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martedì 5 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 16a Parte: Vincenzo Kuro Fortunato

Anche se in questa edizione del Basement Party non ha partecipato come espositore, ho voluto ugualmente sentire che cosa aveva da dirci Vincenzo Kuro, uno tra i più bravi  serigrafi e poster-artist italiani. Mi sono fatto spalleggiare da Daniel Tummolillo per mettere Vincenzo in difficoltà con domande cattivissime, ma i due serigrafi hanno fatto subito comunella e non sono riuscito a cavare un ragno dal buco.
Unico punto davvero positivo di questa intervista è che finalmente ho capito come Kuro sia riuscito a raggirarmi e a farsi intervistare per ben due volte comparendo due volte nello stesso libro dedicato alla Rock Poster Art che ho presentato in edizione speciale a colori e limitata. 
Per non annoiarvi troppo abbiamo parlato anche di gattini....

Claudio Rinaldi di Rinoteca e Kuro del Silkscreen Department
Claudio Rinaldi di Rinoteca e Kuro del Silkscreen Department.

Tony Graffio: Vincenzo Fortunato, che cosa vuol dire Kuro?

Vincenzo Fortunato Kuro: Una volta disegnavo un gattino bendato che si chiamava così e mi è rimasto appiccicato questo soprannome...

TG: Perfetto, allora propongo anche a te di disegnarmi qualcosa su una zucca ornamentale e ti chiederei di trasformarla in Kuro...

Kuro: Va bene, un gattino bendato, già ci avevo pensato anch'io di farti un soggetto di questo tipo. Dopo ritirerò la zucca e ti invierò una fotografia.

La piccola zucca disegnata da Kuro.
La piccola zucca disegnata da Kuro.

TG: Qua con noi c'è anche Daniel Tummolillo che fremeva dalla voglia di incontrarti di persona; anche lui è un serigrafo... credo che adesso mi farò aiutare e chiederò a lui di farti qualche domanda.

Daniel: Benissimo.

TG: Tu sei più che qualificato in questo campo, saprai anche come mettere in difficoltà Kuro con domande cattivissime... precise e che scavino in profondità. Perché non ci sono bastate le ben due interviste già pubblicate su Musica in Cantina... vogliamo sapere di più sul suo conto.

Daniel: Questa è la terza intervista?

Kuro: Sì, questa è la terza...

TG: Eh sì, è la terza perché sei un personaggio importante!

Kuro: (A Daniel) Tu sei già stato intervistato?

Daniel: Eh sì, ho trovato Tony Graffio in giro nei locali di Milano e non ho potuto sfuggirgli...

TG: Con Kuro avevo già provato ad intervistarlo otto mesi fa, in occasione dell'altro Basement Party, ma non ero riuscito a parlargli perché si era dato malato, così adesso recuperiamo... Però questa volta diremo cose diverse da quelle dette nel libro, altrimenti il libro non lo legge più nessuno.

Kuro: Ok, va bene, ma guarda che l'altra volta è venuto qua Rino perché io ero effettivamente a casa malato...

TG: Ecco giusto, chiariamo subito una cosa, il Silkscreen Department è una costola della Rinoteca?

Kuro: Sì, fondamentalmente la Rinoteca è nata come laboratorio di falegnameria, difatti sono loro che hanno allestito questa galleria per accogliere i vostri lavori. Nello stesso tempo Rino ha sviluppato il laboratorio di serigrafia, per la voglia di entrambi di dedicarci a questo tipo di stampa manuale...

TG: Che tra l'altro vi riesce molto bene. L'altra volta ho comprato ben tre delle vostre stampe... Anche perché i prezzi che fate sono veramente buoni.

Kuro, Bravo Tony, fai girare un po' i nostri poster.

TG: Come avete iniziato?

Kuro: Io e Rino volevamo stamparci le nostre T-shirt e ci siamo detti: "Visto che ci piace fare le cose da soli, stampiamocele da soli. Fatte a mano". Così, abbiamo iniziato a mettere insieme il nostro laboratorio.

TG: Siete partiti con la serigrafia perché è un'attività che rientra nello spirito del Do It Yourself?

Kuro: Sì, abbiamo visto che potevamo farlo in casa, ma poi io mi sono appassionato e continuo a portare avanti da solo questa attività.

TG: Quando avete iniziato?

Kuro: Nel 2012. Abbiamo iniziato in cantina, in un buco davvero piccolissimo.

TG: Beh, mi sembra giusto, siamo al Basement e si fa tutto in cantina...

Kuro: All'inizio sì, sfrutti lo spazio che hai.

TG: Da noi un po' più nei box, qua in cantina, confermi Daniel?

Daniel: Confermo.

TG: Anche in Abruzzo è così?

Daniel: Sì, io ho aperto da poco una serigrafia in una cantina, a Popoli al numero civico 27 di una via.

TG: La tua aula a Brera invece che numero è?

Daniel: 27. 

TG: Ok, abbiamo capito.

Daniel: E' fortuna, quello è un numero che è ritornato più volte sulla mia strada... così l'ho mantenuto nel nome del mio laboratorio: come segno del destino.

Vincenzo Fortunato e Daniel Tummolillo serigrafi italiani
Kuro e Daniel Tummolillo di Atelier 27

TG: (A Kuro) Quindi tu e Rino stampavate magliette?

