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sabato 30 dicembre 2017

Davide Bolzonella critica la copertina di: Musica in Cantina, Viaggio nell'Immaginario Underground della Rock Poster Art Italiana

"La vita del designer è una vita di lotta contro il brutto." Massimo Vignelli

Davide Bolzonella è un art director che negli anni '80 ha maturato una grande competenza professionale nel campo dell'impaginazione e della grafica editoriale; ha lavorato con gli editori di libri e riviste più importanti, con i leader del mercato italiano come Electa, Mondadori, che all'epoca aveva delle nicchie di mercato piuttosto evolute, oltre che per Condé Nast che ha una copiosa serie di riviste ancora sul mercato ai nostri giorni. Tra i periodici più importati, naturalmente citiamo Vogue Donna. Ancora oggi Bolzonella si occupa di grafica editoriale e di altre forme di grafica e coordina l'immagine editoriale quando un editore non è strutturato per la realizzazione di progetti che vanno curati adeguatamente.
Ho sottoposto all'attenzione di Davide Bolzonella il libro che ho realizzato per lo scorso Basement Party, in modo da capire se l'immagine esposta in copertina era adeguata alla tipologia del prodotto culturale proposto.
Ho deciso di parlare di questo argomento sulle pagine di "Frammenti di Cultura" perché molti lettori potrebbero essere interessati a questa analisi ed eventualmente per stimolare un piccolo dibattito tra gli addetti ai lavori e coloro che hanno contribuito all'ideazione dell'immagine. Premetto che io ho gradito molto il disegno realizzato da Brillantina Moretti e trovo che il suo segno ed i suoi contenuti abbiano portato allegria e freschezza ad una pubblicazione che poco, o nulla, ha di commerciale. TG

Copertina del libro di Tony Graffio Musica in Cantina
Musica in Cantina Viaggio nell'Immaginario Underground della Rock Poster Art Italiana

Davide Bolzonella: Il prodotto editoriale, sia nella linea editoriale libraria, che nella linea editoriale dei periodici è sempre stato molto povero, di conseguenza in questi settori si investono pochi soldi nei professionisti della grafica. Diverso è il discorso per il settore farmaceutico, piuttosto che per coloro che si occupano degli allestimenti fieristici o della comunicazione in senso lato. 

Tony Graffio: Caro Davide, vorrei chiederti di darmi una lettura oggettiva di ciò che leggi nella copertina di Musica in Cantina, anche se questo volesse dire esprimere delle critiche ad un libro al quale sono molto legato e del quale sono piuttosto soddisfatto. Vorrei un tuo parere professionale sul significato di quello che vedi, ma anche sull'esecuzione del lavoro e su come si presenta il libro.

DB: Sulla copertina appare subito evidente la scritta "Musica" che sia per la scelta del carattere, che per la sua composizione, risulta essere molto legata al Jazz; vuoi perché è isolato come si fa per le testate, vuoi perché sembra fatto per timbrare e personalizzare qualsiasi tipo di illustrazione. E' musicale per come si intende la parola musica; quello che dà senso a questa scritta sono le illustrazioni avulse da qualsiasi linea di cultura. Oggi tutti i segni sono passati sulla stampa cartonata del fumetto, ma un tempo questo tipo di disegnini erano abbastanza caratteristici degli anni '50. Le ragazze del disegno non sono particolarmente localizzate e poco sembrano aver a che fare con la musica suonata dal vivo; sono però delle spettatrici di un evento musicale che si divertono, lo si capisce da come sono disegnate, da come si muovono e dagli orpelli che hanno addosso e non solo da come sono vestite. Tutto questo caratterizza la parola musica portando il contenuto del libro, che peraltro si presenta in modo molto serio, ad un livello abbastanza popolare. Per popolare intendo qualcosa abbastanza lontano dalla cultura musicale, significato che invece sarebbe stato diverso mantenendo la sola scritta: "musica" priva di altre illustrazioni.

TG: Separare il titolo dall'illustrazione connota il libro come il frutto di una cultura Underground?

DB: Sì, sovrapporre la scritta a qualcosa di non noto, che potrebbe essere un teschio, osservandolo bene, ma potrebbe essere anche un qualsiasi disegno crea già un rapporto con questo mondo. Inoltre, si aggiungono le parole: "in cantina" che si percepiscono collegate a musica. Queste parole ti orientano verso un contenuto Underground che poi viene negato da un'illustrazione che ti fa interpretare diversamente le parole "in cantina". Se tu avessi tolto l'illustrazione e lasciato solo la scritta avresti incuriosito maggiormente il pubblico, mentre l'illustrazione delle ragazze condiziona il lettore e lo circoscrive a questo tipo di linguaggio. Io in copertina avrei  messo l'elenco degli intervistati, perché sono dei nomi che possono chiarire il contenuto e dare un'interpretazione alla parola: musica.

TG: Avere una bella illustrazione in copertina è stata una mia richiesta che aveva la necessità di far capire che questo non è soltanto un libro fatto di parole, ma anche di immagini.

