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martedì 1 novembre 2016

Il Ponte degli Artisti resterà chiuso a tempo indeterminato

Il Ponte degli artisti resterà chiuso ancora per parecchio tempo.

Tempi difficili per ponti, cavalcavia e altre costruzioni che minacciano di non voler stare più in piedi o che addirittura crollano per l'usura, sotto il peso di carichi eccessivi, o a causa di altri motivi.
Una trave portante risulta essere danneggiata e non è il caso di far transitare nessuno per il passaggio sopraelevato tra la Stazione di Porta Genova e via Tortona. Urgono verifiche accurate, decisioni ferme e interventi per il ripristino.
Sono già lontani i giorni in cui nei vari "Fuori Salone", o in altre serate roventi, per attraversare la ferrovia sul ponte di ferro si impiegava almeno un'ora e ci si strusciava contro migliaia di persone. 
Gli artisti milanesi legati a questa libera galleria a cielo aperto discutono animatamente per capire se è il caso di appropriarsi di un nuovo ritrovo che possa ospitare le loro opere, perché ci sarà molto da aspettare prima di poter veder riaprire il ponte più amato di Milano.

Adesso che il ponte è chiuso, i dreaming jeans di Roberto Spadea sembrano essere attaccati ad un container.

martedì 13 ottobre 2015

Graffiti & Fotografia

Quando nel 2103 ho iniziato a pubblicare delle fotografie che raccontassero la Milano che lascia i suoi segni, messaggi, disegni, scritte ed ogni genere di  tracce sui muri, pensai di farlo sia per documentare dei moderni mandala che possono sparire in qualsiasi momento senza lasciare alcun ricordo, ma anche per avere il pretesto per parlare di fotografia, fare delle prove di obiettivi e fotocamere. Oltre a documentare il mio tempo e la mia città, ero interessato a confrontare l'immagine analogica con quella digitale ed essere da stimolo ad un dibattito che coinvolgesse persone di vario tipo e varie estrazioni culturali.
I primi tempi sono stati difficili, non avendo esperienza di social network non puntavo tanto tirarmi dietro gli amici, ma ad offrire un'opinione indipendente, fuori dal coro dei mass media tradizionali e dare la possibilità al mio pubblico di reperire le informazioni che potevo offrire attraverso la forza selettiva dei motori di ricerca e delle parole chiave, oltre, naturalmente, alle immagini.
Mio malgrado, recentemente, ho dovuto soccombere al potere della F bianca in campo blu aprendo un mio account su Facebook che tuttavia non utilizzo a pieno regime, ma soltanto per rimbalzare le mie pubblicazioni, perché ho capito che molta gente non legge la carta, e nemmeno gli schermi luminosi, da soltanto una scrollata al display del telefonino e morta lì. Ovviamente, quel tipo di pubblico non mi interessa, così circa un anno fa ho aperto un altro blog: Orpho, Ortodoxia Fotographica, un giornale virtuale molto di nicchia che si propone di privilegiare la fotografia chimica, trovare personaggi che hanno qualcosa di concreto da dire e registrare le loro esperienze con le mie parole scritte, in modo che non vada perso nulla di quella che è stata la cultura dell'immagine fotografica nell'età che ha preceduto la fotografia elettrica, o elettronica, se preferite.

 Photoshow 2015, dal 23 al 25 ottobre, a Milano, in via Tortona, 27

A distanza di mesi, la testata di questo blog ha cambiato spesso dicitura, fino a trovare l'attuale nome in Frammenti di Cultura, perché in queste pagine cerco d'offrire degli spunti per poi poter approfondire argomenti verso i quali, in questi tempi c'è molta curiosità ed interesse.
Ho incontrato talvolta i protagonisti della Street-Art, ma ho capito che non facendo parte di quel mondo un po' particolare e sempre sul chi va là è meglio non stressare gli artisti di strada con la mia presenza e dedicarmi maggiormente alle mie elucubrazioni mentali e fotografiche.
Questa nuova formula sta piacendo molto e sta raccogliendo parecchio successo che mi sta dando la forza per continuare a girare le strada di Milano alla ricerca di nuovi segni e notizie, anche se vi preannuncio che prossimamente vorrei privilegiare Ortodossia Fotografica ed i suoi racconti, non solo per immagini.
Frammenti di Cultura è un blog che sta diventando sempre più popolare e quasi 2 milioni di contatti sulle pagine di google+ rappresentano per me un dignitoso ed inaspettato traguardo che mi fa comprendere come le persone apprezzino coloro che esprimono la loro opinione senza essere legati a preconcetti politici o a sistemi economici da sostenere e favorire.
In genere, evito di presentare marchi, o annunci commerciali, ma nel caso del Photoshow 2015 ho voluto fare un'eccezione perché riportando le fotografie che vedete qui esposte, ho anche l'occasione d'informare il popolo della fotografia che quest'anno la Fiera di Milano è stata abbandonata a favore di un nuovo spazio espositivo in via Tortona, 27, il Superstudio Più, da dove il Vostro Tony Graffio vi ha già fatto raccontato varie storie, in occasione dell'Affordable Art Fair.

