mai prodotto Rock poster art per i concerti?

BW: Ne ho fatti alcuni per diversi festival. Per un festival a Londra della Rock Society dove c'erano parecchie band a suonare, ma disegno per lo più copertine di album.

TG: Ti occupi anche di stampare serigrafie?

BW: No, non lo faccio personalmente, ma posso preparare il mio lavoro per la serigrafia, così ho fatto stampare qualcosa. Mi piacerebbe imparare di più di questa tecnica, perché mi piace lavorare manualmente anziché col computer. Anche per dare un aspetto diverso alle mie  stampe.

TG: Sei mai stata al Collettivo Minesweeper?

BW: Ne ho sentito parlare, ma non ci sono mai stata.

TG: Che musica ti piace?

BW: Per lo più Heavy Metal. Mi piacciono anche i Pink Floyd o gruppi psichedelici. Recentemente, sto ascoltando della musica Pop, perché preferisco non ascoltare soltanto il Metal per non rischiare di rimanere bloccata tutto il tempo nelle stesse cose. A volte, c'è l'esigenza di ascoltare qualcosa di totalmente diverso. Mi piace anche la musica classica e suono diversi strumenti.

TG: Davvero? Cosa suoni?

BW: Chitarra, pianoforte e ho preso lezioni di canto; inoltre suonavo violino e pianoforte: parecchi strumenti di vario tipo. Adesso, suono solo pianoforte la maggior parte delle volte, ma il lavoro non mi lascia tanto tempo per suonare.

TG: Come fai a trovare le band per le quali lavori? Ti proponi o ti chiamano loro?

BW: In genere invio un'email, ma a volte qualcuno mi manda un messaggio o c'è un amico o qualcun'altro che mi conosce e mi raccomanda. Credo che da quest'anno sono stata un po' più ricercata dalle band, ma ci sono un paio di gruppi con i quali mi piacerebbe lavorare, così penso che li contatterò io. Mi piacerebbe lavorare anche con persone diverse che non fanno parte solo dell'ambiente Heavy Metal. 

TG: Per quali band hai lavorato ultimamente?

BW: Recentemente, ho lavorato per gli Zombies e gli Undead.

TG: Come hai saputo di Filler?

BW: Un mio amico che si chiama Luca è amico degli organizzatori e mi ha messo in contatto con loro. Dopo di che mi è stato risposto che dovevano valutare se mi avrebbero fatto venire qui, se il mio tipo di lavoro poteva essere adatto a questo contesto. Ho ricevuto un messaggio da Dario Maggiore che mi ha detto che avrebbe avuto piacere se io fossi venuta a Milano. E' stato davvero "cool" poter essere qui ed incontrare tanta gente simpatica.


Billie Webster Tony Graffio
Billie Webster, 23 anni, illustratrice.

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