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mercoledì 7 dicembre 2016

Sant'Ambrogio agli Alter Bej

Anche quest'anno sul Cavalcavia Bussa, zona Isola, hanno riaperto gli Alter Bej, il mercatino natalizio dell'artigianato artistico con un occhio di riguardo per i prodotti rigenerati o creati con materiali alternativi, equi e solidali, biologici o provenienti da paesi extraeuropei.
Consiglio a tutti di approfittare di queste quattro giornate di festa per fare un giretto con le fidanzate, i fidanzati, i bambini e gli animali di compagnia al seguito, si possono trovare capi d'abbigliamento, curiosità e souvenir per tutti. Dai dischi di vinile, ai collari di camere d'aria riciclate, compresi momenti di svago e giocoleria. TG

Alter Bej
Agli Alter Bej Tony Graffio ha incontrato Babbo Natale che mangiava la salamella!

Dall'Agenzia X i libri per gli amanti della musica e la condivisione dei saperi.

Alter Bej

Alter Bej Mercatino di Natale
Lorenzo di Pir-art Project  con una sua fotografia trasferita su legno (15 euro).

Alter Bej
 Borsa per bicicletta costruita con una camera d'aria da camion (35 euro).

Lo stand con i prodotti rigenerati di Pir-Art e Fumo Gallery: Borse da donna, da bici, agende e portachiavi di gomma. La maschera antigas originale del dopoguerra è stata trasformata in lampada elettrica (350 euro).

Alter Bej Mercatino di Sant'Ambrogio 2016
Lo stand di Loko. I prodotti Loko li trovate anche da: Pastrengo Uno Lab.

Alter Bej Mercatini
Uno sgabello dal design originalissimo costruito con pezzi di legni di recupero (90 euro). Per il tavolino occorrono 130 euro.

Alter Bej mercatino alternativo punk
Presso lo stand di Wonderbee e Indignada Jones potete trovare le serigrafie presentate al Malafemme 3.

AlterBej
Una delle Boogiesoul di WonderBee: Miss Gun. Stampa digitale su carta indiana (10 euro). Ci sono tantissime altre ragazze terribili da scoprire tra i personaggi disegnati da Barbara Fagiolo. Molto bella la descrizione poetica/certificato d'autenticità sul retro.

Montagne, prati non possono certo dividere il passato dal presente. Just one shot and you can touch my feelings. Città, grattacieli ci rendono duri, ma non è certo questo cemento che annulla le distanze dei sentimenti. Just one shot and you can feel my dreams. Vite vissute. Mondi diversi. Incasso colpi, proiettili come magnetiche attraggono gli opposti. Non conta chi vince, ma solo chi è stato leale. Just one shot and you can feel my heart.

I mostri steampunk di Tana
Le mitiche creature di Tana a soli 20 euro.

Affrettatevi, finiscono subito! Io l'anno scorso ho tergiversato e sono andato a casa senza scultura steampunk. Moltissimi accorrono agli Alter Bej con l'obiettivo preciso di comprarsi una Tana's creature. 

Eh eh, oggi mi sono aggiudicato un pezzo fighissimo!  

E c'era anche il sole!

Alter Bej. 7,8,9,10 dicembre sul Cavalcavia Bussa/ Stazione Garibaldi Milano.









martedì 11 ottobre 2016

Mai volgari, sempre cattive. Al Malafemme 2016: 4 tatuatrici per 160 serigrafie (WonderBee, Indignada Jones, Kina e Kylie Tomato)

Al Malafemme 2016 ho incontrato 4 artiste che hanno realizzato dei disegni che poi sono stati trasformati in stampe serigrafiche a 3 colori. Seguono le interviste.


Frammenti di Cultura al Malafemme Indipendent Festival Vol. 3. Le 4 opere delle 4 tatuatrici che si sono cimentate con la serigrafia alla Fabbrica Occupata Autogestita Boccaccio di Monza.

Tony Graffio: Barbara, raccontami tutto. Che cos'è questa iniziativa che vede 4 donne che fanno tatuaggi dedicarsi alla serigrafia?

