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giovedì 21 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 25a Parte: la fotografia di Tony Graffio che ritrae Uri Moss

In questa pagina, la venticinquesima parte dello Special dedicato al Basement Party del 17/18/19 novembre 2017, non parleremo dell'autore delle gumprint esposte al Cotton Club, Tony Graffio, ma del soggetto: Uri Moss. Ho scoperto che moltissime persone presenti alla mostra in Corso Matteotti conoscono Uri, lo hanno conosciuto o sono entrati in contatto con il campo artistico di Mutonia a Santarcangelo di Romagna ed hanno delle storie da raccontare riguardanti questo argomento. Così ho ritenuto significativo ascoltare quanto le persone che hanno visto le mie immagini ed hanno riconosciuto il soggetto avevano da dire, o da ricordare, partendo proprio da quel ragazzo sul mini-kart a tre ruote e dall'ambiente in cui i Mutoid si trovavano.

Mutonia il Kart di Uri e JohnnyUri Moss fotografato da Tony Graffio nel maggio 1993.

Alberto Forstner: Io sono di Tavullia che è a km 6 da Cattolica, ma ho avuto una compagna di Santarcangelo di Romagna che che usciva con i Mutoid ed anch'io spesso frequentavo Mutonia, fin dal 1996. L'ultima volta che sono stato a Santarcangelo è stato il primo maggio di quest'anno, in occasione di un evento organizzato dai Mutoid in cui ho esposto le mie chitarre. Quel giorno ho assistito a concerti bellissimi ed è intervenuto moltissimo pubblico. Conosco i Mutoid fin da quando sono arrivati in Romagna; sono molto amico di Andy dei Rock'n'Roll Kamikazes, Peppe e Strapper. Uri, il ragazzo che hai ripreso nella tua fotografia non lo conoscevo, anche perché io ero più in contatto con la parte musicale di quei ragazzi che erano degli artisti di strada spettacolari. Ricordo gli Spamabilly che erano un gruppo troppo avanti per quel periodo. La prima volta li vidi suonare per strada a Bologna, alla Montagnola, Andy e Johnny facevano musica Psycobilly e R'n'R, ma non saprei nemmeno ben definire quella musica che comunque era R'n'R fatto in chiave loro. Ancora adesso continuano a suonare, parlo di Andy; Johnny non so che fine abbia fatto perché nel frattempo se n'è andato via. Credo che adesso forse sia in Francia...
Andy ha suonato le mie chitarre, glie ne avevo date un paio che lui ha tenuto per sé, ma essendo un perfezionista del suono ha preferito usarne altre perché le mie suonavano a livelli un po' più bassi con gli effetti che utilizzava lui.
I Mutoid sono stati accettati molto bene dalla gente della zona perché sono molto attivi anche a livello sociale ed hanno promosso molte iniziative culturali e corsi. Anni fa, tenevano dei laboratori anche per bambini per insegnare a fare le loro sculture. E' una bella realtà.

TG: Da un altro uomo che lavorava insieme a Claudio Rinaldi per l'allestimento della mostra presente in Corso Giacomo Matteotti ho saputo che lui aveva addirittura provato il carrettino a motore di Uri. Poi, purtroppo non ho fatto in tempo a intervistarlo su questo argomento, perché entrambi eravamo impegnati a preparare la mostra del Basement Party. Nel caso lo dovessi rincontrare gli chiederò di rilasciarmi una sua dichiarazione a testimonianza di quanto da lui vissuto.
Tra i presenti al Basement Party, anche Giampo Coppa mi ha lasciato una sua testimonianza che parla dei Mutoid.

