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lunedì 26 novembre 2018

Che cos'è la realtà per la Cabala

"Io mi nasconderò tra i nascosti." Dio

A volte sono un po' confuso e so che non sono l'unico: la realtà esiste o tutto è solo una rappresentazione illusoria di qualcosa che non arriveremo mai a conoscere? Tutto è solo interpretazione? Ho voluto rivedere il Cabalista del Sesia per parlare di questo argomento, dopo aver affrontato con lui anche altri discorsi. TG


Realtà illusoria
Tra una risaia e l'altra c'è chi studia la Cabala

Tony Graffio: Salomone, che cos'è la realtà? E che cos'è la rappresentazione della realtà?

Salomone: Quello che vediamo nella realtà non è la realtà, ma è una sua proiezione. Nella Cabala si fanno tre distinzioni della vista. La prima è la vista a 180°; la seconda a 150° e la terza è la vera vista. A volte, la visione periferica ci aiuta a vedere meglio della visione frontale. La vera vista però è l'immaginazione. Quando immaginiamo qualcosa, l'oggetto del nostro pensiero è perfetto perché risulta essere proprio come lo immaginiamo.

TG: Questo accade perché i nostri sensi non sono solo 5, vero?

Salomone: Esatto. Per la Cabala i sensi sono 12. La nostra percezione di coscienza è molto dilatata, molto allargata. I nostri 12 sensi spaziano in mondi e in sistemi al di fuori delle cognizioni normali delle persone. L'immaginazione dell'immaginazione è al di fuori di noi, si trova in un intelletto separato che fa parte della sapienza divina. Se noi fossimo in grado di immaginare l'immaginazione potremmo creare qualsiasi cosa e avremmo parte della conoscenza e della sapienza di Dio.

TG: Oltre a questa dimensione del reale...

Salomone: Oltre a questa dimensione.

TG: Ma a questo punto, come facciamo a sapere che la realtà è reale?

Salomone: Nel settimo libro dei mutamenti di Chen c'è scritto che la realtà non è mai uguale, perché muta in continuazione. Ciò che noi vediamo è un aspetto della realtà in quel momento, ma non è la vera realtà. La quiddità della realtà va oltre l'immagine, quindi, come si diceva prima, è immaginazione. Solo l'immaginazione ti dà la visione giusta.

TG: Siamo noi che immaginando la realtà la creiamo?

Salomone: Non è che creiamo noi la realtà, attenzione, perché ci sono diversi sensi. L'udito ti può far capire se intorno a te c'è un cane, un asino o un gallo, ma la vista di getto ti dà la completezza di quello che stai vedendo e ti dice che davanti a te hai un gallo con le penne colorate e che canta, eccetera eccetera. L'udito queste informazioni non te le dà. L'udito è l'intelligenza, la vista è la sapienza, ma come dicevano i greci, la sintesi e l'anti-sintesi hanno bisogno della conoscenza. E così la tesi e l'antitesi. L'equilibrio tra le due è la conoscenza; non basta essere intelligenti o sapienti, bisogna avere la conoscenza.

TG: E l'esperienza?

Salomone: Fa parte dell'intelligenza e ti fa interpretare i messaggi. La conoscenza arriva da una profonda consapevolezza sia della sapienza che dell'intelligenza umana.

TG: Ok, ma c'è bisogno anche di sperimentare ciò che si vive...

Salomone: Certo! La sperimentazione è parte della conoscenza.

TG: Con l'età diventiamo più saggi e sapienti?

Salomone: Dovremmo diventare più saggi e sapienti perché abbiamo più cognizioni dentro i nostri cervelli e possiamo avere delle indagini più complete dell'oggetto osservato, oppure della persona, oppure dell'animale... Oppure del cosmo, oppure della Creazione e altro.

TG: Ecco, però un tempo le persone che raggiungevano una certa età erano considerate sagge proprio perché avevano vissuto per tanti anni, mentre adesso mi sembra che ci sia poco rispetto per le persone d'esperienza che hanno una certa età. Perché?

Salomone: No. Io non penso che sia così, perché quando senti parlare un vecchio, o una persona di una certa esperienza, lo ascolti e anche i giovani lo ascoltano attentamente. Poi, che ci siano sistemi d'informazione, televisioni o giornali che vogliano capovolgere la realtà per i loro interessi è un'altra questione. Io non credo che la gente non ascolti gli anziani che gli insegnano a fare le cose, anzi li cercano. Purtroppo, ci sono pochi anziani che hanno la saggezza e la voglia di parlare e comunicare ai giovani la loro conoscenza. È vero che il giovane non sa quello che sa l'anziano, ma anche l'anziano non sa dove andrà a finire il giovane, perché non comprende il suo modo di parlare e di essere e non comprende le nuove tecnologie del mondo, le sue novità. E poi giovani e anziani difficilmente si incontrano.

TG: È un mondo che si trasforma molto velocemente.

Salomone: Sì, è un mondo che si trasforma velocemente, ma il problema è che non è un mondo in concatenazione.

TG: Ci sono delle dicotomie e delle interruzioni in questo mondo?

Salomone: Nella Cabala si parla di istatshelut, ovvero di mondi in concatenazione. Se i mondi non sono in concatenazione tra di loro non c'è futuro: invece di andare verso il mondo della rettificazione, andremo verso il mondo del caos, dove tutto si distrugge. Questo fatto è riportato anche dalla Berescit (vuol dire benedizione. Per le tre religioni monoteistiche nella Genesi), nel primo paragrafo della Creazione, dove si parla dei 7 re di Edom.

TG: Queste cose sono riportate anche nella Bibbia?

Salomone: Sì. Quando i 7 re di Edom sono morti il mondo è piombato nel caos e si è distrutto. Era un mondo entropico dove c'era troppo amore, troppa intelligenza, troppa energia, troppo di tutto e questi eccessi hanno finito per far esplodere tutto.

TG: Adesso siamo in un'epoca di crisi?

Salomone: Secondo me, abbiamo molti più strumenti rispetto ad una volta. Parlo di tecnologia, di internet e di computer che sono strumenti molto validi, ma purtroppo vengono usati anche dalle multinazionali, dalle banche, dai preti e da tutti quei centri di potere, più o meno forti. Grazie a questi strumenti i potenti riescono a controllare le masse, ma noi come masse non abbiamo nessun potere, ci dobbiamo rivolgere sempre a chi ha i mezzi finanziari ed economici. Se tu vuoi scrivere un libro e vuoi farlo circolare devi andare da un grosso editore e lui ti dirà che cosa devi scrivere. Sono loro che decidono che cosa puoi scrivere. La gente è succube di tutte queste manovre forzate e non lo sa.

TG: Hai toccato un argomento molto interessante che è quello della libertà di espressione, sia della parola che dell'immagine. Riesci a spiegarci che relazione c'è tra parola e immagine? Sono in antitesi o vanno nella stessa direzione?

Salomone: Ritengo che l'immagine sia completa, mentre la parola non ha tutti gli strumenti per descrivere l'immagine; in più, per fare un lavoro completo, bisognerebbe descrivere l'immagine in tutte le lingue esistenti e in quel caso, come dice la Cabala, puoi soltanto trarre un risultato vicino alla realtà. Ma non uguale.

TG: Una volta le persone che non sapevano leggere o scrivere si informavano attraverso le immagini, i dipinti, gli affreschi o le sculture che raccontavano degli avvenimenti per immagini. Nel 1800, quando c'è stato un obbligo diffuso allo studio per conoscere la scrittura e altre informazioni di base, anche i più poveri si sono in qualche modo evoluti culturalmente, ma la loro cultura è comunque diversa da quella dei ricchi. I più umili si sono ritrovati un po' spaesati, perché mentre prima erano analfabeti, ma sapevano interpretare le immagini e certe simbologie, dopo che hanno avuto una formazione scolastica hanno perso queste capacità un po' magiche. Condividi questo pensiero?

Salomone: Il simbolo va oltre la parola scritta, la perfeziona. Chi non sa leggere e scrivere vede un simbolo e comprende il concetto il che esprime. Non solo. Prima, i pittori erano condizionati dalla Chiesa e dipingevano quasi esclusivamente di avvenimenti sacri o raccontavano le imprese dei re e dei nobili; mentre dopo hanno ricevuto un forte condizionamento anche dalle banche, dalle televisioni, dai giornali e dalla politica.

