mercoledì 9 novembre 2016

Autopubblicare con Indiegogo e con Kickstarter, l'esempio di due autori italiani: Sara Lando e Oscar Biffi

Oscar Biffi da "Libraio Fluttuante" è diventato microeditore di "Nessundove". In pochi mesi d'attività s'è occupato di un paio di progetti creativi che sono partiti da due diversi crowfounding, uno in America e l'altro in Europa.

Oscar Biffi, autore e editore. Maria Guarneri, illustratrice. Sullo sfondo strane presenze.

Magpies è una graphic novel realizzata da Sara Lando che insieme al marito Alessandro Locatelli ha uno studio fotografico a Bassano del Grappa (VI) ed ha utilizzato una tecnica mista di fotografia digitale e découpage inserendo le immagini di carta ottenute in questo modo in un diorama di cartone, per rappresentare una storia un po' cupa sulla perdita della persona amata. Nei capitoli dispari, colorati a toni freddi in un volume autoconclusivo, leggiamo la storia di una giovane donna rimasta vedova: qui vediamo l'autrice/attrice con una maschera di cartapesta in volto. Nei capitoli pari, colorati a toni caldi, troviamo un personaggio maschile, anch'esso mascherato, che non sappiamo bene da che tipo d'esperienza provenga. 
I due protagonisti un po' si rincorrono tra i vari capitoli della novella e nel frattempo accadono delle cose un po' strane.
Sara Lando ha realizzato questa progetto in America durante un periodo di lavoro di nove mesi; s'è poi appoggiata a Indiegogo per la raccolta dei fondi necessari alla stampa di 1000 copie numerate e narrate in lingua inglese.
Nessundove ha aderito al finanziamento del progetto, come tanti altri sostenitori, ma in seguito ha deciso di collaborare nella distribuzione del prodotto editoriale di Papermoustache.

Magpies di Sara Lando

Il progetto che s'era prefissato una raccolta di fondi per 20'000 dollari, alla fine della campagna di finanziamento è riuscito a mettere insieme ben 30'000 dollari e così il libro è stato dato alle stampe. Per chi volesse leggerlo in lingua italiana è previsto il download di un pdf che integra i testi originali.

Un'illustrazione di Maria Guarneri tratta da Guazzabuglio, storie di un uomo e la sua ombra

L'idea avuta dalla coppia vicentina ha stimolato la coppia bergamasca, composta da Oscar e sua moglie Maria Guarneri, illustratrice, a seguire le orme di Magpies e a proporre un romanzo di genere che si muoveva su coordinate molto simili a quella vicenda. Si tratta di "Guazzabuglio, storie di un uomo e della sua ombra", dove personaggi fantastici un po' dark si muovono su scenari che mescolano ambientazioni contemporanee e oniriche.
Mentre in Magpies, a causa del lutto vissuto, una donna vede cose non strettamente realistiche, riprodotte con i prodigi fotografici dei quali si è accennato, in: Guazzabuglio si racconta di uno street-artist che vede le creature presenti nei suoi graffiti prendere vita. E' così che in modo abbastanza naturale è nato una specie di sodalizio tra le due coppie per un supporto reciproco. TG

martedì 8 novembre 2016

Fantascienza distopica per ragazzi e Fantasy da un piccolo editore: parlano due giovani autrici: Francesca Caldiani e Valentina Capaldi

Alla Fiera della Microeditoria di Chiari Tony Graffio ha incontrato un paio di giovani autrici che hanno da proporre qualcosa di interessante per i più giovani.

Francesca Caldiani, scrittrice, 37 anni

Tony Graffio: Ciao Francesca, di che cosa parli nel tuo libro Jonas Grinn?

Francesca Caldiani: Jonas Grinn è il mio primo libro. E' un romanzo di fantascienza per ragazzi che racconta la storia di un tredicenne che vive in una società distopica dove non esiste il petrolio. In quel mondo tutto funziona ad energia solare e Jonas è un giovane campione di uno sport molto popolare che viene assoldato in una scuola speciale per diventare pilota professionista. Qui, ahimè, il ragazzo scoprirà che il suo non è un mondo di sogni, ma un luogo che nasconde grandissime ombre. Queste ombre sono create dagli adulti: si tratta del primo incontro di un ragazzo con il mondo degli adulti.

TG: Come sono andate le vendite?

FC: Il libro è andato bene, è molto richiesto e prevedo di scrivere un sequel. E' stato adottato come libro di narrativa in varie scuole  d'Italia.

TG: Immagino soprattutto di Bergamo, visto che tu sei bergamasca.

FC: Soprattutto di Bergamo, ma anche altrove. E' andato molto bene in Sardegna; in Puglia: c'è stato un grande passa parola ed è piaciuto ai ragazzi. Siamo molto contenti.

TG: Bene. Hai seguito l'attualità? Hai preso spunto da altri autori? A che cosa ti sei ispirata?

