sabato 22 aprile 2017

Basement Party - the Story - Un raccoglitore d'idee e personaggi mitici

 Guendalina, il volto sorridente dietro al bancone del Basement Party

Come avrete capito, questo mese di aprile è dedicato allo Special sul Basement Party di Jesi ed alle realtà underground di provincia di una scena artistica che, nonostante sia un po' distante dai giri della mondanità patinata delle grandi città, è molto attiva ed annovera personaggi, creativi e band di tutto rispetto. Per conoscere meglio anche i precursori di questa ondata Punk-Rock Marchigiana, credo che domenica 30 aprile alle 21,30 andrò alla Balera dell'Ortica, a Milano, per sentire i Gang e parlare con loro; anche se adesso suonano un genere folk che ha preso le distanze dalle sonorità del loro esordio. Segnalo a tutti questo evento e magari, se avrete voglia, ci potremo incontrare là.
Nonostante l'approfondimento sul Basement Party e l'ascolto delle band che si autoproducono o che trovano maggiori consensi all'interno dei circuiti alternativi del Rock'n'Roll, inteso in tutta la vasta declinazione di questo amatissimo genere musicale, Tony Graffio non è rimasto con le mani in mano e s'è mosso anche su altri fronti, pertanto ne approfitto per darvi qualche anteprima di argomenti che verranno trattati tra non molto tempo sulle pagine di Frammenti di Cultura. Ho finalmente intervistato Dario Arcidiacono, l'artista maledetto dal potere occulto rettiliano che ci fa conoscere mondi nascosti che interagiscono con le nostre vite in modo abbastanza violento. In occasione della sua mostra di Dario allo Spazio Galileo del Leoncavallo ho sentito anche Giacomo Spazio e Lilo, curatrice della mostra. In futuri appuntamenti con fotografi, artisti e artigiani parlerò dell'archivio del reporter Giorgio Lotti, di un fotografo giapponese e di uno stampatore italiano che ho conosciuto all'ultima MIA. Quello che vi invito a non perdervi, per nessun motivo al mondo, sarà una divertentissima chiacchierata con un restauratore emiliano trasferitosi a Milano nel 2000. Con lui ho affrontato discorsi veramente scottanti che sicuramente interesseranno un pubblico molto vasto, anche al di fuori degli ambienti del collezionismo, del restauro, dell'arte e dell'artigianato. Siete avvisati.
Adesso però continuo con la presentazione dei protagonisti del Basement Party dello scorso marzo.

Microamica ama i coltelli ed è amica dei briganti.

Tony Graffio: Microamica!

Microamica: Ciao, sono Giulia e vengo dal freddo Friuli.

TG: Parlami dei lavori che hai esposto che sono alquanto personali.

Microamica: Disegno e reinterpreto, con la carta intagliata, dei temi a me cari, che mi piacciono e che voglio far conoscere agli altri. Oggi, ho esposto le 12 fatiche di Ercole reinterpretate, disegnate e intagliate nel cartoncino nero.

TG: Nero su nero!

Microamica: Eh sì, nero su nero...

Gli intagli artistici di Microamica richiedono parecchio lavoro e tanta pazienza.

TG: Perché? 

Microamica: Il nero mi piace molto e poi non so utilizzare molti altri colori. Diciamo che il colore mi mette un po' a disagio...

TG: Sei molto dark?

Microamica: Sì, sì, molto... Anche nello spirito (risata).

TG: Non si direbbe...

Microamica: Camuffo bene.

TG: Ti piace disegnare?

Microamica: Sì, prima di intagliare faccio personalmente i disegni, come base, per poi renderli al meglio con questa tecnica particolare.

TG: Non si tratta di incisioni?

Microamica: E' intaglio, però deriva effettivamente dall'incisione; nel senso che io parto da lì. Mi piace l'incisione, mi piace la xilografia, mi piacciono le tecniche di stampa. Ho seguito un mio percorso che mi ha fatto arrivare ad intagliare la carta.