WonderBee: Io sono WonderBee, ho creato una collaborazione con un laboratorio serigrafico che si trova a Sud-Est di Londra su un barcone di legno, in un creek che porta al Tamigi. Ho trascorso circa un mese e mezzo su questo ex dragamine (era la H.M.S. Ledsham M2706) ed ho chiesto alle tatuatrici che avevano intenzione di partecipare al Festival Malafemme di darmi un loro disegno per poi trasformarlo in serigrafia ed esporlo qui nelle serate di oggi e domani (23 e 24 settembre 2016 ndTG). Sono scaturite queste serigrafie in 3 colori, quindi fatte con tre telai diversi, stampate su una buona carta cotone dal peso di circa 300 grammi. Il lavoro che ne è uscito è piuttosto buono e noi siamo tutte soddisfatte di questa esperienza. Per me è stato particolarmente interessante perché ho imparato delle cose in più sulla tecnica serigrafica. Lavorare su un barcone attraccato in un canale non è facile perché bisogna avere una serie d'attenzioni in più rispetto alla terraferma. Inoltre gli scarti della lavorazione non devono inquinare le acque e ogni volta bisogna prendere dei secchi, riempirli portarli via e poi svuotarli da un'altra parte; insomma è solo la passione che ti fa fare certe cose.


I tre telai serigrafici che hanno dato vita all'immagine a colori stampata da WonderBee a Londra con l'aiuto dei "Minesweeper". Fotografia di WonderBee.

TG: Chi sono questi stampatori che vivono e lavorano sul barcone? Sono giovani?

WB: Sì e sono molto bravi, fanno dei workshop a cui puoi partecipare portandoti i tuoi telai, oppure imparare la tecnica da zero. Chi è nel collettivo ha tra i 30 ed i 40 anni, più o meno.

TG: Le serigrafie che avete presentato questa sera sono state stampate da questo collettivo inglese?

WB: Sì, sono state stampate dal collettivo "The Minesweeper" e da me insieme a loro. E' stata una collaborazione.


Un ragazzo del Collettivo "The Minesweeper" posiziona il foglio dove verrà stampata "Miss Skating Love" sul tavolo da lavoro. Fotografia di Wonder Bee.

TG: Tu fai serigrafia oltre ai tatuaggi?

WB: Sì, faccio anche serigrafia. Se si ripeterà il Malafemme, l'idea sarebbe quella di avere una serie di vari disegni progettati dalle tatuatrici trasposti in serigrafia e portarli in giro per l'Italia con il festival.


WonderBee e la sua serigrafia al Malafemme vol.3

TG: Come s'intitola il tuo disegno e cosa rappresenta?

WB: Si tratta di Miss Skating Love, un personaggio femminile che inizialmente viaggiava su uno skateboard che poi è diventato un cuore.

TG: Si tratta di una ragazza che fa surf tra varie esperienze sentimentali?

WB: Sì, vola un po' qua e un po' là sulla sua tavola che in realtà è un cuore alato, accompagnata da topi che nascono da una goccia, come uno spermatozoo che si evolve e vola lontano. Il topo è anche un elemento dei Minesweepers di Londra.


Miss Skating Love - WonderBee 2016 - Tiratura 40 pezzi.

TG: Beh il topo è anche un simbolo sessuale...

WB: Direi di sì, comunque non so perché mi ritrovo a disegnare i topi...

TG: La ragazza del disegno sembra un po' triste, perché?

WB: Le mie pupazze sono sempre un po' malinconiche, non sono tristi. Forse sono nostalgiche perché pensano a qualche grande amore del loro passato. C'è un po' l'incertezza del futuro che non è ben chiaro e non sembra riservare grandi cose, ma nonostante questo le ragazze sono sempre positive e alla ricerca di nuove emozioni e destinazioni.

TG: Accanto al tuo c'è il disegno di Kina che ha raffigurato una sirena piratessa?

WB: Sì, ecco Kina, puoi parlare direttamente con lei, se vuoi.