DB: Sono d'accordo sul fatto che privilegiare l'illustrazione può attirare maggiormente l'attenzione, ma questa non è una bella illustrazione.

TG: Perché non è una bella illustrazione?

DB: Perché trovo più interessante il disegno di WonderBee che ha un "graffio" educato, di ricerca che lascia trapelare il segno di un'illustratrice donna.

TG: Sì, l'ha disegnato una donna.

Il disegno graffiante a cui si riferisce Davide Bolzonella

DB: Il disegno di WonderBee è più legato alla moda, mentre quello della copertina è più banale, come tipo di illustrazione e nasce e muore sul libro. La grafica inserita all'interno è molto interessante e la trovo bella anche per aver inserito all'interno dei disegnini che mi portano a pensare al bar ed a qualcosa che dà movimento ed è anche molto più esaustiva. Inserendole un titolo, avrebbe potuto essere già una copertina.

La grafica che piace a Davide Bolzonella

TG: Io però avevo chiesto un'illustrazione in copertina...

DB: Allora avresti potuto prendere il disegno di WonderBee.

TG: La IV di copertina come ti sembra?

DB: E' una texture che lascia il tempo che trova.

TG: A me piace e poi è sempre un'immagine che si ricorda.

DB: Non ho bisogno di ricordarla, non mi dice niente, fa giusto da fondo in modo che se l'appoggi non si sporca... O se si macchia non te ne accorgi. E' quasi una necessità d'uso.

TG: Il libro non si macchia comunque perché è plastificato...

DB: Sto guardando i poster... Forse, la copertina poteva essere anche una raccolta di poster. Trovo i disegni in bianco e nero di WonderBee più vicini al contenuto del libro. Il disegno di copertina è stato fatto da un'altra mano.

TG: Certo però è stato fatto da un illustratore che ha contribuito al libro sia con una sua intervista che con i suoi poster che effettivamente è appassionato degli anni '50 e di musica Rockabilly.

DB: Però negli anni '50 quel tipo di disegno si utilizzava sugli oggetti di casa, come era il caso dei prodotti commercializzati dalla Standa. Su certi tessuti e sui bicchieri comparivano quel tipo di disegni.

TG: L'utilizzo di questi disegni che un tempo erano destinati, diciamo a prodotti di tipo casalingo, sulla copertina di un libro può essere vista come un'innovazione grafica?

DB: Certi disegni li avevo già visti fare negli anni '30. Certi disegni sfumati allora erano un'innovazione. Riprendere oggi certe grafiche fasciste o nello stile della Corazzata Potëmkin o i bozzetti delle scenografie già visti è un'innovazione perché si tratta di disegni talmente datati che adesso vengono ricordati e visti attraverso un nuovo filtro. Riproporre disegni anni '50 mai visti che non hanno mai fatto storia sono solo quello che vedi, una cosa che non interessa perché non sollecita curiosità.

TG: Non sono molto d'accordo...

DB: Queste figure sulla copertina sono ragazze in carne che non si sanno truccare ed esprimono una subcultura, ma se questo è quello che volevi ottenere l'hai ottenuto.

TG: Beh certo, volevo dare l'idea di uno spaccato di vita Underground e ritengo che già dalla lettura che hai fatto tu questo elemento emerga con forza. Non avevo interesse a spingere commercialmente un libro che ho pubblicato in tiratura limitata, ma volevo connotarlo fortemente come qualcosa di unico.

DB: Ma l'Underground non è qualcosa di negativo, è qualcosa di alternativo alla cultura ufficiale. I carbonari non era gente sporca, era gente che non poteva apparire ufficialmente.

TG: Quindi questa è una copertina che può funzionare, per te?

DB: No, io questa copertina la butterei via subito. Fai anche presto perché copri tutto e tieni solamente la grafica nell'angolo che è bellissima. Oppure, nella prossima copertina puoi mettere l'elenco di chi hai intervistato.

TG: Non sarebbe da mettere eventualmente sul retro questo elenco?

DB: No, perché questo è quello che ti fa vendere il libro. La copertina è la sintesi del contenuto.

TG: Va bene, ma io volevo un'illustrazione in copertina...

DB: In questo caso è la scritta che illustra, il disegno ti disorienta. Oppure va bene averlo come hai fatto, come intervallo tra i capitoli. L'illustrazione è quello che appare, non è necessariamente un disegno.

TG: Le tue conoscenze di marketing le hai apprese lavorando e risolvendo i problemi che ti ponevano i clienti?

DB: Io ho avuto la fortuna d'avere un insegnante che si chiamava Massimo Vignelli che ho incontrato nel 1968 quando avevo 18 anni proprio qui vicino (durante la chiacchierata eravamo al Palazzo della Triennale di Milano), in via XX Settembre mentre allestivano la mostra del Grande Numero che forse è stato il più bello e scenografico evento della Triennale con contributi anche di Gae Aulenti. Poi, ho continuato a studiare con Bob Noorda e Giancarlo Iliprandi che ho seguito fino all'anno scorso quando è morto a 92 anni. Ho seguito anche tutta una serie di grafici e architetti come Franco Albini che facevano parte di un percorso sui linguaggi grafici.

