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lunedì 19 novembre 2018

Il 29° Psych Out Festival raccontato per immagini

"Se ascolti neurologi e psichiatri, non ti innamoreresti mai." Timothy Leary

Psych Out Festival
Elli de Mon in concerto al Bunker di Torino

Qualche goccia di pioggia non ha fermato l'afflusso di pubblico allo Psych Out Festival

Davide Fiorini Alberto Gallo
Discomoderni

Janaki's Palace

 Lele Roma presenta il film documentario: "I figli dello stupore"

Alessandro Manca mostra il libro i Figli dello stupore, mentre Francesco Tabarelli autografa una copia per un lettore

 Vanessa di Cosmic Magma, conosciuta anche come Wanda De Lullabies

 La collezione di borse psichedeliche Devill fatte a mano da Maurizio Bassi

Vanessa e Maurizio Bassi al 29 Psych Out Festival

 Vanessa posa per i Frammenti di Cultura di Tony Graffio mentre indossa le borse della Devil che sono perfettamente intonate al suo vestito anni '60. Il logo di Tony Graffio che firma la fotografia è stato ideato da Giampo Coppa.

Vanessa Meli/Wanda De Lullabies, interprete di Burlesque è presente per il quarto anno consecutivo allo Psych Out Festival di Torino

Sister Flies allo Psych Out Festival

Al guardaroba del Bunker

Teo, Omar e Gianni prima d'iniziare il loro Liquid Light Show al Bunker di Torino. Psych Out Festival.

Valentina e un ammiratore delle Donne di Bastoni

Una pausa mi riporta alla dura realtà degli anni 2000...

Psych Out Festival
 Il Liquid Show Club al lavoro durante il concerto di Elli de Mon

 Elli de Mon

 Elli de Mon allo Psych Out Festival

Liquid Light Show

Giampo Coppa parla con Aurora alla cassa del 29° Psych Out. È quasi mattina e il Festival sta per chiudere.

giovedì 15 novembre 2018

Un Procione Cosmico In Orbit al 29° Psych Out Festival

Cosa ci fa un procione cosmico allo Psych Out Festival? Semplice: scalda la mente a chi lo organizza! TG

Giampo Coppa è nell'organizzazione dello Psych Out Festival (prima Psych Out Party) fin dal 1989.
Giampo Coppa è nell'organizzazione dello Psych Out Festival (prima Psych Out Party) è lui che lo ha inventato nel 1989.

Tony Graffio: Ciao Giampo, dove vai con quel procione cosmico sulla testa?

Giampo Coppa: Lo porto sempre con me. Devi sapere che i procioni cosmici li trovi di due tipi: rosa o azzurri. Il mio è azzurro. Devi anche sapere che i procioni cosmici non sono stati uccisi per fare questi copricapi perché dopo un po' questi animali spaziali perdono il pelo e abbandonano la loro pelliccia tutta intera, tanto poi gliene cresce un'altra...

TG: Giampo, ma cosa mi stai raccontando?

GC: Storie dallo Spazio...

TG: Balle spaziali, insomma... (risate)

TG: Perché questa edizione dello Psych Out si chiama: "In Orbit"?

GC: Questa edizione è stata tutta un po' orbitante... Vagavamo negli spazi cosmici cercando di atterrare su una base che ci potesse ospitare; infatti a differenza delle altre edizioni che si sono sempre svolte a fine ottobre, questa è stata differita a novembre. È nato tutto un po' in orbita e sempre in orbita siamo, ma adesso finalmente siamo atterrati.

TG: È mai stato a rischio il festival di quest'anno?

GC: Quello no. Impossibile, ma dovevamo capire dove atterrare.

TG: Le altre edizioni del festival avevano un nome o un tema?

GC: Beh, il primo festival lo abbiamo chiamato: Psych Out 25, back to the Sixties and color your mind. Si trattava del 25° compleanno della nostra festa psichedelica che prima aveva una cadenza mensile, mentre da quattro anni a questa parte l'abbiamo trasformata in un festival a cadenza annuale.

TG: A chi si perderà questo fantastico festival psichedelico, cosa vorresti dire?

