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martedì 1 aprile 2014

Fujifilm X100s e Fujifilm X100 due strumenti simili ma diversi che segnano una tappa importante verso il ritorno ad una fotografia più umana

La vita di una fotocamera digitale ha una durata che va dai 36 ai 24 mesi, ma a volte anche meno, non per problemi di usura o di guasti, ma per un continuo rinnovamento tecnologico che rende difficile ad un fotografo mediamente esigente non voler disporre delle ultime novità che gli consentono di esprimersi con mezzi che permettono d'ottenere delle immagini più definite, con meno disturbi e sempre più accurate.
Aggiungendo poi qualche nuova soluzione tecnica per effettuare migliori riprese video, timelapse, o riprese dalla gamma dinamica più ampia, come si fa a non considerare il penultimo modello di fotocamera acquistato già obsoleto?  
Nel 2010 Fujifilm aveva messo sul mercato una fotocamera molto bella e interessante che oltre ad essere ben costruita e di buona qualità era anche solida e rivoluzionaria per l'introduzione di un sistema di visione dell'inquadratura molto pratico ed intelligente. 
Nel 2013 Fujifilm ha rivisto un prodotto molto ben riuscito e richiesto, migliorandolo, senza stravolgerne la filosofia, cosa che ha portato ad una fotocamera ancora più desiderabile che può dare grandi soddisfazioni anche a fotografi non particolarmente esperti.
La X100 e la X 100s sono due fotocamere che si assomigliano moltissimo esteticamente e che portano quasi lo stesso nome, ma in realtà la X100s ha ben poco in comune con la X100 ed i 3 anni che separano l'uscita sul mercato di questi due prodotti sembrano perfino pochi, se si pensa che hanno portato alla progettazione di un sensore che stravolge la logica del filtro di Bayer e  che rappresenta una delle novità tecnologiche più interessanti degli ultimi anni in questo settore.
Un'operazione commerciale come quella fatta da Fujifilm è qualcosa di veramente coraggioso ed efficace, è una mossa che  allo stesso tempo riesce ad evocare il fascino di un oggetto classico, costruito in metallo, e dal design estremamente pulito con scelte tecniche innovative cui nessun altro ha pensato di attuare.
Disporre di una fotocamera che si avvale di un ottica fissa di qualità con all'interno un otturatore centrale molto preciso e incredibilmente veloce che, oltretutto, ha il vantaggio d'essere assolutamente discreto e silenzioso, conferisce alla X100/X100s un ulteriore valore aggiunto per le riprese di street photography ed in tutte le occasioni in cui il fotografo vuole passare inosservato e lasciare a chi lo circonda il dubbio su cosa egli stia effettivamente facendo. Questo prodotto, allo stesso tempo, riesce ad evocare e far coesistere scelte sorprendentemente moderne e controcorrente, come il sensore X-trans senza filtro passa basso ed il mirino di stile galileiano integrato da tecnologia elettronica che permette d'usare la fotocamera all'altezza dell'occhio come fosse una Leica M3, ma anche di scegliere tra l'immagine elettronica ed un'immagine ottica con sovraimpressi i dati utili alla ripresa ed alla messa a fuoco.
Ultimamente, mi è capitato di provare le fotocamere Leica M digitali e devo dire che traguardando il soggetto da riprendere attraverso il pur luminosissimo telemetro ottico della casa tedesca, non disporre di una soluzione elettronica che riportasse la visione ad un sistema più vicino ai sistemi digitali utilizzati da questo tipo di fotografia, era in effetti un po' strano avere una visione di tipo ottico per poi andare a registrare un'immagine elettronica. Un conto è provare a visualizzare il risultato di una fotografia che si svilupperà con i bagni chimici di un laboratorio, aiutandosi con mezzi ottici, un conto è vedere immediatamente come sarà il risultato di quello che si sta formando sul sensore elettronico della nostra fotocamera digitale, per mezzo di un visore a lcd o simili, dove visione e risultato usano mezzi analoghi, pur presentandolo in dimensioni molto diverse. Ad ogni modo, il sistema di messa a fuoco manuale con telemetro tradizionale di Leica è sicuramente molto affascinante e capace di riportarci con la mente agli anni più belli della fotografia di reportage, ma non si può certo dire che questa azione  sia molto rapida, anche perché la fotografia digitale non perdona gli errori di messa a fuoco.
La X100 prima e soprattutto la X100s dopo, sono dei prodotti anomali, unici nel loro genere, al punto d'aver avuto un ottimo successo di vendite e da essere stati molto ben ricevuti dall'ambiente degli appassionati di fotografia che amano la sostanza e dai fotografi professionisti che scelgono una fotocamera tuttofare da avere sempre in tasca.
Secondo me, orientarsi su questo tipo di prodotto ha una sua logica che va al di là del vorrei, ma non posso permettermi una Leica, perché pur ricordando quel genere di fotocamera a telemetro, le macchine fotografiche di Fujifilm sono una reinterpretazione in chiave moderna e personale di un modo veloce di fare fotografia in strada, o tra la gente. Fotocamera capostipite di una categoria di mirrorless che, tra qualche tempo, potrebbe diventare un classico.