Giampo Coppa: In questi gumprint di Tony Graffio  vedo delle situazioni che ho vissuto in prima persona molti anni fa, quando conobbi i Mutoid in Olanda. Ero ad Amsterdam in una zona abbandonata del porto che si chiamava Layland. Dietro la stazione degli autobus di Amsterdam c'erano degli ampi spazi dove c'era un porto in una laguna e gru in disuso, come quelle che si vedono nei film; oltre a distese di cemento solcate da binari. Nel 1988. alcune persone occuparono questi posti e vi stabilirono una specie di tendopoli in cui parcheggiarono camper e camion dentro i quali vivevano. Era una situazione provvisoria, da accampamento dove comunque si tenevano delle attività artistiche e culturali. Tornai lì anche l'anno dopo, nel 1989, quando questa comunità si era un po' stabilizzata e si potevano trovare anche casette auto-costruite e sembrava si stessero mettendo le basi per una piccola città. Fu in quell'anno che arrivarono anche i ragazzi della Mutoid Waste Company, da Londra, per proporre un loro stile di vita alternativo che consisteva anche nel recuperare e riciclare mezzi meccanici di uso comune che andavano dalle automobili, alle moto, ai mezzi militari più grandi che venivano trasformati in mostri meccanici mobili e pazzesche sculture viaggianti, un po' sullo stile di Mad Max e di Interceptor. Sculture che si ispiravano ad una filosofia post-atomica in cui si sopravviveva con quello che si aveva a disposizione, in un mondo in cui non c'era più niente. Nella realtà cinematografica di Mad Max spostarsi nel deserto era fondamentale per poter cercare l'acqua e la benzina che servivano per vivere. Ricordo che i Mutoid a Layland avevano ricostruito Stonehenge utilizzando dei Pullmann ed un bar che si chiamava: "Last Bus Shelter", un locale che restava aperto 24 ore su 24, era costruito con vari autobus e fatto in modo che ricordasse la forma di una casa. Il muso di un Pullmann era il bancone del bar. Era assurdo, ma io ed i miei amici, con i quali stavo in un ex-ufficio postale occupato, ci recavamo lì verso mezzanotte e ce ne andavamo verso le 6 del mattino, quando era già giorno. 
Credo d'aver conosciuto Uri a Milano al Centro Sociale di via della Pergola, perché insieme ad altri, una domenica sera, avevano fatto una performance e dopo, tra Torino e Vercelli. Mi hanno aiutato ad uscire da una panne del motore della mia moto dandomi un pezzo di gomma ricavato da un guanto di gomma e della colla per gomma con cui ho sistemato un carburatore che non funzionava. Ricordo che con quella piccola toppa sono riuscito ad andare in giro ancora per una settimana, prima di comprare il pezzo di ricambio. 
I Mutoid hanno un nucleo fisso, ma c'è parecchia gente che entra ed esce da quel gruppo, c'è un costante ricambio di persone. Nel 1990 andai a trovarli a Santarcangelo di Romagna, sono sicuro che fosse il 1990, perché insieme a Boffa nel 1989 avevamo organizzato il primo Psych Out Party a Torino, che in realtà allora avevamo chiamato: Liquid Party... Nel 1990 eravamo andati a Mutonia in moto e mi ricordo che loro erano appena arrivati in Romagna. Siamo andati lì per due week end di seguito; la prima volta con un Kawasaki Z 900 e con un Moto Guzzi T3, mentre poi ci sono tornato in treno. Ho sempre viaggiato un casino...
Esistevano anche i Mutek che erano una frangia distaccatasi dai Mutoid, credo fosse un progetto parallelo. 
L'ultima volta che ho visto uno spettacolo dei Mutoid è stato nel 2016 ad un rave party vicino a Torino, dove avevano portato dei robot ed una specie di granchio meccanico che camminava... Dopo il 1990 non sono più stato a Mutonia, ma ho molti amici che hanno collaborato con loro, vedere le tue fotografie mi ha fatto uno strano effetto perché quello era proprio il primo momento in cui loro erano arrivati ed, io come te, c'ero.

TG: A volte, capitano cose davvero strane e ci sono coincidenze che ci fanno molto riflettere. Appendendo le mie gumprint sulla parete della Galleria del Cotton Club non mi sarei immaginato che qualcuno tanto vicino ad Uri avrebbe potuto vederle e commuoversi...

Allegra Corbo: Conosco Uri molto bene, io abitavo al campo di Mutonia, lui è arrivato da noi perché era il cugino di Lucy Wisdom, un'altra ragazza Mutoid. Uri era arrivato da Israele nel 1993. Conosco bene anche il kart perché l'aveva costruito il mio ex-marito che si chiama Stephan Duve, è tedesco, ha abitato in Italia per anni, ma adesso vive in Inghilterra. Io sono di Ancona, sono qua a Jesi perché domani chiuderò una mia mostra d'arte in una galleria privata qua vicino che si chiama USB Gallery, mi farebbe piacere se tu decidessi di venire a trovarmi lì. Per me, le tue immagini sono foto di famiglia. Da sempre faccio l'artista, per un po' di tempo ho vissuto con i Mutoid, ma poi ho fatto altre cose. L'altro ragazzo ritratto con Uri ed il go kart three wheeler è Johnny. Io sono stata con i Mutoid dal 1991 al 1995, poi sono partita con Stefan, ma una  volta che ci siamo separati io sono tornata a Santarcangelo più tardi, con i miei figli e dopo sono ripartita per andare altrove...

TG: L'esperienza a Mutonia è stata davvero così interessante e diversa dalla vita che si faceva normalmente a quei tempi da altre parti?

Allegra Corbo: Non c'è bisogno che lo dica io, comunque sì. Io avevo 23 anni quando sono approdata lì e anche se provenivo da una famiglia abbastanza alternativa che mi aveva permesso di visitare l'India e viaggiare per il mondo, devo dire che a Mutonia ho avuto un'esperienza molto interessante.

TG: In che senso i tuoi genitori erano alternativi?

Allegra Corbo: I miei genitori erano Hippie ed io avevo già rotto abbastanza gli schemi nascendo e crescendo in una famiglia di un certo tipo, ma i Mutoid sono altro in un'altra epoca. Un mondo Punk e Cyber-Punk della fine degli anni '80, inizio anni '90 in cui la tecnologia era già importante e anche il sentimento di un'imminente apocalisse risuonava nell'aria, proprio perché ci si rendeva conto che la nostra società viveva al di sopra delle sue possibilità materiali.

TG: Che cosa facevate al campo?