GC: Non è il caso di preoccuparsi, perché per l'anno prossimo, in occasione della 30a edizione, prepareremo un festival indimenticabile del quale si parlerà in tutta la galassia. Occhio però a non perderlo, perché potrebbe essere l'ultimo mitico Psych Out! Spero che tutti gli appassionati di stile di vita anni '60 e musica psichedelica si informino per tempo e vengano a trovarci, perché noi ad ogni festival ci mettiamo anima e cuore per costruire allestimenti, situazioni, luci e tutto quello che crea l'atmosfera di un evento unico e irripetibile. Quest'anno, tra le varie attrazioni, abbiamo anche qui con noi i nostri fratelli svizzeri del Vinyl Sound & Liquid Show Club di Bellinzona. Per quattro anni ci abbiamo pensato noi del Brain Illusions, Riccardo Iconout ed io, ma in questa occasione, visto che con loro già ci scambiamo i liquidi, abbiamo affidato il light show a Gianni, Teo e Omar.

TG: Quanto pubblico aspettate?

GC: L'anno scorso abbiamo avuto circa 800 ingressi; quest'anno speriamo di restare ancora su questi numeri, ma purtroppo quando c'è un po' di pioggia la gente non si muove tanto volentieri. Però, se lo vai raccontare ad un belga lui ti dirà: "Brutto tempo? Embeh, quindi?".


lunedì 10 settembre 2018

Nessuno schema per chi non è schiavo del Sistema

 Live al Subbuglio di Alessandria: sul palco Giampo, Ivo Entratomin seguito come seconda voce; sotto al palco Ioris a sx e Saverio "Yena".

Con il titolo di questo post voglio in qualche modo citare alcune canzoni degli anni '80 e riprendere un discorso sul Punk italiano affrontato qualche tempo fa con Giampo Coppa che, oltre ad essere un visual artist, in passato ha vissuto con intensità la breve stagione dell'Hardcore italiano. TG

Poster pieghevole allegato alla cassetta autoprodotta dagli Stinky Rats: Urla di Rabbia. Grafica di Giampo Coppa.

Tony Graffio: Giampo, per favore, raccontami cos'è stato il Punk italiano.

Giampo Coppa: Sul Punk italiano ci sarebbero da versare cascate di parole per descrivere le situazioni che abbiamo vissuto, ma anche per raccontare le attitudini e le passioni che quella musica ha infiammato in molti ragazzi. In quel periodo, purtroppo, il piatto del mio giradischi era rotto e non disponevo di un vero stereo, perché all'epoca un impianto stereo di qualità costava un sacco di soldi. Per questo noi non potevamo avere un vero stereo. Io e mio fratello però avevamo un radio-mobile Blaupunkt degli anni '50 che aveva il piatto in bachelite. Fintanto che il piatto ha funzionato quel mobile sparava un volume della Madonna, ma poi proprio durante gli anni del Punk s'è guastato; così per ascoltare la musica abbiamo recuperato, non mi ricordo dove, una piastra usata per le cassette che abbiamo collegato a questa radio Blaupunkt, tuttora ha in casa mia madre. Per questo, non ho nulla dei dischi Punk di vinile dell'epoca. Ho tutto in cassetta, perché registravo le canzoni su questo supporto e poi le riascoltavo. Di originale ho solamente il disco che ho fatto insieme agli Stinky Rats: "Vergognati" e nient'altro. Proprio per la sua rarità, tutto il materiale musicale Punk Hardcore di quegli anni è valutato come se fossero pepite d'oro: questo però è un controsenso perché quei dischi dovevano fare controcultutra e dovevano essere materiale di scontro e di dissenso. La nostra musica urlava rabbia, era contro lo sfruttamento consumato dalle case discografiche ai danni degli artisti. Già una ventina d'anni fa il disco Wretched, degli Indigesti che è caos puro, aveva già raggiunto valutazioni spropositate, si parlava di cifre che oscillavano tra le 300'000 e le 500'000 Lire. Adesso, penso che un disco del genere possa valere dai 350 ai 400 euro,se non di più. Questa cosa per me è assurda, perché già sulle copertine si scriveva di non pagare più di 1000-1500 Lire, massimo 2500 Lire. Il nostro disco, nel 1985 costava 5000 lire ed era un EP a 45 giri. Non ha senso spendere 300 euro per un disco che ha dietro un discorso politico e di rifiuto verso lo sfruttamento economico del materiale artistico. Capisco che si tratta di collezionismo, ma non nascondo che questo comportamento mi dà un po' fastidio, perché vuol dire speculare su quello che era contro la speculazione. Spendere molti soldi per un disco raro di un gruppo non politicizzato può essere normale, ma un disco Punk dovrebbe continuare a proporre un discorso coerente.