Fujifilm X100S, un passo avanti alla X100

Il mondo della fotografia digitale ci ha abituato a disporre di strumenti sempre più piccoli e leggeri capaci di fornirci buoni risultati con estrema facilità.
Quello che un tempo era fattibile solo con una fotocamera miniaturizzata per agenti segreti, oggi è ottenibile con qualsiasi compattina che ha magari un sensore da soli 2/3' o di misure inferiori, sensori perfino più piccoli del formato mm 8x11, delle famose Minox Made in Riga.
Il risultato oggi può anche essere migliore a quello che si riusciva a stampare dal piccolissimo formato, ma bisogna essere disposti a scendere a tutta una serie di compromessi che i vecchi fotografi difficilmente accettano.
Scegliendo una fotocamera un pochino meno miniaturizzata e con un sensore di dimensioni quasi standard, come la X100/X100s si torna a padroneggiare un tipo di fotografia che viene praticata con uno strumento di precisione anziché con un giocattolo. Il feeling con lo strumento che ci permette di esprimere i nostri sogni creativi e fissare in immagini i nostri ricordi ha la sua indiscutibile importanza.
Il rapporto tra l'oggetto capace di tradurre i nostri pensieri più reconditi in immagini da mostrare al mondo intero non può ridursi ad impugnare una scatoletta di plastica che si scolorisce e si consuma perdendo ogni giorno di più le proprie magiche caratteristiche. L'oggetto che può concretizzare le nostre potenzialità creative o che conserva ciò che per noi ha un valore affettivo che va oltre al concetto di denaro non può essere un aggeggio di poco conto, ma dev'essere esso stesso un oggetto speciale che ha intrinsecamente un suo valore non trascurabile.
La curiosità suscitata da Miroslav Tichy ed il fascino delle sue stupende immagini sfuocate, ottenute con scatole di cartone, lenti di plastica e pellicola scaduta è qualcosa di unico che fa dell'imperfezione e dell'approssimazione uno stile ricercato e poetico, ma non è una situazione normalmente auspicabile, è un'eccezione, il risultato di anni di ricerca di un grande artista e di uno stile di vita completamente anticonvenzionale.
Non si tratta nemmeno di rimarchiare una reflex dozzinale con un nome di prestigio per venderlo a 10 volte il suo costo e far credere all'acquirente di disporre di un oggetto d'élite. Non bisogna barare, bensì offrire dei contenuti ed un involucro adeguato ad accompagnare il fotografo lungo il cammino dei propri sogni e delle proprie ambizioni. Di questi tempi per vendere e soddisfare la clientela bisogna saper piazzare sul mercato un prodotto di qualità ed allo stesso tempo proporre  l'archetipo di un oggetto che non ha una funzione accessoria, ma primaria. Non si parla di una pietra sul fuoco utile ad uno scopo pragmatico come potrebbe essere il tostare il pane, né di un attrezzo superfluo per gingillare l'operatore, ma di poter offrire all'utilizzatore uno strumento speciale, capace di creare opere (d'ingegno) potenzialmente immortali. Già parecchi produttori di materiale fotografico hanno intercettato questo desiderio di disporre di un feticcio elegante e funzionale, senza però capire pienamente il punto della questione. Non tutto è riconducibile a voler suggerire un effetto nostalgia presentando reflex costosissime dai contenuti mediocri con l'aspetto, i materiali e le ghiere degli anni 1980; bisogna saper progettare qualcosa di nuovo e funzionale, come ha fatto Fujifilm, senza dimenticare di mettere poi in produzione una merce effettivamente valida. La qualità deve esserci sia a livello tecnologico che a livello meccanico e non può essere confezionata in forme improbabili: forse per questo mettere in vendita fotocamere come la X100s è diventata un'impresa più unica che rara.
Perché una fotocamera che viene caricata con la pellicola è un gioiello di meccanica di precisione, di ottica e di design, mentre una fotocamera digitale assomiglia più ad un elettrodomestico dalle forme irrazionali anziché a qualcosa che ci dia piacere anche al tatto ed alla vista?
Normalmente, il problema è quello che la fotografia digitale è per certi versi molto più vicina al mondo dei computer che a quello della pellicola, così come produrre computer d'alluminio o di titanio è considerato uno spreco, perché comunque vadano le cose, la durata d'utilizzo di questi prodotti è talmente breve da non giustificare l'impiego di materiali pregiati. Alla stessa stregua trovare chi produce una buona fotocamera con una buona ottica fissa sta diventando un'impresa da Guinness dei Primati, ma alla fine anche i produttori di dorsi di medio formato stanno capendo che una cosa sono le plastiche speciali, ma ben altro sono le leghe d'alluminio di tipo aeronautico, materiali questi ultimi che si stanno giustamente affermando su questi prodotti estremamente costosi
La qualità ha un costo, però perseguendo questa via si può evitare di ritrovarsi con ottiche piene di distorsioni o senza la ghiera dei diaframmi, perché tanto poi i software rielaborano le immagini per correggere i difetti della ripresa, o tenteranno di correggere il disturbo presente in quei file ottenuti scattando a 3200 Iso e diaframma 4,5 che ormai sta diventando l'apertura normalmente adottata dagli zoom delle macchine fotografiche digitali.
La fotografia pura sta quasi scomparendo perché i mezzi fotografici sono cambiati, si vanno via via informatizzando, ormai si fotografa più col telefonino ed il tablet che con la macchina fotografica, mentre chi vuole avere un rapporto più artistico con questo mezzo torna a rivolgersi alla pellicola di medio e grande formato.
Nonostante io mi renda conto dei continui progressi della fotografia digitale, devo dire che non mi sento ancora soddisfatto dei risultati che si possono ottenere con questi mezzi, la poca profondità di fuoco, la poca profondità dell'immagine che rende i volumi troppo piatti e poco contrastati, l'eccessiva regolarità dei pixel ottenuti tramite dei sensori imperfetti, il ricorso continuo a tecniche d'interpolazione sono per me dei limiti che costringono l'immagine ad un risultato troppo artefatto e poco realistico; la visione del sensore digitale è troppo lontana dalla visione dell'occhio umano, tutto appare uscito da un mondo robotizzato anziché dalla mente e dai sogni dell'uomo. 
Anche in questo caso, forse la soluzione sarebbe quella di proporre sensori di grandi dimensioni, magari aggiornabili o sostituibili, costruendo sistemi fotografici modulari, un po' come fa già da tempo Red nel campo della cinematografia digitale, in modo da non avere prodotti "usa e getta", ma strumenti ben costruiti dal ciclo di vita più lungo e dal valore commerciale più durevole. 
Quello che invece apprezzo molto della fotografia digitale è la possibilità di fotografare a bassi livelli di luminosità ambientale, anche qui ad intervalli di tempo regolari aumenta la sensibilità nativa del sensore che ci permette d'ottenere scatti sempre migliori con illuminazione sempre minore.
Ovviamente, anche la X100s risponde a questa logica ed incrementa la propria sensibilità rispetto alla X100.


