martedì 13 agosto 2013

Brera

Nella zona centrale di Milano ho trovato pochi interventi grafici interessanti, probabilmente qui ci sono più controlli, più telecamere, edifici di pregio più protetti ed anche  gli spazi non sono poi di dimensioni tali da offrire pareti lisce adatte ad accogliere opere creative. 
Voglio pensare che ci sia anche una forma di rispetto verso palazzi storici che già vengono conservati a fatica e sarebbe triste vederli aggrediti da colori e disegni che nulla hanno a che fare col loro passato. In via Brera 19, di fronte all'Accademia, ho trovato un paio di collage su dei pannelli di legno pressato.

Uomo con bastone e volpe alata

Uomo con bastone, ragazzi e lucchetto


Geo appunto: N 45°28'18.440" E 9°11'15.394"

Scatti notturni realizzati con Pentax K-01, Super multi Coated Takumar mm 50 f 1:1,4; Bilora Stabilet 1011.
Esposizione a Iso 1600: 1/2 sec. f 2

Bilora Stabilet 1011


lunedì 12 agosto 2013

Il magazzino del ricambista

Circa 3 anni fa, alcuni street artist hanno chiesto al proprietario del magazzino di autoricambi di piazzale Carlo Archinto di poter dipingere le pareti esterne del suo magazzino con i loro colori. La risposta è stata positiva e, tutto sommato, il risultato ottenuto amalgama bene i diversi stili dei realizzatori.
Dopo un primo sopralluogo, mi sono reso conto della difficoltà di rendere al meglio la riproduzione dei graffiti per alcuni problemi di disposizione degli spazi e per le onnipresenti autovetture che sviano molto l'attenzione e disturbano il risultato finale. Sono tornato così sui miei passi in una notte d'agosto ed ho fatto quello che ho potuto.







Umberto Ceva

A meno di un metro di distanza dal numero civico 49 di via Bramante, c'è una lapide commemorativa che ricorda Umberto Ceva, un chimico che nel 1929, qui venne arrestato dall'OVRA per poi essere incarcerato a Roma, a "Regina Coeli", con la falsa accusa d'aver contribuito a produrre l'esplosivo che venne utilizzato nell'attentato del 12 aprile 1928, giorno dell'apertura della Fiera di Milano. L'esplosione, che probabilmente voleva colpire il re Vittorio Emanuele III, fu terribile e provocò la morte di 20 persone, tra le quali, due bambini. Ceva faceva parte del movimento antifascista "Giustizia e Libertà" e fu tradito da un uomo che credeva suo amico, Carlo del Re. Il giovane ingegnere pavese, sconvolto per dover affrontare un processo che avrebbe portato infamia su di sé ed i propri figli, preferì suicidarsi senza rivelare il nome del suo contatto che invece era una spia fascista. Ceva si diede la morte ingoiando dei pezzi di vetro la vigilia di Natale del 1930, nella cella 440, e lasciò una lettera per la moglie Elena Valla, dove dichiarava la propria innocenza e chiedeva d'essere sepolto nella tomba di famiglia della moglie, a Bobbio.

Umberto Ceva ricordo
Un muro da demolire, una lapide da riesporre

Il muro sul quale è esposta la lapide sarà demolito, come è stata demolita l'area dell'AEM che prima era cinta da queste mura. Sembra che la lapide verrà nuovamente esposta quando verranno terminati i lavori di ristrutturazione di questo isolato, dove aveva trovato la sua base anche il Bulk.



domenica 11 agosto 2013

Giù il Bulk

Nell'area circoscritta dalle vie Niccolini, Fioravanti, Bramante e da un lato del piazzale del Cimitero Monumentale, sono stati demoliti gli edifici ed i capannoni utilizzati un tempo dalla AEM e poi occupati dal Centro Sociale Bulk. Ora, restano in piedi soltanto porzioni di mura di cinta, ma ben presto anche questi resti del secolo scorso verranno spianati per far posto ad un albergo di circa 130 stanze alto 7 piani, ancora senza potenziali acquirenti. Si parla anche di spazi verdi pedonali e di un grande parcheggio sotterraneo da quasi 300 posti auto. Poi si metterà mano ai restanti spazi AEM in dismissione. 
Ironicamente, gli allegri personaggi colorati che abitano ancora le facciate di quel che resta di questa ex struttura industriale, non sembrano aver perso il loro buon umore.
Per osservare le trasformazioni dell'isolato preso in considerazione, è possibile sfogliare le pagine già pubblicate di questo blog. Per scopi non di lucro concedo l'utilizzo delle mie immagini in forma gratuita a patto che ne venga citato l'autore e la fonte. Per altre autorizzazioni, informazioni, domande, o richieste contattatemi alla mia email: graffiti.a.milano@gmail.com























Allego un articolo pubblicato da "La Repubblica" che si intitola: "Demolito l'ex Bulk al suo posto un albergo via alla riqualificazione". Così cambia faccia la zona del Monumentale.
Ringrazio Franco Vanni e il quotidiano "La Repubblica" per avermi consentito la ripubblicazione.


sabato 10 agosto 2013

Non abboccate

Ivan Tresoldi
Il tranello della bocca

C'è chi ama parlare e chi ama scrivere. Il mondo è pieno di "parolai", ma chi non parla e non scrive è spesso preda di false promesse che si beve con avidità. Basta parole, ci vogliono i fatti. Le parole sono spesso ingannevoli, davanti a questa scritta che stranamente non ha i soliti caratteri usati da Ivan, mi domando se siamo per caso davanti ad un falso, anche perché l'autore ha commesso un vistoso errore d'ortografia. Pensando però alla bella posizione che Ivan ha scelto per collocare la sua frase ritengo di non aver dubbi, siamo sicuramente in presenza di una sua opera originale.