Kuro: Sì, però a me è sempre piaciuta la poster-art e così ci ho voluto provare...

TG: Vincenzo, io credo che a te piacciano anche le donne nude...

Kuro: Sì, soprattutto... Quello è il tema principale dei miei poster.

TG: Benissimo. Ma adesso possiamo dire ufficialmente che Rino ha mollato la serigrafia o è un segreto?

Kuro: Beh, sì Rino ha smesso per dedicarsi alla falegnameria e alla stampa 3D, però se vuole stampare qualche logo sui lavori che ha fatto ci pensa lui e li stampa in serigrafia.

TG: Alle stampe su carta ci pensi tu da solo?

Kuro: Sì, quello è un lavoro che gestisco io.

TG: Non si è capito perché abbiamo fatto due interviste, ma va bene lo stesso...

Kuro: Tu avevi mandato due email, perché pensavi che Rino si occupasse della serigrafia, invece ti ho risposto io sia da poster artist che da serigrafo.

TG: Hai ragione, infatti io avendo visto qui Rino lo scorso marzo con le tue serigrafie credevo che se ne occupasse lui e forse Claudio per non deludermi mi ha lasciato della mia idea. Poi, recentemente, quando gli ho scritto l'email per farmi raccontare qualcosa sulla stampa serigrafica è venuta fuori la verità.

Kuro: Esatto, siccome lo Screen Department stampa anche per altri artisti, in un'intervista ho parlato un po' più di me e nell'altra del laboratorio.

TG: Perfetto, e ci sta benissimo così. Adesso, però ti metteremo un po' più sotto torchio: tocca a te Daniel!

Daniel: Proviamoci... Una cosa che ho notato nel tuo lavoro e che mi fa molto piacere è la cura dei dettagli, perché appoggiandoti alla Rinoteca ho visto che hai pirografato ed inciso addirittura dei tappi...

Kuro: Sì, mi piace curare anche i particolari della spedizione, sembra una cosa assurda, ma a me è piaciuto fare i tappi incisi al laser.

Daniel: Bravo.

Kuro: Sì sono stati apprezzati da molti clienti che adesso li stanno utilizzando come sotto-bicchieri. L'idea era proprio quella...

TG: Va beh, ho capito la parte del cattivo devo farla sempre io, tra di voi vi fate solo complimenti... Ok, sei bravo, molto bravo, ma so che c'è chi ti muove delle critiche perché fai pagare troppo poco le tue serigrafie, credo che anche Stefano Marzorati la pensi così... E' vero?

Daniel: Secondo me, tanti artisti italiani fanno prezzi piuttosto bassi in questo campo, ma vedo che anche qui al Basement questa è la tendenza. Credo che se il mercato riconoscesse maggiormente il valore di quello che facciamo i prezzi dovrebbero essere un po' più alti... Perché vedendo anche quello che fai dal punto di vista tecnico, riconosco che ci sono dei begli "sbattimenti" dietro al tuo lavoro...

Kuro: Certo, dietro ad ogni poster c'è un bel lavoro, però è anche vero che è bello che la nostra sia un'arte fruibile un po' da tutti.

TG: Alla portata di tutti, giusto.

Daniel: Vedo che negli Stati Uniti i prezzi sono più alti e mi piacerebbe che si cercasse di equiparare il valore di quello che facciamo qua a quello che succede oltreoceano.

Kuro: In America ci sono un paio di nomi molto importanti che sono diventati inavvicinabili come prezzi. Chuck Sperry inizia a costare davvero un po' caro, però i suoi pezzi sono molto belli. Buon per lui che se lo può permettere.

TG: E' sempre un discorso di domanda e offerta.

Kuro: Probabilmente, è per quello.

TG: Kuro, dobbiamo anche dirti che ci piace il tuo modo di sfumare i colori.

Daniel: Vero, io mostro le tue sfumature ai ragazzi ai quali faccio i workshop e anche loro sono entusiasti.

Kuro: In realtà, ho fatto le sfumature solo in un paio di poster. Sono state delle sfide; dei tentativi che sono venuti bene... Ho fatto fatica perché in effetti non è così semplice ottenere quegli effetti, e non so quanto lo rifarò spesso... Mettiamola così.

Daniel: Quei poster li uso proprio per spiegare ai miei studenti cos'è una sfumatura.

Kuro: E' stato divertente stamparle, però non è facile farle.

TG: Daniel, inviterai Kuro a Brera?

Kuro: Mi ha già invitato. Fin dall'anno scorso, sono io che purtroppo non riesco a spostarmi un gran che.

TG: Beh allora invitiamolo a Popoli...

Daniel: Io ci proverò, però avendo un altro lavoro bisogna organizzarsi. Continuerò anche a proporre i workshop; logicamente l'Abruzzo è più vicino ad Ancona di Milano.

Kuro: In primavera vedremo di fare qualcosa.

TG: Daniel, coraggio adesso fai una domanda più tosta!

Daniel: Ci dovrei pensare un pochino...

Kuro: E se ci pensassimo dopo cena?

TG: Va bene, ci riproveremo più tardi, ma non dimenticarti della zucca. Ti aspetterà una domanda cattivissima, caro Kuro.