TG: Per te, questa immagine che ho proposto in copertina è un po' troppo naïf?

DB: Bravo, l'hai trattata bene. Non puoi accostare un'immagine di quel tipo ad un carotaggio di una cultura parallela a quella che esiste oggi.

TG: A me piace.

DB: Certo, altrimenti non l'avresti utilizzata, ma sei fuori tema.

TG: Ho dato carta bianca al disegnatore, gli ho chiesto di rappresentare delle ragazze in un ambiente festoso perché  il libro era in qualche modo abbinato all'evento del Basement Party ed, in parte, era anche una specie di catalogo che riportava alcuni poster esposti a Jesi. Brillantina Moretti mi ha proposto questa immagine che a me è piaciuta molto.

DB: Ma forse lui non era a conoscenza del contenuto. Gli hai fatto leggere il libro prima di farglielo illustrare?

TG: No, ma lui sapeva di che cosa parlava. Lui stesso è tra gli intervistati...

DB: Ha visto l'elenco degli autori?

TG: Sì, lo ha visto.

DB: Io non l'avrei fatta così quella copertina. Io ho illustrato una rivista politica di Claudio Martelli che è stata pubblicata per tre anni. Abbiamo reinventato Mondoperaio, abbiamo rifatto tutto che era diventato Mondo Opera Io scomposto in tre argomenti trattati in modo indipendente e facendo un passo avanti da quel Mondo Operaio che era un termine amorfo senza spessore né emozione. Già in quegli anni si trattava di un modo interessante di riproporre una testata storica. In quel caso, ho fatto delle illustrazioni politiche, ma io non posso pensare di fare illustrazioni quando ci sono già delle scritte che eredito da altri, tipo quella che mi hai fatto vedere.

TG: Anche quella è opera del poster artist...

DB: Bene, prendo l'opera di un altro per rappresentare quello che racchiude. Non devo essere protagonista, ma un interprete che dà una veste grafica ad un volume. Per essere obbiettivamente all'altezza di comunicare quello che poi qualcuno andrà a leggere devo attenermi a quello che trovo nel frontespizio. Anche come colore; infatti il rosso l'hai usato da subito. Non c'è altro da aggiungere, ma non volevo dare giudizi troppo critici.

TG: No, figurati, ti ringrazio per quello che mi hai fatto capire, era una mia richiesta conoscere l'opinione di un esperto. Ad altre persone però la copertina è piaciuta molto, anche nei colori utilizzati che sono il rosso il nero e il bianco e tutti mi hanno dato conferma di un certo gradimento nei confronti di un prodotto al quale hanno riconosciuto una certa eleganza...

DB: Sono tornato ieri dalla Biennale di Venezia; lì ci sono due luoghi importanti destinati all'esposizione: ci sono i giardini con i piccoli padiglioni e il padiglione Italia, luoghi che propongono il meglio degli artisti che vengono invitati a questa manifestazione. L'altro luogo deputato alla mostra è l'Arsenale di Venezia. Il mio giudizio finale sui giardini che ho visto nella loro interezza, forse saltando soltanto il padiglione della Francia, è che si tratta di un saggio di fine anno di artisti internazionali che scomodano il mondo intero per andare a vederli in un luogo d'elezione, perché solo lì per tradizione puoi vedere queste opere che sono il meglio dell'arte contemporanea, quello che hanno imparato studiando arte. Si tratta di lavori già visti, non approfonditi e cose che io da grafico, insieme a Max Huber facevo come esercizi di colore molti anni fa...

TG: Conoscevi bene Max Huber?

DB: Sì, è stato un mio insegnante.

TG: Puoi dirmi qualcosa di lui?

DB: Ho un ricordo simpatico di lui di quando tiravamo i petardi insieme con la cerbottana. Io ero un ragazzo e lui era un insegnante istrionico che si permetteva di giocare con noi, forse per essere più in sintonia con i suoi studenti. Lui era un grafico-artista che non aveva fatto una scuola di comunicazione. Era una persona dotata della capacità di muovere delle masse, dei volumi e dei colori. Da lui sono venute anche delle cose discutibili come l'Esselunga che non è un lavoro degno di particolare nota, se non per la sua facile memorizzazione, cosa che conferma come quel logo non potesse essere fatto meglio. Bob Noorda, altro mio insegnante, aveva fatto un'intervento simile per Coop andando a cercare un'armonia particolare per il lettering che ha avuto ben altra evoluzione grafica. Il logo Esselunga fa un po' il verso a Pirelli, è bruttissimo, però è vincente perché anche senza dover fare pagine di pubblicità si identifica facilmente.

TG: A suo tempo Max Huber non è stato tanto considerato, perché?