TG: Ciao Kina vuoi parlarmi del tuo lavoro?

Kina: Molto volentieri.

TG: Il tuo vero nome?

Kina: Cristiana Galasso.

TG: Da dove vieni e che cosa fai?

Kina: Vengo dalla provincia di Roma, ho quarant'anni, un figlio e la passione del tatuaggio da quando avevo 19 anni. Per i primi 10 anni è stato un po' amore-odio, mentre in seguito ho iniziato ad impegnarmi veramente in questa attività. Negli ultimi anni ho collaborato parecchio con i Centri Sociali di Roma e di Forte Prenestino in particolare. Oggi sono venuta qui al FOA Boccaccio, non c'ero mai stata prima e sto avendo un'esperienza bellissima, soprattutto perché si conoscono tante belle persone e si scambiano delle cose fantastiche.


TG: Che cosa è successo nel momento critico della tua carriera?

Kina: Per me è stato difficile perché il lavoro del tatuatore, anche se non sembra, è molto faticoso. Oltre ad essere una vita di sacrifici che comunque si fanno con piacere, quella del tatuatore è una vita pesante. Non è una cosa da poco restare 7 - 8 - 9 ore al giorno a tatuare stando in posizioni assurde. Questo fatto ti porta ad avere dei problemi alle mani, alla schiena e ad altre parti del corpo.

TG: Nonostante le controindicazioni che mi hai appena descritto, continuerai a fare questo lavoro?

Kina: Per me è la cosa più bella che c'è; penso che lo farò per tutta la vita. A me piace conoscere persone che hanno la mia stessa passione e con le quali posso parlare e avere uno scambio d'idee.

TG: Com'è nata l'idea di trasportare un disegno per il tatuaggio in serigrafia?

Kina: Allora, per me questa è una novità che arriva da Londra. A Londra ho trascorso 8 giorni sul barcone dei Minesweeper, è stata un'esperienza bellissima. Tutti i giorni disegnavamo insieme ed in quel clima è nato il mio disegno. Ho lasciato il mio progetto al laboratorio e poi il collettivo mi ha fatto la sorpresa di trasformarlo in serigrafia.


Kina

TG: Cosa rappresenta il tuo disegno? Ha un significato particolare?

Kina: E' il risultato dei sentimenti tumultuosi di quel momento che stavo vivendo, però non saprei spiegarlo dettagliatamente.

TG: Mi sembra una sirena un po' aggressiva. E' così?

Kina: Sì, è una sirena col tridente in mano, fa riferimento anche al Malafemme, nel senso che si tratta di una donna molto femminile, ma al tempo stesso combattiva. E poi si sa, le sirene erano delle ammaliatrici. Insomma il gioco del disegno è questo, poi spiegarlo più nei particolari non è facile. Alcune cose nascono anche in modo istintivo, no? Secondo i pensieri che ti vengono, le sensazioni che provi, esprimere queste cose a parole non sempre è possibile.


La Sirena Pirata di Kina

TG: Ti senti anche tu un po' come una sirena seduttrice?

Kina: Sì, può darsi.

TG: Hai colorato tu questa immagine?

Kina: No, non sono stata io a farlo. Io ho fatto il disegno ed ho ripassato le linee dei neri, la colorazione l'ha fatta Raul, un ragazzo basco che vive sulla barca, insieme a Wonder Bee (Barbara Fagiolo) perché loro lavoravano insieme a questo progetto ed hanno stampato i nostri progetti. Se ti devo dire la verità, io di serigrafia ne capisco abbastanza poco. Questa cosa è nata da loro due, io ho creato il disegno, loro hanno pensato a tutto il resto. E' una collaborazione.

TG: Da profana di serigrafia, ma da esperta di arti visive, il risultato che è stato ottenuto come ti sembra?

Kina: E' bellissimo. Non me l'aspettavo, è stato un sorpresone.


Kina al Malafemme Festival Vol. 3

TG: Vedo che tremi un po', hai freddo?

Kina: Un po', scusami, mi emoziono...

