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sabato 9 maggio 2015

4 oggetti misteriosi

Il Super-Quiz a premi di Tony Graffio

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E' vero, l'argomento non è semplice, ma la risposta è pur sempre possibile, specie se siete dei profondi conoscitori d'arte, perché nella fotografia che vedete sono rappresentati degli oggetti molto preziosi.
Chi saprà dirmi di che cosa si tratta e chi ne è l'autore, vincerà una splendida, rarissima maglietta di Tony graffio, decorata a mano e dal valore inestimabile.
Chi saprà anche soltanto dirmi con precisione dove è stata scattata questa fotografia (posso aiutarvi dicendo che ci troviamo a Milano), avrà ugualmente il premio in palio.
Dal concorso sono esclusi amici e parenti di TG.
Mi auguro che le risposte arrivino prima che esca un mio servizio su questo argomento, perché allora si chiuderà il concorso.
Potete contattarmi inserendo un vostro commento su questa pagina, o in forma privata a: graffiti.a.milano@gmail.com

Un in bocca al lupo a tutti!

La maglietta in palio



martedì 25 novembre 2014

Baal merda

Per la felicità degli appassionati dell'esule cubano che lascia scritte inneggianti ad un falso dio crudele con tendenze lussuriose ed omosessuali, oggi vi regalo questa bella immagine scattata soltanto ieri in via Lodovico Ariosto. Tony Graffio

Baal su un palo verde, dietro al palo un barbone

sabato 8 novembre 2014

L'orsetto sdraiato sotto al gasometro

L'area degli ex gasometri della Bovisa, chiusi 20 anni fa per il passaggio dal gas di città al metano, è oggi considerata una delle 5 zone più selvagge d'Italia, proprio perché qui la natura regna incontrastata e l'uomo accede a quest'isola di tranquillità solo per motivi di studio.

Autunno sotto al gasometro
Autunno sotto al gasometro

La fortuna di questa grande area dismessa, di circa mq. 420,000, sta negli alti costi previsti per la sua bonifica che hanno indotto gli amministratori pubblici a lasciare tutto così com'era al momento dell'abbandono dell'attività industriale e chiudere i cancelli quasi sempre.

Sui muri dell'AEM

Rampicanti ovunque

Orsacchiotto abbandonato sotto ai gasometri della Bovisa Tony Graffio
Orsetto ancora bagnato per la pioggia abbandonato sul muro di cinta dell'area dei gasometri della Bovisa.

Aggiornamento: Qualche giorno dopo dell'orsetto non c'era più traccia; l'avrà portato via qualcuno o si sarà risvegliato precocemente dal suo letargo?

sabato 1 novembre 2014

Svelato il mistero delle Colonne di via Lario

Andando in giro per Milano si trova un po' di tutto, in via Lario, dalle parti del quartiere Isola, si vedono un paio di colonne abbandonate su un marciapiede che hanno stimolato la fantasia di varie persone, portando alle più strane congetture sulle loro origini e la loro presenza.
Si tratta di due colonne abbastanza anonime che, a dir la verità, riescono perfino a passare abbastanza inosservate e forse questo è stato, fino ad adesso, il motivo che ne ha preservato l'esistenza.
A differenza di quello che si favoleggia, non si tratta di reperti antichi, ma di strutture portanti che potrebbero avere non più di 150 anni.
Mi sono recato in zona varie volte a chiedere a diverse persone se sapessero che cosa fossero questi resti verticali, ma nessuno, fino a ieri mi ha saputo rispondere, anche perché ormai ci sono in circolazione soltanto pochi veri milanesi.
Gianfranco, un signore in gran forma di 87 anni, riesce finalmente a far luce sul mistero delle 2 colonne di via Lario e mi dice che si tratta dei supporti di un vecchio bersò che apparteneva ad una vecchia osteria milanese. 
Gianfranco mi dice che, probabilmente, giorni molto lontani, ancor prima che lui nascesse, la tettoia serviva a riparare i cavalli degli avventori di quel locale dalle intemperie.
Non volendo risultare troppo impertinente nei confronti di quest'uomo gentile d'altri tempi, ho evitato di chiedere il suo cognome e di fargli una fotografia, ma adesso un po' me ne pento.