DB: Allora i pubblicitari erano pochi, venivano anche da Architettura, mentre i "Copywriter", negli anni '60 e '70 arrivavano dalla facoltà di Legge. A Milano trovavano tutte le agenzie pubblicitarie e qui venivano a lavorare. Huber veniva dal mondo dell'arte; prima del computer bisognava avere un'abilità manuale che lui aveva, mentre adesso non è più richiesta. Anche Bob Noorda era molto bravo a disegnare a mano libera, tanto che si permetteva di scrivere con un pennellino a corpo 7 per Ballecchi, al quale faceva i bozzetti a mano per le copertine. Ma questa è un'altra storia. A quei tempi erano così pochi in questo settore che riuscivano ad assurgere subito alla notorietà, grazie ai loro clienti. Loro sono stati abbastanza fortunati perché a Milano hanno trovato una vetrina per farsi conoscere.

TG: Adesso si lavora in équipe; è più difficile che un solo creativo si occupi di un prodotto?

DB: Adesso, il contenuto del messaggio è stato spacchettato. Giustamente è tutto più articolato, non c'è solamente una disciplina che se ne occupa. Io, per esempio, occupandomi di allestimenti fieristici, ho imparato a trattare i contenuti e non solo i volumi. Gli altri hanno molto da insegnarci, specie in una lunga esperienza lavorativa. E' un po' come l'architetto che faceva il modellino; adesso ti rivolgi direttamente a chi si occupa di realizzare i modellini e tu vai avanti a fare l'architetto. Fai quattro schizzi, passi il tutto all'assistente collaboratore che interpreta quello che tu vuoi fare e aggiunge qualcosa di suo, anche perché i lavori sono diventati talmente articolati che tu non puoi fermarti a te stesso, altrimenti faresti un unico lavoro nella vita. Io stesso negli anni '90 e 2000 avevo uno studio chiamato G&R e associati (Grafici e Redattori ndDB) che forse era il più grande di Milano e avevo più di 20 collaboratori, ma le persone erano tante perché tanti erano i lavori da svolgere e poi ognuno aveva bisogno di uno o due referenti perché ci eravamo articolati così. Abbiamo realizzato anche scenografie per teatri, come per il "Pollicino" presentato al Fraschini di Pavia, ma adesso per noi non sarebbe più possibile seguire un lavoro di quella mole. Adesso, si formano dei gruppi a tempo per un certo progetto, è cambiato il modo di lavorare e poi ai nostri giorni c'è il computer che semplifica molto le cose e accorcia i tempi delle lavorazioni.

TG: Per ogni tipo di lavoro bisogna capire qual è il nostro target?

DB: E' fondamentale. Come per il libro che adesso sto preparando per Tomaso Kemeny, dove voi tutti avete fatto i poeti poetando sull'argomento denaro, sulla scalinata che porta al Palazzo della Borsa. Su quella copertina ho messo una marionetta ispirata a Majacowskij con il volto rosso e nero che nelle pupille ha il simbolo dell'euro e quello del dollaro.

TG: E' la copertina che fa vendere un libro?

DB: Sì. Ultimamente, un amico che realizza siti web mi ha raccontato che ha fatto la promozione per un libro che è andata talmente bene che il libro ha dovuto essere ristampato. Si tratta di un giallo, una lettura anche quella di nicchia, come la poesia.

TG: Quando la gente non legge, tutti i libri sono di nicchia.

DB: Una volta c'era il Giallo Mondadori al quale il lettore era abbonato. Adesso il Giallo è un genere che sta riprendendo quota ed il fatto che un libro venga ristampato, non perché è scritto bene o perché l'autore è importante, ma solo perché la copertina ha funzionato promuovendola in video è un caso abbastanza particolare. In quel caso, la copertina ed il linguaggio del mezzo utilizzato per la promozione sono stati vincenti.

TG: Per concludere, che cosa mi consiglieresti di fare per il mio libro autoprodotto?

DB: Il canale che tu hai è anche il limite dell'interesse. Potresti dedicare una parte del tuo sito alla lettura del libro a pagamento, oppure chiedere un abbonamento per la lettura del tuo blog, come già fanno le riviste di cultura.

TG: Ma se dovessi ristampare in modo più economico il libro?

DB: Prenderei quello che tu hai già in casa e per la copertina utilizzerei la grafica con il titolo.


Conversazione avvenuta il 26 novembre 2017.

domenica 24 dicembre 2017

A te e famiglia! Auguri da Frammenti di Cultura

Anche quest'anno, "Frammenti di Cultura" ha scelto di farVi i migliori Auguri di Natale, Anno Nuovo e Buone Feste chiedendo ad un artista già intervistato da Tony Graffio di studiare un'immagine inedita da inserire in queste pagine.
La bella novità è che la cartolina (nel formato cm. 10X15 a 300 dpi) ideata e disegnata da Brillantina Moretti può essere facilmente scaricata da questo sito, stampata e utilizzata per fare degli auguri originali anche ai vostri amici, parenti e familiari...
Naturalmente, nel sacco di Babbo Natale abbiamo messo ciò che di meglio abbiamo prodotto in questa ricca e felice stagione culturale.