TG: Hanno subito un condizionamento totale dai poteri forti.

Salomone: Certo. Mai nessuno si è sentito di criticare quei poteri: l'uomo di oggi non è libero di dire quello che vuole perché subisce un controllo mediatico molto forte e non riesce a verificare quello che accade nel mondo. Chi sa esattamente che cosa sta accadendo in Libia, in Siria o in Yemen? Dobbiamo prendere per buono quello che ci viene detto, perché non abbiamo la possibilità di accertarlo personalmente. Se oggi la TV ci dice che è caduto un aereo in Thailandia, che cosa possiamo realmente saperne noi?

TG: Tutto è molto relativo, ma noi come possiamo difenderci?

Salomone: Dobbiamo stare attenti ai poteri forti. Se un elefante ti viene incontro, stai attento che non ti schiacci. Il nostro è un mondo di squali, se sei un tonno verrai mangiato. 

TG: La realtà alla fine è conoscibile, o no?

Salomone: Dio è la realtà. Dio ha detto: io mi nasconderò tra i nascosti. Il consiglio del mio rabbino è quello di studiare molto per diventare ignorante come quando avevi due anni. Solo quando raggiungi quell'ignoranza la percezione della saggezza divina entra dentro di te e t'insegna tutto.

TG: Anche certi artisti dicono di voler tornare alle origini dell'arte dipingendo come bambini, ma non è facile farlo.

Salomone: Vedi? Devi dimenticare tutto per ricominciare. Per me sono più importanti le pitture rupestri degli aborigeni australiani che i quadri di Monet o di Renoir. 

TG: Eh grazie, ma gli aborigeni, come tanti altri popoli cosiddetti primitivi hanno capacità sciamaniche; sono popoli magici, sono in grado di fare qualsiasi cosa con niente.

Salomone: Sono in possesso di pratiche teurgiche molto potenti. Mentre la magia esalta il tuo ego e ti fa fare cose grandi fuori di te; le pratiche teurgiche buone agiscono con un sé quasi inesistente, in mode che se qualche mago o spirito maligno ti attacca, non ti trova perché sei quasi inesistente. Questa era la forza cheaveva Mosé contro tutti i maghi d'Egitto. Aveva un profilo dell'Ego molto basso, quasi inesistente che esisteva per pochissimo. Con questa umiltà Mosé riceveva la grazia della sapienza divina e poteva fare molte cose. Anche noi dovremmo comportarci sempre così.

TG: Se tu dovessi partire per un viaggio, dove vorresti andare?

Salomone: Mi piacerebbe andare in Africa, o anche in Australia, ma non è solo la destinazione di un viaggio che conta; è importante anche con chi condividi quell'esperienza e con che mezzo lo fai. Ma, in fin dei conti, viaggiare non è poi indispensabile perché la  nostra mente arriva dappertutto, sta a noi guidarla.


mercoledì 8 marzo 2017

Come gestire il rapporto sessuale tra Uomo e Donna. Il parere del Cabalista

"La vera fede è al di fuori della religione." S.

Oggi propongo una lettura importante. Dopo quasi un anno, ho pensato di risentire Salomone, il mio amico studioso di Cabala e proporgli nuovi argomenti di riflessione che possano esserci d'aiuto, perché tutti siamo mossi da passioni, istinti, ambizioni, ma nessuno poi ha un vero scopo nella vita o un cammino che ci possa condurre verso una meta precisa.
Ognuno di noi è un po' come un naufrago nella vita di tutti i giorni in cerca di orientamento e motivazioni che ci sappiano condurre verso un'esistenza non dico più consapevole, ma almeno più serena. 
Tra i tanti argomenti da trattare, ancora una volta voglio tornare su: amicizia, sesso, sessualità, amore e anima gemella, tematiche che recentemente hanno suscitato molto interesse tra chi segue queste pagine.
Oggi è anche la giornata giusta per trattare queste questioni, sentiamo che cosa ne pensa chi ha delle forti basi spirituali esoteriche. TG


Venus Nativity,  Dorian X, Sex
La Nascita di Venere - Dorian X - Olio su tela

Tony Graffio: Salomone, sei d'accordo con me che questa epoca in cui stiamo vivendo è un po' particolare? Adesso che sono crollate le fedi e le ideologie, i valori ed i modelli di riferimento la gente è smarrita, va avanti per inerzia e non solo non si dà risposte, ma a volte non si pone nemmeno le domande. Abbiamo bisogno di una guida che ci aiuti a capire cosa stiamo facendo e dove stiamo andando? Cosa dobbiamo fare per avere più fiducia in noi stessi?

Salomone: Questa situazione non è nuova. Se si guarda la storia, questa cosa è sempre capitata. Non bisogna mai disperare perché il cambiamento dipende da noi. Se questo è un momento difficile, sia dal punto di vista del lavoro, della società, della spiritualità, educativo e chi più ne ha più ne metta, bisogna comunque cercare di vivere la vita al meglio cambiando le cose che non vanno in cose che vanno.

TG: E' possibile cambiare il mondo?

Salomone: Certo e dipende da noi. Noi siamo i figli del Creatore e siamo noi che dobbiamo fare funzionare questo mondo, come lui ci ha indicato di fare attraverso le Sacre Scritture e tutte le sue manifestazioni di grandezza e di amore nei nostri confronti.

TG: Ho capito, però in questi giorni in cui l'uomo si è allontanato da Dio, volevo chiederti: l'uomo ha ancora bisogno di Dio?

Salomone: Il mondo è stato creato da Dio, questo è sicuro. Dio tutti i giorni mantiene il mondo attraverso tutti gli angeli della natura ed altri sostituti. Ogni giorno lui fa vivere il mondo e fa vivere noi. Se lui si ritraesse da questo mondo, il mondo finirebbe, morirebbe, sparirebbe e non ci sarebbe più, non ci saremmo più noi e nemmeno l'intero Universo.

TG: Le forze spirituali tengono insieme le forze materiali?

Salomone: Già Socrate ed i filosofi dell'antica Grecia dicevano che lo spirito è l'anima del corpo. E' lo spirito che tiene in vita il corpo.

TG: So che tu stai affrontando studi molto complessi e riservati, oltre che lunghi ed impegnativi; in più cerchi di conoscere il significato della Cabala ebraica al di fuori della religione ebraica, cosa che mi lascia abbastanza sorpreso perché non pensavo nemmeno che fosse possibile fare una cosa del genere. Però, a questo punto volevo sapere: qual'è la tua fede? Se ne hai una...

Salomone: La mia fede è l'unica fede che c'è. E' la fede in Dio. Credo fermamente in Dio, cerco di servirlo e di essere suo servo. Quello che studio mi permette anche di diventare profeta e quindi di essere il miglior servitore di Dio. Questa è l'Emunà, la vera fede ebraica. La fede è sapere che c'è Dio, conoscere Dio e amarlo. Il nostro amore non è in grado di raggiungerlo, ma poiché lui ci ama con un amore grandissimo, noi diventiamo vasi di contenimento del suo amore che riusciamo a rispedire verso di lui. Dio vede il suo amore e per questo ce ne darà sempre di più. E' grazie a questo percorso dell'amore che noi possiamo irradiare d'amore il prossimo, il mondo e tutto il creato. Se io nego l'esistenza di Dio, io non esisto.

TG: Al di là della religione?

Salomone: Le religioni sono solo tecniche e pratiche di ringraziamento verso Dio, per onorarlo, pregarlo o altro. Appartenere alla religione cristiana, musulmana o ebraica è praticamente la stessa cosa, perché queste religioni credono tutte nel Dio Unico. Per gli ebrei è vietato fare proselitismo. Cercare di convincere un musulmano a farsi ebreo è un peccato mortale con colpa.

TG: Come sta il mondo?

Salomone: Ognuno di noi vede il mondo in modo diverso a seconda della sua personalità, della sua cultura, in base a che lavoro fa; lo vede con gli occhi della sua famiglia e così via: tuttavia questo mondo non sta andando tanto bene. Se osserviamo la nostra classe dirigente e politica; il clero o altri personaggi pubblici, ci accorgiamo che ci sono tante cose che non vanno bene. Cosa che genera malumori e scontento tra la gente che non si esprime più come dovrebbe continuare ad esprimersi per condurre normalmente una vita serena, tranquilla e gioiosa.