TG: Allora, forse possiamo chiudere qui l'intervista, per me è sufficiente, grazie. E adesso passiamo a Indignada Jones, qual'è il titolo ed il significato della tua serigrafia?

Indignada Jones: Il venditore è un robot che vende un quadro. E' un modo per riflettere sull'arte e chiederci di che tipo di arte stiamo fruendo o abbiamo intenzione di comprare.

Vendere arte contemporanea è un lavoro da Robot senza cuore - Indignada Jones

TG: Si tratta di un mercante del futuro?

IJ: Sì, anche se già oggi siamo arrivati al punto in cui l'arte è prodotta dalle macchine e non dalle persone. Basta avere un cellulare in mano e con un click si pretende di fare arte.

TG: Il Robot ha forse dei dollari negli occhi perché oltre alla colonizzazione economica stiamo subendo anche un fortissimo controllo culturale?

IJ: Sì, ha come un riflesso negli occhi che guarda caso ricorda il simbolo del dollaro o la lettera "S" che è l'iniziale della parola soldi. E' un uomo-macchina, quindi un Robot che produce arte casuale.

TG: Anche un po' insetto, sembra perfino un robot-scarafaggio per via delle spalle curve e luccicanti che potrebbero nascondere una copertura di protezione per le ali.

IJ: Sì, è un essere freddo totalmente snaturato che non rappresenta la vita, per questo è un po' metallico: è una parte di un mondo assurdo che tuttavia è il mondo in cui viviamo.


Dal taccuino degli schizzi di WonderBee

TG: E' così che vedi il mondo dell'arte? Non hai illusioni, né sogni da vivere in questo ambiente?

JI: Vedo l'arte come qualcosa che è stato fagocitato da un sistema molto cinico; l'arte è usata soltanto per fare soldi. Si tratta di un cane che si morde la coda: per questo all'interno dell'opera c'è una raffigurazione delle nostre città, visibile nei palazzi che disegno sempre. Lo skyline della città ha l'imprinting di questi palazzi per dare la visione di un mondo molto freddo, un po' distopico. Proprio ieri parlavo di questo con Barbie, un tempo nell'allestire una mostra che potesse portare a sensazioni del genere avrei pensato a qualcuno come Andy Warhol, mentre adesso è come se tutti fossero artisti  e c'è una confusione totale. A chi dovrei pensare per trovare qualcuno che rappresenti quest'epoca? Linea piatta. Non mi viene in mente nessuno. Oggi tutti possono fare tutto e ostentarlo sotto gli occhi di tutti. Talvolta non c'è più nemmeno un messaggio preciso da diffondere, solo un'immagine. Cosa che ha fatto perdere di vista la comunicazione, nella montagna di dati di comunicazione in cui viviamo. E' un paradosso, ma è così. Insomma, sì l'arte dei nostri giorni mi sembra un po' morta e troppo meccanica, intrappolata nei tubi delle metropoli. Con chi potrei lavorare oggi? Solo avere un pensiero del genere mi sembra utopico.

TG: Scusami Indignada, tu sei anche una tatuatrice?

IJ: Io tatuo, ma non professo.


Indignada Jones con "Il Mercante d'arte"

TG: Dove hai preso un nome così particolare come quello che ti sei data?

IJ: Ovviamente, si tratta di un gioco di parole che prende spunto da un film d'avventure che mi era piaciuto molto fin da quando ero bambina. Negli anni poi ho avuto modo di confermare questo mio sentimento di sdegno verso certe cose della vita ed un ex-collega con un'uscita piuttosto felice mi ha apostrofata come Indignada Jones. L'appellativo m'è piaciuto e così ho deciso di conservarlo trasformandolo nel mio nome d'arte perché fa capire come ci sia in me una propensione alla ribellione ed ad essere una combattente.

TG: Ti ringrazio. Per ultima abbiamo Kylie, dalla Francia. Kylie da dove vieni esattamente?

Kylie Tomato: Vengo dal Sud della Francia, da Alès.

