giovedì 23 gennaio 2014

Non grattare

Sul muro esterno di un supermercato, in via Antonio Pacinotti, sono stati incollati 5 fogli di carta rosa con due parole e tre simboli, il messaggio esposto è chiaramente una domanda rivolta a se stessi che può avere un valore generale. 
Potrebbe essere che qualcuno, stanco di buttare il proprio denaro nell'acquisto di cartoncini colorati, voglia con questo gesto iniziare un percorso di redenzione?
Il "Gratta e vinci" è un subdolo gioco d'azzardo, chiamato anche lotteria istantanea. Fu introdotto 20 anni fa, con la legge finanziaria del 1994, dal governo Campi per cercare di raccogliere soldi dalle tasche dei gonzi con predisposizione al gioco d'azzardo compulsivo. 
Come per tutti i giochi d'azzardo, l'unico modo per vincere è quello di non giocare.

Cosa gratto a fare se poi non vinco?

Meno gratto più vinco

Non so bene se pensare che quest'affissione sia un atto di protesta, di autocoscienza,  un tentativo per far riflettere i passanti nella speranza di salvarli dalla rovina economica, oppure il desiderio di esternare pubblicamente il cambiamento del proprio stile di vita. 
Si tratta comunque di un sistema insolito per comunicare, sia per la modalità che per i contenuti.

Coordinate gps: N 45°29'38.060" E 9°9'2.599"
Fotocamera: Pentax K-01 con Super-Multi-Coated Takumar 50mm f 1,4

mercoledì 22 gennaio 2014

Cantiere al Derby

Il Derby era un locale molto famoso nella Milano degli anni 1960 e 1970 per aver ospitato sul proprio palco tanti giovani talenti dello spettacolo e della comicità che poi sarebbero diventati artisti conosciuti a livello nazionale.
Il Derby era un cabaret molto alla moda, frequentato da personaggi di ogni tipo e dai vip di quell'epoca. 
Oggi, in questa bella palazzina in stile liberty, ha la sua sede il centro sociale Cantiere, presente in questo spazio dal 12 maggio 2001, circa 2 mesi prima dei tragici fatti del G8 di Genova. 

Cantiere

 Antifa

Tenia

Tupac Amaru II

Giovani precari e disoccupati pronti alla rivolta

DJ girl

 Il capitalista

Occupa Resisti Produci

1909

Personaggio verde

Sempre in movimento

Tetra colonna

 Particolare della palazzina

Derby Ristorante

Indirizzo: via Monte Rosa 84, di fronte a "Il sole 24 ore"
Coordinate gps: N 45°28'36.346" E 9°8'50.090"
Fotocamera: Pentax K-01 con Super-Multi-Coated Takumar 50mm f 1,4

Aggiornamento del 2 marzo 2015
Rifatto il mural, 6 nuove fotografie.

1

 2

 3

4

5

6


martedì 14 gennaio 2014

Santo Domingo

Sotto la Stazione Centrale di Milano ci sono varie cose conosciute e meno conosciute; una volta da bambino ho camminato nei sotterranei insieme ai miei familiari e ad alcuni facchini che ci portavano i bagagli e ci hanno condotto per una scorciatoia che ci ha fatto uscire al livello stradale, direttamente dov'erano parcheggiati i taxi. Mi feci l'idea che sotto i binari doveva esistere una città grandissima e misteriosa dove c'erano montacarichi cigolanti, corridoi che sembravano stanze di torture e macchinine elettriche di tipo sperimentale, stranamente moderne, ma al tempo stesso dal design molto retrò, di cui potevano disporre su Mongo, ma che sul pianeta Terra, per qualche strana ragione, erano utilizzate solo dalle F.S. In realtà, ogni bambino ne avrebbe voluta una tutta sua per poter scorrazzare ovunque in una città in cui il traffico non era ancora un problema primario ed i parcheggi si trovavano facilmente un po' dappertutto.
Mi sembra che anche il re d'Italia avesse un binario riservato da dove partiva il suo treno personale, ma forse adesso è tutto stratificato nella memoria collettiva, perché se una cosa non la si vede s'inizia anche a dubitare che esista.
Ciò di cui non si può dubitare l'esistenza invece, fu un binario sotterraneo, il binario 21, dal quale i nazi-fascisti, durante la seconda guerra mondiale organizzavano le deportazioni degli ebrei verso i campi di sterminio.
Non so gran che di questo locale, ormai chiuso, che si chiama Santo Domingo, se non che non era proprio ben frequentato, c'erano spesso risse, troppa gente esagitata che amava ballare e fare colpo sulle ballerine per le quali poi si sfidavano all'ultimo sangue con il pugnale in mano. Forse cucinavano un buon pesce, visto che erano fianco a fianco di magazzini che vendevano il pesce all'ingrosso, però potrebbe essere soltanto una visione romantica di un mondo che sta scomparendo e pian, piano ci sta lasciando solo saracinesche abbassate, il ricordo del passato e qualche muro colorato.