TG: Capisco. Che cosa può aiutare nelle difficoltà d'ogni giorno? Specie chi non abbraccia una fede religiosa?

Salomone: La fede religiosa non è la vera fede. La vera fede è superiore alle religioni. Qui l'indicazione da seguire non può essere uguale per tutti. Ogni persona è unica e deve vedere le realtà del mondo in modo personale. Ad esempio, il contadino che coltiva la vigna ed ha molti uccelli che vanno a mangiare i chicchi d'uva dovrà pensare che gli uccelli gli mangiano l'uva, ma questo significa che la sua uva è buona, cosa che gli permetterà di fare del buon vino e di venderlo ad un prezzo doppio, se gli uccelli gli hanno mangiato metà dell'uva.

TG: Qual'è il valore dell'amicizia?

Salomone: L'amicizia non si vende e non si compra, è importantissima, ma per amare qualcuno come amico bisogna innanzitutto conoscere se stessi. L'amicizia è una manifestazione d'affetto verso gli altri, prima verso i nostri fratelli, i nostri genitori e così via. Per amicizia, si può rimproverare l'amico che sbaglia, perché non bisogna essere un paggio che dice sempre di sì. Allo stesso modo bisogna ascoltare il consiglio dell'amico, analizzando e discutendo quello che ci viene detto, insieme al nostro amico. 


Virgo Martyr SEX Dorian X
La Vergine Martire - Dorian X - Olio su tela

TG: L'amicizia è un tipo di relazione molto bella, ma c'è qualcosa di ancora più forte che ci spinge a desiderare di compiere atti che soddisfino i nostri istinti insieme a qualcuno che sia di sesso opposto al nostro. Che cos'è il sesso e che rapporto ha questa azione con il Divino?

Salomone: Noi siamo stati creati con un'anima e un corpo, il corpo ce lo danno nostro padre e nostra madre. La madre dà le parti rosse (sangue), il padre quelle bianche (ossa). Insieme al corpo, Dio ci mette metà anima; l'altra metà la mette nell'anima gemella, colei o colui che dovremmo riuscire a trovare in questa vita. L'Albero della Vita, oltre a tutta la creazione, spiega come Dio ha creato il mondo. Per questo, per ogni problema ci si rifà all'Albero della Vita. Nell'Albero della Vita, il sesso viene analizzato così: le prime tre Sefirot, o intelletti separati, sono i baci; le altre tre Sefirot sono gli abbracci; alla fine c'è il contatto sessuale. Attenzione che il contatto sessuale con l'anima gemella, quella che ci completa e può essere una sola, si chiama Oneg. La parola che definisce l'orgasmo, Oneg, è la stessa parola ebraica che definisce il paradiso terrestre. Ciò significa che se facciamo un sesso puro, con il nostro partner, con amore e totale dedizione mettiamo la testa nel paradiso terrestre. Succede anche un'altra cosa ancora più importante. Quando qualcuno fa l'amore con queste intenzioni pure e sacre, anche Dio lo fa con lui/lei e si produce una totale unione tra il Divino e l'umano. Si parte dal materiale, per andare allo spirituale e raggiungere il divino.

TG: Si tratta però di casi molto particolari.

Salomone: Sì, sono casi particolari che capitano poche volte nella vita.

TG: Quante volte può capitare nella vita d'innamorarsi veramente?

Salomone: Il mio maestro Nadav Crivelli, mi diceva che al massimo può capitare cinque volte in una vita.

TG: Va bene, però a volte i nostri istinti ci spingono a pensare: guarda che bella donna, come la desidero, vorrei proprio congiungermi carnalmente con lei. Anche per un istinto dei sensi, non solo per una questione spirituale; come va vista questa pulsione?

Salomone: Questo desiderio è molto umano, è una pulsione normale che hanno tutti. Secondo le religioni è sicuramente un peccato, ma non è un peccato con colpa perché siamo fatti così. Diversamente, non potremmo essere portati a non fare questa azione, perché in quel caso saremmo malati. Anche il nono comandamento dei cristiani che tutti conosciamo come: "Non desiderare la donna d'altri", non è così. La traduzione corretta recita: "Non concupire la donna d'altri.". Concupire è diverso dal semplice desiderare, perché desiderare qualcuno significa peccare, ma senza colpa. Concupire sottointende un'azione tentatrice e lussuriosa, un'azione per indurre la donna a cedere al mio desiderio. In quel caso sì, siamo di fronte ad un peccato con colpa.

TG: Se è un'azione spontanea non c'è peccato?

Salomone: Il desiderio è un istinto naturale che è dentro di noi perché è stato creato dentro di noi.

TG: Quali donne posso desiderare allora?

Salomone: Sappiamo che ci sono delle donne vietate. Le donne sono vietate quando sono con i loro mariti; quando sono in una condizione impura oppure quando non hanno ancora raggiunto una certa età. Queste sono cose che noi dobbiamo sapere prima.

TG: Quale età?

Salomone: Sono vietate fintanto che non raggiungono la maggiore età. Un tempo erano 15-16 anni, adesso 18.

TG: Una donna a 12-13 anni è già matura sessualmente?

Salomone: E' matura, ma non è fatta per l'uomo maturo. Tra coetanei il discorso è diverso, ma adesso lasciamo stare questa cosa che diventa terreno fertile per psicologi, umanisti e chi più ne ha più ne metta.

TG: Ok, come vuoi, continuiamo a parlare di sessualità però.

Salomone: Nel contatto sessuale ci sono 7 punti Chakra. Partono dal coccige, per arrivare fino al punto più alto della testa; devono essere attivati per poter raggiungere un orgasmo migliore che percorre tutta la spina dorsale ed inebria il corpo con una reazione chimico-fisica in grado di darti anche un'elettricità diversa che arriva quasi ad illuminarti tutto. Parlare dei Chakra è molto complesso, dovremmo trattare solo questo argomento, se vuoi lo faremo in un'altra occasione. Inoltre, il sesso si fa in due e quindi l'esperienza si moltiplica perché ci si mette uno di fronte all'altra, ci si tocca...

TG: Ok, ho capito, ma quando noi uomini proviamo attrazione per una persona dell'altro sesso e la desideriamo... Possiamo cedere alle nostre tentazioni?

Salomone: No, bisogna prima fare delle valutazioni. Chi è questa donna con la quale io voglio andare a letto? E' giovane? E' in condizione da non poter venire con me? Una volta che mi sono dato delle risposte, decido cosa fare.

TG: Certo, però alla bellezza è difficile resistere...

Salomone: Bisogna vedere la propria predisposizione, anche perché alla bellezza esteriore non sempre corrisponde una bellezza interiore. Un altro mio maestro era solito dirmi: "La bellezza non paga". Una donna può essere molto bella, ma fredda. Può non avere il dono della parola, non avere cultura, essere volgare. A quel punto, anche quel poco di bello che le è stato dipinto di fuori diventa brutto. Come la morte...


Il Cabalista ritratto di recente al FOA Boccaccio di Monza


lunedì 4 aprile 2016

Il Cabalista

L'uomo non è dove è con il corpo, ma dove pensa di essere con la mente. TG

Il Cabalista
Salomone, 61 anni, imprenditore e Cabalista

Tony Graffio è andato in Piemonte per incontrare uno studioso di Cabala ebraica: Salomone. Nome preso in prestito da un grande saggio che regnò circa 3000 anni fa nell'antica terra d'Israele, per confrontarsi con le persone con le quali egli ha a che fare e per presentarsi al pubblico di Frammenti di Cultura. Per Salomone è importante annullare il proprio ego, per questo motivo trova superfluo apparire col suo nome reale.
Era da tempo che pensavo d'introdurre un argomento che potesse rivelarsi utile ad un pubblico che ha vasti interessi, poiché io stesso fin da quando, anni fa conobbi Salomone, rimasi affascinato da un sapere che nessuno vuole divulgare e sul quale persistono molti fraintendimenti e false informazioni.
Non esistono solo le cose visibili e così che Salomone in questo dialogo ci condurrà per mano verso quei mondi paralleli che ci circondano costantemente e che molti di noi si sforzano di negare.
L'arte spesso si esprime con punte d'elevazione intellettuale, spero che questa lettura possa essere uno spunto di riflessione su questioni spirituali, anche perché la spiritualità è spesso fonte d'ispirazione all'artista che elabora pensieri ai quali vuol dare forma con la materia. Conoscere il pensiero di chi ci ha preceduto e saperlo interpretare chiaramente, anche quando esso è esposto in maniera criptica o simbolica sarà di grande utilità a chi vorrà poi approfondire questi studi in maniera individuale.

