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domenica 30 ottobre 2016

Halloween Zombie Dolls. Le creature da incubo di un Maestro dei Comics: David Bacter

David Bacter Toys - Una spaventosa bambola zombie tra le mani di una splendida attrice bambina che finge di aver paura.

David Bacter è un illustratore nuovo, ha iniziato questa attività nel 2012, ma non è nuovo al mondo delle arti visive in quanto nella sua vita precedente Davide Avogadro era un artista che si dedicava alla pittura e non si esimeva dal partecipare a premi importanti come il Premio Cairo.

La tua nuova compagna di gioco costa una cifra indefinibile tra i 40 ed i 400 euro a seconda della particolarità della creazione. I toys di Bacter sono tutti pezzi unici.

Bacter ha progressivamente abbandonato l'arte tradizionale per la sua grande passione: il fumetto, andando così un po' contro corrente, ma vivendo in modo più coerente rispetto al proprio modo di essere e di esprimersi.
Il fumetto gli permette di divertirsi e di tornare ad essere fanciullo in un ambiente dove tutto è entusiasmante, fantasioso e gioia di vivere.
I risultati professionali non hanno tardato ad arrivare, nel 2015 a Lucca Comics, vince il Project Contest e proprio in questi giorni sta uscendo il suo primo fumetto: Children.

Children di David Bacter Edizioni BD Fumetti. 220 pagine.

 I personaggi dei fumetti di David Bacter

Il tratto deciso e un po' vintage ci mette subito a nostro agio e in certi casi ci ricorda l'horror anni '50.

 Un orribile rettile


La Zombie Dolls è un giocattolo che non fa paura alle bambine, specie alle figlie dell'artista, ma non sappiamo se le mamme tradizionali sarebbero così felici di averle in casa.

 Un altro giocattolo di David Bacter che mi fa pensare ad una specie di bambolina woodoo molto inquietante.
(Per realizzare questa immagine non è stato necessario minacciare la modella che ha partecipato di sua spontanea volontà alla ripresa fotografica)

Le Zombie Dolls nascono durante una pausa che Bacter ha preso per allentare la tensione avuta nella fase creativa del fumetto. Esistono altri Bacter Toys per adulti, come le Eroine Super Sexy che sono una parodia di alcuni personaggi della Marvel.
Le Zombie Dolls, in sostanza sono delle simil-Barbie "customizzate" e trasformate dall'autore di Children, mentre gli altri personaggi mostruosi sono ricavati da pupazzi di ceramica, anch'essi personalizzati prima della cottura.

Una scultura di ceramica ideata da Bacter

 Altre interessantissime opere in anteprima per "Frammenti di Cultura": i 45 giri rivisitati in chiave horror da David Bacter e Massimo Caccia.

 Un disco che ha un posto d'onore in ogni casa: Papa Giovanni Motor Hell, canta Bruno Dasi.

Bacter e Caccia partono da bozzetti disegnati per poi intervenire a quattro mani su vecchie copertine di dischi a 45 giri. Il gioco sta nel cercare di mettere in difficoltà l'amico che dovrà terminare l'opera iniziata dal compagno di pazzie creative. I due per questo si odiano, ma continuano a frequentarsi e a condividere le loro terribili attività.
Infatti, il fumetto, scritto e disegnato da Bacter è stato colorato in maniera digitale da Massimo Caccia. Tony Graffio

Un altro vinile conosciutissimo: prezzo 70 euro.

Tony Graffio è riuscito ad immortalare Bacter (a destra) al naturale e a rielaborarlo in forma da renderlo innocuo e non contagioso alla vista. Normalmente questo artista si presenta alle fiere mascherato con un casco integrale ed uno strano costume blu. Massimo Caccia (a sinistra) è un amico con il quale Bacter realizza quadri e dischi improbabili.

Tutti i diritti riservati

mercoledì 4 maggio 2016

Siamo circondati da morti viventi (Considerazioni di A. B. sulla serie tv: The Walking Dead)