FC: Mi sono ispirata a tante cose. Io sono una grandissima fan di Guerre Stellari, fin da quando ero bambina, pertanto molto, sicuramente, arriva da lì. Sono una grande amante dei romanzi di Orson Scott Card: credo che questo autore mi abbia influenzato un po', però il tema delle scommesse clandestine e dello sport credo che sia un tema sempre attuale al quale attingere. Il mio è un romanzo di formazione, certamente attualissimo.

TG: A che fascia d'età s'indirizza il tuo romanzo?

FC: E' nato come un romanzo per adolescenti: la fascia d'età a cui si indirizza è tra i 13 ed i 18 anni, ma in realtà è una storia fruibile anche da un pubblico adulto.

TG: E' un romanzo in qualche modo educativo che propone tematiche e riflessioni interessanti?

FC: E' educativo in quanto premia il valore dell'onestà, al di là del desiderio di vincere ad ogni costo. Jonas dovrà crescere proprio da questo punto di vista.

TG: Mi vuoi dare qualche dato in più su di te?

FC: Sono un avvocato ed una mamma di due bambini già amanti della lettura. L'esperienza che ho avuto nel promuovere questo libro è stata bellissima e mi ha portato in giro per l'Italia a conoscere tanti ragazzi e persone interessanti. E' stato stupendo andare nelle scuole e parlare con i lettori, avere un contatto col pubblico e capire le loro aspettative e le loro esigenze verso la lettura di oggi.

TG: E' difficile proporre un libro come testo di narrativa scolastica? Che iter bisogna seguire?

FC: L'editore Watson si muove benissimo con le scuole, soprattutto nell'ambiente romano. Entrare nelle scuole è un percorso molto, molto difficile, dipende soprattutto dagli insegnanti e dai presidi che credono nel progetto. Poi è una questione di passa parola, se il progetto è risultato educativo per i ragazzi, il libro viene conosciuto anche in altre scuole e le richieste per la lettura aumentano. Noi siamo partiti con due scuole, ormai quasi un anno fa ed adesso siamo riusciti a distribuire il nostro libro in circa una ventina di scuole. Consideriamo questa esperienza un successo, dal punto di vista educativo.

TG: Che tiratura ha avuto il libro? Sono state fatte più edizioni?

FC: Sono state fatte diverse riedizioni: il libro adesso ha superato le 1000 copie.

Valentina Capaldi, scrittrice, 30 anni

TG: Valentina, anche da te vorrei sapere qualcosa. Che cosa mi racconti?

Valentina Capaldi: Io scrivo prevalentemente di Fantasy, ho 30 anni e nella vita in realtà faccio altro. Sono da sempre appassionata del genere Fantasy, fin da quando ho iniziato a leggere, sono una grande lettrice anche di altri argomenti. Ultimamente, seguo molto anche la narrativa emergente italiana perché mi interessa studiare il mercato editoriale e capire verso che tipo di prodotto s'indirizza il pubblico. 

TG: Allora, spiegami come va il mercato e quali sono i generi che vanno meglio in questo momento.

VC: La letteratura di genere è forse quella che in questi anni funziona meglio, rispetto alla narrativa generalista. In Italia si vendono molti Thriller e Gialli, però anche il Fantasy sta prendendo piede, negli ultimi dieci anni. La Fantascienza fa ancora molta fatica perché ha un pubblico molto ristretto, comunque gli italiani leggono pochissimo. Tantissimi editori pubblicano tantissimi titoli per un pubblico di lettori veramente ridotto. Da noi un lettore forte è chi legge tre libri all'anno, cioè, quasi niente.

TG: Chi è Watson, il vostro editore?

VC: Watson opera dal 2009 e non è un editore grande, però da un paio di anni sta operando seriamente agendo sul mercato in maniera strutturata, ampliando molto il proprio catalogo. Adesso sta puntando molto sulla letteratura di genere e si muove bene facendo parecchia promozione su internet, nelle fiere e presentazioni nelle librerie.

TG: Tu qui rappresenti Watson?

VC: Sì, io e Francesca siamo qua per questo.

TG: Hai scritto altri libri?

VC: Sì, io scrivo prevalentemente Fantasy. anche se il mio primo libro era un Thriller che si intitolava: "Il tesoro della città eterna". Dopo ho scritto due Fantasy che fanno parte di una trilogia che non è ancora conclusa (Elfo per metà e Il cigno e il lupo), poi ho scritto un Heroic-Fantasy (Il segreto dell'ambasciatore) e per ultimo è arrivato: "Dopo 500 anni" che è un Fantasy-storico. Inizia nel 1500 in Inghilterra per spostarsi nella narrazione fino ai giorni nostri, in quanto i protagonisti sono immortali.

TG: Beati loro!

VC: Dipende dai punti di vista. C'è anche un demone che, per una serie di circostanze sfavorevoli, resta senza i suoi poteri e deve trovare il modo di recuperarli.

TG: E' la prima volta che venite a Microeditoria?

VC: No, è il secondo anno.

TG: Funziona questa fiera?

VC: L'anno scorso siamo rimaste molto soddisfatte, per cui abbiamo deciso di ritornare anche quest'anno. La gente che legge viene qui apposta a vedere che cosa c'è di nuovo e per questo si riesce a vendere qualcosa. 

