lunedì 8 settembre 2014

Restare senza respiro

Un'altra frase poetica di Ivan Tresoldi.
In via Gargano, angolo viale Ortles.

E' quando ce la fai d'un soffio che ti manca il

...

Respiro

E' quando ce la fai d'un soffio che ti manca il respiro


domenica 7 settembre 2014

друзья, Amici, Friends

In genere, cerco d'evitare di pubblicare scritte o espressioni politiche troppo forti contro personaggi del mondo della politica, o uomini pubblici; un po' per non suscitare reazioni contrastanti, un po' perché non voglio prendere le parti di nessuno, ma cercare di restare oggettivo sulla realtà di ciò che trovo che già esprime opinioni chiare e ben definite.
Ho riflettuto un po' su cosa fare di questi stencil di due amici che hanno molti interessi in comune e che sono stati ritratti nella medesima via del centro, un luogo non di grande passaggio, ma che sicuramente è in grado di valorizzare l'importanza di questi signori. 
Ho ritenuto che la bellezza, data anche dall'ambiente circostante a queste opere, non si potesse censurare, inoltre si tratta indiscutibilmente di satira politica, un genere che forse non era ancora stato presentato in questo blog di Tony Graffio.

Ritratto in stile Pop Art di Silvio Berlusconi


Questo ritratto mi piace molto e non so come mi ricorda, forse per la stempiatura incipiente, un altro grande politico che ha distribuito ovunque la sua iconografia dittatoriale, mi riferisco a Mao Tse Tung, del quale non sono riuscito a trovare un'immagine soddisfacente in cui appaia con un bel sorriso berlusconiano.
Ovviamente, a livello di fotogenia e di cura dell'immagine, il nostro Silvio vince su tutti, anche perché sembra più un attore che uno statista. Chissà perché?

So che non è la stessa cosa, ma immaginatevi un Mao sorridente, non avrebbe avuto il successo e la simpatia di Silvio?
(da un'opera di Enzo Fiore rielaborata da Tony Graffio)


Qualcun altro ha avuto la mia stessa visione di Silvio-Mao. Asservire il popolo, serigrafia di Daniele Miradoli esposta da MAC, Alzaia Naviglio Grande, 54.



Ritratto di Vladimir Putin triste

Anche questo ritratto è stupendo; già Putin assomiglia di suo a Buster Keaton, poi qualcuno gli ha aggiunto un naso rosso che lo rappresenta, senza ombra di dubbio, ancor più come un clown triste.
Come già abbiamo visto per Mao, nemmeno Vladimir Putin ha l'aria di uno che sorride spesso, infatti c'è da domandarsi come  ci si possa divertire in compagnia di un uomo così. Come giustamente il presidente della Federazione Russa ci ha ricordato di recente, egli è pur sempre l'uomo più potente del mondo, a capo di una potenza atomica che con un solo gesto è in grado di spazzarci via tutti. Forse, sarà questo pensiero che ci rende tutti un po' più seri e preoccupati.
Facendo ancora riferimento alle tensioni tra Russia e Ucraina e resto del mondo, un mio amico che è stato un alto ufficiale dell'Armata Rossa mi ha detto che le scelte di bloccare il commercio di certi prodotti italiani è stato un ammonimento al governo, non soltanto per una certa presupponenza, ma anche un gesto obbligato dopo che si è saputo che molti "volontari" italiani stanno combattendo tra le file degli ucraini.

Buster Keaton, un attore di poche parole

Non sono riuscito a trovare una fotografia di Buster con il naso finto, pertanto ci accontenteremo di questo suo ritratto.