Kuro: (Preoccuato) Non esagerare Tony...

Kuro
Kuro

Tutti i diritti sono riservati



giovedì 23 novembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 6a Parte: Daniel Tummolillo

Daniel Tummolillo è un personaggio che abbiamo già incontrato altre volte sulle pagine di "Frammenti di Cultura", non mi dilungherò molto nell'intervistarlo perché molti di voi lo conoscono bene, ma mi sembra giusto fargli un paio di domande riguardanti la sua attività e le opere che ha esposto al Cotton Club. Tra l'altro il suo stand era accanto al mio, vedi il servizio della TG3 delle Marche. Se non gli chiedessi qualcosa potrebbe anche arrabbiarsi...


Basement Party Daniel Tummolillo
Daniel Tummolillo legge "Musica in Cantina" nelle pause del Basement Party di Jesi.

Tony Graffio: Ciao Daniel, quali serigrafie hai portato al Basement Party di Jesi?

Daniel Tummolillo: Ho portato la produzione fatta durante questo 2017, lavori preparati per la mostra alla quale ho partecipato a giugno presso la galleria Espinasse31 e nuove stampe tratte da frame di film fatte apposta per il Basement Party.

TG: Perché hai scelto proprio questi soggetti che, se non sbaglio sono tratti da "Il Grande Lebowski"; "Pulp Fiction" e da "Old Boy"? Li ritenevi particolarmente adatti al pubblico del Basement Party?

DT: Ho ritenuto di esporre e mettere maggiormente risalto queste ultime immagini legate ai film, perché mi è sembrato un tema forse più interessante e maggiormente vicino al pubblico che sarebbe intervenuto alla mostra di Jesi, in quanto ormai si tratta di icone popolari che fanno parte della cultura della nostra epoca, molto conosciute ed apprezzate dalla nostra generazione. 

TG: Dove hai realizzato queste stampe?

DT: Recentemente, vivo tra Milano, dove insegno serigrafia all'Accademia di Belle Arti di Brera, e l'Abruzzo, dove lo scorso mese di luglio ho aperto un laboratorio/galleria di serigrafia. Le serigrafie che avete visto al Basement Party le ho realizzate a Popoli; le stampe sono numerate, firmate e timbrate come 27, il nome del mio nuovo studio e non con il mio nome.

TG: Non ci sono problemi di diritti di immagine a riprodurre i fotogrammi di film che non ti appartengono?

DT: Ritengo di no. Le immagini le ho ri-fotografate dallo schermo televisivo; le immagini di questi film sono comunque facilmente rintracciabili in rete, per cui di dominio pubblico. Inoltre, io le "re-interpreto" secondo un mio gusto cromatico personale e non fedele all'immagine originale dalla quale ho soltanto tratto spunto.

Monolithic Elephant di Daniel Tummolillo

TG: Hai esposto a Jesi anche il tuo primo gig-poster, vero?

DT: Esatto, è la stesso poster che tu hai inserito nella tua auto-pubblicazione di interviste: "Musica in Cantina", un bellissimo libro del quale ho comprato alcune copie, in modo che i miei studenti possano consultarlo in Accademia, a Milano, ed anche presso il mio studio.






domenica 5 marzo 2017

"Rock Poster Art" da ArteGioia 107: una mostra che ha colto nel segno

Una settimana fa, si chiudeva la mostra organizzata da Gimme Danger, Artegioia 107 e Tony Graffio, abbiamo voluto fare il punto della situazione per portare a conoscenza degli amici che ci seguono quale è stato lo spirito che ci ha mosso e le possibilità di intesa che ci possono essere con il nostro modo di diffondere cultura e trattare l'arte.

Arte Gioia 17
Il salone principale dell'Associazione ArteGioia 107 durante lo svolgimento della mostra che presentava 53 serigrafie di artisti americani ed europei da una selezione della collezione di Stefano Marzorati.

