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mercoledì 31 dicembre 2014

Il trenino delle feste di Natale parte da Dergano

La Milano di Tony Graffio prosegue la valorizzazione e la diffusione di notizie riguardanti gli ultimi artigiani presenti in città.
In una società sempre più delocalizzata e virtuale è bello sapere che esistono ancora persone che fanno le cose per davvero con materiali naturali, in maniera tradizionale e con amore.

A Dergano, un quartiere nella periferia nord, tra Affori e Bovisa, in via Guerzoni angolo via Caianiello, 2 è presente da circa due anni un'associazione che promuove il riciclo ed il riutilizzo di oggetti di legno con l'impiego di attrezzi da falegnameria e liuteria.
Si tratta di un gruppo di 4 amici con diverse competenze professionali che hanno sentito l'esigenza di dar sfogo ai propri interessi e alle proprie passioni, coinvolgendo gli abitanti della zona in un laboratorio pubblico dove si praticano attività manuali per la riparazione d'oggetti d'uso comune, o la costruzione di qualsivoglia cosa progettata dal futuro utilizzatore.
Per accedere a questa falegnameria di quartiere basta pagare un euro per l'iscrizione annuale all'associazione di promozione sociale Terra del Fuoco e contribuire con 5 euro l'ora all'utilizzo dello spazio, degli utensili e per poter fruire dei consigli e dell'esperienza di Andrea Crivelli, Franco Gallerani, Massimo Alò e Mauro Poletti che ci seguiranno durante la realizzazione del nostro progetto artigianale.
In associazione vengono organizzati anche dei mini corsi professionali per l'uso del tornio, lezioni condensate in 10 ore, in due giorni ed altre simpatiche attività.

Un trenino da giardino in scala G (1:22,5 con binario a scartamento di 45mm) della Lehman

Durante queste feste invernali, sta svolgendosi la terza edizione del Trenino di Natale di Dergano, un'iniziativa voluta da Franco che è l'appassionato di modellismo del gruppo.
Dal 20 dicembre al 3 gennaio per i bambini e non solo, è possibile provare l'esperienza di condurre un mini convoglio ferroviario sul plastico che ha circa 16 metri di sviluppo di rotaie, miniatura allestita all'interno del laboratorio di falegnameria, tra sedie da riparare, squadrette di ferro ed altri attrezzi momentaneamente accatastati ai lati della grande stanza.

Le feste di Natale sono un momento magico per i bambini, chi è rimasto in città ha ancora un paio di giorni a disposizione per conoscere questi giochi da giardino diffusi soprattutto in Germania, Svizzera e Stati Uniti.
Un po' di svago e divertimento sono il modo migliore per passare le feste.
Giocare fa bene a tutti.


Se volete visitare la Terra del Fuoco e condurre i trenini in questi giorni, vi consiglio di telefonare prima a Franco: 3334110916, per prenotare il vostro viaggio ed essere sicuri di trovare il laboratorio aperto. Tony Graffio

Aggiornamento del 24 dicembre 2015
Quarta edizione del Trenino di Natale a Dergano. Anche quest'anno, nel periodo delle vacanze scolastiche invernali, c'è la possibilità di portare i bambini a giocare con i trenini dell'Associazione Terra del Fuoco. Per conoscere gli orari d'apertura della mini-ferrovia contattate Franco allo 3334110916.

La piccola stazione ferroviaria di Dergano

mercoledì 24 dicembre 2014

Art in box

Ultimamente, sono andato a vedere vari tipi d'espressione artistica che vi ho presentato sulle pagine di graffitiamilanoblogspot.it (Graffiti a Milano, la Milano di Tony Graffio. Diventato poi Frammenti di Cultura.), anche oggi, Vigilia di Natale, sono andato a conoscere un giovane maestro in una disciplina particolare che sta scomparendo.
Il laboratorio dove lavorano Luciano e suo padre Filiberto è nella vecchia Milano, in Alzaia del Naviglio Grande al numero 46, dentro un cortile dove si penserebbe di trovare di tutto ed infatti questa piccola officina sembra quasi essere una dépendance della grande fabbrica di giocattoli di Babbo Natale. Giocattoli per adulti, in questo caso.