Ogni uomo è cenere. Queste ceneri aiutano l'attività del Cabalista

Tony Graffio intervista il Cabalista ai confini di un mondo sottile, ma consistente

Tony Graffio: Salomone, vorrei chiederti qualcosa che ci aiuti un po' ad introdurre l'argomento della nostra conversazione. Tu ti occupi da tanti anni di Cabala. Perché pensi che la Cabala ebraica possa interessare il nostro pubblico?

Salomone: Io ho conosciuto la Cabala 12 anni fa, quando ho iniziato a studiarla. Mi è servita molto nella vita, per essere più contento e per risolvere alcuni problemi. Penso che dovrei trasmettere agli altri quello che ho imparato, proprio per dar modo anche ad altre persone di migliorare le loro vite risolvendo i loro problemi per poter condurre una vita felice.

TG: cerchiamo di capire cos'è la Cabala. È una religione? Una filosofia? O un modo di vivere?

Salomone: La Cabala non è filosofia, non è religione, la Cabala si può usare in tutto. La Cabala è un metodo, ma non è un metodo. La Cabala è un controsenso, se dovessi spiegarla in parole povere direi che quando noi abbiamo un computer, siamo in presenza di una tastiera, un disco rigido, un monitor e di altri parti. La Cabala è il cablaggio che unisce tutto. Unisce questo mondo ad un altro mondo, unisce l'infinito con il finito, e chi più ne ha più ne metta.

TG: Salomone, ti rifaccio la domanda di prima. Una persona normale perché dovrebbe interessarsi alla Cabala?

Salomone: Intanto, le persone sono tutte normali, viste dalla parte del Divino. Una persona non è una bestia, l'uomo è pieno di dubbi ed i dubbi vanno chiariti. Sempre l'uomo deve fare chiarezza nei suoi dubbi, altrimenti resterebbe una bestia. E' interesse suo, del suo prossimo e della sua comunità evolversi andando verso l'alto, ricevere la luce divina e riportare la luce divina.

TG: Tu professi la religione ebraica?

Salomone: Io non professo nessuna religione. Se dovessi scegliere una religione ne sbaglierei 299. Io studio anche altre religioni, come il buddismo, lo sciamanesimo, l'induismo. Le religioni mi appassionano, vedo che ci sono delle verità intrinseche che le accomunano alle verità dell'ebraismo. Sicuramente, se un giorno dovessi essere giudicato quando passerò la mia vita, verrò giudicato in base ai dettami della religione ebraica. Anche se non sono ebreo.

TG: Come ti sei avvicinato al cabalismo?

Salomone: io ho una piccola impresa, ho assunto un ingegnere ebreo che mi sfotteva sempre con delle frasi fatte come: tu sei un cristiano non puoi capire; noi ebrei abbiamo più storia; abbiamo più... Allora io ho preso queste provocazioni come una sfida, se così si può dire, e mi sono avvicinato all'ebraismo. Ho studiato prima che cos'era il popolo ebreo, ho studiato la sua storia, le sue guerre. Con Flavio Giuseppe ho approfondito questo discorso; poi mi sono letto tutta la Torah, quindi ho iniziato il Talmud e poi sono andato sulla Cabala, perché la Torah, l'Antico Testamento, ha un corpo e un'anima. Il corpo è il Talmud e l'anima la Cabala.

TG: Secondo te si può prescindere dalla religione ebraica, essendo cristiani?

Salomone: No (deciso). Se uno vuol essere cristiano e comprendere ciò che ha fatto Gesù, che era un rabbino ebraico. Comprendere i suoi prodigi, i suoi miracoli, le sue parole, deve per forza conoscere l'ebraismo, altrimenti non può comprendere nulla. E' come se una persona volesse iniziare a scrivere senza conoscere l'alfabeto. Può scrivere, se un maestro gli insegna a scrivere una parola, ma non ne saprà scrivere una sua. Saprà soltanto ripetere all'infinito la parola che ha copiato.

TG: Lo studio delle dottrine ebraiche prevede un'esistenza intera. C'è tempo sufficiente per conoscere in modo adeguato tutti questi argomenti?

Salomone: Questa non è una domanda facile, il tempo nella nostra società odierna è limitato, la gente è sfruttata al massimo sul posto di lavoro, io mi ritengo fortunato perché avendo un'azienda mia posso assentarmi quando lo ritengo necessario o studiare per dei giorni interi. Le informazioni normali che arrivano alle persone che lavorano quotidianamente con fatica, per mantenere la famiglia, sono molto limitate. Ci vuole una grande predisposizione allo studio, una grande volontà e tranquillità, cose di cui purtroppo non tutti dispongono in questa società dei consumi. Società che privilegia il futile, o che promette divertimento e guadagni facili, società che ci induce spesso a tralasciare la nostra crescita spirituale. Ricordo però che il punto d'arrivo di una persona non è solo avere una maggiore spiritualità, ma è il Divino.

Il Cabalista è anche un pilota acrobatico. L'uomo coi baffi sullo sfondo era suo padre

TG: Salomone, per cortesia, potresti descrivermi una tua giornata? Cosa fai dopo che ti alzi?

Salomone: Certo, io mi alzo alle 5,30 del mattino e per prima cosa leggo un brano della Torah, di solito si tratta sempre dello stesso brano che porta prosperità a chi lavora, dove si chiede a Dio una buona riuscita del proprio lavoro. Leggo sempre quella frase, tranne che nei giorni di Shabbat, o altri giorni festivi in cui leggo altre frasi. Mi alzo e vado al bar a Gattinara, a fare colazione. Lì incontro i miei amici che sono muratori, artigiani, lavoratori dipendenti, varie persone. Molti uomini maschi e pochi uomini donne. Dopo vado nel mio ufficio, verso le 6,30-7,00, dove incomincio a studiare Cabala. Prendo i manuali, un libro di Torah, o di Mishnah che sarebbe la Bibbia orale e faccio degli esperimenti, delle mie interpretazioni, faccio il calcolo delle Gematrie. Oppure leggo altri libri, per esempio di buddismo, dove ci sono i dieci mondi, e li paragono sempre come modulo misuratore all'Albero della vita, o ad altre Ghematrieh, composizioni ebraiche e così via. Non è facile, ma è un lavoro che mi piace e mi appassiona molto, ma a volte mi fa impazzire. Molte volte mi capita d'andare in meditazione spontanea, questo fatto vuol dire che c'è qualcosa che apre una porta e passo, non dico da un mondo ad un altro, ma ad una visione dei problemi diversa, questo sì. Non si può pensare di capire tutto subito, ma col tempo, molte cose mi vengono rivelate. Ed io ringrazio per questo.

TG: Salomone, fammi capire, vuoi dire che il cabalismo è un modo diverso per vedere la realtà?

Salomone: La Cabala non è un modo diverso per vedere la realtà, perché la realtà la vedi con gli occhi. La Cabala è un'interpretazione della realtà. E' come vedere una bella persona che sta morendo di cancro: la Cabala ti fa vedere il cancro, ma ti fa vedere anche qualcos'altro. Ti fa vedere perché quella persona ha avuto il cancro. E chi gliel'ha dato e t'insegna ad interrogare quel male fatale e come guarirlo. La Cabala non spazia soltanto attraverso i 5 sensi, ma spazia con 12 sensi e vorrei dire con infiniti sensi. Quando va nei mondi paralleli la Cabala sente e vede. O meglio, non è cieca e non è sorda, perché se io dicessi vede e sente la limiterei, mentre dire che non è cieca e non è sorda vuol dire che può vedere e sentire all'infinito. Come la Shekhinah, la grazia divina.

TG: Tu mi hai detto che studi anche il buddismo. A me, da quel pochissimo che posso sapere della Cabala, sembra che qui siano riprese delle idee addirittura dei Veda e di filosofie orientali quali la reincarnazione, per esempio. Potrebbe essere che già la Cabala sia una sintesi tra varie filosofie?

