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mercoledì 10 settembre 2014

Arte Gratis

In viale Eward Jenner n.36, troviamo una bella installazione d'arte moderna che ci mostra come bastino poche settimane per trasformare un ambiente mediamente frequentato, per le normali esigenze di rifornire i mezzi di trasporto, in un area dimenticata avulsa dalla realtà circostante e dal tempo presente.
Quest'opera d'arte moderna contemporanea involontaria è anche la dimostrazione pratica di come i non luoghi (non-lieux secondo Marc Augé) siano caratterizzati da una precarietà assoluta che può stravolgere la loro presenza, la loro funzione, la loro esistenza.

Art for nothing and gas for free

All'epoca della "Milano da bere", oggi tanto criticata e vituperata, gran parte delle mostre d'arte e tutti i musei civici erano visitabili senza che nulla fosse dovuto perché esisteva l'idea che ciò che è pubblico non richiede un pagamento, oltre al fatto che per evolversi umanamente è indispensabile approfondire le proprie conoscenze ed esperienze culturali.
Oggi, l'unica arte gratis è la street art.
Naturalmente, anche il sito di Tony Graffio è in grado di offrirvi proposte culturali e spazi di riflessione in modo totalmente gratuito.

Total Erg

Non vi preoccupate, i petrolieri, nella nostra società non falliscono mai, al limite si trasferiscono o vanno a vivere alle Cayman.
Questo marchio vende benzina ai prezzi più alti, forse vedere chiudere un suo distributore non è nemmeno così male. Spiace, ovviamente, per chi ci lavorava, ma se da come è risultato da una recente inchiesta, in Italia un distributore su 3 altera il conteggio dei litri in difetto, meglio andare a fare il pieno in Svizzera.

Sedia impagliata sfondata

Il piazzale della stazione di servizio è diventata un'area di sosta per passanti stanchi.

Installazione/Stazione di rifornimento abbandonata


Chiuso per sempre

Moltissime attività commerciali hanno chiuso e stanno chiudendo, ormai non c'è più la certezza di trovare un negozio aperto anche il giorno dopo.
Che in questo paese stia accadendo qualcosa di strano?
Forse, abbiamo una classe politica e dirigente incapace di governare?
Il problema è molto grande e la situazione sta via via peggiorando, questa non è un opinione, ma un fatto ineluttabile, almeno fintanto che non saranno le persone spiritualmente più evolute a farsi carico della guida della società.



sabato 10 maggio 2014

Seconda visita a Zak

Il Castello di Zak, nonostante sia un luogo pieno di trappole antiuomo, ha esercitato un grande fascino anche su di me. Dopo un primo sopralluogo quasi casuale, lo scorso 6 aprile, ho deciso di tornare a conoscere meglio Zak e la sua strana dimora regale, ad una quindicina di giorni dal primo incontro che ho avuto con questo strano personaggio ai confini tra il mondo reale ed il mondo delle illusioni. 

Zio Zak e i suoi pensieri

La vita di ogni uomo è un percorso imprevedibile, basta poco per trasformare un'esistenza normale in qualcosa che potrebbe apparire un modo per espiare gli errori commessi in passato. Le difficoltà fortificano il carattere e la forza che ci spinge a sopravvivere, giorno dopo giorno è qualcosa che possiamo trovare solo dentro noi stessi.

Beauty and the thought are the flowers of the soul

La solitudine e le esperienze ci danno il tempo per pensare a tante cose, dopo di che nasce il desiderio di incidere le nostre parole nella mente e perfino sui muri che ci circondano per ricordarci meglio chi siamo, cosa abbiamo visto, cosa abbiamo fatto e dove stiamo andando.

Zio Zak sotto una delle sue frasi riprese dai ragazzi che disegnano le pareti del suo castello.
La salamandra cornuta è di Speed Majico.

Pur essendo un'entità quasi astratta, nel senso che un uomo che non ha una vita normale e diventa un eremita che si ritira  sulla cima di una montagna, o come in questo caso in un luogo che non dovrebbe nemmeno esistere, oggi è visto come un fantasma, ma in realtà egli ha una propria identità che si afferma in relazione a coloro che interagiscono con lui permeando il suo nuovo modo d'essere, fino a renderlo fiero di aver ritrovato una nuova utilità sociale in una comunità in qualche modo estranea alla società.