domenica 21 settembre 2014

Messaggi di vita e tracce di morte

Via Bagnera potrebbe essere una via carina, invece è come una parte di budello della città nella quale si possono nascondere segnali caotici di pensieri sconclusionati partoriti da menti ebbre di sostanze dopanti, o ansiose d'esprimere la loro personalità confusa con un segno colorato che contribuisce a aumentare l'entropia nel mondo.
Queste attività sono però tracce di vita che testimoniano il passaggio di molte persone in un luogo un tempo malfamato e tutt'ora un po' inquietante.

Dopa Loves You

Chi è Dopa e perché ci ama? Non ho trovato traccia di questi stencil da altre parti, mi piacevano i caratteri, la scelta di usare colori diversi, a seconda del messaggio trasmesso ed il fatto che qualcuno si sia preso la briga di preparare delle matrici per lasciare delle scritte che vogliono attirare attenzione su di sé, senza poi farci capire davvero il perché di questa decisione.


Who the f *** is Dopa?
Got Dopa?

I want to...

Muro troppo granuloso per lasciarci leggere il messaggio di Dopa.


More sluts less whores
Più donnacce meno puttane

Traduzione un po' approssimativa di una frase che auspica ci siano più donne disponibili a darla gratis.

Siamo in credito air

Non so a che cosa si riferisca questa frase, potrebbe essere un messaggio destinato a qualche amico o una protesta per il fatto che  manca l'aria.

When was the last time you did something for the first time?

Quando è stata l'ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta? 
Questa domanda la troviamo anche stampata a stencil su vari muri intorno ai Navigli.
Forse, piaceva a qualcuno che l'ha ripresa e trascritta in questa stretta via quasi sempre semi deserta, nonostante a pochi metri, in via Torino, ci sia perennemente una calca esagerata.
Può essere uno stimolo a fare qualcosa di nuovo ed ad uscire dalla routine, avrei anche potuto inserirla nelle pagina delle frasi che esprimono esplicitamente un suggerimento comportamentale, invece, per una questione d'ordine, l'ho infilata qui.

Follow your hurt
Segui la tua ferita

Io interpreto questa frase che in lingua inglese risulta essere un gioco di parole, al pari del suo significato originale: Follow your heart, ovvero, segui il tuo cuore, la tua passione, la tua ferita, ciò che ti fa male, ma di cui non ti puoi liberare, segui la tua malattia, la tua passione. Cosa che io ho sempre fatto e che in realtà può effettivamente provocare dei danni, o delle ferite.