We are Image  and we go to the Photoshow 2015 by tube

Se, come in questo caso, prendete la Linea Gialla della Metropolitana in Piazza Maciachini, dovete scendere a Centrale FS, prendere La linea Verde in direzione Abbiategrasso. Scendete a Porta Genova, passate sopra la Ferrovia con il Ponte di ferro verde degli Artisti, una volta scesi dall'altra parte, girate a sinistra et voilà arriverete in via Tortona.

E' interessante osservare come, i creativi pubblicitari si rivolgano sempre più spesso alla comunicazione stradale murale e da pavimento.
I graffiti sono sempre più sdoganati, dopo i muri liberi, le centraline elettriche, ora anche i marciapiedi sono inondati di messaggi di street-art e commerciali. Tony Graffio

mercoledì 5 novembre 2014

L'infame uccide

Se è vero che la fame uccide, altrettanto può fare l'infamia.
Partendo da uno scatolage abbastanza semplice e pulito, Carlo Cecaro prende spunto da una sua vicenda personale che lo aveva portato alle strette con un amico, sembra per una questione di donne, per realizzare un'opera che fa riflettere ed a distanza di 2000 anni ci ricorda e conferma le parole del Cristo: <Più che a ciò che entra nella nostra bocca, dobbiamo fare attenzione a ciò che ne esce>
Le parole possono ferire, ma a volte, possono addirittura uccidere.
Nel caso di Carlo e del suo amico, è defunta soltanto la loro amicizia, ma per una persona corretta e di certi principi, anche ai nostri giorni, questo sentimento è pur sempre qualcosa di prezioso, da tutelare e difendere da tutto e da tutti.
Ultimamente, anch'io, dopo alcune divergenze artistiche ed etiche, ho deciso di prendere le distanze da Carlo e di togliere le sue opere da questo blog, onde evitare problemi di qualsiasi tipo.
Sono pervenuto a questa decisione dopo che aver saputo che Carlo sta pensando d'intentare una causa per plagio ad un fotografo inglese che ha fotografato e rielaborato graficamente un collage piazzato su questo stesso ponte dal "re dei cartellomani".
Lascio questa unica pagina come riferimento all'opera e ad un amico che forse ma solo se stesso.

 Agli amici perduti ed agli amori mai sbocciati

Si ringrazia l'ammaliante Sara, per essersi prestata con naturalezza all'obiettivo di Tony Graffio, in tutto il suo splendore.


lunedì 3 novembre 2014

Succo di truffa

Succo di Truffa carlo Cecaro Ponte degli Artisti
Truffasi, la bevanda preferita dagli italiani

Carlo Cecaro sul Ponte degli Artisti
Carlo Cecaro sul Ponte degli Artisti

Pubblicità Regresso

Non dovrete neppure aprire la bocca per dire a chi avrete di fronte cosa pensate di lui...
Truffasi rosa pompelmo o giallo banana?
Colori personalizzabili a richiesta.
Ogni tappo è differente dall'altro, per una miglior autenticità del prodotto.
Ogni bottiglia è venduta con dedica e firma dell'autore, assicuratevi di avvisarci anticipatamente specificando il messaggio da apporre sul packaging.
Prezzi modici.


Truffasi
Succulentissimo!

In tutte le vostre case non mancherà più la bottiglietta da offrire all'amico imbroglione, o al politicante da strapazzo. Pensate alla sorpresa che provocherete nel vostro interlocutore più spregevole quando in attesa di un succo rinfrescate, voi aprirete il frigorifero e ne trarrete Truffasi, la bevanda per tutte le stagioni.

Per ordini e prenotazioni, procedete come al solito contattando Tony Graffio, distributore unico per l'Europa.
Ogni 10 casse, un bicchiere personalizzato in omaggio.