Andrea Battistotti, Presidente dell'Associazione Culturale Arte Gioia 107 si esprime così:  
"L'arte, per noi, è un'occasione per conoscerci meglio, per avere una crescita culturale, per vivere in modo più intenso e gioioso quello che accade nel mondo. Abbiamo scelto di occuparci esclusivamente di arte contemporanea perché l'arte deve riflettere gli umori, le atmosfere ed anche i problemi del nostro tempo. L'arte può diventare uno strumento per capire come muoverci e come reagire in certe situazioni; l'arte può dare a tutti nuove visioni e nuove prospettive sulla vita ed è utile per sviluppare quell'apertura mentale che tutti ricerchiamo. L'arte si esprime in molteplici linguaggi, per conoscerli bisogna osservare con molta attenzione ciò che si ha davanti e studiare seriamente gli autori, le loro opere, le loro vite, ma bisogna anche studiare anche quello che sta intorno all'artista: il mercato. Frequentando le case d'asta, le fiere d'arte, i musei e le mostre si capisce che ci sono più modi di accostarsi a questo ambiente e la visione dell'artista comunica spesso concetti abbastanza diversi da quelli che ci propongono gli ambienti che "reggono in piedi" questo mondo. 
Per noi, l'arte non deve essere commercio, non ci interessa il guadagno, ma diffondere nuove idee, nuove prospettive e vedere affacciarsi su questi panorami nuove persone, per condividere con loro la nostra passione. Agli artisti, o a chi ci propone una mostra, noi offriamo gratuitamente i nostri spazi, non chiediamo affitti, né percentuali sulle vendite: siamo interessati all'evento culturale, non a lucrare sulle persone. Sappiamo che dietro molte cosiddette associazioni, per ragioni di convenienza, si nascondono attività commerciali mascherate da benefattori, ma il nostro caso non è questo. Chiaro che se, in segno di gratitudine, qualche artista desidera lasciarci un'opera noi l'accettiamo, ma questo solitamente accade anche nei musei o in altre realtà. 
Dopo il grande successo di pubblico e di critica che ha ricevuto la manifestazione "Rock Poster Art" presso ArteGioia107 Milano, l'Associazione vuole ringraziane il blog di Tony Graffio per l'impegno mostrato nel diffondere l'evento, e nel veicolare il messaggio culturale proposto. Lieti di aver contribuito a diffondere un'arte accessibile a tutti, ringraziamo il collezionista Stefano Marzorati per la disponibilità ad averci reso partecipi alla sua passione verso la cultura Underground americana. 
Con lui, siamo già in accordo per una futura riedizione dell'evento con nuove selezioni di serigrafie artistiche. Rinnovando il nostro interesse nel proporre altri momenti culturali, ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato all'evento."

Sentiamo anche Stefano Marzorati:
"Il contatto con Andrea, il gestore degli spazi di ArteGioia107, mi è stato fornito da Tony Graffio. Tony mi aveva intervistato per il suo blog "Frammenti di Cultura" lo scorso dicembre ed è stata sua l'idea di contattare Andrea per verificare la possibilità di organizzare una mostra di serigrafie presso gli spazi di via Melchiorre Gioia 107. 
Ho incontrato Andrea mostrandogli alcuni pezzi della mia collezione e il progetto ha incontrato da subito la sua approvazione. Le sale di ArteGioia107 si sono rivelate una location perfetta per le 53 serigrafie scelte per l'esposizione e i due momenti clou della mostra, l’inaugurazione e il finissage, hanno visto la partecipazione di un numero di visitatori superiore alle mie aspettative. Mi piace sottolineare che, a tutto'ggi, in Italia questa è stata la mostra che ha proposto al pubblico il maggior numero di pezzi riguardanti la "Gig Poster Art". Ho riscontrato molto interesse, talvolta anche entusiasmo, non solo da chi, "addetto ai lavori", conosceva già il mondo dell'illustrazione nell'ambiente del Rock'n'Roll, ma anche da persone che, per la prima volta, hanno avuto la possibilità di vedere questo materiale. E' stata un'ottima occasione per prendere nuovi contatti e promuovere questa eccitante e sorprendente forma di comunicazione/espressione artistica." 

In conclusione
Abbiamo voluto distinguerci da chi propone eventi solo per promuovere se stesso; in questa occasione ci siamo affidati ad un collezionista, che tra l'altro è anche un apprezzato bassista che suona con i Temporary Sluts, per poter mostrare opere molto belle, simboliche, evocative e comprensibili a tutti.
Negli ultimi anni, è scoppiato un forte interesse per la serigrafia e per quelle forme d'espressione artistica che vanno a colmare gli spazi lasciati dalla discografia internazionale e dalle diverse abitudini di fruire la musica.
Felici d'aver saputo coniugare passioni contigue come arte e musica e d'essere riusciti a coinvolgervi in questo progetto, vi invitiamo a segnalarci nuovi argomenti di vostro interesse. Nel caso aveste progetti culturali che possano essere attraenti per il nostro pubblico fatecelo sapere, ne valuteremo la fattibilità. TG






martedì 10 gennaio 2017

Un illustratore underground a Filler WE 2016: Michael Hacker

 Una bambina a Filler guarda un po' preoccupata i mostri di Michael Hacker

Michael Hacker, autore del divertente volantino della Winter Edition 2016, è un altro artista che ho incontrato a Filler che realizza illustrazioni su serigrafia per gig-poster, stampe d'arte, fumetti ed ultimamente anche su skateboard. Ha un tratto tipicamente underground ed un innato senso ironico.
Ha 35 anni, si è formato a Vienna, ma è nato nella parte occidentale dell'Austria, vicino al confine con la Svizzera ed il Liechtenstein, a Feldkirch, una tranquilla cittadina ad una trentina di chilometri dal lago di Costanza.
Nella sua infanzia ha sempre disegnato ed ha sempre letto fumetti ed è da queste letture che ha ricavato la sua ispirazione. Ha studiato design, grafica e pubblicità, ma ha scoperto presto d'essere più interessato all'illustrazione e di volersi cimentare in questa attività. Dal 2009 è un illustratore professionista autonomo.
Attualmente vive e lavora a Berlino e a Vienna.


Michael Hacker

Tony Graffio: Michael, come sei riuscito a trovare il tuo stile?

Michael Hacker: Il fumetto mi ha sempre influenzato, io sono cresciuto divorando fumetti, mi piace quel senso dell'umorismo e lo inserisco nel mio lavoro. Non credo che nessun artista in particolare mi abbia ispirato, mi piace di tutto, da Asterix a Robert Crumb. Il mio gusto abbraccia una gamma molto vasta di generi e di artisti.

