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giovedì 6 aprile 2017

Basement Party - the Story - Vita sociale a Jesi: il TNT

The Genlemens in Concert Jesi TNT Centro sociale
The Gentlemens in concert at the TNT of Jesi

Arrivato a Jesi la sera del 10 marzo scorso, Sonny Alabama mi chiede di raggiungerlo al TNT dove più tardi avrebbero avuto luogo i concerti dei The Gentlemens, trio di Garage Rock, e degli One Man Bluez, il gruppo Rock Blues del cantante, chitarrista, fisarmonicista e compositore romano Davide Lipari. 
Avanzando nel buio, in quella che immagino anni addietro fosse la zona industriale, finalmente trovo l'entrata della ex ASL cittadina riconvertita a Centro Sociale da un gruppo di ragazzi molto attivi. Qui incontro vari artisti che il giorno dopo avrebbero esposto le loro opere a The Basement Party, così penso che valga la pena iniziare a conoscerli ed intervistarli, in modo da portarmi un po' avanti nel mio progetto di documentazione di un evento che sta rivitalizzato la scena artistica Jesina, attirando in città presenze e cervelli (una volta tanto stanziali e non in fuga) da un'ampia zona delle Marche e dintorni. 
Credo d'essere l'ospite che arriva da più lontano e questo fa di me un personaggio al quale ognuno s'approccia volentieri per raccontare la sua esperienza personale. Hanno tutti voglia di espandersi verso nuovi orizzonti e farsi conoscere fuori dal loro solito ambiente: normalmente nei centri sociali di Milano c'è sempre qualche diffidenza verso chi non si conosce perfettamente, mentre qui è diverso. Sono molto contento d'aver trovato chi mi fa da guida e mi spiega pazientemente quale siano le idee che vengono portate avanti per far crescere le coscienze di coloro che hanno avuto meno opportunità di formare una loro educazione ed il loro modo di intendere l'associazionismo. A molti piace parlare di cultura underground, ma io penso che ormai, di questi tempi, tutta la cultura che non genera un immediato ritorno economico sia da leggere come un movimento sotterraneo, spesso avversato da chi vuol gestire gli interessi finanziari di un popolo, più che la sua crescita, sia a livello di esperienze sociali che di sapere condiviso. Possiamo dire che tutta la cultura sia in qualche modo underground poiché difficilmente in una società come la nostra viene favorito il germogliare della conoscenza in vari campi e ambiti. Fa piacere osservare che in una comunità, per certi versi un po' isolata, certe cose vengano capite e funzionino meglio che in luoghi in cui, forse a causa di maggiori interessi politici ed economici, si tende a schiacciare la crescita spontanea di certe realtà e di iniziative sociali. Ho avuto solo un approccio veloce a questo ambiente, non sono assolutamente in grado di poter dire esattamente come avvengano certe dinamiche e che cosa succeda all'interno di ogni singola associazione, però l'impressione che ne riporto è molto positiva. A volte è difficile far capire le proprie intenzioni e quindi si evitano certi argomenti e poi, si sa, non tutti vedono le cose allo stesso modo. Io spesso preferisco che siano i protagonisti a parlare di ciò che fanno, piuttosto che andare a chiedere ad altre fonti o elaborare teorie improbabili. Mi piacerebbe addentrarmi maggiormente nella vita di certe persone e nell'osservazione di alcune realtà sociali, per così dire, alternative. Questa può essere una buona idea che potrebbe spingermi a fare un viaggio in Italia in questi spazi autogestiti e parlare con altri ragazzi, dei loro progetti della loro creatività e dei loro sogni.  
Adesso, vi invito a leggere l'intervista con Ilaria del TNT, prossimamente riporterò di altri incontri avuti in questo spazio sociale, la notte precedente alla notte in cui s'è svolto il Basement Party. A presto, TG

Ilaria Fava TNT Jesi
Ilaria Fava il 10 marzo 2017 al TNT di Jesi

Tony Graffio: Ciao Ilaria, tu sei una portavoce di questo Centro Sociale, vuoi raccontarmi un pochino la storia di questo posto e di che cosa vi occupate?