Nuovi comandi e menu più razionali

Considero il sensore X-trans di Fujifilm come una prova della volontà di far evolvere l'elemento elettronico fotosensibile in uno strumento capace di trasformare l'immagine analogica in un segnale digitale che sia a sua volta facilmente modificabile in una forma di rappresentazione realistica della realtà, ma con un'anima pseudo-umana, o in qualche modo più vicina alla sensibilità dell'uomo e delle forme di vita biologica, più che alla fredda rappresentazione matematica di un algoritmo.

So che può essere una visione un po' animistica del mondo reale, ma ottenere l'annerimento di elementi fotosensibili disposti in maniera casuale all'interno di gelatina animale ricavata dalle ossa di ovini appositamente allevati a questa finalità ha qualcosa di rituale che rende il processo fotochimico più vicino al mondo dell'uomo, ai suoi problemi ed alla sua biochimica.
Volendo entrare un poco più nello specifico delle due fotocamere di cui avevo pensato di parlare in questa pagina, senza voler ripetere cose già dette da tempo da altri, posso affermare che tra la X100s e la X100 c'è quasi un abisso, Fujifilm dichiara che il sensore X-trans produce immagini di qualità comparabile ad un sensore 24X36, io non mi sento di sostenere questa teoria, però devo ammettere che questo tipo di sensore è sicuramente migliore a quelli utilizzati normalmente sulle altre fotocamere di formato APS - C, anche se non capisco perché Fujifilm non abbia ancora scelto di presentare anche un modello che incorpori un sensore di dimensioni standard 24X36.


Mirino ibrido e sensore X-trans le due innovazioni delle Fujifilm X100/X100s

Sulla calotta superiore della X100 e della X100s sono state incise le novità introdotte da questi due modelli di "mirrorless a telemetro", cosa ci riserverà in futuro, il prossimo modello della serie X100? Io penso che sicuramente verrà ritoccata la risoluzione del sensore, così come la sua sensibilità nativa. Altri possibili miglioramenti dovrebbero riguardare la funzione di messa a fuoco continua che a mio giudizio non è particolarmente efficace. Un'altra caratteristica che non dovrebbe mancare da una fotocamera di prestigio è la possibilità di effettuare riprese in timelapse per mezzo di un sistema ad intervallometro incorporato.
Un altro elemento da rivedere potrebbe essere la messa a fuoco manuale che soprattutto con illuminazione scarsa rende la ripresa fotografica molto approssimativa perché anziché sopperire ai deficit della messa a fuoco automatica, introduce nuove difficoltà nel gestire le distanze con precisione.

