lunedì 3 novembre 2014

Moda Pirata in giardino

Proseguo ad illustrare una giornata di riprese fotografiche all'ex Proprietà Pirata di Affori.
Chi s'è perso la prima parte la può trovare qui.
Questa invece è la terza parte.










Modelle: Mary e Margot
Stilista: Mike Maiello
Fotografo: Tony Graffio

Pubblicità macabra

Resti di Halloween?

Club Haus 80's

R.I.P. Elio

Luogo: ponte di via Carlo Farini
Ora: 5,40 questa mattina
Fotocamera: Pentax Q Iso 3200, 1/13 sec f 1,9 camera a mano

domenica 2 novembre 2014

Teletruffasi

Carlo Cecaro è un agitatore culturale, nasce a Milano il 6 maggio 1962, studia ragioneria, anche se inconsciamente è sempre stato un artista, per circa 7 anni della sua vita lavora come impiegato presso una società demoniaca che lucra sui denari prestati agli squattrinati. Carlo per redimere la propria anima decide poi di mollare tutto e dedicarsi alla sua vera passione: il modellismo. Dapprima ricrea piccole scatole da inserire su tele ed elabora una corrente artistica molto personale; in seguito, nel 2007, folgorato da strane idee di redenzione universale, inizia a produrre cartellini che s'ispirano alla grafica utilizzata da certe agenzie immobiliari per esporre le affissioni delle case in vendita o in affitto. Scoppia subito un grande clamore a causa di un suo annuncio che propone la vendita del proprio voto su questo tipo di avviso. Raggiunge in breve tempo la fama a livello nazionale che lo ha porta a proseguire su questa strada, promuovendo messaggi sempre più elaborati attraverso tecniche di découpagecollage, affichage, scatolage.
I suoi mini annunci recitano spesso strane preghiere incomplete con verbi che propongono le azioni più disparate; i font sono stati curati e realizzati a mano da Bruno Acierno, noto designer ed art director di prodotti commerciali.

Carlo Cecaro sul Ponte degli Artisti

Da appassionato d'arte, Carlo ha un rapporto d'amore/odio con l'emittente Telemarket che proponeva in televendita quadri ed altri oggetti preziosi, raccontandone la storia, ma anche offrendoli talvolta in svendita, più che ad un reale prezzo di mercato.
<Io pago il canone, ma non capisco perché la Rai non mi dà l'arte che è l'argomento principale dei miei interessi, così come di altri numerosi italiani>
Con questa frase, Carlo spiega perché lui debba rivolgersi ad emittenti che trattano l'arte solo per trarne un guadagno immediato, ma che almeno informano sulle tendenze contemporanee facendone conoscere gli autori e le opere, non come capita guardando Philip Daverio in collegamento da Bologna arte sulla Rai, per poi accorgerti che parlano dell'edizione del 2004, vecchia di 10 anni.
Carlo però sostiene anche che personaggi come Franco Boni dovrebbero essere internati quando escono con frasi del tipo: <Oggi compri un quadro e domani ti compri un appartamento>, oppure: <Rompete i salvadanai con dentro i soldi della nonna, ma non fatevi sfuggire quest'acquisto!>

Sante Egadi e Carlo Cecaro

Sante e Carlo tempo fa erano sul ponte intenti ad affiggere le loro opere, trovatisi spalle a spalle, accortisi l'uno dell'altro in una situazione quasi da carbonari, hanno finito col diventare buoni amici.
Il cartello che recita: "L'arte non è" (alle spalle di Carlo), è di Sante che con questo messaggio vuol dire che tutti vogliono spiegare che cos'è l'arte e che tecnica bisogna usare, ma bisogna finirla con tutte le idee preconcette su questa disciplina perché continuare a voler definire l'arte è un po' come limitarla.
Sante: <Vogliamo limitare l'arte?>

Miniatura di un cartello di Carlo Cecaro

L'Antea di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, rivisitata in un collage di Carlo Cecaro


Sdoganamento del Ponte degli Artisti a Porta Genova


Riprendo e ripubblico una notizia da Il Giorno del 4 maggio 2013 perché, di fatto, il famoso sovrappasso pedonale di Porta Genova è diventata una zona libera all'esposizione spontanea di espressioni artistiche di vario tipo. In genere si assiste all'incollaggio di volantini, quadretti, fogli, adesivi con disegni, poesie, messaggi, fotografie, collage, ma ciò non esclude coloro che vi appongono vari oggetti appoggiandoli alle sponde del ponte o al suolo.
Ovviamente, non sono ammesse manomissioni strutturali e demolizioni: colla e carta sono i materiali più utilizzati per lasciare traccia del proprio lavoro e della propria arte.
Il Ponte degli Artisti attira varie persone che hanno fatto amicizia tra di loro e s'incoraggiano vicendevolmente per utilizzare questo spazio come una galleria d'arte a cielo aperto.