Allegra Corbo: Innanzi tutto vivevamo in uno spazio che ci era stato concesso dal Comune di Santarcangelo di Romagna; era una ex cava di ghiaia. Abitavamo nei camion e le nostre case erano tutte case viaggianti autocostruite. Erano molto belle; io sono stata molto bene lì, poi è lì che sono nati i miei figli. Lola nel 1992 e Ezra nel 1995. Insieme ai Mutoid io ho fatto spettacoli solo in Italia, proprio perché i miei figli erano piccoli, ma loro viaggiavano molto per l'Europa e anche da altre parti. Con i Mutoid c'era anche un australiano, Robin che è stato uno dei fondatori del Burning Man nel deserto del Nevada, adesso è più facile girare un po' dappertutto ed i confini è come se non esistessero più.

TG: Con Uri sei ancora in buoni rapporti?

Allegra Corbo: Sì. Due anni fa ho organizzato anche un festival a Mutonia; insieme a Sue, una ragazza che vive ancora lì. Vertigo Truth era un festival di street art, in quell'occasione abbiamo invitato gli artisti a dipingere i camion ed i container parcheggiati nel campo. E' stato molto bello...

Allegra Corbo davanti alla parete con le gumprint di Tony Graffio.
Allegra Corbo davanti alla parete con le gumprint di Tony Graffio.

TG: Il 17 e 18 novembre 2017, mentre noi eravamo a Jesi, i Mutoid, tra i quali Uri e sua moglie Maya, erano al Forte Prenestino di Roma con le loro sculture mobili, i loro spettacoli pirotecnici e la loro musica. Uri per molti anni ha lavorato a Berlino nell'organizzazione di produzioni cinematografiche di documentari e altri audiovisivi.

Documenti autentici raccolti in esclusiva da Tony Graffio per Frammenti di Cultura. I diritti sono riservati.


giovedì 7 dicembre 2017

Speciale Basement Art & Culture 17a Parte: Alberto Forstner

"Un divorzio apre sempre le porte dell'inferno..." A.F.

Venerdì 17 novembre 2017, al Man Cave di Jesi. Appena terminata la sua perforance, mi sono avvicinato ad Alberto Forstener per sentire le sue sensazioni a caldo e fargli un paio di domande.


Alberto Forstner dal vivo al Man Cave di Jesi.
Alberto Forstner dal vivo al Man Cave di Jesi.

Tony Graffio: Com'è andata Alberto?

Alberto Forstener: Per me, bene mi sono divertito, ma dovete dirmelo voi...

TG: Ci siamo divertiti anche noi e ti ringraziamo per questo. Vuoi raccontarmi qualcosa di te? Hai utilizzato una delle tue chitarre?

AF: Certo, tutto quello che ha suonato questa sera l'ho costruito con le mie mani, tranne gli amplificatori. Parlo delle chitarre... Faccio questi lavori a tempo perso perché io mi occupo di altre cose.

TG: Che lavoro svolgi normalmente?

AF: Io sono allievo maestro d'ascia presso un cantiere nautico in Romagna. Sono uno degli ultimi artigiani che fa questo lavoro.

TG: Beh allora hai un ottimo rapporto con il legno...

AF: Effettivamente... è così!

TG: Otto o nove anni fa ero andato a vedere una splendida péniche d'occasione a triplo fasciame che nessuno sapeva risistemare, averti conosciuto allora, forse mi avrebbe fatto propendere per l'acquisto ed un cambiamento di vita che poi non c'è stato. Era una barca meravigliosa, unica! Il prezzo era molto buono proprio perché da loro, in Francia, non c'era più nessuno in grado di metterci mano.

AF: Pensa te! Io difatti sono di Tavullia, ma dico Cattolica... La persona con la quale lavoro è l'ultimo maestro d'ascia della Riviera.

TG: Interessante, vi verrò a trovare.

AF: Grande!

TG: Il tuo lavoro è già molto interessante, ma hai voluto ugualmente fare qualcosa di creativo in campo musicale...

AF: E' così! Il mio capo m'insegna a fare le barche e io a mia volta gli insegno a fare le chitarre. Collaboriamo sempre.

TG: Posso farti una fotografia?

AF: Mi piacerebbe, ma adesso devo smontare le mie cose per fare spazio ai Plutonium Baby.

TG: Ok, allora continueremo l'intervista domani in Corso Matteotti, al Cotton Club.

Il giorno seguente al Cotton Club si stava diffondendo la notizia che il Colle der Fomento non sarebbe arrivato a Jesi per il concerto programmato per sabato 18 novembre al TNT.

Murder Farts: Evviva Gesù!

Tony Graffio: (scherzosamente a Paulette Du ed ai Plutonium Baby che avevano suonato la sera prima al Man Cave) Allora ragazzi, ho saputo che questa sera suonerete insieme a quel che resta degli Stynky Rats al TNT, siete pronti?

Paulette Du: Ehhhh?! (risata)

Tony Graffio: Purtroppo questa sera qualcuno ha dato forfait senza preavviso e mi è stato comunicato dagli organizzatori che voi li sostituirete...

Murder Farts: A me mi piace fumare e le donne con le tette piccole...

Paulette Du: Con le tette piccole? E anche con i baffi?

Tony Graffio: E per quel che riguarda il concertone di questa sera?