Quello che circonda Berlusconi

Come viene visto Putin

Non mi esprimo sui commenti negativi riportati a fianco del ritratto di Putin, anche perché secondo me non è Putin, purtroppo più si occupa una posizione di rilievo più si è soggetti alle critiche della gente, questa è una legge che varrà sempre.
Non conosco personalmente né Silvio, né Vladimir, però mi piacerebbe assistere ad un loro incontro per capire come due persone tanto diverse possano condividere una bella amicizia tra loro ed avere interessi comuni.
Può essere che detenere il 12% di Gazprom dia un forte impulso con i potenti russi?
A volte, essere spietati non aiuta a fare gli interessi di un popolo, ma nemmeno raccontare barzellette serve a migliorare le condizioni di un paese, resta il fatto che sul volto di Silvio non appaiono insulti.

Nota:
la più stretta via di Milano dove riesce a passare un'autovettura. Via tristemente famosa anche per essere stato il luogo dove il "Mostro di Milano" seppelliva le sue giovani vittime in una cantina.

sabato 6 settembre 2014

Manu & Master

Poco più avanti del numero 46 di viale Isonzo, ci sono due faccioni tracciati da Manuinvisible e da Master.
Spesso gli street artist disegnano insieme, probabilmente questa duplice opera è un dittico eseguito nello stesso momento da due persone che si conoscono e si frequentano, senza che, in questo caso, ci sia stata un'osmosi di tecniche o influenze artistiche tra gli autori.

Colore contro forma

 Viso sogghignante ectoplasmatico

Grigio come il cemento, rosso come la terra cotta

Un profilo insolito alquanto allungato e preoccupato


More Colour

Anche queste immagini sono state riprese lo scorso 22 gennaio, si tratta di un grande pennello intriso di colore che si prepara a correggere il grigiore della città.

Colore e movimento

More Color

Brosart.com

La scena del delitto

Bros non fa tanti giri di parole, quello che vuol dire lo dice, il suo modus operandi è diretto e semplice: scende dal furgone, prende i colori e inizia a dipingere i muri, incurante di quello che gli capita intorno, tanto lui sa d'essere nel giusto e che questo mondo va cambiato, prima che si distrugga da solo.
In una bellissimo incontro che ho avuto con lui, tempo fa, nel suo atelier, Daniele mi ha spiegato tante cose, ma non mi sono ancora deciso a pubblicare quello che mi ha detto perché sento che sarebbe in qualche modo riduttivo raccontare solo una porzione della sua realtà. Può essere che cercherò d'approfondire ancora questi argomenti con lui e mi decida a pubblicare una storia più completa in futuro, quando questo blog esaurirà il suo compito di mostrare lo spaccato dei tempi che stiamo vivendo attraverso la creatività che riempie i muri della città.
Bros è un personaggio fondamentale dalla street art milanese e della cultura popolare di questa città, non è possibile non restare affascinati davanti a quello che ci può raccontare perché lui ha vissuto intensamente questa vita, credendo in ciò che fa, convinto di portare una nuova visione di forme e colori alle persone che nemmeno si pongono il problema di cosa sia l'arte contemporanea.

Femme de la Belle Époque

Questi scatti risalgono al 22 gennaio 2014, penso d'aver provato a realizzarli anche prima di quella data, ma le piante rampicanti ricoprivano in parte il volto di questa donna che proviene da un'altra epoca, così ritornai sul posto per ripetere le riprese.
Non ricordo per quale motivo ho tenuto questa immagine nel frigorifero, forse aspettavo l'occasione giusta per pubblicarle, o un argomento che potesse andar bene per un disegno un po' anomalo che probabilmente non mi convinceva appieno. Invece, passando i mesi, devo dire che questo volto un po' ambiguo ha il suo fascino proprio perché sembra avulso dal tempo presente e dalla realtà che lo circonda.
Spero che anche voi lo apprezziate, non conosco l'autore che spero mi contatti, perché vorrei vedere altre sue opere.
Contattatemi anche voi che visitate le pagine di graffitiamilano e lasciatemi dei commenti con le vostre opinioni, non faccio tutto questo lavoro di documentazione solo per me stesso, perciò vorrei sapere anche i vostri pareri, altrimenti prenderò in considerazione la possibilità di chiudere questo blog e tutti i suoi inutili contenuti.