TG: Da dove arriva il pubblico?

VC: Il pubblico arriva prevalentemente da Brescia e dintorni, ma anche da tutta la Lombardia. Qualcuno più appassionato che conosce la fiera arriva anche dalle regioni limitrofe.

TG: Tu di dove sei?

VC: Di Padova.

TG: Quanto costa esporre qua per due giorni con un banchetto come il vostro?

VC: Credo sui 300 euro.

TG: Grazie.


domenica 6 novembre 2016

Uno Tsunami di musica. Intervista a Eugenio Monti

"I libri sono importantissimi, ma per un documentarista è ancor più importante incontrare dal vivo le persone delle quali vuole raccontare le storie." TG

Alla Fiera della Microeditoria di Chiari, Tony Graffio ha intervistato Eugenio Monti di Tsunami Edizioni.


Max e Eugenio Monti di Tsunami Edizioni

Tony Graffio: Ciao Eugenio, puoi presentarti e raccontarmi quello che vuoi?

Eugenio Monti: Ciao, sono Eugenio di Tsunami Edizioni, una Casa Editrice di Milano nata ormai otto anni fa, quasi nove, specializzata in biografie e saggi sulla musica Metal ed il Rock più estremo.

TG: Anche sul Punk e l'Hardcore?

EM: Un po' meno. Principalmente sul Metal, Black Metal, Death Metal, anche se nel tempo ci siamo allargati un po' anche verso altri generi, tipo l'Industrial Rock. Abbiamo pubblicato l'autobiografia di Marky Ramone e anche qualcosa di Punk, ma tendenzialmente il nostro obbiettivo iniziale era quello di fare i libri sul Metal che poi erano i libri che noi cercavamo e non trovavamo. Lo stimolo che abbiamo avuto per iniziare la nostra attività è stato proprio quello di fare i libri che non si trovavano in Italia.  Con il mio socio Max, siamo andati a Londra a cercare i dischi ed abbiamo visto i negozi pieni di biografie e saggi sulla musica Rock, così abbiamo iniziato a tradurre qualcosa. In Italia c'erano già dei titoli, ma si trattava di libri che trattavano personaggi più Mainstream e nomi molto importanti come David Bowie o Bruce Springsteen, per fare un paio di nomi illustri.


Lords of Chaos e Come Lupi tra le pecore sono i maggiori successi editoriali di Tsunami Edizioni

TG: Quanti libri avete pubblicato fino ad adesso?

EM: Abbiamo pubblicato quasi 100 libri.

TG: Avete lavorato parecchio!

EM: Eh sì, quest'anno ne abbiamo pubblicati già 13 e ne abbiamo altri 15 in lavorazione. Diciamo che saremo occupati anche per tutto il 2017. Prima che tu mi parlassi, io ero qua che correggevo le bozze sotto al banchetto per la biografia di Phil Lynott dei Thin Lizzy che uscirà a Natale. E' un lavoro impegnativo e faticoso, ma divertente. Si fa più per passione che per altro.

TG: Tu sei un musicista?

EM: No. Pensavo d'essere troppo pigro per fare il musicista e poi mi sono ritrovato a lavorare 14 ore al giorno per fare l'editore, ma va bene così. Sono un grande appassionato ed un collezionista di dischi di vinile. E lo stesso vale anche per il mio socio; sappiamo entrambi di che cosa parliamo.

TG: Che tiratura hanno, grosso modo, le vostre pubblicazioni?

EM: Dipende. La tiratura media è intorno ai 1000 - 1500 copie. Lords of Chaos, il nostro best-seller, è arrivato quasi a vendere 5000 copie.

TG: Avete una buona distribuzione?

EM: A livello nazionale siamo distribuiti da Messaggerie Libri che è il più grande distributore che c'è. Poi abbiamo un paio di distributori più piccoli che ci coprono i negozi di dischi o le piccole librerie che in quanto piccole non riescono ad accedere alla distribuzione di Messaggerie che richiede dei quantitativi minimi di vendita ed una certa continuità per le ordinazioni. E poi ci siamo noi. Da quasi subito, avevamo pubblicato solo 4 o 5 titoli, abbiamo incominciato ad andare a fare i banchetti ai concerti: all'inizio ci guardavano come fossimo stati dei marziani, mentre adesso ci scrivono per chiederci se saremo o no a quel concerto. Abbiamo avuto la capacità e la costanza di far conoscere il marchio e adesso Tsunami è abbastanza conosciuto nell'ambiente. Siamo sempre nell'ambito di una nicchia, però è andata bene fin da subito. Abbiamo avuto anche noi qualche "batosta" a causa di un distributore che ha chiuso lasciandoci un po' per aria, ma adesso, per lo meno dal punto di vista distributivo, siamo arrivati ad una situazione stabile, anche se in realtà ogni nuovo libro è una sfida. Abbiamo imparato che è praticamente impossibile capire in anticipo l'effettivo potenziale di vendita di un libro. Ci capitano dei titoli che secondo noi dovrebbero andare molto bene che poi non vanno gran che; mentre altre volte dei titoli insospettabili riescono a fare dei numeri assolutamente imprevisti.