Davanti all'asilo d'infanzia - X100
Iso 200 1/750 sec f 8

Davanti all'asilo d'infanzia - X100s
Iso 200 1/420 sec. f 8 lettura esposimetrica spot

Per i due scatti di Margot di fronte all'asilo d'infanzia Secondo Mona di Somma Lombardo (Va), ho impostato entrambe le fotocamere sull'automatismo a priorità di diaframmi ed ho ottenuto due immagini molto simili, ma esposte in modo leggermente diverso, cosa che rende difficile valutare esattamente la resa cromatica che è leggermente più satura per la X100. Per questi scatti sono partito dai file Raf che ho sviluppato col software (Raw File Converter), fornitomi da Fujifilm, senza apportare alcuna modifica.

Coriandoli - X100
Iso 200 1/1200 sec. f 8

La tana del topo -X100s
Iso 200 1/450 sec. f 8 lettura spot

Queste due immagini non sono comparabili tra loro se non per valutare la dinamica di contrasto che sotto il sole di mezzogiorno, in una giornata dal cielo terso, è molto buona.

Guardare lontano - X100
Iso 200 1/400 sec. f 8

Prima della partenza - X100s
Iso 200 1/850 sec. f 5,6 lettura media

In buone condizioni di luce la Fujifilm X100 si comporta molto bene, ma quando l'illuminazione inizia a scarseggiare, iniziano a vedersi i limiti del sensore più vecchio che non può neppure competere con l'X-trans per definizione, sensibilità, purezza del dettaglio e per aver eliminato l'indesiderato effetto moiré.

Margot e rimorchio X100
Iso 200 1/320 sec. f 7,1

Margot e rimorchio X100s
200 Iso 1/480 sec. f 5,6

Nel confronto tra queste due immagini il comportamento della X100 è abbastanza simile a quello della X100s; nell'ingrandimento al 200% la X100s in realtà aumenta maggiormente la dimensione dell'immagine perché ha più pixel.

X100 dettaglio 200%

X100s dettaglio 200%

Queste mie prove vogliono poter offrire delle immagini da confrontare e dalle quali ognuno possa trarre un suo parere personale, io ho potuto osservare vari scatti per farmi un'idea di ciò che affermo, ma per evitare di inondare questo sito di fotografie ho cercato di pubblicare qualche immagine gradevole che non renda questo blog troppo tecnico e pesante.
Le mie conclusioni personali sono che è preferibile avere a disposizione la Fujifilm X100s, sia per una migliore qualità d'immagine, maggiore sensibilità, sia perché la fotocamera più recente dispone di comandi e menu molto più razionali e di un'operatività più semplice ed efficace. Per me, è importante disporre di una fotocamera capace di poter lavorare in ambienti interni ed in situazioni notturne, per cui la X100s potrebbe soddisfare meglio le mie esigenze di ripresa, ma per chi fotografa prevalentemente in ambienti esterni, in luce diurna, una X100 usata potrebbe rivelarsi un'ottima scelta ad un costo ragionevole.
Naturalmente, è sempre meglio effettuare gli aggiornamenti di firmware disponibili online, spesso un piccolo cambiamento nel software è in grado di eliminare difetti anche piuttosto seri e dare nuova vita alla nostra fotocamera digitale. Tony Graffio







venerdì 14 febbraio 2014

Street (Primo contatto con Fujica X100s)

Oggi, si fa molto parlare di Street Photography che sarebbe un genere fotografico molto praticato, spesso inconsciamente, anche dai fotografi che prendono in mano la macchina fotografica per la prima volta e decidono di guardarsi intorno per registrare immagini spontanee nell'ambiente che li circonda, magari senza disturbare le persone da ciò che stanno facendo, né dare troppo nell'occhio. Per muoversi in maniera tranquilla, senza diventare il centro d'attenzione principale, serve una fotocamera di piccole dimensioni, di piccolo formato, veloce nelle impostazioni e nella ripresa, con un ottica luminosa e non troppo appariscente, comoda da avere sempre a portata di mano, meglio se la si può riporre in una tasca interna o in una piccola borsa anonima.
Vorrei aggiungere che per me la fotocamera ideale dovrebbe avere un'ottica fissa di qualità che abbia una focale ad un medio grandangolo sul 35mm, cioè, proprio un 35mm di focale equivalente su un formato digitale.
Come già sa chi segue il mio blog, per me l'apparecchio quasi perfetto da avere sempre con sé per eseguire scatti in pellicola è la Rollei 35 S, purtroppo, non esiste niente di simile per la fotografia digitale, ma già da parecchio tempo avevo individuato la Fujifilm X100S come la fotocamera che meglio poteva assolvere ai compiti che io desidero affidare ad un piccolo apparecchio fotografico per un uso in incognito in ambienti pubblici come il, diciamolo pure con parole un po' vintage: reportage.
Dopo aver preso contatto con la responsabile dell'Ufficio Marketing di Fujifilm Italia ed aver spiegato ciò che intendevo fare, sono riuscito ad ottenere l'apparecchio fotografico digitale oggetto del mio desiderio, in prova per qualche tempo. Si tratta della Fujifilm X100 S matricola 31L00361.