La bottega del fundeghé (droghiere) e de l'ortolan, in una casa di ringhiera della vecchia Milano

L'Art in box è un'attività che dovrebbe essere una valorizzazione del room box, ovvero la riproduzione di un ambiente in scatola, come veniva inteso in Inghilterra.
Si tratta di un opera un po' concettuale ed artistica fatta con pittura e ritagli vari, tipo la composizione fatta in una scatola di sardine con immagini del 1900.

Luciano Bartoli mi racconta la sua esperienza di miniaturista

L'Art in box si basa sul riciclo e sul riutilizzo di materiali di vario tipo recuperati nel corso degli anni per garantirsi un magazzino sufficiente ad affrontare un po' tutti i generi di soggetti che possono essere richiesti dai clienti.
Filiberto e Luciano Bartoli eseguono miniature di ambienti riprodotti in scala, a seconda delle esigenze di chi chiede queste realizzazioni.
Queste ricostruzioni di ambienti reali o fantasiosi vengono generalmente riprodotti partendo da immagini fotografiche, su commissione.
Per esempio, il Museo della Rasatura della famiglia Lorenzi (via Montenapoleone, 18) aveva richiesto un negozio di barbiere partendo da un ambiente italiano per poi arrivare alla riproduzione di un barber shop di New York.
Filiberto è un insegnante di educazione artistica in pensione che ogni tanto si prendeva delle divagazioni anche in applicazioni tecniche e da sempre ha avuto capacità di pittore. Ha iniziato questa attività di nicchia agli inizi degli anni 1980.
Filiberto ha perciò lasciato i pennelli ed ha iniziato ad imitare la Taste.
Tutto è iniziato con un signore che voleva un souvenir di una casa di ringhiera, ma il risultato ottenuto con la prima scatola fu talmente riuscito bene che ne vennero richieste altre due dalla stessa persona, e da lì è nata l'attività.
Essendo il figlio di un artista impegnato in questo lavoro, ero quasi sempre con lui  e giocando ho iniziato anche io ad occuparmi di queste cose, adesso siamo presenti nel mondo delle miniature da circa 30 anni.

Biergarten nelle ultime fasi di lavorazione

In questo mestiere tutto parte da una fotografia.
I clienti sono persone che hanno spesso a che fare con il modellismo, mentre coloro che ricercano il souvenir vogliono il “quadretto emozionale” di un particolare nostalgico, tipo le case di ringhiera.
Si tratta un po' di un'operazione legata ai ricordi, magari coloro che ci hanno vissuto nell'infanzia vogliono una riproduzione che li aiuti a ricordare un periodo felice della loro vita, mentre i giovani che nelle case di ringhiera non ci hanno mai abitato, non sentono quest'attrazione e pensano a circondarsi di qualcosa di diverso che ricordi loro altre cose, o che esalti situazioni a loro care.
E' sempre richiesta una personalizzazione che parta da elementi della vita del cliente (fotografie, oggetti personali luoghi, ma solitamente immagini).
Ad un medico è stato riprodotto un ambulatorio professionale di un medico della mutua a cui è stata aggiunta la locandina del film di Sordi, (era un individuo che aveva anche una certa propensione alle belle donne).
I clienti sono maniacali sotto l'aspetto del dettaglio e capita sovente che abbiano dei dubbi su certi oggetti o manifestino alcune perplessità per la riproduzione della scala e la sua precisione.
Non mi ritengo un modellista, ma un artigiano dell'emozione.
La ricerca dei materiali è importante, adesso non ci dedichiamo più molto tempo perché abbiamo già tutto, siamo saturi di piccola oggettistica ed in più abbiamo anche stampi al silicone per replicarli.
Tempo fa, abbiamo fatto dei bei garage con pannelli degli attrezzi attingendo materiali dai giocattoli.
L'ultima trovata è ricavare certi elementi dalla bigiotteria, questo incontro ha portato all'utilizzo di manigliette per borse o copri interruttori d'ottone luccicante.