via Bagnera

Da via Torino (nella direzione della strettoia) ci si introduce in un budello che sfocia in una sacca più larga e poi si restringe nuovamente. Scarabocchi e segni vari attribuiscono a questo luogo un'atmosfera un po' inospitale.
Ho sempre avuto l'impressione di percorrere una via triste, permeata di sofferenza ed infatti fu qui che in passato Antonio Boggia, il primo serial killer italiano, seppelliva le sue vittime in cantina.
Via Bagnera forse deve il suo nome al fatto che nell'antichità qui esistesse un edificio termale, fatto che potrebbe essere confermato dal ritrovamento di resti di mura romane e mosaici colorati. 
Antonio Boggia, un muratore nato a Urio, nel 1799, sulla sponda occidentale del lago di Como, s'era dimostrato un personaggio un po' inquieto e propenso alla truffa fin da ragazzo, caratteristiche che gli procurarono ben presto i primi problemi con la giustizia.
Stabilitosi a Milano negli anni 1830, in seguito aprì un suo laboratorio, preso in affitto, proprio in via Bagnera.
Il Boggia dava ad intendere a tutti d'essere un gran lavoratore ed un uomo devoto alla religione cattolica, ma in realtà era un tizio molto subdolo e decisamente avido.
Nell'aprile del 1850 il nostro diabolico amico non riuscì a portare a compimento l'ennesimo delitto, la sua vittima prescelta, Giovanni Comi, fuggì e corse a denunciarlo.
Il Boggia venne internato per circa tre mesi nel manicomio di Senavra, un palazzo del 1600 in Corso XXII marzo, dopo di che fu rilasciato, in quanto risultava essere un rispettabile parrocchiano con moglie e figli.
Nel frattempo però, il figlio di Maria Ester Perrocchio collega la scomparsa dell'anziana madre alle strane frequentazioni pseudo-devozionali che aveva con il Boggia, da lì partirono delle altre indagini che portarono alla scoperta del corpo della vecchia dissezionato a colpi di scure ed occultato nella cantina sotto il laboratorio del fuochista.
Nello stesso posto furono ritrovati altri due cadaveri: quello di Serafino Ribbone e di Giuseppe Marchesotti.
Dopo la condanna a morte, comminatagli nel 1859, l'esecuzione ebbe luogo il 9 aprile 1862 e fu l'ultima impiccagione avvenuta nel Regno d'Italia in un luogo pubblico, sotto gli occhi della cittadinanza.
Esistono almeno un paio di libri che raccontano questa storia un po' truculenta: Il giallo della Stretta di Bagnera. La vera storia di Antonio Boggia serial killer milanese di Giovanni Luzzi e L'estro del male di Alberto Paleari.
Ancora oggi, si narra che la presenza del fantasma del Boggia sia rivelata da un soffio di vento gelido che attraversa improvvisamente la via.

Piccione precipitato

Questo stupido uccello riverso a terra in una posizione innaturale e con le interiora esplose all'esterno del corpo, mi ha accolto all'ingresso della via, lasciandomi intendere che qualcosa di terribile può verificarsi da queste parti.




domenica 9 febbraio 2014

Lucifero (e l'eterna lotta tra il bene ed il male), svelato il mistero

Lucifero a Milano

La figura di Lucifero è molto controversa, secondo la tradizione giudaico-cristiana questo sarebbe il nome che in origine avrebbe avuto Satana prima di diventare il capo degli angeli ribelli, in seguito indicati con i nomi di demoni degli inferi. 
Come un portatore di luce possa essere diventato il signore delle tenebre è un mistero molto intricato ed altrettanto sconosciuta è stata l'invasione di scritte comparse un po' ovunque circa una ventina d'anni fa, su carrozze della metropolitana, sui muri della città, cestini, cabine elettriche e manifesti dove Lucifero veniva bersagliato dagli insulti più sconci ed infamanti. Queste scritte non erano mai molto vistose, erano sempre di dimensioni piuttosto contenute come se l'intento dell'autore fosse quello di lasciare dei messaggi personali al suo malefico interlocutore. Eppure, era impossibile non notare questi messaggi, tutti a Milano si sono chiesti chi fosse questo Lucifero ed in molti hanno pensato ad una vera lotta tra il bene ed il male, ma come poteva il bene esprimersi con una terminologia così indecente e perfida? Forse era una campagna studiata appositamente dal Maligno per iniziare a raccogliere maggiori simpatie e consensi?
Io non mi ricordo molto bene di quel periodo perché allora non mi occupavo di graffiti, né di writing, ma so che molte scritte erano state fatte anche in lingua spagnola; da qui aveva iniziato a circolare la voce che si trattava di una specie di lotta tra bande ispaniche che aveva preso di mira alcuni elementi gay. Non so bene cosa pensare di questa storia, ne parlo perché fu un fenomeno sotto gli occhi di tutti ed in molti cercarono di indagare su questa cosa senza però venirne a capo. Quello che posso dire è che è vero che sul nostro pianeta, ed in tutto l'Universo, è costantemente in atto una feroce guerra tra le forze del bene e le forze del male ed ognuno di noi è schierato da una parte o dall'altra, che lo voglia, oppure no. La presenza di queste forze è evidente a tutti e spesso anche i generali a capo di questi eserciti si palesano nei modi più strani, soprattutto nei momenti più difficili. Oggi, certe abitudini e certe idee maligne sono talmente diffuse che probabilmente anche se Lucifero in persona si mischiasse tra di noi, faremmo fatica a riconoscerlo e potremmo scambiarlo per uno dei suoi tanti adepti che non si premurano neppure di nascondere la loro missione. 
Restiamo sempre all'erta, tutto può accadere. Tony Graffio