TG: E le magliette?

Microamica: Le magliette sono un richiamo alle mie radici, perché io provengo da Maniago, il paese dei coltelli in provincia di Pordenone.

TG: Hai qualcuno che in famiglia fa i coltelli?

Microamica: Mio padre li ha costruiti per più di 40 anni. Ora non più... Anche mia sorella, in realtà si occupa di coltelli.

TG: Meglio non discutere con lei allora... Ti esprimi in qualche altro modo, oltre che con la tecnica della quale ci hai parlato?

Microamica: Ho sperimentato molto, però adesso l'intaglio riassume un po' tutto il mio percorso espressivo. Restiamo perciò sulla stampa artigianale e l'intaglio della carta...

TG: Che si fa comunque con coltelli o bisturi...

Microamica: Infatti...

TG: Vivi a Jesi?

Microamica: Vivo a Filottrano, con il mio ragazzo che è uno degli ideatori di questa manifestazione.

TG: Ah certo, Mona! Dov'è adesso? Devo intervistare anche lui!

Microamica: E' andato fuori a fumare.

TG: Ma gli hai detto che sarebbe il caso che si facesse chiamare in un altro modo? Sa cosa vuol dire "essere un mona" in friulano?

Microamica: Purtroppo, sì... Infatti, la prima volta che è venuto da me gli abbiamo tolto il soprannome e gli ho detto: "Facciamo che ti chiami solo Giacomo... Sai com'è...".

TG: Ho capito. Hai fatto bene. Ti vedremo anche al Ratatà?

Microamica: Sicuramente!

TG: In bocca al lupo!

Le opere intagliate da Microamica (sul muro a destra) esposte al Basement Party. A sinistra i lavori di David "Panic" Campana.

Giacomo Monachesi posterizzato

Tony Graffio: Ciao Mona, stiamo vivendo l'esperienza di un mondo Underground?

Giacomo Monachesi: Ci proviamo. Ci piace renderlo ancora Underground! 

TG: Soddisfatto della serata?

Giacomo Monachesi: Sì!

TG: E' stata dura organizzarla?

Giacomo Monachesi: Molto, però la soddisfazione ed il tasso alcoolico nel sangue rendono più accettabile tutta la fatica che c'è dietro a questo evento.

TG: Perché lo fai allora?

Giacomo Monachesi: potrei dire che lo faccio per portare avanti la causa. In realtà no, semplicemente mi piace fare quello che faccio e adoperarmi per creare socialità.

TG: Ok, grazie, questa mi sembra una bella risposta.

Giacomo Monachesi: Non lo faccio per il guadagno, ma per il piacere d'essere qui.

TG: Che cosa fai tu nella vita?

Giacomo Monachesi: Un'attività assimilabile a questa. Lavoro insieme a Jerry Brigante in un bar a Osimo, però quello che facciamo adesso va oltre il lavoro, vogliamo divertirci con gli amici e fare socializzare anche chi non si conosce.

TG: Chiarissimo, molto bello! Hai ragione c'è un sacco di gente simpatica che ha voglia di parare e di conoscere altra gente. Questa sera c'è un'atmosfera particolare e sento anch'io che sono tutti miei amici. Grande Basement!

Jerry Brigante

Tony Graffio: Ed eccomi con il grande Jerry Brigante. Che cosa significa per te Basement?

Jerry Brigante: Al di là che ci troviamo davvero in uno scantinato, questa è un'occasione per stare insieme, fare amicizia e conoscere quelle persone di cui magari avevi sentito parlare, visto i lavori e che qui hai modo di incontrare per avere uno scambio di idee e opinioni, o per mettere le basi per collaborazioni artistiche e culturali. Ma non farmi parlare tanto perché sono un po' imbarazzato...

TG: Coraggio Jerry, non vorrai farmi credere d'essere timido, vero?

Jerry Brigante: No, non sto fingendo, io sono timido!