Auguri di Natale e Buon 2018 da Tony Graffio e Frammenti di Cultura
A te e famiglia! Da Tony Graffio, Brillantina Moretti e da tutti gli altri artisti, operatori culturali e personaggi intervistati nell'ultimo anno.

Nel 2017, Tony Graffio ha intervistato e pubblicato su queste pagine i lavori ed i pensieri dei seguenti artisti, sperimentatori, operatori culturali, miti viventi della scena Underground e Mainstream nazionale e internazionale, tra i quali, in ordine alfabetico:

Abraham Diaz, Acetatos Discos, Adrian Avila, Alberto Brunello, Alberto Forstner, Alessandro Gatti, Alessandro Turcio, Alex Massacci, Alice Faletto, Alice Scillaci, Allegra Corbo, Andrea Battistotti, Andrea BJ Caminiti, Andrea Mozzato, Andrea Scarzello, Andrès del CLS Luigi Fabbri, Annamaria D'Ambrosio, Antoni Pinent, Antonio Castoglioni, Bambi Kramer, Barbara Fagiolo, Beppe Sordi, Billie Webster, Bumble Bee, Camilla Candida Donzella, Carlo Vanoni, Ceap Beer, Chiara Dal Maso, Chris H. Lynn, Clara dalla Chiara, Claudia La Bianca, Cristiano Guerri, Daniel Tummolillo, Dario Arcidiacono, David Bacter, David Panic Campana, Davide Bolzonella, Davide Lipari, Davide Ranni, Debs della Mutoid Waste Co., Denise Cordelha, Dianna Barrie, Diego Bonci, DJ Bruno, Dorian X; Dr. Porka, Egon Dogon, Eleonora Dottori, Emilio Secondi, Fabio Castelli, Fabio Meschini, Fabrizio Garghetti, Fausto Pisani, Federico De Leonardis, Federico Spagnulo, Flavio Caroli, Francesco Alloero, Francesco Biagini, Fratelli Severini, Gabriele Chiesa, Gabriele Corni, Giacomo Ferro, Giacomo Galvagno, Giacomo Monachesi, Giacomo Spazio, Giampo Coppa, Giancarlo Vaiarelli, Gigolé, Gioacchino Del Balzo, Giorgio Bertone, Giorgio Lotti, Giuliano Scabia, Giulio Baldizzone, Guido Borso, Ilaria Fava, Ivan Hurricane, Jazz Manciola, Jerry Brigante, Jesus Franco & the Drogas, Joe Iannuzzi, John Lennon Belelli, Kunda Records, Lisa Gelli, Lorenzo Garro, Lu Lupan, Luca Crestani, Luca Panucci, Luca Prandini, Lucio Tosi, Luis Macias, Malleus, Marco Tombini, Maria Perego, Marina Lombardi, Mario Benedetti, Mario Bertoni, Mario Paolillo, Mario Pellegrini, Matteo Parlanti, Maurizio Bossi, Maurizio Giora, Mauro Magni, Michael Hacker, Michele Guidarini, Microamica, Murder Farts, Mutoid, Nando Luconi, Nicola Alessandrini, Ober Bondi, Ohiana Añaños, Paolo Scapellato, Paulette Du, Pica, Pino Pinelli, Plutonium Baby, Raffaele Montepaone, Raffaele Primitivo, Rajesh Pisa, Riccardo Chitarrari, Riccardo Fantoni, Riccardo Scotti, Richard Tuohy, Roberta Barale, Roberta Busechian, Roberto Caielli, Roberto Pedretti, Rocco Girardi, Rolando Giambelli, Sabaprodaktion, Sabrina Gabrielli, Servadio, Settimio Benedusi, Sha Ribeiro, Simona Cardinali, Simone Lucciola, Sonny Alabama, Starfuckers, Stefano Bacci, Stefano Cerioli, Stefano Marzorati, Stefano Zattera, ThisIsNotaLoveSong, Thomas Raimondi, Tomaso Kemeny, Tommaso Trini, Ugo Dalla Porta, Umerto Mariani, Uomini nudi che corrono, Vanessa Cardinali, Victoria Broackes, Walter Fulvimari, Walter Storm, Walter Vaghi, Wolfenstein, Wunderkammer di Torino.


Auguri a tutti i nostri lettori e agli amici!


domenica 17 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 22a Parte: Brillantina Moretti

 Brillantina Moretti
 Brillantina Moretti

Tony Graffio: Brillantina Moretti, qual è il tuo nome da fighter?

Brillantina Moretti: Ancora non ce l'ho... Purtroppo, fino ad adesso ho fatto solo un incontro ed è stato rovinoso...

TG: Dove e quando?

BM: Lo scorso 22 aprile a Castelfidardo

TG: In che categoria?

BM: Nei massimi-leggeri; peso 81 chilogrammi. Mi ero presentato all'incontro sottopeso, pesavo solo Kg 76,4 invece degli 81 della categoria.