L'emozione che c'è fra ogni essere umano è ciò che c'è intorno

Zak tiene molto a questa sua frase che ha fatto collocare sopra una porta che permette l'accesso alla sua dimora. 
Ho scattato una fotografia di Zak sotto questa scritta, ma poi ho preferito vederlo nella situazione in cui si accompagnava alla salamandra cornuta e ad una frase che mi sembra più positiva e propositiva: "La bellezza ed il pensiero sono i fiori dell'anima"
Capisco quello che Zak intendeva dire parlando dell'emozione che c'è quando degli esseri si incontrano ed hanno uno scambio della loro espressione umana, o umanità, ma questa frase sopra la porta secondo me non è presentata correttamente; forse sarebbe stato meglio parlare della magia, dell'atmosfera che si crea tra persone di idee, cultura ed età diversa quando sentono di voler partecipare a qualcosa di comune. Non è facile parlare delle emozioni perché per ogni essere si tratta di qualcosa di diverso e di difficilmente comunicabile, ci sono momenti particolari in cui tutto è possibile e perfino il tempo e lo spazio sembrano annullarsi, ma in realtà non è così, per questo, poi all'improvviso possiamo essere colti da grandi trasformazioni e cambiamenti.
Spero che questa atmosfera magica permanga per sempre in questo luogo così lontano dal mondo esterno, ma so che ogni esperienza, per quanto incantata, ha un suo inizio ed una sua fine, sembra triste parlarne adesso; mi auguro che questa stagione di luce, di calore e di colore non abbia mai termine e possa dar luogo ad un'estate perenne.

Anche i ragazzi che frequentano l'Accademia di Brera "affrescano" le pareti del "Castello"

In questo castello, tra le tante cose che si verificano, è in atto anche una specie di esperimento sociale tra persone che si incontrano, si parlano e si confrontano, forse quasi senza accorgersi delle loro diversità.

Speed Majico sta portando a termine un nuovo disegno


Molti ragazzi stanno imparando a trovare la loro tecnica ed il loro stile, ci sono grandi esperti e soggetti alle prime armi che in tutta tranquillità possono mettersi alla prova.

S. Majico 2014


Il conte Zakula
Zakula non è Drakula, ma il suo castello non è meno bello di quello del conte transilvano, specie adesso che sta diventando un museo di graffiti art.

Una stella per Zak. 
Qui ogni graffito è dedicato allo zio Zak che accoglie i ragazzi e trova uno spazio a tutti coloro che hanno qualche idea da realizzare con i colori a spruzzo.

RB
Un ritratto prorompente che sembra voler uscire dal muro.

Tra i tentacoli della piovra

Un mandala che dovrebbe essere un lavoro a due tra Tenia e Amina.

Sperimentazioni 3D sugli angoli dei muri di Tenia

La malizia di Zak

Noye per Zak

Un'ala del Castello al tramonto

Fine della visita

Anche questo viaggio nelle terre nascoste e dimenticate  ha avuto fine, nemmeno questa volta ho avuto molto tempo per compiere le mie ricerche in maniera approfondita poiché ero entrato in questo Castello in un orario ormai prossimo al tramonto.
Ho scattato qualche fotografia anche dopo il calar del sole con l'aiuto di un piccolo cavalletto portatile, ma il clima espresso da quelle immagini cambiava radicalmente, così ho preferito non inserirle in questo contesto e ritornare da Zak in un orario pomeridiano che mi lasciasse più libertà di movimento. 
Ho sempre la tendenza a voler tornare nei luoghi che mi colpiscono per visionarli in vari orari, in stagioni diverse e con condizioni meteorologiche differenti, anche se ultimamente vorrei ricercare l'unicità del momento, senza perdermi in inutili percorsi circolari che non mi permettono di uscire da un compiacimento estetico del luogo e della dimensione temporale che mi tormenta e non mi fa trovare la mia vera forma  ideale.
Questi concetti devo elaborarli meglio e penso non siano percorribili con mezzi fotografici digitali poiché la rapidità dello scatto finisce per indurmi a scattare ancora ed ancora e a poter soddisfare soltanto le curiosità dei voyeur che poco indugiano nelle riflessioni che vorrei affrontare. Tony Graffio

Fotocamera: Pentax K-01 con zoom 18-55mm






domenica 27 aprile 2014

Dove c'erano le fabbriche (tra via Orobia e via Adamello)

Quattro disegni un po' naïf, ma divertenti compaiono su un muro di via Orobia.

Spider

My family

Ha perso il fumo

Pomp

Cancello e comignolo

Prato e gru

Gru muri e cancello

Cancello arrugginito

Credo che anche Gabriele Basilico sia passato a fotografare questi posti intorno al 1978-1980, dovrei consultare un suo vecchio libro, ovviamente le fabbriche erano ancora in piedi, ma probabilmente erano già in disuso.


venerdì 28 febbraio 2014

Cromo e le donne

Non so se questo Cromo sia l'autore dei graffiti abbastanza naif che trovate in questa pagina, o soltanto di una tag, però ho preferito dare un titolo che non avesse molto a che fare con ciò che ho trovato scritto sul muro, anche perché la scena del disegno SF non è molto chiara, potrebbe essere una specie di orgia, ma pure qualcosa d'argomento sacro o profanatore.