Ecco la radio stereo valvolare Blaupunkt con sopra il master originale del miniLP degli Stinky Rats.

TG: Conosci bene anche i Negazione?

GC: Certo che li conosco. È normale, perché sono Piemontesi. È grazie a loro che noi degli Stinky Rats abbiamo fatto la Tournée in Germania e Olanda nel 1986. Era tutto organizzato da loro e da Tomasso Shulze, un ragazzo di Monaco che all'epoca era molto attivo nell'ambito della scena Punk Hardcore tedesca e aveva un gruppo che si chiamava NoNoYesNo.

TG: Vi siete divertiti?

GC: È andata da Dio! È stato fighissimo, abbiamo conosciuto persone incredibili; poi da Germering, una cittadina a Sud di Monaco ci ha seguito lo Stinky Contingent costituito da alcuni ragazzi simpaticissimi: Sabine, Thomas, Martin, Bastian, Dalibor...

TG: I tedeschi stravedevano per voi e l'Hardcore italiano?

GC: Sì, l'Hardcore piaceva un sacco e la cosa che mi stupiva era che quando noi suonavamo, in molti concerti in Germania, i ragazzi sotto il palco cantavano le canzoni in italiano insieme a noi. Quello è figo! (ride) Molto figo.

TG: Per quanto tempo avete suonato?

GC: Dall'83-84, all'86. L'EP era una coproduzione con Mungo V.R. Blu Bus e Chaos Produzioni, alla fine sono stati loro che sono riusciti a far concludere il progetto che per un certo periodo è stato un po' fermo perché ci mancavano i soldi per realizzarlo. All'epoca noi eravamo ragazzini ed eravamo tutti disoccupati; infatti la tournée l'abbiamo fatta solo dopo aver compiuto i 18 anni, tranne il chitarrista che era già più grande di noi. Mungo invece era il chitarrista dei Declino che ha creduto in noi e ci ha aiutato a realizzare questo sogno, perché per noi era impensabile incidere un disco. E poi c'erano i Kina. Chiaramente ci hanno aiutato anche loro e Gianmario dei Wretched che all'epoca aveva un'etichetta: la Chaos Produzioni; è grazie a lui che s'è sbloccata la situazione perché lui ha deciso di mettere quello che mancava per stampare la registrazione su vinile, preparare le copertine e far uscire il disco. La copertina ce l'aveva fatta un nostro amico, Roberto, un disegnatore bravissimo di Torino che adesso lavora come tatuatore. Avevamo fatto stampare 500 copie in vinile, ma prima avevamo registrato una cassetta autoprodotta in 30 copie che avevamo registrato da soli in sala prove sovraincidendo una tastiera a "Vergonati!". Ne era uscito un sound molto dark. La copertina l'avevo messa insieme io con un collage fatto con le copertine dei giornali; occhi, muri e fili spinati che erano le cose che andavano all'epoca, perché quello era un po' il clima che si respirava... C'era ancora la Guerra Fredda, adesso si sente meno, ma in quegli anni se ne accorgevano tutti. Le bombe  e i missili nucleari però ci sono ancora. Anche se la Cortina di Ferro era più vicina in quei giorni e sapevi che tutti erano pronti a sparare i missili.


Urla di Rabbia - Stinky Rats di questa cassetta originale esistono soltanto 30 copie.

TG: Mi ricordo ancora adesso che in Germania Occidentale in autostrada, ma anche lungo certi ponti c'erano i soldati americani sdraiati per terra, tutti allineati con il fucile sempre puntato dall'altra parte.