Ilaria Fava: Il TNT di Jesi è uno spazio sociale tra i primi ad essere nati in Italia, quest'anno festeggiamo il trentennale della sua esistenza. Nasce tra il 1986 ed il 1987, prima da un collettivo e poi da un'occupazione. Siamo in questa sede, in via Gallodoro 68 ter, da cinque anni, perché l'edificio che ci ospitava prima è crollato a causa di una grande nevicata. Eravamo solo a due o trecento metri da qui, in via Politi. Lì eravamo in un capannone, prima ancora in una palazzina, siamo stai lì per diversi anni. Dal 1994 al 2000 abbiamo occupato una palazzina di tre piani dove svolgevamo le nostre attività culturali. Siccome era un po' complesso fare attività su tre diversi livelli, ci siamo spostati nel capannone attiguo che era più spazioso ed agevole per noi; però nel 2012, a seguito di un crollo causato da una pesante nevicata, ci siamo ritrovati per strada. Ha ceduto il tetto che conteneva amianto. Anche se era a norma perché ingabbiato in una struttura appositamente costruita, siamo andati via da quel posto. Non è stato possibile recuperare niente dei nostri arredamenti e delle nostre attrezzature perché l'amianto aveva contaminato tutto. Dopo di che, nel giro di due mesi e con un grande lavoro, abbiamo recuperato questo posto dove stiamo vivendo esperienze bellissime. Siamo riusciti a ripartire grazie alla solidarietà di chi ci conosce, ci è stato sempre vicino e apprezza quello che facciamo. L'altro spazio, per sua conformazione era molto adatto alle serate a tema ed ai concerti, però là non eravamo riusciti a ricavare degli uffici per le sedi delle associazioni; cosa che qui siamo riusciti a fare, dando vita anche a tante associazioni di utilità sociale.

TG: Per esempio?

IF: Abbiamo l'Associazione Ya Basta che è un'organizzazione storica con sedi in tutta Italia, ma presente qui da noi fin dal momento della sua fondazione, credo nel 1997. Ya Basta è una Onlus nata in Messico con il movimento Zapatista, attiva per la difesa della dignità dei popoli. Anche noi abbiamo lavorato tanto per il Messico, in Chiapas, nel 2001, portando in un villaggio una turbina per generare energia elettrica. Abbiamo fatto progetti per la tostatura del caffè zapatista che poi è il caffè che beviamo noi. Durante la crisi economica dell'Argentina, dal 1999 al 2002, abbiamo fatto dei progetti d'aiuto in collaborazione con i  MTD (Movimientos de Tabajadores Disocupados) ed il Moviminto Piquetero. Abbiamo portato avanti altri progetti in Palestina per impiantare degli uliveti ad Haifa e commercializzarne l'olio. Ultimamente, abbiamo inviato delle carovane d'aiuti umanitari verso la Siria e la Turchia.

L'interno del TNT di Jesi. Prima dei concerti c'era ancora poco movimento. Sulla sinistra s'intravedono i banchetti con i Gig-poster di Sonny Alabama ed i disegni di Diego Bonci.

TG: Raccogliete dei fondi per queste popolazioni?

IF: Più che una raccolta di fondi, preferiamo impostare un lavoro di collaborazione con le popolazioni di quei territori, per la loro auto-organizzazione. Abbiamo fatto molti viaggi nel coso degli anni. Siamo stati un po' dappertutto.

TG: Fate anche attività sportive?

IF: Con la nuova occupazione è nata una polisportiva antirazzista che prende il nome di Akapawa, il corridore indiano d'America. Per questi popoli non era importante arrivare prima degli altri, non c'era un vincitore, solo chi si era comportato in maniera non etica era considerato un perdente. Il concetto che si può arrivare ultimi, ma se si corre bene, si è ugualmente dei vincitori ci è piaciuto molto, per questo ci siamo ispirati alla figura dell'Akapawa. Siamo partiti anche con una squadra di Cricket ed abbiamo progetti per l'integrazione dei rifugiati politici richiedenti asilo qui sul nostro territorio. Per questo siamo in contatto con il GUS. Abbiamo inoltre varie squadre di calcio e di calcetto e organizziamo tornei misti tra italiani e rifugiati. Tra i vari corsi che organizziamo, qui in palestra, ne abbiamo uno per i tessuti aerei che va molto bene, evviva!

TG: Cosa significa "tessuti aerei"?

IF: Si tratta di una ginnastica che è diventata una tecnica circense molto bella che prevede esercizi acrobatici appesi a tessuti che scendono dal soffitto. I nostri ragazzi fanno cose veramente bellissime.

The Gentlemens TNT Jesi
Il primo concerto in programma per la serata del 10 marzo è stato quello dei The Gentlemens.

TG: Certo, ho capito. Altri corsi?