TG: Te le hanno suonate?

BM: Me le hanno suonate a causa della mia scarsa preparazione. Ho combattuto contro un ragazzo di 7 anni più giovane, un chilogrammo più leggero di me ma che era veramente preparato bene. E' stata una bella esperienza; la rifarei anche se mi ha gonfiato la faccia.

TG: Quanto hai resistito?

BM: Ho resistito per un'intera ripresa. L'arbitro ha interrotto l'incontro perché ho preso due o tre diretti sul naso e quindi mi usciva sangue in modo abbondante.

TG: In che categoria ti preparerai a combattere?

BM: Voglio fare un bel salto di qualità e di categoria. Devo dimagrire per scendere di una o due categorie per combattere entro i 75 chilogrammi, o anche nei 70...

TG: Spiegami perché vuoi scendere di categoria.

BM: In teoria bisognerebbe combattere al limite del proprio peso. Io risulto in sovrappeso perché mangio male e non mi alleno abbastanza.

TG: Quale dovrebbe essere la tua categoria?

BM: Dovrei rientrare almeno nei pesi medi, 75 chilogrammi.

TG: Quanto sei alto?

BM: 1,76 metri. E poi c'è tutta una questione che riguarda i rapporti tra i pesi per cui un pugno di un massimo leggero che pesa dagli 81 agli 84 chilogrammi è molto più pesante del pugno di un peso medio che pesa 75 chilogrammi. E' una questione di fisica che ha a che vedere con la velocità e l'impatto, oltre che con il peso. Tutti consigliano di combattere nella categoria del peso limite.

TG: Tu perché ci tieni tanto ad essere un pugile?

BM: E' sempre stato il mio sogno, fino da quando ero ragazzino. Fin dai tempi delle scuole medie, nella palestra comunale di Sant'Elpidio a Mare venivano ad allenarsi dei giovani pugili. Sentivo i rumori dei colpi al sacco e delle catene del sacco che si muovevano e quando tornavo a casa dai miei genitori dopo l'ora di educazione fisica a tavola chiedevo di poter fare il pugile, ma loro non volevano perché un ex collega di mio padre ha fatto il pugile. Attualmente il mio allenatore è Sergio Emili, ex campione italiano; mia madre ricorda d'averlo visto combattere in un incontro in cui Sergio è stato ferito alle arcate sopraccigliari ed ha perso parecchio sangue. Questi ricordi un po' brutti hanno fatto sì che i miei genitori mi ostacolassero sempre nella mia scelta riguardo al pugilato, ma a me piace questo sport ed anche se non sono più un ragazzino ho voluto darmi un'occasione per provare a intraprendere questa carriera.

TG: Per che palestra combatti?

BM: Spero di combattere presto per la Nuova Cluana di Civitanova Marche.


Brillantina Bum Bum Moretti da Giammarco Hair Salon Basement Party
Brillantina Bum Bum Moretti da Giammarco Hair Salon

TG: Bene Brilla, adesso però spiegami alcune cose di grafica.

BM: Va bene.

TG: Perché la grafica è importante?

BM: E' comunicazione, è come l'abito che veste la persona. La grafica accompagna il messaggio, quindi più è accattivante più attira i pubblico e meglio il messaggio viene recepito.

TG: Cosa ne pensi del Basement Party?

BM: Il Basement Party è un evento molto bello che è cresciuto molto dalle prime edizioni e secondo me crescerà ancora in futuro.

TG: Perché è importante?

BM: Perché è un mezzo per dare voce a molti di quei giovani ed artisti Underground che normalmente, proprio per questo loro modo di esprimersi o proporsi, vengono un po' lasciati in disparte dai circuiti ufficiali che propongono arte e cultura.

TG: Brilla, cosa ne pensi del fatto che la Pinacoteca Civica di Jesi ospiti temporaneamente la mostra di un paio di street artist, che tra l'altro sono anche gli organizzatori del Ratatà di Macerata?

BM: Sono a conoscenza di questo fatto. Trovo che questa scelta fatta dalla città di Jesi sia piuttosto importante e sia un segno del cambiamento che anche l'opinione pubblica ha nei confronti di forme d'arte popolari come il graffitismo. Forse più che di cambiamento, si potrebbe parlare di una vera evoluzione del modo di pensare della gente.

TG: Quale degli artisti presenti al Basement Party aspettavi con particolare ansia?

BM: Avevo voglia di conoscere gli artisti presenti al Man Cave che sono creativi che fanno parte della cultura Custom che fa parte del mio background d'interessi ormai da una quindicina d'anni. Ero curioso di vedere le motociclette assemblate da questi ragazzi e riconosco un grande fascino anche all'allestimento che ha fatto da cornice a questo evento. Aspettavo di vedere i fumetti di Alex Massacci,  che già conoscevo, poiché sono un appassionato anche del mondo del fumetto. Voglio terminare di vedere le altre mostre e tutti i lavori di coloro che lavorano con la poster art.