O' Sistem' (il sistema dell'arte)

Questo è un sistema che non funziona perché va all'incontrario. TG

Il sistema è arrivato sul ponte degli artisti a Milano
Bella gente sul ponte degli artisti

Sante Egadi incolla l'ultimo suo motto contro i critici ed il "Sistema"

L'artista è diventato fan del critico
E' lui la star del Sistema (O' Sistem').


Altre presenze sul Ponte degli Artisti

Artisti noti e meno noti anch'essi presenti sul ponte.
Poesie, disegni, collage, adesivi, oggetti usati.

Faccina infantile

L'urlo di Fiuto e Ogni mattina di Alda Merini

Spray di Bumin

Disegno di Muto

La poesia copiata da Anna

Io ho il diritto d'andare
in bagno tutte le volte
che ne ho bisogno,
perché il bisogno è un
cavallo testardo
che vuol raggiungere
presto il traguardo!
MA NON DEVO ESAGERARE
Dall'aula al bagno vado
a passeggio, incontro amici,
gorgheggio, faccio due salti
da qui a lì e a volte dimentico
di far la pipì.

Bollini anti tag

Bollini adesivi usati per coprire tag antiestetiche.
L'autore di questa iniziativa è stato accusato d'imbrattamento.

domenica 2 novembre 2014

Teletruffasi

Carlo Cecaro è un agitatore culturale, nasce a Milano il 6 maggio 1962, studia ragioneria, anche se inconsciamente è sempre stato un artista, per circa 7 anni della sua vita lavora come impiegato presso una società demoniaca che lucra sui denari prestati agli squattrinati. Carlo per redimere la propria anima decide poi di mollare tutto e dedicarsi alla sua vera passione: il modellismo. Dapprima ricrea piccole scatole da inserire su tele ed elabora una corrente artistica molto personale; in seguito, nel 2007, folgorato da strane idee di redenzione universale, inizia a produrre cartellini che s'ispirano alla grafica utilizzata da certe agenzie immobiliari per esporre le affissioni delle case in vendita o in affitto. Scoppia subito un grande clamore a causa di un suo annuncio che propone la vendita del proprio voto su questo tipo di avviso. Raggiunge in breve tempo la fama a livello nazionale che lo ha porta a proseguire su questa strada, promuovendo messaggi sempre più elaborati attraverso tecniche di découpagecollage, affichage, scatolage.
I suoi mini annunci recitano spesso strane preghiere incomplete con verbi che propongono le azioni più disparate; i font sono stati curati e realizzati a mano da Bruno Acierno, noto designer ed art director di prodotti commerciali.

Carlo Cecaro sul Ponte degli Artisti

Da appassionato d'arte, Carlo ha un rapporto d'amore/odio con l'emittente Telemarket che proponeva in televendita quadri ed altri oggetti preziosi, raccontandone la storia, ma anche offrendoli talvolta in svendita, più che ad un reale prezzo di mercato.
<Io pago il canone, ma non capisco perché la Rai non mi dà l'arte che è l'argomento principale dei miei interessi, così come di altri numerosi italiani>
Con questa frase, Carlo spiega perché lui debba rivolgersi ad emittenti che trattano l'arte solo per trarne un guadagno immediato, ma che almeno informano sulle tendenze contemporanee facendone conoscere gli autori e le opere, non come capita guardando Philip Daverio in collegamento da Bologna arte sulla Rai, per poi accorgerti che parlano dell'edizione del 2004, vecchia di 10 anni.
Carlo però sostiene anche che personaggi come Franco Boni dovrebbero essere internati quando escono con frasi del tipo: <Oggi compri un quadro e domani ti compri un appartamento>, oppure: <Rompete i salvadanai con dentro i soldi della nonna, ma non fatevi sfuggire quest'acquisto!>

Sante Egadi e Carlo Cecaro

Sante e Carlo tempo fa erano sul ponte intenti ad affiggere le loro opere, trovatisi spalle a spalle, accortisi l'uno dell'altro in una situazione quasi da carbonari, hanno finito col diventare buoni amici.
Il cartello che recita: "L'arte non è" (alle spalle di Carlo), è di Sante che con questo messaggio vuol dire che tutti vogliono spiegare che cos'è l'arte e che tecnica bisogna usare, ma bisogna finirla con tutte le idee preconcette su questa disciplina perché continuare a voler definire l'arte è un po' come limitarla.
Sante: <Vogliamo limitare l'arte?>