GP: Vero. Questa è una cosa che ho visto anch'io proprio mentre ero in tournée. Quando siamo andati a suonare a Berlino, Ovest chiaramente, col treno siamo passati dentro la Germania Est e lungo un campo c'era una fila lunghissima di carri armati sovietici tutti pronti a sparare. Con i cannoni puntati nella stessa direzione e con i soldati vicini. Era un giorno qualsiasi, tipo un mercoledì. Quelle cose ti fanno pensare... Fino a che non le vedi non ti preoccupi, ma quando vai sul posto e le vedi capisci che c'è un certo rischio. Tornaniamo alla nostra cassetta, si intitolava: "Urla di rabbia" e conteneva un mini-poster dove vedevi un topo con gli anfibi e la maglietta stracciata che abbatteva un muro. Dietro il muro c'era tutto uno schieramento di "celerini" col casco e il manganello, perché all'epoca, se eri un punk ti rompevano i coglioni e volavano gli schiaffi senza tanti complimenti. A te, non a loro... Dopo che abbiamo fatto quella cassetta, sia i Declino che i Negazione si sono esaltati e da lì è nata la nostra collaborazione. Abbiamo suonato a vari concerti con loro: a Ferrara, a Carpi... Bisognava sopravvivere in mezzo alla merda.


All'interno del poster di propaganda degli Stinky Rats la parola puntata S.U.C.A. era un acronimo ironico che significava: Savoia. Ultra. Core. Anarchica.

TG: Non era così male dai...

GP: Gli anni '80 non erano così favolosi come vengono descritti adesso; però è vero che c'era molta aggregazione. Ci si telefonava, ci si scriveva e c'era la voglia di credere in un ideale, di cambiare le cose e proporre qualcosa di nuovo. Questo per me è stato il Punk e io l'ho vissuto intensamente. Ti dirò di più; quello che pensavo allora lo penso tuttora, per me non è cambiato nulla. Capito?

Contro il Monopolio delle Case Discografiche
Wretched, degli Indigesti di Vercelli, è stato un disco importantissimo che ha saputo esprimere benissimo gli ideali e la rabbia di un momento molto particolare in cui la scena musicale underground italiana era molto considerata anche in ambiente internazionale. Il Punk è contro quello che è commerciale.

TG: Giampo, un'ultima domanda. Ti dedichi ancora alla musica? Hai qualche progetto in mente per promuovere giovani musicisti oppure per rendere felici i nostalgici delle sonorità passate?

GC: Beh sì, la musica è la mia benzina! Progetti immediati per promuovere nuovi musicisti non ne ho, però devo dire che con lo Psych-out Festival, nato 29 anni fa come party, che dal suo 25° compleanno è diventato festival annuale, abbiamo dato spazio a parecchie nuove band psichedeliche. Dimenticavo di dire, per chi non lo sapesse, che questo è un festival completamente dedicato alla cultura underground sixties con tanto di lightshow con liquidi, band, garage, psichedeliche, surf, space rock, ecc. ecc... Comunque, in questa occasione abbiamo avuto la possibilità di presentare ottime band emergenti come  i Selfish Cale di Torino, o lo space rock dei  Campani 23 And Beyond the Inifinite. Vorrei anche ricordare che lo PSYCH-OUT Festival quest'anno è stato spostato di un mese, quindi invito tutti a venire a partecipare a questa edizione 2018 intitolata: "IN ORBIT" che si terra al BUNKER di via Niccolò Paganini 0/200, Sabato 10 Novembre a Torino... Stay tuned!

martedì 12 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 20a Parte: Recap and Preview

Eh no, non ho ancora finito di riportarvi tutto quello che è accaduto al Basement Party... poiché le persone e le interviste sono tante ho pensato di rinfrescarvi la memoria riproponendovi alcuni volti che sono già comparsi, inserendo qualche curiosità trovata a Jesi e anticipandovi le immagini di chi ancora non ha parlato. Fate attenzione ai link da visitare sparsi qua e là.