TG: Come ti è sembrato il concerto dei Plutonium Baby?

BM: Non conoscevo questo gruppo e devo dire che mi sono piaciuti molto; è stato un bel concerto anche perché dalle nostre parti queste sonorità non capita di sentirle facilmente. Mi ricordavano un po' i Fuzzstones  e l'ambiente Fuzz che a me personalmente piace e adoro.

TG: Qual è il più bel lavoro che hai fatto nell'ultimo mese?

BM: Sicuramente è la collaborazione che ho fatto con te che ha portato alla copertina del libro"Musica in Cantina, viaggio nell'immaginario Underground della Rock Poster Art Italiana". Il tuo libro di interviste mi ha dato la possibilità di riprendere la matita in mano e cercare di coniugare il mondo dei fumetti a quello della grafica parlando di poster art. Sono contento che questo libro stia avendo un riscontro positivo e che venga apprezzato da persone che stimo. Credo che sia non solo il lavoro più bello che ho fatto ultimamente, ma anche il migliore degli ultimi anni.


Brillantina Moretti ha disegnato la copertina di Musica in Cantina, il libro di Tony Graffio che contiene le interviste ai Rock poster artist italiani.

I diritti sono riservati


martedì 12 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 20a Parte: Recap and Preview

Eh no, non ho ancora finito di riportarvi tutto quello che è accaduto al Basement Party... poiché le persone e le interviste sono tante ho pensato di rinfrescarvi la memoria riproponendovi alcuni volti che sono già comparsi, inserendo qualche curiosità trovata a Jesi e anticipandovi le immagini di chi ancora non ha parlato. Fate attenzione ai link da visitare sparsi qua e là.


Basement Party Sonny Alabama con manifesto
Sonny Alabama mostra il poster che ha disegnato per l'edizione di novembre del Basement Party, intorno a lui gli "Uomini nudi che corrono" stanno terminando il mural nel passaggio pedonale che porta alla "Cantina" del Cotton Club.

Questa volta sono arrivato a Jesi un po' prima per iniziare ad esporre le fotografie che avevo portato con me e ambientarmi tra le varie location che avrebbero ospitato il Party, le mostre ed i concerti.

 Il mio pullmino appena scaricato... I surf credo che siano di Mario Paolillo.

 Tommy

 Marco, l'uomo invisibile che non ha impressionato il sensore della fotocamera lo scorso maggio ad AFA, è lui che ogni volta dice di venire da un diverso posto delle Marche.

 L'infreddolita Cécilie

Gli uomini nudi che corrono esponevano il loro Giganteschio al Jack Rabbit, la loro intervista relativa al Basement Party deve ancora essere pubblicata su Frammenti di Cultura.

 Non ci crederete, ma anche Jerry Brigante s'è dato un gran daffare...
 Non ci crederete, ma anche Jerry Brigante s'è dato un gran da fare...

Claudio della Rinoteca A.K.A. Rino non stava un attimo fermo.

 Weslilly Dottori la conoscete già. In questa posa è un po' sognante, non sa ancora...

...Che c'è qualcuno che ci vuol vietare di sognare, per imporci i suoi "incubi".

Questo signore in incognito si chiama: Supermonamonachesi... per gli amici solo Mona. Era molto silenzioso e voleva passare inosservato, ma il baffo lo tradisce e lo rende sempre riconoscibile.

Luca Crestani da Big Air ci ha fatto vedere come si va sullo skateboard e ci ha mostrato una bowl fantastica.

Mario Paolillo con la sua intervista è il più "clickato" del Basement Party:  Lo abbiamo registrato anche in audio e video e prossimamente verrà rilasciato un filmato dagli organizzatori del Basement in cui ci sarà l'occasione di sapere ancora qualche novità su di lui e la sua attività .

Daniel Tummolillo è stato velocissimo ad allestire il suo spazio.

 Poi s'è scaricata la batteria della familiare d'epoca di Wolfstein...

Per fortuna Giampo Coppa è abituato a questi eventi e sa dove mettere le mani...
(Da notare SuperMona sullo sfondo che si prepara a chiamare gli elicotteri per un eventuale trasporto aereo della Taunus)


 WonderBee era molto empatica con Wolfstein, anche perché era lui che avrebbe dovuto accompagnare il gruppetto al B&B...

...Comunque s'è risolto tutto per il meglio.

 Venerdì sono stato a visitare la mostra di Nicola Alessandrini e Lisa Gelli alla Pinacoteca Pianetti.

Diego Bonci
 Poi, sono corso subito alle 19 in punto all'inaugurazione dell'esposizione di Diego Bonci da Rosso Intenso.

La Divina Commedia vista con la bomboletta spray
E dopo al Comida per vedere l'Inferno della Media.com di David Panico Campana.

E POI TUTTI AL MAN CAVE!

 Ah no, prima siamo stati a mangiare al Jack Rabbit dove ho intervistato gli Uomini nudi che corrono e Cécilie. Non perdetevi le loro risposte nelle prossime pagine di Frammenti di Cultura.