I titoli di Tsunami coprono un largo spettro di gusti musicali

TG: Un nome di chi pensavate potesse vendere poco che poi invece ha conquistato il pubblico?

EM: Avevamo deciso di lavorare alla biografia degli Slayer, che pur essendo un grosso nome non avevano convinto del tutto il mio socio, lasciandoci poi sorpresi per il buon risultato di vendite ottenuto. Anche per Lords of Chaos non pensavamo di poter avere un buon riscontro, perché nessuno lo aveva tradotto fino a quando lo abbiamo fatto noi nel 2009. Nonostante il libro fosse uscito circa 10 anni prima e le tematiche del Rock Satanico, questo libro è quello che ci ha dato le maggiori soddisfazioni. Ma forse sono state proprio le tematiche trattate che ne hanno decretato il successo: le chiese bruciate, gli omicidi e tutto il resto. Ormai, è da anni che si parla del fatto che da un ipotetico libro, Burzum, dovrebbe essere tratto un film, ma è ancora tutto nel limbo.


Oltre il muro
Giovanni Rossi è un autore che sta incontrando i gusti del pubblico italiano ed internazionale. Con Tsunami ha pubblicato diversi titoli, tra i quali si distinguono le biografie dei NIN e di Roger Waters.

TG: Voi traducete i libri inglesi e cercate anche nuovi autori italiani?

EM: Abbiamo iniziato traducendo, dopo siamo stati contattati da qualche autore che proponeva dei titoli. Una volta che s'è creato un giro d'autori, abbiamo iniziato noi a proporre i titoli degli argomenti che ci mancavano agli autori di nostro gradimento. In questo modo abbiamo realizzato alcune pubblicazioni e siamo riusciti addirittura a vendere all'estero un paio di titoli che poi sono stati tradotti in tedesco ed in francese, come è stato la per biografia dei Death in June. L'anno prossimo questo libro uscirà anche in lingua inglese. Abbiamo realizzato un libro-inchiesta molto interessante: Come lupi tra le pecore, che ha raccontato la parte più estrema dell'estremismo, il Black Metal del Nazional-socialismo e di coloro che seguono tematiche naziste. Abbiamo fatto questo libro con un approccio giornalistico neutro e, nonostante il nostro distributore ci sconsigliasse dal farlo per evitare di farci appiccicare l'etichetta di filo-nazisti, noi abbiamo avuto ragione nel realizzarlo. Pubblicare un libro sul nazismo non significa identificarsi con quella ideologia. Secondo noi serviva parlare anche di questo argomento ed infatti il libro è già stato tradotto in tre lingue, cosa che vuol dire che evidentemente la nostra idea era buona. Tra l'altro, il libro è stato comprato ed ha avuto diffusione soprattutto dalla parte antagonista a questa ideologia. Molti acquirenti del libro non ascoltano nemmeno la musica Metal, ma volevano conoscere una realtà poco nota. S'è comunque trattato di un piccolo successo internazionale. Siamo molto contenti d'essere riusciti a dimostrare che esistono autori italiani assolutamente competenti e autorevoli nel poter scrivere di personaggi internazionali che non sono stati trattati da autori stranieri. Giovanni Rossi, il nostro autore italiano di punta è stato i primo e l'unico ad avere scritto la biografia dei NIИ (Nine Inch Nails) e ad avere scritto la prima e unica biografia al mondo di Roger Waters, tutti libri che hanno avuto un grosso riscontro tra il pubblico. Su Amazon ci sono recensioni a 5 stelle di questi libri che vorremmo tradurre in altre lingue, ma purtroppo questa operazione non è così semplice da fare per un piccolo editore. I costi di traduzione dall'italiano all'inglese sono molto elevati e Giovanni, che è  molto bravo, scrive tantissimo, cosa che farebbe accrescere ancora i costi, tenendo conto che anche in un mercato anglofono il potenziale di vendita sarebbe comunque abbastanza limitato.


Un'altro "colpaccio" di Tsunami è stato quello d'aver tradotto e pubblicato il libro di Bryan May per il pubblico italiano.

Un giovane Bryan May alle prese con la sua Old Lady

La sovracopertina del libro di Bryan May che racconta la storia della sua Red Special è un miniposter della chitarra che costruì insieme al padre Harold May nel lontano 1963.

La più bella fiera dell'Editoria è a Chiari. Un colpo d'occhio su Microeditoria 2016

"La cultura va diffusa nella maniera più libera possibile." Paolo Festa (Presidente dell'Associazione l'Impronta* di Chiari)