TG: Voi avete organizzato il primo Basement Party l'anno scorso a Osimo?

Jerry Brigante: Esatto. Basement è un raccoglitore d'idee.

TG: Da che cosa si distingue l'edizione di quest'anno da quella dell'anno scorso?

Jerry Brigante: Innanzitutto, abbiamo chiamato Sonny Alabama per unire le forze con lui. Ci ha dato una grossa mano per la promozione su internet e a livello grafico. Ha anche chiamato qualche artista. Ha contribuito parecchio alla buona riuscita dell'evento.

TG: Jerry, normalmente di cosa ti occupi?

Jerry Brigante: Gestisco da tre anni, insieme a Mona, l'Igno Park di Osimo, uno dei più grandi skate park d'Italia. Oltre a questo, sempre insieme a Mona abbiamo il Barigno, il bar adiacente allo skate park dove, tra le altre cose, organizziamo serate musicali con DJ set, live music, degustazioni ed altre amenità.

TG: Hai esposto qualche lavoro?

Jerry Brigante: No, qua no. Non sono degno, anche se in realtà sono uno pseudo-grafico. Sono un autodidatta appassionato di disegno e mi arrangio... Sono un brigante, di nome e di fatto, però negli anni sono riuscito a mettere insieme vari progetti collegati alla grafica, come quello di progettare, stampare e vendere T-shirt.

TG: OK, adesso parlami della tua esperienza musicale.

Jerry Brigante: Adesso ho smesso. Per 20 anni ho suonato la batteria con i Mala Vida, un gruppo Punk-Combat-Rock dai testi impegnati. Abbiamo fatto quattro o cinque dischi... Non so se conosci The Gang? Un gruppo storico di Filottrano...

Voce fuori campo: Due birre!

Jerry Brigante: Arrivo!

TG: Quindi cosa hai fatto con i Gang?

Jerry Brigante: Con i Gang, oltre ad essere compaesani e buoni amici, abbiamo registrato un album insieme, nel 2007, intitolato MalaGang, dove proponevamo canzoni nostre inedite e loro storici cavalli di battaglia riarrangiati per l'occasione... Abbiamo anche organizzato un festival culturale a Filottrano. In tre giornate si sono esibite una quarantina di band che suonavano vari generi musicali. A contorno della manifestazione musicale c'erano un mercatino dell'artigianato, associazioni benefiche, culturali e umanitarie; oltre che artisti di strada e mostre varie.

Un party perfettamente riuscito, con tanta bella gente e bei lavori da ammirare.

TG: OK, ultima domanda: perché hai organizzato nuovamente il Basement Party?

Jerry Brigante: Perché sono pazzo!

TG: Lo sospettavo... Grazie.

Tra tanti personaggi del mondo della musica, non ho potuto ignorare la presenza di Francesco Belelli-Lennon, un musicista appassionato delle sonorità elettroniche dei fantastici anni '60, DJ e sosia del mitico John.

Tony Graffio: Ciao Francesco, come stai?

Francesco Belelli-Lennon: Sto bene, grazie.

TG: Hai in programma qualche nuovo disco?

Francesco Belelli-Lennon: No, per adesso, pausa. Mi sto divertendo.

TG: Hai in progetto di dedicarti alle arti visive?

Francesco Belelli-Lennon: No, sono qua per accompagnare la mia compagna, Ohiana Añaños, l'hai intervistata poco fa, è lei che espone qui al Basement.

Francesco Bellelli-Lennon e la sua Yoko-Ohiana.





giovedì 20 aprile 2017

Basement Party - the Story - DJ Bruno di Transilvanya Dischi

Prima dell'inizio della grande festa tenutasi a Jesi in occasione di The Basement Party, l'11 marzo 2017, ho avuto modo di parlare con Bruno Tarabelli di Transilvanya Dischi, proprietario dello storico negozio di musica nel centro dell'effervescente città marchigiana e DJ molto conosciuto nella zona.