Carlo Cecaro in pieno spirito liberazionista, il 6 marzo 2015 ha esposto un suo collage con una falsa testimonial che consiglia la lettura di questo blog
Carlo Cecaro in pieno spirito liberazionista, il 6 marzo 2015 ha esposto un suo collage con una falsa testimonial che consiglia la lettura di questo blog

sabato 1 novembre 2014

Cox 18





Luogo: via Conchetta 18
Artista: Blu

Svelato il mistero delle Colonne di via Lario

Andando in giro per Milano si trova un po' di tutto, in via Lario, dalle parti del quartiere Isola, si vedono un paio di colonne abbandonate su un marciapiede che hanno stimolato la fantasia di varie persone, portando alle più strane congetture sulle loro origini e la loro presenza.
Si tratta di due colonne abbastanza anonime che, a dir la verità, riescono perfino a passare abbastanza inosservate e forse questo è stato, fino ad adesso, il motivo che ne ha preservato l'esistenza.
A differenza di quello che si favoleggia, non si tratta di reperti antichi, ma di strutture portanti che potrebbero avere non più di 150 anni.
Mi sono recato in zona varie volte a chiedere a diverse persone se sapessero che cosa fossero questi resti verticali, ma nessuno, fino a ieri mi ha saputo rispondere, anche perché ormai ci sono in circolazione soltanto pochi veri milanesi.
Gianfranco, un signore in gran forma di 87 anni, riesce finalmente a far luce sul mistero delle 2 colonne di via Lario e mi dice che si tratta dei supporti di un vecchio bersò che apparteneva ad una vecchia osteria milanese. 
Gianfranco mi dice che, probabilmente, giorni molto lontani, ancor prima che lui nascesse, la tettoia serviva a riparare i cavalli degli avventori di quel locale dalle intemperie.
Non volendo risultare troppo impertinente nei confronti di quest'uomo gentile d'altri tempi, ho evitato di chiedere il suo cognome e di fargli una fotografia, ma adesso un po' me ne pento.









Ci vorrebbe un amico

Tra chi decide le sorti del mercato dell'arte, oltre ai galleristi ed ai critici, troviamo anche i giornalisti, questo concetto è già stato espresso da Sante Egadi in uno schema quasi matematico, da cui emerge la figura di un colosso pluricefalo dalle molte braccia e dai piedi d'argilla, destinato a crollare sotto l'impulso vitale dei veri creativi.
Sante, oggi, ci delizia con un'altra sua massima dirompente che riesce ad illustrare una situazione di privilegio da parte di coloro che, forse, riescono a trovare spazi nella stampa solo grazie all'aiuto degli amici giornalisti.
Non è una novità che esistano delle comunità piuttosto chiuse che decidano chi è destinato ad avere successo ed ad arricchirsi e lascino le persone normali a bocca asciutta. Ci sono artisti meritevoli che si ritrovano sempre a lottare per la sopravvivenza, fintanto che non vengono scoperti e segnalati da qualcuno, ma è anche vero che non è sufficiente arrivare ad una forte esposizione mediatica per poter proseguire nel migliore dei modi la propria carriera. Il pubblico ha spesso la memoria corta e diventa complicato conservare il successo e la propria fama, mentre basta poco per ricadere nell'ombra del dimenticatoio.
Io credo che Sante estremizzi un po' certi concetti e fortunatamente esistano molti artisti validi che riescono a trovare la loro strada in maniera indipendente dagli aiuti ricevuti a vari livelli di potere, però mi piace dar spazio ad un personaggio che ha il coraggio di dire ciò che pensa e mettere la propria faccia  a supporto delle proprie parole.

Aforismi Sante Egadi
SENZA AMICI GIORNALISTI PUOI FINIRE SOLO IN CRONACA NERA

Non ho ancora capito se Sante potrebbe avere più successo come artista, come creativo pubblicitario, stile copyrighter, o come cabarettista, sicuramente io trovo i suoi cartelli molto efficaci e divertenti, per questo credo che continuerò a proporveli ancora per un po'. Tony Graffio