TG: Quando hai iniziato ad occuparti di Rock poster art?

MH: Ho iniziato a fare poster per i concerti con la serigrafia nel 2007 perché un mio amico mi ha mostrato un libro intitolato Art of modern Rock che era pieno di gig-poster degli anni 1990-2000 e questo incontro mi ha fatto capire che era quello che volevo fare veramente e che mi piaceva.

TG: Per quali band hai realizzato le tue opere?

MH: Per i Melvins, per i Queens of the Stone Age, Greenday ed altri gruppi: per la maggior parte si tratta di band di musica Rock e Metal.


Una bella regina dell'età della pietra disegnata da Hacker

TG: Lavori con il computer?

MH: No, lavoro sempre con l'aerografo a inchiostro su carta, ottenendo sempre un disegno originale. A volte, quando lavoro per i gigposter coloro le parti del disegno su livelli diversi o su più fogli di carta. Solo ogni tanto coloro i miei disegni in modo digitale. In genere lavoro sempre con la penna o l'aerografo.

TG: Partecipi spesso a questi festival dell'illustrazione in giro per l'Europa?

MH: Sì, dal 2008 ogni anno vado ad Amburgo, a Flatstock, e a Barcellona da un paio d'anni. Quelli sono i maggiori eventi del nostro settore in Europa. Sono stato anche in Austria e in America, a Chicago dove però questi eventi sono impressionanti perché là hanno una lunga tradizione per i gigposter, cosa che porta ad avere più fan, più collezionisti ed ovviamente, più artisti. E' molto bello confrontarsi con il lavoro degli altri e trarre ispirazione da quello che si vede in queste occasioni, perché lì incontri veramente tutti.

TG: Collezioni opere di grafica, illustrazione e poster tu stesso?

MH: Non mi considero un collezionista, ma da quando faccio gigposter scambio molto i miei lavori con quelli degli altri artisti e così mi capita d'avere una mia collezione. Qualche volta li compro anche, ma principalmente mi piace scambiarli con gli altri.

TG: Collezioni fumetti?

MH: Non sono un collezionista ma leggo tantissimi fumetti.

TG: Crei tu le storie per i tuoi fumetti?

MH: Sì, anche se i miei sono fumetti senza parole o dialoghi. In questo modo posso mostrare il mio lavoro ad un pubblico più vasto; altrimenti dovrei scrivere nella mia lingua madre che è il tedesco. Ho fatto di recente un libro di 50 pagine, adesso sto lavorando ad un nuovo progetto.

TG: Hai un editore che pubblica i tuoi lavori?

MH: No, per la maggior parte dei lavori, mi autopubblico. Poi, cerco di venderli ai festival oppure sul mio sito. E così mi autoproduco e mi autopubblico.

TG: Credevo che in Germania o in Europa fosse più facile  che da noi trovare un editore.

MH: No, non è così. Forse, la situazione lavorativa è un po' migliore che in Italia, ma anche da noi è molto difficile trovare un editore. Inoltre, le mie storie rimandano ai fumetti underground, non vengono considerate molto seriamente; non sono nemmeno graphic novel, così è difficile trovare chi le pubblichi. Forse, in Francia o in UK c'è maggior mercato per questi prodotti editoriali, ma io sono felice di autopubblicarmi.


I californiani Fu Manchu cantano spesso di Ufo, ET, flipper e skateboading.

TG: Ti piace quest'edizione di Filler?

MH: Sì, completamente. Mi piace anche Milano, ma è così nebbiosa che non ho visto gran che di questa città. Quello che ho visto però mi è piaciuto. Filler è una manifestazione fantastica che mi ha permesso di conoscere molta gente che non conoscevo e di incontrare qualche vecchio amico, come Fabio Meschini e Error Design da Bercellona, perciò è bellissimo essere qui.

TG: Grazie Michael.


Tutti i diritti riservati


sabato 31 dicembre 2016

Un mito della Poster Art: Malleus

Molti pensano che Malleus sia un artista del Nord Europa: sbagliato. Malleus è un laboratorio serigrafico di cui fanno parte tre miti piemontesi che vivono tra Tortona e Bra.
Un tempo Poia, Urlo e Lu erano conosciuti come il Dottor Genialis e realizzavano le copertine per i loro demo-tape, perché da sempre suonano e amano la musica. Tutto è iniziato con l'ideazione e la diffusione delle fotocopie dei manifesti dei loro primi concerti che essi stessi disegnano.
Evidentemente, la musica per molti artisti è un forte stimolo per avviare un'attività di questo tipo perché ha costantemente necessità di pubblicare manifesti ed altro materiale cartaceo in supporto all'affissione, al marketing ed al collezionismo, oltre che a sostegno del prodotto discografico che tuttavia, come abbiamo già visto in altre occasioni su queste pagine, è diventato per certi versi un bene secondario, quasi di propaganda all'evento concertistico.
Riporto di seguito una breve intervista che ho realizzato a Filler Winter Edition 2016, un evento che se vi siete persi (nonostante io vi abbia consigliato vivamente di vivere in prima persona), sicuramente rimpiangerete a lungo. 
Essendo Malleus una realtà molto interessante del panorama artistico internazionale, mi riprometto di preparare presto un altro servizio che parli di questo gruppo di artisti, andandoli a trovare direttamente a casa loro, per documentare anche le fasi di stampa e di realizzazione di autentici capolavori su carta.
Oggi i Malleus sono tra gli artisti più bravi ed esperti in questo settore, a livello mondiale. Impossibile non conoscerli. TG

Malleus Poia, Lu, Urlo
Poia, Luisa e Urlo sono i Malleus

Tony Graffio intervista Malleus

Tony Graffio: Come lavorate insieme? Disegnate tutti o vi distribuite dei compiti ben precisi? 