Primissimo contatto
La fotocamera mi è stata consegnata con la batteria scarica in una scatola contenente il caricabatterie BC-65N, il cavo d'alimentazione e la batteria al litio NP95 da 3,6 volts e 1800 mAh. Osservo subito che, abituato alla batteria della mia Pentax K-01, 3,6 volts mi sembrano pochi, infatti, pur avendo uno spessore doppio, i 7,2 volts per 1860 mAh della batteria DLI 90 (Pentax) si sono sempre dimostrati una potenza più che soddisfacente che mi ha sempre garantito un'ottima autonomia energetica.
Purtroppo, quando si dipende dall'alimentazione elettrica è sempre meglio avere con sé una batteria di riserva (mai avuto questa necessità con Pentax) e il caricabatterie a portata di mano.
La Fujifilm X100S è una macchina ben costruita che può dare soddisfazione anche a chi, come me, proviene dalla fotografia classica e dalle fotocamere a funzionamento meccanico. Molti produttori trascurano la sensazione tattile, mentre Fujifilm ha avuto l'intuizione di capire che avere tra le mani un bell'oggetto di metallo con un aspetto solido e un ottica che non distorce ha la sua importanza per chi fotografa, sia per necessità che per passione.
Adesso, non vorrei sbilanciarmi ad elogiare un modello di fotocamera con il quale ho scattato appena 6 fotografie, perciò cercherò di restare coi piedi per terra e dirvi ciò che ho capito da questi primi scatti con una fotocamera che avevo preso in mano solo in un'altra occasione per pochi minuti.
Nella reception di Fujifilm, ho effettuato una rapida carica della batteria  BC-65N, per circa 15 minuti, in modo da registrare le immagini della sede di Fujifilm Italia che si prestava particolarmente per la prova che intendevo fare.

Effetto Moiré molto leggero

Primissime impressioni
Pur essendo recentemente usciti sul mercato fotocamere più nuove, come la Fujifilm X-E2 e la Fujifilm XT1, io ho ritenuto più interessante, per le mie esigenze personali, provare a fondo la Fujifilm X100S che condivide lo stesso sensore APS-C da 16 MP, denominato X-Trans con questi ultimi modelli; sensore che dovrebbe garantire migliori risultati proprio per quei soggetti che presentano trame che potrebbero normalmente avere degli effetti di battimento di linee che disturbano la lettura dell'immagine.
Proprio nel piazzale chiuso al transito, dove si trova il palazzo di FujiItalia, a Cernusco sul Naviglio (Mi), ci sono delle architetture molto belle e dalle geometrie pulite che si dimostrano perfette per iniziare a capire il comportamento di un sensore molto particolare, sviluppato ed utilizzato unicamente da Fujifilm.


Ingrandimento al 100% di un dettaglio della griglia ripreso a 16MP (3264X4896 pixel), sono visibili dei battimenti di linee a cerchi concentrici che non falsano i colori, ma provocano soltanto un leggero contrasto artificiale nell'immagine. Il risultato di questo veloce test dimostra che esiste una leggera presenza di moiré, non tale da rendere l'immagine fastidiosa o non utilizzabile, ma comunque rilevabile da un occhio esperto. Riconosco l'ottima qualità del nuovo sensore Fujifilm X-Trans e mi riservo d'effettuare prove più accurate prossimamente. In questo caso la fotocamera era tenuta a mano libera e lo scatto è avvenuto ad 1/950 sec. f 5,6 con sensibilità impostata a 200 Iso.

Su un'immagine difficile da riprodurre, come quella con le griglie di ferro per l'areazione dei parcheggi delle ditte che si affacciano su questo piazzale, era difficile ottenere un risultato perfetto ed infatti, nel nostro caso, ci sono dei battimenti visibili, ma comunque abbastanza contenuti e impossibile da eliminare perché, a seconda del formato di riproduzione e dalla distanza alla quale si osserva il soggetto, l'occhio non è in grado di isolare ogni singola linee di definizione dell'immagine. Naturalmente, avrei dovuto proporre un confronto con l'immagine ottenuta da un'altra fotocamera per capire se questo sensore è davvero esente da difetti di battimento, oppure no, e questo è proprio quello che mi propongo di fare al più presto comparando le immagini ottenute con la Fujifilm X100S e la Pentax K-01 di mia proprietà. Altra prova ancor più interessante che voglio effettuare, è il raffronto tra l'immagine ottenuta da una X100S e una X100 con sensore di tipo precedente all'X-Trans.