Stazione Centrale Milano
Donde te sientes in tu casa

Fotocamera: Rollei 35S
Luogo: via G. B. Sammartini
Geo appunto: N 45°29'46.066" E 9°12'45.624"



Due parole sulla Rollei 35
(ovvero, perché ho preferito questa fotocamera a Minox GT e Olympus XA)

Di questi gioiellini si sa già tutto, però ci tengo anch'io a dare le mie impressioni su un apparecchio utile e prezioso, capace di impressionare pellicola in maniera superba, la cui qualità costruttiva e ottica non fa rimpiangere il fatto di non avere tra le mani una fotocamera 35mm più grande.
Tanti anni fa ero riuscito a convincere un caro amico a vendermi la sua Rollei 35 cromata, Made in Germany, che montava un'ottica Tessar f 3,5; avendo già posseduto una Minox 35GT ero alla ricerca di una fotocamera con prestazioni analoghe, ma dall'affidabilità e dalla robustezza superiori. La Minox 35 GT era in grado di produrre fotografie a colori strepitose, ma aveva dei punti deboli che mi avevano indotto a decidere di non far più effettuare riparazioni su di essa poiché il pulsante di scatto era sicuramente un punto debole di questo modello di apparecchio fotografico, in più avevo in qualche modo capito che nonostante il fotoriparatore dal quale mi servivo e che continuo a frequentare a distanza di più di 30 anni (penso che dovrei fargli un'intervista da pubblicare su queste pagine prima che chiuda definitivamente la sua attività), sia un mago della meccanica di precisione, continuare ad intervenire su meccanismi di plastica non era una grande idea. Oltre al pulsante di scatto, ricordo d'aver avuto problemi anche con l'esposimetro, così nonostante la sua linea più moderna, i materiali utilizzati più leggeri, le dimensioni leggermente più contenute rispetto alla piccola Rollei e lo strano coperchio che ricordava un vecchio ponte levatoio, avevo pensato di tornare alla meccanica, al metallo ed ai grammi in più della Rollei. In un primo momento avevo privilegiato la Minox, forse anche per il marchio che evocava su di me più fascino ed un'innovazione tecnica assente sull'altro marchio tedesco. La Minox però aveva un'elettronica non molto affidabile, è vero che l'automatismo a priorità di diaframmi era un gran comodità per scattare di nascosto tenendo la fotocamera in mano senza destare sospetti, ma la stessa cosa si poteva fare con buoni risultati anche con la Rollei preinpostando tempi e diaframmi. Ci voleva maggior attenzione ma certamente era meglio essere consapevoli di che tempo d'esposizione usare, perché il display dei tempi sulla Minox non era proprio precisissimo e poteva capitare d'essere convinti di scattare a 1/30 di secondo, ma di rischiare il mosso perché in realtà si scattava ad 1/20, o meno.
Riconobbi il mio errore e mi convertii alla Rollei, ma in un primo tempo non fui molto più fortunato. Per me che ero abituato al Color Minotar f 2,8, passare ad un ottica di uno stop più chiusa non fu un'esperienza molto gradita; inoltre, dopo aver fatto sviluppare il primo rullino, mi accorsi che la spaziatura tra i fotogrammi era molto approssimativa, al punto d'avere addirittura alcuni fotogrammi sovrapposti. Purtroppo, quando si acquista un apparecchio che non è in uso abituale di qualcuno, qualche sorpresa può capitare. Riprovai ad esporre un altro film, ma anche questa volta il risultato fu deludente. Ero talmente deluso che non pensai neppure a far sistemare il difetto, anche perché operare su questi apparecchi "supercondensati" risulta abbastanza complicato e costoso, non ricordo esattamente in che modo, ma credo che rivendetti la Rollei, oppure la scambiai con qualcuno, ovviamente specificandogli il difetto. All'epoca la macchinetta di Braunschweig era comunque ricercata e non feci fatica a trovare chi la volle per sé.