Salomone: Gli ebrei dicono che la verità, da qualunque parte arrivi va accettata. Faccio solo presente una cosa, la Cabala c'è da 6000 anni. Già Abramo, Isacco e Giacobbe usavano il potere della Cabala, quindi essa era antecedente ai Veda, o al buddismo, ma ciò non vuol dire che idee più recenti non debbano essere ugualmente valide. Se si vuol vedere se un'idea è valida o meno si può studiare quello che dice la Cabala e vedere se questo può dare una risposta che effettivamente funziona. Io sono un cabalista quindi credo nella Cabala, ma credo anche che se qualcuno trovasse un valido sentiero da un'altra parte farebbe ugualmente bene a seguirlo perché forse quello, per lui, sarebbe più idoneo, più saggio o più facile.

TG: Quindi il consiglio è quello che ognuno dovrebbe seguire la propria strada?

Salomone: Certo, segui la strada che funziona bene per te.

TG: Caro Salomone, io so che per gli ebrei la loro filosofia, la loro religione, le loro conoscenze vanno tenute segretissime; come mai tu sei disponibile a divulgare cose che si riescono a capire non solo con un notevolissimo dispendio di tempo, ma anche di denaro? So che queste sono conoscenze molto difficili da reperire, è anche difficile trovare i testi e le traduzioni giuste. Perché?

Salomone: Questa è una bella domanda. Io da cristiano com'ero, mi immedesimo nei cristiani che pensano che l'ebreo sia un popolo eletto, un popolo dalla cultura molto elevata e questo è vero, per i saggi ebrei. Ma il popolo ebraico è formato da tante persone, ci sono le persone normali, ci sono le persone abbiette, ci sono le persone umili, ci sono i lavoratori, poi ci sono i maestri delle leggi, i rabbini, poi ci sono i cohen (sacerdoti). Ecco, io ritengo che gli ebrei di un certo livello che conoscono i segreti della Torah facciano bene a non rivelare a tutti queste cose perché chissà le genti che uso potrebbero farne. Anche se la Cabala è molto criptica e non ti permette di fare delle cose al di fuori della sua orbita. Tu fai le cose che la Cabala ti permette di fare nel bene. Io so le maledizioni come funzionano. So la magia come funziona, ma non funziona così per la Cabala. Quando tu tenti di fare il male a qualcuno, il male viene su di te e non va sull'altro. Quasi come dice il Buddha: “Chi vedi in me? Sono il tuo specchio. Sono te stesso”. Ecco che la Cabala rispecchia il male che tu vuoi fare e quindi è doppiamente pericolosa. L'errore che hanno fatto i cristiani all'inizio, di sbandierare a tutti certi segreti, perché Gesù sapeva i segreti della Cabala ed operava miracoli e prodigi con questa, ha fatto ottenere al cristianesimo l'inverso. La religione del Cristo non è nata bene, per 300 anni i suoi seguaci sono stati perseguitati e sono stati ammazzati. Anche oggi, di questa religione è stata fatta un'interpretazione a tutto vantaggio del potere economico e politico di questa Chiesa.

TG: Però, mi sembra che anche il popolo ebraico abbi avuto parecchi problemi e persecuzioni, oltre che ancora adesso si dibatte sulla legittimità o meno dei suoi territori, che cosa significa tutto questo? Come possiamo leggere questa situazione?

Salomone: Il popolo ebraico è un popolo, una religione ed una nazione. E' stato un popolo scelto da Dio e ci sono diversi racconti su questo fatto. Tu m'insegni che quando tu hai un figlio prediletto e questo sbaglia, tu lo punisci. Più di un altro! Quando il popolo ebraico sbaglia, la paga molto più di un altro popolo, perché gli altri popoli non sanno quello che sa il popolo ebraico. Gli altri popoli sono ignari delle leggi divine, sono ignari del volere del Padre Eterno. Mentre il popolo prediletto conosceva il volere di Dio e se ha deviato sapendo di deviare, non ha solo peccato, ma ha peccato con colpa! E Dio che è un dio molto geloso, che pretendo molto dal suo popolo, lo punisce più severamente degli altri.
Non è stata la Shoah la più grossa punizione ricevuta dal popolo ebraico, ma è stata la distruzione del primo tempio e la sua asportazione in Babilonia. Quella fu una tragedia immane per il popolo ebraico. Eppure, Dio non ha mai abbandonato gli ebrei che si sono poi ripresi creando il secondo tempio che fu anch'esso distrutto e poi c'è stata la Shoah. Gli ebrei sulla Shoah di Hitler ridono, perché riconoscono che grazie alla Shoah hanno avuto il loro stato.

Zohar e Cabalista
Un altro ritratto del Cabalista nella sua stanza. Sullo sfondo i 21 tomi che compongono lo Zohar

TG: Salomone, tu con me sei stato molto gentile, mi hai fatto entrare nella tua casa, mi hai fatto entrare nella tua stanza personale dove ho potuto vedere i 21 volumi dello Zohar (Libro dello Splendore) e tu mi hai detto che quella è un'arma micidiale che può fare qualsiasi magia. Com'è possibile?

Salomone: Questa è un'interpretazione metafisica molto profonda come campo d'addestramento della Torah. La Cabala come campo di spiegazione usa la Torah, la Torah è di Dio, se tu mi spieghi questo libro è come accendere 1000 bombe atomiche, quindi ti lascio immaginare del cosmo cosa rimane se noi facciamo qualcosa del genere. Lo Zohar è veramente molto potente ed attraverso i suoi testi è possibile manipolare le coscienze e le persone, o fare cose insensate. Io, per esempio, quando vedo dei cali in Borsa penso sempre a quegli ebrei che la comandano. Quando vedo delle evoluzioni negative nelle guerre, vedo quegli ebrei che preparano quella guerra. Quando vedo che le industrie farmaceutiche inventano l'Ebola per vendere le loro medicine, penso agli ebrei che sono padroni di quelle fabbriche di medicine. Ecco perché costoro vanno puniti molto più severamente del popolo normale, perché essi producono delle catastrofi per un tornaconto personale.

TG: Tu mi confermi che il popolo ebraico è davvero un popolo eletto e che loro sono alla guida di questo pianeta?

Salomone: Io penso che essi non siano solo alla guida di questo pianeta, io penso che siano anche alla guida del mondo futuro, del mondo a venire. Perché essendo i prediletti, diverranno sicuramente servitori di Dio. I servitori di Dio comanderanno noi che non siamo ebrei nel mondo a venire, quindi saranno molto di più, saranno i prediletti di questo mondo che avranno il dominio di tutti i mondi. Addirittura si dice in certi racconti, che certe persone, come i grandi rabbini ed i profeti, verranno premiati da Dio con mondi tutti loro da comandare. Mondi interi, o addirittura galassie. Possiamo quindi immaginare per l'Infinito, il Padre Eterno, cosa possano significare queste persone.

TG: Benissimo, però adesso, per entrare un po' più nel pratico, per capire come ci dobbiamo muovere, tu hai qualche consiglio comportamentale da darci? Capisco che sia molto difficile entrare nella conoscenza di queste filosofie e di queste pratiche, ma una persona che volesse migliorare se stessa, che percorso dovrebbe intraprendere?

Salomone: Per prima cosa, la persona dev'essere sempre contenta, allegra e felice, magari ridere spesso e passare questa voglia di vivere al suo prossimo. Il nostro prossimo non è colui che sta a 1000 km di distanza, ma nostra moglie, nostro figlio, i nostri nipoti, i nostri parenti e coloro che stanno intorno a noi. A questo proposito, c'è un detto della Cabala che recita: “Inizia a camminare e poi corri. Quando corri vai un po' più lontano”. In un altro racconto si dice che quando la Shekhinah (la presenza divina) vuol scendere sulla terra scende in un villaggio e trova un funerale, non si ferma lì, ma prosegue e va in un'altra casa dove c'è un matrimonio e sono tutti allegri e felici e lì si ferma. Questa è un po' la sintesi del discorso. La cosa importante è sempre fare le cose che funzionano. Mai farsi dire: “Devi credere. Devi fare.” No, quello che conta sono le cose che funzionano. Se le cose funzionano, le fai, sei tranquillo e sei felice, senza credere in qualche dogma stupido. Mai seguire i dogmi.