Basement Party Sonny Alabama con manifesto
Sonny Alabama mostra il poster che ha disegnato per l'edizione di novembre del Basement Party, intorno a lui gli "Uomini nudi che corrono" stanno terminando il mural nel passaggio pedonale che porta alla "Cantina" del Cotton Club.

Questa volta sono arrivato a Jesi un po' prima per iniziare ad esporre le fotografie che avevo portato con me e ambientarmi tra le varie location che avrebbero ospitato il Party, le mostre ed i concerti.

 Il mio pullmino appena scaricato... I surf credo che siano di Mario Paolillo.

 Tommy

 Marco, l'uomo invisibile che non ha impressionato il sensore della fotocamera lo scorso maggio ad AFA, è lui che ogni volta dice di venire da un diverso posto delle Marche.

 L'infreddolita Cécilie

Gli uomini nudi che corrono esponevano il loro Giganteschio al Jack Rabbit, la loro intervista relativa al Basement Party deve ancora essere pubblicata su Frammenti di Cultura.

 Non ci crederete, ma anche Jerry Brigante s'è dato un gran daffare...
 Non ci crederete, ma anche Jerry Brigante s'è dato un gran da fare...

Claudio della Rinoteca A.K.A. Rino non stava un attimo fermo.

 Weslilly Dottori la conoscete già. In questa posa è un po' sognante, non sa ancora...

...Che c'è qualcuno che ci vuol vietare di sognare, per imporci i suoi "incubi".

Questo signore in incognito si chiama: Supermonamonachesi... per gli amici solo Mona. Era molto silenzioso e voleva passare inosservato, ma il baffo lo tradisce e lo rende sempre riconoscibile.

Luca Crestani da Big Air ci ha fatto vedere come si va sullo skateboard e ci ha mostrato una bowl fantastica.

Mario Paolillo con la sua intervista è il più "clickato" del Basement Party:  Lo abbiamo registrato anche in audio e video e prossimamente verrà rilasciato un filmato dagli organizzatori del Basement in cui ci sarà l'occasione di sapere ancora qualche novità su di lui e la sua attività .

Daniel Tummolillo è stato velocissimo ad allestire il suo spazio.

 Poi s'è scaricata la batteria della familiare d'epoca di Wolfstein...

Per fortuna Giampo Coppa è abituato a questi eventi e sa dove mettere le mani...
(Da notare SuperMona sullo sfondo che si prepara a chiamare gli elicotteri per un eventuale trasporto aereo della Taunus)


 WonderBee era molto empatica con Wolfstein, anche perché era lui che avrebbe dovuto accompagnare il gruppetto al B&B...

...Comunque s'è risolto tutto per il meglio.

 Venerdì sono stato a visitare la mostra di Nicola Alessandrini e Lisa Gelli alla Pinacoteca Pianetti.

Diego Bonci
 Poi, sono corso subito alle 19 in punto all'inaugurazione dell'esposizione di Diego Bonci da Rosso Intenso.

La Divina Commedia vista con la bomboletta spray
E dopo al Comida per vedere l'Inferno della Media.com di David Panico Campana.

E POI TUTTI AL MAN CAVE!

 Ah no, prima siamo stati a mangiare al Jack Rabbit dove ho intervistato gli Uomini nudi che corrono e Cécilie. Non perdetevi le loro risposte nelle prossime pagine di Frammenti di Cultura.

Nando Luconi
C'era anche Nando che nonostante stesse vivendo un momento romantico ci ha salutato dal bancone.

 Ho chiesto alle ragazze del Jack Rabbit cosa pensano dell'amore...
Credo che la risposta sia chiara a tutti...

...anche se forse tra una di loro ed il cuoco potrebbe nascere un'affettuosa amicizia, ma potrei sbagliarmi...

Sesso Omosex Omosessuali
 Anche questi ragazzi sembra che si vogliano bene, o forse è solo una questione di sesso...

Colle der Fomento a Jesi
 Quello che è successo con il Colle der Fomento ce lo spiegherà più avanti Giacomo Monachesi o Jerry Brigante o entrambi... Poi vedremo chi tra i due ci fornirà la versione migliore... Gli Starfuckers a me sono piaciuti, anche se le loro canzoni non erano tra le più allegre, come ha fatto notare qualcuno. Purtroppo, non ce l'ho fatta a sentire i Banana Spliff e a ballare durante i DJ set di Oskee, Macca e DJ Bruno.

