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sabato 23 agosto 2014

Blu alla Stazione di Lambrate (interpretazione dell'opera)

Questo grande murale si annovera tra le opere di arte di strada più importanti presenti a Milano; risale a circa 5 anni fa, ma è già in pessime condizioni di conservazione, tanto che a tratti è quasi di difficile lettura, cosa che non permette d'apprezzare appieno l'ottimo lavoro di Blu e di Erica il Cane.


La bicicletta schiaccia il traffico delle città
La bicicletta schiaccia il traffico delle città

Blu Graffiti

L'idea che la bicicletta sia un mezzo di trasporto-cenerentola e che chi la guidi debba fare attenzione a tutti gli altri mezzi che circolano su strada, viene qui ribaltata mostrando una gigantesca  bicicletta che si prende la sua rivincita su mezzi normalmente più solidi e stabili.
Il mondo è del più forte ed in questo caso, mostratoci grazie al patrocinio di Trenitalia che ha messo a disposizione il rilevato ferroviario della Stazione di Milano-Lambrate, i giganti in bicicletta si comportano un po' come fanno molti automobilisti che non si curano di chi sulla strada è più debole.


L'immagine ripetuta di tante piccole scatolette su ruote ci fa capire anche in che tipo di società massificata stiamo vivendo e di come sia difficile affermare la propria personalità (per chi la possiede) in un mondo globalizzato e appiattito.


Il fatto poi che i giganti sulle biciclette siano privi della testa è un fatto molto importante per l'interpretazione di un'opera che va al di là di un mero significato urbanistico per mostrare il concetto di come chi è alla guida di questo mondo non sappia minimamente cosa sta facendo e sia totalmente carente di autocoscienza.

Ferragosto a Milano

Un totale ferragostano del muro sotto la ferrovia che ci indica il centro d'interesse della visione di Blu e fa il punto sul tempo presente.


Il fatto che l'opera di Blu sia una metafora della nostra società si palesa anche attraverso alcuni particolari che ci mostrano un micromondo d'alienazione e solitudine che vede l'essere umano rinchiuso nel proprio spazio privato (raffigurato da cellette esagonali, come dentro le arnie), in antitesi al suo essere parte di una società, solo quando si trova nella condizione di dover consumare o produrre.


Graffiti Blu e Ericaeilcane

C'è ancora, fortunatamente, qualcuno che tenta una fuga (dalla realtà?) prendendo una direzione diversa dalla massa (attraversamento delle cellette) con la speranza d'allontanarsi da questa società, in maniera discreta, su un mezzo di trasporto diverso.
Forse, il visitatore distratto non si rende subito conto dell'importanza del messaggio di questa visione onirica, ma è ugualmente in grado di recepire il senso di benessere del trovarsi di fronte ad un opera positiva che ci spinge a superare le nevrosi provocate da una vita preconfezionata in cui il ruolo di ognuno è in qualche modo già deciso, pur lasciando a molti l'illusione di vivere in libertà.
Condividere lo stesso ambiente ci obbliga ad avere un destino comune: dover pensare le stesse cose, percorrere gli stessi percorsi, avere le stesse regole è una forma di appiattimento occidentale che ha sostituito l'ideologia con le merci. 
Disporre di una certa scelta di beni da consumare ci dà la tranquillità di vivere in un mondo apparentemente opulento che ultimamente sta escludendo sempre più persone dalla promessa di un benessere generalizzato, proprio perché questa società non ha contenuti interiori, ma soltanto smanie di possesso e di vacuità.