Miniatura di un cartello di Carlo Cecaro

L'Antea di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, rivisitata in un collage di Carlo Cecaro


Sdoganamento del Ponte degli Artisti a Porta Genova


Riprendo e ripubblico una notizia da Il Giorno del 4 maggio 2013 perché, di fatto, il famoso sovrappasso pedonale di Porta Genova è diventata una zona libera all'esposizione spontanea di espressioni artistiche di vario tipo. In genere si assiste all'incollaggio di volantini, quadretti, fogli, adesivi con disegni, poesie, messaggi, fotografie, collage, ma ciò non esclude coloro che vi appongono vari oggetti appoggiandoli alle sponde del ponte o al suolo.
Ovviamente, non sono ammesse manomissioni strutturali e demolizioni: colla e carta sono i materiali più utilizzati per lasciare traccia del proprio lavoro e della propria arte.
Il Ponte degli Artisti attira varie persone che hanno fatto amicizia tra di loro e s'incoraggiano vicendevolmente per utilizzare questo spazio come una galleria d'arte a cielo aperto.


Carlo Cecaro in pieno spirito liberazionista, il 6 marzo 2015 ha esposto un suo collage con una falsa testimonial che consiglia la lettura di questo blog
Carlo Cecaro in pieno spirito liberazionista, il 6 marzo 2015 ha esposto un suo collage con una falsa testimonial che consiglia la lettura di questo blog

sabato 25 ottobre 2014

Il vero artista non lo trovi su Facebook

Anche oggi Sante Egadi coglie nel segno e con un grafico dalla chiarezza sconcertante ci illustra quali sono le categorie degli artisti più importanti, senza togliere niente a nessuno.
Al primo posto, al vertice della piramide della genialità, troviamo il grande artista, ovvero il vero artista, colui che è in grado di lasciare un segno nella storia umana e di cambiare le sorti del mondo.
Al secondo posto, piuttosto distaccato dalla prima categoria, c'è l'artista di strada, o lo street artist che manifesta le proprie capacità in vari campi, dal disegno, all'intrattenimento delle folle nelle piazze, dall'uso della bomboletta, a quello dei gessetti colorati, o della chitarra.
Questa è un po' la categoria della quale si parla diffusamente in questo blog, anche se non è escluso che ci possano essere grandi artisti anche tra gli street artist.
Già più difficile è descrivere l'artista di città, anche se solitamente è qualcuno la cui fama non esce dai confini della propria città, o al quale si attribuisce una certa competenza, più per demerito dei propri compaesani che per effettivi meriti personali.
L'artista di provincia invece è un modo non proprio benevolo per indicare qualcuno un po' provinciale che ha poche idee, ma confuse e si rifà più a ciò che è già stato fatto che a quello che ha nella propria testa, anche se c'è chi magari lo apprezza proprio per questo fatto.
Tra i paria della società, ovvero tra coloro che millantano, più che creare, s'è creata di recente una nuova categoria di pseudo-artisti, o gente che non ha alcun merito, se non quello di promuovere se stessa immotivatamente: l'artista di Facebook; ove la parola Facebook può anche essere sostituita da MySpace (se qualcuno si ricorda ancora di questo social network totalmente dedicato agli artisti, molto spesso cantanti e musicisti) o Instagram e altro.
Lo schema è semplice, ma molto ben fatto e, cosa quanto mai rara per i tempi in cui stiamo vivendo, descrive una realtà che non può essere contestata, a meno che non si voglia ridiscutere di uno scambio di posizione tra il quarto ed il quinto posto, ma a me sembra che le indicazioni date da Sante Egadi siano già più che corrette.
In questa nostra società dell'effimero, quasi tutti coloro che non vogliono fare i calciatori o le veline ambiscono ad un posto da artista, poco importa di che categoria, perché se è pur vero che per giocare a pallone bisogna correre e saper fare goal, anche il poter diventare velina richiede delle doti abbastanza indispensabili, mentre l'artista, a parole, è un mestiere che possono fare tutti. 
Pochi però sono quelli pagati per farlo.
In un mondo di scrittori, ci sarà ancora il tempo per leggere qualcosa?
E in un mondo dove anche le tele hanno un costo non trascurabile, non è più semplice imbrattare i muri?
Mi vien da fare un'ultima riflessione: il vero artista può trovare un suo posto su Facebook? Ripenso ad un mio amico, vero artista totale e mi accorgo che la sua pagina Facebook è orribile, mentre quella di tanti scalzacani è splendida.
Ok, allora, tutto questo ha un senso: ci ritroviamo proprio in un mondo capovolto in cui gli ultimi artisti diventano i primi, ma solo virtualmente.