 Eccoci al Man Cave, non so perché ma il tipo sulla moto mi ricorda qualcuno...

Prima del concerto dei Plutonium Baby, Black Guitarra mi fa vedere che ha appena comprato un libro strepitoso! Dice che ci ha trovato un'immagine del poster della serata disegnato dalla sua amica Paulette Du.

Un mito della chitarra: Alberto One Man Band con strumenti molto particolari auto-prodotti da Insane Looser.

 Grande Sonny Alabama, anche da te mi aspetto un resoconto finale che ci spieghi come è andato il Basement! Sulla parete di fondo i coloratissimi gig-poster di Paulette Du e di Simone Lucciola, i due elementi più tranquilli della Santissima Trinità.

 Mamme in libera uscite al Man Cave Café. O dovrei parlare di Milf? No, non ancora, saranno poi i Boss della Wallop a presentarci la nuova birra marchigiana che porta questo nome molto provocante. Così come ci diranno che particolarità hanno El Reverendo e Super Nacho, le altre due birre che  commemorano un personaggio coraggiosissimo. Le etichette e la grafica delle Wallop sono state studiate e realizzate da Sonny Alabama.

DJ Mostro, l'elemento scatenato della Santissima Trinità, era davvero incontenibile dopo il concerto dei Plutonium Baby!

Luca e Michele approvano e sostengono il Basement Party.

La pazzesca Royal Enfield Diesel della quale abbiamo parlato con i Gigolé.

E quasi a Mezzogiorno di sabato, colazione in panetteria con Brillantina Bum Bum Moretti.

Giammarco Style

Uppercut, Brillantina per pugili.

Trattoria della Fortuna: abbiamo mangiato benissimo, come in tutti gli altri locali dove siamo stati. Peccato solo che la domenica siate quasi tutti chiusi!

Chitarra pitonata di Insane Looser.



Shreck non è l'unico orco buono.

Un pisolino ogni tanto ci sta... Svegliati Raffaele, raccontaci qualcosa!


C'è anche chi s'è commosso vedendo le fotografie di Tony Graffio, ne parleremo presto con Allegra Corbo.

Ragazze dagli occhi bellissimi ne abbiamo?

Non mancava nemmeno la Brut Art, ne parleremo con Riccardo Chitarrari.

Neo-Post-Punk Girls? C'erano anche loro... Al Basement di Jesi.


E ci risiamo... ma perché tutti venivano al Basement per farsi fotografare con Alex Massacci? Prossimamente su queste pagine la sua intervista.

C'erano anche autori più seri, come Francesco Biagini, che non si pavoneggiavano e prendevano con professionalità la sfida della zucca. Anche lui ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni a Frammenti di Cultura.

Personaggi molto famosi hanno visitato lo stand di Tony Graffio e sono andati via a mani vuote.

Mentre qualcun altro ne approfittava per fare nuove conoscenze...

Love
John Lennon mi ha lasciato un messaggio rivelatore sul mio quaderno delle firme. Se a qualcuno interessa, posso mettere in vendita il suo autografo.

Ringrazio anche gli amici che esponevano in altre location e sono passati a salutarmi.

Ma Jesi offre anche altre opere artistiche di rilievo e nasconde molti segreti. perfino nella stazione ferroviaria: ne parlerò prossimamente.

Dai muri di Jesi abbiamo imparato che tutti i poliziotti sono ciccioni.

Sempre dai muri di Jesi abbiamo appreso che gli Stinky Rats non erano poi così amati come voleva farci credere Giampo Coppa.


Domenica abbiamo capito perché i mastri birrai hanno sempre molti amici... Ne parleremo nei prossimi giorni.

Per tutta la durata del festival, BJ è sempre stato pronto ad intervenire. Fortunatamente, non ce n'è mai stato bisogno.

E LE ZUCCHE?


Alcune zucche mi sono già state consegnate, solo che tre di esse non ricordo più chi le ha disegnate...

Continua...