Bruno Tarabelli
DJ Bruno al Basement Party

Tony Graffio: Bruno, da quanto tempo esiste il tuo negozio?

DJ Bruno: Dal 1986, Transilvanya Dischi ha 31 anni.

TG: Raccontami qualcosa di questa tua esperienza commerciale.

DJ Bruno: E' molto dura. Adesso, tenere aperta questa attività è diventato difficile e si fa fatica ad andare avanti. All'inizio è stato molto bello, questo era diventato un punto d'incontro per gli amici che si riunivano qui per parlare di musica e scambiarsi opinioni, ma adesso s'è persa questa abitudine. I ragazzi non hanno più la curiosità di cercare e d'acquistare l'ultimo disco uscito. Non è più come ai nostri tempi, quando leggevamo le riviste musicali, ci tenevamo aggiornati e aspettavamo con ansia che i dischi arrivassero sugli scaffali dei negozi...

L'interno del Bruno's Transilvanya Records Shop

TG: Tu quanti anni hai?

DJ Bruno: 62.

TG: Parliamo di cose belle. Tu hai aperto questa attività per passione, vero?

DJ Bruno: Sì, io ho iniziato a seguire la musica dall'età di 13 anni. Compravo i 45 giri perché allora non c'erano soldi, poi ho incominciato a collezionare anche i 33 giri.

Bruno con alcuni dei suoi dischi preferiti: Lisergic Emanations dei Fuzztones e Beggars Banquet dei Rolling Stones. 

TG: Che musica ti piace?

DJ Bruno: Grosso modo il Rock, ma seguo anche la musica Reggae ed il Funky. Fondamentalmente il Rock.

TG: Vuoi citarmi tre dei tuoi gruppi preferiti?

DJ Bruno: Rolling Stones, Clash e per il Raggae, Bob Marley. Naturalmente, mi piacciono tantissimi altri gruppi.

L'ingresso del Transilvanya Records Shop di DJ Bruno

TG: Qua siamo proprio nel centro di Jesi, sarai molto conosciuto in città e dintorni...

DJ Bruno: Sì, certo, anche come DJ. Questa sera infatti farò ballare tutti al Basement Party.

TG: Molto bene e che musica ci porterai?

DJ Bruno: Rock'n'Roll, Beat, Soul... Comunque saremo in due. Con me ci sarà Andrea Maccarone, conosciuto come Macca. Lui viene da Ancona, è un po' di tempo che non ci troviamo, però siamo bene affiatati lo stesso.

Faster Epitaph Kill! Kill!

TG: Ad Ancona è rimasto qualche negozio che vende ancora il vinile, come fai tu?

DJ Bruno: Frequento poco Ancona, ma credo che lì siano rimasti ancora due negozi di dischi abbastanza riforniti.

La maglietta del Transilvanya.

TG: Da quello che è la tua esperienza e la tua visione sul mercato del vinile, ti sembra che ci sia un ritorno all'ascolto di questo tipo di supporto?

DJ Bruno: Sì, c'è dell'interesse, ma credo che la gente compri molto online.

TG: E' un'abitudine che io non capisco molto, in quanto chiunque può andare direttamente in negozio, scegliere, guardare, oppure chiedere di ascoltare un disco che ritiene interessante. Mi sembra una bella possibilità.

DJ Buno: Lo so, ma adesso sono in pochi a fare così, la maggior parte arrivano qui, ti chiedono il prodotto che vogliono e vanno via. Sanno già cosa cercano. Pochissime persone stanno qui a guardare i dischi. Il negozio di dischi non è più un centro di aggregazione, un luogo d'incontro per i giovani.

Man's Ruin Records
Man's Ruin Records

TG: Tu sei appassionato anche di arte visiva e di manifesti? Vedo che hai qualche pezzo interessante...

DJ Bruno: Ho qualcosa delle etichette discografiche, sicuramente una volta ero più appassionato.

TG: Ti capita di collaborare con la Bloody Sound Fucktory?