Ottica di qualità

Fin dalla visione della seconda fotografia scattata da me, la numero 5003 per la fotocamera, mi sento d'affermare che l'immagine è ben definita e priva di distorsione ottica, ma questi, come avevo precedentemente accennato, sono i vantaggi di disporre di un'ottica fissa. Brava Fujifilm che forse è l'unico marchio digitale che non s'è piegato alla controproducente tendenza di voler proporre zoom di bassa qualità come primo allestimento sulle fotocamere a obiettivi intercambiabili e sulle fotocamere prive di questa possibilità. 
Buono il contrasto d'immagine ed il dettaglio scelto come parametro standard.

Buona risposta con soggetti fortemente contrastati e messa a fuoco veloce e precisa

Non ho certo avuto pietà della fotocamera a mia disposizione, sono partito subito con la ripresa di soggetti difficili per saggiare fin da subito ciò che avrei potuto ottenere da sensore, elettronica e ottica. La risposta della X100S a questo soggetto in controluce è molto buona per un sensore di dimensioni modeste come l'APS-C, l'automatismo d'esposizione a priorità di diaframmi e la velocità di messa a fuoco sono molto soddisfacenti. La messa a fuoco è sicuramente più precisa e veloce della mia Pentax K-01, ma anche qui devo dire che io dispongo di un'ottica zoom poco luminosa che forse non sarebbe il caso di confrontare con il Fujinon  Asferico Super ebc 23mm f 2.

Stazione di Cernusco sul Naviglio

Sono arrivato a Cernusco sul Naviglio con la linea verde della metropolitana milanese ed allo stesso modo sono rientrato in città. Anche in questa immagine è presente un forte contrasto che il sensore Fujifilm ben sopporta. M'interessava mettere in evidenza la telecamera di sorveglianza della metropolitana per testare l'invasività della presenza della piccola fotocamera a telemetro digitale e capire se potevo muovermi con la fotocamera al livello dell'occhio senza suscitare le proteste del personale preposto al controllo dei binari o degli altri passeggeri.

Subway

Mentre ero intento a fotografare questa ragazza, mi veniva in mente una celebre fotografia di Bruce Davidson che ritraeva un paio di donne eleganti mentre attendevano l'arrivo di un treno della metropolitana in una stazione sopraelevata a New York. Il mio soggetto è un po' diverso, pur essendo stato ripreso in un ambiente analogo. Intanto è stato ripreso da una distanza maggiore, ma io oltre che dalla figura femminile intenta a scrutare il telefonino ed ad ascoltare musica, ero affascinato da quello che sembra essere una griglia di areazione di stampo industriale, sopra la testa della ragazza. 
Appare evidente come i tempi cambino e come, cambino le attività per ingannare il tempo d'attesa; negli anni 1970 si leggeva un libro, adesso si fa tutt'altro, nel nostro caso c'è chi legge qualcosa sullo schermo di un telefonino e ascolta della musica. 
Ad ogni modo, con la Fujifilm sono passato inosservato sia agli occhi elettronici dei controllori del binario, sia a quelli umani della giovane viaggiatrice.
Ho effettuato una ripresa anche con la piccola Rollei 35S che pubblicherò in un secondo momento, se volete vedere altre fotografie scattate con la X100S ne troverete molte nelle pagine del mio blog.

Via Ferrante Aporti

Ho riscontrato una certa facilità d'utilizzo della fotocamera in prova che è davvero rapida e comoda da usare, grazie al bellissimo mirino ibrido elettronico/ottico HVF (Hybrid View Finder), mentre non mi è piaciuta la posizione della ghiera della compensazione manuale dell'esposizione che in almeno tre occasioni ho inavvertitamente spostato col pollice della mano destra mentre ero intento a inquadrare i miei soggetti.
Non essendo mai ricorso a questo comando in vita mia, se voglio correggere l'esposizione scelgo infatti di lavorare in modalità manuale, preferirei che si pensasse ad una soluzione diversa per attivare un cambiamento d'esposizione, magari con l'inserimento di un blocco della ghiera, oppure anche eliminando la rotellina girevole.
Per elaborare l'immagine ho utilizzato il software Raw File Converter di Silkipix, versione: 3.2.15.0, fornitami anch'essa da Fujifilm.
Ovviamente, gradirei che esistesse una maggior standardizzazione dei file, in modo che fosse più facile leggere i file raw di diverse case produttrici di materiale fotografico con lo stesso tipo di software che adopero abitualmente, ma questo forse è un argomento intorno al quale si potrebbe parlare per ore.
Non sono un esperto di software e proprio per questo motivo non mi piace perdere troppo tempo ad impostare programmi d'elaborazione di file raw e via dicendo, la mia esigenza è di trovare un buon software che legga ed elabori ogni tipo di file e mi consenta di elaborare comodamente la colorimetria, la distorsione le correzioni prospettiche, la definizione, il contrasto, la luminosità, l'esposizione, il dettaglio, la saturazione e poco altro, ma in maniera sicura ed efficace per ogni modello di fotocamera o scanner che uso.
Nelle immagini esposte in questa pagina, ho volutamente evitato d'effettuare grandi correzioni in post-produzione per poter tastare direttamente il look che Fujifilm ha voluto attribuire ad una fotocamera molto utile e unica nel suo genere.
Posso dire fin da subito che il dettaglio è buono e non richiede le correzioni che ero solito a dare alla mia Pentax K-01 che a volte appare un po' appannata.
La colorimetria di Fujifilm è un po' più fredda di quella di Pentax che a me piace molto e che ritengo sia già di per sé un punto forte di Pentax. 
Sicuramente, la Fujifilm X100S è un'ottima macchina fotografica, ogni fotografo o appassionato di fotografia vorrebbe possederla per i suoi grandi pregi di portabilità, velocità, comodità e qualità costruttiva; io sono convinto che quest'apparecchio potrebbe essere prodotto anche con un sensore più grande, mantenendo le stesse dimensioni d'ingombro generale per ottenere una macchina perfetta, o quasi, ma ci sarà tempo di capire meglio anche quali sono stati i miglioramenti fondamentali già introdotti nel passaggio tra la X100 e la X100S. Tony Graffio