Per domani Sante Egadi, un artista fuori categoria, che presto avrò il piacere d'incontrare di persona, avrà un'altra verità da divulgare e proporvi su queste pagine. 
Se vi vengono in mente delle curiosità da soddisfare che riguardano Sante, mandatemi un'email o un commento, in modo che poi possa girare le vostre domande direttamente a lui e farvi avere le risposte.

Il vero artista non lo trovi su Facebook
Classifica delle categorie degli artisti

Aggiornamento del 2 novembre 2014
Dopo alcune settimane, il diagramma del vero artista è ancora al suo posto.

Il vero artista non lo trovi su Facebook
1 novembre 2014 Ponte degli Artisti, Sante Egadi accanto al suo schema infografico.

NB: Il vero artista a volte lo trovi su Frammenti di Cultura.

sabato 28 settembre 2013

Il Ponte degli Artisti (sovrapasso pedonale Stazione di Porta Genova)

Lo scorso agosto mi sono divertito ad andare a spasso per una Milano silenziosa e tranquilla, queste fotografie le ho scattate il giorno 14.

La via Tortona, nei pressi della ferrovia, disegna un angolo che ha di fronte una scaletta di ferro verde che conduce ad un ponticello pedonale molto amato da tutti coloro che lo conoscono. A volte, si fanno incontri interessanti, come poeti che propongono fotocopie delle loro liriche o artisti di strada che cantano le loro canzoni. Su una cabina elettrica ho trovato la scritta un po' triste: "C'era una volta il futuro" ed una bella ragazza che sembra uscita da un racconto a fumetti, vicino a lei un nome: Alice ed un gatto peloso giallo e nero, a strisce come un'ape.
In questo punto le coordinate geografiche sono: N 45°27'14.220" E 9°10'9.205"

Dietro la ringhiera verde della scaletta, un altro personaggio uscito dalla fantasia di qualche artista di passaggio sembra essere seduto a meditare su problemi esistenziali, forse non sa come uscire da questa posizione, mentre a me resta il dubbio di come abbiano fatto a disegnarlo dietro a delle strette sbarre.


Tante etichette di improbabili annunci, ideate da Carlo Cecaro, propongono un po' di tutto in modo essenziale e canzonatorio lasciando la possibilità di completare interattivamente la ricerca e l'offerta di qualcosa che forse non è poi indispensabile. A me diverte il cartellino color salmone che recita: "Abbaiasi senza essere un cane".

In questo collage vediamo un messaggio forte e veritiero proposto da un uomo dallo sguardo cinico e provocatorio. Potrebbe essere l'emblema del ricatto dell'attuale società italiana in crisi, dove non si lavora più per migliorare la propria condizione economica e culturale, ma bisogna accettare ogni tipo di sopruso per sopravvivere, mentre in questa situazione, i ricchi diventano sempre più ricchi.

Alla luce di certe sentenze che assimilano l'imbrattamento alle associazioni a delinquere, questo Fiuto (Fabio Rama) è sicuramente da inserire tra i pericoli pubblici più ricercati in Italia, anche se, dopo i vari disastri ambientali provocati dalle centrali nucleari, una misera bomba atomica può sembrarci un giocattolo.

Su questo disegno non avrei molto da dire, se non che mi ricorda il teschio di un alce barbuto; mi attirano molto di più l'attenzione le case rosa oltre il muretto di ferro.

Un bel collage d'ispirazione ambientalista, ci ricorda l'importanza dei frutti della terra.


Un'opera un po' disarmonica, ma con un bel equilibrio cromatico.

Su questo cartello non c'è nulla da aggiungere.

Chissà chi ha diviso in due questa passerella, certo adesso si può scegliere da che parte stare.


Se questa fotografia vi sembra avere dei colori diversi è perché c'è più contrasto dovuto ad una luce diversa, ma anche perché è stata scattata con una pellicola negativa a colori. (Rollei 35 S caricata con pellicola Rollei CN 200)


Non mi risulta che questo ponte abbia un nome, così abbondano le proposte spontanee per identificarlo in modo poetico. Sicuramente questo mondo ha bisogno di più poesia e meno truffe legalizzate.


 Si trova un sacco di roba interessante nella spazzatura.