TG: Ah è un posto che conosco molto bene, è una città di minatori ai piedi delle Cévennes.

KT: Sì, è una piccola città di minatori e di comunisti.

TG: Kylie, come hai incominciato la tua attività?

KT: Per 10 anni ho lavorato come grafica per conto mio, ero stanca di quel lavoro e volevo fare qualcosa di più artistico, così ho iniziato a fare l'apprendista da un vecchio tatuatore. Sono rimasta un anno da lui e poi ho aperto il mio studio.

TG: Quando hai pensato d'iniziare questa carriera?

KT: Due anni e mezzo fa.


Il telaio serigrafico con l'immagine ideata da Kylie Tomato. Fotografia di WonderBee.

TG: Che differenze ci sono tra il mondo della grafica e quello del tatuaggio?

KT: Beh, nella grafica non sopportavo la parte commerciale dell'attività: dovevo cercarmi i contratti con i clienti e questo era un aspetto del lavoro che non mi piaceva. Nel tatuaggio la persona viene da te e si discute, non è per niente lo stesso metodo. La grafica è pubblicità, il tatuaggio ti apre ad un mondo più libero.


Never Rude Always Nasty - Kylie Tomato

TG: Che titolo hai dato al disegno che hai dedicato a questo evento del Malafemme Festival?

KT: Non c'è un titolo, non metto mai titoli alle mie opere.

TG: Allora spiegami che cosa rappresenta.

KT: Si tratta di una ragazza emancipata un po' nello stile Techno-Hip-Hop perché è qualcosa che mi parla in questo senso. E' una donna libera, un po' funky...


Urban Kaos Rave - Un esempio delle locandine di Kylie Tomato

TG: La vedo abbastanza diversa dallo stile delle altre autrici, è molto dettagliata per un tatuaggio e si capisce che è più grafica e in stile quasi da fumetto. Come mai?


KT: Io facevo delle locandine per dei rave e ho un po' conservato questo stile che s'avvicina di più alle locandine che al tatuaggio e scelgo di fare lo stesso per il tatuaggio. Faccio dei tatuaggi che assomigliano a dei disegni di grafica ed in effetti anche nei tatuaggi che faccio ci sono molte linee e particolari sottili.


Kylie Tomato e WonderBee s'apprestano a firmare le serigrafie che ho acquistato.

TG: Come ti sembra che sia stato realizzato il tuo progetto da chi poi lo ha stampato in serigrafia?

KT: Molto bene. I ragazzi del barcone sono stati molto bravi ad interpretare qualcosa che io ho fatto in maniera molto spontanea; avevo voglia di fare questo disegno per il Festival e non ho riflettuto molto su cosa fare. Non avevo altra intenzione che quella di realizzare qualcosa di carino e nel quale ognuno potesse vedere quello che avesse voglia d'immaginare. E' per questo che la ragazza non ha volto.


Kylie Tomato al lavoro al Malafemme Festival Vol. 3

TG: Come potremmo tradurre: "Never rude always nasty"?

KT: Allora: mai volgare, sempre cattiva è un po' come dire che ci si può difendere senza essere violente.


Kylie Tomato

TG: Tu vivi il mondo dell'Hip-Hop?

KT: Vivo il mondo della Techno. Il mondo Hip-Hop molto poco.

TG: Cosa pensi dei graffiti?

KT: Adoro i graffiti. Per me sono una fonte d'ispirazione enorme; è anche per questo che amo l'Hip-Hop. I graffiti fanno parte di questa cultura. Non partecipo a questo movimento, ma m'interesso molto perché è un mondo molto ricco a livello grafico, musicale, artistico, sociale. I graffiti sono un impegno formidabile a tutti questi livelli.

TG: Che cosa vuol dire essere donna e dedicarsi ai tatuaggi?

KT: Detesto quando mi chiedono questa cosa perché si suppone che ci sia una differenza. Per me non ce ne sono. Non ho bisogno di rivendicare la mia femminilità per essere una donna e non ho nemmeno bisogno d'essere un uomo per farmi rispettare.