Tutti i diritti riservati


Fujifilm X100S (calotta superiore)

Fujifilm X100S (vista di 3/4)


English text:

STREET PHOTOGRAPHY with the Fujifilm X100S

Today, there is much talking of Street Photography a photographic genre that would be very practiced, often unconsciously, even by photographers who take up the camera for the first time and decide to shot around to record spontaneous images in their environment without disturbing people by what they are doing. To move in a quiet manner, without becoming the main focus of attention, you need a small camera with a small size sensor, fast in the settings, with a fast lens and not too flashy. Easy to always have on hand. better if you can put in an inside pocket or a small anonymous bag .
In addition, for me the ideal camera should have a lens of quality that has a fixed focal length, on 35mm format, of 35mm, or equivalent focal length on a digital format.
As already know who follow my blog, for me the almost perfect device to carry around to take shots with the film is the Rollei 35 S, unfortunately, there is nothing similar for digital photography, but for quite some time I had Fujifilm X100S identified as the best camera that could fulfill the tasks that I wish to entrust a small camera to use incognito in public environments such as: reportage.
After I have made a contact with the head of marketing Fujifilm Italy after I explained them what I wanted to do, I managed to get the digital camera object of my desire, in evidence for some time. This is the Fujifilm X100 S, 31L00361 is its serial number.

Very firs contact with the camera
The camera was handed to me with a dead battery in a box containing the charger BC- 65N , power cord and lithium-ion battery NP95 3.6 volts and 1800 mAh battery. I note immediately that, accustomed to the battery of my Pentax K -01, 3.6 volts seem few, in fact, despite having a double thickness, 7.2 volts 1860 mAh battery DLI 90 (Pentax) have always been a power more than satisfactory to me and that battery has always provided an excellent energy independence .
Unfortunately, when we depend on the power supply is always better to have carried a spare battery (never had this need with Pentax) and keeping the battery charger in the camera bag.
The Fujifilm X100S is a well-built machine that can also give satisfaction to those who, like me, comes from the classic photography and are used to take photographs with mechanical cameras. Many manufacturers neglect to think at the tactile sensation, while Fujifilm has had the insight to realize that, they possess a beautiful object made of metal with a solid appearance and with a good lens that does not distort the image. This fact has its own importance for those who take photographes for profession or for passion.
Now, I do not want to say too much to praise a model of camera with which I took just 6 pictures, so I'll try to keep my feet on the ground and tell you what I understood from these first shots with a camera that I had picked up only an another occasion just for a few minutes.
At the reception of Fujifilm, I made a quick charge of the battery BC- 65N , for about 15 minutes, so to be able to record a few images in the place where i was, because I immediately wanted to test the camera response in front of a possible effect moiré situation.


Very first impressions
Although Fujifilm recently released newest cameras on the market, such as the Fujifilm X-E2 and the Fujifilm XT1, I considered it more interesting for my personal needs, to try in a long time test the Fujifilm X100S that shares the same 16 MP APS-C sensor, called “X-Trans” with these latest models. A sensor, which should ensure the best results for those subject having their own mat that might normally have the moiré effect of lines as disturbing result on the reading of the image.
Right in the same square closed to traffic, where the palace of Fujifilm Italy is, just outside Milano, there are some beautiful architectures and some clean geometric lines that I found perfect to begin to understand the behavior of a very special sensor developed and used exclusively by Fujifilm.