Sarebbe bello adoperare uno spazio del ponte per i fumetti all'aria aperta.

Intanto sotto passano i treni... 

Ancora poesia, questa volta sotto forma di eiaculazioni poetiche. 

Volti di carta sorridenti alternati a facce più serie sul ponte dei cento colori.


L'altro lato del ponte dà sulla via Ventimiglia che porta all'ingresso della Stazione di Porta Genova, un tempo chiamata Stazione di Porta Ticinese. Da qui parte la linea ferroviaria per Mortara, questa è la stazione più antica di Milano.

Questo signore proponeva la vendita improvvisata di caratteri da stampa di piombo nuovi. Voleva vendermi la serie completa dei "Futura" ad un buon prezzo, ma la cosa era un po' priva di senso, visto che mi sarebbero serviti molti doppioni di ogni lettera per scrivere almeno una frase compiuta. Nonostante tutto, costui riusciva comunque ad intrattenere i pochi passanti il giorno prima di ferragosto in dialoghi quasi surreali.

 In mezzo al ponte qualcun altro scatta fotografie.


 Ritorno in via Tortona.


Graffiti d'epoca.


Simpatica l'idea del contrasto cromatico e che questo strano personaggio dal naso a pugno si nasconda dietro un muretto nel muro.


Divertente anche questo collage dove in un'aula di 51 allieve, in realtà  sia ritratta sempre la stessa ragazza.

 Anche Willow è un estimatore del "Bridge of the Artists".


E per finire, qualcuno ha pensato di aggiungere un lucchetto d'argento alla rete di ferro che delimita la ferrovia. Testi e fotografie di Tony Graffio


Aggiornamento del 30 ottobre 2013
La seconda fotografia di questa pagina ritrae un disegno di Alicé; in questi giorni è uscita una notizia sul suo conto che riprendo da Il Fatto Quotidiano del 23 ottobre 2013.

Alice Pasquini, 33 anni, è un'artista visuale, scenografa ed illustratrice. Ha lasciato oltre mille sue opere in giro per il mondo. Di lei si sono occupati i maggiori quotidiani nazionali e internazionali, tra i quali il New York Times che in un suo articolo la segnalava come l’artista italiana che avesse contribuito a risanare coi suoi affreschi una zona della città una volta in preda ai vandali. Perfino il Tg1 nella sua rubrica culturale aveva voluto intervistarla. Eppure ad Alice, in questi giorni impegnata in un tour nel sud est asiatico, dove oltre a dipingere i muri di Saigon e Jakarta, ha tenuto delle lezioni nei college di Singapore, toccherà trovarsi un buon avvocato, perché il reato che le viene contestato prevede sino a un anno di reclusione e una multa sino a 1.000 euro. Galeotto fu un banalissimo articolo di giornale. Il 29 settembre 2013 la pittrice rilascia infatti una breve intervista al quotidiano locale Corriere di Bologna, che su due paginoni parla della campagna contro i writer lanciata a Bologna dal sindaco Virginio Merola e dalla procura della repubblica: “Stretta contro i writer”, campeggia sui titoli. Nell'intervista Alice, che qualche giorno prima era stata sotto le Due torri, ammette: “Ho lasciato le mie tracce in zone che mi hanno colpito”. Poi spiega di avere disegnato alcune sue opere in diverse parti del centro, dando anche le indicazioni precise: in via Centotrecento, in una fermata della zona Bolognina, in via Mascarella, in via del Pratello e in via Zamboni. “Ho deciso di firmare con il mio vero nome, dipingere durante il giorno e presentarmi a volto scoperto. Mi prendo i miei rischi”. Alla domanda se sia mai stata multata, risponde: “Per fortuna i pochi vigili che ho incontrato sono stati tolleranti”. Mai affermazione fu più sbagliata, soprattutto a Bologna dove il Reparto Sicurezza Urbana e Antidegrado della polizia municipale, una volta letto l’articolo sguinzaglia i suoi agenti che accertano la presenza dei piccoli affreschi e la denunciano a piè pari come fosse uno dei tanti writers che ogni giorno imbrattano i muri, i portoni e spesso i monumenti di Bologna. Per questo ora Pasquini è indagata ai sensi dell’articolo 639 del codice penale, imbrattamenti appunto, aggravati dall’articolo 81, perché il reato è stato continuato. Alice Pasquini, come ha fatto anche nel caso di Bologna, firma sempre le sue opere con lo pseudonimo di Alicé.

Alice Pasquini