La scritta: "Lucifero Puttana" è tuttora visibile in via Ugo Bassi, su una porta rosa alla destra del portone d'ingresso del numero 1

Geo appunto: N 45°29'18.546" E 9°10'58.272"

Aggiornamento del 25 febbraio 2014
In molti si sono appassionati alle vicende dello sconosciuto che al crepuscolo si muove nell'ombra per lasciare le sue frasi farneticanti nelle stazioni della metropolitana ed in giro per la città. 
Trovare ogni giorno un nuovo messaggio nei luoghi dove si passa ripetutamente settimana, dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, ha fatto scattare in tante persone uno strano meccanismo che ha portato alcuni sulle tracce di Lucifero.

Mappatura dei luoghi dove sono state trovate le scritte di Lucifero nel centro di Milano

Parlando recentemente di questo personaggio sconosciuto con un mio amico, ho scoperto che Lucifero ha attirato anche la sua attenzione, e già da alcuni anni, questo fotografo che vuole restare anonimo, ha iniziato a segnare ogni luogo dove ha trovato le scritte malefiche per tentare di capire dove potersi appostare per sorprendere lo strano individuo.
Le intuizioni del mio amico si erano dimostrate esatte, lui insieme ad un'altra persona, dopo lunghi e estenuanti appostamenti degni dei migliori detective erano riusciti a sorprendere "Lucifero", a parlargli e a fargli un paio di fotografie.
Il dialogo con l'uomo non è stato molto illuminante perché, com'era prevedibile, Lucifero stava molto sulle difensive e negava d'essere l'uomo che da circa 4 lustri ha riempito la città di scritte sconce e cercava soltanto di sottrarsi alle attenzioni dei curiosi.
Ho saputo che Lucifero è un esule cubano giunto in Italia tanti anni fa, è un tipo magro un po' trasandato che forse frequenta ambienti ai margini della società, ma che probabilmente ha un suo rifugio privato.
Non c'è sembrato corretto mostrare una sua immagine contro la sua volontà, ma vi posso assicurare che Lucifero ha un aspetto molto inquietante e che se mi capiterà d'incontrarlo non me lo lascerò scappare fino a quando non risponderà a qualche domanda che possa delineare meglio un suo profilo intellettuale. TG




martedì 25 giugno 2013

Kaspar Hauser

 Kaspar

Hauser

Eccoci di fronte ad un altro mostro, questa volta non palesato, ma evocato da un nome anch'esso fantastico. Il mostro è colui che si distingue in qualche modo, spesso negativamente, dall'ordinarietà e dalla consuetudine. La figura del Fanciullo d'Europa fu molto enigmatica e controversa, non sappiamo chi fu effettivamente questo ragazzo, ma il suo nome è ancora in grado di aprirci a nuovi mondi, forse per questo qualcuno ha voluto dare un segnale positivo scrivendo nome e cognome di un personaggio romantico all'entrata di un dipartimento di salute mentale.
Kaspar Hauser, ignota è la sua origine, misteriosa la sua fine. E' un po' il simbolo di come il mondo, una volta scoperta la purezza si preoccupi solo di distruggerla.

La scritta si trova in via Giuseppe Guerzoni 16, a sinistra dell'ingresso del Parco Nicolò  Savarino e di Pasta e Vongole.