Paulette Du: Formazione inedita... Ho sentito che suonerai anche tu...

Tony Graffio: No, questo lo escluderei a priori.

Paulette Du: Io so che canterai una canzone stasera...

Tony Graffio: Penso proprio di no... Forse, avrei dovuto farlo col Colle der Fomento, ma loro non si sono fatti vivi...

Paulette Du: Ma dai? Non sono arrivati?

Tony Graffio: Suonate Voi?

Paulette Du: Noi siamo sempre pronti! Almeno mi sveglio un po'... se c'è da suonare, perché no?

Simone Lucciola: Manca un batterista, ma non è un problema. Io sono un ottimo batterista, ma non so suonare il pedale... Suoniamo in Lo-Fi senza pedale... A che serve il pedale?

Tony Graffio: Ok, vado a sentire se anche il cantante degli Stinky Rats è pronto...

Plutoniom Baby: Va bene, prova a chiederglielo...

Giampo Coppa: ...affanculo... tra quelli che tornavano dalla partita e quelli della casa... Poi è finita lì. Hanno riaperto le finestre del locale dove suonavamo... Capito?

Tony Graffio: Giampo!

Giampo Coppa: Dimmi...

Tony Graffio: Hai avvisato il gruppo?

Giampo Coppa: Quale Gruppo?

Tony Graffio: Gli Stinky...

Giampo Coppa: Gli Stinky Rats? Stavo parlando proprio di questo...

Nando Luconi: Mi sto commuovendo... è da due giorni che stiamo parlando di Punk...

Tony Graffio: Giampo, ripassa i testi stasera devi suonare con i Plutonium Baby il Colle der Fomento s'è perso per strada...

Nando Luconi: La notizia non è ancora ufficiale...

Tony Graffio: Ok, ma Giampo deve saperlo, come può prepararsi altrimenti?

Giampo: Ah hanno fatto pacco? Ahi ahi ahi... Ma non c'è problema, io so tutti i pezzi a memoria, se vuoi te li canto anche adesso...

Tony Graffio: Va bene, allora lo comunico a Sonny, Voi siete pronti, perfetto!

Sonny Alabama: Siamo in una fogna ragazzi!

Tony Graffio: Non preoccuparti Sonny, ci pensano gli Stinky Rats ed i Plutonium Baby a risollevare la situazione...

Sonny Alabama: Certo, gli Stinky Rats ci piacciono perché sono dei simpatici topi di fogna psichedelici...

Tony Graffio: Ma i Fomento hanno dato buca?

Sonny Alabama: Non si è ancora capito bene il perché... spero che ci sia una buona ragione che possa spiegare questa assenza.

Tony Graffio: Manderemo sul palco gli Stinky Rats?

Sonny Alabama: Gli Stinky Rats ci stanno benissimo, ma poiché la serata è prettamente hip-hop-rap, sono confermati i Banana Spliff ed i tre Dj set.

Tony Graffio: Ti invito a consegnare a tutti la loro zucca da customizzare con un disegno che rappresenti il loro personaggio preferito.

Sonny Alabama: Lo farò appena si presenteranno al bar, cosa che vista la loro attitudine al bere, credo accadrà rapidamente. Lo ricorderò a tutti, mio caro.

Tony Graffio: Giampo, mi spiace il grande ritorno degli Stinky Rats è rimandato, ma puoi consolarti disegnando una zucca che poi entrerà nella collezione privata di Tony Graffio, oppure vedremo di organizzare un'asta benefica. Ecco la zucca...

Giampo Coppa: Ce li hai i pennarelli?

Tony Graffio: Eccoli, puoi metterti al lavoro anche adesso...

Giampo Coppo: Va bene te la faccio subito.


Giampo Coppa alle prese con la zucca decorativa che Tony Graffio ha dato da illustrare a molti artisti presenti al Basement Party.
Giampo Coppa alle prese con la zucca decorativa che Tony Graffio ha dato da illustrare a molti artisti presenti al Basement Party.

Tony Graffio: A ecco che c'è anche Vanity Vany, diamo anche lei una zucca magica... Guarda la puoi scegliere da questa cassetta qua per terra!

Vanity Vany: Grazie, poi te la riconsegnerò decorata con un bel pirata!


Alberto Forstner e la chitarra "pitonata"
Alberto Forstner e la chitarra "pitonata"

Tony Graffio: Perfetto! ...Ah ma guarda, finalmente ritrovo Alberto Forstner... Dov'eravamo rimasti ieri? Raccontami tutta la tua vita in un minuto!

Alberto Forstner: Ah Madoscka, ma per tutta la mia vita ci vuole più di un minuto!

TG: Ok, facciamo un minuto e dieci secondi.

AF: Allora... Parto da dove ho cominciato a capire qualcosa della mia vita o prima ancora?

TG: Facciamo da quando eri solo uno spermatozoo.

AF: Lo spermatozoo è arrivato a 14 anni a suonare in un garage con gli amici... Alberto Forstner è nato a Rimini, ha la mamma romagnola e sono romagnolo al 100%

TG: Scusa ma Forstner è un nome d'arte? 

AF: No, è il nome di mio papà che è tedesco di Dortmund.