100% magnification of a detail of the grid recorded at 16MP (3264X4896 pixels) , the beats are visible as lines in concentric circles that do not distort colors, but they cause only a slight artificial contrast in the image. The result of this quick test shows that there is a slight presence of moiré, not such as to render the image unusable or troublesome, but still detectable by a trained eye. I recognize the quality of the new Fujifilm X -Trans sensor and I intend to carry out tests more accurate soon. In this case, the camera was hand-held and shooting occurred at 1/950 sec . f 5.6 with sensitivity set to ISO 200 .

Difficult to reproduce on an image, such as the one with the iron grilles for ventilation of the parking lots of companies that overlook this square, it was difficult to get a perfect result and in fact, in our case, there are beats visible, but however quite light and impossible to eliminate because, depending on the format of reproduction and the distance at which the subject is observed , the eye is not able to isolate each individual lines of image definition. Of course, I would have to suggest a comparison with the image obtained from another camera to see if this sensor is really free from defects beat, or not, and this is exactly what I intend to do as soon as possible by comparing the images obtained with the Fujifilm X100S and the out of production Pentax K-01 of my property. Another test that I want to make, even more interesting, is the comparison between the image obtained from a X100 and the X100S. Old sensorversus the new X- Trans.

Since the vision of the second photograph taken by me, the number 5003 for the camera, I would affirm that the image is well defined and free of optical distortion, but these, as I previously mentioned, are the advantages of having a fixed lens. Good job Fujifilm you are perhaps the only brand that have not bowed to the digital counterproductive tendency to evoid to propose low quality zoom as the first set-up on cameras.
Good image contrast and detail chosen as a benchmark standard.

I have certainly had no pity for the camera at my disposal, I started right away with shooting difficult subjects to test right away what I could get from the sensor, electronics and optics. The response of this X100S on a backlit subject is very good for a sensor of small size as the APS-C, the automatic exposure aperture priority and speed of focus are very satisfactory. The focus is definitely more accurate and faster than my Pentax K-01, but even here I have to say that I possess a zoom lens with a poor stop aperture that perhaps it would not be appropriate to compare with the Fujinon 23mm f 2 Aspherical Super ebc.


I arrived in Cernusco with the green metro line of Milan, in the same way I came into town. Also in this picture is a stark contrast to the sensor Fujifilm bears well. I was interested to highlight the surveillance camera underground to test the invasiveness of the presence of small digital rangefinder camera and see if I could move with the camera at eye level without provoking protests from the responsible for the tracks, or of the other passengers.


While I was busy photographing this girl, I was reminding of a famous photograph by Bruce Davidson, depicting a pair of elegant women while they waited for the arrival of a subway train in an elevated station in New York. My subject is a bit different, although it was taken up in a similar environment. Meanwhile, it was taken from a greater distance, I was looking at the female figure intent on scrutinizing the phone and listening to music and I was intrigued by what appears to be a ventilation grille mold industry, over the head of the girl.
It is evident how the times change and how change the activity to pass the time waiting, in the 1970s you could read a book; in our case there are those who read something on the screen of a mobile phone and at the same time listen to the music.
However, with the Fujifilm I have gone unnoticed at the eyes of the electronic controllers of the track, as well as those of young human traveler.

I also did a shoot with the little Rollei 35S that I will publish  in another moment.

I have found some ease of use of the camera in the test which is really quick and easy to use, thanks to the beautiful hybrid viewfinder electronic/optical HVF (Hybrid View Finder), while I did not like the position of the ring of the manual exposure compensation because in at least three occasions I have inadvertently moved the knob with the thumb of my right hand while I was framing my subjects .
Having never used this control in my life, if I want to correct the exposure in fact I choose to work in a manual mode (or in post-production), I would prefer it to be thought of a different solution to activate a change of exposure, perhaps by inserting a block of ring, or even eliminating the rotating wheel.
To process the image I used Raw File Converter (version: 3.2.15.0), a software by the ex Silkypix, given me by Fujifilm.
Obviously, I would appreciate that there was a greater standardization of files, so that it was easier to read raw files from many different manufacturers of photographic gear.
In the images shown on this page, I have deliberately avoided making of large corrections in post-production to be able to feel directly the look that Fujifilm has chosen to attribute to a camera very useful and unique.
I can say from the outset that the detail is good and does not require the corrections that I used to give my Pentax K- 01, which at times seems a bit hazy (I use nearly each time the old Takumar with manual focus).
Colorimetry Fujifilm is a bit cooler than Pentax which I like a lot and which I believe is already a strong point of Pentax.
Surely, the Fujifilm X100S is a great camera, any photographer or photography enthusiast would want to own it for its great advantages of portability, speed, comfort and quality construction. A the same time I am convinced that this system may also be produced with a larger sensor, while maintaining the same overall general dimensions to get a perfect camera, or nearly so. 
Anyway, there will be time to better understand also what were the key improvements have already been made in the transition between the X100 and X100S. Tony Graffio