Villa Mazzotti, Chiari (BS) 4, 5, 6 Novembre 2016

Se piccolo è bello, essere micro-editori, o meglio ancora, visitatori di una fiera/mostra mercato in cui si possono incontrare tanti appassionati di libri di ogni tipo, in un'elegantissima villa centenaria situata nella Città delle Quadre è ancora più bello. 
Chiari ha da tempo trovato la formula giusta per attirare lettori, addetti ai lavori, autori, illustratori, editori e mostrare il meglio di questo ambiente a costi incredibilmente contenuti. 
Le fiere di dimensioni esagerate, alla fine, sono molto stancanti e non permettono di vedere o parlare con chi ci interessa veramente; mentre avere 108 espositori distribuiti su due piani è sicuramente una scelta legata alla struttura dell'edifico che ospita Micro-editoria, ma è anche un'opportunità per avere un contatto più facile con gran parte degli standisti presenti.
Ho visitato fiere del libro molto più conosciute di quella di Chiari che mi hanno dato molto, ma molto meno rispetto a Micro-editoria, perché tutto poi si risolveva in un unico grande bazar in cui l'editore non era un interlocutore, ma soltanto un venditore che ti spingeva a comprare i suoi prodotti con una certa insistenza per rifarsi delle spese sostenute.
Che l'approccio di Chiari verso il visitatore sia molto diverso lo si capisce ancor prima di varcare i cancelli di Villa Mazzotti: quando arrivi in città trovi da parcheggiare facilmente e gratuitamente, cosa che ti fa capire che sei veramente un ospite gradito, non un pollo da spennare.
Avevo già visitato Micro-editoria 3 anni fa e quest'anno ho avuto la riconferma di aver fatto un viaggio intelligente per scoprire piccole realtà imprenditoriali molto interessanti. TG

Ho incontrato Antonella Fanni de: La Salamandra, qui parlo di lei e della sua carta filigranata fatta a mano.


 Anche quest'anno è presente Renato Curcio con i suoi libri per chi è ancora sensibile alle foglie ed alle cose belle della vita.

 Tsunami è una piccola casa editrice specializzata nelle biografie dei protagonisti del Rock internazionale. Ecco l'intervista a Eugenio Monti.

Chi sono i microeditori
I microeditori sono quegli editori che pubblicano meno di 10 titoli all'anno. A Chiari è presente anche qualche editore che pubblica poco più di 10 titoli (Tsunami, per esempio, entro fine anno pubblicherà il suo 13° libro in 12 mesi), ma il piccolo editore si distingue anche per una questione di stile: essi mettono una cura particolare nel loro lavoro e ricercano autori di qualità.
Da una ricerca dei primi sei mesi del 2016 risulta che su 10 tra gli autori più venduti 6 hanno incominciato a pubblicare con i piccoli editori. Basti pensare che Herta Miller prima di pubblicare in Italia con Feltrinelli è stata scoperta da un piccolo editore. La fiera di Chiari è una vetrina per i piccoli editori che normalmente sono difficili da trovare in libreria mentre sono facilmente rintracciabili su internet, sia per una questione di costi che di distribuzione. Esiste un concorso grazie al quale gli utenti delle biblioteca, prima, ed una giuria ristretta, dopo, leggono i libri pubblicati dai piccoli editori, in modo da valutarli e dare un marchio per consigliare la lettura dei libri migliori.
La conoscenza dei piccoli editori da parte dell'organizzazione della fiera è avvenuta pian piano negli anni perché l'editoria italiana è molto ricca di case editrici. L'obiettivo è quello di selezionare editori che abbiano a cuore la diffusione della cultura, evitando di accogliere editori a pagamento che non hanno alcun interesse verso il prodotto editoriale, categoria che purtroppo è abbastanza numerosa in Italia. Si vuole evitare che sia lo scrittore di qualità a dover correre il rischio d'impresa, ma che al contrario venga aiutato a crescere e a farsi conoscere. 

Costi bassi e tante opportunità
Il costo dei banchetti sui quali gli espositori mostrano i loro libri è molto più basso rispetto alle altre fiere del libro. I costi vanno dai 100 ai 300 euro circa per i due giorni dell'esposizione. La possibilità d'affrontare una spesa equa fa sì che molti espositori scelgano di essere presenti a Chiari da diverse edizioni. Ci sono casi di autori che hanno conosciuto qua i loro editori ed hanno incominciato così a pubblicare: Chiari non è solo una mostra mercato, ma un'occasione per fare incontri interessanti. E' anche capitato che gruppi d'editori si siano conosciuti qui ed abbiano lavorato a progetti comuni. Negli ultimi anni il pubblico s'è attestato quasi intorno ai 10000 visitatori che è anche il limite consentito dalla bellissima struttura di Villa Mazzotti, una dimora signorile dei primi del '900, che ospita la fiera. La sede della fiera non è nata come luogo per eventi, ma porta molto prestigio alla manifestazione ed invoglia espositori e pubblico a partecipare a questo appuntamento, ormai giunto al suo quattordicesimo anno di vita.
La cultura va diffusa nella maniera più libera possibile, per questo, grazie al patrocinio del Comune di Chiari ed al lavoro dei volontari che rendono possibile questo evento, l'accesso alla fiera è sempre stato gratuito.

Eventi collaterali ed ospiti
Ci sono degli eventi culturali di musica, di teatro ed una mostra dal titolo: “C'è viaggio e viaggio” presso la Fondazione Morcelli Repossi di Chiari perché ricordiamo che il tema di quest'anno è il cammino. Per avere maggiori dettagli sul programma, consiglio di consultare il sito della fiera.