Dopo queste esperienze, utilizzai anche la famosa Olympus "Uovo", la XA, che aveva il grosso vantaggio d'avere il telemetro incorporato, ma non stravidi mai per questa macchina fotografica, era un'onesto strumento al mio servizio, ma l'ottica era di qualità differente rispetto a Zeiss e Minox. E poi avevo la sensazione che l'uovo davanti all'obiettivo non fosse esattamente piatto come le altre 2 fotocamere. 
La macchina migliore da tenere in tasca era sicuramente la Minox, tanto che a volte, per la sua leggerezza, la tenevo nel taschino della camicia senza averne alcun fastidio, tranne che per le richieste di coloro che mi chiedevano una sigaretta pensando che nel rigonfio sul petto nascondessi un pacchetto di bionde. In quei casi, per convincere il mio interlocutore che non fumavo dovevo mostrare la camera obscura di plastica in miniatura, perché si sa che un fumatore in astinenza non gradisce rifiuti e ha anche poco senso dell'umorismo.
Dopo un po' rivendetti anche l'Olympus, o forse la regalai.
Per un po' di anni non pensai più a questo genere di apparecchi tascabili, ma nel 2000 trovai una Rollei 35S nera un po' malconcia ad un mercatino e decisi d'acquistarla perché il prezzo era molto buono. 
Onde evitare problemi, la portai subito a revisionare da Gigi e la mia Rollei tornò quasi come nuova, anche se c'era ancora qualche traccia di un paio d'ammaccature.
Il mio apparecchio è stato costruito a Singapore nello stabilimento Rollei, monta un obiettivo Sonnar 40mm f 2,8 che mi rende molto felice. Sulla questione del "Made in Germany" o  del "Made in Singapore" io ho la mia opinione che è la seguente: il miglior modello di Rollei 35 è la S. La costruzione delle Rollei era molto accurata, sia che venisse fatta in Europa, sia che venisse fatta in Asia, il vantaggio di disporre di un'ottica Zeiss abbastanza luminosa, di qualità eccelsa come il Sonnar f 2,8 è facilmente intuibile, tutto il resto è relativo.
Mi piace la disposizione dei comandi perché sono facilmente visibili e manovrabili, può sembrare un po' strana la disposizione della leva di carica ed il sistema d'apertura del fondello, ma io trovo che questo progetto di Heinz Waaske sia tuttora insuperabile e di una genialità impressionante. Il caricamento del rullino risulta molto semplice ed il pressapellicola funziona alla perfezione. 
Se proprio si vogliono trovare dei piccoli difetti a questo esempio di design e funzionalità germanica, potrei dire che la messa a fuoco va fatta con attenzione, ovviamente bisogna ricorrere alla distanza iperfocale a causa della mancanza di un telemetro, ma cosa, abbastanza importante, bisogna far attenzione a prendere come indicazione la ghiera in metri, se si è abituati a far uso del sistema metrico-decimale che nel caso della mia fotocamera è nella parte bassa dell'obiettivo. Esiste anche una ghiera con una scala in piedi e se si è un po' di fretta o sopra pensiero è facile confondersi.
L'esposimetro incorporato è un Gossen che utilizza una pila non più in produzione, volendo ci si può arrangiare montando una Px 675 con degli adattatori, al posto della Px 625, sono possibili altre soluzioni, ma o ritengo che la cosa migliore sia quella di fornirsi di un Gossen Digisix, un esposimetro digitale esterno che sicuramente è in grado di misurare luce incidente e riflessa con maggior precisione rispetto a ciò che viene fornito con la Rollei.