Malleus: E' un lavoro di squadra, nel senso che ogni opera che realizziamo è il frutto di una discussione iniziale che serve per decidere che tipo d'impronta dare all'immagine con un'idea forte.

TG: Quindi il primo passo è la progettazione del disegno?

Malleus: Esatto. E' una specie di scontro di menti bacate. I disegni principali sono di due di noi, però le variazioni sul tema sono frutto di visioni differenti di un unico aspetto creativo che porta alla fine ad un compromesso dal quale scaturisce l'opera finale.

TG: Siete intercambiabili nei vostri ruoli di disegnatori/stampatori?

Malleus: Più o meno sì. Anche se c'è chi è più predisposto alla stampa, o all'uso dei colori e chi al disegno. C'è chi è più incline a fare certe cose piuttosto che altre, ma bene o male riusciamo ad interagire bene e ad essere abbastanza intercambiabili nei nostri ruoli.

TG: Vedo che ci sono dei poster che trattano soggetti più cinematografici ed altri riportano nomi di gruppi musicali. Sono questi gli argomenti che illustrate?

Malleus: La nostra attività principale è quella di creare il poster in serie limitata e numerata in serigrafia. Recentemente, ci sono stati richiesti da Dark City Gallery, una galleria d'arte inglese, dei poster che celebrassero l'opera cinematografica di Dario Argento. Poi, abbiamo avuto contatti con altri committenti che richiedevano la realizzazione di manifesti alternativi di alcuni film celebri come Blow Up o come Reefer Madness ed altri film Cult del passato. Abbiamo lavorato anche con la galleria Bottleneck di Brooklyn che è specializzata in cultura Pop e stampe d'arte a tiratura limitata. Abbiamo fatto anche il remake del poster di Nightbreed ed altre cose.

TG: Siete molto più conosciuti all'estero che in Italia?

Malleus: Direi proprio di sì. Decisamente. Anche se si tratta sempre di un'attività underground che non ha un vero riconoscimento ufficiale. C'è tutto un sottobosco di artisti, soprattutto americani, che si occupano di Poster art. Solo di recente, questa scena sta crescendo anche in Italia, adesso ci sono più ragazzi che disegnano questi soggetti e più appassionati che hanno voglia di sperimentare questa strada che in Nord America ha radici ben profonde. la nostra attività è un po' strana e non trova ancora il riscontro che merita, anche se ultimamente abbiamo notato un fiorire di nuovi artisti. Cosa che ci fa molto piacere.

TG: Per che gruppi musicali avete lavorato?

Malleus: Tantissimi. Dai gruppi più conosciuti come i Black Keys, i Foo Fighters, Iggy Pop, Amanda Palmer o i Queens of the Stone Age, ai Bongzilla e gli Electric Frankenstein che sono band un po' più di nicchia. E' dal 2003 che facciamo queste cose, quindi negli anni abbiamo accumulato parecchi lavori e collaborato con molti musicisti.

TG: Che formazione avete? Grafica? Artistica?

Malleus: Due di noi hanno studiato architettura, ma fondamentalmente tutto quello che sappiamo lo abbiamo imparato da soli o grazie ad un altro studio di grafica pubblicitaria di Tortona che ci ha insegnato a stampare in serigrafia e da lì poi noi abbiamo continuato a sperimentare in modo autonomo.

TG: E' difficile trovare l'illustrazione per illustrare qualcosa?

Malleus: Dipende. Non c'è una regola. A volte restiamo bloccati per trovare un'idea, a volte troviamo subito l'idea, ma non arriva il disegno. Altre volte otteniamo entrambe le cose subito, ma poi la stampa ci dà dei problemi. Non è un lavoro facile, è sempre come se fosse la prima volta e fino alla fine non si è mai sicuri di come sarà il risultato.

TG: Tra i vostri clienti c'è qualcuno che è stato particolarmente contento del vostro lavoro?

Malleus: Sì, gli Psychic Tv sono stati molto simpatici, sono stati il primo gruppo che per ringraziarci, dopo avergli mandato la bozza definitiva da stampare, ci hanno mandato un video dove apparivano molto felici. E' stata una piacevole sorpresa ricevere una cosa del genere anziché la solita email. Con Jon Spencer siamo diventati buoni amici, anche perché con lui lavoriamo spesso. King Buzzo dei Melvins ha voluto conoscerci personalmente. Con alcuni musicisti è più facile avere rapporti più stretti, mentre per gli artisti più famosi, come Iggy Pop, hanno un manager che cura i loro affari.