Nando Luconi
C'era anche Nando che nonostante stesse vivendo un momento romantico ci ha salutato dal bancone.

 Ho chiesto alle ragazze del Jack Rabbit cosa pensano dell'amore...
Credo che la risposta sia chiara a tutti...

...anche se forse tra una di loro ed il cuoco potrebbe nascere un'affettuosa amicizia, ma potrei sbagliarmi...

Sesso Omosex Omosessuali
 Anche questi ragazzi sembra che si vogliano bene, o forse è solo una questione di sesso...

Colle der Fomento a Jesi
 Quello che è successo con il Colle der Fomento ce lo spiegherà più avanti Giacomo Monachesi o Jerry Brigante o entrambi... Poi vedremo chi tra i due ci fornirà la versione migliore... Gli Starfuckers a me sono piaciuti, anche se le loro canzoni non erano tra le più allegre, come ha fatto notare qualcuno. Purtroppo, non ce l'ho fatta a sentire i Banana Spliff e a ballare durante i DJ set di Oskee, Macca e DJ Bruno.

 Eccoci al Man Cave, non so perché ma il tipo sulla moto mi ricorda qualcuno...

Prima del concerto dei Plutonium Baby, Black Guitarra mi fa vedere che ha appena comprato un libro strepitoso! Dice che ci ha trovato un'immagine del poster della serata disegnato dalla sua amica Paulette Du.

Un mito della chitarra: Alberto One Man Band con strumenti molto particolari auto-prodotti da Insane Looser.

 Grande Sonny Alabama, anche da te mi aspetto un resoconto finale che ci spieghi come è andato il Basement! Sulla parete di fondo i coloratissimi gig-poster di Paulette Du e di Simone Lucciola, i due elementi più tranquilli della Santissima Trinità.

 Mamme in libera uscite al Man Cave Café. O dovrei parlare di Milf? No, non ancora, saranno poi i Boss della Wallop a presentarci la nuova birra marchigiana che porta questo nome molto provocante. Così come ci diranno che particolarità hanno El Reverendo e Super Nacho, le altre due birre che  commemorano un personaggio coraggiosissimo. Le etichette e la grafica delle Wallop sono state studiate e realizzate da Sonny Alabama.

DJ Mostro, l'elemento scatenato della Santissima Trinità, era davvero incontenibile dopo il concerto dei Plutonium Baby!

Luca e Michele approvano e sostengono il Basement Party.

La pazzesca Royal Enfield Diesel della quale abbiamo parlato con i Gigolé.

E quasi a Mezzogiorno di sabato, colazione in panetteria con Brillantina Bum Bum Moretti.

Giammarco Style

Uppercut, Brillantina per pugili.

Trattoria della Fortuna: abbiamo mangiato benissimo, come in tutti gli altri locali dove siamo stati. Peccato solo che la domenica siate quasi tutti chiusi!

Chitarra pitonata di Insane Looser.



Shreck non è l'unico orco buono.

Un pisolino ogni tanto ci sta... Svegliati Raffaele, raccontaci qualcosa!


C'è anche chi s'è commosso vedendo le fotografie di Tony Graffio, ne parleremo presto con Allegra Corbo.

Ragazze dagli occhi bellissimi ne abbiamo?

Non mancava nemmeno la Brut Art, ne parleremo con Riccardo Chitarrari.

Neo-Post-Punk Girls? C'erano anche loro... Al Basement di Jesi.


E ci risiamo... ma perché tutti venivano al Basement per farsi fotografare con Alex Massacci? Prossimamente su queste pagine la sua intervista.

C'erano anche autori più seri, come Francesco Biagini, che non si pavoneggiavano e prendevano con professionalità la sfida della zucca. Anche lui ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni a Frammenti di Cultura.

Personaggi molto famosi hanno visitato lo stand di Tony Graffio e sono andati via a mani vuote.

Mentre qualcun altro ne approfittava per fare nuove conoscenze...

Love
John Lennon mi ha lasciato un messaggio rivelatore sul mio quaderno delle firme. Se a qualcuno interessa, posso mettere in vendita il suo autografo.

Ringrazio anche gli amici che esponevano in altre location e sono passati a salutarmi.

Ma Jesi offre anche altre opere artistiche di rilievo e nasconde molti segreti. perfino nella stazione ferroviaria: ne parlerò prossimamente.

Dai muri di Jesi abbiamo imparato che tutti i poliziotti sono ciccioni.

Sempre dai muri di Jesi abbiamo appreso che gli Stinky Rats non erano poi così amati come voleva farci credere Giampo Coppa.


Domenica abbiamo capito perché i mastri birrai hanno sempre molti amici... Ne parleremo nei prossimi giorni.

Per tutta la durata del festival, BJ è sempre stato pronto ad intervenire. Fortunatamente, non ce n'è mai stato bisogno.

E LE ZUCCHE?


Alcune zucche mi sono già state consegnate, solo che tre di esse non ricordo più chi le ha disegnate...

Continua...