Un volto che viene dal passato e si nasconde oltre la barriera della vegetazione, oltre a quella di un'altra dimensione temporale.

Una vela o un calice?

Non sempre è facile interpretare nel modo giusto un'immagine, il ritratto completo di questa donna degli inizi del '900 che indossa grandi perle con grande naturalezza e lascia intravedere uno splendido décolleté, sembra stia osservando qualcuno che entra in una stanza, o meglio in un locale della Parigi scomparsa. Strano e troppo moderno lo smalto azzurro sulle unghie che adornano una mano troppo grande per essere femminile, quante domande suscita questo dipinto; sapremo mai il significato nascosto in questa istantanea murale?

Luogo: viale Monte Ceneri angolo via Monte Generoso
Fotocamera: Pentax K-01 e smc Takumar 28mm f 2,8

mercoledì 3 settembre 2014

Visore notturno per Camera Oscura

Recentemente, sono stato da un fotografo in Trentino che mi ha mostrato una vera curiosità che arriva direttamente dagli anni 1980; si tratta di un visore dotato di illuminatore a led IR montato sopra una videocamera, tipo sorveglianza, che rimanda l'immagine a due oculari.
Muoversi in camera oscura con questo accessorio era come un gioco.
Questo visore un po' ammuffito non era in condizioni da poter essere usato, altrimenti mi sarebbe piaciuto comprarlo e provarlo.
Si tratta di uno dei prodotti ideati dalla C.I.R. (Costruzioni Incollatrici Rapide) di Roma, la stessa ditta che produsse le famose taglierine per pellicola di Leo Cattozzo.
Quando i vertici della C.I.R. iniziarono a comprendere che la produzione cinematografica stava calando decisero di portare sul mercato fotografico degli interessanti prodotti innovativi.
Non mi è mai capitato di vedere un oggetto di questo tipo prima ed il fatto che il proprietario lo conservi ancora, pur non usandolo, mi fa capire come anche costui sia affezionato ad uno strumento che ha utilizzato per anni e che gli ha reso più semplice il suo lavoro.
Espongo qui questa fotografia, sperando di far cosa gradita sia a coloro che non hanno vissuto l'era della fotografia chimica, sia a coloro che ancora si divertono in camera oscura.


Visore notturno per camera oscura che lascia le mani libere
Visore notturno per camera oscura che lascia le mani libere