TG: Allora non puoi essere 100% romagnolo...

AF Invece sì, sono 100% romagnolo.

TG: Va bene, se lo dici tu, sarà così...

AF: Da ragazzo sono partito a fare la mia musica; ho girato un po' il mondo e poi sono tornato a casa.

TG: Hai girato per l'emisfero australe o boreale?

AF: Adesso mi metti in crisi... comunque sono andato in UK; USA, Messico, Europa; poi sono tornato a casa e mi sono sposato.

TG: Hai suonato in tutto il mondo come One man band?

AF: No, ho fatto esperienze di vita, lavorando in giro e osservando quello che succede nel mondo. A 22 anni sono tornato a casa, dopo aver viaggiato per tre anni. Mi sono sposato con la mia ex-moglie; ho cresciuto un figlio; ho lavorato e poi mi sono ributtato nella musica. Fortunatamente, sono tornato a vivere, perché nel periodo che avevo una famiglia mi ero spento; poi un bel giorno mi sono reso conto che la mia vita non era quella.

TG: Qual è la tua vera vita?

AF: Questa! Mi sono rimboccato le maniche, ho chiuso una situazione che non funzionava e mi sono detto: "Devo fare così, perché si vive una volta sola.".

TG: Quando hai iniziato a vivere la tua seconda vita?

AF: Sui 35 anni mi sono riavvicinato alla musica. Si sa che un divorzio apre le porte dell'inferno. Sono rimasto sul lastrico su tutti i fronti; ho dovuto adeguarmi per continuare a suonare ed ho iniziato così ad autocostruirmi le mie chitarre con quello che rimediavo.

TG: Ti ritieni un chitarrista?

AF: Mah, potrei definirmi tale... anche se non so esattamente cosa sono. Quando ho la chitarra in mano mi sento me stesso. Non conosco la musica, suono ad orecchio e vado avanti così. Ero arrivato ad un punto che ho deciso di costruirmi i miei strumenti musicali da solo. Una marea d'anni fa, ho visto una persona suonare per strada da sola e questa è una cosa che mi ha flashato molto. Poiché mi sono sempre trovato in rotta di collisione con tutte le persone con cui ho suonato; ho deciso di suonare definitivamente da solo. Mi sono costruito una batteria ed ho iniziato così a suonare da solo. Porto avanti questa passione, come ti dicevo ieri, insieme al mio lavoro al cantiere navale.

TG: Alberto, ma quella che vedo in quell'angolo è una chitarra elettrica pitonata?

AF: Sì, vero pitone. Mi dispiace per gli animalisti che mi odieranno, ma un mio carissimo amico mi ha fornito la materia prima.

TG: Ti credo, c'è anche tantissima gente che odia i serpenti...

AF: Gli amici che sanno che faccio questi lavori con materiali di riciclo mi passano resine, plastiche ed altri materiali. Un amico che lavora per un noto stilista mi porta dei tessuti e dei campioni di materiali fantastici, perché c'è chi mi chiede di fargli una chitarra con pelli particolari.

TG: Quella chitarra è stata fatta su commissione?

AF: No. E' nata da un'idea di un mio amico che ha salvato il pitone che sarebbe stato altrimenti trasformato in un paio di stivaletti.

TG: Adesso quel pitone vivrà una vita eterna sotto forma di chitarra.

AF: Eh già.


Paulette Du prova la chitarra "Bastarda" di Forstner.
Paulette Du prova la maneggevolezza della chitarra "Bastarda" di Forstner.

TG: Alberto, conosci Paulette Du?

AF: Sì, l'ho conosciuta ieri sera al Man Cave.

TG: Paulette, vieni qua con noi, tu che suoni la chitarra dacci un parere sui lavori che fa Alberto...

Paulette Du: Ti dirò subito quella che mi piace di più. Ma se poi te lo dico me la regala la chitarra?

TG: Può essere, faremo una specie di lotteria o di concorso e poi vedremo...

Paulette Du: Mi piace quella là, quella con la stellina!

TG: Perché proprio quella?

Paulette Du: Mi piace la sua forma che è la più particolare di tutte. Sembra un'astronave...

TG: E quella pitonata?

Paulette Du: Bellissima, indubbiamente, ma io sono per le linee più spaziali.

TG: Alberto,come si chiama la chitarra con la stellina?

AF: La Bastarda.

Paulette Du: Quindi a me piace la Bastarda?

AF: La Bastarda è irripetibile, l'ho creata per me stesso in un attimo di follia,dopo mesi e mesi di lavoro.

Paulette Du: Hai visto? Ed io l'ho beccata al primo colpo, da inesperta quale sono...

TG: Ti va bene anche se c'è appiccicata sopra una donnina  ammiccante nello stile di quelle che i camionisti mettono sui loro TIR?

Paulette Du: Certo!

AF: Quella donnina porta fortuna è la pin-up da camionista.

TG: Ma allora è una chitarra da camionista... E come suona?

AF: A me piace molto come suona. Quella è una chitarra particolare, anche perché ha due uscite ed ha un sistema di amplificazione separato. Va bene in un uscita col pick-up in un ampli, sia col pick-up centrale da basso. Quindi con le prime 4 corde quella chitarra mi diventa un basso.