TG: Sempre sperimentare e vedere se la cosa funziona sulla propria pelle.

Salomone: Esatto.

TG: Tu che giovamenti hai ricevuto nella tua vita apprendendo questi predcetti?

Salomone: Adesso, ti voglio parlare di un segreto che però è fattibile da tutti. Quando noi desideriamo qualcosa, che sia qualcosa di vivo o di non vivo, basta dimenticare l'oggetto del nostro desiderio per ottenere quella cosa, e questo desiderio si realizza subito. E' difficilissimo dimenticare qualcosa, è come andare nello stato di non-mente, come per comunicare con le piante, come dice Osho. Se, per esempio, desideriamo una motocicletta, bisogna avere un desiderio uguale o superiore al primo; posso così pensare contemporaneamente di voler andare a pesca per pescare delle belle trote per mangiarle. A quel punto, io non voglio andare a pesca, ma voglio la motocicletta. Pensando alla pesca dimentico la motocicletta, il mo pensiero però sale in alto, va all'Infinito e viene accolto. Quello che desidero no, ma ciò che non desidero viene soddisfatto e la motocicletta mi viene data.

Il dente di una benna di una scavatrice

TG: E con l'Ego come ci regoliamo?

Salomone: L'Ego va tenuto sempre basso. Se tu vuoi conoscere una persona, o vuoi incontrare una persona che conosci, io per esempio una settimana fa ho pensato a te, e tu sei arrivato, bisogna controllare i propri pensieri. Queste cose vengono dette a tutti, ma non tutti le applicano. Il cabalista deve registrare tutto, segnare tutto, per poter poi capire quello che succede e perché. Ho ricevuto una pianta da una signora, Regina, la mamma di un mio amico, e questa pianta soffriva, stava morendo, ce l'ho lì fuori, ho saputo che la Regina aveva un tumore. Quando questa donna è morta, la pianta s'è ripresa. Se una pianta o un animale ha una comunicazione con noi, noi dobbiamo avere una comunicazione con tutte le piante e tutti gli animali, per conto suo, del Padre Eterno. Noi non siamo piante, non siamo animali: siamo uomini. Noi non abbiamo il destino degli animali: se arriva un falco li può ghermire e portarli via, per noi è diverso.

TG: Perché gli uomini sono padroni del loro destino?

Salomone: Certo, come diceva il grande Ghandi, noi possiamo dire: “Controlla i tuoi pensieri perché controllano le tue parole; controlla le tue parole perché generano le tue azioni; bada alle tue azioni perché formano il tuo carattere; bada al tuo carattere perché crea il tuo destino”.

TG: Tutto dipende da noi?

Salomone: Dipende da noi.

TG: Puoi spiegarmi meglio come dobbiamo comportarci col nostro Ego?

Salomone: Come Mosè, la Cabala insegna ad avere un Ego molto basso e ad avere un grande timore di Dio per amare Dio ed aspettare. Noi non siamo in grado di andare nel Sole e prendere il calore del Sole, allo stesso modo non siamo in grado di prendere la sapienza divina. Però se noi ci trasformiamo in contenitori, siamo in grado di accogliere la sapienza. Dobbiamo stare attenti, quando noi siamo contenitore e prendiamo la luce divina sotto forma di conoscenza poi dobbiamo restituirla, perché il Divino vede la sua luce, non la luce dell'uomo. Restituendo la sua luce, noi facciamo grande il Divino, onorandolo per quello che è, accettando la nostra condizione di uomini. In questo caso il Divino ci manda conoscenza in quantità infinita.

TG: In un continuo scambio d'energie?

Salomone: Sì è un continuo scambio d'energie.

TG: Non bisogna trattenere nulla.

Salomone: Esatto.

TG: Questo è un segreto?

Salomone: Questo è un segreto.

TG: Com'è possibile che mediamente gli ebrei siano più capaci di altri popoli a raggiungere le ricchezze economiche ed il benessere materiale?

Salomone: Effettivamente, ci sono vari modi per realizzare questi obiettivi, io ne conosco principalmente due. Seguendo le Mitzvot, ovvero i comandamenti divini succede che Dio non solo dà la luce ai suoi fedeli, ma concede loro anche il benessere. L'altra strada ha un po' la stessa base che ti ho appena detto in quanto l'ebreo è abituato al calcolo delle Ghematrie ed in questo modo conosce bene la matematica e le varie scienze. Conoscere bene le scienze e saperle applicare diligentemente significa sicuramente riuscire negli affari, nel commercio e nell'industria. Ed anche nella politica.

TG: Ci sono conoscenze che si trasmettono da padre a figlio, da generazione in generazione?

Salomone: Una volta i maestri rabbini trasmettevano effettivamente le loro conoscenze da padre a figlio. Oggi le scuole di Jeshivah (per maestri della religione ebraica) sono un po' decadute per vari motivi: economici, di importanza politica ed altri. Pensiamo che chi è iscritto alla Jeshivah e va a fare il servizio militare in Israele viene pagato il doppio. Questa non sembra essere una cosa tanto giusta. Il rabbino, a differenza del Cohen (sacerdote) ha il compito d'insegnare la Torah ed il Talmud. Solo pochi rabbini sono anche cabalisti.

TG: E' un mondo difficile?

Salomone: E' un mondo che t'impegna al punto di contraddirti e di confonderti. Maimonide ha scritto libri su questi argomenti come: “Il cammino dei perplessi”. Purtroppo a me è già capitato di perdere la testa in questi studi che non sono finiti, o quantificabili. Ognuno li assimila per quello che può, riempendosi il cervello di queste informazioni non resta più spazio per nient'altro, ma è anche vero che il cervello si amplia e si creano delle cellule cerebrali più grandi. E' anche vero però che quando la testa è colma, come tutte le altre cose, tende a scoppiare.

TG: Salomone, tu effettui i tuoi studi con molta serietà e dedizione presso un rabbino, qua in Italia, lui giustamente offre un servizio apposta per te e richiede un compenso in denaro per questo compito; volevo sapere se è difficile farsi accettare da questa cultura? C'è eventualmente la possibilità d'abbracciare la religione ebraica per chi nasce in un popolo diverso dal loro?

Salomone: Io seguo i miei studi con Nadav Crivelli che non è un rabbino, lui tiene una scuola di Cabala a Milano e tutti possono iscriversi. Il problema è che non è facile studiare ed approfondire i concetti. Per quello che riguarda l'altra domanda, ti posso dire che io credo che uno che non nasce ebreo non può sposare questa religione, perché è talmente complessa, credetemi, che anche spiegare 50 Mitzvoth ad un cristiano non sarebbe utile a fargliele capire perché sono troppo difficili e non riuscirebbe a seguire queste indicazioni. Io al rabbino Bekhor di Milano dico sempre: la tua religione è bellissima, ma io non ce la farei a diventare ebreo.

TG: Dici questo per atto di umiltà? O di autocoscienza?

Salomone: La coscienza per gli ebrei è una cosa diversa. Non so bene che esempio fare, potrei dire che se conosci bene un carro armato e devi andare in guerra con un carro armato diventi critico sul carro armato.

TG: Tu non sei ebreo, però se ti comporti bene secondo i canoni dell'ebraismo ti si aprirà il loro paradiso? Ammesso che ne abbiano uno?

Salomone: No, al contrario, io penso che l'aldilà sia uguale per tutti, non importa che religione professi, io dico però che in base a quello che fai in questa vita, di là sarai giudicato. Potresti anche reincarnarti, se non avrai completato il tuo cammino, tornare su questa Terra e vivere più vite così come dicono i buddisti, gli induisti, o Osho. Anche la Cabala è possibilista in questo senso. Sicuramente, di là ti vedrai come in uno specchio e sarai tu il giudice di te stesso. Sarai tu che giudicherai perché, pur studiando la Cabala non ti sei attenuto a certe regole che ben conoscevi. Questo è l'esame di coscienza che fanno gli ebrei. Questo giudizio non porterà alla colpevolezza o all'assoluzione, ma ad un'alternativa che ti insegni come poter agire meglio.