SF
(3200 Iso 1/5 sec. f 2)

L'aureola luminosa dietro la testa della donna al centro del gruppo potrebbe far pensare a qualche personaggio biblico, così come il cuore che irraggia luce sopra la mano sinistra della "santa". L'uomo sulla sinistra che agita le mani potrebbe far pensare a qualcuno che sprona un bambino a venire al mondo, ma il piccolo personaggio sulla destra in basso sembra quasi essere un uomo che, a gambe aperte, attende il suo turno per trovare un piacere carnale. L'uomo tra le gambe della donna si volta a guardarci come se fosse indispettito della nostra presenza ed al tempo stesso compiaciuto della sua azione. Da notare le ali chiuse sulla sua schiena che fanno di quest'uomo una specie di mostro mutante di Kafkiana memoria.
L'uomo a sinistra in basso, vicino al piede destro della donna sta guardando anche lui in nostra direzione, ma con uno sguardo diverso, come se fosse già cosciente della nostra presenza, forse perché questi personaggi dipinti trovano una loro vita solo grazie alla nostra curiosità ed attenzione nei loro confronti. Questa figura mi piace molto, pur nella sua essenzialità la trovo molto moderna e vitale. Questi graffiti sono stati disegnati sul lato sud del palazzo fotografato nel precedente post, forse tradurrò tutto anche in inglese perché le riflessioni che mi inducono questa serie di graffiti, ai quali aggiungerò anche Faust di Tenia, mi sembrano abbastanza interessanti.

 La grande meretrice dal volto maschile
(3200 Iso 1/5 sec. f 2, nessuna correzione di rumore in post produzione)

Anche questo disegno, a pochi metri di distanza dal precedente, ci propone un soggetto abbastanza esplicito di una donna nuda intenta a soddisfare il proprio compiacimento sessuale. I tratti del segno sono molto grossolani, come se l'autore si stesse esercitando ad una pratica per lui nuova. Questo aspetto naif dona comunque all'insieme un aspetto artistico, sia per la composizione semplice, ma studiata in cui il braccio della donna orrenda passa nella zona centrale del torso per scendere giù fino a terra, altra rappresentazione simbolica del corpo femminile.

La bambolina nuda sul ginocchio del poliziotto cieco
(3200 Iso 1/8 sec.  f 2)

Arrivare di notte, in un angolo buio e sporco dove sono presenti disegni di questo tipo non fa pensare molto bene sulle attività e le onde pensiero che permeano questi posti; riuscendosi ad astrarre un po' dal contesto e viverlo come un ambiente aperto, dal panorama insolito, si riesce ad apprezzare l'esperienza di essere potenzialmente preda del primo pazzo sanguinario di passaggio. Il rumore dei treni in transito e lo spostamento d'aria che provocano i convogli lanciati a forte velocità mentre si attraversano i binari completano la sensazione di spingersi  verso l'ignoto ed un mondo infernale.
Anche per questo motivo ho agito un po' rapidamente, evitando di portarmi attrezzature pesanti. Il risultato non è perfetto, avrei dovuto avere un cavalletto che mi salvaguardasse dal micromosso, in quanto l'erba era alta e bagnata ed il mio lillipuziano Victor non sempre riusciva ad essere completamente stabile. Nel complesso, però le fotografie rispecchiano lo stile dei graffiti.
Stranamente, ho incontrato anche altre persone che camminavano in questi spazi, non so bene che cosa stessero facendo perché mi sembravano tizi normali e gentili che mi hanno chiesto se volevo sapere come fare per uscire da questa gigantesca buca.
Io ho risposto che stavo andando a cercare un graffito, loro non hanno replicato, forse pensavano che fossi un po' malmesso mentalmente, ma sicuramente ignoravano d'aver appena parlato con Tony Graffio.

domenica 17 novembre 2013

Villapizzone

Il 3 ottobre 2006, nell'ambito di una manifestazione approvata dal Comune di Milano e dalla Triennale, circa 130 street artist italiani ed un centinaio di ragazzi venuti da altri paesi hanno espresso la loro creatività in una vasta area che va dal sottopasso della stazione di Villapizzone, alle tratte lungo le stazioni di Cadorna e Bovisa. In questa pagina sono illustrate le opere presenti nel tunnel di via degli Ailanti che consente alle autovetture di transitare sotto la stazione di Villapizzone. La stazione in questione è stata costruita a qualche centinaio di metri dove prima era presente la vecchia stazione delle FS di Bovisa. In coda alle immagini dei graffiti è presente una fotografia della vecchia stazione nel 1984. 




































Stazione FS di Bovisa 12 gennaio 1984
Si ringrazia per la concessione dell'immagine WDM