Nella cultura occidentale il senso di lettura è da sinistra verso destra, questo è anche il senso dei vettori temporali che ci mostrano il futuro della nostra società attraverso i disegni di Ericailcane, l'artista che spesso accompagna Blu nelle sue performance murali.
Dopo che tutte le automobili saranno distrutte (come mostrato nel murale, in direzione dell'edificio della stazione), una fila di giganteschi babbuini procedono all'indietro tenendosi collegati attraverso ad un nastro bianco.
Anche qui il significato è molto chiaro: gli uomini si autodistruggeranno, il nastro è la continuità che collega l'uomo "contemporaneo" ad una nuova civiltà di primati, che altro non sono che la regressione della nostra civiltà.
Le stelline color blu sul nastro bianco, sono state aggiunte dopo da un'altra persona e non c'entrano nulla con l'opera originale.
Ho cercato di essere sintetico nell'esprimere ciò che intendevo dire, ma credo che l'impatto di questi disegni sia molto forte, anche grazie alla chiarezza di quello che vogliono dire, pertanto non ritengo ci sia bisogno di altre spiegazioni. Tony Graffio 

Graffiti Blu e Erica e il Cane
La Stazione di Lambrate lo scorso 15 agosto 2014

Qualche scatto in pellicola.

Graffiti fotografati in pellicola
Pellicola Fujifilm Sensia 100 Iso

Particolare - Pellicola Fujifilm Sensia

Blu e Erica e il cane
FP4 - Rollei 35S


Tony Graffio fotografo
FP4 - Rollei 35S



venerdì 15 agosto 2014

Ferragosto a Milano

So di essere un po' in controtendenza, ma come ogni anno, il Ferragosto resto a Milano e mi diverto a girare la città in cerca di ispirazione e visioni insolite che puntualmente si verificano.

Un rasta in via Lombroso

Rastaman
Mentre mi trovavo in via Cesare Lombroso, di fronte al Mercato Ittico, per fare qualche fotografia al grande mural dei "Poeti Pazzi" (che vi mostrerò in un prossimo post) vedo passare un ragazzo rasta che ascoltando musica nelle cuffiette, spingeva allegramente a mano una bicicletta. Guardo questa scena con attenzione perché mi sembrava un'ambientazione un po' assurda per un personaggio così. Lo seguo per qualche decina di metri prima di decidermi a parlargli e a chiedergli se posso fargli una fotografia.
Lui mi risponde gentilmente di sì.

Babacar Casse davanti al graffito dei poeti pazzi

Iniziamo a parlare del più e del meno e mi racconta che sta andando al lavoro, ma il giorno prima gli hanno rubato la sua bicicletta, così s'è fatto prestare una bicicletta da un amico, ma questa bicicletta da donna non funziona bene perché è scesa la catena che probabilmente non si può sistemare bene perché è troppo lunga.
Chiedo a Babacar Casse se lui è un vero rastaman e lui mi dice di sì, naturalmente.
Gli chiedo se lui viene dalla Giamaica, al che Babacar sorride e dice che è del Senegal.
Gli spiego che mi piacerebbe fargli una fotografia anche davanti al mural con i graffiti di Tenia e soci, così ci spostiamo davanti al muro.

Babacar Casse

Chiedo a Babacar se posso aiutarlo, ma lui mi dice che sta riportando la bicicletta al suo amico perché alle 15 inizierà il suo turno di lavoro.


Babacar e la bicicletta rotta

Volks Writerz

Chiuso per ferie
La settimana che include il 15 di agosto tutti coloro che riescono chiudono bottega e se ne vanno, la città non si svuota più come un tempo, ma si vive ugualmente una bella atmosfera rilassata.

Chiuso dal 10 agosto al 20 agosto

Basta una bicicletta che funzioni per sentirsi padroni della città

Non tutti però sono contenti di restare a Milano

Oggi, non faceva poi così caldo, sono uscito un po' di casa ed ho visto varie cose interessanti: dalle parti dell'Ortica un tizio, forse litigando con un suo conoscente gli stava rubando una borsa e poi hanno iniziato a fare a botte, le strade erano vuote e si poteva correre con il vento in faccia, ho trovato un paio di enormi Bunker a cono dentro una caserma, una pesa pubblica lì vicino ed un collage molto bello sotto un ponticello.
Le persone erano abbastanza ben disposte a chiacchierare, forse per sentirsi meno sole ed io ho osservato la mia città con occhi diversi, nei prossimi giorni pubblicherò altre fotografie di questa giornata. Tony Graffio