IF: Abbiamo anche Tai Chi, Muay Thai, Spada giapponese Katory Shinto Ryu! Tra i tanti corsi che organizziamo c'è anche la lingua araba, gestito dalla Commons, l'associazione che si occupa di corsi più inerenti alla didattica. Abbiamo ed abbiamo tenuto corsi di teatro, di italiano per stranieri ed arabo per arabi perché ci siamo accorti che molti arabi di seconda generazione non sanno più l'arabo, o magari non sanno scriverlo...

TG. Capisco. Per i bambini fate qualcosa?

IF: Sì, abbiamo corsi di Yoga per bambini, corsi di coreografia, un botto di cose, insomma.

TG: Tantissima roba. Siete in tanti allora.

IF: Siamo in tanti, ma se ci fossero altre 20 o 30 persone a darci una mano saremmo ancora più contenti.

TG: Fate cose molto interessanti e utili.

IF: Sì, abbiamo anche l'Ambasciata dei Diritti, un'associazione che abbiamo creato qua nelle Marche che ha diverse sedi e si occupa di migranti e della loro difesa legale. Ultimamente invece è nata la libreria Sabot (Sabot come sabotaggio, nasce dal fatto che un sandalo di legno veniva messo tra gli ingranaggi per bloccare la produzione durante la prima rivoluzione industriale) che si prepara ad avere il suo primo festival nel fine settimana tra il 31 marzo ed il primo ed il 2 aprile, con presentazione di libri, musica, degustazione dei vini biologici dei Monti Sibillini: sarà un bel festival. La nostra attività ordinaria prevede serate, dibattiti, presentazioni, spettacoli teatrali e concerti. Una volta al mese, l'associazione che fa teatro ci porta compagnie teatrali da fuori per appuntamenti di scambi culturali. Siamo pienamente vivi, sia sul territorio, dove svolgiamo attività politica a livello regionale che a livello nazionale dove siamo ben collegati con altre organizzazioni culturali.

Libri
Anche durante la serata del 10 marzo c'era una bancarella con in vendita i libri, io qui ho trovato un bellissimo fumetto della Redstar Press, di Gerry Hunt, che racconta la vita di Bobby Sands.

TG: Complimenti. Ilaria, tu che ruolo hai all'interno di questi gruppi?

IF: Abbiamo un'assemblea settimanale al lunedì per la gestione delle nostre attività; ognuno di noi si sente portato per certe cose piuttosto che altre. Durante le serate, magari mi occupo più del bar, comunque tutti insieme decidiamo su tutto quello che vogliamo fare. Dimenticavo di dirti che al martedì abbiamo anche al martedì collegato alla rete di Genuino Clandestino. Un mercato di autoproduzioni che si batte per l'autocertificazione ed uscire da tutte le normative che riguardano la produzione degli alimenti. Anche il mercato sta andando molto bene.

TG: Quanti anni hai?

IF: 22! No, 36... (ride)

Sonny Alabama ascolta Diego Bonci, mentre sta per iniziare il concerto degli One Man Bluez.

TG: Hanno mai provato a buttarvi fuori da qui? O siete abbastanza tranquilli?

IF: Qui, zitti zitti, per il momento, sembra che non ci siano grossi problemi. Voglio pensare che l'amministrazione comunale, in qualche modo, riconosca la nostra presenza come qualcosa di positivo. Non c'è nulla di ufficiale o scritto da nessuna parte, però penso che in questo silenzio sia sottointeso un minimo di riconoscimento verso le nostre attività ed il fatto che svolgiamo un lavoro socialmente utile.

TG: Grazie per avermi spiegato come funziona il vostro gruppo.

IF: Grazie a te.

Centro Sociale TNT Jesi
La notte è davvero buia all'esterno del TNT di Jesi, cosa che rende un po' difficile trovare questo posto a chi non c'è mai stato prima.

Tutti i diritti riservati

mercoledì 22 ottobre 2014

Qualche immagine dal Ladyfest 2014

Ogni tanto è bello rivedere gli eventi a distanza di qualche tempo; in realtà questo materiale doveva rappresentare soltanto degli appunti fotografici per me stesso, però adesso che questo spazio non è più in uso, mi sembra bello mostrarlo durante il suo periodo d'attività. Inizio giugno 2014.

Festival delle donne
Stage con Maia Pedullà su come costruirsi attrezzi sado-maso e sex toys con camere d'aria usate ed altri materiali. 

You talking to me?