Giocattoli di tutti i tipi e di tutte le epoche

Ogni oggetto sembra essere prezioso ed avere una storia importante

Luciano continua a raccontarmi in cosa consiste il suo lavoro e cosa ha capito in questi anni di esperienza.
"Nel lavoro non la tiro per le lunghe, mediamente ci metto 2-3 settimane per realizzare una miniatura.
Se fai attendere troppo i clienti finisce che s'innamorano di qualcos'altro.
Noi dobbiamo fornire emozioni immediate, o il cliente perde l'amore per ciò che desidera... Si tratta di beni emozionali.
I costi dipendono dalle dimensioni, per un 38x45 cm ci vogliono circa 250 euro.
Se avessimo fatto pagare le nostre scatole per il tempo realmente impiegato a realizzarli non saremmo riusciti a vendere niente, così abbiamo deciso di valutarli secondo le dimensioni.
I quadretti nelle quali abbiamo inserito le Harley costano circa 150 euro.
Le ho fatte per Novegro dove per un paio d'anni, avevo preso uno spazio lì per portare un po' delle mie opere e cercare di venderle e capire anche cosa voleva il pubblico.
Non sempre particolareggiando un lavoro si ottiene l'effetto desiderato, anzi spesso facendo così il quadretto sembra un giocattolo.
I miei lavori sono abbastanza fuori scala per essere artistici.
Il gusto per la scelta e la composizione fanno quasi tutto, è in questo modo che si crea qualcosa di diverso.
Qual'è la differenza tra me ed un pittore?
Un pittore usa solo i pennelli, poi subentra il bagaglio culturale. 
C'è chi chiede se lavori ad olio o ad acrilico, ma quello che conta è il contenuto e ciò che realizzi.
"Al Garghet" ci ha comprato parecchie opere, chi volesse vederle potrebbe recarsi in questo ristorante tipico a mangiare, si trova in via Salvanesco 36, a Milano.
Le miniature arredano e tengono anche compagnia.
Filiberto adesso ha scoperto i giochi folk e ci si dedica cercando di migliorarli.
Dopo 30 anni di Mastro Geppetto qualcosa di strano succede, c'è chi cerca di dar vita ai burattini e chi cerca l'evasione ripercorrendo i sentieri del passato in un'epoca digitale come quella che stiamo vivendo, sembra tutto senza senso, ma la gente ha sempre bisogno di sogni.
Questa è una passione che ti fa perdere la testa.
Filiberto è stato il mio maestro, ma lui s'è inventato quasi tutto da solo, chiaramente devi sempre stare attento a quello che ti accade intorno e cercare d'imparare il più possibile da chiunque.
Forse anch'io dopo tanto tempo tra queste piccole case ed oggetti sto dando qualche segno di pazzia, infatti ultimamente mi dimentico perfino di firmare le opere.
Come mi sento in mezzo a tutta questa polvere? Quale polvere?
Che cos'è la deformazione professionale? Mio padre è stato in Brasile a trovare mio zio ed ha comprato materiali per case di bambole molto belli, in Italia non si usano più. Credo che per altri 30 anni avremo materiale a sufficienza per continuare l'attività senza problemi.
Se abbiamo clienti affezionati? Un cliente che veniva qui ogni 2 anni da Jakarta era proprietario di un concessionario Mercedes e voleva delle situazioni da garage in scala 1/12, 1/18 o 1/36.
Per la scala, io oramai vado ad occhio, utilizzo il buon senso, un tavolo dev'essere più basso di un tavolo e così via, bisogna far in modo che le cose non stonino tra di loro, senza essere maniacali.
Richieste strane? Non assistiamo a richieste particolari per i materiali da utilizzare quanto sugli oggetti da inserire nell'ambiente inscatolato.
Spesso ci richiedono con precisione quali oggetti utilizzare e dove inserirli, qualche cliente vuole che la miniatura riproduca fedelmente la propria casa o il proprio luogo di lavoro sistemando esattamente gli oggetti dove sono collocati nelle loro abitazioni.
La nostra pazzia, forse deriva più dall'assecondare il cliente che dal lavorare con oggetti di piccole dimensioni.
Siamo a tutti gli effetti degli scenografi.
Abbiamo avuto a che fare con la pubblicità e con la fotografia, lavorando con Giovanni Gastel.
Un paio di volte abbiamo fatto dei presepi abbastanza grandi per la parrocchia del quartiere Santa Maria delle Grazie ai Navigli, realizzando una natività galleggiante sull'acqua del naviglio. Adesso sembra che non ci siano soldi per l'arte, così non l'abbiamo più fatto.
L'investimento principale consiste nel mettersi in casa tanto materiale facendo molto magazzino, abbiamo quantitativi tali di chiodi impressionanti e viti rare da far invidia ai ferramenta più forniti.
Il valore è tuttavia solo estetico, non sta nei materiali che si utilizzano, come qualcuno potrebbe pensare.
Tu sai che il tuo lavoro potrebbe avere un valore inestimabile, quindi non quantificabile e per questo potresti chiedere qualsiasi cifra per le tue opere, ma se lo facessi, quasi sicuramente queste rimarrebbero invendute, quindi si cerca di non considerare le ore effettivamente lavorate, ma si decide di attribuire al tutto un prezzo accessibile al cliente.
Si tratta comunque di un investimento emotivo.
Un tempo sui navigli venivano a cercare l'opera artistica, adesso invece si vuol trovare il souvenir. Non ci sono quasi più studi artistici, ma botteghe.
Prima entravano dei committenti, adesso dei clienti.
I clienti? Non so come mi trovano i miei clienti, probabilmente sono gli oggetti che li portano qua.
Alla fiera di Novegro avevo esposto le vespe che sono riuscito a vendere bene, tornando a casa a mani vuote, perché avevo a che fare con un pubblico di appassionati. L'anno dopo ho portato le Harley, ma non ho riscosso lo stesso successo perché la gente ricerca il prodotto italiano.
E' più romantico avere la committenza.
Tuttavia l'oggetto non fa la comprensione di ciò che si richiede.