La firma di Ivan Tresoldi

Dove trovare ciò che vedete in queste fotografie? E perché?
Quando ho aperto questo blog, mi sono prefissato di costituire un archivio delle immagini che appaiono sui muri della città  e che possono avere un significato rappresentativo dei tempi che stiamo attraversando, non si tratta di fare un elenco degli street artist più attivi o conosciuti di Milano, ma di cercare di capire quali messaggi viaggiano sulle strade e che persone vivono in quest'ambiente urbano. Non mi sto inventando niente, ma mi interessa scoprire eventuali significati nascosti o le necessità che stanno dietro certe manifestazioni, a volte spontanee, a volte studiate, che diventano sempre più evidenti ed al tempo stesso amalgamate nelle strutture che hanno occupato. Sono molto interessato al concetto del tempo e del suo trascorrere, perciò penso di darmi dei termini entro i quali portare a compimento la mia ricerca. Sono inevitabilmente interessato anche allo spazio nel quale ci muoviamo e così ho pensato di far cosa gradita a chi vive a Milano, a chi la conosce o a chi ha passioni simili alle mie, rendendo i luoghi da me visionati individuabili con certezza, oltre che attraverso immagini che rendano visibili parti allargate di edifici e non soltanto gli interventi grafici. E' pertanto possibile recarsi esattamente sul luogo preso in esame grazie a delle coordinate precise, utilizzando sia i nomi delle strade, che la latitudine e la longitudine fornite dall'ausilio di strumenti gps. 
E' un momento di profondi cambiamenti per la città e la collettività, nonostante il periodo storico non riesca a proporre alla nostra società nuove strade da percorrere, assistiamo comunque a vari tentativi per far cambiare rotta ad abitudini, pensieri e progetti. Si capisce benissimo che esistono forti resistenze per evitare di rendere attuative riforme involutive che vorrebbero esercitare ancor più controllo sulla libertà dei cittadini. C'è molto stordimento a livello generale ed una incapacità diffusa di vedere la realtà delle cose che non permettono di andare tutti nella stessa direzione. Questa confusione si palesa ovunque. Un tempo, forse 100 anni fa, il dissenso popolare si manifestava con forme diverse di protesta o di malessere, magari più coraggiose, ma meno evidenti, ora, questa nostra pseudo-democrazia digerisce qualsiasi cosa, anche le critiche più spietate e gli scandali più disgustosi, ma non recede dal voler realizzare i propri progetti,a discapito dell'opinione della gente comune. Perché su argomenti caldi non si effettuano dei referendum seri? Perché è sempre più difficile attuare la volontà popolare? 
Fermare il tempo non è possibile, ma può essere utile raccogliere dei documenti che ci permetteranno di visionare in futuro il pensiero di chi dissente dal volere di chi ha il potere di costruire o ricostruire un nuovo progetto di vita. Io, nelle mie fotografie, cerco di esprimere entrambe queste voci in contrasto tra loro, da una parte mostrando ciò che più mi interessa: il pensiero delle masse, anche se queste spesso si esprimono singolarmente, e dall'altra la città dei detentori del potere politico ed economico che avanza, aumentando volumetrie, vetro, cemento e tutto ciò che da questi fattori può derivare. 

Luogo: via Liguria, 27
Geo appunto: N 45°26'38,234" E 9°11'20.605"

martedì 6 agosto 2013

Benvenuti a Quarto Oggiaro

Welcome to Quarto

Sì, lo so, avrei fatto meglio a documentare subito, appena fatto, questo mural che accoglie i viandanti alle porte di un quartiere di Milano che non ha mai avuto una bella fama e che ancora oggi ha molti alloggi e pochi servizi. Nell'arco di un paio di mesi sono cresciute erbacce e piante che ostacolano la vista di un'opera simpatica, ironica e multicolore. 

Faccione dietro ad arbusti

Bad boy

Luogo: rotatoria di via Filippo Palizzi N 45°30'29.254" E 9°8'15.268"

Aggiornamento del 9 gennaio 2014
Approfittando del fatto che sono state tagliate le erbacce, ho pensato di riprodurre una versione più pulita del Mural di Quarto Oggiaro.


Quarto d'inverno

lunedì 5 agosto 2013

Cucina Milanese

Cucina monofuoco dal grande forno

E' da parecchio tempo che vedevo questo bel graffito di Bros in via Antonio Mambretti, credo che sarà lì da circa 10 anni; infatti non è tanto in buone condizioni ed ho dovuto esaltare un po' colori e contrasto con photoshop per dare a questa cucina monofuoco un aspetto un po' più accattivante. Questa mattina, quando ho scattato la fotografia, ho dovuto spostare un carrello di un supermercato, abbandonato proprio davanti al muro dipinto da Bros perché c'era un insieme di cose buttate lì in un angolo che sembravano aver trasformato questo microspazio in una una piccola discarica abusiva. Ad agosto, con i negozi chiusi, le strade sconquassate e poca gente in giro, basta poco per dare alla città un volto non proprio gradevole. Daniele Nicolosi ama particolarmente i personaggi dalle forme cubiche e quest'opera è un bell'esempio del suo stile.

Latitudine e longitudine: N 45°30'31.998" E 9°7'56.840"