Zombie e decadenza dell'arteGli Zombie visti da Paride Ranieri

Che cosa c'entra questa serie televisiva con un blog che parla d'arte, di cultura e dintorni? Sicuramente il cinema e la televisione fanno parte di quei linguaggi delle arti visive che sono più facilmente comprensibili dai giovani, come lo fu un tempo la Pop-Art americana, quindi anche questi fenomeni delle serie televisive vanno seguiti per analizzarne i risvolti socio-culturali e non solo. A livello di filmografia possiamo citare alcuni film, tra i più famosi: La notte dei morti viventi (1968); Zombie (1978) di George Romero; 28 giorni dopo; L'armata delle tenebre; Planet terror; Io sono Leggenda, World War Z; Zombieland; The Horde; Resident Evil; Dead snow; Fear the walking dead e tanti altri.
Nella serie "The Walking Dead", nessuno sa ancora perché, quando la gente muore dopo poco tempo si trasforma in Zombie (termine di origine haitiana connesso ai riti Voodoo) ovvero, ai morti viventi. Quello che notiamo è il disgregamento delle leggi e delle norme sociali preesistenti. L'unica cosa che conta è sopravvivere. Per far ciò, qualsiasi mezzo e strategia sono leciti. Il pericolo infatti non solo viene dagli zombie, ma anche da altri uomini in cerca di cibo e di risorse di ogni genere, indispensabili alla vita. Notiamo che nel corso degli episodi si formano gruppi di persone che unendo risorse e capacità creano delle piccole comunità. Ecco allora che in questo nuovo mondo solo i più forti ed i più furbi sopravvivono. È una metafora del nostro mondo?
Un altro aspetto molto interessante della serie è la dinamica dei rapporti sociali all'interno del gruppo dei protagonisti. Nascono amicizie, amori, odi e così via.
Questi ingredienti vengono sapientemente miscelati e sviluppati. 
Ma chi sono gli zombie? Esseri cerebralmente morti, ma ancora fisicamente viventi come molte persone che ci circondano nella vita reale.
Una cosa che non ho mai capito è perché in alcune produzioni televisive/cinematografiche corrono veloci come gazzelle della savana, mentre in altre sembrano dei bradipi sudamericani.
Comunque il risultato è sempre lo stesso: mangiano i vivi, non facendo altro che soddisfare un'esigenza primaria per la sopravvivenza (come dargli torto?).
Oggi, questi zombie potrebbero essere come i profughi che scappano dalle zone di guerra: hanno solo quello che indossano, cercano cibo e non si fermano di fronte a niente, muri e recinzioni comprese.
Queste scene le abbiamo viste recentemente ai confini dell'Ungheria e assistiamo alla creazioni di barriere al Brennero. Sicuramente le recinzioni più note sono quelle che separano il Messico dagli Stati Uniti d'America. Muri molto alti sono stati costruiti dagli israeliani nel film World war Z, ma anche nella realtà. Questo è l'unico popolo al mondo ad essersi attivato prima del contagio, mentre nel giro di poco tempo, nella finzione, verrà scavalcato dai non morti. Molto interessante l'idea di creare un gruppo di persone per affrontare un problema e tra queste mettere qualcuno che dissente dall'idea comune che tutti condividono.
Tornando a "The Walking Dead", la storia che viene raccontata nella serie televisiva non è altro che la lotta dell'uomo per la sopravvivenza in un mondo post apocalittico e post industriale, buono o cattivo, giusto o sbagliato ormai sono parole che non hanno più significato in questa nuova realtà. Qui, non siamo nel coraggioso mondo nuovo di Huxley, qui importa solo arrivare al giorno dopo. Se fossimo dei ragazzini e ci facessimo raccontare una storia prima di andare a dormire, sicuramente ne vorremmo una che faccia paura e "The Walking Dead" farebbe al caso nostro: è una storia a puntate come in "Mille e una notte", ma sicuramente più adatta ai maschi che alle femmine mancando il principe, la principessa e il lieto fine.
Siamo giunti alla fine della sesta stagione con l'attesa di sapere chi dei protagonisti storici verrà eliminato: nell'ultima scena vediamo del sangue e uno dei nostri eroi perire, ma la cinepresa non inquadra il predestinato (Cliffhanger). La serie televisiva di "The Walking Dead" è tratta da una serie a fumetti, le due procedono spesso in parallelo ma a volte con delle variazioni, sia nella storia che nei personaggi. Ecco che come accennato nell'introduzione di questo articolo ritroviamo i fumetti: un classico della cultura Pop, rappresentato in arte negli anni '60 da Roy Lichtenstein, esposto dal famoso gallerista Leo Castelli nel 1962.
Come negli anni sessanta la Pop Art rivoluzionò in concetto d'arte, forse oggi questo tipo di prodotto per la televisione costituito da una serie e per la massa, forse potrebbe rappresentare la cultura artistica di questo decennio (pensiamo ad altre serie di pari successo: Lost o Il trono di spade, in cui anche qui aldilà del muro troviamo delle creature simili agli zombie). Come sempre, soltanto fra diversi lustri sapremo se la cultura ufficiale la riterrà arte cinematografica o meno, nel frattempo buona visione a tutti. A.B.