Se ho concorrenti? No, stanno morendo quasi tutti.

Un consiglio? Il clima generale dell'ambientazione funziona meglio della ricercatezza del dettaglio; non state a perdervi nell'eccessiva fedeltà dei particolari o non ne uscite più, rischiando anche d'uccidere l'atmosfera e la magia dell'opera." 

Una parte del laboratorio

Fotografie e intervista di Tony Graffio

giovedì 4 dicembre 2014

Fenomeno d'ingratitudine

Una fotografia che riemerge dall'archivio del tempo, era il 2002. 
Ronaldo Luís Nazário de Lima, considerato uno dei migliori giocatori di calcio di sempre, dopo 5 stagioni con l'Internazionale di Milano esprime il desiderio d'indossare la maglia del Real Madrid; i tifosi e la dirigenza della società nerazzurra, in coro, lo assecondano in questa scelta dicendogli d'andarsene.
Tracce di questo dialogo tra tifosi e il "Fenomeno" compaiono anche sui muri della città, specie in zona S. Siro.

Ronaldo vattene!

Carlo Cecaro non fa altro che congelare questo momento che gli stimola uno spunto per una riflessione artistica espressa in una specie di presepe urbano dei nostri tempi; ne esce uno spaccato della realtà milanese e del clima che si viveva in quei giorni. 
Era un evento sportivo mondiale, ma anche una notizia di costume che attirava l'attenzione dell'uomo della strada, oltre che degli appassionati di calcio. Anche chi non seguiva questo sport si sentiva autorizzato ad esprimere una sua opinione sull'argomento e su come i calciatori moderni siano diventati preponderantemente delle imprese per incassare denaro, senza cuore né anima .
Dopo Ronaldo, all'Inter arriveranno altri fuoriclasse del calibro di Zlatan Ibrahimovic, prima e di Samuel Eto'o, poi; oggi la crisi finanziaria attraversata dal paese ha fatto scomparire i fenomeni assoluti del calcio dalle squadre italiane, ma gli imprenditori di questo sport continuano a muovere ingenti capitali, nonostante sia sempre più difficile coprire le abissali spese di questo mondo dorato.