Un posto dove orinare

Milano non è più Milano da tanto tempo: tutto quello che una volta era normale, ormai è diventato improbabile, impossibile o illegale.
E' difficile essere civili quando chi dovrebbe avere cura degli interessi dei cittadini e degli ospiti di una città che attende 20 milioni di visitatori, per l'anno prossimo, nega perfino la possibilità di espletare i propri bisogni in maniera decorosa.
L'argomento che ho scelto per oggi potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma non lo è, tutti vorrebbero vivere in un luogo pulito e sapere di poter contare su  servizi pubblici che ti evitino di esporti a situazioni imbarazzanti, o peggio a dovertela fare nei pantaloni.
Negli ultimi tempi, Milano è sempre più presa d'assalto da persone che le difficoltà della vita hanno suggerito di abbandonare i loro luoghi d'origine. Parlo di profughi, emigranti, disoccupati, avventurieri e sognatori che transitano dalla nostra città, oppure gente che rimane bloccata qui per anni bivaccando sotto i ponti, o trovandosi altri rifugi di fortuna.
Tutta questa gente ha delle necessità fisiologiche, come tutti del resto, però il risultato di ciò che le persone espellono dai loro corpi è visibile per le strade della città un po' ovunque. Ho evitato di fare delle fotografie, anche se forse dovrei farle, ma certi marciapiedi, specie di notte sono quasi impraticabili, un po' per la presenza di chi si attarda la notte a chiacchierare, bere, in compagnia, o in solitaria, all'aperto, un po' per quello che si cerca d'evitare per terra.
Tutti coloro che non hanno dove andare, o cosa fare finiscono sui marciapiedi e così anche la loro urina e quant'altro.
Capisco, che le persone per bene evitino d'andare a spasso per la città la notte, magari per non vedere queste cose, o sentirne l'odore, ma vi assicuro che non si tratta di un bello spettacolo.
I primi vespasiani a Milano furono istallati negli ultimi anni del 1800 ed avevano un aspetto vagamente liberty, non erano la soluzione ideale in quanto erano utilizzati solo dagli uomini, ma esistevano. 
Negli anni 1920 si pensò d'assolvere alle varie necessità di donne e uomini con la costruzione degli alberghi diurni.
Negli anni 1970, si procedette con lo smantellamento dei vespasiani di lamiera verde diventati  nel frattempo maleodoranti ed inutilizzabili.
A metà degli anni 1980 si studiarono delle cabine autopulenti che sopperirono alla carenza di orinatoi pubblici, questi gabbiotti non durarono molto, ma sono riuscito a trovarne ancora uno in piazza Prealpi che sembra perfino essere ancora funzionante.
Personalmente, non mi sono mai fidato a far uso di questi vespasiani automatici, neppure per prova perché, nei primi tempi della loro entrata in servizio, accadde un incidente degno di un film dell'orrore. Un utente, non ricordo bene per quale motivo, dopo aver fatto ciò che doveva fare, rimase chiuso all'interno del WC cilindrico e, durante la fase di pulitura automatica che richiedeva un abbondate afflusso d'acqua, quest'uomo molto sfortunato morì annegato.

Piazza Prealpi
L'ultimo vespasiano cilindrico in piazza Prealpi

L'aspetto divertente di queste macchine che si nutrono di deiezioni umane è che funzionano a tempo, pertanto se non ci si sbriga, è possibile che si apra la porta proprio sul più bello.

Toilette pubblica a pagamento

Un tempo, credo che bastassero 500 lire per entrare in queste toilette a minuti (per chi aveva la fortuna d'uscirne vivo), adesso vedo indicate delle grafiche per le monete da 05, 10, 20 50 centesimi e da 1 euro.
Accanto alla fessura per l'introduzione delle monete si parla invece di 5,10, 20 50 (cent. ?) e chicca delle chicche, troviamo anche un'indicazione che ci richiede  1 o 2 sterline...
Probabilmente, è rimasto il logo delle lire da quando non si credeva che anche l'Italia sarebbe riuscita ad entrare nella comunità di chi usa l'euro.
Certo che pagando un euro quasi 2000 lire, ci mancava solo che la Banca Centrale Europea avesse rifiutato un affare del genere. 

Nel caso ci fossero dei dubbi, questa è la porta

Già mi vedo qualche sprovveduto cercare d'infilarsi nella fessura tra le mattonelle e la parte borchiata, e poi ci si chiede perché questi cilindroni verdi non hanno avuto successo.
E poi, anche se la scritta aiutasse a trovare l'entrata, perché il senso di lettura è leggibile in uscita? Capolavoro! 

Suppostona

La forma è simpatica, il cupolino sul cilindro funge da lucernario e rende l'insieme molto futuribile, grazie anche alla bella porta scorrevole curva d'acciaio inox.
Sullo sfondo, il Mercato Comunale di Piazza Prealpi che pian piano sta morendo.
Anche su questi luoghi ci sarebbe molto da dire e non è escluso che in futuro non mi occupi anche di loro. Si tratta pur sempre di realtà della Milano che scompare.
All'interno di questi spazi son rimasti ben pochi negozi aperti e fa un po' tristezza entrare in questi mercati coperti, specie se ci si ricorda com'erano in passato.