Vari banchetti nel cortile dello ZAM

E' stato un festival molto eterogeneo c'era un po' di tutto e gente di tutti i tipi

Babe

Formigoni
Formiconi si nasce

Barbara X Transgender
Stage sull'orientamento sessuale e l'identità sessuale con Barbara X

Graffito Carlo Giuliani
Ricordo di Carlo. Ozmo


mercoledì 26 marzo 2014

La Grotta dove cresce l'Elicriso

Il 7 marzo è stata una bella giornata che mi ha visto andare in giro senza meta per individuare disegni da inserire nel blog di Tony Graffio. 
Quando non si ha un programma preciso e si ha il tempo d'ascoltare le persone, capita di fare qualche incontro interessante e scoprire cose che non si conoscevano.
All'angolo tra via Vigevano e viale Gorizia, in una vecchia casetta dove viveva il guardiano della darsena, da circa 30 anni c'è uno spazio autogestito, la Cueva, che adesso tramite l'Associazione Elicriso propone la vendita di prodotti biologici ed organizza varie attività culturali.

Allegria e libellula

La Cueva vista da viale Gorizia

Lo sfruttamento della natura per fini economici cosa ci procurerà?

The limit

Qualche graffito all'interno della casa:
Zapata e i lottatori messicani del sacro Jalapeño
(200 Iso 1/140 f 2 )

Frank Zappa
(Iso 200 1/210 sec f 2)

 Punk
(800 Iso 1/70 sec. f 2)

San Francesco, l'upupa, il lupo e la frenesia urbana
(800 Iso 1/28 sec f 2)

Il gatto volante
(800 Iso 1/56 sec. f 2)

Ed una panoramica sulla "grotta" in cantina.
Il ritmo del tempo
(800 Iso 1/20 sec. f 2)

Il tempo della musica
(800 Iso 1/10 sec. f 2)

Una scala di luce
(Iso 800 1/10 sec. f 2)

Fotocamera: Fujifilm X100s




mercoledì 22 gennaio 2014

Cantiere al Derby

Il Derby era un locale molto famoso nella Milano degli anni 1960 e 1970 per aver ospitato sul proprio palco tanti giovani talenti dello spettacolo e della comicità che poi sarebbero diventati artisti conosciuti a livello nazionale.
Il Derby era un cabaret molto alla moda, frequentato da personaggi di ogni tipo e dai vip di quell'epoca. 
Oggi, in questa bella palazzina in stile liberty, ha la sua sede il centro sociale Cantiere, presente in questo spazio dal 12 maggio 2001, circa 2 mesi prima dei tragici fatti del G8 di Genova. 

Cantiere

 Antifa

Tenia

Tupac Amaru II

Giovani precari e disoccupati pronti alla rivolta

DJ girl

 Il capitalista

Occupa Resisti Produci

1909

Personaggio verde

Sempre in movimento

Tetra colonna

 Particolare della palazzina

Derby Ristorante

Indirizzo: via Monte Rosa 84, di fronte a "Il sole 24 ore"
Coordinate gps: N 45°28'36.346" E 9°8'50.090"
Fotocamera: Pentax K-01 con Super-Multi-Coated Takumar 50mm f 1,4

Aggiornamento del 2 marzo 2015
Rifatto il mural, 6 nuove fotografie.

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4

5

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martedì 1 ottobre 2013

La Cascina di Babele dietro ai platani

In questa pagina proseguo a mostrare alcuni disegni che sono stati effettuati sull'esterno della cascina sita in un prato intorno alla via Sapri. Si tratta della storica Cascina Torchiera, la cui costruzione risale all'anno 1330 e rimase di proprietà dei Padri della Certosa di Garegnano fino al 1888. In seguito, questo edificio fu acquistato dal Comune di Milano che se ne disinteressò fino agli anni 1991-1992 quando un gruppo di ragazzi occupò questo spazio e diede vita al Centro Sociale Cascina Torchiera. 

 Occhio solare
Questo simbolo, anche se in forma diversa, è già presente nell'antica cultura egizia, più tardi in quella araba e ripreso infine dai framassoni che lo inseriranno all'interno della banconota da un dollaro, rappresenta il potere e la capacità di vedere ovunque. L'occhio di Ra venne usato anche nel medioevo per raffigurare il Dio cristiano.

 Liberiamocene

 Militarismi

 Flusso psichico

 Il cavaliere di Ozmo


Ozmo, ovvero Gionata Gesi è un pioniere della street art italiana, è stato uno dei primi "graffitari" ad essere invitato ad esporre in spazi istituzionali. 

 Cascina e platani

 Uomo rosso con martello abnorme

 Cascina di Babele

 Torre di Babele

 Demone crocifisso tra ruota e mosaico

 Ritratti su portone

 Mosaico rosso

Democrazia impositiva


La posizione geografica indicata per questo sito è la stessa segnalata per la pagina precedente.