Cecarart

Cecaro dice che negli scorsi anni trovava più ispirazione dai muri della città che gli davano la carica per emulare la realtà con le sue miniature urbane, effettivamente il contesto socio-culturale contemporaneo è difficile che porti ad avere degli entusiasmi particolari per gli eventi che si vivono nella società italiana, ma non è detto che guardandosi bene in giro si possano scorgere altri momenti da voler conservare con istantanee fotografiche o tridimensionali.
Io stesso, molte volte, vorrei rinunciare dal presentare certe tracce poco convincenti delle espressioni artistiche o pseudo tali, che scovo per la città, ma poi il desiderio di voler creare un quadro generale di questo squarcio di "Milano nell'epoca della grande crisi e dell'Expo dei furbacchioni" mi induce a proseguire la mia ricerca, nella speranza d'offrire ai posteri uno squarcio sulla realtà generale di questi giorni.
E' sempre difficile decidere di che cosa parlare e che opere o reperti presentare ogni giorno, la mia non è una scelta estetica atta a voler parlare solo di quanto abbia un valore assoluto, ma il tentativo di ritrarre questa società in modo completo, o abbastanza esauriente.
Immancabilmente mi capiterà di escludere qualcuno o qualche elemento che per qualcuno può avere un valore sociale, culturale o di costume, sono conscio di questa eventualità, ma non ho la presunzione di poter conoscere tutto o di poter illustrare ogni cosa, confido sempre in un maggior coinvolgimento degli autori della street art e del pubblico che mi legge, in modo che mi vengano segnalate maggiormente gli argomenti e le opere, o gli elementi di cui scrivere.
Spero, fino ad ora, di avervi mostrato cose simpatiche o interessanti che possano esservi utili per le vostre personali riflessioni.

Graffiti metropolitani

Il dietro le quinte di un'opera semplice, ma evocativa.


Note tecniche di Carlo Cecaro
Nel 2002, realizzai con una piccola autofocus, ovviamente a pellicola, in via Argelati a Milano, le fotografie del manifesto pubblicitario Parmalat con l'immagine del Fenomeno.
Cercai di farle il più possibile simmetriche ed ortogonali, stando il più in asse che potevo con il centro del manifesto, ho ritagliato il poster, in quanto, non possedendo il computer, non avrei potuto fare correzioni prospettiche in post produzione. 
Credo che siano riuscite bene anche scattando a mano libera, no?
Fatta stampare la fotografia, ho ritagliato il poster e, in copisteria, l'ho ridotto e riprodotto su carta come una mini-fotocopia.
I muri e la pavimentazione stradale hanno l'anima di legno di masonite, il rivestimento del muro è quello a mattoni per i plastici dei trenini.
Il selciato è riprodotto con stucco per muri levigato a carta vetrata e dipinto con colore acrilico grigio, le ombreggiature le ho dipinte di nero con la tecnica del pennello a secco.
Rifiniture varie sono state effettuate con pezzetti di legno (palo della luce, bordo del muro).
Sabbia alla base del muro mischiata a bi-componente epossidico e colorata.
Se riuscite a recuperare un vecchio numero (nr. 67, luglio 1999 pag. 16 e 17) della rivista "Tuttomodellismo" della Hobby & Work editore troverete la recensione di un'altra mia ambientazione urbana definita "Italian Graffiti", nella quale oltre al significato c'è la descrizione dettagliata per costruirla.
Si tratta di scenette che ho definito: presepi metropolitani moderni; li ho creati idealmente per ambientarvi un modellino di automobilina o motocicletta in scala 1/43 (o in scala differente), spesso legati con affissioni pubblicitarie dell'epoca, se vi piacciono, ne presenterò altri nelle pagine di questo pazzo blog di Tony Graffio.

Misure dell'opera: cm 12X9,5X7,5
Altezza muro: cm 6,5
Altezza della base: cm 1

Curiosità
Questa mini-opera è stata venduta, all'epoca, in più pezzi, uno è stato acquistato anche da Dumbo, a cui un amico aveva segnalato la presenza della miniatura riportante una sua mini-tag in un negozio di oggettistica da collezione, dalle parti di piazzale Aquileia.
Altri pezzi invece hanno preso la strada del Brasile e sono conservati là da collezionisti sudamericani.
L'opera mostrata in queste fotografie è l'ultimo pezzo in possesso all'autore che dubito fortemente voglia vendere.
Per eventuali contatti, i numeri di telefono di Carlo sono leggibili sul retro dell'opera, vicino la firma dell'artista. Tony Graffio