Corso Sempione
Non contento d'avervi presentato l'ultimo vespasiano cilindrico, oggi ho deciso di ricercare anche l'ultimo vespasiano a casetta con fasciatoio e di mostrarvelo in questo splendido blog di varie cose belle e rare.
Qui siamo in Corso Sempione, quasi di fronte al n. 29 che è un portoncino della Rai.
Vespasiano di lusso

Toilette per uomini, donne donne che fasciano pacchi e persone disabili

Non che si possa entrare in 4 alla volta, ma questo WC tecnologico è abbastanza spazioso. Forse la grafica non reca giustizia a quello che si vuol dire, che probabilmente è volutamente poco chiaro, ma la donna che impacchetta un piccolo collo dovrebbe, in realtà, fasciare un bebè, solo che un altro avviso segnala che in questa casetta non possono entrare minori di 10 anni.

Costo: 20 cent. di euro

Qui, a differenza del WC di piazza Prealpi, il costo si capisce bene ed infatti ho voluto fare una prova, infilando 2 monetine da 10 centesimi nella fessura, la prima ha fatto un po' fatica ad entrare, ma la seconda è andata dentro bene.
Naturalmente, ho guardato all'interno di questa saletta, ma ho evitato di farmi chiudere dentro, considerando quello strano episodio che già vi ho raccontato.
Sopra l'etichetta gialla c'è una scritta in codice Braille.


No ai minori di 10 anni, no alle sigarette e la terza cose deve avere a che fare con la porta, ma non si capisce

Dal foro praticato sulla scritta PT Matic, si direbbe che qualcuno fosse interessato a vedere cosa accade all'interno di queste casette quando un utente è impegnato nei propri bisogni, o forse era solo un tentativo di scassinamento per far incetta di monetine.

Self cleaning toilev

Time available 15 minutes

La privacy degli utenti di questo micromondo è assicurata per circa 15-17 minuti, un tempo, tutto sommato, ragionevole, ma non ho capito se esistono avvisi di apertura quando si è impegnati nelle proprie funzioni, mentre all'esterno c'è un display che avvisa del tempo restante chi aspetta fuori.
Non ho mai visto code di persone che attendono il loro turno, in realtà, non so perché, non ho mai visto nessuno entrare qua dentro, una bella indagine da fare potrebbe essere appostarsi davanti a questa casetta per una giornata intera e vedere cosa succede.
Forse, se fossi un giornalista d'inchiesta, non trascurerei queste cose, anche in considerazione delle condizioni in cui si trovano certe strade della città, specialmente di notte.


WC con SOS

Se è vero che la civiltà di una comunità la si può capire dalla pulizia dei loro bagni, Milano non è uno dei luoghi migliori del mondo...
Non vorrei mai vivere gli ultimi istanti della mia vita in un posto così.


Fasciatoio con foglia secca

Non so voi, ma io non appoggerei mio figlio su un fasciatoio così sporco, nemmeno in caso di bisogno.


Durante la fase di pulitura s'accende una luce rossa.


Ad un certo punto, sul display è comparsa una scritta che indicava: "Errore mancanza acqua". Questo può voler dire che non rischiavo niente ad entrare?
E il WC come ha fatto ad autopulirsi?
Penso che cercherò un individuo davvero coraggioso e lo pagherò per fare qualcosa di concreto in questo gabinetto e poi aggiornerò questa pagina raccontandovi le sue impressioni.
Mi spiace, ma io non ho nessuna intenzione di farmi chiudere qua dentro, non che non mi fidi dei robot, o che io soffra di claustrofobia, ma se proprio devo restare imprigionato in una scatola metallica, preferisco gli ascensori, lì almeno qualcuno si ricorda di venirti a cercare.

Errore chiusura porta

Anche per la chiusura della porta c'è stata qualche difficoltà...
Cosa che in parte conferma i miei timori.


Toilette sgrammaticata

Che significato ha la scritta? In questo locale si rischia di contrarre la polmonite?
Poi, tutto è tornato magicamente come prima.

Un buon motivo per tornare a Milano

Non tanto per usare queste toilette, ma per vedere se nel 2015 si penserà a qualcosa di meglio.

Buon Expo 2015 da Tony Graffio