Paulette Du: Quella sarebbe proprio la chitarra ideale per me...

AF: Se vuoi la posso replicare, la posso fare anche pitonata rosa con le paiettes.

Paulette Du: Va bene, e me la compra Tony Graffio... Me la regala lui.

TG: Quanto costa? Sconto Basement eh!

AF: Con lo sconto Basement non ne ho idea, ci devo veramente ragionare... Più che altro per il tempo che mi richiede un lavoro di quel tipo.

Paulette Du: Tu pensaci bene...

TG: E poi ce lo comunichi...

AF: Va bene.

TG: (Rivolto a PDU) Certo che tra te e Murder Farts che mi voleva scroccare un pranzo non avete nessun ritegno eh?

(Risate)


I Plutonium Baby ed i loro uomini di fiducia, inclusa la Santissima Trinità has pranzato alla Trattoria della Fortuna di Jesi (c'è sempre bisogno di buoni auspici...). Il pranzo non è stato offerto da TG.
I Plutonium Baby ed i loro uomini di fiducia, inclusa la Santissima Trinità ha pranzato alla Trattoria della Fortuna di Jesi (c'è sempre bisogno di buoni auspici...). Sotto al fotogramma di Alberto Sordi tratto da Un Americano a Roma, Andrea BJ.
Il pranzo non è stato offerto da TG.

TG: Altro che Santissima Trinità! Anche la Bastarda è fatta con pezzi di recupero?

AF: Sì, con la resina. Gli ho fatto uno stampo e l'ho preparata.La chitarra nera invece è stata fatta con i legni della panchina che c'era nel parco dietro a casa, esattamente a Monte Albano, un quartiere sopra Cattolica. Erano mesi che la vedevo lì, ho smontato una tavola della panchina ed ho costruito la chitarra. Quello invece era un vecchio skateboard che avevo l'altra invece era una tavola del porto d'ormeggio dove lavoravo anni fa, a Porto Verde, dove lavoravo come ormeggiatore.

TG: Non bisogna invitarti mai a casa...

AF: Meglio di no, poi sparisce molta roba... anche perché il mio problema è che quando vedo un oggetto, già mi immagino una chitarra.

TG: Quante ne hai create fino ad adesso?

AF: Una quarantina.

TG: Nile Rodgers, il chitarrista degli Chic aveva una chitarra molto particolare assemblata con il corpo di un modello e il manico di un altro tipo. Questo fatto conferiva elasticità all'insieme e una certa flessibilità anche al suono. Anche quella era una chitarra bastarda, ma lui afferma che suonasse da Dio, proprio per la sua diversità rispetto alle altre.

AF: Può essere.

TG: Ti è mai capitato di fare impianti di quel tipo?

AF: Quando ho riciclato vecchi manici di chitarre, ho inserito un manico Fender originale in un legno trattato da me.

TG: Certo tu sei quasi maestro d'ascia, chissà cosa riesci a fare... Paulette, non scappare, fai una domanda da chitarrista a chitarrista/costruttore/artista, per favore. Una domanda al poeta della chitarra e delle panchine...

AF: Semplicemente ad Alberto...

Paulette Du: Vediamo, cosa potrei chiederti... Mi regali quella chitarra?

TG: Sembra che ci stia pensando...

AF: Sarò sincero: no. Quella è nata esclusivamente per me.

TG: Paulette, hai scelto la chitarra sbagliata, ci dispiace...

AF: E così per tutte le chitarre, fino a che non faccio una chitarra nuova che mi esalta ancora di più.

TG: Perlomeno siamo sicuri che le tue creazioni piacciono!

AF: La Bastarda è veramente frutto di ricerche approfondite. Sono 15 anni che mi occupo di queste cose!

TG: Glie la possiamo almeno dare in uso per un mese, per il prossimo Tour dei Plutonium Baby?

AF: Quello sì.

Paulette Du: Ma non è che mentre la uso si spacca qualcosa, vero?

AF: Può capitare, perché sono artigianali, è normale. Ma il problema non è quello, il fatto è che tutti coloro che hanno comprato una mia chitarra, poi ne hanno presa un'altra. Una volta che la usi, non ne puoi più fare a meno.

TG: Facci qualche nome.

AF: Un grande appassionato delle mie chitarre è Daniele Flower che suona nei Gentlemens, è anche lui un one man band.

TG: Lo abbiamo conosciuto lo scorso marzo.

F: Lui è andato via di testa per una chitarra che gli ho costruito tempo fa. Un altro chitarrista è Bruno Gordo, sempre un one man band che aveva bisogno di uno strumento particolare. Anche Raul Cremona ha una mia chitarra, è interessante perché lui è un comico di Zelig. L'ho conosciuto anni fa, l'ho portato a casa mia ed abbiamo suonato insieme, lui è anche un ottimo musicista e siamo ancora in contatto perché è una persona eccezionale.

TG: Perché il tuo marchio si chiama Insane Looser?

AF: Perché io mi ritengo non adatto a questa società, tutte le mie cose iniziano bene e poi finiscono male. Insane Looser va inteso come insano inconcludente...