Le mani di Kylie Tomato

TG: Viaggi molto per lavoro? O svolgi la tua attività soltanto in studio?

KT: Ho un Tattoo Shop che si chiama "Talon aiguille". I tacchi a spillo sono una caratteristica delle calzature molto femminili, ma è anche un gioco di parole per dire che siamo molto pungenti. Siamo due ragazze in negozio e allora abbiamo trovato simpatico pensare ad un nome di questo tipo.

TG: Sei contenta di partecipare a questo evento?

KT: Mi fa molto piacere esserci perché trovo geniale questo festival e sento che c'è una grande energia tra le persone che sono intervenute qui. Adoro gli eventi un po' alternativi, è qui che mi sento fiorire, compresa, in mezzo a persone che apprezzo. Sono felice d'essere qui. Non mi va di parlare di tatuaggio in generale perché ognuno lo vive come vuole. Ci sono quelli che lo fanno per vivere la parte mistica del tatuaggio, altri, come me, non vedono che l'aspetto grafico, poco visivo, ma non penso che un modo d'intendere questa disciplina sia migliore di un altro.

TG: Pensi di continuare a lavorare con il tatuaggio?

KT: Sì.

TG: Pensi d'aver trovato la tua strada?

KT: No, per adesso il tatuaggio è solo un mezzo d'espressione in più perché io faccio anche la pittrice ed altri lavori come assemblare sculture e cose così.

TG: Merci bien.

KT: De rien.


venerdì 30 settembre 2016

Le donne viste dalle donne al Malafemme Indipendent Festival Volume 3°

"Se "Benessere" vuol dire fare lavori di merda ben venga la crisi che ci sprona a produrre arte e creatività." E.P.

Prendo spunto da questa frase, pronunciata lo scorso venerdì 23 settembre, serata d'apertura dei cancelli del FOA Boccaccio in via Rosmini, 11 a Monza, da una visitatrice del 3° Festival Femminile Indipendente dedicato all'arte, alla cultura, alla musica, al tatuaggio, alla moda e all'artigianato, per presentarvi alcune protagoniste di una due giorni di performance ed esposizioni che è stata apprezzatissima dal pubblico che sicuramente lascerà un bellissimo ed indelebile ricordo a tutte/i. TG


Tratto da "Uxoricidio" di Daniela Battinelli 
Technique: B/W digital photography

"Da secoli il corpo femminile viene rappresentato come un mero oggetto sessuale e il dilagante sessismo che lo denigra relega la donna ad un'inferiorità psicologica ed intellettuale.
L'opera d'arte si riscatta alla massima potenza da questa astrazione quando sono le artiste donne a dipingere altre donne.
Scevro da preconcetti e facili stereotipi, l'universo femminile viene esplorato in tutte le sue sfaccettature per sottolineare quanto non sia semplicemente un "soggetto" d'arte passiva, ma qualcosa che si afferma in quanto artefice dell'arte stessa, voce narrante che promuove la femminilità in tutte le sue declinazioni.
La donna dà spazio alla sua personalità ed alla sua sensibilità valorizzando la sua vera bellezza, ovvero il coraggio delle proprie scelte e la difesa dei propri diritti." Daniela Battinelli