DJ Bruno: Sì, loro mi portano i loro prodotti, io li espongo e se c'è interesse si vendono. Chiaro, loro sono di un'atra generazione. Abbiamo interessi un po' diversi, non ci frequentiamo molto, ma in certe occasioni, come questa, ci capita di lavorare insieme per dei DJ set.

TG: Da dove hai ricavato il nome di Transilvanya?

DJ Bruno: Dal Transilvanya Boogie di Frank Zappa, però io ho tenuto solo Transilvanya...

Un vinile dei Sigur Ros di non facile reperimento

TG: (Rido) Ok. Quali sono i dischi che vanno per la maggiore adesso?

DJ Bruno: Le ragazzine amano i dischi dei format televisivi. Ultimamente, un disco che ho venduto molto è quello di Ed Sheeran. La vendita di musica Rock è calata molto.

TG: Beh, però un negozio che esiste da 30 anni dovrebbe avere una sua clientela, ed è un luogo che dovrebbe essere riconosciuto dalla comunità come qualcosa da salvaguardare, no?

DJ Bruno: Sì, però in realtà adesso faccio anche fatica a rifornirmi; una volta acquistavo più merce. Adesso i cambi ed i prodotti nuovi arrivano un po' in ritardo, non proprio il giorno in cui esce il disco... Inizio ad avere qualche problema con i fornitori. Se entrano meno soldi diventa più difficile anche fare gli ordini.

David Bowie, colonna sonora de: The man who fell to Earth.

TG: Ad ogni modo, il vinile lo tengono in pochi ai nostri giorni e da quello che vedo tu sei molto ben rifornito; hai perfino dei titoli che non sono nemmeno riuscito a trovare a Milano, come questo disco di David Bowie che commemora i 40 anni del film: L'uomo che cadde sulla Terra. Ti faccio i miei complimenti per questo e ti chiedo di vendermene una copia.

DJ Bruno: Ti ringrazio, io ho sempre avuto cose interessanti, anche nel periodo in cui in Italia si trovava poco io acquistavo i dischi d'importazione.

TG: Dal Regno Unito?

DJ Bruno. Anche da ditte italiane che importavano dall'estero. Sono sempre stato ben fornito perché ho sempre avuto una grossa passione per il vinile.

Mucchio Selvaggio, Blow Up, Buscadero.

TG: Cosa ha fatto cambiare il modo di ascoltare la musica? Il fatto che la gente utilizza il computer piuttosto che uno stereo tradizionale?

DJ Bruno: Adesso tutti hanno problemi di mancanza di spazio, quando nascono i figli chi ne fa le spese è spesso il giradischi.

TG: Vedo che qui hai anche delle riviste. Sono in libera consultazione?

DJ Bruno: Sono mie, se qualcuno le vuole leggere può farlo liberamente: è una piccola emeroteca. Una volta ne compravo di più... Le riviste italiane costano 6-7 euro, quelle inglesi 10 e più euro, è pur sempre una spesa.

TG: Beh, comunque è una bella possibilità che offri gratuitamente ai tuoi clienti. Poi, vedo che tieni anche i dischi da 10 pollici, hai proprio di tutto!

DJ Bruno: Molti sono usciti per il Record Store Day, il giorno del disco del vinile che quest'anno cadrà il 22 aprile.

Paul Weller Landslide ed altri dischi da 10'


martedì 11 aprile 2017

Basement Party - the Story - Finalmente apre la cantina!

Basement Party, 11 marzo 2017. Cotton Club, Jesi.

Tony Graffio: Rieccoci qua Nando, finalmente nel bellissimo scantinato del Cotton Club. Mi sembra che la serata stia andando alla grande, che ne dici?

Nando Luconi: Direi proprio di sì. Guarda: il salone è pieno di gente, dall'ingresso fino alla consolle di Bruno e Macca.