TG: Traducimelo in romagnolo Insane Looser

AF: T'si un por sfighé

Paulette Du: Un povero sfigato...

TG: Però, la cosa peculiare di questo stand, che secondo me potrebbe essere il più bello del Basement...

AF: No, dai...


Forstner si definisce un insane looser...
Forstner si definisce un insane looser... Sulle ginocchia ha la sua chitarra/skateboard. Notare il pavimento a scacchi...

TG: E' il pavimento! Tu sei l'unico che s'è portato il pavimento da casa! Io la macchina da scrivere, ma non è niente al confronto della tua istallazione scenografica.

AF: E' il pavimento che uso in casa, perché se montassi tutto così in casa quando suono spaccherei il pavimento. Lo faccio per non scivolare perché quando suono avanzo di 10 centimetri alla volta e mi devo legare da qualche parte.

TG: Ormeggiare, allora... Grazie Alberto, grazie Paulette, adesso consegnerò anche a voi una zucca che potrete trasformare come volete disegnadonci sopra qualcosa che richiami le vostre passioni, artistiche o d'altro tipo...


Alberto Forstner, Paulette Du, la chitarra Bastarda, la piccola zucca da decorare e sulla sinistra le stampe alla cianotipia di Werther Zambianchi che ha latitato durante tutto il Basement Party... ma non importa, noi (quasi) tutti resteremo sempre col Basement sul ...cuore!

Tutti i diritti sono riservati

giovedì 26 ottobre 2017

Programma del Basement Art Party - Jesi 17/18/19 Novembre 2017

Anche in questa edizione autunnale del Basement Party, "Frammenti di Cultura" sarà presente a Jesi per vedere ciò che accade in uno degli incontri più effervescenti dell'anno, sulla scena artistica Underground marchigiana. TG


Sara supersexy
Il Tempo ti consuma in fretta: Vivi intensamente e non perderti il Basement Party!


Ricordatevi queste date: 17/18/19 Novembre 2017
Ecco cosa succederà:
Il Basement Art Party non è soltanto una rassegna artistica che mette in Cantina (al Cotton Club di Corso Matteotti, 33) ed in piazza (al quartiere San Giuseppe, al Centro Sociale TNT ed in alcuni luoghi di ritrovo della città) i migliori grafici, illustratori, artisti, tatuatori, fumettisti, musicisti e sperimentatori in mille altre discipline artistiche/sociali e culturali; è un evento unico nel suo genere con la missione di dare visibilità a tutte quelle realtà artistiche assimilabili al mondo dello skateboarding, del tatuaggio, del fumetto, della grafica, della poster-art, della illustrazione, della fotografia, della kustum kulture ed in generale a tutte le arti visive affini al Rock'n'Roll e alla musica.
Elemento fondamentale del Basement Party è la promozione della Street Art, della Controcultura e dell'esplorazione di nuove forme di comunicazione e aggregazione sociale.
Gli artisti che aderiscono al Basement Party desiderano stimolare il dibattito attorno ad argomenti culturali/sociali ed estetici 
attraverso le loro opere e tematiche attuali, per portare il pubblico ad una maggiore consapevolezza della realtà in cui viviamo e della continua evoluzione della nostra società.
Il recupero degli spazi sociali è un altro punto cardine della "mission" del Basement Party che lotta contro il grigiore della cementificazione urbana, e l'omologazione degli individui.
Per un miglioramento della qualità di vita dei cittadini, il Basement Party si vuole impegnare per dare il proprio contributo ad una nuova prospettiva di futuro in cui arte, cultura, sport e benessere psico-fisico siano il motore di una nuova prosperità economica e sociale nel nostro Paese.

Programma

Venerdì 17, Sabato 18 e Domenica 19, dal pomeriggio a tarda notte, mostre itineranti nel centro storico di Jesi, dalle ore 18,00 alle ore 24,00 circa, presso i seguenti locali:

▶ Comida
(ex Spaccavia) Viale della Vittoria 61,
Esposizione di David Panico Campana, Chiaravalle.

▶ Jack Rabbit - brewpub indipendente - Jesi
via Federico Conti 3/B,
Uomini Nudi che Corrono presentano Quel Piccolissimo Giganteschio, mostra di strip da tutta italia dell'omonimo volume.

▶ Man Cave Cafè
via Torrione 5, Esposizione di: Alex Polita, Kustom Kulture da Jesi; Motos Carronas, Kustom Kulture da Jesi; Lorenzo Fugaroli Fmw aka Fugar Metal Works, Kustom Kulture da Ancona; La Santissima Trinità, collettivo romano di designer, illustratori e poster-artist composto da: Paulette Du, poster art; Murder Farts, Kustom Kulture artist e Simone Lucciola, illustratore e graphic designer


▶ La Picca
Piazza Gaspare Spontini 2/B, Esposizione delle tavole del Black Horse tattoo di Roma; opere originali di Francesco Giamblanco, Fabrizio Mele e Deborah Necci, in collaborazione con i local heroes Homeward Tattoo di Jesi.

▶ Poldo Burger Bar
via del Fortino 3, Esposizione di Giulia Civitico aka Microamica, papercutting artist di Maniago (Pn).