Strumenti per azioni spirituali

TG: A questo punto, proviamo a parlare di etica: siamo tutti esseri umani, non siamo tolle di petrolio, abbiamo dei sentimenti e degli istinti... Pensiamo al sesso, ci si può concedere d'abbandonarsi alle proprie pulsioni, tanto poi basta ravvedersi come fanno i cristiani, o bisogna fare attenzione? Come ci dobbiamo comportare secondo la Cabala, in questi casi?

Salomone: E' un argomento molto complesso e ci vorrebbero molte udienze per sviscerarlo al meglio. La Torah spiega queste cose in una determinata maniera, ovvero, il sesso va fatto con la persona che si ama e poi si sposa. Sul Talmud ci sono dei brani che descrivono il sesso come l'avvicinamento e la conoscenza di un'altra persona, naturalmente parliamo sempre di due persone di sesso diverso, perché coloro che hanno lo stesso sesso la Torah li considera malati e per questo vanno curati. Oggigiorno però questi valori sono andati un po' ad indebolirsi e pochi stanno integralmente alle direttive della Torah.

TG: Mi sembra che se un bisogno diventa molto forte sia meglio soddisfarlo, anche secondo i canoni della Torah, è così?

Salomone: Sì, però il bisogno materiale sta sotto il bisogno spirituale. Per raccontarvi qualcosa di Salomone posso dirvi che aveva 300 amanti ed 80 mogli. Io ho studiato questa cosa attentamente e l'ho riportata anche sull'albero della vita. Salomone non conquistava queste donne sessualmente, ma spiritualmente. Aveva un conoscenza così profonda dell'animo femminile che lui riusciva anche a cambiare queste donne: E' questa la soddisfazione massima: uno quando fa sesso accontenta il corpo e gli sembra anche d'accontentare lo spirito, ma quando uno pensa alla sua maestra in forma spirituale nel sesso, e qui sono bravi gli indiani a spiegare queste cose, raggiunge dei livelli sublimi, non solo di godimento del corpo, ma anche nel godimento dell'anima. Socrate diceva: se rompiamo un braccio non lo possiamo curare attraverso l'ombra che proietta sul muro. Lo stesso concetto lo possiamo trasporre nel godimento del sesso e del sesso spirituale. Stiamo parlando di sentimenti diversi.

Albero della Vita ebraismo
L'albero della vita

TG: Spiegamelo meglio per favore. Possiamo fare sesso con un/a maestro/a per soddisfare un nostro bisogno spirituale?

Salomone: Non sempre. Se sei puro di spirito sì, il sesso porta anche lo spirito a combinarsi con l'altra anima, perché le anime sono solo metà. L'altra metà della nostra anima diventa parte di un'altra persona. Sarebbe l'anima gemella. Se noi ci troviamo in questa situazione, allora sì, il sesso fisico si combina con il sesso spirituale. Quando due persone si sposano, il Talmud e la Torah insegnano a concepire dei figli. Infatti quando Dio scacciò gli umani dal paradiso terrestre disse: crescete e moltiplicatevi. Moltiplicarsi significa avere dei figli, crescere vuol dire avere un'evoluzione spirituale. Quando due persone vogliono dei figli, devono pensare al loro figlio, fin da prima di fare sesso. Il figlio viene poi concepito dalla parte femminile con il sangue, con la parte maschile con le ossa, ma l'anima ce la mette Dio. Questo è il sacramento che dice: ama i tuoi genitori, dopo potrai amare Dio. Se tu non ami i tuoi genitori con cui Dio ha fatto la società per creare te, non puoi amare neanche Dio.

TG: E' Vero che siamo fatti ad immagine di Dio?

Salomone: Non di quella fisica, ma di quella spirituale. Dio non ha un'immagine fisica. Quello che conta è il suo volere nel mondo a venire perché lì non ci sarà più fisicità.

TG: Dio potrebbe essere un'entità emotiva?

Salomone: No, Dio può entrare nelle emozioni, ma non può essere un uomo perché è infinito. Quando Mosè sul monte Sinai ha chiesto a Dio di fargli vedere la sua faccia, Dio rispose di no, altrimenti Mosè sarebbe bruciato e morto. Troppa sarebbe stata la forza, la spiritualità ed il calore provocato da questa visione, perché Dio è infinito, non può entrare nel finito, farebbe scoppiare il finito.

TG: Un uomo che uccide un suo simile e commette omicidio, può essere perdonato?

Salomone: Il Talmud parla di diversi tipi di omicidi. Ci sono gli omicidi che avvengono per caso, come potrebbe essere quello che poteva avvenire una volta quando facendo rotolare una botte piena di vino si schiacciava una persona. Questo tipo d'incidenti venivano puniti con una specie di domiciliazione coatta o esilio. Esistevano delle città prigione che non bisognava lasciare per il tempo per il quale si veniva destinati a questa forma di punizione. In quei casi, nemmeno gli eredi dell'ucciso potevano recarsi in quei luoghi e ricorrere alla vendetta, ma se l'omicida usciva da quella città, poteva essere soggetto alla vendetta. In caso d'omicidio volontario invece, si era punibili anche con la pena di morte. I tribunali di una volta erano composti da 73 persone ed un tribunale saggio dell'antico mondo ebraico condannava a morte per strozzamento una persona ogni 7 anni. Erano pertanto piuttosto cauti nell'applicare queste pene. Si può dire che fosse una giustizia misericordiosa.

TG: E nel caso della guerra? Si poteva uccidere?

Salomone: Beh, in guerra uccidevano tutto e tutti. I soldati non vengono mai giustiziati per uccidere il nemico.

TG: Lo so, ma Dio come la pensa al riguardo?

Salomone: Dio ha detto: quando andate in guerra contro i filistei non abbattete le piante da frutto. Che cosa vuol dire? Dio non parla per metafore tanto per parlare. Se dice di non abbattere gli alberi da frutta, si deve intuire che gli alberi da frutta ti daranno da mangiare. Però, si deve anche intuire che Dio non era contrario alla guerra contro i filistei. Io penso che il doppio della metà delle guerre siano ingiuste. E non lasciano al vincitore quello che credeva di prendere. Mai.

TG: Nessuno dice di essere avidi, ma ci si può approfittare di certe situazioni, o bisogna stare attenti a tutto ciò che si fa?

Salomone: Tutte le inclinazioni malvagie dell'uomo nascondono qualcosa. Se vado a Milano e vedo un bel vestito in vetrina e so che costa carissimo e che non posso permettermelo perché non ho i soldi per pagarlo quando tornerò a casa al mio paese avrò sempre in mente quel vestito. Allora lavoro di più per comprarmi quel vestito, ma bisogna vedere che cosa si nasconde dietro a volere quel vestito. L'Infinito trasmette mille messaggi all'uomo. E' vero che io posso lavorare di più, ma poi tornato a Milano posso non trovare più quel vestito in vetrina. Io però posso conservare la brama di possedere quel vestito e questo desiderio condiziona la mia vita e la mia personalità. Devo leggere il messaggio che mi dà quel vestito, o meglio, la voglia d'averlo. Voglio più soldi? Per fare che cosa? Per fare stare meglio la mia famiglia? Questo potrebbe essere il motivo. Se io riesco a cogliere quei messaggi, potrei non essere più tormentato dall'idea di avere quel vestito e la voglia di possesso scompare.

TG: Se da una parte noi cerchiamo di controllare il nostro Ego per tenere un livello basso, non ha neanche senso che vogliamo accumulare ricchezze o troppo benessere...

Salomone: La ricchezza non fa la felicità. In questa zona c'erano persone molto ricche e ci sono ancora, eppure c'è una di queste famiglie che ha avuto ben due suicidi. Abbiamo visto anche una grossa famiglia di Torino, dove un figlio s'è buttato dal ponte di un'autostrada. Avere tanti soldi e tanto potere ti condizionano al punto di volerne sempre di più, perché c'è sempre chi ne ha più di te. Anche un pugile forte troverà sempre qualcuno più forte che lo batterà. La smania di avere sempre di più non ti fa godere la tua prosperità.

TG: Ok, siamo d'accordo, io però non ho ancora capito cos'è la Cabala, ho capito che bisogna leggere il Talmud, la Torah, studiarli molto bene e che poi c'è lo Zohar. E' questo il testo della Cabala?