Questo è il pensiero di una ragazza impegnata  non solo nell'affermazione della propria arte, ma anche di un'identità personale che spiega molto bene lo spirito del Malafemme Indipendent Festival. Oltre che con Daniela ho parlato con molte altre donne: Indignada Jones, una tattoo-graphic-artist che insieme a Silvia ha coordinato l'allestimento dello spazio utilizzato per le mostre d'arte mi ha guidato attraverso le mille sfaccettature di una manifestazione molto vivace e comunicativa.
Ecco cosa mi ha fatto capire.
Questo Festival ha permesso ad un collettivo spontaneo di ragazze molto creative e coraggiose di riunirsi e di ritrovarsi. Questa è la terza volta che capita, dopo gli appuntamenti di Cremona e Brescia, dando vita ad una situazione molto interessante in un clima molto amichevole e caloroso.
Partito un po' timidamente al C.s.a. Kavarna nel 2014, il Mala Femme alla sua seconda edizione, al Magazzino 47, si stava già consolidando come un momento di incontro e progettazione che è riuscito a mettere le basi ad una serie di appuntamenti tutti al femminile che si sono verificati anche quest'anno al FOA Boccaccio e speriamo continuino a ripetersi anche in futuro con la stessa riuscitissima formula.
Le artiste scaturiscono da una sorta di "gruppo madre" che ha avuto l'idea d'organizzare il Festival ogni anno in uno spazio diverso. Gruppo che ha comunque modo di frequentarsi e confrontarsi nel corso dell'anno in occasione d'eventi di vario tipo, facendo scaturire questa voglia di fare, principalmente dal piacere di stare insieme.
Tenendosi in contatto queste amiche elaborano idee alle quali ognuna risponde in modo da modellare e migliorare le proposte, al fine di arrivare ad un progetto attuativo che possa essere gradito a tutte. Altre artiste al di fuori di questo nucleo centrale che hanno voglia di confrontarsi e partecipare, si interessano e domandano di poter far parte del Festival con le proprie espressioni artistiche.
Oggi, non è semplice mettersi in mostra perché tutti fanno vedere di tutto, ma esporre ed esporsi è ancora per molte una decisione intima, non facile da trovare dentro se stesse ed in quegli angoli nascosti che permettono d'entrare veramente in sintonia con lo spirito di chi espone. 
Al Boccaccio ho trovato opere di un livello piuttosto alto e mi sono chiesto se ci sia una sorta di selezione per entrare in questo spazio. Mi è stato detto che non ci sono limiti o ostacoli che impediscano alle artiste di esprimere la loro spontaneità.
Una volta fissata la data dell'evento si aggregano molte ragazze, ma al momento di esporre capita spesso che qualcuno decida di rinunciare per motivi personali ed è così che la partecipazione si attesta ad un numero fisiologico nell'ordine di una grandezza che non è né troppo esagerata, né troppo esigua. Soltanto chi si sente davvero pronta ad esporsi in questo Festival entra poi a far parte del gruppo delle partecipanti.
Nessuno esclude nessuno, ma bisogna prendersi le proprie responsabilità perché non ci sarà poi chi si farà carico del lavoro altrui.
L'atmosfera generale è magica e molto intima e questo permette d'incontrare persone disponibili a parlare delle proprie esperienze e delle proprie creazioni, perché una volta che le ragazze hanno fatto il loro percorso di "autoanalisi" e maturazione sono pronte ad affrontare il pubblico  sentendosi finalmente sicure di loro stesse. 
In questo ambiente non c'è competizione, né pregiudizio, ognuna si sente libera di realizzare qualsiasi cosa possa immaginare. Non ci sono limiti, né censure non c'è un vero tema né un argomento comune, ma ho potuto constatare che l'affettività, i sentimenti e la sessualità sono discorsi che emergono in molte delle opere esposte. Questo non perché vengano date delle linee guida, ma perché evidentemente per molte artiste c'è la necessità di proporre argomenti di questo tipo, di riflettere e di far riflettere. Anche gli uomini.TG


Una delle Gigantesse di Petra Farioli
Technique: Oleoresin Colours

Petra Farioli affronta un percorso in onore alla confraternita dei Preraffaelliti che contrasta l'arte accademica in epoca Vittoriana cercando di riacquistare il senso etico dell'opera primitiva apportando alla stessa contenuti di modernità.
L'artista rievoca le antiche ed ermetiche figure di quelle donne che Beaudelaire chiamerà: "Le gigantesse".


Body Sex - Show Me
Technique: digital photography

"Sin quando recepiremo le nostre pulsioni come errori non riusciremo mai a conoscerci davvero, in fondo abbiamo tutti un'indole perversa. Esternare ciò che siamo permette di esternare aspetti di noi stessi che non avremmo mai potuto concepire, lasciamo il pudore a chi vive di paure." Cit.