Un altro piccolissimo editore è Pulcinoelefante, da sempre presente a Chiari con le sue opere stampate tipograficamente da Alberto Casiraghi.

Anche Damocle Edizioni si cimenta nella stampa di qualche libro con caratteri mobili.

Qualche titolo stampato tipograficamente da Damocle Edizioni

Luca Malini della Casa Editrice Memorie del Mondo, di Magenta e la sua Adana 5x3 di metà anni '50.

Ho raggruppato in queste ultime fotografie una serie di case editrici che fa uso di caratteri mobili, Luca Malini con la sua piccola pressa inglese si diverte a stampare segnalibri con capolettera aventi le iniziali del lettore, per esempio. I cartoncini sono tutti tirati a mano singolarmente.

La matrice dell'Adana di piccolo formato con cui si possono preparare biglietti da visita o altri progetti di dimensioni contenute (cm 7,5 X12,5 al massimo) 

Tra gli ospiti di Microeditoria: Andrea De Carlo e Piergiorgio Odifreddi

A Microeditoria 2016 ho realizzato alcune interessanti interviste che vi proporrò prossimamente e qualche bella esperienza di giovani editori. TG

Nota* L'Associazione L'Impronta organizza da 14 anni, insieme al Comune di Chiari, la Fiera della Microeditoria.

mercoledì 2 novembre 2016

The Real Tony Graffio, la pellicola 16mm e l'usurpatore misterioso

 Unza: Sala di Proiezione 

Lunedì sera sono stato all'Unzalab di Niguarda per assistere alla proiezione di filmati in 16mm realizzati da 3 diversi gruppi di filmaker francofoni transitati da Milano, prima di recarsi a Timisoara per il Festival Analog Mania.
Conoscevo già alcuni membri di questa associazione di scatenati amanti delle tecniche argentiche per aver assistito, lo scorso luglio, ad alcune proiezioni dei filmati artistici del filmaker australiano Richard Tuhoy. La realtà del cinema analogico per motivi di costi si concentra sull'utilizzo dei formati a passo ridotto, ma si esprime anche attraverso l'uso della pellicola 16mm. Molti giovani filmaker non sanno bene spiegare per quale motivo si appassionino alla pellicola ed a questa forma d'arte foto-meccanica, ma sentono la necessità di prendere contatto con questo supporto e di utilizzarlo, a costo di mille difficoltà e qualche contrattempo.
Sui lavori presentati da Richard Tuhoy e Dianna Barrie traspare la necessità di avere un supporto fisico da poter elaborare con le mani per esplorare un mezzo meccanico e lavorarlo con mezzi tradizionali, talvolta abbastanza arcaici e semplici, senza ricorrere ad espedienti elettronici o virtuali. 
Les Scotcheuses, L-Abominable e L'Etna, invece, utilizzano il mezzo di comunicazione filmico in modo ibrido, ricorrendo a strumenti elettronici come il computer ed il videoproiettore per integrare l'immagine fotografica con un audio digitale e sottotitoli (sulla parte superiore dello schermo) in lingua inglese la cui sincronizzazione sonora denota molta creatività, ma qualche imprecisione. Ciò avviene fondamentalmente per documentare e raccontare in modo molto personale gli eventi sociali, o più  intimi che caratterizzano il nostro tempo.
S'è trattato di una piacevole esperienza che mi ha fatto riflettere ancora una volta su come il mezzo, la tecnica, o i limiti d'utilizzo e di diffusione di strumenti considerati "obsoleti" contribuiscano a fare "arte" o a dare l'impressione, a se stessi e agli altri, d'occuparsi di qualcosa di speciale. TG

16mm Unzalab
Emma de: Les Scotcheuse e Victor de: L-Abominable

Strane leggende metropolitane girano per gli ambienti Underground, specialmente quando non si è particolarmente esibizionisti e si preferisce non apparire troppo nei propri servizi. Riporto un dialogo un po' surreale avuto durante quella stessa serata con Stefano Nervetti, appassionato di cineprese e di film semi-clandestini.

TG: Noi ci siamo già visti una volta, qualche mese fa, ti ricordi?

Stefano N. Sì.

TG: Quindi tu mi conosci?

SN: Sì, però mi ricordo di un'altra persona che si fece chiamare Tony Graffio in un'occasione diversa da quella in cui ci siamo conosciuto tu ed io.

TG: Prima di conoscere me?

SN: Sì.

TG: Quindi c'è qualcuno che si spaccia per Tony Graffio?

SN: Sì.

TG: E va in giro con i biglietti da visita di Tony Graffio?

SN: No, forse questo biglietto me l'avevi dato tu (tiene in mano il biglietto da visita di TG e lo osserva).

TG: Allora sei tu che ti confondi?

SN: Forse mi confondo per quello che riguarda il biglietto da visita, ma su Tony Graffio no.

TG: Spiegati meglio.

SN: Praticamente, eravamo al Centro Sociale Il Cantiere, in zona piazzale Lotto. Camillo, un mio amico regista aveva organizzato una serata di proiezioni e mi aveva invitato in quello spazio. Ricordo che era la primavera dell'anno scorso. In quell'occasione ho conosciuto un ragazzo che ha detto di chiamarsi Tony Graffio.