TG: Nando, tu, Alessandro Gentili, Jonathan Iencinella e Sonny Alabama nel 2004 avete fatto nascere la Bloody Sound Fucktory, un'etichetta discografica indipendente. Perché?

NL: All'inizio l'etichetta era nata come una fanzine cartacea ciclostilata che aveva l'intento di promuovere l'underground musicale. Col tempo, abbiamo iniziato ad organizzare delle serate di concerti e DJ set nei locali della nostra zona, sempre per promuovere il genere di musica che ci piace e di cui si parlava nella fanzine. Nel 2007 c'è stata un'evoluzione. Con l'uscita del primo album siamo diventati un'etichetta: a febbraio di dieci anni fa è uscito il disco della Bloody Sound Factory con il numero di catalogo 001.

TG: Quanti artisti o gruppi avete prodotto in questi anni?

NL: Guarda, l'ultima uscita che abbiamo avuto il mese scorso è stata la numero 56. A livello di artisti, credo che siano circa una quarantina. Abbiamo avuto intorno alle cinque uscite all'anno. Il nostro è un progetto no-profit e autofinanziato, perciò la nostra produzione dipende molto dalle disponibilità economiche che abbiamo al momento.

TG: Stampate sia su vinile che su CD?

NL: Sia in vinile che su CD; abbiamo anche qualche cassetta in catalogo. Siamo amanti di questo formato, anche se quando possiamo preferiamo pubblicare in vinile, anche se ha una spesa di produzione diversa rispetto al CD. La nostra passione, nonostante questo fatto tende comunque a privilegiare il vinile.

TG: Grosso modo, quante copie stampate per ogni uscita?

NL: Le tirature, mediamente, vanno dai 300 ai 500 pezzi, con qualche eccezione. Solo per alcuni gruppi molto richiesti abbiamo stampato 1000 copie. Dipende molto dall'attività "Live" che c'è dietro all'uscita, perché la maggior parte del materiale viene venduto durante i concerti delle band. Più serate fa il gruppo, più dischi vengono venduti.


Basement Party 11 marzo 2017
Nando Luconi in versione psichedelica brinda alla bella serata con una bevanda addizionata da corroboranti sostanze radioattive. Ovviamente sto scherzando, si tratta soltanto di un effetto visivo speciale, il bicchiere contiene normalissima birra moderatamente alcolica.

In un rapido giro di esplorazione, rivedo i disegni di Diego Bonci.


 Diego Bonci in mostra a Basement Party

Le serigrafie di Sabaprodaktion.

 La destrutturazione dei manuali Ikea di Sabaprodaktion.

Le serigrafie di Marco "50 lire" Macellari.

Sul muro, dietro al bancone, quattro grandi quadri di Marco "50 lire" Macellari.

C'era anche una giovane donna contemporanea che espone una giovane donna della Belle Epoque tatuata sul suo braccio da un grande tatuatore.

Ohiana Añaños Argomaniz, 33 anni scarsi, mostra un tatuaggio di Booka.

Ohiana è una grafica che viene da Ansò, un paesino bellissimo della Spagna, sui Pirenei, nella provincia della Huesca. E' un posto che conosco bene perché per qualche anno andavo spesso da quelle parti per fare i miei giri in moto, a tutto gas. Poi, anche lì hanno piazzato gli autovelox... Scopro che il padre di Ohiana gestisce un bar molto frequentato dai motociclisti, sicuramente ci devo essere passato. Ohiana ha studiato grafica a Tudela, le piace disegnare e dipingere. E' venuta in Italia per motivi di lavoro, è affascinata dalle cose vecchie, le piace lo stile di Alphons Mucha e sta iniziando a fare tatuaggi.

Alcuni disegni di Ohiana Añaños e, in alto, di Alessandro Turcio di Homeward.

 Amor - Odio - Ohiana A.

Donna Farfalla Ohiana A.