TG: Avete qualche aneddoto divertente da raccontare?

Malleus: Quando abbiamo fatto un poster per i Queens of the Styone Age, mentre stavamo parlando con Josh Homme, abbiamo visto arrivare un ragazzo che gli ha portato ad autografare una serie infinita di dischi. Nonostante questo Josh è stato molto gentile e glieli ha firmati tutti, anche se questa operazione sarà durata almeno mezz'ora. La loro è una band di persone molto alla mano.

TG: parliamo delle vostre tecniche di disegno. Lavorate a mano o al computer? O avete una tecnica mista? Capita che vi aiutate con la fotografia?

Malleus: Partiamo dal disegno a matita, lo passiamo a china, poi le colorazioni solitamente vengono fatte al computer, anche per la divisione delle pellicole e la loro stampa digitale. La serigrafia finale viene stampata a mano, senza giostre, tavoli o altri sistemi semiautomatici. Facciamo tutto come si faceva una volta. Ci siamo autocostruiti un bromografo perché quando abbiamo iniziato non sapevamo come impressionare i telai. Vieni pure a trovarci quando vuoi, così ti facciamo vedere come lavoriamo.

TG: Vi ringrazio. A presto.

Malleus Poster Art
 Blow Up in un poster dei Malleus

martedì 20 dicembre 2016

Sonny Alabama e i suoi gig-poster psichedelici

"¿Qué es el cinema? ¡Una cámara y libertad!" Jesus Franco

Potremmo parafrasare quest'affermazione di un pazzo regista spagnolo per spiegare che cos'è l'arte: colori e libertà!
Inizio oggi a raccontarvi degli artisti che ho incontrato sabato scorso a Filler. Sono tutti bravissimi e molto simpatici, non lo dico tanto per dire, ma perché è vero. Sono ragazzi che si sono rimboccati le maniche ed hanno creato una nicchia di mercato che in Italia non esisteva. Fortunatamente, questo spazio si sta lentamente allargando e qualcuno inizia anche ad avere delle belle soddisfazioni ed importanti riconoscimenti a livello internazionale.
A quanto ho visto, credere nei propri sogni è ancora possibile, ma bisogna essere veramente in gamba e non fermarsi mai. Sono un po' sorpreso, come sempre, per il fatto che si parla troppo poco di questi argomenti a livello mediatico e non si contribuisce abbastanza a diffondere un po' di positività a chi non conosce ancora questi ambienti e questo settore. La discografia in Italia è più morta che agonizzante, ci sono piccole etichette indipendenti che però si danno ancora da fare e lavorano bene. I concerti si fanno ancora e se i prezzi scendessero un poco, o meglio, se davvero si combattesse il bagarinaggio e gli organizzatori di eventi che facendo cartello tra loro mantengono prezzi troppo elevati, sarebbe molto più facile per tutti potersi permettere di regalarsi o regalare un gig poster che a distanza di anni ci ricorderà di una serata unica. TG

Sonny Alabama Filler 2016
Sonny Alabama, 35 anni illustratore di gig-poster.

Intervista a Sonny Alabama

Tony Graffio: Ciao Sonny, sono qua per intervistarti perché mi hanno detto che disegni Gigposter.

Sonny Alabama: Confermo.

TG: Vedo che sei in buona compagnia, magnifico, così mi puoi spiegare un po' di cose. Anche lui (indico Clipper, un ragazzo allo stand di Sonny Alabama) ti aiuta in questa attività?

SA: No, lui è qua per accompagnarmi, suona la chitarra nel mio gruppo.

TG: Come si chiama il vostro gruppo?


TG: Wow, stupendo! E vuol dire: Gesù Franco e le droghe?

SA: Esatto. E' il nome di un regista cult spagnolo che ha girato un'enormità di "B movies", tra i quali: "Una vergine tra i morti viventi".

TG: Caspita, non l'ho mai visto questo film, devo assolutamente colmare questa intollerabile lacuna! Ma voi che musica fate?

SA: Facciamo un Punk un po' Garage e ci mettiamo anche della psichedelia.

TG: Ho capito. Siete tremendi! Sono qua perché so che in Italia siete in pochi a fare gig-poster, è così?

SA: E' vero. Ma l'interesse intorno a questa passione sta crescendo.

TG: Credo proprio che crescerà perché voi illustratori state facendo un ottimo lavoro ed è impossibile incontrarvi ed andare a casa senza almeno un vostro manifesto. Anch'io farò in modo di divulgare questa nuova arte.

SA: Bravo. E' tuo preciso dovere, civico e morale farlo.

TG: Ok, ce la metterò tutta. Tu quindi suoni in un gruppo musicale? Ma hai iniziato prima a fare i gig-poster o a suonare?

SA: Prima ho iniziato coi gig-poster. Mi sono ispirato agli artisti della scena musicale americana degli anni '60, fino ad arrivare a Malleus, per quanto riguarda la reatà artistica italiana. Nel 2004 ho pubblicato una fanzine insieme a Jonathan Iencinella e poi al gruppo s'è unito Daniele Nando Luconi.

TG: Daniele Lumaconi?

SA: Nando Luconi detto "er lumacone" che insieme a Alessandro Gentili sono gli attuali "Mammasantissima" dell'etichetta. Sono loro che la portano avanti.