Digisix Gossen
Digisix Gossen

Avere sempre con sé questa fotocamera è un'ottima idea, anche perché se si venisse rapiti da astronavi aliene si avrebbe la certezza che le macchine ad otturatore meccanico funzionerebbero, consentendoci poi di riportare a casa degli scatti importantissimi, mentre quelle dotate di tecnologie elettroniche o digitali potrebbero bloccarsi e lasciar credere a tutti che siamo soltanto dei visionari. Tony Graffio

La Rollei 35S un po' ammaccata di Tony Graffio
La mia Rollei 35S


lunedì 13 gennaio 2014

Gelo

Sta per arrivare il gelo...

Chi sono? Dove sono?

Non ricordo più dove ho scattato questa fotografia, qualcuno può aiutarmi?
Ero a Milano Sud, quasi ai confini con San Donato Milanese, avevo un rullino in macchina già da mesi, pensavo di conservare a memoria questa informazione, ma evidentemente è passato troppo tempo. Il difetto della pellicola è che bisogna svilupparla e che non ci sono i dati relativi alla data, all'esposizione e ad altre note, poi è facile dimenticarsi tutto.

Fotocamera: Rollei 35 S
Pellicola: Rollei CN 200
Scanner: Canon FS 4000

Garage a ore

Via Giovita Scalvini 17. La notte tra S. Silvestro e capodanno, il lato a sud-ovest del palazzo che ospita la guardiola dell'ingresso di un parcheggio coperto è stato colorato con segni curvi, rettilinei  e spezzati che ricordano lo stile già visto sui muri dell'ex-Pulp.
Ho scattato questa fotografia ieri mattina alle ore 7,11 con la Pentax K-01 e lo zoom in dotazione da kit, lo smc Pentax DA L 18-55 f 3,5-5,6 AL di cui ho già brevemente scritto nei post precedenti. Anche da questa immagine scattata a tutta apertura e senza paraluce si può vedere una vignettatura ai bordi abbastanza notevole.
Credo che il custode apra alle 6 del mattino ed infatti si può notare una luce bianco- fredda uscire dal portone sulla sinistra dell'inquadratura, è un dettaglio che conferisce profondità e rende questo scorcio metropolitano un po' più vivo.
Anche per questa fotografia ho usato un mini-stativo Victory che permette di tenere la fotocamera a circa 15 centimetri da terra e proporre prospettive della città da un punto di vista inconsueto, come se si trattasse della visione di un gatto o di un piccolo cane.
La composizione dell'immagine risulta però un po' difficoltosa con una macchina come la K-01 che non ha il visore orientabile; a questa carenza che per me non è grave, in quanto preferisco avere una camera semplice e robusta piuttosto che elementi mobili soggetti ad usura di dei contatti e facile rottura, sopperisco effettuando degli scatti di prova che visiono per poi riaggiustare l'inquadratura a seconda del mio gusto. TG

fotografia notturna graffiti Bros
Ingresso garage via Scalvini

Geo appunto: N 45°29'54.924" E 9°10'2.866"

domenica 12 gennaio 2014

L'Erba Voglio

Com'è noto, l'erba voglio, o erbavoglio, non cresce nemmeno nel giardino del re, se non si ha l'accortezza di chiedere per favore e di essere gentili. Questo è proprio quello che si dice ai bambini per insegnare loro le buone maniere, ma in quest'epoca di decadenza è bene ricordare a tutti che si può ottenere tutto con l'educazione e con un linguaggio appropriato. Forse, è questo che vuol dire Bros in questa sua opera che si trova in via Giovanni Antonio Plana all'angolo con il viale Monte Ceneri che ho ripreso prima dell'alba, alle ore 7,24.
A supporto dei buoni propositi per l'anno nuovo, mi auguro ci sarà maggior educazione e correttezza tra le persone: vorrei ringraziare tutti coloro che frequentano il mio blog; coloro che esprimono commenti e mi contattano per scambiare due parole in amicizia; gli street artist che mi informano sulle loro opere, il significato dei loro lavori e tutti coloro che hanno delle indicazioni da darmi o sono interessati alla fotografia. Quando possibile, se riconosco lo stile, trovo una firma, o vengo contattato dall'autore, inserisco sempre nomi, titoli o notizie relative a ciò che fotografo; allo stesso modo gradirei che anche chi utilizza le mie immagini si premuri in modo tale da citare il mio nome e la fonte dove ha trovato le mie fotografie che poi magari ha prelevato per inserirle in altri contesti e in altre forme.
Vorrei evitare d'inserire copyright, loghi ed altri elementi che disturbano in qualche modo la fruizione delle fotografie, così come non vorrei ridurre ulteriormente la dimensione delle immagini che pubblico in questo sito, pertanto, per favore, se avete intenzione di utilizzare le mie fotografie in filmati, siti, o altri tipi di supporti non a fini di lucro, potete farlo tranquillamente, ma almeno, siate gentili e citate la fonte e l'autore. Se invece avete altre idee, come per esempio, volete che realizzi per voi un timelapse di un vostro disegno, mural o altro, contattatemi. 
Quest'anno mi piacerebbe fare qualcosa di nuovo su questo blog, magari realizzare qualche intervista o raccontare qualcosa di divertente, una specie di dietro le quinte di quello che spesso passa inosservato. Vorrei anche selezionare maggiormente ciò che pubblico ed orientarmi di più su autori che hanno effettivamente qualcosa da dire.
Buon inizio a tutti da Tony Graffio

Bros vede l'erba voglio come dei fori gialli a forma di trifoglio

Geo appunto: N 45°29'27.206" E 9°9'8.788"