TG: Mi fa piacere, perché quando qualcuno inizia a voler essere al tuo posto significa che hai colpito la fantasia delle persone e sei sulla strada giusta. Mi piacerebbe fare un elenco di tutti quelli che hanno dei nomi un po' a doppio senso, tipo Rocco Tanica, Steve Rottame, Raf Valvola, Johnny Cobalto e via dicendo, potrebbe essere una guida divertente sullo stile: "Who is who?"

SN: Quel ragazzo diceva che veniva da qualche parte del Sud Italia ed era qua a Milano per studiare all'Accademia di Belle Arti, dopo di che s'è messo a fare l'artista di strada.

TG: Faceva il madonnaro?

SN: No, no, abitava con un noto pittore che viveva dalle parti di viale Zara e si portava a casa le prostitute della zona.

TG: Era Tony Graffio che recuperava le prostitute?

SN: No, il pittore. Ed era un tipo un po' matto.

TG (Rido) Il pittore forse era un po' strano, ma anche quel Tony Graffio era un pazzoide?

SN: No, era sanissimo di mente.

TG: Strano, non conosco gente con la testa a posto... Quel ragazzo che si spacciava per me non so chi fosse allora. Comunque se tu vuoi fare la prova, basta che chiami il mio numero di telefono e ti accorgerai subito chi è il vero Tony Graffio.

SN: Ti assicuro che ho conosciuto un ragazzo che si spacciava per Tony Graffio.

TG: Incredibile! Ma sei sicuro che non era Graffio il graffitaro?

SN: Graffio e basta? Fa ritratti?

TG: Fino a qualche tempo fa faceva lo street-artist, ma adesso credo abbia smesso.

SN: Tu lo conosci?

TG: Credo d'averlo incontrato una volta, ma non è un ragazzo di vent'anni.

SN: Il ragazzo che ho conosciuto io avrà intorno ai 25 anni.

TG: No, allora non è lui. Questa storia resta un mistero. Sarà un mio lettore, speriamo che si faccia vivo, così l'intervisto e mi faccio raccontare qualcosa, visto che anche lui è un artista...

most beautyful girl in the world
Carline è una vera fotomodella brasiliana che indossa un'autentica maglietta a tiratura limitata con il logo del vero Tony Graffio.



martedì 1 novembre 2016

Le distruzioni portate dal sisma in Umbria, Lazio e nelle Marche rischiano di far perdere all'Italia la sua identità culturale? Risponde Flavio Caroli

Con l'ennesimo terremoto in Umbria, l'Italia rischia di perdere parte della sua identità culturale?

Questo è quello che ho voluto sapere dal Professor Flavio Caroli che è apparso abbastanza preoccupato per come potrebbe essere condotta non solo la ricostruzione delle chiese e dei monumenti crollati, ma di tutto il contesto urbanistico che accoglierà le nuove case e i nuovi monumenti.

Flavio Caroli
Flavio Caroli, 71 anni, storico dell'arte.

Campanili, chiese, quadri, statue, affreschi distrutti hanno commosso gli inglesi che dalle pagine de: "The Guardian", un quotidiano indipendente inglese a diffusione nazionale che, come altri giornali internazionali, ha pianto la scomparsa di un patrimonio culturale unico al mondo recitando già un de profundis nei confronti di ciò che è stato e che forse non tornerà più ad essere.

L'Italia centrale è la vera espressione della storia e della vita di un paese antichissimo che nelle grandi città e nelle zone più popolate ha già perso il sapore di autenticità, il ricordo delle tradizioni e lo stile di un tempo.

Attraversare certi paesi e città dalle mura e le case di pietra dell'Umbria, delle Marche, della Toscana e del Lazio significava fare un viaggio indietro nel tempo di parecchie decine di anni; tornare a vedere come poteva essere la vita e le giornate dei nostri nonni e dei nostri antenati per capire meglio chi siamo noi stessi e da dove veniamo.

Dove la globalizzazione non era riuscita a imporre i suoi ritmi ed i suoi computer (inclusi i bancomat), ci ha pensato il sisma a distruggere tutto, compresa un'atmosfera magica ed incantata che forse non tornerà più ad essere quella di prima, qualora effettivamente si dovrà ricostruire seguendo normative rigide che impongano di proteggere gli abitanti di queste zone dalla violenza che scaturisce dalla terra.

Della Basilica di San Benedetto, a Norcia resta solo la facciata trecentesca, la chiesa di Santa Maria Argentea è rimasta senza tetto ed allo stesso modo altri 5000 beni culturali hanno subito una analoga terribile sorte. La morfologia del territorio è cambiata ed è in continua trasformazione perché le scosse di terremoto non si arrestano e continuano a portare via pietre secolari che componevano i muri delle case che tutti abbiamo ancora negli occhi. Sarà possibile ricostruire in modo coerente conservando la stratificazione delle varie epoche e la testimonianza dell'opera dell'uomo nel corso dei secoli? TG

Tony Graffio: Professore che cosa è successo con il terremoto del 26 ottobre scorso?