Salomone: Sì, anche se questo non è il primo testo della Cabala perché è stato scritto solo 1200 anni fa ed è una grossa interpretazione pratica della Torah. Dal punto di vista metafisico, spirituale, dal punto di vista divino e ti apre degli scenari infiniti. Non ti dà una soluzione, ti dice che la verità sta tra il bianco e il nero, ma tra il bianco e il nero ci sono 248 grigi.

TG: Da quando esiste la Cabala?

Salomone: Da sempre! Già Adamo conosceva la Cabala, aveva un libro di Cabala che gli è stato tolto quando è stato allontanato dal giardino terrestre, perché la Cabala parla di due creazioni: la creazione del Tohu e la creazione della Rettificazione. La creazione del Tohu è la creazione del Caos, anche perché Dio non poteva creare un mondo perfetto. Ha dovuto dire: io creo un mondo e creo un altro mondo, quello della rettificazione. Quel mondo è nato esattamente 6000 anni fa, con Adamo ed Eva. Poi, le razze si sono mischiate. Il primo mondo, quello che deriva dalle scimmie antropomorfe è il mondo del Caos, quello che spiega la scienza. La Torah spiega il mondo della rettificazione che la scienza non può spiegare.

TG: Perché c'è bisogno di correggere questo nuovo mondo?

Salomone: Il mondo della rettificazione è fatto per l'uomo che deve correggere il mondo.

TG: Dio ha creato un mondo imperfetto?

Salomone: No, l'ha creato con qualcosina da fare in più, da perfezionare, ed ha detto: tu uomo, creatura che io preferisco e che sei mio figlio, devi perfezionare questo mondo. Dimostrami quello che sai fare. E' come costruire un giocattolo ad un bambino che poi apporrà delle sue modifiche a ciò che gli abbiamo donato. Dio vuol vedere che noi gli assomigliamo e che siamo stati creati da lui. Queste sono le condizioni che lui pone per amarci. Se noi non operassimo in quel senso scadremmo ai suoi occhi. Verremmo considerati un po' come gli animali.

TG: L'ebraismo è già una religione. La Cabala cosa aggiunge?

Salomone: Le interpretazioni metafisiche, interpretazioni divine e spirituali che usano vari sistemi: una è il calcolo delle Ghematrieh. Un altro, per esempio, è la visione della luce eterna. Un altro è l'albero della vita. Poiché quello che sta nel mondo parallelo a questo non è visibile, lo spiega la matematica e la fisica quantistica. Stanno costruendo degli acceleratori di particelle per andare con i gravitoni a vedere cosa succede nei mondi paralleli, quando è già tutto scritto e risaputo ciò che troveremo. Difatti, perché ci sono tanti premi Nobel tra gli ebrei? Nonostante questo sia un popolo relativamente piccolo? Perché gli ebrei dispongono di conoscenze più complete rispetto al resto del mondo ed arrivano a scoprire certi segreti scientifici prima degli altri. Einstein lo ha dimostrato, ma anche altri scienziati hanno avuto in sogno le soluzioni ai loro problemi e le risposte alle loro domande. Tutti sogniamo di notte, ma non tutti riusciamo ad interpretare i nostri sogni e non saper interpretare un sogno vuol dire non aprire una lettera che arriva. Gli ebrei riescono ad aprire quella lettera. Anche altri potrebbero riuscirci, ma bisogna saperlo fare però.

TG: Il popolo ebraico è molto attento a ciò che non si vede ed alle altre dimensioni?

Salomone: Se li paragonassimo ad un popolo antico, potremmo dire che gli ebrei sono tutti sciamani. Maestri sciamani, non semplici sciamani. Non è un paragone che calzi, ma serve a far capire che loro sanno cosa fare, come muoversi e come fare un esame di autocoscienza e le meditazioni giuste, riuscendo ad arrivare ad un risultato.

TG: perché il popolo ebraico non fa proselitismo per la propria religione?

Salomone: E' vietato. Per gli ebrei, se tu hai la tua religione, quello è il credo che va bene per te. Non devi venire a convertirti al mio. Se tu sei musulmano e preghi il Dio Unico, va bene così. Pregalo con il tuo metodo. Non ha senso distogliere qualcuno dalla sua religione per fargliene sposare un'altra. Probabilmente non conosce nemmeno la sua, che senso avrebbe insegnargli l'ebraismo? Io ricordo che il rabbino capo di Roma Elio Toaff faceva gli esami per accogliere nuovi ebrei a questa religione. Se a sostenere l'esame si presentava un cristiano Toaff lo interrogava sul cristianesimo e riusciva a porre domande talmente difficili che costui non sapeva rispondere. A quel punto Toaff diceva, vedi, tu vuoi sposare la religione ebraica, ma come lo puoi fare, se non conosci nemmeno la tua? E lo bocciava. Ecco, perché è vietato il proselitismo. Vai con la tua religione, studia la tua religione e prega secondo la tua religione, basta. Non hai bisogno di nient'altro. Se poi vuoi studiare la Cabala, studiala. Se vuoi studiare la Torah, studiala, potrai avere tutti i benefici di un ebreo ed anche di più. Infatti, è detto che il prossimo Messia non sarà ebreo, ma sarà qualcuno che verrà dal popolo misto.

TG: E' scritto nella Torah?

Salomone: Sì.

Torah
La Torah

TG: Ebrei, cristiani e musulmani hanno tutti lo stesso Dio?

Salomone: Sì, pregano tutti lo stesso Dio Unico. Ognuno secondo la propria religione. E per gli ebrei va bene così.

TG: E da dove arrivano le inimicizie, le guerre e l'odio tra religioni diverse?

Salomone: Quando Caino uccise Abele Dio disse: guai a chi toccherà Caino perché io lo ucciderò 70 volte 7. Ed a Caino però dice: tu andrai ramingo per il mondo e gli fece una Tau rossa sulla testa perché potesse essere riconosciuto. I saggi hanno studiato queste cose per capire perché Caino abbia ucciso Abele e sono arrivati a tre motivazioni. Primo motivo: le donne. Caino voleva sposare la sorella e Abele gli avrebbe detto: no sei troppo violento, non la sposi. Così Caino uccise Abele. Un altro motivo sono le religioni, o meglio le ideologie, avere idee diverse porta a scontri ed ad uccidersi per affermare la propria ragione. Come capita anche oggi. Poi, un'altra causa di discordia deriva dal possesso di beni immobili e mobili. Se tu Caino prendi i beni mobili, io Abele prendo i beni immobili, però se tu con i tuoi beni mobili sei sui miei terreni e non andiamo d'accordo, allora scoppia la guerra.

TG: Tu riscontri d'aver migliorato la tua vita da quando hai queste conoscenze, possiamo dirlo vero? Anche nascoste?

Salomone: Sì, io ritengo che la mia vita sia migliorata di molto, ma io non penso solo a questa, penso anche ad una vita di domani, quando andrò in un altro mondo. Penso alle vite di coloro che mi stanno intorno, perché la gioia ci può essere solo se c'è da tutte le parti. Se io sono contento e felice, ma il mio prossimo è triste perché gli manca da mangiare, o perché va in guerra, o è malato, la mia felicità conta ben poco.

TG: Come sei visto da chi ti circonda? Sei considerato un uomo di altri tempi?

Salomone: Io sono un metafisico che vede le cose e mi accorgo che non è facile individuare la felicità presso gli altri, la felicità indotta. Ho notato dei cambiamenti presso mia moglie, mi sono accorto che ultimamente anche lei sta cercando di aiutare coloro che sono in difficoltà per qualche motivo. Forse, sono io che non mi accorgevo di questi suoi comportamenti che esprimeva anche prima, però sicuramente il bene agisce per qualità ed il male per quantità. Basta che io abbia una piccola candela dentro di me che la mia luce arriverà molto lontano. Se, nel cuore della notte accendiamo una candela nel deserto, la sua luce arriverà a miglia e miglia di distanza. Ma se a mezzogiorno avremo un castello buio in mezzo al deserto, chi lo vedrà?

TG: Grazie Salomone, tornerò a trovarti.

Salomone: Va bene, ti aspetterò.

Sono tornato a sentire il Cabalista per sentire il suo parere su amicizia, sesso e rapporto uomo donna, qui trovate quello che mi ha detto.

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