Note fotografiche 
Per questa fotografia ho utilizzato la Pentax K-01 con lo zoom smc Pentax DA L 18-55mm f 3,5-5,6 AL, un'ottica economica, assemblata in Vietnam, molto leggera perché costruita con largo impiego di plastica, nel complesso non particolarmente esaltante, io ho riscontrato della distorsione a botte abbastanza fastidiosa, specie alla focale minima, mentre per quello che riguarda microcontarsto, riproduzione cromatica, effetto dello sfocato (bokeh) e trattamento antiriflesso posso dire che che quest'ottica non è male. Il grossissimo limite di questi zoom economici è la perdita di diaframma (qui addirittura 2 stop!) al cambio di focale, caratteristica che io ritengo inaccettabile. In condizione di luce attenuata risulta impossibile utilizzare l'autofocus, cosa che oltre alle importanti aberrazioni presenti, rende questo tipo di obiettivi veramente privi di senso. Infatti, se non mi fosse stato quasi regalato nel kit da me acquistato, non avrei mai optato per l'acquisto di uno zoom di questo tipo. Considerando che le ottiche Pentax sono spesso più care dei Nikon, che nel formato APS C un 28mm (l'ottica Super Takumar più grandangolare di cui dispongo nel mio corredo Asahi Pentax Spotmatic) diventa un 42mm, l'uso di questo zoom può avere un senso ed è essenzialmente per poterne disporre come un 18mm fisso f 3,5 (27mm equivalente sul 24x36) che non l'ho ancora buttato.
L'esposizione richiesta in priorità dei diaframmi a 800 Iso  è stata di 1/3 di secondo a f 3,5
L'anno scorso comprai un piccolo cavalletto della Victory, una ditta Finnico-Coreana che produce in Cina, che mi è molto utile e cerco d'avere con me ogni volta che esco a fare fotografie e che ho usato per l'immagine presentata in questa pagina.
Il pulsante di scatto della K-01 è molto preciso, ma ovviamente, l'azione manuale dello scatto dell'otturatore può trasmettere vibrazioni indesiderate ad un sistema composto da macchina e stativo molto leggeri, pertanto ho impostato da menù l'autoscatto e sono riuscito ad ottenere uno scatto fermo e definito.

Cavalletto Victory con testata Rowi







sabato 11 gennaio 2014

Vita da Pulp

In via Alserio 5, c'era una discoteca fuori dalla  quale il sabato e la domenica mattina vedevo ragazzi attardarsi sul marciapiede in varie condizioni di coscienza, chi seduto, chi semisdraiato, chi solo, chi in compagnia sembrava smaltire gli eccessi notturni e le emozioni forti appena vissute. Tutti vogliamo essere speciali e per auto-convincerci di questa cosa vogliamo vivere qualcosa di estremo che attesti la nostra unicità. 
Ci sono luoghi poi dove certe abitudini e sistemi si concentrano più che altrove, ma si sa, un grossa tempesta non dura a lungo e così, anche certi atteggiamenti non sono senza fine, certi momenti particolarmente intensi non durano in eterno.
Lasciare un bel muro nero in un palazzo non più uso, ha forse attirato altri amanti di un genere ricco di scariche d'adrenalina, tanto da far produrre segni colorati, come già mi è capitato di vedere da altre parti che propongono un forte contrasto cromatico ed una grafia molto evidente.

 
 Ex discoteca Pulp

 Giallo blu e bianco su nero

Quasi una K

Vedendo questo palazzo da lontano, in un primo momento avevo pensato che l'intervento grafico era fatto appositamente e che forse avrei potuto inserire quest'edificio nella mia pagina dedicata alle case colorate, poi invece, vedendo tutto il colore colato sull'asfalto ho capito che si doveva trattare di un intervento esterno alla volontà dei proprietari.

Geo appunto: N 45°29'27.206" E 9°11'13.135"
Fotocamera JVC Picsio GC FN1
Elaborazioni in Photoshop: solo luminosità e contrasto


Nota su graffitiamilano.blogspot.it
Ultimamente, non ho inserito nuovi argomenti perché mi sono dedicato ad aggiornare quello che era già in archivio aggiungendo alcune fotografie scattate con fotocamere tradizionali caricate con pellicola. Ho anche corretto vecchie cose e scritto qualche nuova riflessione, o nota fotografica, pertanto invito i visitatori a rivedere gli argomenti già trattati e magari a partecipare con qualche Vostro commento personale che possa essermi utile per capire quali argomenti sviluppare maggiormente.
Buon 2014 da Tony Graffio