TG: La Bloody Sound Fucktory.

SA: Esatto. Io mi occupo di poster e grafica per dischi. Però disegno anche etichette di birra per un piccolo produttore locale...

TG: Noooo! Sei un mito!

SA: Ad aprile 2017 uscirà una nuova birra artigianale.

TG: Benissimo, speditemi subito 5 casse!

SA: I miei amici che hanno fatto questa birra hanno già vinto un concorso a Rimini. Sono arrivati primi in Italia ed hanno vinto attrezzatura per un controvalore di 30'000 euro. Così hanno detto: ok, apriamo un birrificio.

TG: Bel colpo! Non solo tu sei un mito, anche i tuoi amici sono eccezionali.

SA: Grazie, troppo buono. Ci proviamo.

TG: Cosa mi dici delle copertine dei dischi che si fanno oggi, ti piacciono?

SA: Le copertine dei dischi degli artisti promossi dai reality show e dalle Majors in realtà non sono copertine, ma foto pubblicitarie per creme per la pelle, shampoo, lacche per capelli e prodotti per la bellezza. Questo è quello che comunicano con il loro stile. Per loro conta solo l'outfit, tutto il resto è zero. Come vedi, il contenuto dei nostri lavori è un po' diverso e comunica altre cose.

TG: Sì sono molto belli e divertenti, anche se possono fare un po' paura. E' la prima volta che vieni a Filler?

SA: Sì, ed è  veramente una bomba, grazie a Dario e agli amici della Santeria ed a tutti i ragazzi dello staff di Filler che sono stati veramente gentilissimi. L'organizzazione è impeccabile, sembrano scene da Nord Europa o America.

TG: Paurissima.

SA: Assolutamente. Anche il salone dove ci troviamo è allestito benissimo.

TG: Adesso parliamo un po' di te. Quando e dove sei nato? Che formazione hai avuto? Quando hai iniziato?

SA: Sono nato nel 1981.

TG: Su che pianeta?

SA: Sulla Terra, città Jesi.

TG: Conosci il Leone di Jesi?

SA: No.

TG: Non conosci Giancarlo Falappa?

SA: Non sono un motociclista, mi piacerebbe, ma ho famiglia e già faccio altre pazzie...

TG: Ok, andiamo avanti...

SA: Ho fatto la scuola di Comics, poi ho fatto un corso di grafica al Centro Sperimentale Design di Ancona e l'amore per la musica e la grafica mi ha portato a disegnare i manifesti. Ho iniziato nel 2004 facendo i poster per i concerti che organizzavo. Adesso lavoro per Heavy Trash, Jon Spencer Blues Explosion, oppure per Bob Log III, per gli Shiva, Dome La Muerte, un grandissimo rocker sulla breccia da tanti anni e tanti altri.

TG: In che modo disegni?

SA: Io nasco come artista digitale, in seguito mi sono buttato sulla serigrafia. Per creare un'immagine passo per una via di mezzo tra il disegno ed il collage, poi con la penna grafica trasformo tutto.

TG: Tecnica mista, molto interessante. Fino a quanti colori stampi?

SA: Sono arrivato a stampare un massimo di quattro colori, però un domani vorrei aumentare ed arrivare anche a cinque o sei.

TG: Fai tutto da solo?

SA: Ce ne occupiamo io e un altro ragazzo. Jerry Brigante esegue le stampe.


SA: Esatto, che te lo dico a fare?

TG: Bene. E' difficile trovare clienti internazionali?

SA: Allora, grazie al web no. Il problema è che lavorando più che con i clienti con i club non è facile inserirsi in questo giro perché non tutti vedono la progettualità grafica come una possibilità d'incrementare gli affari, o di aumentare i guadagni con il merchandising da vendere agli appassionati.

TG: Comunque i prezzi sono molto popolari.

SA: Sì, vanno dai 20 ai 25 euro per una serigrafia, alcuni pezzi a due colori li metto in promozione a 15.

TG: Stampi anche qualcosa in digitale?

SA: Sì il digitale ha prezzi bassissimi, ma il digitale è un'altra cosa, non è stampa d'arte. Non ha una tiratura limitata.

TG: Dopo che hai stampato le serigrafie cosa fai con i telai?

SA: Li pulisco ed in questo modo cancello le matrici. Dopo li uso per fare altri poster.

TG: Prendiamo questo poster di Lili Refrain, per esempio. Quante stampe sono state tirate di questo soggetto?

SA: Si tratta di un'artista romana. Per lei ne abbiamo stampate 30 copie.

TG: Dal 2004, quando hai iniziato questa attività, ad adesso ti sembra che sia cresciuto l'interesse per la Rock-poster art?

SA: Ritengo di sì. Sia da parte mia che da parte del pubblico. Certo, c'è ancora tanta strada da fare, ma bisogna tenere duro e continuare a battere il ferro. Filler è la dimostrazione di quello che sto affermando.

TG: Ti ringrazio Sonny.

SA: Baciamo le mani, Tony Graffio.


Sonny Alabama a Filler 2016
Lo stand di Sonny Alabama e amici (Clipper e Nando) a Filler 2016 Winter Edition.

Sonny Alabama è tra gli organizzatori de: "The Basement Party".