▶ Rambaldus Cocktail Bar
Piazza Federico II, Esposizione di Marco Cinquantalire Macellari, illustratore e designer di Macerata.

▶ RossoIntenso Enoteca Degusteria
via Mura Occidentali 9, Esposizione di Diego Bonci, illustratore di Jesi.

▶ Giammarco Hair Salon & Shop
Viale della Vittoria 6, Esposizione di Charlie Brillantina Brown Moretti, grafico illustratore e poster artist di Porto S. Elpidio.

▶ Pinacoteca Civica, Palazzo Pianetti
via XV Settembre 10, Esposizione di Nicola Alessandrini e Lisa Gelli, illustratori di fama nazionale: sono tra i Deus Ex Machina del festival Ratatà di Macerata.

Venerdì 17 Novembre, dalle ore 23:00

Musica al Man Cave Cafè
Live music con: Alberto Forstner One Man Band da Rimini
Plutonium Baby garage-punk- rock’n’roll, da Roma.
A seguire, djset Rock’n’Roll-Garage-Punk a cura di Murder Farts

Mostre: Sabato 18 Novembre

dalle ore 16:00 alle 24:00
Apertura della Cantina/Galleria: Cotton Club in Corso Matteotti 33 a Jesi. 

Presentazione del Murales di Uomini nudi che corrono.
Mostra-mercato con esposizione di opere artistiche di: 
Murder Farts, creatore di diorama e Kustom Kulture designer, da Roma.
★ Ranni Davide aka Wolfenstein, designer Kustom Kulture e scultore con pezzi di ricambio di parti meccaniche, da Roma.
★ Simone Lucciola, illustratore e grafico della scena Punk Hardcore Romana, da Roma.
★ Paulette Du, poster artist e chitarrista di Motorama e Plutonium Baby, da Roma
Giampo Coppa, poster artist hero, da Torino
★ Tony Graffio, documentarista, da Milano
★ Barbara Fagiolo, illustratrice e tatuatrice, da Roma
Daniel Tummolillo, poster art e serigrafia, docente dell'Accademia di Belle Arti di Brera, da Melegnano (Mi)
★ Riccardo Chitarrari, illustratore, da Macerata
★ Gabriele Zagaglia, illustratore da Osimo (An)
★ Giacomo Farina, illustratore di Senigallia (An)
★ Giorgio Bartocci, writer e illustratore, di Jesi (An)
★ Big Air Lab, prime mover della scena skate marchigiana, esposizione di tavole da skateboarding.
★ Raffaele Primitivo, grafico e Dj, da Ancona
★ Alberto Forstner, artigiano/artista, da Rimini
★ Vanessa Cardinali
fumettista, da Jesi (An)
★ Francesco Biagini, fumettista da Perugia
★ Alex Massacci, fumettista da Jesi (An)
Marco Mantesso (Osteria Mekkanika), artigiano/artista/designer, da Bassano del Grappa (Vi)
★ 
Werther Zambianchi, fotografo e stampatore sperimentale, da Ancona 

Musica allo Jack Rabbit - brewpub indipendente - Jesi via Federico Conti 3/B, 
dalle ore 18,00 alle 24,00 circa.
Direttamente dal main stage del Summer Jamboree di Senigallia 2017, concerto R'n'R/Blues di Paolo Fioretti e Eolo Taffi.


☠ ♕ BASEMENT BIG PARTY ♕ ☠

Musica allo Spazio Comune Tnt Jesi, Sabato 18/11, dalle ore 24 circa, in via Gallodoro 68 a Jesi.
Banana Spliff, hip hop band, da Ancona con il loro nuovo album.
Colle der Fomento official, hip hop legends, da Roma.
After show curato da:
Dee Jay Oskee (Hip hop-Funky-Soul)
Dj Macca Andrea Maccarone (Rock- Beat-Northern soul)
Dj BRUNO Bruno Tarabelli (Rock-Rock'n'roll-Garage and moore)
Special Guest @ TNT Cocktail Bar
Our Barman Local Hero: Riccardo Staffolani

Fotografia
Il Gruppo HAR di Cuneo espone durante l'apertura dello Spazio TNT ed i concerti immagini che rappresentano “istanti di argomenti giovani”, scatti realizzati in maniera esemplare, che contribuiscono a infoltire quell'HARchivio documentario del nostro tempo. Fotografie di: Ugo Canavese, Monica Barbero, Loris Salussolia, Gianni Chiaramello, Loreta Baglio.

Domenica 19 novembre
alle ore 16:00 al Quartiere San Giuseppe, Jesi
Presentazione del "mural" realizzato da  Nicola Alessandrini e Lisa Gelli, artisti scelti dalla rassegna Chromaesis per la riqualificazione del quartiere San Giuseppe.

Mostra-mercato al Cotton Club, Corso Matteotti, 33 - Jesi dalle ore 17:00 alle 21:00.
Alle ore 18:00: presentazione ufficiale della Birra Wallop, dal birrificio "indipendente" di Monsano
I mastri birrai presenteranno e vi guideranno nella degustazione delle loro birre, che hanno già ottenuto vari riconoscimenti a livello nazionale.


Basement Party

Buon divertimento a tutti!