Poi, d'un tratto è arrivato un tipo che ha fatto impazzire tutte le ragazze... Ma dove l'avrò già visto?
John Lennon Belelli
John Lennon Belelli


No, il vocalist dei Jesus Franco & the Drogas non si sta ancora addormentando, è così quando è felice...
Microamica e Sonny Alabama


Intanto, dietro il bancone Jerry Brigante e Supermario Monachesi si sostengono l'un l'altro.
Supermario Mona Monachesi
Jerry Brigante e  Giacomo Monachesi


C'è sempre qualcuno che ha qualche ripensamento e preferirebbe non aver presentato i suoi lavori o dire che non è roba sua, ma ormai è troppo tardi...
Scuola Internazionale di Comics Jesi
Alex Massacci, fumettista e insegnante presso la Scuola Internazionale di Comics di Jesi


Da un'altra parte c'erano uomini nudi che correvano.
Sulla parete, le opere di Uomini Nudi Che Corrono.


Mentre le donne ballavano vestite, in un ambiente che diventava sempre più fluido...
Ragazze che ballano vicino alla consolle dei DJ.

...e colorato. Al di fuori del tempo e dello spazio.
Macca e Bruno.

Ma non è tutto; ci sono altri espositori che hanno ancora qualcosa da dirci, pertanto non perdetevi gli ultimi aggiornamenti che usciranno nei prossimi giorni sulle pagine di Frammenti di Cultura. TG 

lunedì 10 aprile 2017

Basement Party - the Story - Warm up

Sabaprodaktion al Jack Rabbit

Trenta giorni fa, verso le 20,30 iniziavo il mio giro di ricognizione e di riscaldamento tra i bar, i brewpub ed i burger bar di Jesi, dove furbescamente Sonny Alabama, Jerry Brigante, Mona & soci avevano disseminato opere varie, performance artistiche e gruppi musicali per dare un assaggio del Basement Party ai curiosi e iniziare a far carburare gli ospiti, perché si sa che bisogna entrare un po' nel clima del divertimento, prima di lasciarsi andare veramente, affrontare il momento clou della serata e rendersi conto di essere al centro dell'attenzione. Infatti, credo che qualcuno non ce l'abbia fatta, non saprei dirvi con precisione le cause delle defezioni, anche se immagino che siano state raggiunte temperature troppo elevate durante il warm-up. Alcuni artisti, in effetti, non sono pervenuti al Party che poi è iniziato verso le 23. Non voglio pensare che abbiano ecceduto nel bere o nel mangiare, probabilmente avranno fatto qualche incontro molto interessante che li ha distolti dal "dovere" di presenziare alla loro esposizione, oppure si saranno trovati talmente bene allo Spaccavia, al Poldo o al Jack Rabbit che poi non si sono più fatti vedere. Vallo a sapere.
Fortunatamente, sono riuscito a cogliere qualche sprazzo di testimonianza al volo, ma devo dire che già certi discorsi erano difficili da fare e da capire. Sicuramente dopo qualche birra la lucidità generale iniziava a venire meno. Per non parlare del fatto che anche l'aumentare dei decibel ambientali contribuiva a rendere certi dialoghi un po' surreali, o perlomeno alquanto bizzarri. 
Vi faccio subito un esempio.

Tony Graffio: Ciao, tu chi sei e cosa fai?

Sabaprodakion: Sono Sabaprodaktion e faccio graffiti.

TG: Da dove arrivi?

SP: Adesso da Osimo.

TG: Ma non sei di Fano?

SP: No adesso vengo da Osimo.

TG: Ok, hai fatto l'Accademia di Belle Arti?

SP: Ho iniziato l'accademia, ma non l'ho finita... Sono stato a Londra e ho fatto altri giri...

TG: Chiaro... Cosa stai dipingendo qui al Jack Rabbit?

SP: Questo è un Totem.

TG: Un Totem che s'ispira all'arte Aborigena Australiana?

SP: E' un Totem murale.

TG: Certo.

SP: Un Totem da muro.

TG: Ti piace fare i graffiti?

SP: Sì, anche, a volte...