Aggiornamento del 17 agosto 2013
Riporto di seguito quanto riesce sinteticamente a scrivere Gabriella Kuruvilla sull'enigma di K. H.
Kasper Hauser è il diverso: lo sconosciuto, l’estraneo, l’altro o, volendo, l’extracomunitario. Colui che non appartiene a questa società e, probabilmente, nemmeno a questo mondo. Gentile, sensibile ma anche strano e, forse, folle, dopo aver vissuto per anni in isolamento, incatenato dentro una cella buia, appare, o viene catapultato, improvvisamente, quando è ormai adolescente, in mezzo agli umani. A Norimberga, il 26 maggio del 1828. La sua inaspettata comparsa crea curiosità (nel migliore dei casi) e paura (nel peggiore). Sottoposto a vari input esterni, reagisce in maniera violenta e nevrotica, con frequenti crisi epilettiche. Ripete ossessivamente due frasi (“diventare cavalleggero” e “non so”), è in grado di scrivere unicamente il suo nome, vede benissimo di notte ma non sopporta la luce del sole, ingerisce solo pane e acqua e vomita qualsiasi altra cosa finisca nel suo stomaco. Trattato come un fenomeno da baraccone, viene incarcerato. Praticamente impossibilitato all’integrazione ma costretto a una difficile rieducazione, grazie all’intervento di un professore impara a scrivere e a leggere, iniziando così a raccontare la sua storia. Che, evidentemente, preoccupa qualcuno: dato che, ben presto, viene prima aggredito e poi assassinato, da mano che rimarrà per sempre sconosciuta. Le sue ultime parole sono “Il mostro è divenuto troppo grande per me” e sulla sua lapide c’è scritto: “Qui riposa Kaspar Hauser, enigma del suo tempo. Ignota l’origine, misteriosa la morte – 1833″.


sabato 22 giugno 2013

Essere ibrido

In via Giorgione 8/A c'è una creatura ibrida con un corpo semi-umano, un collo d'oca ed una testa elettronica dotata di antenne, non è bellissima, ma è pur sempre una curiosità, anche perché vive appollaiata su un tetto.

Ibrido

Ib

Scatti eseguiti ieri con Pentax K-01 dotata di adattatore a vite M42 per montare ottiche di facile reperibilità, costo contenuto e  buoni risultati.
Per Ibrido: Pentacon Multi Coating 50mm f 1.8 1/400 sec. f 11,5 a 100 E.I.
Per Ib: Super Takumar 200mm f 4 1/320 sec. f 16 a 100 E.I.
Non avevo voglia di portare con me cavalletti pesanti, così ho appoggiato la fotocamera alla sella di una bicicletta, il fuori bolla rende l'immagine del soggetto ancor più aliena alla realtà.
Lo sporco sulla parte alta e sinistra del fotogramma non è voluto, ma può essere un bell'esempio di corpo estraneo sul sensore della camera che è stato poi eliminato nelle immagini seguenti dal sistema interno di pulizia a scuotimento meccanico.

Geo appunto: N 45°28'50.337" E 9°10'48.507"

venerdì 15 marzo 2013

Nonsense

Nonsense
Pasta e Vongole

Questa vecchia scritta sul muro del parco Nicolò Savarino è talmente assurda da avere un suo fascino inquietante. Molto bello anche il carattere utilizzato. Un classico.

Luogo: via Guerzoni ingresso parco Savarino (soggetto in ombra)
L & L: N 45°29'56.791" E 9°10'32.869"
Quota: m. 120
Meteo: sole
Ora: 9,20

Fotocamera: Nikon D700
Obiettivo: Nikkor Ai 55 micro f 3,5
Esposizione: Asa 200; 1/125 sec. f 8

Aggiornamento del 25 agosto 2013

Ecco qui un'altra bella frase che chissà perché è stata scritta e soprattutto per chi.

Ruggine sul gancio

E poi, come se non bastasse, c'è stato anche un ripensamento di qualcuno che dopo aver visto la scritta di un nome seguito da: "ti amo" (o forse c'era scritto grattiamo?), ha voluto togliersi da questa storia, evidentemente, la ruggine ha creato qualche problema, al gancio...

Posizione: questa volta voglio divertirmi e vi do soltanto latitudine e longitudine
Geo appunto: N 45°29' 32.302" E 9°9' 19.446"