Flavio Caroli: Sabato scorso, non è stato colpito soltanto un monumento eccezionale come era capitato nel settembre del 1997 con il crollo del tetto della Basilica di San Francesco ad Assisi, ma è stata toccata su ampia scala una civiltà umana fatta di tante sapienze, il vero cuore della cultura e dell'arte italiana. E' qui che è nata la civiltà moderna. Queste zone sono state colpite da sempre dai terremoti, ma questo non aveva mai intaccato la bellezza ed il fascino di questi luoghi che adesso sono davvero in pericolo di perdere la loro identità.

TG: Teme che la ricostruzione possa avvenire un po' a macchia di leopardo ed in diversi periodi?

FC: Certamente, questo rischio è molto forte.

TG: Ricostruendo sarà anche necessario intervenire con il cemento armato per dare agli edifici delle garanzie di solidità e sicurezza, questo significa stravolgere e perdere definitivamente ogni collegamento con la nostra storia e la nostra identità?

FC: Questo sì, ma almeno spero che ci sia un'unità perché se uno ricostruisce col cemento armato e quello di fianco usa un cemento diverso, quello diventa il posto più brutto del mondo. L'ha mai visto lei il Vajont?

TG: Sì, l'ho visto.

FC: Lì hanno fatto degli affaroni che fanno schifo.

TG: Ma secondo lei non si potrebbe rivestire il cemento armato di pietra? Per esempio, io ho visto Porto Piccolo a Sistiana, un porticciolo turistico costruito ex novo in una ex cava per gente molto danarosa e tutto sommato questo resort residenziale non sarà un capolavoro, ma non si presenta tanto male. Lei lo ha visto?

FC: No, non l'ho mai visto e poi io non son mica un architetto. Certo che a naso, in una zona da migliaia di chilometri quadrati, ci vuole un certo equilibrio nel ricostruire. Lì ci saranno appetiti enormi, tutti vorranno guadagnare: dai costruttori locali, ai geometri che vorranno fare le casette. E' meglio non pensarci perché c'è da spaventarsi.

TG: C'è il rischio che si perda un'identità culturale?

FC: Certo, si perderà tutto. E' una zona enorme e bellissima: quella è la vera Italia. Ogni paese è una meraviglia, sono cose in sé bellissime.

TG: E' terribile. Poi, c'è anche il rischio dell'abbandono di questi posti.

FC: Se le persone vanno da un'altra parte è un'altra cosa, ma io temo che venga fuori una schifezza spaventosa. Pensi a tutti gli avvoltoi pronti a fare qualsiasi porcata per denaro.

TG: Terrificante! Meglio cambiar discorso, so che sta per pubblicare un nuovo libro, di cosa parlerà?

FC: Lo presenterò venerdì. Si chiama: "Il museo dei capricci", 200 quadri da rubare, ovvero un museo ideale pensato non in ordine cronologico, ma per grandi temi.

TG: Chi ci mettiamo in questo museo?

FC: Ci sono ben 30 stanze, la prima che si chiama: "Tipi psicologici" sarà piuttosto divertente perché ci saranno personaggi dipinti che assomigliano a Luciana Littizzetto, a Jovanotti o a Valentino Rossi, per citare volti che tutti conosciamo. 

TG: Interessante, e chi ha dipinto un volto simile a Valentino Rossi?

FC: Tintoretto.

TG: E Jovanotti?

FC: George de La Tour, un pittore del seicento francese.

TG: (Rido) Sa che anche a me capita che quando vado al cinema, alla fine del film, quando in sala si accendono le luci, mi guardo intorno e mi accorgo di trovare sempre qualcuno che assomiglia ai protagonisti del film?

FC: (Ride) Allora deve proprio venire alla presentazione che faremo venerdì; questo libro è fatto proprio per lei!


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Il Ponte degli Artisti resterà chiuso a tempo indeterminato

Il Ponte degli artisti resterà chiuso ancora per parecchio tempo.

Tempi difficili per ponti, cavalcavia e altre costruzioni che minacciano di non voler stare più in piedi o che addirittura crollano per l'usura, sotto il peso di carichi eccessivi, o a causa di altri motivi.
Una trave portante risulta essere danneggiata e non è il caso di far transitare nessuno per il passaggio sopraelevato tra la Stazione di Porta Genova e via Tortona. Urgono verifiche accurate, decisioni ferme e interventi per il ripristino.
Sono già lontani i giorni in cui nei vari "Fuori Salone", o in altre serate roventi, per attraversare la ferrovia sul ponte di ferro si impiegava almeno un'ora e ci si strusciava contro migliaia di persone. 
Gli artisti milanesi legati a questa libera galleria a cielo aperto discutono animatamente per capire se è il caso di appropriarsi di un nuovo ritrovo che possa ospitare le loro opere, perché ci sarà molto da aspettare prima di poter veder riaprire il ponte più amato di Milano.

Adesso che il ponte è chiuso, i dreaming jeans di Roberto Spadea sembrano essere attaccati ad un container.