TG: Perfetto, ci vediamo dopo al Basement?

SP: Okkey.

Non l'ho più visto. Forse perché c'era davvero tantissima gente che si muoveva per moti convettivi e anche quando riuscivi ad incrociare qualcuno con il quale volevi parlare, poi ti sfuggiva qualcun altro. Credo infatti d'averlo sfiorato per qualche frazione di secondo, mi deve aver anche salutato, ma subito dopo l'eclettico Saba non c'era più.
E' stato un bell'evento, ma non è stato facile ricordarsi di tutti, peccato perché Sabaprodaktion è veramente un tipo interessante; magari quando gli ho parlato era molto concentrato sul suo lavoro e questo non gli ha permesso di farmi capire bene che cosa vuole raccontarci con la sua arte che è piuttosto poliedrica, anche perché è probabilmente l'espressione di una personalità multipla. Saba è un'entità underground che opera in modo alternativo spaziando dalla pittura murale, alla scultura, al fumetto, alla videoarte, alla land-art, alla grafica, alla pittura, alle installazioni, alla fotografia, agli interventi urbani, alla creazione di Fanzine e di altri materiali contro-culturali che fanno molto riflettere; come i suoi manuali di destrutturazione dei mobili Ikea che ribadiscono, anche con la serigrafia e la grafica, la sua "Strategia contro il Design democratico", già espressa in altri lavori come le sue riviste autoprodotte. Viaggia molto, ma non perde mai cognizione di dove si trova. E questo non è poco.


Sabaprodaktion Totem Jack Rabbit
Sabaprodaktion compone il suo Totem sul soffitto a volta del Jack Rabbit Brewpub Indipendente, dove sono visibili anche i poster di Sonny Alabama.

Bumblebee
Bumble Bee "Hot Roots" in formazione acustica.

Al Jack Rabbit ho incontrato anche Jerry Brigante che dava man forte ai Bumblebee.

Tony Graffio: Ciao Jerry, come si chiama il vostro gruppo? 

Jerry Brigante: Bumblebee "Hot Roots".

TG: Che cosa avete suonato?

JB: Pezzi propri e cover storiche blues. In realtà io li accompagno quando sono in formazione acustica, niente di particolare.

TG: Ok, Jerry, ci vediamo dopo.


Sonny Alabama Rock poster Art
 Nei due poster centrali esposti al Jack Rabbit da Sonny Alabama incontriamo i nomi di DJ Bruno e DJ Nando due appassionati di musica che conosceremo presto su queste pagine in brevi interviste.

 Nando Luconi è superfortunato, ha ricevuto in omaggio il supergadget taumaturgico di Tony Graffio, se lo volete anche voi richiedetemelo via email inserendo un indirizzo plausibile e farò in modo di farvelo recapitare a casa per posta.

Ho fatto un giro da Poldo per farmi un hamburger classico, mica male! Ho dato un'occhiata in giro ed ho trovato le serigrafie di Marco "50 lire" Macellari, ma di lui non c'era traccia. So che è un artista che ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Macerata e che oltre ad essere un designer/illustratore è anche un esperto incisore. Mi sarebbe piaciuto parlargli anche per questo, ma sarà per la prossima volta. Anche lui, come tutti i ragazzi che ho incontrato qui, ama la musica, da come si può facilmente intuire osservando i suoi lavori.

I gattoni sugli schienali dei divanetti del Poldo Burger Bar fanno strani scherzi, occhio che non vi mangino qualcosa.

Grazie ragazzi, ciao Federico torneremo presto...

Si ricomincia il giro: destinazione Spaccavia!

L'ingresso del Bar Spaccavia in viale Vittoria, 61

Sui muri dello Spaccavia altri poster di Sonny Alabama & Motherfuckers; dietro il bancone: Riccardo Staffolani e Samantha Tempestini. Anche qui c'era un sacco di gente, ma aspettate di vedere quanta ce n'era al Basement Party!